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Ripassiamo. 5 minuti con Schopenhauer e la volontà di vivere

Matteo Saudino - BarbaSophia5:01

Transcription

Con questo primo video, iniziamo a preparare insieme l'esame di stato. In ogni breve video lezione saranno affrontati i concetti chiave di alcuni grandi autori dell'800 e del 900. Iniziamo con Schopenhauer e la sua celeberrima concettualizzazione della volontà di vivere, in tedesco Wille zum Leben.

Che cos'è la volontà di vivere per Schopenhauer? Volontà di vivere è il noumeno, è l'essenza non solo dell'uomo, ma dell'intero universo. La volontà di vivere è al di là del velo di Maya. La volontà di vivere si cela al di là del fenomeno. La volontà di vivere è ciò che è al di là del fenomeno e delle categorie di spazio e di tempo, che costituiscono ovviamente la realtà empirica fenomenica. Il noumeno è al di là delle categorie fenomeniche empiriche dello spazio, del tempo e della causa. E dunque, la volontà di vivere risulta la matrice, ciò che genera il mondo, ciò che governa il mondo. Risulta essere l'essenza intima della natura e del mondo. Ed è in questo a-causale, a-spaziale ed è a-temporale.

La volontà di vivere è impulso cieco. È un impulso cieco, eterno, in-causato, a-spaziale, infinito. E tutto ciò che esiste fenomenico, cieco di questa forza, di questa energia. E dunque, il concetto di volontà di vivere in Schopenhauer non è un concetto di volontà di vivere in senso di coscienza, una volontà di vivere cosciente, ma è un'energia, un impulso incosciente. E qui possiamo fare poi dei collegamenti in futuro con la teoria della psicoanalisi freudiana. La volontà di vivere rimanda all'essenza, alla parte inconscia di pulsioni erotiche della celebre seconda topica freudiana.

Venendo a noi, per chiudere dunque, la volontà di vivere, questa energia e questo impulso cieco, è una volontà cosmica che sta dietro ogni fenomeno, che sta dietro la natura. È inconsapevole. E nella materia, più che mai, è inconsapevole. Acquisisce una leggera consapevolezza e coscienza nell'uomo, il quale, andando al di là del velo di Maya, squarciando l'illusione di una vita razionale, armonica, governata dunque dalla razionalità, può cogliere che cosa? Può cogliere l'essenza ultima della sua propria vita. L'essenza ultima, cioè il conatus, la voglia di vivere.

La volontà di vivere può arrivare dalla propria volontà di vivere individuale, dal desiderio di autoaffermarsi, di ribadire se stesso. Può arrivare alla volontà di vivere assoluta, cieca, a-spaziale, eterna, infinita, a-causata. Dunque, senza dimensione di causa, senza dimensione di fine. La volontà di vivere, dunque, è ciò che produce il mondo, è ciò che guida il mondo. È una volontà di vivere cieca, brama e desiderio. Il mondo come volontà di vivere vuol dire che il mondo è la rappresentazione di questa volontà di vivere. E noi uomini siamo manifestazioni della volontà di vivere che portano avanti la volontà di vivere. La bramosia della volontà di vivere assoluta è portata avanti dall'uomo con le sue bramosie, con i suoi desideri, con le proprie volontà di vivere. Dunque, l'uomo è una manifestazione della volontà di vivere, più che mai proiettata come manifestazione alla realizzazione della volontà di vivere assoluta.

L'uomo deve uscire da questa prigionia, dal dominio della bramosia, dal dominio della volontà di vivere. Dovrà squarciare il velo di Maya, prendere consapevolezza di essere in una dimensione illusoria prodotta dalla volontà di vivere. E dovrà trasformarsi in un uomo vero, cosciente e consapevole di tutto ciò, abbandonando, ovviamente, la prigionia, la tirannia del desiderio. E la via indicata sarà quella della noluntas, alla volontà di vivere, Schopenhauer [Musica] contrapporre. E dunque, proporrà Schopenhauer il cammino dell'ascesa. Il punto d'arrivo sarà il Nirvana.