Transcription
[Musica] C'è chi dice, non so se lo sapete, ma c'è chi dice che noi scegliamo questo mestiere per essere amate. La cosa non è vera per me, perché io ho avuto la fortuna di conoscere alle scuole medie degli amici molto fedeli che non mi avrebbero mai più abbandonato.
I disturbi alimentari, un disturbo alimentare è come un diamante, è per sempre. È come una relazione tossica. Cioè, tu sai che ti fa male, che dovresti chiudere con lui, ma ogni tanto non resisti e te la fai, una pomiciata di nascosto da te stessa, te la fai, eh.
Poi la gente non lo sa, non lo capisce. No, ti dice quelle cose tipo: "Ma no, ma tu per avere il corpo che vuoi basta che mangi sano, ti alleni e poi, che diamine, un po' di forza di volontà". Non sanno che ci vuole molta più forza di volontà essere anoressico o bulimico che fa due squat. Fai gli squat, che ci vuole! Eccoli qua. Prova invece a fare andare a zero il bilancio entrate-uscite con la precisione di un commercialista onesto. Questa, questa è forza di volontà.
Allora, io ho scoperto che i disturbi alimentari sono una malattia un po' misconosciuta, come la depressione. Cioè, la gente non riconosce che tu stia male, pensa che tu voglia stare male, ti giudica per questo. Per esempio, l'altro giorno mi serviva una cosa su Google, sono andata su Google e ho scritto "voglio". Sai quando cominci a digitare e Google ti completa la ricerca? E a me me l'ha completata con "cedermi". Quanto mi conosce Google.
Sono finita su un blog di gente che si vuole suicidare. Ok, che non è tanto aberrante o agghiacciante quello che scrive la gente che si vuole suicidare, è un po' agghiacciante quello che scrivono le persone che tentano di dissuaderli. Cioè, uno ti scrive: "Basta, voglio mettere fine alla mia vita, non ce la faccio più". E tu gli rispondi: "Ma no, fatti una passeggiata, iscriviti in palestra". A uno che si vuole suicidare, tu i consigli di iscriversi. Che sono frasi che effettivamente potrebbe avere un lato positivo, cioè farti rispondere: "Ma guarda, considerato quello che mi hai detto, meglio depressa che [ __ ]". Ci può stare assolutamente.
Allora, io ho avuto un po' di tempo in quest'ultimo periodo, ho deciso che volevo risolvere una volta e per tutte questa cosa dei disturbi alimentari. Ho scoperto l'i eating. Voi sapete cos'è? No. Neanch'io. No, non ho sentito. Scusate, no, sembrate un gruppo di autoaiuto. Comunque, allora, intuitive eating. Che cosa pensavo? Intuitive eating, c'ho fame, mangio. In realtà, no. L'alimentazione intuitiva dice che noi abbiamo dimenticato come nutrirci naturalmente perché siamo troppo condizionate e condizionati dai modelli esterni che poi diventano interni. Tipo, quando qualcuno ti incontra dopo un po' di tempo e ti fa: "Sei dimagrita, come stai bene, sembri una modella". Che voglia di rispondere: "So dimagrita perché c'ho l'epatite C, che c'è mo non ridi più". Che, che. Ma peggio ancora sono i commenti politicamente corretti. No, a me spesso succede questa cosa che le attiviste mi dicono: "Chiara, però tu non puoi parlare di disturbi alimentari perché non sei credibile, hai un corpo troppo conforme". Grazie, troppo conforme. Un corpo troppo confor-ma. Ma che, ma che vuol dire? Corpo troppo. Ma ma c'è Tognazzi nell'aldilà che sta a gridare al plagio daa supercazzola.
Ma poi che vuol dire che un disturbo ce l'hai solo se si vede? Immaginatelo in terapia: "Dottoressa, sono tanto depressa". "Ma no, sta benissimo, è entrata sorridendo e poi è pure dimagrita. Sono 80 euro". Adesso può deprimersi. Perché noi siamo ossessionati dal corpo degli altri. Pensateci, noi ogni volta che vediamo qualcuno dopo un po' di tempo, non possiamo esimerci dal fargli la recensione al corpo, tipo Trip Advisor. Trippa Advisor. No, non ridete, questa era per la prima serata della RAI. Scusate, sono confusa un attimo, abbiate pazienza.
Pensateci, che succede in tutta l'Italia? "Guarda tu che belle guanciotte che ha messo sulla pazzona della zia". "Stai spingendo con questi squat, ma quanto te piace magnare?". "Oh Gesù, a nonna, e come stai sciupato, ma stai mangiando?". "Ecoi i capelli, se tu stavi meglio prima". "Secondo me questo trucco troppo volgare".
[Musica]
"Ah, ma come, sei abbronzato, dov'è che sei stato?". "E pompei, sole. Stai bianco come in C con quel caviglione". "Le polacchine stanno". "Senti a me". "Ah, hai fatto la barba nuova coi baffi vecchi". "Fai cacare". Ma perché non se famo una pellata dei cazzi nostri? Grazie.