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Si sente spesso parlare di realismo, naturalismo e verismo, ma cosa si intende esattamente e quali sono le differenze fra i tre? Iniziamo col dire che il realismo è il movimento che ha dato origine alle altre due correnti. Si tratta di un movimento letterario che nasce nel XIX secolo con la necessità di fotografare la realtà, ovvero di descriverla fedelmente e in maniera oggettiva.
I due movimenti letterari che sono nati dal realismo, sono il naturalismo francese e il verismo italiano. Vediamoli nel dettaglio.
Il naturalismo è un movimento letterario che nasce in Francia nella seconda metà dell'Ottocento. Nasce dall'idea di descrivere le cose con lo stesso metodo applicato alle scienze naturali. Tutto deve essere visto, osservato o sperimentato prima di essere descritto. L'esponente più importante del movimento è Émile Zola, conosciuto anche come il teorico del romanzo sperimentale. Per Zola, lo scrittore non deve inventare la realtà, ma osservarla per poi riprodurla oggettivamente nelle sue opere. Zola racconta il mondo delle miniere e delle ferrovie, della speculazione immobiliare, del capitalismo, della vita operaia e della prostituzione.
Mentre in Francia il naturalismo muove i suoi passi, in Italia si sviluppa il verismo. Questo movimento letterario subisce enormemente l'influenza del positivismo e del naturalismo francese di Zola. Le opere del verismo descrivono principalmente la realtà dell'Italia meridionale e insulare e seguono due caratteristiche principali. La prima è il principio di impersonalità. Cosa significa? Che l'autore non deve intervenire nel testo per evitare di compromettere l'idea che il lettore può farsi di un personaggio o di una situazione. Ed ecco la seconda, che è conseguente alla prima: la narrazione deve essere distaccata e in terza persona.
Tra gli esponenti più importanti ce ne sono soprattutto tre. Il primo, non puoi non conoscerlo, è Giovanni Verga, l'autore dei Malavoglia, delle Novelle rusticane, di Mastro-don Gesualdo, ma anche di novelle come La roba, Rosso Malpelo o La lupa. Verga ha scritto anche romanzi patriottici e mondani, ma è conosciuto soprattutto per le sue opere veriste. Queste non solo raccontano la sua terra natale, la Sicilia, ma hanno anche un importante risvolto politico. Si occupano, infatti, della questione meridionale, di cui probabilmente hai sentito parlare. Inoltre, ed è molto importante, nelle opere di Verga il punto di vista è quello dei "vinti", ovvero le persone che il progresso e la modernità lasciano dietro di sé. Sono pescatori, contadini, muratori, minatori, persone comuni, vittime dello sviluppo economico che non tiene conto di loro e delle loro vite.
Il secondo autore che colleghiamo al verismo è un amico di Verga, Luigi Capuana, i cui romanzi più importanti sono Giacinta, Profumo e Il marchese di Roccaverdina. È Capuana che, a Milano, fa conoscere a Verga il naturalismo francese.
Infine, c'è Federico De Roberto, il cui romanzo più famoso è I Viceré. Qui la storia di una nobile famiglia catanese si intreccia a quella del Risorgimento italiano nel Meridione.
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