Transcription
Riprende. Spero non sia un problema di memoria. Oh, vedete con quanta sapienza lui unisce elemento unitivo con con elemento visivo. Va bene?
Eh, mentre si levano, quindi mentre mi arrivano queste informazioni uditive dal mare, si levano tremuli scricchi di cicale dai calvi picchi. Quindi ci sono le cicale, le cicale tanto amate da D'Annunzio, vedete, sono qua, ce le mette anche Montale. Ovviamente in un pomeriggio assolato non possono mancare le cicale.
E allora arriviamo all'ultima strofa che ci svela anche il perché di tutto questo elenco di cose che si fanno nel pomeriggio. Sono cose, ovviamente non fa niente di superoomistico, direi, cioè non c'è nessuna impresa incredibile. E andando nel sole che abbaia, oh, finalmente arriva il sole, ma l'avevamo già percepito. Quando lui ce lo dice, noi ce l'abbiamo già dentro. Questo sole già lo sentiamo.
Sentire con triste meraviglia, che figura retorica è? Grazie. Ossimoro, triste meraviglia. Sentire con triste meraviglia. E scusate, un'altra cosa vi dico. La meraviglia era un sentimento tipico di chi? >> Tipico di chi? Dai, chi ha fatto la poesia di di Pavese nella al compito eh del fanciullino, quindi siamo di nuovo su Pascoli. Oh, vedete che sembra voler rinnegare Pascoli, ma ci siamo dentro fino al collo. Ok. La triste meraviglia è un sentimento tipico pascoliano.
La triste meraviglia e e adesso ci spiega qual è questa meraviglia. Lui in quel mergiare si rende conto di qualcosa, cioè realizza osservando le formiche, sentendo il mare, guardando le fronte, le serpi eccetera, realizza una cosa. E qual è questa realizzazione? Com'è tutta la vita il suo travaglio in questo seguitare? Una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
Allora lui in questo non fare nulla nel pomeriggio assolato, realizza che cosa è la vita. Eh, scusate se è poco. Che cosa è la vita secondo lui? È chiaramente cos'è la vita e che cos'è il travaglio della vita. La parola travaglio esprime tutto il dolore, il male di vivere. La parola travaglio è il male di vivere. Cos'è la vita? La vita è metafora. Eccola qua. Un muro, una muraglia, dice lui, che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
I cocciauzzi di bottiglia sono quelle quelle bottiglie spaccate rotte che i contadini mettevano con un po' di fango o un po' di malta quando erano fortunati in cima ai muretti che avevano costruito. Sono i muri di separazione delle proprietà degli orti. È il muro di prima con cui è iniziata la poesia. Cosa ci mettevano in cima a questi muri? I coccia agguzzi di bottiglia. è è un modo alternativo per impedire lo scavalcamento. Sarebbe una sorta di filo spinato fatto in casa. Va bene? È chiaro questo?
La vita che cosa è? La vita è un muro. Già che la vita è un muro, ragazzi, è già molto malessere, già che la vita è un muro. La vita è un muro, non basta, ma in cima a questo muro ha dei cocc aguzzi di bottiglia. Qual è il senso dell'immagine del muro con gli con i cocci aguzzi di bottiglia? Qual è il senso? Non si può >> Non si può.
Allora, la vita, la condizione dell'uomo qual è? è è vivere di fronte a un muro >> che non si può scavalcare. È un po' Leopardi ancora una volta, ma che cosa non c'è che c'era il Leopardi? La forza dell'immaginazione. La forza dell'immaginazione. Qui non c'è che quali sono i momenti in cui ti sembra di poter scavalcare il famoso muro col con il vetro in cima? Sono quei fragili, quelle fragili occasioni, l'anello che non tiene, il miracolo laico, ma sono dei momenti tu non ce la fai mai andare al di là.
Invece Leopardi che pure non poteva andare al di là, ovviamente non poteva andare al di là, cioè andare ehm ehm in una dimensione ulteriore, no, al di sopra, chiaramente non poteva, però diciamo controbilanciava questa sua impotenza con l'immaginazione, ok? Con le domande, con il pensiero, con la filosofia, va bene? invece Montale e qui c'è tutto il senso, ragazzi, del '900, il senso antiromantico del del '9. Mentre mentre eh Leopardi ha questa forza romantica dentro che è spinta dall'immaginazione. Per altri romantici è l'amore, è la passione, per Leopardi è l'immaginazione. Va bene?
Qui nel '900 non c'è. Il '900 è un secolo disilluso, ragazzi. Va bene? è figlio del decadentismo e è totalmente disilluso. Ovviamente cosa c'è di mezzo? Ci sono le grandi tragedie del '900. Eh, questo non dobbiamo dimenticarci il contesto storico. Le guerre mondiali, i totalitarismi, le distruzioni, il l'uomo ha visto quanto può essere malvagio, va bene? E quanto può soffrire per la sua malvagità. Questo eh non cioè non possiamo analizzare la poesia del '900 se non teniamo presenti le grandi tragedie del '9. Eh per forza, eh. Va bene. Ok, è chiaro? >> Ricordiamoci, eh, il muro coccia guzzi di bottiglia. Dimmi. >> No, perché la sapete già, giusto? La sai già, vero? M.