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LA MUSICA NELLA GRECIA e NELLA ROMA ANTICA

didatticamusicale18:56

Transcription

[Musica] [Musica] Molti documenti testimoniano l'importanza della musica nella cultura e nella società greca. Oltre ad alcuni frammenti di brani musicali, le pitture dei vasi mostrano gli strumenti e confermano uno stretto legame tra musica, poesia e danza. Del resto, il termine greco "mousiké", dal quale è derivato il nome stesso di musica, significava l'arte delle Muse, le 9 idee protettrici del canto e della danza, e si rifletteva, oltre che al mondo dei suoni, anche alla poesia, alla lira, alla danza, che erano strettamente collegate in ogni manifestazione.

Apollo, figlio di Zeus e di Latona, era il dio della bellezza e della musica, il signore delle Muse, alle quali tutti gli artisti si rivolgevano prima di iniziare le opere, i canti o le danze. Ciascuna delle nove Muse proteggeva un aspetto del pensiero e della creatività: la tragedia, la narrazione di storia, la poesia epica e la danza, e la spagna, il suono del flauto, la poesia leggera, da lirica corale, la commedia.

La musica era associata anche all'epica, la narrazione poetica delle gesta degli eroi, come avveniva nei grandi poemi, l'Iliade e l'Odissea, attribuiti a Omero. L'esecuzione di questi poemi era affidata ai cantori itineranti, gli aedi, che si accompagnavano con un tipo di lira chiamata "chitarra" o "cetra". Le melodie erano semplici, a una sola voce, poiché lo strumento principale di accompagnamento era la lira. Questi canti venivano chiamati canti lirici. Nell'Odissea, il cantore Demodoco commuove profondamente Odisseo (Ulisse) cantando la fine di Troia, proprio la storia dell'eroe greco. Tra i più noti ricordiamo Archiloco di Paro, Alceo e Saffo.

La musica era presente nelle cerimonie private e pubbliche, come le feste per il dio Dioniso, i Baccanali, i giochi olimpici e le rappresentazioni teatrali, tra cui la tragedia, che si sviluppò a partire dal quinto secolo avanti Cristo. I filosofi, in Platone e Aristotele, ritenevano che la musica avesse il potere di agire sull'animo umano: poteva dare gioia o portare alla follia, educare o corrompere. Essi sostenevano, perciò, la necessità di diffondere nella società le forme musicali che agivano positivamente sui giovani, portandoli ad una maggiore padronanza di sé, al pieno sviluppo del corpo e dello spirito, e al rispetto dell'equilibrio. Per i Greci, la musica aveva un ruolo di primo piano nell'educazione dei giovani e nella vita quotidiana. Si tenevano addirittura delle olimpiadi musicali, alle quali partecipavano i musicisti più bravi, che si sfidavano per ottenere i ricchi premi e diventare famosi.

Nella cultura greca, noi abbiamo ricavato il più alto numero di documenti tra iscrizioni scolpite e manoscritti, perché essi si dedicarono in modo sistematico alla scrittura della musica attraverso una personale notazione. Il sistema greco di notazione, però, era di tipo alfabetico, cioè usava le lettere al posto di simboli più noti di noi oggi.

La lira veniva originariamente costruita con un guscio di tartaruga, sul quale era tesa una pelle di bue. Vi erano infissi, come braccia, due corna di animali che sorreggevano un ponticello, al quale si fissavano delle corde. Racconta il mito che Hermes, nato in una grotta, appena qualche giorno dopo fuggì dalla sua culla e rubò alcune vacche a suo fratello Apollo. Tornato a casa, costruì uno strumento utilizzando il guscio di una tartaruga e stringendo attorno ad esso una serie di corde di budello, inventando quindi la lira. Quando Apollo si rese conto del furto, scoprì che era stato Hermes, lo accusò di fronte a Zeus. A quel punto, Hermes andò nella grotta dove aveva nascosto il suo bottino e restituì mucche e bue ad Apollo, il quale, però, era rimasto incantato dal suono della lira. Propose così ad Hermes di scambiare tutto il suo bestiame per questo strumento, e così Apollo divenne il dio della musica.

La cetra, chiamata "chitarra" in Grecia e "citara" a Roma, era costruita invece interamente in legno e aveva una cassa di risonanza piuttosto grossa. Ne esistevano di tante forme, dalle più raffinate a quelle più grossolane, a seconda della tecnica di costruzione impiegata. A differenza della lira, nella cetra, il braccio laterale formava parte della cassa di risonanza. Questa che lei ha in mano è una lira, per una lira, e quell'altra invece che vediamo qui adesso è una cetra. Qual è la differenza? Che la lira era praticamente era composta, seguendo nell'antichità, dal carapace di una tartaruga, due corna e aveva per cassa di amplificazione una pelle, esattamente come il tamburo, e quindi aveva dei problemi, e quindi praticamente l'umidità poteva calare il suono, rovinarsi. Mentre la cetra, aveva la cassa tutta di legno, manteneva l'intonazione ed è uno strumento professionale.

L'arpa angolare era stata importata dall'Egitto e veniva chiamata "corde oblique" per la sua forma, con le corde messe in diagonale tra il ponticello e la cassa di risonanza. Generalmente era suonata da un poeta. Per ciò che riguarda le percussioni, vi era il timpano, un tamburo rotondo del diametro compreso fra i 30 e i 45 centimetri. Vi erano i cimbali, dei piattini di metallo che, una volta sbattuti, producevano un suono estremamente acuto. I crotali, invece, che assomigliavano alle moderne nacchere, venivano usati al posto delle mani per applaudire. Il sistro, lo strumento egizio sacro alla dea Iside, venne impiegato in alcuni riti religiosi. Era costruito in metallo e la sua forma somigliava a quella di un ferro di cavallo. Ecco, questa è una copia, appunto, del famoso sistro di Pompei.

L'aulos, lo strumento musicale a fiato più importante, era formato da un tubo di canna, di legno oppure d'osso d'avorio, con imboccatura a bulbo e un'ancia, una sottile linguetta mobile infilata nel tubo, la cui vibrazione fa suonare gli strumenti a fiato detti, appunto, ad ancia. La sua invenzione si attribuisce alla dea Atena. Pindaro narra che la dea, dopo aver creato uno strumento, lo disprezzò e lo gettò via, perché mentre suonava le si gonfiavano le guance, deformando la sua bellezza. Lo strumento venne poi raccolto da Marsia, al quale lo utilizzò per sfidare Apollo in una gara di abilità, che tuttavia perse, finendo scorticato. Spesso lo si vede raffigurato nella forma di due tubi divergenti, nel qual caso viene detto "di-aulos", cioè flauto doppio.

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Il flauto di Pan appartiene alla famiglia dei flauti ed è costituito da canne di bambù tagliate secondo lunghezze differenti, soffiando nelle quali si ottengono le note della scala musicale. Il nome dello strumento è tratto dal mito, secondo cui la ninfa Syrinx si trasformò in un cespuglio di canna nel tentativo di sfuggire al dio Pan, che per consolarsi tagliò alcune canne e cominciò a suonarle.

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Del teatro, per i Greci, era importantissimo, in quanto rappresentava un momento di aggregazione sociale e di svago. L'edificio veniva costruito all'aperto ed era di forma semicircolare per favorire un'acustica perfetta. Dalle prime alle ultime file di gradinate si potevano udire anche i suoni più deboli. Di fronte alle gradinate si apriva uno spazio semicircolare chiamato orchestra, destinata al coro di cantori, alle danzatrici, ai suonatori che accompagnavano la rappresentazione scenica. Dietro l'orchestra si innalzava un palcoscenico in muratura, sul quale si muovevano gli attori. Questi erano abbigliati con enormi maschere, che servivano anche ad amplificare la voce. L'organizzazione degli spettacoli era uno degli obblighi civili più impegnativi. Tutti potevano assistere alle rappresentazioni, purché pagassero un biglietto. I cittadini meno agiati ricevevano dallo stato il prezzo dell'ingresso. Gli incassi venivano adoperati per la manutenzione del teatro. Anche le manifestazioni teatrali avevano carattere religioso. Gli attori erano considerati quali persone adibite al culto e, perciò, esenti dal pagamento delle tasse e dal servizio militare.

Ma che cosa dicono questa volta? Dicono a tutti di danzare. Gli uomini ora sono appesantiti dal vino, dal lavoro. Oh, che sventurata sua dura! Risparmia i tuoi servi. Fine del secondo atto. Grazie, pubblico. Grazie. Scusate l'intervallo, ma dobbiamo spostare le scene, cambiarci di costume.

[Musica] [Musica] [Musica] [Musica] [Musica] [Musica] Grazie, caro pubblico. Grazie.

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L'arte e la cultura dei Romani sono state molto influenzate da quelle dei Greci. La musica non gode, però, di grande considerazione presso questo popolo di guerrieri e serve soprattutto per fini celebrativi o militari. Rende solenni le cerimonie, dà segnali alle truppe sul campo di battaglia, accompagna le parate, i giochi dell'anfiteatro.

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Gli strumenti musicali utilizzati erano la "cucina", il "corno", la "tuba", strumenti in ottone dal suono molto potente.

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C'erano, naturalmente, anche il flauto di Pan, la lira, la cetra, vari strumenti a percussione e l'aulos.

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