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OMICIDIO PETTINI GENTILCORE 1974 BIS LA NOTTE DEL MISTERO

LA NOTTE DEL MISTERO - THE NIGHT OF MYSTERY - 2:14:12

Transcription

Io non so perché, ma ho la sensazione che tu mi stia guardando. E allora ascolta, la gente qui ti chiama mostro maniacco belva.

Ma in questi anni credo di aver imparato a conoscerti, forse anche a capirti. E so che tu sei soltanto il povero schiavo di un incubo di tanti anni fa che ti domina. Lo so che in passato, ti ha insegnato il sospetto, la diffidenza, ma in questo momento non ti sto mentendo e non ti mentirò. E anche dopo se quando deciderai di liberarti di questo mostro che ti danneggia, tu sai dove e quando e dove trovarmi. Io ti aspetterò.

Ma in questi anni credo di aver imparato a conoscerti, forse anche a capirti. E so che tu sei soltanto il povero schiavo di un incubo di tanti anni fa che ti domina. Lo so che è passato, ti ha insegnato il sospetto, la diffidenza, ma in questo momento non ti sto mentendo e non ti mentirò neanche dopo. Se quando deciderai di liberarti di questo mostro che ti finalezza. Tu sai come, quando e dove trovarmi. Io ti aspetterò. Tu sai come, quando e come trovarmi. Io ti aspetterò.

Io ti aspetterò. Tu sai come, quando e dove trovarmi. Io ti aspetterò. Tu sai come, quando e come trovarmi. Io ti aspetterò. Tu sai come quando e dovrei trovarmi io ti aspetterò.

Oh, buonasera a tutti. Sai quante persone ci ascoltano stasera? una una massa, una massa, una massa, perché stasera io, anzi tra ieri e oggi ho fatto tanta di quella pubblicità, come si dice, nemmeno i i pig, vabbè, non voglio dire la parola. Allora, buonasera a tutti da www.florenceinnationalradio.com. Io stasera sono sempre col buon Daniele Bronzi che è accanto a me, che vive qua ormai. Eh sì, ormai è diventato tutt'uno con lo studio che vi dirà il numero di telefono per poterci contattare st 055247985.

Bene, allora se volete mandare messaggi SMS WhatsApp 33868 e niente, andiamo a presentare gli ospiti. Stasera ragazzi facciamo la settimana scorsa l'avete sentito che parlavamo di rabatta con Francis, Lorenzo e Luca. Stasera parliamo, facciamo una sorta di rabatta bis insieme a Nicola Blasco, Giampaolo Zanetti. Sì, l'ha detto lui perché io io sbaglio, lo chiamo in tutte manefor che che Giampaolo e la nostra amica non vuole parlare. Lisa, sei qui. Va bene. Sal neanche saluti al microfono. Ciao a tutti. Ciao. Cosa ne pensi dell'emmocid del 74? Dai, ecco belle resi il microfono. Facciamola sciogliere, facciamola sciogliere. Vai, vai. Poi dopo facciamo. È rossissima. Ma dai, è timida, è incredibile Verone. Madonna, fa pana col cellulare. Ora la faccia è nascosta, messo da davanti non si sa qual è la faccia, qual è cover. È vero.

Allora, i nostri ospiti li conoscete perché già ha fatto una puntata il 1968. Io darei subito la parola zia Bomba al Blasco. Te che dici? Blasco mi dà l'idea della canzone la combricola del Blasco. È vero. Buonas. Allora, buonasera e grazie comunque di avermi nuovamente invitato. Ho accettato volentieri. Eh, allora, praticamente, visto come dicevi tu poco fa, è stata già fatta una puntata, una bella puntata di più di 2 ore proprio giovedì scorso su questo delitto, quindi sarà un po' difficile per noi stasera dare qualcosa di aggiunto, diciamo. Ecco, io te l'ho già detto in macedito. Qualsiasi cosa voi diciate è sempre valore per noi e per chi ci ascolta. Proviamo. Vabbè, c'erano due mostri sacri come Francis e Lorenzo e ora ci ci troviamo qui dopo 7 giorni a dover parlare della stessa cosa. C'era anche lo Scuffio, eh. E c'era anche Luca. Sì, infatti era mi sono dimenticato, mi perdonerà. Praticamente sono venuti a fare questo questa puntata Rabatta bis con la consapevolezza che comunque sarà un po' un pochino complicato dover metterci in coda e dire delle cose che non sono state già dette. Noi ci proviamo. Va bene, per esempio, me ne viene in mente uno, la posso dire? Certo, siamo a posto. Cioè questo è stato il delitto a parte è stato il stato uno dei tre delitti che tutt'oggi, a 45 anni di distanza da quando è accaduto, non ha ufficialmente un colpevole per la giustizia italiana. è un delitto pratente impunito. Esatto. Cioè, non dimentichiamoci, questo non è un particolare da poco, diciamo, sono passati 45 anni, non è stata resa giustizia a queste vittime né ai loro familiari perché ricordiamo che i compagni di mer i compagni di merended si sono praticamente beccati l'ergastolo e il Lotti praticamente si era autoaccusato da dai diritti di Baccaiano in poi, quindi escludendo quello di Rabatta e i due dell'81 che non hanno tutt'oggi un colpevole ufficialmente.

Mi permetto buonasera a tutti. Giampaolo Zanetti, ripeto, no, volevo volevo aggiungere una una cosa a quello che diceva Nicola. Ehm le indagini che oggi eh ci sono ancora non sono mai state chiuse proprio in virtù del fatto che questi tre delitti, cioè il delitto di Rabatta del 74 e i due d i due duplici delitti dell'81 non hanno un non hanno avuto mai un colpevole. soltanto in primo grado eh sul giudizio Pacciani del primo processo Pacciani lui fu condannato anche per questi delitti, ma successivamente sentenza di secondo grado fu assolto e non hanno avuto appunto più alcun tipo di di di seguito. Eh ci doveva essere la revisione del processo, ma Pacciani morì prima che iniziasse la revisione, per cui ecco i da allora le indagini sono proseguite. Il PM dottor Paolo Canessa ha portato avanti le indagini anche sotto traccia per lunghi periodi, per lunghi anni, fino a estate del 2017, quando appunto ha conferito le deleghe per proseguire ulteriormente le indagini al PM, al sostituto procuratore di Firenze Luca Turco. E appunto proprio in virtù del fatto che questi tre delitti, non avendo mai non avendo ricevuto un e assegnato un colpevole, dettero appunto la spinta e la giustificazione al proseguimento dell'indagini. Ma attualmente sappiamo chi sta investigando.

Allora, per quanto riguarda le investigazioni attuali sappiamo pochissime cose. Molto è stato scritto sui giornali, specialmente negli ultimi 4 anni, prima su una un'investigazione che portava al tedesco, al famoso Rolf Reinek, proprietario di una ditta di Vaiano, un carbonizzo di di Vaiano e e poi successivamente virate sulla figura di di Giampiero Vigil. ilanti e che pare abbia chiamato in causa anche il suo medico di di famiglia dell'epoca, nonché dentista Francesco Caccamo. Ora, di queste indagini, l'unica cosa che sappiamo per certo, perché il il procuratore capo della Repubblica di Firenze, dottor Creazzo ha riferito è che appunto il le indagini sicuramente escludono una pista nera. Questa è l'unica cosa che è trapelata da parte della Procura della Repubblica di Firenze. dovrebbero essere state fatte negli ultimi due anni tutta una serie di, come peraltro trapelate dai giornali, ma in modo estremamente frammentario, tutta una serie di analisi del relative al tracce di DNA presenti sui corpi di reato, tutti quelli che dovrebbero aver trovato, conservato, trovato e ritrovato perché l'ufficio corpi di reato di Firenze con il cambiamento di sede del tribunale ha dovuto cambiar sede, quindi alcune cose potrebbero essere andate smarrite nel trasloco. Ah, però si però appunto si sa pochissimo di queste indagini. L'anno scorso, alla fine di maggio dell'anno scorso, ci furono eh notizie sui giornali riguardanti appunto un ulteriore anno di proroga delle indagini e non si capisce bene se su tutti i delitti, su questi tre duplici delitti o sulla figura specifica di Giampiero Vigilanti e di Francesco Caccamo. Comunque, fatto sta che maggio, oggi è il 30 maggio e domani entro qualche giorno dovrebbero dovrebbe finire questa proroga e si dovrebbe finalmente capire a che fine dovranno fare queste indagini e bale sarà, diciamo, il futuro giudiziario se un rinvio a giudizio oppure un'archiviazione per Giampiero Vigilanti e Francesco Caccavo. Però ad oggi, ormai è un po' di tempo che si seguono i giornali, ad oggi non è trapelato assolutamente nulla e tutto ciò che hanno scritto i giornali in questi anni sono cose che non si sa bene da dove vengano, da dove da dove dove scaturiscano.

Ma se non mi sbaglio una spinta alle indagini l'ha data l'avvocato Vieri Adriani. Vieri Adriani, se non mi sbaglio, che forse è l'unica veramente che sta cercando la verità. Eh, l'avvocato Vieri Adriani sicuramente e attualmente è l'unico, diciamo, legale incaricato da dai familiari del della coppia de dei francesi, diciamo, dell'ultima coppia di Morion e Cavecvilì e che si dà si sta dando ancora da fare perché in quanto legale è l'unico ancora che lavora su questo legale di parte chiaramente che lavora su in questo caso, a quanto se ne sa, e i familiari delle altre vittime, degli altri duplici delitti ad oggi pare che non abbiano alcun legale che curi, diciamo, un interesse specifico nell'ulteriore approfondimento per la ricerca della verità. Sembra che queste questo prosieguo di indagini sia dettato anche da un suo esposto che fu fatto alcuni anni fa, però non è certo, non è certo. può darsi che ci, anzi come io penso ci sia stato una, diciamo, una una concomitanza di di eventi, cioè la volontà per conto proprio di di del dottor Canessa di proseguire le indagini e anche l'esposto, appunto, di di via Adriani.

No, Ro per i messaggi, mi sta arrivando, ma sono messaggi miei personali, non voi. Ah, meno male, va, andata bene. Non sono insulti. No, no, e sì, momento, per il momento. No, ma proprio ci sta carino, eh. Sono arrivati oltre gli insulti, poi mi sono anche arrabbiato. Daniele sotto si è fatto risato.

Allora, voi avete no, cioè Gian Zanetti, Giampaolo, vabbè, cognome non è una mancanza di rispetto, credimi. E perché non voglio chiamarti per come l'ex capitano dell'Inter, ma non sono suo parente. Ma no, vabbè, io pensavo fossi un industriale. Rigore. Allora, voi avete detto che non ci sono collegam Voi l'ai detto te, ma penso che del Nicola sia d'accordo. Ci sono collegamenti con ehm la le piste nere, giusto? No, questa è l'unica cosa certa e scaturita da una dichiarazione ufficiale del procuratore capo della Repubblica di Firenze che ha escluso in modo categorico e questo lo ha fatto lui scritto su sui giornali e ha escluso in modo categorico, appunto, il l'esistenza di una pista nera, cosa che invece l'avvocato Vi Adriani ipotizzava e probabilmente ente aveva inserito, anzi sicuramente aveva inserito nel suo esposto fatto appunto alcuni anni fa.

Ok. Allora, secondo voi può esserci unento invece con le piste esoteriche? Sen no, perché? Ma ad oggi assoluta non se anche gli articoli di giornale che spesso e volentieri hanno ripetuto sempre più o meno le stesse cose nel corso del tempo, non hanno fatto riferimento a piste esoteriche e però qui si parla di fonti giornalistiche. Dal punto di vista delle fonti ufficiali non si sa assolutamente nulla, però si parlava, se non sbaglio, il povero Spezzi era stava messo in galera perché lui aveva anche un una sorta di Io l'ho visto amuleto, no? Era un fermaporta. Sì, vabbè, comunque una cosa che si ricollega che si ricollega collegava alle su quali basi sono state accusate ste persone di far parte di chissà quale dico massoneria, non è una massoneria. Qui si parla, qui si in questo caso ci si riferisce a una situazione avvenuta molti anni dopo. Esatto parlando a livello temporale. Poi lascio la parola a Nicola. No, no, fai pure, va, perché sulle piste esoteriche non ho granché da dire, se non per me soltanto una perdita di tempo, però è una mia opinione personale. Sono d'accordo con voi, totalmente personale. Per esempio, voglio dire una cosa, faccio solo un appunto. Si dice che che il killer colpiva nelle notti di Novilunio proprio in relazione a questo discorso esoterico. Quando poi invece vai a vedere il calendario lunare e vai a cercare le le date dei delitti, soltanto uno degli otto delitti era effettivamente una notte di Novilugunio a Lenzano, possibilmente, no? Alla boschetta di Vicchiosa. Sì. Se tu vai a se tu vai in questo motore di ricerca dove fanno vedere le la le lune, le fasi lunari, le fasi lunarie, metti le date dei delitti, praticamente c'è anche l'orario, non c'è non c'è mai, era semplicemente era un discorso di buio perché magari il cielo era coperto per altri motivi, ma a quel punto viene a cadere il discorso esoterico, cioè colpisce in notte di noi lunio, non era un novilunio, era il era buio totale perché comunque c'era il cielo coperto per altri motivi, però è un altro discorso Se tu mi dici è buio perché la Luna è in novilunio o perché il cielo è coperto son due sono due motivi diversi, però per chi segue la pista esoterica il discorso del Novilunio è importante. Quindi effettivamente non erano notti di Novilunio, erano notti dove magari c'era il cielo coperto che copriva praticamente quel poco di luna che che era rimasto. Ecco, io mi limito solo a dire questo, poi credo che non ci sia bisogno di dire altro.

Allora, io ho un'altra domanda da farvi. Allora, siccome si si narra, no, che nel 74 ovviamente nessuno può saperlo con certezza perché nessuno era là, se non il mostro e io sapete che ho già un nome, un nome e un cognome, però ve lo tengo per me perché fino a ora ho fatto altro che danni a dir, sì, che mi sto zitto e però eh quella notte si dice che lui abbia avuto dei problemi nel 74 sto parlando. Eh, secondo voi è vero? Ma problemi relativi a relativi al nell'uccidere la donna? Eh, sicuramente sicuramente praticamente no. Ora mi fai venire in mente che comunque diciamo che ha avuto più difficoltà nella fase sparatoria rispetto che a Signa, cioè laddove a Signa sembrava uno sparatore provetto che praticamente ha affreddato le vittime con pochi colpi ben assestati, insomma, ben virati. A a Arrabata. Arrabata sembrava invece un dilettante, capito? Che colpiva così e che tra l'altro non è riuscito a uccidere ambedue le vittime con il con il caricatore.

Sì, io volevo sfatare un attimo il fatto che Ma che succede? Perché facevi fate ste facce? Perché frusciava? Ah, pensavo per quello dicevo io. Ah, scusa. No, no, no. Te fai finta di una. No, no, c'è che problema. Ma che sta dicendo? C'era cosa cazzo sta dicendo? Cioè, c'era una un'interferenza. Perciò sembrava che ci fossero gli uccellini. E infatti. che stavo dicendo? No, io pensavo siccome un il nostro il nostro tecnico è in bagno, allora pensavo fossero rumori che Ma può darsi venga un'interferenza dal bagno. Non è stato fatto un check, capito? No, allora eh comunque sì, vabbè, comunque no, per dire dicevo che m praticamente laddove a Signa con pochi colpi ben mirati è riuscito a fare fuori, menché non si dica, entrambe le le vittime a Borgo San Lorenzo non andò proprio così. Tantoè vero che Mi fermo. Vai. Sì. No, volevo aggiungere una cosa. Ora, il discorso della bravura nello sparare è un discorso che oggettivamente per chi tendenzialmente ha un po' di dimestichezza con le armi e si fa quando c'è una certa distanza eh fra la pistola e l'oggetto da da colpire. Sì, ma a Signa la distanza la stessa in questo caso. In questo caso in tutti, anzi in tutti i casi, in tutti i delitti si parla di distanze ravvicinatissime. Esatto. Quello volevo dire io prima. Per cui ehm il fatto di dire bravo o non bravo è un qualcosa che si basa si può basare solo su sensazioni personali perché a distanza di 1 m o 2 m massimo eh siamo siamo tutti bravi. Esatto. No, ma la distanza era molto ravvicinata, no? La distanza, appunto, era ravvicinatissima, per cui, ecco, eh quando a livello giornalistico si è si è posto l'accento sul sul fatto della bravura o meno del provetto sparatore, come si è si è letto più volte, non so su che base si possa fare un'affermazione certa, cioè posta in modo certo, anche perché non si sa la distanza da cui ha sparato, sai? Se sparato a 20 m, allora cavolo che mira. Ma non ha maiato. Stiamo dicendo se spari da un metro. Stiamo dicendo che le distanze bene o male come diceva Nicol sono sempre molto ravvicinate sono sempre molto ravvicinate sia nel 68 che nel 74. Quindi per cui nel perché nel 74 ha durato molta più fatica nel 68. Mh. Eh, questa la domanda la mia domanda era questa. Eh, no, ma infatti, cioè, nel senso, non io vabbè, le loovo messa in maniera diversa, però te l'hai fatta più specifica, cioè perché le serie di distanze bene o male, ora al millimetro nessuno può saperlo. Beh, peròatore però è pur vero che te stai sparando comunque a dei persone che si muovono. Pertanto ci sta che te punti in spari in un punto e la persona cerca in quel frangente, se c'ha i riflessi pronti cerca ovviamente di scappare e di evitare colpi. Si parla di ragazzi giovanissimi, appunto, perciò molto reattivi, molto più reattivi. di di persone come un trentenne si parla si dice che appunto il la Stefania Pettini nel 74 avesse 18 anni minorenni erano minorenni e 21 e lo voglio dire non lo dice mai nessuno erano tutte e due minorenni le uniche le un le uniche vittime che erano minorenni tutta la storia dei dirittien perché nel 74 si diventava maggiorenni a 21 anni e loro avevano 19 pasquali 18 Stefania e l'anno dopo, nel marzo 75 uscì praticamente e la patente, scusami, la patente la patente a quei tempi allora si prendeva a 21 anni, ma col permesso dei genitori la potevi prendere anche a 18 o a 19 o a 20 anni. Ecco perché la Pettina aveva fatto l'esame teorico della patente, perché aveva avuto il permesso dei genitori, ma era minorenne. Sì, se mi dice era minorenne non mi tornava perché so come fai a guidare la macchina. Il decreto legislativo uscì il 10 marzo 75. Da quel giorno tutti praticamente diventavano maggiorenni a 18 anni. Chi aveva 20 anni diventava maggiorenni in automatico. Certo. Esatto. Ma loro due erano minorenni. Tutta la sera che mi dice voglio di' questa cosa, dire questa cosa.

Allora, pubblicità. Pubblicità in fascia.

Bene, siamo tornati. Allora, devo fare subito un appello velocissimo. Era entrato il nostro amico Pimpinni che era sparito, non si sa dove, nel Deep Web. Anche lui. Nel Deep Web. Deep web, nella porta verde gli scrivi Deep Web. Eh, più che più che vuoi me per la tippa, vero? Sì, sì. Allora, e vogli fare l'appello agli amici che mi stanno scrivendo un sacco di informazioni. Allora, ragazzi, veramente se volete chiamate senza nessun problema. Ora Daniele mi dà il numero. Non posso stare dietro agli appunti che prendo, dietro agli ospiti, dietro ai messaggi, non per male. Telefonate Massimo e Bernardo, chiamate. Prego. 055 247985, ripeto, 055 24 7795. Bene. E chi stava parlando di voi due. No, no, io avevo finito il discorso della maggiore età che ci ha sorpreso. Che ciha che ci ha sorpreso? Eh, mi arrivano che a chi a chi arrivano i messaggi. Allora, io voglio Prego, Ricord, però ecco, no, per finire il discorso di prima della reattività di due ragazzi comunque giovani e della maggiore difficoltà del del mostro di Firenze, fu poi chiamato successivamente nel nel mettere in opera questo questo delitto fu il fatto che la prima, come poi fece successivamente, si occupò po' dell'uomo che poteva essere sicuramente l'ostacolo maggiore. Successivamente si occupò della donna. Si occupò della donna, ma eh riuscì a prendere Stefania Pettini soltanto con tre proiettili e non in punti vitali. Quindi eh ecco per cui eh la povera Stefania Pettini fu, diciamo, eh colpita a morte non tanto dai proiettili, ma da un fendente in particolare uno allo sterno, se non vado errato. Allora, poi sappiamo che quella parola figliona, il 74 è stata colpita da 98 98 quasi punzecchiature spuntecchiature e molte lo lo collegano proprio appunto a un discorso di massonico. Ma eh secondo voi perché? Ecco quello io mi son fatto un'idea eh molto in breve. Ehm è come se fosse stato usato una delicatezza eh successivamente al mettere in opera, diciamo, all'uccisione della della ragazza, una certa delicatezza anche nel nella diciamo nello scempio che poi ne fu fatto del povero corpo e attraverso queste 94 quasi punzecchiature che si ricollegano ha una particolarità, cioè quella del tralcio di vite. Il tralcio di vite fu inserito nella vagina della della Pettini in modo molto delicato, infatti non fu assolutamente riscontrata al rilievo autoptico nessun tipo di lesione o lacerazione interna, neanche minima. Quindi questo tralcio di vite famoso non operò uno scempio all'interno della vagina, ma fu semplicemente quasi appoggiato, senza operare nessun tipo di di quasi appoggiato, non era infilato, no? Era infilato, ma appena appena. Non ho però nessun tipo di lesione, quasi come se fosse stato messo con una certa delicatezza. Secondo te per quale motivo? E sembra e pare, anzi no, nel suo caso sicuramente, praticamente sicuro, che ehm Stefania Pettini fosse eh ancora vergine. Ah, sì, questo è averbale. È averbale, lo disse. Questo è averbale e pare che nell'arco lo disse questo Stefano Galanti che con il quale ebbe una relazione. Vabbè, allora premettiamo tutto. Quello che stiamo dicendo è tutto agli atti. Eh, è tutto agli atti. Quindi non stiamo dicendo cose no. Sì, sì, no, ci si basa solo ed esclusivamente per serietà e correttezza su quegli atti ufficiali che sono usciti in questi anni che tra l'altro non sono neanche tutti disponibili perché ce n'è in rete uno solo, ma sicuramente ce ne saranno altri ai quali non abbiamo modo di accedere. Sì, ai quali è per ora, fino ad ora, almeno da parte del dei cittadini interessati alla vicenda è stato impossibile accedere. Leardo mi dice che alcune sono Chi è un altra? Niente un'altra volta per noi. Ah no, sono tue tresche. Allora, eh Mellano mi dice che alcune sono state date molto violentemente coltellate. Quelle lì e per ucciderla. Per ucciderla, certo, quelle che dovevano portare a morte, che portarono a morte la la ragazza. Quella però era la fase precedente, poi la fase successiva quella del Sì, nel post quell immediato. Allora, eh io vi ho invitato, vi conosco, abbiamo già avuto modo di discutere anche a Carenzale. Vuoi dire qualcosa? Dai dai. No, no, vabbè, no, no, no, penso no, vabbè, pensavo volesti dire qualcosa, eh, non fare così, fa la prima donna la signora che non no. Eh, sì, ora vengo in radio, dico tutto io e poi non ha detto e poi non ha detto una marza. Prego. Non è vero. Vabbè, comunque detto ciò, nel 68 sappiamo che per noi l'assassin per noi eh per noi l'assassino era uno solo. E perché secondo voi ha aspettato così tanti anni poi per per arrivare al 74? Ma sicuramente c'è un dato oggettivo che l'ultimo l'ultima l'ultimo grado di giudizio che ci fu al processo mele e fu proprio nel se nei primi mesi, se non sbaglio, del 74, dopodiché il caso si chiuse in via definitiva. Quindi potrebbe essere collegato il fatto che si aspetti tutto sto tempo per far sì che il delitto fatto con la stessa pistola, che nessuno ancora lo sapeva, ma la ma l'assassino. Sì, certo, che praticamente passasse in giudicato quel delitto. Cioè, così la cosa ti fa riflettere. Ricordiamo è plausibile, cioè sono ci sono prove, però chiaramente non lo sapeva nessuno, l'assassino lo sapeva e ti aspettiamo che ci sia un colpevole ufficiale passato in giudicato con tutti i gradi di giudizio. A quel punto, essendo il colpevolle, allora mi allontano i sospetti eventuali su sulla però è una è una contraddizione su quello che sarebbe accaduto negli anni a venire, cioè quando il mostro colpiva, quando arrestavano qualcuno, quando c'era qualcuno in galera, il mostro invece tornava a colpire vero una contraddizione Invece in questo caso qua avrebbe aspettato a colpire quando era certo che qualcuno era in galera e ci sarebbe rimasto. Sono tutte ipotesi da dimostrare, sono ipotesi che possono avere una loro plausibilità, ma che sia in questo caso del del quarto grado di giudizio, quindi che avvenne appunto nel 74, sia il fatto che dopo si fece la supposizione che il mostro colpisse per liberare qualcun altro, sono ipotesi. Non c'è nulla che però ci non c'è un dato oggettivo che ci possa però dare una qualche certezza. Però era abbastanza calettato, abbastanza preciso, arrestava quello, accusavan quello. Per me il mostro voleva colpiva perché voleva colpire. Allora io ho pensato questo. Lui non lo faceva per liberare le persone, lo faceva perché era necessità di farlo. Se poi c'erano si aggiungevano delle motivazioni, meglio ancora, insomma. Però, però vedi, primis per confermare quello che dice Daniele, quando praticamente eh ci fu la famosa telefonata mentre lo Spalletto era in carcere, cioè la famosa telefonata dicev "Ma cosa gli salta a mente a quel bischero, quel grullo di di andare a raccontare in giro che aveva visto due morti ammazzati prima che uscisse la notizia sui giornali". Ecco, in questo caso un po' di galera gli fa bene a quello scemo, insomma. In questo caso, in questo caso sicuramente è estremamente plausibile questo sì c'è un grado di plausibilità molto alto e qui c'è anche un elemento oggettivo e qui appunto c'è l'unico elemento oggettivo, probabilmente è stato operato, infatti fu l'unico l'unico anno in cui ci furono due duplici delitti. Esatto. Nel resto di degli anni e del resto degli altri duplici delitti ci fu un duplice delitto all'anno. Ecco, in questo caso, in modo estremamente plausibile con un elemento oggettivo, appunto, che fu la telefonata eh ricevuta da dal fratello di Spalletti, si può pensare una cosa del genere. Però la cosa che fa che fa riflettere è che non si capisce se tutto questo succedeva perché voleva di voleva rivendicare i delitti, come dire, sono stato io, non mi prenderete mai, sono stato io a uccidere oppure perché non gli sembrava giusto che in carcere al suo posto ci fosse qualcun altro. Quale dei due motivi potrebbe essere? Io ho pensato questo. Io ho pensato che lui non è che eh uccidesse per far liberare le persone in carcere. Secondo me le persone in carcere non gliene fregava niente. Secondo me lui uccideva per due per due motivi. Primo perché aveva necessità di uccidere perché era tipo raptus e secondo perché comunque voleva avere una sorta di rivendicazione sul fatto che quelle persone che erano in carcere non potevano essere quello che lui in quel momento era. Un certo grado di narcisia. Esatto, esatto. Io io io la vedo così. Poi tutti serial killer, anziodia mi meraviglia il fatto che non fra virgolette se è ancora vivo non sia fatto vivo perché normalmente si fanno vivo non si è ancora fatto vi eh si fanno a un certo punto diciamo che a fine carriera, mettiamola così, loro vogliono essere visti, vogliono firmare, vogliono dire sono stato io nel suo caso ci fando lettera la lettera dell'amore La lettera della Monica Ful suo addio, probabilmente. Sì, F. Secondo me aveva già deciso di smettere. E perché? Perché ormai lo stato di allerta era ai massimi altissimo. Quello non ci nell'86 lo avrebbero beccato sicuramente. Lui ne era consapevole, sentiva il fiato sul collo e ha smesso. C'è anche chi dice perché aveva finito i proiettili, non è da escludere che aveva finito magari i colpi, cioè avrebbe dovuto procurarsi una nuova scatola de proiettili. Non so fino a che punto poteva essere rischioso, cioè prudente o meno, capito? Procur discorso, scusami, eh Gian Paolo. Giampaolo è sempre Giampaolo. E vabbè, io non [risate] so con lui. Lo chiamo Gianiero, Gianluigi, bomba atomica, lo chiami. Abbiamo una telefonata. Eh, attenzione. Pronto? Sì, pronto. Sono Alessandro. Dottore, buonasera. Ciao Alessandro. Ciao Alessandro. Ciao, dica, esponga le sue idee. Sì. No, io ovviamente vi stavo ascoltando. No, volevo dire che secondo me il motivo per cui lui non ha ucciso dal 68 al 74 è un altro. Ecco, secondo me non il fatto che aspettava che ci fosse un colpevole per il 68. Ecco, eh credo che secondo me quello è stato eh quel suo primo delitto, quello del 74, è stato il suo primo vero delitto seriale, ecco, spinto da motivazioni differenti rispetto a quello del 78. Ti posso interrompere un attimo, Alessandro? Allora, io tra proprio oggi leggevo un documento che è un documento in studio che non voglio fare di cui non voglio fare nome, ma tutti hanno capito di cosa sto parlando. Sì, esatto. Dove dice che Allora, noi abbiamo sappiamo bene che qui, almeno penso anche te hai un nome in mente, no, non lo facciamo stasera. Sì. Eh, questa persona nella primavera di quell'anno era stato abbandonato dalla moglie. Sì. Quindi per cui potrebbe essere quello che ha fatto scattare Raptus. Puoi essere d'accordo con questa cosa? Sì, assolutamente. Anche perché come sai che io ho un grande interesse per tanti casi di serial killer spetto. Sì, lo so. Sei sempre convinto. Eh, certo. E infatti mi dicono quando lo cambi l'ospite. No, dico spesso la la molla, il primo delitto avviene spesso con una separazione, con la morte di uno dei genitori, eh cose, diciamo, traumatiche, ecco. Quindi anch'io penso che sia collegata la cosa. Ah, e il personaggio che era stato lasciato dalla moglie, poi si è rimesso con la moglie, poi è stato No, non con quella non si è rimesso, se n'è trovato un altro, se non sbaglio. No, no, la prima volta è ritornato. Prima volta al tornato rimollato da nell 1980. Le cose sono andate, cioè lui ha Allora, e il processo il processo di di mele è andato, diciamo, alla fine con un colpevole. Esatto. Ecco, e quel frangente lui è stato anche lasciato alla moglie, per cui non tanto il fatto di aspettare che qualcuno avesse, diciamo, una pena cera, cioè questo lasciata la moglie ed è scattata la molla. È tornata la moglie e si sono eh e si è placato. Esatto. È stato di nuovo lasciato dalla moglie. è ripartito, dopodiché eh ha avuto una compagna per un certo periodo che poi l'ha lasciato e ha rincominciato. Si parla sempre di lui. Sì, sì, sì. Alessandro, ma prego, scusa. Sì, sì, sì. Anche perché Esatto, infatti io volevo dire che il mostro di Firenza ha avuto due grosse pause, non solo una, quindi sì, guarda caso proprio in coincidenza di quei due episodi che ha avuto questa persona, quindi secondo me non è un caso, no? Io la cosa che non ho mai molto capito è perché non ha cambiato la pistola nel nel 74, perché secondo me uccidere con la stessa pistola era molto rischioso per lui, perché comunque sia nel 68 la persona di cui tutti parliamo e conosciamo era molto legata alla vittima, quindi riportare avrebbe riportato insomma quel delitto a far capire che forse la persona che è stata messa in carcere la persona sbagliata. che comunque non aveva agito da solo, perché se ammettiamo avesse usato un'altra pistola dal 74 in poi, credo che nessuno avrebbe ricollegato il vecchio delitto del 78, anche se la persona era la stessa, se siete d'accordo anche voi. Probabilmente non poteva cambiare pistola. Esatto. Quindi penso che anch'io evidentemente questa persona non era in grado di procurarsi una una nuova arma perché non è che poteva andare in un'armeria, comprarsi una pistola, intanto prendere il il convento passava quella, insomma, appunto, ma poi anche per un motivo anche per un motivo, come si diceva prima, di narcisismo, se questo cambiava la pistola avrebbe rischiato di, cioè, praticamente che il delitto fa compiuto proprio da lui venisse invece hagnato a qualcun a un altro nuovo capito? Cere per gli stessi motivi che uccideva quando le persone in carcere, secondo me. Esatto. Sì, se vogliamo metterla sul piano del narcisismo, sì, il discorso filaliccio, cioè doveva comunque firmarlo. Il fatto poi il fatto poi, scusa Alessandro, il fatto poi che avesse eh una pistola unica e un paio di scatole, sempre quelle eh di proiettili, dà quasi l'idea e fa pensare che ci sia stato, chiaramente non acquistati in modo regolare in un'armeria, fa pensare automaticamente a un furto primario, primigenio. che queste due scatole e questa pistola possa in qualche modo averle sottratte unitamente l'una alle altre in un'occasione e poi avere iniziato tutta la sua serie dal 68 in poi. Però volevo aggiungere una cosa a quello che hai detto prima. Non è che noi pensiamo che il motivo, o almeno io pensi che il motivo del delitto del 74 sia il discorso sia legato al discorso della chiusura del delle dei processi a Stefano Mele. Ho detto solo che è un dato oggettivo, cioè in quel in quell'anno ci fu il la chiusura del del quarto grado di giudizio a Stefano Mele e per l'appunto ci fu duplice delitto. A questo non voglio dire che esista una correlazione logica. No, no, certo, certo. È un dato oggettivo che nel nel 74 ci siano state queste due queste due cose, queste due vicende. Poi la correlazione uno la può fare come idea, la può fare come fantasia, ecco, però non esiste nulla che ci correlli in modo logico un una un fatto a quello successivo.

Allora, a me mi è arrivato un documento in anonimo dove c'è scritto che un certo Bevia l'acqua, tanto si può dire perché credo sia stato indagato anche lui, se non mi sbaglio, era a Firenze a giugno e luglio da da Giulie che è in inglese. Accidente alla miseria. luglio luglio eh giulai giugno giugno 74 e poi luglio 75 quindi dal giugno 74 a luglio 75 a sua giornata a Firenze fino all'89 fino all'89 eh sì quindi che ci vorrei dire quindi e cosa c'è ma non c'era nel 68 non lo sappiamo. Chi lo sa? Anonimo. Va bene. A me mi arrivano messaggi anonimi. Sì, ho capito chi è te mandato. Ecco, già dice anonimo. È anonimo, pertanto rimane anonimo. Certo. Va bene. Ok. Non non non vuol essere nominato. Esatto. Cioè te vorresti fare il confronto su quello che è stato detto l'anno scorso, almeno questa persona fare il confronto su quello è stato detto l'anno scorso con beve l'acqua. Ecco, ma io ti dico la verità, eh, dati oggettivi su questa persona, come come appunto diceva Zampaolo sta chiamando [risate] la roba d'ammazzo. Siamo siamo arriv Siamo arrivati direttamente in Veneto. Paolo. Eh, [risate] abbiamo pini va a pigliare il vino. Ma porca miseria da vabbè per l'appunto sono romagnolo io. Ecco, vedi la pronuncia. La pronuncia ci può stare anche giusta. San Paolo, so. Vbè, pertanto allora eh non ci sono tgettivi per poter veramente fare eh delle accuse a questa persona. Tra l'altro, se ti ricordi bene, Valerio Scrivo che salutiamo, ha anche intervistato eh amicone, lo possiamo dire. Tanto c'è sul canale studio, non c'è nessun problema. Certo, c'abbiamo il file qui. Eh sì, sì. Vabbè, quindi non c'è quindi volendo si può anche sen quindi non ci sono dati oggettivi. Va bene che lui Allora, se noi dobbiamo, secondo me, andare a cercare tutte le persone che hanno soggiornato a Firenze in quegli anni, si fa si fa un si fa un bel calderone. Esatto. Quindi, secondo me, ci vorrebbero essere dei dei particolari aggiunti per poter dire o muovere delle accuse, anche se noi accuse non le possiamo muovere, possiamo avere delle nostre idee, come abbiamo sempre detto. Quindi per cui sì, vabbè, ci sta che bevi l'acqua sia stato 74 all'89 e tutto quello che ti pare. Per me c'entra ben poco. Per me eh, poi se questa persona ti ha mandato ti ha mandato questo file, questo anonimo, è è pregato di di mandarci altro, insomma. Ah, beh, ecco, poi scusa Angelo, prego scusa, scusa, mi dimenticato che c'è. Sì. No, no, poi credo che anche ti ricordi sulla puntata di Zodia che ne abbiamo parlato e credo che alla fine era una cosa un po' messa lì, una forzatura, insomma, che non trovava nessun nessun vero motivo per credere che Zodiaca e il mostro fossero la stessa persona che fossero poi bevi l'acqua. sai su Zodiaca come la penso, sul mio sospetto numero uno che non c'entra assolutamente nulla con lui e credo che anche il sospetto numero uno del per rmorsa di Firenze fosse tutt'altra persona, ecco, una persona collegata al delitto 78 e non c'entra nulla Bevilacqua. Il fatto che Bevilacqua fosse attirente in quel periodo, beh, tantissime altre persone potevano essere attirenti in quel periodo, turisti, stranieri, quindi questo non significa quasi nulla, secondo me. Sì, sostanzialmente penso che non significhi nulla. C'erano mezzi Stati Uniti in vacanza. Sì. No, ma fatto, insomma, no, a parte quello, in una città come Firenze, anche anche londinesi, no? Devo dire una cosa, mi staiando messaggi che c'è persone che ascoltano le Allora, al primo collegamento parte in automatico dal server uno spottino di 30 secondi, dopodiché entriamo noi al primo collegamento. È normale. Ah, ok. Quindi è normale. Ok, quindi è normale si sente pubblicità, cioè appena premono il play o comunque va in autoplay la radio, sì. Eh, hanno messo questa bella cosa simpatica e parte 30 secondi di spottino e poi entra la radio. Ok, confermateci che adesso ci sentite. Prego, prego. Chi sta parlando? Te Alessandro, scusa. Sì, sì. No, beh, io sì, no, ho già detto quello che pensavo su Bevi l'acqua, no, io volevo, stavo ripensando, se non ricordo male, correggetemi voi, quando sentì un'intervista di Luigi Vigna dove lui era convinto che nel 68 e nel 74 avevano ucciso due persone diverse e lui sosteneva questo per l'uso del coltello che era mancato nel 78. Però io credo che eh abbia visto dal lato sbagliato quel delitto. Ecco, credo che nel 68 lui non ha usato il coltello, intanto perché c'era anche il bambino. È una presenza che negli altri eserizi non c'era e poi come sappiamo che probabilmente lì il motivo era molto differente rispetto a quello dei delitti successivi. Ecco, secondo me la persona è sempre stata la stessa, o almeno il mostro di Firenze è stato presente sul luogo del delitto in tutti gli otto duplici omicidi secondo me e su questo pochi dubbi. Ci hai fatto rimanere a motoliti, no? Va bene. Ora queste sono tutte cose che diciamo così, no? Ma nel senso, secondo me, secondo tutto secondo me, perché come dire io avessi che tempo, come dicevo a che mi ricordo che dicevo a Daniele, forse anche a me, eh, forse anche a te. E io sinceramente mi farei riportare al 21 agosto il pomeriggio, però non tanto per vedere chi, come dire, chi e cosa avresti fatto. Metti che tu ti fossi trovato. Io sinceramente sarei andato sotto casa di mele. Ah, ok. No, quello no, te lo so a cosa hai pensato, lo so, [risate] lo so benissimo quello che te hai pensato, che ci avrei provato con la loc. Come fatto a indovinare? Come hai fatto a indovinare?

Ma perché ti conoscerò? No, no, a parte scherzi, no. A parte che non è il mio tipo, però insomma, non avesse avuto questa possibilità, sinceramente chiunque si occupa di questa storia, un minimo di sale in zucca, andrebbe a vedere ora, non proprio il pomeriggio, però quella notte, eh, cosa sia successo davvero. E lì, secondo me, come ho sempre detto, chi ha sparato quella notte sta in mostri Firenze.

Non ci schiodiamo da lì, praticamente.

No, io no, non mi schiodo da lì. Voglia come dire. No, no, lo so. Non ci non ci schiodiamo da là perché eh ci sono documenti, ragazzi. Si parla di documenti, non di ipotesi. Beh, noi si possono fare ipotesi, ma le facciamo sui documenti. Ora, se tu mi vieni a raccontare un Allora, per tutti i beni, voglio a Francesco. Io gli voglio bene a Francesco, no? Tanto lui ci sta ascoltando in questo momento. Francesco, secondo Francesco è Pietro Pacciani. Io non ce lo vedo Pietro Pacciani lì perché dimare evidenza che ci sia stato eh Mele quella notte. E se fosse stato Pacciani, un serial killer solitario, ma che ci stava a fare Mele? Cioè, io io voglio che mi venga spiegato questa cosa perché se vi leggete il rapporto Torres, ragazzi, e cioè c'è scritto chiaramente che ci sono delle prove inconfutabili che lui era lì perché ha detto cose che nessuno sapeva. Ora, se poi vogliamo saltare a più e pari tutta la documentazione, vogliamo saltare più e pari come fanno tante persone, tra cui alcuni documentaristi. Beh, se non c'era bene, allora partiamo '74. Mi sta benissimo, mi sta benissimo che possiamo che si possa dare la colpa a qualcun altro, però ricordiamoci che la pistola che è partita dal '74, è arrivata all'85, eh, ha colpito anche il '68.

Assolutamente sì.

E allora come si spiega?

Ma però non è che magari Mele c'è arrivato dopo sul posto? Angelo?

Come, scusa?

Non è che magari ci è arrivato dopo sul posto?

Eh, ma come, come poteva esserci arrivato? Non può essere, non può essere arrivato dopo. Scusa, ma non può essere arrivato dopo perché lui ha detto chiaramente quanti colpi sono stati sparati e lì lo poteva sapere solo uno che c'era. E te mi dirai, te mi dirai, va bene, sì, ma glielo hanno detto loro. Ma loro chi? Non lo sapeva nessuno. La biopsia, il risultato della biopsia è arrivato dopo due mesi.

Sì.

Dopo due mesi si è accertato. Dopo due mesi.

Sì, sì, dopo due mesi. Esatto. L'hanno fatta. Prego. Poi.

Sì. Eh, io volevo farti una domanda, se è possibile.

Cioè, voglia.

Sì, ma secondo te, eh, visto che stiamo parlando di Stefano Mele, ma secondo te è stato veramente lui a sparare quella notte?

No, però ho capito, però se non sbaglio, su di lui era, era risultato positivo al guanto di paraffina, giusto?

Perché comunque gli hanno fatto toccare la pistola.

Esatto.

Ok, d'accordo. Quindi secondo te non è stato lui?

Sì, io comunque sto rispondendo a livello personale, cioè magari ognuno c'è qualcun altro. Il guanto di paraffina è positivo se hai sparato perché ti rimangono le tracce di polvere da sparo. Se ti fanno toccare una pistola, non bisogna vedere se tocchi la canna. Erano tracce minime, ragazzi, erano tracce minime.

Lui era positivo qui in questo lembo di carne. Se avesse toccato la pistola dalla parte della canna.

L'avesse presa. L'hanno fatta toccare.

3 mm per una lunghezza di 3 mm. Tra l'altro qui.

Nella nella pelle, fra il pollice e l'incavo tra il pollice e l'indice. Vedete lì, però la gente.

Non ha sparato lui.

Quando uno spara, quando uno spara, quella zona è protetta. Se casomai gli hanno messo la pistola a mano. Allora.

La, cioè praticamente il guanto di paraffina risulta su in maniera omogenea su tutta la mano, ma non è qui che è più protetto il punto. Cioè è.

Quando qualcuno invece, se tu tocchi la la tocchi praticamente la la pressione da parte della canna dopo che hai sparato e ti e ti praticamente ti imbratti il lembo di carne, il quale di polvere da sparo è chiaro che risulti positivo soltanto lì. Ma uno che ha sparato non può risultare positivo soltanto lì.

No? Poi c'è da dire anche, diciamo, una considerazione personale. E quando una persona non è molto esperta nello sparo, tendenzialmente tende a sparare con due mani, mettendo tutte e due le mani, proprio perché essendo inesperta, essendo insicura, comunque anche da breve distanza, per avere un'arma in mano.

Ha comunque fa comunque un certo effetto.

Certo. Soprattutto per una persona che non l'ha mai avuta o che magari l'ha avuta soltanto in una o due occasioni durante il servizio militare, come come poteva avere.

Quindi tendenzialmente si apre.

Doveva andare in fascia. Sì. Ecco, ora senti, che la pubblicità per davvero o ho il riempitivo di.

Alessandro, devi chiudere.

No, no, può stare lì. Alessandro, puoi stare lì in attesa tranquillamente. Eh.

Va bene. Volevo fare un'altra domanda. Ok. Stai lì. Buonasera a tutti, siamo tornati. No, io sto ancora discutendo qui in fuorionda. Alessandro, ci sei?

Sì, sì, eccomi.

Bene. Ecco, torniamo a Alessandro Bruscema. Buscema che lunedì sarà a disposizione di nuovo per l'intervista in attesa di aspettare Claudio Bossi e il Titanic. E Alessandro, volevo fare un'altra domanda. Prego.

Sì. Eh, no, volevo dire, visto che stavamo parlando del '68, eh, secondo voi in quanti erano quella notte? Veramente? Perché secondo me, per far funzionare quel delitto, dovevano essere almeno tre persone. Non due.

Per me quattro.

Per me minimo tre.

Sì, minimo tre. Però secondo me erano quattro. E sono convinto che non è stato Stefano Mele ad accompagnare Natalino alla caldaia del De Felice, secondo me.

Ecco, su questo io c'ho dei dubbi.

Io sono d'accordo che non è stato Stefano.

Però l'altra volta Nicola ha detto una cosa che io non avevo pensato, eh, nel senso, mi sono anche tirato le le.

Che è stato accompagnato da chi poteva raggiungere la propria abitazione nei pressi.

Ma di di perché chi ci abitava vicino? Ci abitava il servo pastore di Salvatore Vinci, tale Silvano Vargio. Abitava a fianco del De Felice. Quindi cosa c'era di meglio che farlo accompagnare a lui e poi rifugiarsi subito in casa a poche decine di metri? Non sta in piedi il fatto che Stefano Mele abbia accompagnato Natalino perché si sarebbe trovato da solo alle 2:00 di notte in mezzo a una strada senza un mezzo di locomozione per tornare a casa. Ma diciamo anche un'altra cosa, poi ragazzi, veramente.

Però comunque sono cose che abbiamo già detto.

Poi torniamo al '74, parliamo dei calzini sporchi. Calzini, c'è scritto sui documenti che erano usurati. Usurati significa che potevano essere anche vecchi da prima.

Vecchi e che succedesse sta cosa non perché lui abbia camminato per 2 km, 1,5, quelli che sono. Quindi usurati, non sporchi, puliti, erano usurati.

Ale, volevi chiedere, fare altre domande perché noi volevamo ricominciare a parlare perché mi hanno brontolato che io io picchio sempre nel '68, guarda. E sto guardando una cassa da dove arriva la tua voce, mi sembra di parlare con con l'immenso e che sempre.

No, volevo tornare un attimo al '74.

Sì, prego, prego, prego. Torniamo in tema, sennò qui sclerano. Secondo voi il mostro quella notte ha ucciso quella coppia volendo veramente uccidere loro due, oppure è stata una scelta casuale? Io propendo più per la scelta casuale. Secondo me lui non ha, tranne il primo caso del '68, lui non ha mai scelto le sue vittime, né ha mai seguite. Io sono convinto che lui soprattutto sceglieva i luoghi e uccideva la coppia che capitava quella notte. Questo ovviamente non sempre, perché ad esempio, eh, secondo me lui arrivava a volte prima della coppia e aspettava il momento giusto per colpire. Ovviamente non sono.

Sì.

Non è successo sempre. Ci sono tante scuole di pensiero, infatti, su questo. Discente, però io vorrei ricordare la mia idea, cioè se tu arrivi prima in una, mettiamo una piazzola frequentata da coppietta, quindi sappiamo che nei fine settimana hai ottime possibilità che qualcuno lì ti capiti e comunque è meno rischioso che probabilmente continuare a girare in cerca di coppietta con una pistola in macchina e un coltello. Quindi, secondo me, lui parcheggiava la macchina lontano e si avviava a piedi nella piazzola che aveva scelto e stava lì nascosto. Quando la coppia arrivava, lui aveva tutto il tempo per scegliere il momento migliore per colpire, perché se la coppia fosse stata sul luogo del delitto prima di lui, comunque c'erano le possibilità che la coppia lo vedessero arrivare con i fari della i fari della macchina. Cioè, capite cosa voglio dire? Soprattutto negli anni '80, quando l'allarme mostro era veramente alto. Per questo io credo che lui arrivasse sui luoghi prima, come probabilmente è successo anche nel '74. Secondo me lui era già lì prima della coppia. Questa è la mia idea.

Sì. Allora, Alessandro, dicevo, dicevo, ci sono varie scuole di pensiero a riguardo, ci sono veramente tanti studiosi che praticamente dicono il contrario su questo discorso del delitto di Calavatta, nel senso che la Pettini era una vittima predestinata e poi di conseguenza anche il Pasquale Gentilcore. A tal proposito mi torna in mente quel discorso, il famoso inseguimento dello sconosciuto che dalla stazione di Santa Maria Novella aveva seguito la la Pettini fino a via Stradivari, nella via dove praticamente si trovava la ditta dove lavorava, la Magif. E io ho guardato anche sulla mappa, che io pensavo fosse una distanza, insomma, contenuta, invece sono 3 km e 5. Cosa voglio dire con questo? Che essendo una distanza di 3,5, posto che l'abbia fatta, la facesse a piedi e non prendesse comunque un mezzo, non sono pochi. Una persona ha il tempo di rendersi conto e di accorgersi che è seguita, che è pedinata. Cioè, sono 3,5. C'è però anche da dire che ma questa persona qui lo l'ha fatto soltanto con la Pettini, l'ha fatto casualmente perché aveva visto magari quel giorno la Pettini che era una ragazza carina che stava camminando per la strada e se e se non ci fosse stata lei, lo avrebbe fatto con qualcun altra, quindi casualità, oppure era veramente qualcuno che doveva seguire quella persona? No, il fatto mi ha colpito il fatto della distanza che comunque non era indifferente, nel senso erano 3 km, 3,5. E niente, io sono No, io sono dell'idea che vi è stato un inseguimento casuale. Lei era una ragazza carina che camminava per strada a quei tempi. Anche nel verbale che ho qui, è pieno di nel Mugello è pieno di depravati, guardoni che non si facevano problemi ad andare a disturbare le coppietta perfino nelle ore diurne. Ci sono proprio delle, tipo il 5 del mese alle ore 19, una coppia è stata disturbata, cioè da un da un guardone armato, cioè in pieno giorno. Queste persone non si facevano problemi a a farsi vedere in volto, a salire su una macchina la cui targa era visibile. Tanto è vero che poi dopo li incontravano anche in altri luoghi, come al cinema, al bar. Quindi cosa voglio dire con questo discorso? Che a quei tempi di persone così depravate che che non si facevano problemi, come ripeto, in ore diurne, non notturne, nemmeno a farsi riconoscere, era pieno. Quindi in una città come Firenze, grande come Firenze, non faceva notizia il fatto che una persona vedesse una ragazza che camminava e e la seguisse soltanto perché era carina, perché voleva vedere dove andava, cioè non faceva notizia. Per cui per me era un inseguimento casuale che niente ha a che vedere con quello che è successo dopo. Questa è un'opinione mia personale.

Sì. Certo, ma Nicola, poi anche tu sai benissimo che anche altre su altre vittime si parlava di persone che erano state infastidite o seguite, ma questo capita tantissimo ai ragazzi, soprattutto come esempio Laarontini che lavorava in un bar, insomma, queste sono cose molto. Secondo me, scusami, la cosa interessante del '74 è un'altra, eh, non so se ne avete già parlato, eh, il fatto che eh, mi sembra di ricordare che eh, non non vedo, venne trovata immediatamente dagli inquirenti la borsetta della ragazza, giusto? Perché era stata era stata nascosta proprio dal killer, giusto?

Il giorno dopo fu trovata attraverso una segnalazione anonima. No, con una telefonata anonima, esatto. Però da quello che so io, eh, era molto difficile vedere quella borsetta. Cioè, ci sono. Secondo voi è stato il killer a chiamare per avvisare? Credo che sia una delle poche telefonate autentiche del killer. Io.

Anch'io, scusate, cosa di quale sta parlando?

Della borsetta della Pettini ritrovata sul ciglio della strada nel campo di Grant.

No, a una distanza precisamente di 5 metri dal ciglio della strada, in mezzo a un campo di turco.

Ragazzi, avete mai pensato che poteva essere uno che forse il mio microfono fa rumore, sai? No.

Il telefono. No, vabbè. E avete mai pensato che magari poteva essere qualcuno impaurito che l'ha trovata e ha chiamata in maniera anonima?

Non è da escludere. Certo. Plausibile.

Io sono convinto che una delle poche chiamate, forse l'unica chiamata vera che il mostro di Firenze ha fatto è stata quella dello Spalletti.

Sì.

Quella l'unica vera. Poi anche il delitto di Baccaiano sappiamo che ha telefonato in ospedale, eccetera eccetera, e anche.

Le telefonate ad Allegranti.

Che si sono protratte per anni. Secondo me era un giornalista in cerca a caccia di notizie. Questo è un punto di vista, però ora che il mostro chiamasse per tutto sto tempo Allegranti mi sembra un po' poco plausibile, insomma. Questo e secondo me lui ha chiamato.

A casa lo Spalletti. Punto.

Sì, quello ne sono convinto anch'io, anche perché se è stato veramente lui nel '74 a chiamare, allora qui bisogna riflettere veramente che probabilmente il mostro conoscesse la coppia, giusto? Siete d'accordo?

Ma dimentichi un'altra telefonata.

Sì, stai parlando, come dice, stai parlando di quello che ha scritto lo Scrivo, giusto?

Sì. No, beh, io Sì, ma quello che non ha non ne ha parlato solo lui, ne hanno parlato anche altri. Ecco, io sono convinto che a Spalletti è stato lui a chiamare e lo dimostra anche il fatto che l'unica volta che il mostro è ucciso due volte nello stesso anno è stato proprio quello di.

No, no, ma io volevo fare un'obiezione a questa cosa. Poi e ripeto, si tratta di cose che penso io. Poi Valerio sicuramente è molto più esperto di me, quindi saprà bene rispondere a questa cosa. Cioè, tanti si chiedono "Ma come mai nessuno ha cercato la borsetta il giorno dell'omicidio, il giorno dopo?". Io credo, grazie a Dio, non ho mai vissuto una tragedia del genere, ma se t'ammazzano una figlia, non credo che te dici "Dov'è la borsetta?". In quel momento nemmeno ci pensi. Comunque, tornando al discorso delle telefonate autentiche o meno, dimentichi quella della della mamma della Susanna Cambi.

Ah, quella lì del.

Il cui numero di telefono provvisorio non lo aveva nessuno e che secondo me il mostro ha trovato in un'agendina dentro la borsetta della Cambi dopo avergli ucciso la coppia. Magari ha trovato un agendino, una rubrica telefonica nel quale c'era scritto "Casa, si usava.

Casa nuova, numero nuovo" e lui l'ha preso da lì perché dicevo non era sull'elenco, non lo conosceva nessuno, lo avevano soltanto dei parenti stretti, ma cioè alla fine la soluzione è sempre quella più semplice, cioè questo questo numero era scritto nell'agendina che tutti a quei tempi tutti portavano, che tutti possedevano. Non c'erano i cellulari, ma c'erano le rubriche telefoniche che si mettevano nella nella borsa. Ecco.

Assolutamente sì. Cioè, la è la cosa è la soluzione più semplice, la soluzione più semplice. Nessuno ha pensato. Ripeto, secondo me, nel delitto del '74, non è che uno dopo aver avuto una tragedia così in casa, non è che il giorno stesso dice "Vabbè, e dov'è la borsetta?". Cioè, credo che nessuna mamma in quel momento pensi "La borsetta", c'ha una figlia morta. Prego.

No, però ecco, dobbiamo anche non dimenticare la telefonata eh durante subito dopo il delitto di Vicchio del fantomatico Farina che eh segnala un incidente proprio in prossimità del luogo del delitto assolutamente inesistente.

Esatto. Sì. Un incidente automobilistico. Però, ecco, ritornando un attimo sul ritrovamento della borsetta, eh, vorrei far notare il fatto che il ritrovamento fu fatto solo su segnalazione telefonica anonima e la borsetta era in un punto assolutamente che sarebbe rimasto molto probabilmente non visibile per tanti mesi finché il grano turco non fosse stato tagliato e utilizzato, perché si trovava proprio in mezzo. Peraltro, nel verbale che noi abbiamo, c'è anche una foto e c'è anche una descrizione in cui si dice che la borsetta è stata probabilmente lanciata dalla strada, si trovava a 5 metri di distanza, quindi è proprio in mezzo al grano turco, lanciata e tant'è che aveva danneggiato una pianta di di gran turco che si era appunto piegata sotto il peso della borsa. Ehm, un'altra cosa e quindi ecco, questo è molto particolare, mi può far pensare, almeno a livello personale, che potesse essere stata anche in questo caso, probabilmente, ma chiaramente è un'ipotesi plausibile, ma rimane comunque un'ipotesi, lo stesso mostro che fa notare, appunto, che solo lui poteva sapere e solo lui poteva plausibilmente ritrovare in tempi brevi questa borsa. E un'ultima cosa, ehm, un'altra cosa molto importante è il reggipetto rosso di cui non si fa menzione nei verbali se non quando durante il processo Pacciani nel '94 l'avvocato Santoni Franchetti, rivolgendosi e interrogando la mamma della della Stefania Pettini, si fa dire dalla mamma, probabilmente voleva una conferma di ciò che aveva letto su alcuni verbali che però non sono usciti, quindi chi ce li ha, probabilmente ce li spedisca.

Ce li spedisca in tempi più più rapidi possibile.

Dicevo, solo la la mamma dice e afferma che Stefania in quel giorno aveva un reggipetto rosso che fu poi ritrovato e su quale fare un bell'esame del DNA, qualora fosse ritrovato anche oggi non sarebbe male.

Eh, oggi abbiamo questo discorso del DNA che veramente.

Darebbe delle risposte. Ma io, guarda, io io in anteprima vi dico che intervisterò un genetista, tanto per cambiare. Arriva un messaggio.

Anonimo.

Sempre.

Puoi chiedere ai tuoi gentili ospiti come interpretano Mii 72 nella lettera del mostro al giornalista?

72.

Mi 72.

Mi 72.

Sarebbe io 72 maggio.

Eh, sì, questo è molto.

Ma scusami, ma questa cosa qua è collegata al mostro di Firenze?

Penso proprio di sì.

Questa me la ricordavo anch'io.

Questa persona sta facendo riferimento allo Zodiac?

No, no, ho capito, ho capito. Mi 72 è una specie, una sorta, cioè chi pensa che sia una sorta di rivendicazione al delitto avvenuto nel '72 ai danni di una donna di cui non ricordo il nome. Escobar, può essere.

Anna Maria Escobar, 1972, che venne trovata, se non mi sbaglio, non fosse.

Nel marzo '72. Ora mi è venuto in mente sta cosa qui. Sì.

Come dire, sono stato io anche nel '72. Fu anche collegata con Zodiac, che se ti ricordi bene, lo fecero anche a Chi l'ha visto.

Sì, sì. Ora ho capito. Non mi niente lì per lì. Poi dopo quando ma in maggio, poi è marzo, non è maggio, è marzo. Sì, in inglese è maggio, ma il delitto a marzo '72.

È una lettera nostra. Sì, sì, confermano. Maria Escobar.

Maria Escobar. Sì.

Esatto. Sì, sì.

Sì. Questo anonimo che ci dica il nome.

Un delitto.

Ma casai ci telefona appena abbiamo attaccato questa telefonata.

Cosa ne pensate? Vi hanno chiesto? Che ne pensate?

Potrebbe potrebbe essere una morte.

Ma francamente sì. E non abbiamo elementi per.

Chiaramente ci.

Non abbiamo elementi per poterlo confermare o smentire.

La meì.

La.

Lamonisi.

Lamonisi.

Lì è un altro discorso.

Lì è un altro discorso. C'è qualcosa in più. Diciamo è stato trovato un diciamo una fattura di una di un'azienda tutt'ora, peraltro esistente a Firenze, però.

Che quando fa le cose le fa pulite.

Però ecco, non non c'è ecco, non non è stato fatto un nesso logico con quanto è successo.

Ecco.

Cioè, è stato trovato una fattura.

Però questo ci dice poco, ecco.

Un po' nulla.

Cioè, presa singolarmente, eh, come unico elemento, non non è probatorio di nulla.

Di niente. Ecco.

Per come la vedo io.

Questo è quanto.

Noi abbiamo ancora il nostro ospite in linea.

Sì, Alessandro, devi Allora, siccome Allora, io ora vi dico una cosa, due persone mi stanno massacrando di messaggi, io gli voglio bene. Se volete chiamate, non vi rispondo più. Detto ciò, Alessandro, se non hai altre domande, cortesemente ti chiedo di attaccare a mare in cuore perché vogliamo vogliamo dare la possibilità agli altri telefonate. Prego. Hai devi dire qualcos'altro?

No, no, no, ma ho esposto le mie riflessioni, ecco, quindi nulla. No, volevo solo dire che comunque non escluderei che il mostro sia intervenuto telefonicamente sia nel '74 che in altri episodi, perché ci sono molte cose che fanno pensare che potrebbe essere stato lui. Poi questo è è sempre difficile da stabilire. Io sono convinto come te che a casa di Spalletti è stato lui. Questa è una mia idea. Poi è tutto da dimostrare. Ecco, non ho mai creduto, ad esempio, alle telefonate di Allegranti. Secondo me eh era tutt'altra persona. Ecco, un.

No, infatti, ora diciamo che l'unica persona che poteva chiamare qui arrivano messaggi aiosa. Se magari qualcuno eh, come dire, abbassa abbassa la suoneria. Sì, si vuole chiamare. Vabbè. E il discorso di Allegranti, il discorso di Allegranti è semplice. Praticamente uscì il nome e il cognome sui giornali, sull'elenco telefonico era presente chiunque poteva essere stato.

No, aspetta, aspetta, qui ti qui te lo contesto subito.

Perché me lo contesta?

Perché perché faccia miseria, perché lui a un certo punto andò in una pensione a Rimini, se non sbaglio.

E le telefonate arrivavano anche quella pensione, quindi non è che lo chiamavano all'utenza di casa. Detto ciò, secondo me, secondo me era o o qualche amico burlone, come ha ipotizzato Canessa, perché Canessa glielo disse, poteva essere.

Sì, non è da escludere. A quei tempi andavano di moda sti scherzi di cattivo gusto, giusto? Anni.

Chi da ragazzino non ha fatto scherzi telefonici?

Sì, a quei tempi esistevano scherzi che oggi sarebbero puniti sicuramente. Lasciamo da.

Sì, certo.

Quei tempi era era normale anche una cosa del genere, brutta così, ma.

La goliardia era molto più accesa una volta.

No? Sì, era accesa, però insomma, visto anche le modalità in cui venivano fatte, perché comunque erano tempi che lui aveva fatto, aveva testimoniato, quindi lui aveva paura davvero, eh, non è che faceva finta. A fosse stato un burlone. Secondo me era un giornalista a caccia di scoop per il fatto che aveva detto che erano davanti, invece eran dietro, poi aveva Mainardi poteva aver parlato, poi uscì la notizia, ma.

Uscì una falsa notizia e lì.

Anche quando ha ricevuto la chiamata in ospedale, e secondo me era un giornalista che ha chiamato, non è non era il mostro che ha chiamato e ha e voleva sapere che cosa ha detto il Mainardi. Secondo me era qualche giornalista che voleva sapere. Ecco, questo perché della Monica sapete benissimo che fece dire fece scrivere ai giornalisti che il Mainardi aveva fatto un nome, aveva fatto una descrizione, non ricordo bene, quindi per cui lui in ospedale si ricevettero queste telefonate. Fu il l'infermiere che prese la telefonata e disse "Era il mostro". Lo disse lui? Eh, sì, ma forse.

Lui, eh.

Era suggestionato della situazione. Secondo me, l'unica chiamata che ha fatto veramente è stata quella di a Spalletti e come dice Valerio Scrivo, e io qui posso essere anche d'accordo, magari anche la notte all'omicidio di Pianontini quando ha detto che c.

Quindi escludi quella la Susanna Cambi alla mamma della Susanna?

Ma è quella, sì, mai e che non ho mai approfondito, però ci sta. Anche quella estremamente sospetta, essendo un numero non presente in elenco e provvisorio di abitazioni provvisorie.

Potrebbe essere andata benissimo come dici te, trovato il numero nella borsetta, agendina.

Non vedo altre boh, ma boh, poi magari.

Io la vedo un po' la vedo un po' stramba che questo si mette a copiare il numero da da un'agendina, nel senso io eh.

Non è che copiava, si è preso l'agendina, tanto è vero, cioè quando trovata.

E no, praticamente quando quando la ragazza esce con la borsetta con dei suoi oggetti personali lì dentro, poi non puoi sapere cosa aveva dopo il delitto, perché lui può averglielo rubato quello, lui, cioè lui può aver aperto la borsetta dopo aver compiuto il delitto e essersi portato via un fazzoletto, un tovagliolo, una rubrica telefonica. Chi è che poteva sapere chi l'aveva?

A te che ti ha detto c'era un'agenda?

Me l'ha detto nessuno. È una supposizione detta io sicuramente sicuramente.

Non sapremo mai se quella sera c'era un'agenda in borsa. Lo sa soltanto chi l'ha rubata.

Eh, certo, non esisteva né.

Io andavo di logica. Una domanda è una domanda di pure curiosità, non è che devo attaccare e.

No, ma che attacchiamo, figuriamoci.

Eh, dicevo la telefonata, facciamo.

La telefonata la chiudiamo se Alessandro non ha niente da dire. Ora si va in fascia pubblicitaria. Ale, ci sentiamo domenica. Bene.

Vi saluto tutti. Buona serata. Ciao Alessandro. Ciao.

Ciao. Pubblicità.

Buonasera. Siamo ritornati in studio. Abbiamo una telefonata inaspettata. Ci senti? Sì, sì, sento, però sento anche il sottofondo.

Cioè, senti un rumore?

Eh, sì, sento ancora la pubblicità.

Ah, no, adesso no, adesso no. Eh, c'è un ritardo di 40 secondi, eh, perciò ascoltaci casomai dal telefono, ma non da da dove ascolti la radio,

Perché sennò c'è c'è c'è un divario di 30-40 secondi fra quello che senti.

Eh.

Bene. Ti presento, l'abbiamo l'avete voluto, l'avete chiamato, abbiamo in radio Diego Terranova. Ciao Diego, come stai?

Pronto?

Pronto? Eh, non so. Eh, dunque, forse è meglio che tolgo l'audio. Ecco, dunque ho tolto l'audio.

Del del computer, no?

Ok, bene. Però dal telefono ci senti?

Sì, al telefono un poco, ma vi sento. Sì.

Ciao Diego, buonasera. Mi senti?

Ciao. Ciao. Eh, dunque sì, volevo intervenire. Posso?

Certo.

Sì, posso intervenire.

Senza pernacchie. Ciao Diego, ma devo trattenermi e.

Eh, mi trattengo a stento.

Vai, vai tranquillo, vai libero, vai libero.

No, comunque allora e ho qui sott'occhio su script.com mi sono tirato fuori i verbali della notte del '68, no?

Ok.

E allora c'è questo vicino Manetti e poi c'è la moglie di De Felice, no?

Sì. Ma eh, no, assolutamente. Cioè, loro eh definiscono i calzini, cioè qui eh diciamo eh la Maria Sorrentino, sposata De Felice, no? E lei dice che il bambino, dunque, era spaurito, davvero, gli occhi rossi, era senza scarpe, di calzini erano strappati e impolverati.

Erano strappati, eh, scusa. E.

Strappati e impolverati.

Impolverati.

Questo Questo è scritto nero su bianco. Eh.

Sì. Allora Diego, no, no, ma per l'amor di Dio, io ci credo assolutamente nella maniera più assoluta. Strappati e impolverati, cosa non significa che questo, a mio parere, che abbia fatto 2 km a piedi, capisci?

Infatti.

Ah, può significare quel che vuoi, ma sono strappati e impolverati.

No, per Di Ma possiamo dire quella io ti dico.

Possono essere strappati e impolverati, se posso, e per tantissimi motivi.

Ma anche se ha fatto 10 anni. Esatto.

E ricordiamoci molto bene.

Sull sterrato, scusami, è già Giampaolo. Gian.

Giampaolo, sono andato in tilt anch'io. Anche 10 metri sullo sterrato ti fanno impolverare e rovinare dei calzini sullo sterrato. Eh, ho.

Capito, ma strappati. E poi dice Manetti: "Il bambino ha una maglietta un po' sporca e i calzini senza scarpe, rotti e polverosi". Rottia, rotti, rotti e rottie. Eh, Diego, ti posso fare una domanda io ora a te? Allora, a noi chi ce lo dice che che i calzini non fossero strappati anche prima?

Ah, ma nessuno.

Nessuno. Però non si può dire usurati, rotti e rotti. Non.

Sul sul sul rapporto Ri c'è scritto usurati anche. Eh.

No, ho capito, però qui sul sul verbale c'è scritto rotti.

Va bene, d'accordo.

Sì. No, però ecco, il discorso dei calzini è un discorso che purtroppo non può essere giudicato in modo assolutamente univoco perché gli strappi possono, per esempio, essere avvenuti per usura e lo sporco può essere tranquillamente eh andato sui calzini per aver fatto solo 10 oppure può aver camminato a piedi anche quell.

Può aver camminato a piedi, ma non sappiamo per quanto. Esatto.

E se per 2 km o per 100 m soltanto. Dal bambino diceva che aveva camminato per 2 km. Poi insomma.

Il bambino però si può negare tutto.

Però in un'altra occasione proprio lo stesso Natalino dice "Sono stato lasciato al ponticino vicino alla alla casa De Felice e da lì ho proseguito a piedi mentre mio padre è tornato indietro". Dice anche questo, purtroppo, la storia dei calzini che viene tirata fuori per un motivo, per dimostrare una cosa o per dimostrare il suo contrario, è un elemento che non è giudicabile, non è possibile giudicare in modo univoco. È un elemento che deve essere sicuramente preso in considerazione, ma che non ci porta una verità assoluta e certa, non non ci porta.

Ma guarda che io non dico, non dico assolutamente il contrario, eh. Io dico semplicemente quel che vedo. Qui c'è scritto verbale della Procura della Repubblica di Firenze e comincia l'anno 1968, il giorno 7 del mese di ottobre alle ore 9:30 in Firenze, eccetera eccetera.

Sì, però non siccome strappati, però possono essere strappati da mille cose, motivo, diciamo, su questo su questo sono del tutto d'accordo. Ecco, però diciamo questo è un verbale preso nel '68. Sicuramente noi dobbiamo preso anni dopo e anni dopo quando magari il Natalino aveva 20 anni, qui ne aveva sei.

Sì, sì.

E dice è quello che dice, insomma, non è sicuramente da prendere in considerazione. Potrebbe anche essere che questi calzini erano già vecchi, usurati in precedenza, che la famiglia era povera e non poteva permettersi di comprargliene altre paia. Questo bambino aveva sempre il solito paio di calzini e che quella sera fosse già lesionato lo strappo dei calzini, a me non mi interessa niente. Cioè, a me interessa che che nel 1968 il bambino disse questo e i calzini strappati. Punto. Poi diciamo ognuno lo interpreta come vuole.

Certo, ma se la mettiamo sul piano di quello che diceva Natalino, allora o prendiamo tutto per buono, allora non i calzini. I calzini nel 1968 sono stati giudicati, strappati, rotti.

Sì, sono stati giudicati.

Poi vabbè, ognuno lo interpreta come diceva, però Diego non c'era. Scusami per Mi senti? Sono Angelo, mi senti?

Eh, poco. Sì. Eh, allora eh, no, no, io sono mh accordo con te che ci fosse stato scritto erano rotti. Non c'era scritto erano rotti per la camminata, se vogliamo puntualizzare. Ma ai fini ai fini.

Interessa per i motivi per.

Questo non lo può stabilire nessuno.

Esatto. No, non lo vede come un fatto probante per dare la colpa a qualcuno. Ecco, diciamo ci avete. Ma prova. Io non voglio provare nulla, però diciamo questo è un fatto. Nel '68 erano rotti. Cioè, io penso questa cosa. Discorso magari avranno rotti, gliel'avrà rotto il papà.

No, ma no.

No. Il discorso del connubio, calzini puliti è stato accompagnato, calzini sporchi, da soli stata voti che corrisponde ai 20 km. No, ma detto che sparavano e Casar e Casarovi tagliavano, allora magari avevano strappati loro.

Diego, ma ma cioè voglio dire, ma immaginiamo una situazione del genere. Noi siamo andati a fare un sopralluogo a quell'ora del 21 agosto al 49º anniversario del delitto.

Sì. E ci siamo trovati, poi abbiamo fatto 2 km a piedi. Allora, voglio dire, ma il bambino qualora sia stato accompagnato, ma dove c'è scritto che la persona che lo ha accompagnato è riuscito a tenerlo in braccio a cavalluccio per tutto tutta la durata del percorso, cioè magari che so, lo teneva in braccio 200 metri, poi si stancava per riposarsi le braccia, lo lasciava camminare un centinaio di metri, poi lo riprendeva in braccio dopo quando si era riposato. Quindi alla fine non ci deve essere sto connubio dei calzini sul fatto che determina il fatto che sia stato accompagnato. Ognuno.

Io mi rado, io mi rado con Gillette, non uso rasoi di Hocam. Il rasoio di Hocam.

È un'altra è un'altra cosa. Ecco. No.

Ci faccio la barba io.

No? Ecco, e qui diciamo in questa vicina del mostro di Firenze c'è molta gente che ha scambiato il rasoio di Hocam per per il rasoio Gillette, molto sbagliato, diciamo, non so io e le cose.

Eh, come le vedo, cerco sempre la soluzione più semplice, ecco. No.

No, Diego, certo.

Poi ognuno ognuno faccia come vuole, insomma. Ho capito, ma Diego, ma cioè voglio dire, ma se è stato accompagnato da qualcuno, dove c'è scritto come fa una persona a accompagnarlo 2 km e a non mollarlo mai per terra e a farlo camminare un pochino per riposarsi le braccia? Cioè, qual è il.

Voglio sapere una cosa. Ma e ma magari, ma se era da solo, che problema c'è? Chiaramente se era da solo, avrebbe camminato lui tutta.

Purtroppo il problema lo dà Natalino.

Stato da solo, avrebbe camminato lui, si rompeva i calzini.

Ma purtroppo il problema c'è i problemi li ha dati Natalino perché ha dato diverse versioni della cosa.

Ma a me interessa la versione del '68.

Della.

No, appunto, la versione del '68. '68 ha detto che prima ha detto che ha è uscito addirittura dal finestrino della macchina.

È pronto. Scusate, non non riesco a sentire.

Prima ha detto che eh è uscito addirittura dal finestrino dell'automobile eh e che ha camminato per circa 2 km. Sì.

E poi successivamente ha detto che è stato accompagnato a cavalluccio dal babbo fino al Ponticino.

Ecco, diciamo a me a me diciamo la prima deposizione è quella che conta. Io mi ricordo di rischi tutto di Micha. Va bene, allora Diego, va benissimo. Noi noi siamo magari sì, però non è non è certo.

Allora io però voglio chiedere una cosa, visto che giustamente e fai opposizione a quello che diciamo noi. I calzini erano rotti, la scritta erano rotti. Benissimo. E i calzini erano rotti. Erano rotti secondo te perché? Perché io non ho, cioè perché tu hai fatto una contestazione su quello che abbiamo detto noi.

Perché? Eh beh, perché era scalzo e quindi, diciamo, camminò sui sassi, si sono rotti.

Quindi lui era solo, secondo te, dalla macchina fino alla casa di De Felice?

Beh, sì.

Ok. Vabbè, io questo volevo sapere. No, no.

In questo caso come minimo da tempo. Sì. Se avesse camminato per 2 km da solo.

Con i calzini che giustamente si rompono, come minimo avrebbe dovuto avere la pianta dei piedi arrossata. Come minimo.

Anche tagliata.

Se non addirittura tagliata. Sì. Eh.

Il terreno era sconnesso.

Magari magari ce l'aveva. Ciò che invece non è stato non è agli atti, a quanto mi risulta.

Sempre un graffio.

E e per quanto mi risulta non avesse neanche un graffio. L'unico infatti su.

No, no, no, momento ce l'aveva venuta scritto nero su bianco che che non aveva neanche un graffio.

No, ma però.

Ma non si può dire neanche il contrario.

Se fosse stato ferito sarebbe scritto sul verbale. Credo che sia più importante il fatto di avere delle ferite che i calzini spale scritto che non aveva neanche un graffio.

Ma anche se avesse avuto qualche.

Diego.

Diego, se avesse avuto dei graffi o comunque delle ferite perché poi.

No, non mi interessa. Io sto chiedendo se era scritto. Vabbè, non era scritto, era scritto perché non li aveva.

Non c'è scritto perché non ce l'aveva. Non li aveva.

Poi attenzione, un bambino di 6 anni scritto perché non perché non l'hanno scritto, non l'hanno scritto. Un bambino di 6 anni scritto né una cosa né l'altra.

Un bambino di 6 anni che è ferito, minimo veniva portato al pronto soccorso o si lamentava, si lamentava, si sarebbe lamentato e non si non si non si sarebbe messo a giocare col bambino del Felice.

Bambino di 6 anni. Insomma, quanti bambini i bambini quante volte si sbucciano le ginocchia, figura, non ci si.

Ma vengono medicati. Ma quante volte i bambini camminano 2 km al buio totale? Eh, cioè, se non c'era scritto. Ava tagliati, ma.

Cioè, è un dato di fatto che nessuno ha scritto che non aveva nulla sotto i piedi.

Però è stato scritto che aveva un leggero rossore intorno agli occhi.

È stato scritto.

Quindi diciamo, poteva anche essere super ferito, ma non l'hanno scritto.

Sì, però è stato scritto perché un medico comunque l'ha visto.

Sì. E è stato scritto, l'unica cosa che è stata scritta è stata riscontrato un leggero rossore intorno agli occhi.

Vabbè, se avessi avuto i piedi feriti, se non l'avrebbero scritto.

Però Diego, come facciamo a dire, scusa, prego.

Scusate, non ho sentito cosa.

Come facciamo a dire che i piedi erano super feriti e non l'hanno scritto? Ci dobbiamo basare su quello che c'è scritto.

Ma come possiamo dire il contrario? Va bene, ma se è importante sottolineare il rossore agli occhi, perché non dovrebbe essere importante questo testimonia il fatto che questo elemento è un elemento opinabile in un senso e nell'altro e quindi non serve assolutamente a portare a farci fare un centimetro in avanti nella ricerca della verità. Questo purtroppo è un elemento che siccome è interpretabile e può essere interpretato in tanti modi, non è un elemento certo.

Ma sicuramente, però però diciamo io sono cioè almeno io diciamo come dire, per me la prima risposta è quella che conta, poi cioè è quella che ha più valore. La quel che ha detto il bambino nell'immediatezza per me ha più valore, ma penso per chiunque. Ma eh.

Poi per forza, poi andando avanti le le cose cambiano. Ma questo lo dicono anche i criminologi, no? Che i testimoni, le testimonianze hanno più valore e se sono date nell'immediatezza. Questo è una regola della criminologia. A meno che non siano indotte da qualcun altro, non deve valere anche qui.

A meno che certe affermazioni non siano state imbeccate da qualcun altro, come peraltro l'atteggiamento di Natalino sospetto col De Felice. Come si fa? Ma queste sono solo illazioni, cioè dov'è la prova che qualcuno l'ha imbeccato? Non capisco che discorsi sono.

No, appunto, è opinabile anche questo.

È opinabilissimo anche questo.

Opinabile cosa? Che appunto qualcuno l'abbia imbeccato o meno. È sono elementi in cui si perde troppo tempo. Non ci sono prove. Per forza che opinabile.

Ma sono elementi, gli elementi opinabili, opinabili sono elementi in cui ci si perde anche troppo tempo. Non ci fanno fare un passo in avanti nella ricerca della verità. Noi dobbiamo basarci soltanto su quegli elementi che sono certi. È vero che in linea di massima e allora quindi non basiamoci sul fatto che che qualcuno l'ha accompagnato perché non è affatto certo.

Sì, ma in linea di massima non dobbiamo basarci su è vero.

Che in linea di massima la prima risposta è quella che conta, ma non è sempre vero. Non è una verità assoluta, non è il Vangelo. È questo che...

No, sicuramente, ma non è neanche il Vangelo che qualcuno l'ha accompagnato.

Sicuramente.

Ecco, quindi siamo sempre lì.

Sicuramente, quindi siamo sempre lì. È quello che voglio arrivare a dire.

Ah, beh, sì, siamo sempre lì.

Sono altri gli elementi eventualmente più certi da valutare. Ecco, questo è il fine del mio ragionamento.

Eh, sì, ci vorrebbero delle prove. Qui appunto si sta perdendo troppo tempo su questioni che purtroppo essendo opinabili e lasciano il tempo che trovano. Ma infatti io, io ad esempio passerei, lascerei da parte questi discorsi. Cioè, qui sembra che sia una verità di fede che qualcuno ha accompagnato Natalino. Beh, non lo è, non è una verità di fede. Natalino può essere benissimo andato da solo. Le due, le due ipotesi hanno pari dignità. In linea teorica, sicuramente ha più dignità quella che è andato da solo, però lasciamo stare, diciamo che è una mia opinione personale, però le due opinioni hanno pari valore.

Diego, come si spiega il fatto che Natalino apprende della morte della madre e preferisca fare 2 km a piedi camminando verso un punto che non conosce, quando invece aveva alle spalle la Villa Castelletti tutta illuminata e altre case coloniche nei dintorni più a portata di mano?

Ma che, che questa Villa Castelletti fosse illuminata? Tu come lo sai?

Eh, era un orfanotrofio che si trovava a 100 m e che praticamente, come tante ville, avesse aveva le luci accese anche la notte.

Ma come lo sai?

Non lo so, non c'ero. Io non ero neanche nato per dire, però le ville...

Di solito le ville importanti sono illuminate esternamente. Delle cose che non sai.

Però io...

Comunque non hai risposto, non hai risposto alla domanda. Perché Natalino fa 2 km? È una cosa che non sai. Il bambino disse: "Andai verso, andai verso una lucina". Capito? Ma la lucina non si vedeva a 2 km. Non puoi vedere la lucina. Il lampione pubblico della casa de Felice dal punto del delitto è impossibile.

Ma chi... si vede? Non si vede.

Bisognerebbe andarci nei posti anche per capirlo. Non si vede, Diego. La puoi vedere a 150 m, a 2 km.

E te dirai: "Come facciamo a saperlo?". Siamo stati nel '68. Il bambino si inventò le cose, ma non lo so. Che inventato le cose che lui probabilmente, quando da adulto nelle interviste racconta questa storia della lucina, "sono andato verso la lucina", era perché fino a quel momento l'hanno accompagnato.

Parla da adulto. Nella lucina parla da bambino.

Ma anche di recente.

Ma di recente non mi interessa. Mi interessa di quello che diceva.

Non ti interessa. Però vabbè, è lui la persona, è sempre lui.

Eh, non mi interessa. Bisogna, Diego. Però ascolta.

Sì, però se facciamo la cernita di quello che interessa o meno, è una cosa. Dicono che man mano che passano gli anni le testimonianze sono sempre meno affidabili e noi vogliamo sentire quello che dice adesso dopo 51 anni.

Ma no, noi dobbiamo basarci sulle carte, non sulle... Il discorso ti diceva: "Basarci sulle carte". Da solo verso la lucina. Tu mi fai parlare, però mi faresti una cortesia. Se dal momento in cui te ogni volta che Nicola ti risponde e gli dici "Non mi interessa" e non vedo che c'è un confronto, perdonami, non ti interessa. E però ti deve interessare per fare una valutazione perché come sono opinabili le tue idee, sono opinabili le nostre. Detto ciò, non ci vogliamo basare sul Natalino, basiamoci sul Mele. Vediamo se possiamo contestare quello che lui ha detto. Io ti ho già spiegato, no, quello che che penso qui. Sennò se si fa "mi interessa o non mi interessa", allora dovremmo anche far venire le persone per quanto ci possa interessare a noi, se stanno con noi, se ci ascolti e valuti bene. Se non ti interessa e...

Come? Prego.

Sì. Quindi, ma allora lasciamo stare, allora accantoniamo Natalino '68, Natalino 2019, che io ho più fiducia in Natalino '68. E non so, vogliamo parlare del Mele?

Sì.

Sì.

Non sarebbe la serata dedicata al '68 questa, eh, però...

Vabbè, dai, dai.

Se si vuole fare un excursus.

Ci siamo infognati ormai.

Vai, Diego.

Prego.

Pronto? Prego, Diego, prego. Ah, non lo so. E volevate voi parlare del Mele?

No, l'ho tolto io. Ci sono delle dei fatti inoppugnabili che indicano che lui quella sera c'era. Ecco perché io mi baso sulla tesi della pista sarda.

Allora, e qui, e qui magari vi starò sentire con più attenzione perché diciamo di quel che disse il Mele sono meno, meno informato. Ecco.

No, tu dici che sicuramente il Mele era sulla scena del crimine e questo come lo sai?

Sì. Ha detto cose che poteva sapere solo chi c'era.

A parte il fatto che c'è stata una condanna.

Vabbè, però...

Lascia stare la condanna. Però le condanne generalmente su qualcosa sono basate, non sono basate campate in aria.

Certo, come quelle del Vanni.

Però...

Sì, per carità, per carità.

Infatti.

Però è già qualcosa.

Però sapeva dei dettagli, appunto, che solo chi era lì...

Poteva sapere.

Poteva sapere, cioè la la scarpa...

Eh sì, ci sono diversi elementi.

Gli otto colpi e altre la famosa freccia che lui ha disse e quella l'ho accesa io perché l'ho l'ho urtata col gomito e solamente lui poteva saperlo. Dunque, io vi chiedo, vi chiedo veramente, vi faccio una domanda: ma il Mele sarebbe andato ad ammazzare la moglie da solo o in compagnia?

Personalmente penso in compagnia.

E penso che non abbia neanche sparato lui.

Anch'io.

Ecco, ecco, infatti. Sì, in compagnia, no, ma in compagnia dei delinquentoni, chiamiamoli così, dei suoi amici delinquentoni, giusto?

Almeno di uno.

Almeno di uno, almeno di un altro elemento.

Appunto. Delinquentoni esperti.

Ma ma allora non era tanto più semplice ammazzare la moglie in casa e poi darle in pasto ai maiali? Non sarebbe stato capace per proprio perché non era una persona, fra virgolette, molto sveglia, diciamo, no? E poi comunque uccidere una persona in casa, se permette, poi l'ammazza in casa, strangolava la moglie in casa e poi le faceva a pezzi. Che problema c'è?

Ma che il Mele stai dicendo te?

Come?

Il Mele?

Mele? No, il Mele chiamava il suo amico delinquentone in casa sua. Questo amico delinquentone faceva fuori la moglie, la faceva a pezzi nella vasca da bagno e poi portava via in valigia. Cioè, ci vedete qualcosa di strano?

La classica donna in valigia.

Sì. No, esatto. Vi non so cosa c'è di cosa c'è di complicato.

Prova perché probabilmente è partita semplicemente, secondo il mio punto di vista, eh, son Daniele, come una eh una spedizione punitiva. Secondo me doveva essere una punizione o spaventare.

Oppure si è trasformata in un'altra cosa.

Sì, però ecco, ci sono mille modi per uccidere la moglie, come si suol dire.

Col bambino di mezzo.

Cioè, i modi sono tantissimi, ma e non è che possiamo metterci qui a a fare il il riepilogo di tutti i sistemi, insomma. Chiaramente sarebbe stata una una possibilità alternativa. Questo sicuramente, però non si sta parlando di questo. Ecco.

Ma non ho capito, ma cioè di tutti i modi per ammazzare la moglie, questo va a scegliere il modo più sfigato.

Probabilmente non voleva neanche ammazzarla. A me sembra proprio un'assurdità totale.

Ma probabilmente non era neanche lui a volerla ammazzare.

Probabilmente il Mele non la voleva uccidere. Lui si è portato dietro qualcuno, va bene, per fra virgolette punirla, o qualcuno ha portato dietro lui, o qualcuno si è portato dietro lui perché sapeva che magari c'era il bambino. A quel punto poi la punizione è diventato duplice omicidio, e quindi vanno a punire la moglie col bambino di mezzo. Di ma non per nulla il papà, il babbo c'era perché secondo il mio punto di vista doveva prelevare il bambino prima che accadesse l'irreparabile o comunque qualche danno grosso. Viceversa è andata esattamente al contrario, cioè chi aveva la pistola. Ma scusate, ma non era tanto più semplice, non era tanto più semplice dire alla moglie: "Senti, vai a scopare col tuo amico e il figlio me lo tengo in casa io". Non era più semplice.

Sì, era allora semplice.

Però era più semplice tante cose, ma non si sta parlando di questo.

Eh, e era più era molto più semplice fare come dicevi te. Purtroppo la la storia ci dice è successo diversamente e leggendo e leggendo le carte ci indica che lui era là. Ora, se poi vogliamo smontarlo, va benissimo, sono pronto al confronto, ma ci mancherebbe altro.

Allora, io non posso, non posso smontare perché le carte non le ho sottomano.

Quindi...

Allora io ti invito a leggerle, richiamare quando le hai lette per fare un confronto a pari, cioè nel senso, appari che io non io la tua tesi la conosco, me l'hai detta proprio. No, e non ho io non ho tesi, ho soltanto ipotesi investigative, diciamo, no? Eh sì, cioè io non ho, non ho, anzi, anzi, io non so proprio chi sia il mostro, però diciamo ho idea che sia uno appunto che non si sa chi è, e questo è il punto, no?

Ok. Ok. No, vedo in chat avevamo parlato di alcune cose, magari mi sbaglio io. Vabbè, detto ciò, mi mi sta va benissimo il metodo con cui è stata ammazzata, va benissimo e tutte le contestazioni del mondo. Ripeto, poteva essere anche, come dici te, io non dico di no, poteva essere anche una persona totalmente sconosciuta a tutti quanti, ma lì il Mele che ci faceva? Lo faccio io la domanda: che ci faceva? Te mi diresti: "Non c'era, non ci faceva niente perché non c'era". E come ha fatto a, come faceva a dire a dire agli inquirenti tutto quello che è successo? Me lo spieghi?

Cioè, i dettagli, comunque, è stata fatta una puntata. Me lo devi spiegare perché se mi fai una contestazione voglio che la risposta...

Pronto?

Dicevo, i dettagli da chi li aveva presi? Da chi li ha presi i dettagli?

Dai carabinieri.

Dai... No, è stato lui a raccontare ai carabinieri.

E vabbè, i dettagli, li ottici. Cioè, allora i carabinieri non potevano sapere della scarpa sfilata, non potevano sapere, sono stati sparati otto colpi, non potevano sapere niente, solamente chi era lì e ha visto e ha assistito poteva sapere. È ovvio, questo è naturale.

Diego, qui si viene a raccontare, non te, eh, però molti dicono: "Vabbè, lui era oligofrenico, lo hanno indotto a forza di mazzate a dire determinate cose che ti ripeto, non sapevano nemmeno loro dalle carte, no? Perché me lo invento io, no? Perché lo penso io, ma dalle carte".

Sì, diciamo, diciamo che è una cosa possibile questa.

Ok. È possibile perché perché l'ha detto il Mele, che prima avete detto che non era affidabile. Decidiamoci, il Mele era affidabile o non era affidabile? Perché se era affidabile, ha detto la verità anche prima.

E che c'entra? Eh, no, eh, no, era inaffidabile. Perché devo essere affidabile? Non capisco.

Ah, era inaffidabile, però quando ha detto che lo hanno menato per indurlo a dire certe cose è affidabile. Eh, perché, scusami, allora come fai a dire te che è vero che l'hanno menato? Perché l'ha detto il Mele. Il Mele non è affidabile, allora è affidabile. Io, ma io non lo dico assolutamente.

Eh, ma c'è chi lo dice, non ti preoccupare.

E comunque, ma io che c'entro? Vabbè.

No, no, no, ma stiamo ragionando, Diego, sto parlando al telefono, eh, non...

E comunque, ecco, per per dire una battuta, c'è un sistema ancora più affidabile per uccidere la moglie senza essere condannati. Basta andare a Portofino a Villa Alta Chiara e sulla scogliera altissima che dà sul mare, far ubriacare per benino la moglie e dargli una spintarella giù per la scogliera, come è successo alla povera contessa Vacca Augusta.

Sì, come no. No, dicevo, stiamo dando dei bei consigli, eh. No, ragazzi, no. Vabbè, ma comunque c'è anche c'è anche il fatto di Roberta Ragusa, molto più recente, ma ce ne sono di modi e anche di far sparire i corpi, insomma, è semplicissimo.

Sì, arrivano a a trovare sto modo sfigatissimo col bambino che non sa bene dove dove dove lo mettono. Poi ci vanno, non so, in metà di 1000. Ma infatti un post lì sul mio gruppo ho detto: "No, ma questi qui insomma si saranno portati dietro un un'orchestrina, le salamelle, insomma, prima di sparare".

Ragazzi.

E e ascolta Diego, c'è la pubblicità adesso, vuoi attendere in linea?

Eh, no, ma ma no, no, no, grazie perché e magari aspetto, lascio libero per qualche altra telefonata.

Ah, ok, va bene. No, abbiamo qualcuno...

Vuol telefonare. Comunque grazie. Allora, richiamaci per il '68 perché mi va di parlarne. Va bene.

Va bene. Ok.

Bene, grazie. Ciao Diego. Ciao Diego. Ciao. Ciao.

2 minuti e torniamo. Eh.

Bene, siamo tornati. Puntata molto frizzante e ringraziamo Diego per aver chiamato e lo invito veramente, ma non lo sto dicendo e come dire, in assoluta apolitica, di di leggere le carte fondamentali, secondo me, del '68 e poi possiamo rifare un'altra discussione senza nessun problema. M'ha fatto veramente piacere sentirlo al telefono, anzi, se lui vuole mandarmi il numero in chat, poi casomai lo chiamo anch'io, non c'è problemi. Bene ragazzi, il potete potete di nuovo telefonare. Diego gentilmente ha lasciato il telefono per spazio e altre telefonate. So che Bernardo Puliti ci voleva chiamare. Se ci vuole chiamare Daniele...

055 247985.

Il messaggio SMS, messaggio WhatsApp, SMS 338 19868. Ragazzi, e questa doveva essere la puntata del '74, in realtà si è trasformata nel '68. Torniamo al '74. Prego.

Sì, meglio.

Allora, una cosa.

No, ma è bello. Allora, quando c'è un contraddittorio è bello, nel senso, non si può sempre, sennò si parla solo noi, ci sarà ragione solo noi, anche gli altri. Io voglio che dicano la loro. Bello, certamente.

Io poi mi fermo, ma non sono mica arrabbiato a nessuno, no?

Eh, giusto per tornare in tema con il delitto, insomma, al quale la puntata è dedicata e parlando anche delle indagini che sono state fatte in quel delitto, che praticamente un delitto famoso per le cattive indagini che sono state fatte, come anche la perizia balistica, il fatto che la macchina fu portata via eh prima che si sapesse che ci furono dei colpi, dei dei colpi, insomma, di pistola. Quindi dovettero fare la ricerca dei bossoli senza la macchina e senza sapere la posizione esatta rispetto alla macchina dei bossoli, perché ormai la macchina era stata portata via. Al di là di questo, mi era saltato un po' all'occhio il fatto che era più che altro una domanda la mia, sapere cosa ne pensano i miei colleghi appassionati. E il primo indagato di questo delitto, il primo in assoluto, fu non un guardone, non un depravato, non un molestatore di coppiette, bensì un povero guaritore o sedicente guaritore che si chiamava Bruno Mocali, che all'epoca aveva 53 anni, viveva a Scarperia, al quale il Pasquale Gentilcore si era rivolto un mese prima del delitto, quando si trovava in vacanza a Rim... Rimini con la Pettini e le sue cugine si era rivolto praticamente per dei problemi di salute.

Presunti.

Sì.

Problemi al fegato.

Al fegato. E successe che due giorni prima del delitto, se non ricordo male, il il Pasquale Gentilcore si recò personalmente da questo guaritore e sedicente guaritore, comunque poteva essere una persona seria come un cialtrone. Vabbè, questo non sta a noi giudicarlo.

Esatto.

Fatto sta che praticamente eh va lì, non so cosa succeda, cosa cosa gli venga detto a Pasquale in merito ai suoi problemi di salute. Fatto sta che comunque lui fu il primo indagato. Fu il primo indagato, addirittura fu anche perquisito. La sua casa fu anche perquisita. Ovviamente non trovarono gli inquirenti non trovarono niente di di rilevante e fu praticamente scagionato. La mia domanda è più che domanda un'osservazione: non lo so. È possibile che cosa potevano trovare in un in un innocuo, dicente o meno guaritore come andavano all'epoca di moda? Come andavano di moda all'epoca, scusate, e messo alla stregua di guardoni depravati e molestatori di coppiette.

Beh, io non rispondo perché l'ho appurato stasera di questa cosa, l'ha detto, quindi non posso rispondere. No, sicuramente Giampaolo...

Giampaolo, fuori.

No, sicuramente è un elemento molto molto particolare questo fatto. Non si riesce a capire bene il motivo, cioè il nesso logico che collegasse appunto questo guaritore al a all'essere un potenziale assassino. Questo francamente non l'ho capito neppure io. Fatto sta che questo delitto è probabilmente uno dei più misteriosi perché lontano dal primo del '68 ma lontano anche nel tempo anche da quelli dall'inizio di quella della serie successiva, cioè dall'81. Un delitto che appunto rimane sostanzialmente isolato, un delitto che ehm eh va a praticamente le cui indagini finiscono nel nulla. Ci sono alcune persone fra cui anche una persona che si autoincolpa del delitto che poi si viene a scoprire non aver nulla a che vedere con esso, però poi alla fine risulta tutto archiviato e non rimane sostanzialmente nulla. Eh, tutto viene dimenticato col tempo fino all'81. E aggiungerei a quanto detto da Giampaolo che quando ci fu il processo Pacciani nel '94, tutte le persone nominate in questo verbale, e ce ne sono tante, che avevano visto la macchina a mezzanotte e mezzo la sera del delitto che poteva essere una Simca o una Giulia o una BMW a 50 m dalla stradina che conduceva al tratturo, insomma, dove c'era il delitto probabilmente già avvenuto, dove in macchina non c'era nessuno, ma c'era la luce di cortesia accesa. La mattina dopo alle 7:00 c'è una macchina targata, una Mini Minor targata a Napoli con quattro persone a bordo, di cui un cappellone biondo che guardava in direzione della 127, probabilmente chiedendosi cosa ci fanno quei due lì a dormire, perché magari era a una distanza che non era sufficiente per capire quello che era successo. Presumo che se si fossero accorti di quello che era successo sarebbero fuggiti e invece vengono visti. Vengono visti...

Alle 7:00 del mattino prima che il contadino Piero Landi scoprisse i cadaveri.

Sì, ci sono molti in questo delitto ci sono molti avvistamenti, avvistamenti, molti molte persone che hanno però nessuno che è stato chiamato, nessuno che è stato chiamato 20 anni dopo al processo Pacciani.

Eccetto la mamma della Stefania. L'unico caso, l'unico caso quando invece erano erano stati chiamati a a deporre persone che non hanno dato nessun valore aggiunto, anzi, forse che hanno peggiorato, hanno portato fuori strada il tutto, praticamente tutta tutta la faccenda, ecco.

Sì.

E vi vi assicuro che questo verbale di nomi e cognomi ce ne sono, cioè voglio dire, erano passati 20 anni, vabbè, però comunque irreperibili, credo.

Sì, sì. No, infatti, per questo delitto, per le indagini di questo delitto la popolazione fu, diciamo, del luogo fu estremamente collaborativa. Si presentarono in in diversi a a ricordare o fare segnalazioni recenti su guardoni, su molestatori. Insomma, la collaborazione ci fu e fu anche corposa. Purtroppo ci furono degli indagati, non riuscirono a trovare riscontri, alcun alcun riscontro poi alle indagini e quindi la cosa si chiuse in modo del tutto misterioso.

Ecco, di questi personaggi qui c'era qualcuno comunque collegato ai sardi o comunque al giro di di Pacciani eccetera oppure nessuno?

Apparentemente no, anche se per un certo periodo, quando non si sapeva che nome avesse ancora, il praticamente il meccanico Guido Giovannini, che fu arrestato proprio nei giorni successivi al delitto, ma non come probabile esecutore delitto, ma per altri motivi comunque perché aveva delle armi non denunciate in casa, una roncola insanguinata che poi si scoprì sangue animale. Praticamente ci fu praticamente questo discorso di Guido Giovannini che venne perquisito per l'appunto. Cosa aveva fatto? Cioè, qual era la correlazione fra questa persona che comunque si è rivelata estranea al delitto che fu praticamente la la targa della sua 127 bianca fu segnalata da due coppiette, non da una, in tempi diversi e in orari diurni, cioè lui si metteva lì a a spiare la coppietta, si avvicinava anche proprio lì spudoratamente di giorno.

Alle 19 di maggio è giorno.

È giorno. Sì, certo.

Cioè, ma anche a settembre, 5 settembre, c'è stato un altro...

Lui non si faceva, come ho detto all'inizio della puntata, non si faceva problemi a a farsi vedere in faccia, a fare vedere che macchina aveva, a fare vedere la targa della macchina, come se fosse una cosa normale, capito? Quindi cosa succede? All'indomani del delitto vengono fatte ste segnalazioni da da due coppiette addirittura.

E che attraverso una ricerca, una banale ricerca al PRA con la targa risulta la 127 bianca appartenente a questo Guido Giovannini che viene subito indagato.

Indagato, certo.

Viene arrestato e quindi secondo l'opinione pubblica lui è dentro perché aveva avrebbe fatto ucciso, mentre invece no, la cosa fu ambigua. Tanto è vero che Mario Spezzi nel suo libro, il primo libro "Il Mostro di Firenze" pubblicato quando ancora la serie micidiale era in corso, fa molta ironia su questa, come dire, Guido Giovannini fu sbattuto in prima pagina con noncuranza come come essere il killer senza uno straccio di prova. Ma non solo lui. Io quel libro lì ce l'ho, lo sto rileggendo per...

Confermi perché ora sono anni che non lo leggo.

Eh, ma io l'ho trovato, anzi, l'ha trovato la mamma che era crollato questo libro, si era nascosto, ripescato e me lo sto rileggendo in questi giorni.

E lui, praticamente, fa della cr... come ha fatto un po' Davide Cannella.

Ma tantissima gente, giornalismo, capito? Beh, appena qualcuno veniva, a parte dice, le migliaia di segnalazioni che arrivavano.

E addirittura eh lo Spezzi scrive che a un certo punto arrivò una signora in questura denunciando un vicino di casa perché l'aveva guardata in maniera strana. Solo per questo.

Cioè, c'erano dei livelli, insomma.

Cioè, c'era di tutto veramente.

Esatto.

Segnalazioni, controsegnalazioni, c'era a migliaia.

Esatto. Sì.

E addirittura un tassista ehm ven che era identico al ehm all'identikit dell'81. Lui venne venne, c'è gente l'aveva segnalato in questura, dice: "Guardate è lui, è lui al 100%". Venne chiamato in questura, arrivò in questura e quando i poliziotti si lo trovarono davanti, cioè era la foto, cioè era proprio lui e lui disse: "Guardate che questo era disperato. Dice: "Se non mi chiamavate voi, stasera sarei venuto io perché la gente scappava dal taxi, cioè scendeva, andava via". Questo era disperato.

È anche un macellaio di Firenze.

E c'è anche uno che se non mi sbaglio, no, anzi, non mi sbaglio, si è suicidato. Sì, sì. Sì. No.

Era il proprietario del Cavallino Rosso di Valenzatico. Valenzatico di Quarrata. Sì, sì, sì. Si ammazzava. Perché...

Dopo un mese che uscì l'identikit sui giornali.

Perché lo indicavano per strada.

Non ne poteva più, per gli facevano gli scherzi, poverino, la prendevano in giro. Però ci fu anche un macellaio che dovette chiudere la bottega per lo stesso motivo del tassista.

Perché la gente andava in bottega non per comprare la carne, ma per vedere lui.

Come la tagliava. Ma è vero.

No, più che altro perché assomigliava, eh.

Soprattutto perché era uguale anche lui all'identikit, in più faceva un lavoro che richiedeva l'uso del coltello, quindi peggio di così, cioè così.

Peggio di così, cioè era perfetto.

Quell'altro era tassista e conosceva magari i luoghi, lui era macellaio, conosceva coltelli, coltelli, perciò uno più uno. Comunque, ecco, il nulla, però in questo delitto del '74 poi eh fu trovato eh a carico di quelli che poi furono i protagonisti eh sia della pista sarda sia dei protagonisti successivi dei compagni di merenda. Ecco, fra queste persone e il delitto del '74 non fu mai trovata alcun tipo di correlazione né segnalazione.

Ma è stata cercata? Perché il problema è anche quello. Scusa, posso interrompere un attimo? Scusate. Cristina Padda mi chiede, mi dice: "Mi dai il numero?". Allora, eh no, questa forse allora 055...

Eh, 247985, se non sbaglio.

Abbi, scusa, vabbè, come ti chiami? E c'è da chi è Bernardo?

Bernardo?

Ciao. Davvero?

Pronto?

Ciao, mi senti?

Sì. Ciao Bernardo. Sì che ti sento. Sì.

Ciao.

Dica, dica.

Niente. Volevo volevo...

Ti si sente molto male. Alza un po' la voce, Bernardo.

Ora...

Un po' meglio.

Meglio.

Sì. Eh, volevo fare delle domande riguardo a delle testimonianze del '74.

Sì, non si sente male.

Ci sentiamo molto male. Ma c'ha l'auricolare?

No, veramente. Aspetta, c'è...

Si sente molto intubato. Il vivavoce o roba simile.

Ora.

Ora meglio. Molto.

Ok.

Volevo fare delle domande riguardo alla a delle testimonianze nel '74.

Prego.

Perché mi sembra che proprio la sera dell'omicidio fu vista una berlina sulla strada che porta dalla provinciale di Sagarese, quindi la strada che dove dove farsi il tratturo dove appartarono la Pettini e Gentilcore. E lì fu vista una macchina nera, una berlina da dei ragazzi che passavano in motorino.

Sì, sì.

Sì.

Anche se non è, almeno in questo verbale che abbiamo, non è riportato, ma non è ma non sta a significare che non sia scritto su un secondo verbale.

Sì, però secondo le testimonianze di del del maresciallo Falcone.

Falcone, sì.

All'epoca e praticamente certificò questa cosa come certificò. Ora io prima sentivo parlare della borsa che la borsa secondo lui fu trovata proprio il pomeriggio.

Il la borsa della della Stefania Pettini.

Esatto.

Fu trovata i i la Stefania, cioè i cadaveri una mattina, però la borsa fu trovata proprio il pomeriggio perché loro si accorsero.

Però su segnalazione anonima.

Sì, sì. Segnalazione anonima per ritrovarla. Però che infatti la segnalazione anonima venne il pomeriggio, mi sembra lì lo testimone Spazzani. Ora io non ho le testimoni scritte, quindi non è che sia sicura al 100%, però ho qualcosa del genere. Sai, purtroppo, purtroppo, essendo appunto uno probabilmente il delitto più misterioso, il duplice delitto più misterioso di tutti, di tutta la serie e sì, ci sono state diverse testimonianze e sono stati fatti diversi avvistamenti di automobili, fra cui quella che dici tu, che però non hanno condotto a nulla. Cose rimaste rimaste lì, testimonianze, ma che non so se siano state non approfondite oppure siano state approfondite e scartate successivamente.

Le possono le possono aver approfondite, ma se i giovani di hanno preso la targa o trovano tutte le berline di colore.

No, no, no. Che per quanto per quanto ne so io e mi sembra nel caso della berlina non fu vista la targa. Eh, infatti, cioè poi il collegamento all'omicidio lo fanno dopo, quindi non è che che però ecco non...

Le calle delle macchine trovano uno, insomma.

Purtroppo sono elementi a cui è è praticamente impossibile rispondere perché già i dati ufficiali disponibili anche su internet su questo su questo caso eh sono scarsissimi e quindi è anche difficile l'approvvigionamento di notizie certe, però poi alla fine, ecco, per quanto se ne sa, le le popolazione fu abbastanza collaborativa e ci furono degli furono dati fatti e fatti degli avvistamenti poi messi a verbale, ma poi tutte queste cose rimasero poi lì. Ho sentito ne parlavo, appunto, ho detto ora non mi ricordo il nome, ma l'hai fatto prima.

E ti si sente pochissimo. Cerca di alta alza la voce.

Eh, praticamente.

Che telefono hai? Motorola 8 2009. No, no, ho speso un monte di soldi in questo telefono.

Si sente.

Un muto.

Si sente che hai speso un monte di soldi.

Una qualità spettacolare.

[Risate]

Ma è la zona perché diamo.

Ah, sì, dai. Bernardo, eh, gioco. Dai, su, lo sai.

Scusa, tra l'altro sono sulla Sagarese, quindi è quasi un live da da lì.

Non si...

Però eh.

Sentito?

Sì, sì. No, se non si è capito niente.

Eh, praticamente vi stavo dicendo, sto andando verso il lavoro, quindi sto chiamando, tra l'altro dalla Sardinalese, quindi è quasi è quasi sono quasi posto.

Ah.

Però eh.

A parte questo.

Abbiamo la traduttrice che traduce per noi perché non si capiva. Abbiamo capito adesso. Prego, prego, continua.

Ok. Ecco, e sempre riguardo al socio delitto, vi sembra a voi qualcosa di che lui ha provato praticamente a a concretizzare quello che poi nello scalestro concretizzerà più avanti, però che sia tipo un delitto incompiuto che era lasciato quasi a metà.

Mah, eh sai, delitto che ho lasciato quasi a metà.

Tra l'altro poi del non mi ricordo dove, però lui non ha mai non ha mai eh diciamo tentato dei rapporti sessuali con le vittime.

Questo no. Però ecco, sull'apertura c'è stato qualche qualche tentativo secondo qualcuno e volta...

Fa mettere il suo di poi chiaramente che è che è un comportamento anche abbastanza uguale per per chi per chi per chi c'ha queste patologie.

Sai, qui siamo proprio nel campo delle ipotesi pure, per cui chiaramente, soprattutto in questo caso, eh, si può parlare solo di ipotesi, però poi alla fine non so quanto contino, quanto quanto possano essere utili. Ecco.

Sì, sì. Purtroppo possiamo basarci solo sulle ipotesi, senò non saremmo neanche a su è l'una cosa abbastanza, ecco, concreta che possiamo dire che ha un comportamento abbastanza uguale da parte di di di certe persone che hanno che hanno magari patologie del genere che però non riescono a rapporti.

Pronto?

Sì, sì.

Abbiamo capito poco nulla.

Passaggio.

Cioè, il il caso di, scusate, il caso di penetrare eh praticamente una persona con un oggetto è un comportamento abbastanza uguale eh per delle persone che hanno delle determinate patologie.

Sì.

Degli impotenti in particolar modo.

Certo.

Eh, esattamente. È per questo che viene contestato ora anche il fatto della della castrazione chimica nel caso dei pedofili è più pericolosa perché poi non riuscendo a penetrare eh la vittima, insomma, usano le sterni. Quindi è abbastanza è abbastanza uguale, insomma, una cosa.

Sì, sì, diciamo di sì. Però, ecco, la penetrazione in quel caso è stata sostanzialmente solo accennata. Eh, non c'è nessun tipo di lesione, ma questo l'ho detto prima, riscontrato da dal referto autoptico, nessun tipo neanche di graffio. È stata una cosa veramente minima, eh, contrariamente a quanto invece in linea di massima e tendenzialmente succede quando una persona, una donna, può essere viene penetrata con un oggetto, generalmente si fa, cioè generalmente viene fatto a viva forza o comunque con una certa con con mettendoci una certa forza.

Sì, ora usando un traccio di vita è anche un problematico alle lesioni, eh, quindi...

Sì, però ecco, proprio appena dentro per mi sembra per un paio di centimetri e cioè una cosa molto strana anche in questo caso, non una penetrazione classica, ecco.

Tipo sfregio.

Non uno sfregio, sì, beh.

Sfregio.

Uno sfregio più nel senso morale del simbolico.

In senso simbolico, non in senso fisico. In senso fisico, anzi, ripeto, il referto non parla assolutamente e non non trascrive e non ci dice nulla riguardo agli a eventuali graffi, anzi ci dice che è tutto assolutamente a posto.

Bene, Bernardo, sei contento? Sei soddisfatto?

Ti invitiamo a comprare un cellulare nuovo.

[Risate]

No, no.

Spendi un po' di...

Volevo fare un'altra domanda, però te la delegoo a te, ma perché ho visto che state per chiudere e magari l'ascolto. Tanto ho messo il sito online.

Ma sì, ma no, ma sentiamoci al tempo. Sto giocando, lo sai, figurati.

Ah, no, però ho visto che a 45 dovete ridere, quindi magari a te. Ecco, magari chiedimi una un'opinione su sei chi ho io, fra, uno dei maggiori sospettati.

Sì, sì, ma ho già chiesto, ho già chiesto, poi ti dico.

Vai.

Ah, dici in privato.

Poi poi. Sì, sì, sì, vai.

Va bene. Grazie, grazie, Bernardo.

Ciao, Bernardo. Ciao. Ciao.

Ben serato. Grazie.

Grazie.

Io non so perché, ma ho la sensazione...

[Musica]

Che tu mi stia guardando. E allora ascolta, la gente qui ti chiama mostro maniaco.

[Musica]

Belva.

[Musica]

Ma in questi anni credo di aver imparato a conoscerti, forse anche a capirti.

[Musica]

E so che tu sei soltanto il povero schiavo di un incubo di tanti anni fa che ti domina. Lo so.

[Musica]

Che è passato, ti ha insegnato il sospetto, la diffidenza, ma in questo momento non ti sto mentendo e non ti mentirò.

[Musica]

E anche dopo, se quando deciderai di liberarti di questo mostro che ti danneggia, tu sai dove e quando e dove trovarmi. Io ti aspetterò.

[Musica]

[Musica]

Ma in questi anni credo

[Musica]

di aver imparato a conoscerti, forse anche a capirti. E so che tu sei soltanto il

[Musica]

povero schiavo di un incubo di tanti anni fa che ti domina. Lo so che è

[Musica]

passato, ti ha insegnato il sospetto, la diffidenza, ma in questo momento non ti

[Musica]

sto mentendo e non ti mentirò neanche dopo. Se quando deciderai

[Musica]

di liberarti di questo mostro che ti finalizza. Tu sai come,

[Musica]

quando e dove trovarmi. Io ti aspetterò.

[Musica]

Tu sai come, quando e come trovarmi.

[Musica]

Io ti aspetterò.

[Musica]

[Musica]

Io ti aspetterò. Tu sai

[Musica]

come, quando e come trovarmi. Io ti aspetterò. Tu sai

[Musica]

come, quando e come trovarmi. Io ti aspetterò. Tu sai

[Musica]

come quando e per trovarmi io ti aspetterò. Tu sai

[Musica]

come quando e trovarmi io ti aspetterò.

[Musica]