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La teoria dello sviluppo psicosociale di Erickson identifica 8 fasi che gli individui sani dovrebbero attraversare dalla nascita alla morte. In ogni fase incontriamo bisogni diversi, ci poniamo nuove domande e incontriamo persone che influenzano il nostro comportamento e il nostro apprendimento.
Fase 1: Fiducia di base contro diffidenza. Da piccoli ci chiediamo se possiamo fidarci del mondo e ci chiediamo se il mondo è sicuro. Impariamo che se possiamo fidarci di qualcuno, ora possiamo fidarci anche degli altri in futuro. Se invece sperimentiamo la paura, sviluppiamo il dubbio e la sfiducia. La chiave del nostro sviluppo è la nostra madre. [Musica]
Fase 2: Autonomia contro vergogna e dubbio. Nella prima infanzia facciamo esperienza di noi stessi e scopriamo il nostro corpo. Ci chiediamo: "È giusto essere me stesso?". Se ci viene permesso di scoprirci, aumentiamo la fiducia in noi stessi. In caso contrario, possiamo sviluppare vergogna e dubbi. Entrambi i genitori svolgono qui un ruolo importante. [Musica]
Fase 3: Iniziativa contro sensi di colpa. In età prescolare prendiamo l'iniziativa, proviamo cose nuove e impariamo i principi di base come la rotondità delle cose. Ci chiediamo: "È giusto che io faccia quello che faccio?". Se siamo incoraggiati, possiamo seguire i nostri interessi. Se veniamo frenati o ci viene detto che quello che facciamo è sciocco, possiamo avere dei sensi di colpa. Ora stiamo imparando da tutta la famiglia.
Fase 4: Industriostà e inferiorità. Ora scopriamo i nostri interessi e ci rendiamo conto di essere diversi dagli altri. Vogliamo dimostrare di sapere fare bene le cose. Ci chiediamo: "Se possiamo farcela in questo mondo?". Se riceviamo riconoscimenti dagli insegnanti o dai coetanei, diventiamo laboriosi, che è un'altra parola per dire che lavoriamo duramente. Se invece riceviamo troppi feedback negativi, iniziamo a sentirci inferiori e perdiamo la motivazione. I nostri vicini e le scuole che frequentiamo ci influenzano maggiormente in questo aspetto.
Fase 5: Confusione tra identità e ruolo. Durante l'adolescenza impariamo che abbiamo diversi ruoli sociali: siamo amici, studenti, figli e cittadini. Molti vivono una crisi d'identità. Se i nostri genitori ci permettono di uscire ed esplorare, possiamo trovare la nostra identità. Se ci spingono a conformarci ai loro punti di vista, possiamo trovarci di fronte a una confusione di ruoli e sentirci persi. La chiave del nostro apprendimento sono i nostri coetanei e i nostri modelli di riferimento. [Musica]
Fase 6: Intimità versus isolamento. Da giovani adulti comprendiamo lentamente chi siamo e cominciamo a lasciare andare le relazioni che avevamo costruito in precedenza per adattarci. Ci chiediamo: "Se siamo in grado di amare?". Se possiamo impegnarci a lungo termine, siamo fiduciosi e felici. Se non riusciamo a stringere relazioni intime, potremmo finire per sentirci isolati e soli. I nostri amici e partner sono ora al centro del nostro sviluppo.
Fase 7: Generatività versus stagnazione. Quando raggiungiamo i 40 anni, ci sentiamo a nostro agio, usiamo il nostro tempo libero in modo creativo e forse iniziamo a contribuire alla società. La nostra preoccupazione è la generatività. Se pensiamo di essere in grado di guidare la prossima generazione in questo mondo, siamo felici. Se non abbiamo risolto prima alcuni conflitti, possiamo diventare pessimisti e sperimentare una stagnazione. Le persone a casa e al lavoro sono quelle che ci influenzano di più. [Musica]
Fase 8: Integrità dell'ego versus disperazione. Con l'avanzare dell'età tendiamo a rallentare e a guardare indietro nella nostra vita. Ci chiediamo: "Come ho fatto?". Se pensiamo di aver fatto bene, sviluppiamo sentimenti di soddisfazione e integrità. In caso contrario, possiamo provare sconforto e diventare scontrosi e amareggiati. È tempo di confrontarci con il genere umano.
Eric Erickson era uno psicologo tedesco americano che, insieme alla moglie Joan, divenne noto per il suo lavoro sullo sviluppo psicosociale. Fu influenzato da Sigmund e Anna Freud e divenne famoso per aver coniato l'espressione "crisi d'identità". Pur non avendo conseguito una laurea, Erickson è stato professore ad Harvard e a Yale.