Transcription
Per descrivere la tecnica di modellazione per addizione, ricorriamo in questo caso a due modelli didattici, in rapporto dente a dente, montati in articolatore a valore medio. Iniziamo con il disegno dei limiti di ogni elemento dentale. Proseguiamo disegnando sul gesso la proiezione di ognuna delle cuspidi che dovremmo andare a realizzare, controllandone anche l'allineamento rispetto alle cuspidi e alle Fosse antagoniste.
Disegniamo ora il solco intercuspidale. Ricordando che le cuspidi lavoranti dovranno occupare circa il 60% della larghezza del dente in senso vestibolo-palatale, oltre al solco intercuspidazione, si procede disegnando le proiezioni delle varie creste triangolari. Le linee precedentemente segnate sulle pareti vestibolare e palatale risultano in questa fase molto utili. Il disegno viene completato con le creste marginali di ogni dente che delimitano il tavolato occlusale. Si ricorda che il tavolato occlusale occupa anch'esso il 60% della larghezza massima del dente in senso vestibolo-palatale.
Iniziamo ora la ceratura vera e propria degli elementi dentali con la modellazione dei coni delle cuspidi lavoranti. L'altezza dei coni dovrà essere definita nel rispetto dei normali canoni di allineamento tridimensionale e nel rispetto anche delle curve di compenso di Spee e Wilson. Modellando per primi i coni delle cuspidi lavoranti, la mancanza delle cuspidi bilancianti, influisce sulla inclusione e la disclusione nei vari movimenti. Dopo le cuspidi lavoranti, si inizia la modellazione delle cuspidi bilancianti, da essere controllate sia in occlusione che in disclusione.
Notiamo come la cima della cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore vada a ingranare con il solco centro-vestibolare dell'antagonista inferiore. Tutti i coni dovranno essere controllati nel rispetto dell'allineamento tridimensionale, delle curve di compenso e della disclusione nei vari movimenti. Terminata la realizzazione dei coni, si iniziano a modellare le creste marginali, ovvero quella che viene comunemente definita come la bocca di pesce, o ponte di smalto del primo molare superiore, orientato in direzione della cuspide disto-vestibolare. Anche le creste marginali andranno controllate sia in occlusione che in disclusione.
Dopo la realizzazione delle creste marginali, si procede con le creste triangolari, realizzando sempre prima quelle lavoranti e poi quelle bilancianti. In questa fase si deve prestare la massima attenzione a realizzare dei punti di contatto allineati. Dopo aver ultimato tutte le creste triangolari, si procede alla realizzazione delle altre parti del dente, come le creste secondarie, solchi secondari, eccetera.
La rifinitura del modellato dipende in grande misura dall'abilità dell'operatore. In genere si utilizzano strumenti appuntiti, rifinendo solchi e fosse a caldo e a freddo. È importante ricordare che ogni correzione o modifica va sempre verificata nell'ambito dell'occlusione e soprattutto della disclusione.
Al di là delle abilità individuali e del senso estetico di ognuno, è bene ricordare che ogni modellazione deve rispondere innanzitutto a criteri funzionali; quindi rispettare, in primo luogo, l'allineamento tridimensionale, le curve di compenso, l'occlusione e la disclusione.
Tra i parametri funzionali più importanti, ricordiamo il corretto rapporto tra cuspidi lavoranti e bilancianti. Devono risultare puntiformi, situate su superfici convesse e, soprattutto, allineate. Abbiamo già detto del rapporto 60% - 40% tra cuspidi lavoranti e cuspidi bilancianti. Ricordiamo poi che il tavolato occlusale occupa il 60% della massima larghezza del dente in senso linguo-vestibolare. In ultimo, ricordiamo che anche l'area delimitata dai punti di contatto A e C di Stuart è il 60% della massima larghezza del dente in senso linguo-vestibolare.