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MOSTRO DI FIRENZE LA CHIAVE DI SVOLTA LA NOTTE DEL MISTERO

LA NOTTE DEL MISTERO - THE NIGHT OF MYSTERY - 2:07:15

Transcription

[musica] [musica] [musica] [musica] Labbra sori la lingua. [musica] Bisogna sporcarsi. Ventre che stella là [musica] dentro gli occhi specchi trò. Se ancora li guardo, non torno [musica] più dietro. Merlin, merci. [musica] [musica] [musica] Non distanza. Nuvole rosse nella mia stanza. [musica] Gangeli inganni searli di morte. Quando tu gridi, [musica] apri tutta la [musica] mar. [musica] >> [musica] >> Hai sempre seduta all'ombra del vento, cantando il suo male sulla [musica] ridendo. Hai sempre seduta, ho [musica] vento cantando il tuo male sulla [musica] marna, oh marna. [musica] [musica] [musica] Maro. [musica] [musica] È tenta come sempre, precisi, precisi. E siamo in onda con la notte del mistero. Adesso passiamo subito la linea ai nostri ospiti che sono già in collegamento e sentiamo di cosa parliamo stasera, perché sarà un ritorno, diciamo, un po' al passato, cioè alla il caso che abbiamo trattato tantissimo, pertanto è il mostro di Firenze, in parole povere. Buonasera Vick. >> Buonasera Daniele. Buonasera e saluto. Saluto Daniele. Saluto Emanuele Sant'Andrea che è con noi, che torna dopo tutte le maratone su Bia Poma, instancabile. Lo riproponiamo anche questa sera per parlare di un argomento relativo al mostro di Firenze e poi l'altra nostra, l'altra nostra ospite stasera è una ricercatrice che fa parte di un gruppo che si chiama I lupi del Mugello, di cui poi ci parlerà diffusamente, che si chiama Lisa Sequi, che saluto e accolgo in trasmissione. Ciao Lisa. Grazie. Buonasera. Buonasera. Allora, come anticipava Daniele prima, eh, questa sera, la notte del mistero, torniamo al light motive che ha impegnato gli ascoltatori e i conduttori e gli esperti in questa trasmissione, diciamo, fino all'arrivo dei grandi speciali dedicati al diritto di via Poma, di Simonetta Cesaroni. Quindi torniamo un po' al alle atmosfere del luglio 2020, perché abbiamo fatto la puntata notte del mistero, poi la puntata suo stadio di Bologna e poi 12 puntate su via Poma, culminate nella diretta maxi diretta lunga della settimana scorsa. E quindi oggi torniamo in onda con le storie relative al mostro di Firenze, con degli eventi specifici che affronteremo relativi appunto alla vicenda del serial killer cosiddetto delle coppiette, che ha agito tra il 1968 e il 1985. E ci concentriamo su alcuni punti particolari, su un anno particolare, su uno dei delitti che è forse è considerato da tanti appartenenti anche a visioni diversi della della della storia del mostro, quindi che hanno opinioni diverse sui responsabili, come un po' la chiave di volta di questo di questa vicenda omicidiaria, vale a dire il delitto di Rabatta Bogo San Lorenzo del 14 settembre 1964, nel quale furono vittime Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore. Partiamo quindi da questo delitto, perché intorno a questo delitto, nei giorni successivi e immediatamente successivi questo delitto, si annidano tutta una serie di episodi misteriosi che stasera vorremmo un po' come dire, ehm, rievocare in modo anche cronologicamente molto accurato per cercare di dare un senso a una serie di situazioni, lettere, telefonate, nomi e personaggi che spesso vengono trattati un po' marginalmente, perché appunto sommersi dai grandi nomi che invece vengono sempre citati nel corso della vicenda del del mostro di Firenze. Ehm, quindi, prima di tutto, volevo chiedere per presentare l'ospite, cioè Elisa, volevo chiederti due parole su la tua organizzazione alla quale appartieni. Cioè, ti ho definita appartenen al gruppo dei Lupi del Mugello, che comunque è un nome, è un nome, è un nome molto evocativo. È un nome molto evocativo. [risate] E lascia immaginare degli scenari eh particolari. Volevo che ci dicessi due paroline, giusto per presentarti anche ai nostri ascoltatori che sono su YouTube e che sono su collegati su Florence International Radio e che possono telefonarci, stando però in tema con quello che stiamo discutendo, allo 055247985. Ho letto il numero giusto? Ho letto memoria? Spero di sì. >> Assolutamente sì. Grazie Daniela, ho bisogno della conferma, sai, nella vita c'è bisogno di conferme. Quindi Lisa, ti lascio volentieri un attimo questa breve presentazione, così poi possiamo entrare nel vivo delle tematiche della puntata di stasera. >> Grazie Vick. No, come ti anticipavo un po' prima, tutte cose assolutamente legali. [risate] Siamo in realtà tre amici di lunga data. Siamo io, Fabio Martini >> e Pasquale, che è un altro nostro amico. E io faccio sempre la battuta che Pasquale controlla a terra, mentre Fabio ci controlla dall'alto con i droni. E il vantaggio di vivere [risate] >> Pasquale munito pure di metal detector, quindi. E il vantaggio di stare nel Mugello è che appunto possiamo la domenica mattina, nelle nostre passeggiate, nelle nostre scorribande, andare talvolta volta a vedere anche di persona alcune cose, alcuni alcuni luoghi. E quindi questo è l'aspetto del Lupi del Mugello, cioè in realtà siamo tre amici che si ritrovano quando possibile e vanno appunto a a passeggio in luoghi di interesse che di solito però vengono anche indicati dal nostro Emanuele Sant'Andrea, che è un po' il capo branco, diciamo, e che ha inventato il nome. Eh, eh. [risate] Ti hanno dato una precisa responsabilità in questo momento. >> Il capo, non so di cosa stiate parlando. [risate] >> Quindi è vero, conoscendolo, no? Niente, un gruppo di amici. Sì. Dopodiché, tra l'altro, io e Fabio siamo maggiormente interessati al tema del del mostro di Firenze. Io in ho delle fasi di alti e basi e niente, così. Eh, questa una passione in questo senso. M >> Deduco che questa si è nella fase di alti, perché il fatto che ti presenti da noi >> eccezionalmente >> alla notte del mistero, vuol dire che comunque c'è stato una si è ravvivato di nuovo l'interesse per una vicenda che in realtà >> è stato diesto lunedì. [risate] Una e >> in realtà io ho buttato via tutti gli appunti. >> Eh, ma hai fatto hai fatto primo in tempo a mandarli a me, quindi va bene. Eh, comunque no, volevo dire che questa vicenda è vero che causa degli alti e bassi dal punto di vista dell'interesse, però alla fine si torna un po' sempre. Si torna un po' sempre, come si torna su alcuni delitti in particolare. E direi che su eh è questo discorso vale particolarmente perché si torna spessissimo su questo delitto. Sembrano sembrano migliaia le sfumature che non sono mai state affrontate in maniera chiara e e diretta. E stasera sio un po' qui per questo. Eh, allora, io volevo chiedere una cosa prima di partire a Emanuele. Perché il titolo Anonimo 74? Cioè, da cosa qual è lo spunto da cui partiamo per questa puntata? >> Ma noi ci siamo chiesti per qualche strano motivo questa persona che ha iniziato a uccidere probabilmente nel 68, ma di certo nel 74, e che sappiamo per certo abbia mandato una lettera a Silvia della Monica, la famosa lettera nell'85. Ci siamo chiesti se per caso potesse aver cercato di interagire con gli inquirenti anche prima. E cioè, a parte la arcinota lettera del cittadino amico, i triplici biglietti, ci siamo chiesti se andando a guardare nelle vecchie carte che ci sono state messe gentilmente a disposizione da Francesco Cappelletti, ci fosse un qualche che riferimento a una telefonata, a una lettera, a un tentativo di comunicare con gli inquirenti. E apparentemente abbiamo scoperto qualcosa di nuovo. Beh, questo è molto è molto interessante, perché un altro tema, appunto, è un tema affrontato anche in diversi altri spazi, per esempio al convegno di Vernio, una delle conferenze verteva sulla sulle comunicazioni del mostro di Firenze, su come, non tanto su quali, ma forse su come comunicasse. E direi che con questo discorso che facciamo stasera possiamo tenere insieme il come e il cosa, cioè come comunicava e cosa diceva, quindi che sono due punti fondamentali, attribuendo, quindi potenzialmente attribuendo al mostro di Firenze questo queste comunicazioni che stiamo che stiamo facendo. E l'obiettivo, Lisa, era quello di fare una specie di cronologia ragionata di quei giorni, partendo proprio dalla dalla sera prima, dalla sera del delitto, quindi dalla sera in cui Pasquale e Stefania escono dalle loro case e si avviano verso il loro tristissimo destino. >> Bene. Noi sappiamo che alle 20:45 Pasquale con la sorella Maria Cristina parte da Molin del Piano in direzione Team Club e arriverà al Team Club, lasciando appunto lì la la sorella alle 9:115 e dicendole che sarebbe tornato entro mezzanotte a riprenderla, o comunque detto dai ragazzi, dagli amici, sapevano che Pasquale e Stefania tuttal più si sarebbero ripresentati entro le 10:30 della sera stessa, quindi comunque il ritrovo era al Team Club. M. Nel mentre alle 9 Stefania, >> Scusa, possiamo spendere due parole per descrivere i ragazzi, chi erano, quanti anni avevano, le loro famiglie, le loro vite, il lavoro, la sfera amicale più stretta? >> Certo. Sì, sì, certo. Lisa, puoi far tu? Ah, ok. No, >> Benissimo. Allora, ok. Stefania è una ragazza, appunto, che vive con la famiglia Pesciola e segretaria di azienda, che ha iniziato a lavorare ehm a Firenze presso una una ditta. Ehm, le amiche più strette di Stefania sono le due cugine e una terza persona che è che è un'amica che abita anche lei lì a Pesciola. Ed è una ragazza che tiene un un diario con, mi viene da dire, con l'animo di una diciottenne, nel senso, è il mondo degli adulti, lavora, ha il fidanzato, però allo stesso tempo a quell'età. >> Quanti anni ha? Non, se non sbaglio 18. >> Sì, sì. Stefania 18 anni. >> 19 Pasquale. Eh, >> Ha la patente? >> No. Ha preso, ha superato il test eh scritto, il quiz scritto il 13, se non sbaglio, e va a comunicarlo, tra l'altro, a cugina in negozio a Borgo San Lorenzo, una delle due cugine. Ehm, di Pasquale so un po' meno, sono sincera. Ehm, anche perché >> Possiamo dire dove ha lavorato Stefania Pettini? Perché anche su questo c'è stata negli anni tanta confusione. Mh >> Mh. Ok. >> Vuoi Vuoi che lo racconti io? >> No, no, c se insomma se poi manca qualcosa mi mi puoi >> Lisa. Lisa, vai pure, vai pure tranquilla, vai pure tranquilla. >> Ok. Lei lavora dal settembre del 73 al gennaio del 74 presso l'Utrasporti Cammelli di Barberino di Mugello. Eh, poi segue il lavoro alla Newflex, all'Isolotto e fino circa a luglio. E successivamente da metà giugno. Cioè, questo dato non è sicuro. Diciamo che fino a luglio viene riportato nel verbale perché viene detto dalle amiche, però in realtà poi si potrebbe essere anche da giugno, va a luglio. >> Ok, perfetto. Me lo confermi? Bene. E quindi dal 14 luglio alla MAGIF di Firenze. >> Allora, due precisazioni velocissime. >> È la è la è quella ditta in via Stradivari, quella. Sì, >> Perfetto. Benissimo. Abbiamo visto un video di Etrusco Viola dedicato proprio al superluogo. >> Due precisazioni velocissime. Allora, la prima azienda presso la quale Stefania Pettini lavora è questa azienda di trasporti che si chiama Cammelli ed è proprio del titolare Luigi Cammelli, tanto è un'azienda che è un'azienda, il nome lo possiamo fare, che sta a Barberino di Mugello. Poi lei, terminato questo periodo che tu dicevi giustamente dura 4 5 6 mesi, in cui avrà una conoscenza particolare, no? Che poi rientra in questa storia, lei va a lavorare alla Newflex, quartiere Isolotto. Allora, per chi non lo sa, il quartiere Isolotto è l'ultimo spicchio di Firenze prima di entrare a Scandicci. Ora, noi teniamo bene a mente dove sta questa Newflex, perché ci ritorneremo nelle prossime puntate. La Newf, la Newflex, scusate, sta in via eh, non me lo ricordo, che però è una traversa molto vicina a Via Lunga. Ecco, Via Lunga, teniamo la mente perché ci ritorneremo. Ma una cosa, Emanuele, ma l'Isolotto in quegli anni, gli anni 70, era una zona eh, aveva era una zona un po' malfamata, aveva c'erano delle storie di criminalità, c'era qualcosa che ruotava di negativo, di brutto intorno a questo quartiere? Io eh posso dirti che l'unica informazione che mi interessava raccogliere sull'Isolotto erano quando fu fatta la profilazione geografica, era la ricerca di tutte le aziende della mh diciamo del ramo galvanico e tutte quelle dell'indotto, >> Certo, >> dell'indotto oppure collegate. La Newflex era un'azienda la cui gemella, la Colorflex, si trova a Scandicci in via Helsinki, se non dico una fesseria. Queste due aziende le possiamo considerare aziende gemelle che facevano la Newflexa, diciamo, persiane in alluminio, m veneziane. La Colorflex si occupava essenzialmente di pitturarle. Ora, perché questo è importante? Perché ovviamente le veneziane, essendo in alluminio, sono comunque un metallo e prima di essere assemblate dalla Newflex hanno un passaggio di galvanizzazione. Ora, dal 14 luglio Stefania lascia la Newflex, probabilmente perché avrà trovato un posto di lavoro migliore, e va a lavorare alla Magif in via Stradivari. Perché ci dicevamo con Lisa è importante focalizzare questo aspetto? Perché la tradizione vuole che il il famoso molestatore di cui Stefania parla con la cugina e che a quanto pare si riferisce ad alcuni mesi prima e in particolare lei parla di giugno. A questo punto noi dobbiamo collocarlo alla Newflex, all'Isolotto. >> Certo, certo. Non in via Stradivari, quindi >> e non alla Magif via Stradivari. Lei come arrivava Stefania alla Newflex dalla stazione di Firenze? Arrivava. >> Allora, lei scendeva a Santa Maria Novella. Ricordiamo che all'epoca la ferrovia che collegava Borgo San Lorenzo con Firenze non era ancora stata ripristinata dopo, diciamo, i sabotaggi della Seconda Guerra Mondiale. Quindi da Borgo San Lorenzo per andare fino a Firenze bisognava scendere la Valle del Mugello da Vicchio a Pontassieve e da Pontassieve poi giù passando per la Rufina. Eh, sì, perché infatti adesso ci sono due treni diversi che fanno Firenze Borgo e Firenze Vicchio, per esempio. Sono due linee diverse. L'abbiamo lavorato quest'anno quando sono venuto in Toscana e sono andato in treno da Firenze Vicchio. >> Ecco, la linea ferroviaria, questo è importante, viene ripristinata solamente nel 2000, anno più anno meno. Questo elemento quindi isola ulteriormente il Mugello per 57 anni da Firenze, perché il principale collegamento ferroviario, quello più diretto, non è ripristinato. Questo insieme ad altri eventi che colpiscono il Mugello ai primi anni del secolo scorso, cioè la malattia delle viti, il terremoto e la spagnola, concorreranno a deteriorare in qualche modo il le comunicazioni del Mugello con Firenze, anche perché all'epoca del Gran Ducato di Toscana, il Gran Ducato comunicava proprio attraverso il Mugello e la vecchia a via Faentina con l'Emilia. L'inizio della dominazione austriaca fa sì che questa strada venga praticamente inibita e i collegamenti si spostino da Firenze verso la Savoia, passando per la eh, diciamo, per la via costiera. Questo ci fa capire che il Mugello, la terra del Beato Angelico di Giotto, che aveva i su avuto i suoi grandi fasti, >> Certo, >> perde un po' di importanza in seguito a questa catena casuale causale di eventi. >> Tuttavia, cioè, va detto che anche oggi, cioè la percezione, allora, io non sono di Firenze, vengo da un'altra città, però la percezione è che il Mugello sia un po' comunque scollegato in qualche modo da dalla da Firenze. Ancora c'è questa permane questa questa idea di alterità netta, cioè sembra più vicino arrivando da un'altra parte, cioè arrivando, per esempio, dalla zona di di Vernio, dalla zona di Prato, sea più accessibile da lì, cioè se parlando sempre di macchina, chiaramente parlando sempre di macchina. Certo, perché noi abbiamo nominato questi eventi, perché chiaramente questi eventi sono andati a minare quella che era l'economia locale e hanno poi, secondo dopoguerra, lo sappiamo, c'è stata una grande immigrazione dalla, diciamo, dai piccoli centri alle grandi città. Il Mugello ha visto questo fenomeno. Ecco perché noi abbiamo proprio ipotizzato un movimento di questo tipo, quindi un movimento dal Mugello verso Firenze e non viceversa. Quindi centrip centripeto, diciamo, >> Un movimento centripeto. >> Beh, eh sì, se noi dobbiamo dobbiamo chiederci dov'è nato il mostro di Firenze, a parte che ce lo dice la lacrima di Rengert, ma è probabile che sia nato in Mugello e poi si sia trasferito a Scandicci e non il percorso opposto. Queste sono supposizioni, ovviamente. >> Certamente, naturalmente. Tra l'altro, eh, citando la galvanica, eh, lo hai fatto perché appunto le le tracce appunto i segni sui proiettili di galvanica, cioè rimandano a questo discorso che abbiamo fatto prima. Mi pare di mi pare di capire. Sì, perché le tracce che sono state eh repertate, meglio, le tracce che sono state evidenziate sui nove bossoli repertati a Scopeti in occasione del duplice delitto, presentavano tracce di ossido di zinco, grasso di silicone e solfato di calcio. Queste tre sostanze erano talmente amalgamate tra loro come se fossero il risultato di una reazione fortemente esotermica. Questo tipo di reazione la potremmo trovare, per esempio, in un contesto galvanico, non è l'unico, senò dovremmo pensare a una colla che utilizza un ossido di zinco con funzioni antibatteriche, come per esempio quelle per i parrucchini. Oppure dovremmo immaginare che queste contaminazioni siano successive e che quindi vadano a delineare il percorso di queste cartucce che prima di essere esplose sono state custodite in almeno due o forse tre ambienti diversi, ma di solito il rasoio di Occam ci insegna che la spiegazione è più semplice, più corretta, quella più semplice. Quindi, >> Certo, >> è plausibile che la triplice contaminazione sia sincrona e contestuale, ha una permanenza in presenza di vapori galvanici. È un'ipotesi. >> Certo, però è quantomeno qualcosa di concreto, cioè qualcosa che si che si può constatare. Allora, Lisa, possiamo proseguire magari con la con la con l'aspetto cronologico, perché abbiamo direi approfondito bene questo aspetto dei luoghi della Firenze, della della Netflix. Stavo dicendo Netflix, però mi scuso, cioè non volevo fare pubblicità occulta al alla nota piattaforma di di streaming. Ecco Lisa, possiamo proseguire? Sì, quindi, appunto, Stefania si va a casa dello zio, che è poco distante da sempre lì a Pesciola, e dove ci sono anche dei parenti. C'è un altro zio e e attende Pasquale, che arriva da da lì a poco, pochi minuti, la la prende e si presuppone che da lì facciano appunto un tragitto per arrivare alla piazzola. Ehm, secondo, appunto, mh Fabio, mh tra l'altro il tragitto sarebbe dalla provinciale che collega eh Vicchio a Borgo San Lorenzo, tagliando all'altezza della Gracchia, per intendersi, dove adesso c'è il ristorante. Ehm, questa potrebbe essere una via breve per arrivare in in quel posto. >> Quindi la staginal la staginalese intendi? No, la saginalese è la parallela, è l'altra. Perfetto. >> Sì, di non passare dalla saginalese, ma di tagliare attraverso un piccolo una piccola stradella che c'è sempre stata, che poi nel tempo ovviamente si è ingrandita e intorno sono comparse anche delle fabbriche, però portava direttamente al Prato. Alo. >> Perché io mi Sì, mi ricordo quando abbiamo fatto questa questo siamo passati da una zona industriale. >> Sì, esatto. >> Dopo la quale siamo arrivati praticamente subito alla piazzola di di delle fontanine. >> Esatto. E allora da questo momento in poi non ci sono notizie dei ragazzi, tranne che successivamente veniamo a sapere che alle la mezzanotte, mezzanotte e mezzo, quattro amici che stanno appunto facendo un giro in zona eh saginale Rabatta, vedono un con una luce accesa e indicano come quest'auto Sono BMW. Sì, >> Ti prego ripetere l'ultima frase perché ti abbiamo persa per un secondo. Ah, >> Ok. Alle a mezzanotte e Calzolai Walter con altri tre amici eh segnalerà di aver visto una autovettura nella zona della, appunto, della della piazzola eh a luci spente, con la luce interna accesa, e indicherà questa autovettura come un'auto probabilmente grigia, simile ad una, sì, una BMW o una Giulia. A questo punto, eh, >> Cioè, da questa da questa da questo range così vario, quindi, cioè, quindi è un po' vaga come indicazione, cioè un po' vaga. >> È un po' vaga. [risate] >> Un po' molto vaga, sì. Però in realtà poi vedremo che c'è un'ulteriore segnalazione la mattina successiva che in qualche modo assomiglia a questa prima indicazione. Eh, Maria Cristina è al Team Club, attende il fratello, alle 2:00 non lo vede ancora arrivare, per cui inizia con un amico di Pasquale a cercarlo per il paese, si fa poi riaccompagnare a casa. Eh, stessa cosa succede a casa di Stefania, cioè la madre insospettita del ritardo della ragazza, alle 3:00 sveglia lo zio, ehm, che se non sbaglio poi sarà anche quello che la andrà a riconoscere il corpo di Stefania. Eh, si mettono in movimento lei, lo zio e la cugina Bartoletti Carla, e vanno a cercare Stefania alla casa di cura di Borgo San Lorenzo e alla Misericordia di Borgo San Lorenzo, senza successo. Alle 6:00 entrano a casa e ripartono per Molin del Piano. >> Allora, io posso interromperti? Volevo chiederti >> chat. Stefania quella sera >> Mh >> quando viene Pasquale? >> Mh >> Pasquale va a casa di Stefania? >> No, è Stefania che esce e raggiunge Pasquale, però tutti dicono di di sapere, di intuire che comunque è lui, no? Un po' come si diceva prima, torneranno a prendere la sorella, tornerà a prendere la sorella a mezzanotte, o si presenteranno insieme alle 10:30 in discoteca. C'era una sorta di >> Mh >> abitudine. Mh. >> Ok. Ma Stefania dove si trova quando arriva Pasquale? >> Si trova a casa dello zio. >> Ah, quindi non è a casa sua, cioè non è a casa Pettini. >> No, è uscita alle 9 per raggiungere casa dello zio. A casa sua c'è la madre e la moglie del Chini, ok? Quindi la zia, mentre lei da lì si sposta e va a casa del Fosco, del Bartoletti Fosco, >> che però è che però è molto vicina. Sì, sì, sì, sì, sì. Sono contigue. >> E quindi >> E lì ci sono anche altri parenti. >> E questo Kini chi è? >> È un metal meccanico di Campi Bisenzio. E >> Ah, di Campi? >> Sì. E vuoi la via anche? No, scherzo. >> No, ce l'ho. >> E del 26. Eh, e quella sera rimarrà, tra l'altro, appunto, lì da >> Me l'ho chiesto perché >> M >> Campi è adiacente >> il delitto è del 68. Mh >> Mh. >> Tutto qua. >> Quando mi hai detto Campi mi si è accesa una lampadina. Quindi, praticamente quella sera, se ho ben capito, il Gino Chini >> insieme alla moglie e insieme ai figli sono partiti da Campi Bisenzio per andare a trovare degli amici a Vicchio, quindi siamo a Pesciola, che è una frazione di Vicchio, proprio è l'ultima frazione più o meno prima del confine di Borgo San Lorenzo. Però poi, come spesso succede, i maschi vanno da una parte, magari a guardare la partita, lo sport, non lo sappiamo, e le donne vanno da un altro a parlare di uncinetti e ricamo. Quindi abbiamo tre uomini in questa storia adulti che sono il papà, il Drea, papà di di Stefania, il Fosco e il Gino e Chini, e poi abbiamo >> tre donne adulte che sono le rispettive mogli. Quella sera la figlia di Fosco, quindi Carla, rimane a casa o va in discoteca o va con il suo fidanzato o >> Va in discoteca. >> E con chi va? >> Sempre al Team Club. >> Non si sa. >> Non si sa. Però lei dice di aver visto Maria Cristina al Team Club, ma non Pasquale Stefano. >> È plausibile che lei da Pesciola sia andata a piedi fino in centro a Borgo San Lorenzo? >> No, >> perché il Team Club è in centro a Borgo San Lorenzo. >> Sì, via Primo Maggio. >> E come ci è arrivata? In motorino, in bicicletta, in auto? >> Io non lo so, dimmelo te. Eh, no, e non lo sappiamo. [risate] È un dubbio che chiaramente rimane, anche perché l'altra domanda era poi come è ritornata a casa? >> Ho capito. >> Questo non viene chiesto né scritto nel verbale che lei rilascia. Non viene indagato questa cosa, questo dettaglio non viene. Ho capito. >> No, no, ma chiaramente Vick è un dettaglio che non ha niente a che fare con >> Naturalmente, e apretezza le informazioni. >> A noi piace ricostruire tutta la scacchiera, grigliare il territorio, >> Giusto? e rimettere tutti i posti, tutti i pezzi nella loro posizione. >> Ma infatti è quello che sia l'obiettivo di questa serata, quello di proprio di fare costruire questo tipo di di idea, no, complessiva, di dare un quadro anche molto visivo ai nostri ascoltatori di quella serata, di come possono essere mossi i personaggi. È molto molto interessante. Sì. Allora, faccio delle domande perché tu chiaramente Lisa conosci benissimo il territorio, magari persone che abitano un po' lontano come me e Vick, che il Mugello non sono mai state, m facciamo magari fatica a seguirti. Che distanza c'è tra casa di Stefania e il Team Club, quindi il centro di Borgo? >> 3 km 4 >> dire No, di più, di più, di più, di più, di più. Sono bah, secondo me un 6-8 km. >> Senti Lisa, ho una domanda io, una domanda veloce. È più lontano da casa di Stefania il Team Club o il luogo del delitto? >> Il Team Club, assolutamente il team. Sì. >> Quindi, quindi lei stava abbastanza vicino al luogo del delitto, perfetto. >> Sì, assolutamente. >> Soprattutto in linea d'aria. Mh. >> E io aggiungo che il delitto praticamente avviene sulla linea di confine che c'è tra Borgo >> Borgo >> a ovest e Vicchio a est. >> Era la posizione dell'auto che definiva. No, qui. >> Bravissimo. Tant'è che la borsetta viene trovata verso la Sagalese, quindi verso Vicchio. >> Sì. Verso Vicchio, vero? Perché è 300 m circa sulla sulla sinistra uscendo dalla piazzola, >> mentre il confine passa praticamente, cioè l'auto si trova a 10 m dal confine comunale, >> quindi siamo proprio al limite. Vogliamo dire due parole anche su Pasquale, chi era, dov'è nato? Aveva fratelli, sorelle, il papà, la mamma, la macchina di chi era? Era accessoriata? Che lavoro faceva? se [risate] gli piaceva, che ne so, andare in discoteca con lo zio o queste cose. >> Hai già detto tutto. >> Vabbè, >> ironicamente hai già detto tutto. >> Ma siamo all'81? [risate] >> No, direi di no. Direi che dobbiamo stare proprio come una specie di cronologia ragionata su questi su queste ore addirittura del settembre 74. >> Ok. Di che anno era Pasquale? Ora l'anno mi ricordo è del 19, al 19 anni, quindi del 55, penso. >> 55, scusate, faccio, lo dico, del 55, esatto. Ed è nato ad Arezzo. >> Ad Arezzo. >> Mh. >> Ad Arezzo. Faccio una domanda stupida. Ma Pasquale aveva la patente? >> Sì, >> Sì. E però aveva 19 anni. Come ha fatto? Come faceva ad avere la patente nel 74 al 19 anni? >> Questo ce l'ha spiegato bene Blasco l'anno scorso, che con un permesso si poteva chiedere la patente 2 anni prima. >> Approvato e >> per questo anche Stefania sta cercando di prendere la patente pur non avendo l'età. M >> Strano, sai? Perché anche la Migliorini aveva appena preso la patente, però vabbè. Ok. Quindi il nostro amico Pasquale Gentilcore, >> barista, giusto? >> Sì, >> Sì, sì, sì. Nasce ad Arezzo, però i suoi genitori sono di un altro posto che ha a che fare è quella città che ha cambiato nome in seguito alla famosa battaglia del temporeggiato. >> Sì, il Male Maleventum che diventa Benevento. Esatto. >> Quindi loro sono originari di Benevento, solamente che lì succede un fatto di sangue del 48 che coinvolge un membro della famiglia. Adesso è inutile scendere in dettaglio e quindi loro dopo, diciamo, eh, decidono di spostarsi e da Benevento se ne vanno ad Arezzo e lì nasce eh Pasquale e poi Cristina >> che è la sorella minore. A questo punto da qui loro si spostano e vanno a vivere a Molin del Piano. Ecco, Molin del Piano, lo dicevamo, è frazione di Pontassieve, però in realtà non è Pontassieve. Monta Sieve è quasi, vuoi dirlo tu? È quasi Mugello. >> Sì, è più in direzione Mugello. Sì. >> Ok. >> Però posso dirti che il Team Club all'epoca era frequentato da persone che venivano anche da molto lontano. >> Mh. Certo. Fino dalla nostra. >> Quella sera, e sbaglio, quella sera era la riapertura, diciamo, preautonale? >> Era l'inaugurazione. Sì. Era il passaggio dalla spiaggia alla serata eh alla stagione invernale del Team Club. Sì, >> Certo. >> Mh. >> Cioè, la stessa discoteca, diciamo così, la stessa sala da ballo faceva l'estate alla spiaggia di Vicchio, al bar della stazione, e poi faceva aperta. Sì. >> L'inverno al chiuso e al Primo Maggio a Borgo San Lorenzo. E loro infatti si erano conosciuti alla spiaggia, giusto? Stefania e Pasquale si sono conosciuti alla discoteca alla spiaggia, se non ricordo male questo dettaglio. >> Io questo non riesco a dirtelo, ma te lo conferma Sant'Andrea. >> Conferma, >> Te lo confermo. Ok? Quindi, praticamente, i ragazzi si sono conosciuti un paio d'anni prima, han fatto l'estate eh alla spiaggia di Vicchio e poi l'inverno di là, perché ricordiamoci che Stefania, questo è un dato importante, per esempio, non aveva il telefono a casa, quindi avevano una televisione sola in cucina, quindi quando doveva comunicare con Pasquale era complicato, non è come oggi, no, che uno col cellulare telefona e manda un WhatsApp. E Stefania non aveva neanche il telefono e quindi per telefonare dove doveva andare? Doveva andare a casa di qualche vicino che aveva il telefono, >> per esempio, magari o lo zio, magari come dicevi, si diceva prima. Ecco, e io so del vicino, ma probabilmente, come dici tu, anche dello zio. Bisogna vedere se poi >> il Fosco non aveva messo, >> quindi dovevano prendersi lei e Pasquale dovevano prendersi degli appuntamenti telefonici molto precisi e spostarsi proprio lei dove spostarsi, come dire, tatticamente a certe ore ben definite per ricevere la telefonata di Pasquale. >> Di che colore ha i capelli, Stefania? Sono curiosa di sapere dove vuoi arrivare a parare. Beh, comunque, lo facciamo, facciamo seguiamo proprio passo passo questo percorso. >> No, no, l'ho chiesto perché c'è un famoso serial killer, se fosse con noi stasera Valerio Scrivo, ce lo direbbe, Ted Bundy, che sceglieva le vittime in base alla pettinatura. Quindi i capelli, c'è un altro serial killer, ad esempio, che andava in giro a tagliare i capelli. Il capello femminile è spesso un richiamo feticistico importante. Ecco perché ho chiesto che di che colore aveva i capelli, Stefania. Rossi. Avere i capelli rossi, >> almeno lei così si autodefinisce nel suo diario. Dalle foto, è una bellissima ragazza, dobbiamo effettivamente confermare che i capelli sono rossi. Certo, non rossi come un irlandese, sono rossi, però ho capito. >> Sì, sono rossicci, diciamo. Sono sono >> Sì, lei si definisce rossiccia. Lei si definisce rossiccia. Allora, Pasquale prima di di fare il barista, che lavoro faceva? Vogliamo raccontare anche questo? Pasquale prima di fare il barista lavorava per un'azienda che si occupava di manutenzione di macchinette del caffè e quindi in questo modo egli viene mandato nel suo giro, diciamo, di manutentore, quindi non lo so, io posso immaginare, non bevo caffè, quindi può darsi che eh andasse nei bar a riparare o semplicemente a fare quei cicli di manutenzione. E così arriva proprio al bar La Spiaggia, tant'è che che lui conosce il bar La Spiaggia proprio per questo motivo. Fa lo stesso tipo di attività anche in altri bar del luogo, finché poi a un certo punto non viene assunto come barista presso eh la Fondiaria SAI, la Fondiaria Assicurazioni. Sì. in Piazza della Libertà a Firenze, giusto? >> In Piazza della Libertà. Dopodiché, però, qui i dati sono contraddittori, pare che lui abbia fatto un po' di carriera e che quindi dal bar aziendale si sia spostato in qualche modo negli uffici o a fare il centralinista o comunque a lavorare in ufficio. Era un ragazzo bravo e volenteroso. Perché ci interessa Piazza della Libertà? Perché lì non possiamo dire ovviamente l'indirizzo esatto, perché è l'indirizzo di un magistrato, però nei pressi abitava Silvia della Monica. Perfetto. Questo è un altro dettaglio, un altro delle tante delle tante apparenti coincidenze che però vanno tenute in considerazione in queste situazioni. Certo, noi non ora, la cosa strana, anche qui non possiamo rivelare l'indirizzo, però nello stesso palazzo c'era lo studio di commercialisti dove lavorava Stefano. >> Stefano Baldi. >> No, >> Galanti. Mh. Galanti, >> no, Baldi, infatti, non aveva quel tipo di lavoro. È vero. >> Allora, questa cosa mi ha lasciato sempre un po' perplesso, perché noi abbiamo Pasquale, il contendente e il magistrato in uno spicchio. E noi sappiamo che a volte Stefania è andata a trovare Pasquale durante la pausa di lavoro, >> quando lavorava in via Stradivari. Anche anche sì, sì, sì. Ecco, poi questo voglio dire, eh, non vuol dire niente, però rileviamo il fatto che Stefania sia recata anche lei in Piazza della Libertà. Poi certo, >> Beh, risulta abbastanza normale pensare che due persone che stanno insieme, che si frequentano, che si frequentano lavorando comunque nella stessa città, è vero che Firenze è abbastanza grande, trov cercassi dei momenti per incontrarsi, per passare quei quei minuti assieme, per sfruttare tutte le pause per diciamo, anche se poi di fatto era una coppia che discuteva molto, è una coppia comunque sempre un po' un po' in bilico da quanto da quanto risulta. Poi anche dalle dai dai diari e dalle dalle da quello che raccontano di loro due. Quindi è interessante in questo aspetto. Si cercavano, però poi avevano anche erano anche un po' divergenti rispetto alle al all'idea di coppie, come dire, tradizionale. >> Ma lì poi bisogna vedere che questa è la versione che dà che noi leggiamo da, diciamo, sui diari Stefania. Magari Pasquale era felicissimo, era la relazione eh top per lui, anche se sappiamo sempre m per quel poco che possiamo dire che mh Pasquale ehm che ormai era grandicello, aveva un rapporto particolare con lo zio, con il quale a volte uscivano, no? Come a volte fanno >> Certo. Lo, che ne so, il cugino col nipote, no? E vanno a prendersi un gelato, vanno sugli autoscontri, vanno a Luna Park, vanno a night club, vanno >> Sì, diciamo la figura dell'adulto non genitoriale che però è riferimento perché col quale puoi instaurare un rapporto di come dire, di amicizia, di di vicinanza su C molto è molto frequente da quell'età, diciamo questo. >> Perché e questa è la cosa interessante, Stefania a un certo punto si lamenta perché dice Pasquale ogni volta che abbiamo l'appuntamento al sabato pomeriggio, non vorrei adesso sbagliarmi tra il sabato e domenica, arriva in ritardo e poi mi dice che ha fatto tardi la sera prima. >> Eh, certo, questo è quello che poi lei ci racconta. Mettiamo anche le grandi distanze, no, che ci sono, che ne so, i tornanti, le curve, uno che ha bucato la gomma, eh, ha finito la benzina, no? Gli inconvenienti possono, la pioggia, una burrasca, gli inconvenienti possono essere tanti. Il povero Pasquale ogni tanto arrivava in ritardo e Stefania forse era molto sensibile, no, come tutte le donne da questo punto di vista, dove sei stato? Cosa hai fatto? Eccetera eccetera. Un'altra cosa che dobbiamo dire è che l'auto di Pasquale non era in realtà di Pasquale, ma era del papà ed era una 127 blu che Pasquale aveva poi provveduto ad accessoriare con tutta una serie di gingilli, quelle cose che fanno tutti i ragazzi anche oggi, no? E aveva messo anche un cuscino sotto al sedile, diciamo, tra il tra le sue terga e il sedile di guida per probabilmente perché è stare più comodo. >> C'era anche un mangianastri che però non faceva parte degli accessori, quello fosse un mangianastri che eh, cioè, come dire, portatile che veniva. Credo che gli avesse fatto installare una radio, >> una plancia, quindi, cioè, non ho capito, >> una plancia e che oltre alla plancia avesse fatto poi installare una serie di optional come luci, eccetera, per diciamo, rinverdire la macchina paterna, >> per renderla un po' più splendente. >> Ora, magari i nostri amici da casa diranno "Ma a che servono tutti questi particolari?" E non lo sappiamo, cioè noi cerchiamo di raccontare la storia arricchendola di tutti quei dettagli, no? Come nelle pennellate di di un quadro, anche quelle verso i bordi, perché sennò poi il soggetto facciamo fatica a capirlo. >> Ma guarda, direi che eh in questo senso mi viene sempre da citare il lavoro di Francis Trinipet, che con i suoi documentari proprio ha eh ha fatto capire a mio avviso l'importanza del dettaglio in una ricostruzione storica e in una ricostruzione anche eh ambientale di quello di quello. Stiamo cercando di fare quello, arricchendo ulteriormente i dettagli che sicuramente sono importanti perché poi sono tutti convergenti rispetto all'omicidio e come dire, come dicevi tu, un aspetto visivo creare nell'ascoltatore che magari si approccia per la prima volta a questa storia o che magari è un esperto che però magari non conosce tutti i dettagli di questa vicenda, proprio creare una specie di ehm di film attraverso le nostre parole, che è quello che in fondo, sai, eh, è un concetto importante, perché noi questi personaggi, queste questi ragazzi che sono morti, non li abbiamo mai visti in movimento, li abbiamo visti sempre, purtroppo, nelle immagini drammatiche legate all'omicidio, per cui anche l'idea di vederli in movimento, di immaginarli è un modo per ricordarli ed è sempre un po' l'obiettivo, cioè ricordare le vittime attraverso le loro azioni, attraverso la loro vita. ricordarci che erano dei delle persone che hanno avuto delle emozioni e vivevano la loro età più sfolgorante. Quindi questo questo mi sembrava doveroso dirlo adesso, Emanuele. Ecco, io ho voluto raccontare un po' i dettagli di questi due ragazzi che alla fine erano due ragazzi normali nati negli anni 50 e che negli anni 70 si conoscono così, eh, in una sala da ballo, in un tra l'altro Vicchio è un paese bellissimo, se non ci siete mai andati vi invito ad andarci. >> È bellissimo, confermo. Sì. Eh, a un certo punto, per motivi che non conosciamo, la loro strada si incrocia con quella di questo di questo di questa specie di Phantomas che nessuno mai vede e nessuno sa chi sia. E allora Lisa ci diceva a un certo punto questi quattro ragazzi, quindi torniamo alla sera del delitto, quindi Pasquale è andato a prendere Stefania con la 127 blu, partito da Molin del Piano, è andato a Pesciola, l'ha presa. Sono andati nel campo delle bar delle fontanine di Rabatta, lì si sono parcheggiati e a quel punto avranno iniziato a parlare, a discorrere, no? Eccetera eccetera. Fatto sta che poi che succede, Lisa? >> Succede che eh i ragazzi, appunto, non tornano a casa e quindi le famiglie si allertano, ma nel mentre a mezzanotte e mezzo c'è questo primo avvistamento da parte di questi quattro amici che sono nella zona di Rabatta e vedono questa auto che si diceva prima. A questo punto, quindi, siamo alla mattina, sono le 6:00 di mattina. L'auto che loro vedono è l'auto dei di è l'auto di Pasquale o è un'altra? >> No, loro vedono vedono un'autovettura luci spente con all'interno la luce accesa nella nella zona della piazzola, praticamente all'interno persone a bordo >> non sanno dire. Non sa dire perché si presenta solo Walter a fare il verbale, quindi non è ferma o è in movimento? >> Secondo lui è ferma, ma secondo un amico è in retromarcia. Sta facendo retromarcia. >> Ho capito. E poi che succede? Succede appunto che la sorella cerca Pasquale per siamo sono le 2:00 di notte, cerca Pasquale per il paese con un amico che però non sa dire come si chiama, un amico di Pasquale e anche questa cosa è interessante, insomma, io sarei andata a chiedere, sarei avrei voluto rintracciare questo amico che accompagna poi Maria Cristina a casa e da lì entrambe le famiglie, quindi eh alle 3:00 si è si è attivata la mamma di di Stefania. Anche a Molin del Piano comincia a esserci agitazione. Il padre di di Stefania decide di andare a Molin del Piano a vedere se Stefania è là con Pasquale. Ma constatato che i ragazzi non sono a Molin del Piano, entrambe le famiglie partono e vanno alla caserma dei Carabinieri. Poco prima che loro arrivino alla caserma dei Carabinieri, >> a che ora siamo? Allora, adesso quando loro ripartono per Borgo San Lorenzo sono le 6 circa 6:30 di del mattino, si pensa. Loro arriveranno alla caserma, forse anche qualcosa dopo, perché arrivano alla caserma, se non sbaglio, a un quarto alle 8:00, alle 7:45, in concomitanza con il figlio del Fusi che, allertato dall'Andi, alle 7:40 circa va in caserma a dire appunto, sono stati

Trovati i corpi dei ragazzi. Ho capito. Il Fusi chi è? Il Landi chi è? Il Landi è un eh, come si dice, un contadino che lavora la terra di lì delle Fontanine, ha delle viti e va apposta per risistemare un un palo perché una vite è caduta.

Il Fusi è il Fusi Francesco che possiede il telefono lì a Rabatta, quindi ehm, praticamente, scusa, il Fusi è Fusi Francesco è il figlio del Fusi che possiede il telefono e che quindi eh viene contattato per fare la telefonata, però il Francesco decide di partire e di andare personalmente a a comunicarlo ai carabinieri invece che fare la telefonata. E caso vuole che quasi contemporaneamente arrivino le famiglie dei due ragazzi.

>> Il campo di chi è?

>> Il campo è del Margheri.

>> Margheri chi è? Non si sa perché l'Andre niente del Margheri, ma si sa che vive in Viale della Repubblica.

>> A Borgo.

>> A Borgo. E questo indirizzo, insomma, può essere interessante successivamente. Poi vediamo perché.

>> E il Landi quindi coltiva queste viti.

>> Sì.

>> Quindi le viti sono quelle piante che danno l'uva che da cui poi si fa il vino.

>> Sì. Nel campo lì di fianco. Ho capito.

>> E lui vede, è il primo che trova i corpi, o meglio un corpo, per lui forse parla di un

>> Si sente quasi male e a quel punto va da Fusi.

>> No, credo che veda anche la ragazza perché dice che la vede ferma come una statua. Vede una ferma come

>> Vero, è vero. Dice proprio quello, quello mi ricordo nella testimonianza. Mi sembra che forse veda soltanto la ragazza e a quel punto se ne va a dal Fusi e dice: "Ho visto questo, questo e questo. Telefoniamo ai carabinieri". Il Fusi telefona ai carabinieri, il figlio del Fusi, il Francesco, prende la macchina e va direttamente dai carabinieri di Borgo che sono in via

>> ehm Piazza Gramsci. Eh, via.

>> Quella è Piazza Gramsci.

>> Piagramci. Piazza Gramsci. Piazza Gramsci è vicina al Team Club.

>> Sì.

>> E Piazza Gramsci è vicina per caso all'armeria di Borgo?

>> Sì.

>> È più vicina all'armeria del Team Club, ma si parla di poche centinaia di metri.

>> Ho capito. E quest'armeria di chi è all'epoca?

>> All'epoca e non sono sul cognome, ma eh è Raspanti, se non sbaglio.

>> Per dare una un'indicazione agli ascoltatori, eh Borgo San Lorenzo è un comune eh di quanti abitanti? Cioè com'è a livello numerico grosso modo?

>> Diciamo 20.000.

>> Sì, 20.000.

>> 20.000. Quindi è un paesone.

>> Però considera, è un paesone, ma è un comune. Molte sono, io per esempio abito a Panicaglia, sono a 6 km da Borgo San Lorenzo, ma rientro nel comune di Borgo San Lorenzo.

>> Quindi ha molte frazioni, ci sono molte frazioni, quindi per pronta per

>> Quindi è quindi è un comune è un comune disseminato abbastanza in modo ampio sul territorio con con diverse frazioni. Ho capito. E hanno tantissime chiese, tantissimi tabernacoli e tantissime fra

>> Con le madonne. Sì. Eh sì, [risate] vabbè, questo ahimè è è un retaggio che dobbiamo portarci dietro. [risate]

>> Ehm, passettino indietro. Prima che appunto ci sia questo incontro alla caserma, contemporaneamente due ragazzi, Paolo e Francesco, alle 7:15, 7:15 passando sempre della zona di Rabatta notano due auto. Una è una macchina scura con una persona a bordo, ma non viene detto niente di più e l'altra è una Giulia targata Napoli. A bordo ci sono tre persone e fuori dalla macchina c'è un quarto eh biondo con i capelli ricci. Eh la Giulia targata Napoli viene descritta come un'auto sportiva che ha il dietro scivoloso.

>> Un 850. No, quella è una Fiat. Quella è una Fiat, infatti.

>> Sì, ma ci assomiglia.

>> Ci assomiglia. Ci arriviamo dopo. Va [risate] bene.

>> È vero, è vero.

>> Ci assomiglia.

>> Scusate, una domanda. Ma questi quattro ragazzi con la Giulia o la Simca o la quello che è targata Napoli, quindi di cui uno dei

>> No, no, i due, Paolo e Francesco sono i due la mattina vanno a fare funghi.

>> Cap? Ho capito. Vanno a fare funghi a Rabatta perché

>> No, stanno andando a Santa Maria.

>> E passano da Rabatta. Allora, eh mi torna strano anche a me. Poi loro dicono a un certo punto girano a destra: "Secondo me fanno da Borgo San Lorenzo, perché loro vivono in via Brocchi, quindi un'altra via che avvicina al centro, Carabinieri, eh, armeria, eccetera". Secondo me loro la Saginalese.

>> Mh.

>> E Rome, prego. E

>> No, dicevo loro mi sembra che vogliono andare a Villore, no? Che è una frazione di Vicchio.

>> No? Loro vanno a Santa Maria, poi dopo il pomeriggio vanno a mangiare il

>> Mi sembra che vogliono andare a Villore, no? Loro vogliono andare a cercare i funghi a Santa Maria e dopo vanno a mangiare il panino a Villore. A Villore vengono a sapere del del di quello che è successo e quindi poi

>> Quindi notavo, scusami, notavo che c'è un un gap temporale abbastanza ridotto tra l'ora di questo avvistamento e l'ora del ritrovamento dei corpi, quindi ci sono dei tempi molto stretti, cioè il il Landi forse era già in giro a quell'ora. Ecco, lì volevo arrivare.

>> Mi interessa questo dettaglio. È molto molto

>> Non si incrociano.

>> È molto interessante questa possibile sincronia, no? Questo momento

>> Non viene chiesto, non lo sappiamo. Non viene chiesto.

>> Quello che a me ehm

>> Cioè loro vanno a Santa Maria Vezzano a fare funghi?

>> Sì.

>> Vogliono andare là mh

>> Da Borgo, dove abitano loro in via Bro m

>> Per andare a Santa Maria Alexana a fare funghi. Eh, evidentemente loro hanno fatto la Saginalese al momento di arrivare eh dove c'è Giorgione hanno girato sul ponte di Annibale e poi sono ritornati per un tratto in direzione Rabatta e poi hanno girato a destra in quella che è la stradina, eh quel trattorino, insomma, parallelo immagino, o se non ha o se non addirittura quello di di Pasquale Stefani. Domanda, ma è una strada normale, cioè diretta per andare dal centro di Borgo a Santa Maria Avezzano oppure

>> Io sarei passata da Piazzano e quindi avrei fatto da Borgo, sarei passata davanti alle piscine, avrei proseguito e poco più avanti a avrei preso per la Gracchia, all'epoca c'era il passaggio a livello e da lì, dopo la Gracchia sarei andata verso Santa Maria, però eh non so perché C dico che sfiga, cioè fare sto giro più lungo, poi incappano proprio in questa roba qui e vanno a finire addirittura Villore.

>> Mh

>> Che Villore è dove c'è la Tassinaia.

>> Sì, esatto.

>> Ho capito. E loro casualmente passando di là vedono una Giulia, una Simca, una BMW targata Napoli con quattro persone di cui una biondina, magra, con i capelli ricci e con la camicia. Legata sul Sì, non sa indicare il colore. Pegata sull'auto che fa il gesto di coprirsi al momento che li vede arrivare e poi un'altra macchina che

>> Questi quindi non sono quattro contadini, questo volevo dire, non sono colleghi dell'Andi.

>> No? Tra l'altro e secondo me il colore verdolino delle 7:15 di mattina potrebbe essere benissimo il colore grigio della sera a mezzanotte e mezzo.

>> Quindi c'è una corrispondenza, Lisa, cioè si possono dire che le due testimonianze sono abbastanza collimanti da questo punto di vista. È un'auto che ricorda la Simca e che ha un colore che a seconda che sia buio o o giorno, secondo me, ha e secondo me non è detto sia una Simca, ma io sono fissata un lotto e 50 e ci stosito come si dice, come si dice [risate]

>> Con l'850.

>> Non lo so, io dimentico i nostri amici sardisti. Sì.

>> Sportiva. Sportiva coupé. No.

>> Sportiva coupé. Mh.

>> Ok.

>> Perché viene indicata come un'auto sportiva con il dietro a scivolo. M

>> Sì, sì. È proprio la fisionomia. La fisionomia dell'850. Sì, sì.

>> Tipo la 128 coupé rossa del Lotti, però non può essere questa. Non può essere quella del Lotti, no? Perché il Lotti nel 74 mi sembra che non abbia ancora preso la patente e non ha ancora la 128. Ho capito.

>> Quindi siamo arrivati alla mattina. Siamo alla mattina.

>> Siamo arrivati alla mattina. A questo punto eh eh partono appunto il gruppo del nucleo dei carabinieri per andare a fare i rilievi e e qui c'è un una svista più o meno grossolana, insomma, che tutti ricordiamo e praticamente vengono non vengono individuati i colpi di arma da fuoco, ma vengono definiti come colpi di punteruolo cacciavite perché viene chiamato un il medico Mercatali Luigi di Ronta a fare questo rilievo e viene nominato perito, ma evidentemente insomma

>> Peritissimo non è.

>> No, ma ci sta, insomma, non so quante situazioni simili siano potute accadere nel Mugello. Ecco, penso che qualunque medico del Mugello a quell'epoca non avrebbe saputo, speriamo di no, distinguere i colpi di arma da fuoco da un cacciavite.

>> Ah, non lo so. Boh.

>> Beh, infatti.

>> Non credo ci sia dolo, ecco, non ci sarebbe un motivo per dire una cosa per un'altra. Infatti i primi titoli che uscirono, mi ricordo, proprio dicevano "Ammazzati con 100 colpi cacciavite". Cioè, proprio di punteruolo anche si usavano queste due parole, si alternavano sulle fonti

>> giornalistiche queste due questi due termini. Forse sono stati tratti in inganno dall'elevato numero di colpi inferti alla ragazza e che essendo una novantina potevano far pensare che anche quelli inferti al ragazzo fossero tutti quanti di questa sorta di punteruolo. Perché ab detto questo, molti di noi già lo sanno, però per chi si avvicina per la prima volta al caso, i ragazzi presentano una serie di di ferite, ma in particolare Stefania ne ha una novantina di coltellate sparse per tutto il soma, dalle ginocchia ai gomiti nella parte centrale, coinvolgendo eh diciamo il busto, le cosce, eccetera. E eh queste un po' come dire sforacchiata quasi mi fa ricordare quella lapide che c'è a Padulio.

>> E i colpi di pistola che prende che riceve Stefania sono, se non ricordo male, alle gambe, quindi potevano essere potevano essere anche mischiati agli colpi di coltello che si trovano nella stessa zona. Certo, è chiaro che però eh ci sono a terra i bossoli, quindi c'è un vetro in frantumi.

>> M

>> Sì. Uno dei punti chiave della ricostruzione del delitto di Aratta è da dove abbia sparato il l'attentatore, cioè il il killer. È proprio uno dei punti chiave cardine delle perizie delle varie ricostruzioni. È una è una è una chiave per definire la dinamica, però non è questo di cui dobbiamo occuparci stasera, però per dirlo agli ascoltatori è un tema molto affrontato.

>> Lisa, possiamo proseguire? Ora dici sì, però ora mi deve dire della statua di Padulivo, perché io [risate]

>> Ah, no, non è proprio una statua, è in realtà un un tronco di un albero che è rimasto lì sul quale mi sembra che ci sia anche una targa, sia stata poi apposta una targa perché durante la seconda guerra mondiale dei partigiani mugellani furono fucilati proprio a Padulio in prossimità di questo grande quercione che fu poi crivellato di colpi di proiettile.

>> Ah, ok.

>> Allora è rimasta un po' la, diciamo, questo questo povero albero che poi, se ricordo bene, io non ho appunti, però mi sembra che poi sia morto questo povero albero e sia rimasto un po' a testimoniare uno degli eccidi perpetrati durante la seconda guerra mondiale da militari in danno a partigiani barraci civili. Poi uno

>> Quello era rimasto una specie di simbolo, eh, cioè non era stato toccato e manteneva ancora le ferite, diciamo, che aveva ricevuto nella

>> Tant'è che questo evento risale, se ricordo bene, al diciamo al 15 luglio e allora Vicchio ogni anno la banda e il diciamo e il paese celebra l'anniversario. Perché dico questo? Perché in concomitanza con le celebrazioni di un altro anniversario che quindi coinvolgono la banda e le majorette, qualche anno più tardi, una decina d'anni più tardi, ci sarà un avvistamento nei pressi della Sieve.

>> Certo.

>> Anche in questo delitto la Sieve, quindi il fiume che la valle del Mugello, no? Poi è disegnata dalla Sieve, mi sembra che sia a 100 m dal delitto in linea d'aria.

>> Sì, rispetto alla boschetta, dici? Sì. Rispetto alla boschetta forse meno, però dicevo a Rabatta saranno 100 m in linea d'aria perché lì c'a il campo di pascolo delle pecore.

>> Alla boschetta è praticamente è appena fuori dal è appena fuori dal sulla Saginalese sulla strada

>> 25 m alla boschetta proprio da la macchina di Rabatta è a 100 m dal campo di pascolo delle pecore dove c'era il guado.

>> Siamo sempre dove adesso c'è la pista ciclabile dici? Eh, io andavo con le pecore, adesso con la ciclabile non lo so. Mh mh.

>> Cioè no, no, ma andavo con le pecore,

>> Chiedevo se se il guado,

>> Cioè andavo alla a alla foto d'epoca

>> Mh

>> De del guado delle pecore, dei greggi di pecore che da lì guadavano e da lì si vede poi il tabernacolo che c'è proprio sul ponte dell'Annibale. Ponte d'Annibe, la via, la via appunto dove si trova poi la svolta per le Fontanine

>> E lì è menzionato proprio come guado per le pecore, cioè le pecore non le facevano passare sul ponte di Annibale perché altrimenti avrebbero intralciato, avrebbero sporcato, le facevano passare proprio lì sotto. Quindi la Rabatta noi tiriamo una riga dritta che va verso Saginale. Ecco le pecore, i greggi facevano questo percorso qui. Perché diciamo questa cosa? Perché magari anche il nostro mostro che a quanto pare colpisce sempre vicino a un corso d'acqua ha usato anche lui questo guado nella via d'arrivo, però probabilmente

>> O o di fuga o per lavarsi, per sciacquarsi, perché questo percorso, su questo percorso poi Lisa ci racconterà che verrà fatto un importante ritrovamento. Eh sì.

>> Cioè tirando questa riga dritta che va perpendicolarmente nord sud dalla macchina di Pasquale in giù verso sud verso la Sieve, si attraversa la Saginalese e in quel punto viene fatto un ritrovamento. Poi scendendo arriva il guado delle pecore.

>> Eh sì, si scende verso la Saginalese dove c'era appunto un campo che all'epoca era, se non ricordo male, gran turco.

>> Yes. E appunto si trova appunto un oggetto importante per questa storia. Allora, Alyssa, possiamo proseguire? Se vogliamo facciamo ancora un po' di cronologia perché direi che siamo ad un punto chiave, no?

>> Sì, ci avviciniamo, quantomeno ci avviciniamo a quei personaggi eh da cui prende il titolo alla puntata anche.

>> Sì, perché appunto alle 9:30 sappiamo che la Bartoletti Carla viene a conoscenza della morte di Stefania e Pasquale. Alle 9:30 la sorella di Pasquale verbalizza quello che è stata la serata precedente del del sabato sera e presupponiamo alle ore 12:00, perché il verbale viene firmato alle 14:15 eh si presenta in caserma Francini. Francini Giuseppe è del 46, del 46, si presenta spontaneamente e fa una serie di dichiarazioni che

>> Ecco, scusa, è quello che si autoaccusa, no?

>> Portano le porta le forze dell'ordine a interpretare come un autoaccusarsi, tanto che immediatamente parte la perquisizione a casa del Francini dove c'è la mamma del Francini che si chiama Arduina.

>> Scusa.

>> Sì.

>> Aspetta Lisa, non volevo portarti fuori strada. Sì.

>> Il Francini, quindi lui abita praticamente dietro all'armeria Raspanti.

>> Sì.

>> E quindi

>> Via Porcilaia viene chiamato da noi.

>> Beh, però non si chiama veramente via Porcilaia, no? Si chiama

>> Eh, via Pasquino Corso.

>> Pasquino Corso.

>> Lui attraversando quel vicoletto che passa m

>> Diciamo tra le case bordesando l'armeria

>> Sbuca di fronte ai carabinieri ferma. Sì. Quindi questo ragazzo va lì intorno a mezzogiorno, noi possiamo presumere perché poi e dice

>> Eh dice che ha delle eh informazioni utili per le indagini fondamentalmente, cioè dal verbale io leggo questo che poi venga interpretato come

>> No, te l'ho chiesto perché la tradizione che poi è stata tramandata quasi di bocca in bocca. Ci ha detto invece che il Francini è andato lì per autoaccusarsi del delitto, ma invece non è così. No, lui dice di avere alibi sicuri, di non possedere un cacciavite nella sua auto. Il motivo per cui lui va lì è per fornire informazioni. Però è una persona che si autodichiara prima ancora del verbale con dei problemi di tipo psicologico, fa una serie di racconti che probabilmente destabilizzano e fanno pensare ad un'ambiguità, a delle e quindi viene immediatamente perché alle 14:30 avviene la perquisizione a casa del Francini, quindi

>> È lo stesso giorno.

>> Subito. Sì.

>> Cioè in pratica in pratica Lisa, per fare un attimo di ordine questo il fatto che lui dichiari di avere degli alibi, il fatto che lui dichiari di non avere dei cacciaviti, viene interpretato come un auto. E tra l'altro, però

>> Scusa, forse la mia memoria mi inganna. La perquisizione quindi è contestuale del giorno 15 o è del 16?

>> È del giorno 15.

>> Siamo certi?

>> No, hai ragione, è del 16, vedi? Bravo Sant'Andreus.

>> Quindi il giorno dopo. Ma perché me l'hai fatta giorno dopo?

>> Ecco, bravo Vick. Stavo per fare io la stessa domanda. Ma scusate, ma questo qui viene là a dirvi, no, attraversa la strada, passa di fianco all'armeria che magari è della zia e dice "Io ho delle informazioni da darvi sul delitto".

>> È vero.

>> E dice "C'è uno che mi perseguita?"

>> Mh.

>> E tuttavia dice "Veniamo domani".

>> Veniamo domani.

>> Perché è lunedì? Domani, oggi è domenica, forse.

>> Ah, perché lunedì? Ho capito.

>> Non lo so, è un'interpretazione, eh, che do io.

>> No, io io questa cosa veramente non l'ho capita. Cioè questa persona attraversa la strada, va di fronte a casa sua, quindi bordesa alla famosa armeria, va dai carabinieri e dice "Io ho delle informazioni sul delitto". I carabinieri lo prendono quasi, no? E dicono "Eh, Bimbang, questo qui ha problemi psicologici, ieri ha fatto questo, adesso ci dice che c'è uno che lo persegue, si mette a piangere. Lo lo perquisiremo domani.

>> Sì, è un dettaglio un po' bizzarro, sicuramente bizzarro e un po' grottesco anche.

>> Scusate, ma io o lo perquisisco o è interessante e lo perquisisco subito, altrimenti non lo perquisisco proprio, perché ovviamente se io lo mando a casa e questo ha qualcosa che deve nascondere, lo nasconde. Se ha qualcosa che deve sciacquare lo sciacqua. Mica vado domani, anche perché poi è di fronte. Quindi domanda perché vanno il giorno dopo? Non lo sappiamo, però qui succede una cosa strana che a Valeo piacerebbe tantissimo.

>> No, un po' prima la telefonata un po' prima.

>> Alle 18:30 c'è la segnalazione telefonica della borsetta prima.

>> Mh. Vabbè, diciamo alle 18. Mh.

>> E chi fa qualcuno

>> Chi fa questa segnalazione? Ma

>> È anonima.

>> È un appunto il famoso anonimo 74 parte proprio da qui.

>> M

>> M

>> E che fa questa telefonata?

>> Dice "C'è una borsetta bianca sulla sulla Saginalese sulla destra in prossimità di un palo della luce. Andate e vedete". Ora a questo punto i carabinieri ovviamente vanno ed effettivamente trovano la borsetta bianca che era quella che mancava ed è di Stefania. La aprono, c'è dentro il maglione, c'è dentro gli effetti personali di Stefania. Ma chi è che fa a trovare? Cioè, perché questo qui telefona in maniera anonima per far trovare questa borsetta? e lo ricordiamo è sulla sul sull'ipotetico percorso che conduce attraverso il campo di Gran Turco, il diottolo e poi il il campo del gregge e il guado a Saginale. E io qui con Lisa ci siamo fatti una grossa domanda, ma non è che il fatto che il Francini Giuseppe sia andato lì in caserma in centro a Borgo, abbia allertato e destabilizzato qualcuno che osservava da vicino l'evoluzione dei fatti e che magari forse il Francini abbia detto "Io non so chi ha commesso il delitto, Ma ho visto qualcuno che portava via la borsa". C quindi che la telefonata è come dire il coronamento di una costruzione già già avvenuta dalle testimonianze di Francini. Questo vuoi dire circa? No, che a quel punto, siccome noi abbiamo 3 ore di tempo, chi ha avuto modo di osservare questi eventi ha preso paura e ha detto "Se Francini ha detto ai carabinieri, io ho visto, mettiamo un nome, ehm, Billo con la borsa bianca della Pettini, adesso i carabinieri vanno a casa di Billo". E allora Billo

>> Anticipa.

>> Che cosa fa? Le anticipa e quindi da Saginale scende, fa il guado delle pecore, attraversa il campo di Gran Turco e mette a bordo strada la borsa bianca. Poi torna a Sagginale, dove c'è la cabina telefonica e da lì telefona ai carabinieri e dice "Nel campo, esattamente là, in quel punto dove c'è il pilone, c'è una borsa bianca". Quindi questo questo però va detto, diciamo,

>> Sottointeso. Quello che va detto Franciniamo

>> Non conta niente.

>> Perché la B

>> Diciamolo diciamolo con chiarezza. Questo punto è è certamente un'ipotesi, ma è importantissimo perché sposta sposta anche non solo il ritrovamento, quello è chiaro, ma anche il posizionamento della borsetta rispetto alle rispetto alle ipotesi sul fatto che sia stata invece buttata contestualmente al diritto. Anche perché c'è una discrasia, come direbbe Patruno. La borsetta è perfettamente pulita, non ha macchia di sangue, nemmeno il maglione bianco che c'è all'interno, ma l'assassino che ha compiuto il delitto proprio in virtù delle 90 e passa coltellate inferte ai due ragazzi dopo i colpi d'arma da fuoco, si deve essere sporcato le mani di sangue e che quindi possa contestualmente, subito dopo il delitto, aver preso la borsetta e averla portata lì nel campo senza sporcarla è impossibile.

>> Sì. E altresì decisamente più probabile che questa persona abbia poi preso la borsetta e se la sia portata a casa l'abbia ripulita. A quale scopo? Conservarla. È un peticcio.

>> Così come gli anellini che mancano alla vittima. Ma siccome poi ha le orecchie lunghe e sente quello che succede in stazione a Borgo, dice "Cavolo, qua Francini ha detto forse che ha visto qualcuno portar via la borsa. Qui sono brute acque. E allora io come faccio per destituire di fondamento quello che dice Francini?"

>> La faccio ritrovare.

>> La faccio ritrovare là e quindi quello che dice Francini sono tutte fesserie. È un'ipotesi.

>> Certo, è un'ipotesi interessante perché appunto ricolloca tutta la dinamica del post omicidio, diciamo.

>> Ma di fatto che i carabinieri non fanno quello che avrebbero fatto normalmente, cioè andare a casa del Francin, dicevamo, ci parlo addirittura il giorno dopo, però quella sera succede qualcosa. Quindi il 15 che è domenica, che succede Lisa? Dice alle 19:30 quando i carabinieri vanno a casa.

>> No, il 15.

>> Il 15 sera Paolo e Francesco verbalizzano le ore 20.

>> Ok. Quindi viene dato probabilmente seguito all'autopsia e si scoprirà che

>> Ah in quel sensinno dei corpi ci sono dei proiettili.

>> Colpi di pistola. Allora, poi il 16 i carabinieri tornano sul campo a cercare i bossoli e li trovano.

>> Ormai la macchina non c'è più, quindi ritornano nuovamente. Ora il 16 che è lunedì succede un'altra cosa strana perché verso sera

>> Arriva Ah, ok. Mh mh.

>> Arriva una telefonata ai carabinieri, non di Borgo, arriva al 113 perché poi viene passata dalla notturna

>> M

>> Alle mezzanotte.

>> Quindi siamo tra il 16 e il 17. Sì, diciamo.

>> Siamo al 17 primissimi minuti.

>> Allora, Lisa, questa telefonata cosa qual è il contenuto di questa telefonata?

>> Eh, il contenuto è la segnalazione di un alterco tra colui che telefona e un soggetto che possiamo definire come un guardone. C'è da dire che il 16 già due sorelle hanno lasciato la testimonianza, hanno verbalizzato nel pomeriggio lo stesso fatto e che il soggetto che viene descritto nella telefonata assomiglia molto fisicamente a quello delle due sorelle che hanno subito, diciamo, una sorta di molestia in località Montazzi, nella zona del tabernacolo.

>> Perdonami, alle sorelle Villani che succede?

>> Alle sorelle Villani succede che in a distanza di pochi mesi eh c'è un esibizionista che mentre loro passano con la propria macchina mh fa in momenti diversi questa performance, però loro non denunciano il fatto, decideranno di farlo solo perché avendolo raccontato ed essendo successo appunto questo fatto il 14 della morte dei ragazzi vengono poi invitate a loro volta a eh dar lasciare traccia di questo.

>> Quindi, perdonami se ho ben capito, sono due sorelle.

>> Sì.

>> Una un giorno passa in motorino.

>> Sì, una passa in macchina.

>> E poi un altro giorno passa l'altra in macchina. Però cambiando l'ordine dei tempo, non cambia,

>> C'è sempre questo personaggio che

>> Sì.

>> Espone i genitali.

>> Sì. E una delle due dice: "Io ho visto che scendeva da una macchina che è un'auto una A12 112." Sì.

>> Ho capito.

>> Però arriva anche un'altra telefonata, dicevi, no? Da Scandicci.

>> Sì, che poi appunto si farà riconoscere nel nome di Gino Clusini che è perché all'inizio è reticente, non vuol dire che è lui a fare la telefonata, però poi appunto racconterà ehm questo fatto che gli è successo con la fidanzata. Io so dove vuoi andare a parare perché anche lui possiede un autoobianchi 112 e e in particolar modo fornirà un delle fornerà anche un numero di targa perché lui è venuto a a conoscenza il Gino dove abita?

>> Allora, il Gino Clusini non abita in zona, è di Scandicci, se non mi sbaglio. Sto dicendo una Gaetano Donizzetti 78.

>> Ok.

>> È di Scandicci, però dovrebbe avere

>> Dovrebbe avere la fidanzata m Saltarella Teresa.

>> Sì.

>> Che dovrebbe essere della zona di Polcanto, se non mi sì, lui dice Polcanto e Salaiole o Soraiole, dice

>> Salaiole sarebbe sì, ha la fidanzata lì, lui è di Scandicci e ha la fidanzata in Mugello e quindi va da lei e in occasione di assiste a che cosa? Anche a lui c'è uno che gli mostra i genitali. No.

>> No, loro sono appartati e si avvicina, sente il rumore di calpestino nel bosco, lui si allerta e eh praticamente c'è in questo caso è più un guardone, non un esibizionista e lo allontana. C'ha proprio anche ehm non voglio dire una colluttazione perché descrive, no, che gli ha tolto il bastone di mano, eccetera. E

>> È un tipo tosto questo Gino di Scandicci. E lui poi, appunto, viene a incontra il Giovannini Giampiero che gli racconta che il Barbugli Giuseppe, suo cognato, ha avuto la stessa esperienza e che nell'occasione Giuseppe Barbugli ha preso il numero di targa della macchina e quindi poi il Clusini darà anche verbalizzerà anche questo numero di macchina, verrà sentito anche il Barbugli e quindi partirà tutto l'iter sul soggetto che possiede questa macchina che è il Giovannini Guido.

>> Ho capito. Quindi per farla breve

>> Mh

>> Il Gino Clusini da Scandicci telefona a mezzanotte e mezza carabiniera il 113 la notturna passa la telefonata a Borgo e e risce pronto chi è chi parla? Sono io, ma non ti dico come mi chiamo,

>> Però vi racconto questa storia. Dopo un po' carabinieri dice dimmi come ti chiami perché comunque qua c'è stato un fatto di sangue importante e a quel punto lui dice mi chiamo Gino Crusini, sono di Scandicci, lavoro eh da Cammillo, il ristorante di Giorgio Abertazzi e poi

>> Eh alla fine andrà direttamente al nucleo operativo a deporre.

>> La cosa interessante è che il Gino di Scandicci,

>> Via Getizzetti 78, ma abita vicino a

>> Sì. Abita vicino. Ah.

>> Lo dici tu.

>> Abita vicino.

>> No. Ho detto abita vicino. Poteva essere lontano e invece è vicino.

>> No.

>> E però lui dice

>> Servirebbe Francis [risate] che c'ha un motto e ci dice sempre seguito non non ce lo ricordiamo. Vabbè.

>> Quindi lui dice lui io ho visto un individuo con una 127 bianca eccetera. C'è stato questo parapiglia. Lui mi spiava con la mia ragazza, io gli ho detto "Ma che vuoi? L'ho disarmato, bastone, tric ballac, lui è scappato.

>> Dopodiché però si è avvicinato a me un'altra persona che è questo Barbugli,

>> No? Giannini Giampiero che abita a Polcanto

>> E il quale dice vedi che la stessa cosa è successa anche a mio cognato e che è Barbugli

>> Giuseppe.

>> Barbugli Giuseppe. Vai da lui che lui ha preso il numero di targa di questo qui.

>> Quindi questi tre si ritrovano a Pol Canto, numero di targa, il Gino Clusini telefono e poi tira in mezzo anche gli altri due, i quali confermano e dicono "Sì, anche a noi lo stesso personaggio e bim bum bam". Ho capito.

>> Vuoi sapere dove abita il Giovannini e con chi è sposato?

>> Quindi Giovannini sarebbe in teoricamente il personaggio intravisto da questo da questo da questo telefonista, da questo Clusini.

>> Certo.

>> Giusto.

>> Quindi abbiamo tre persone che dicono 127 bianca con questo personaggio, questa targa eccetera. Caso chiuso la let

>> No, perché addirittura il 17 mattina

>> Alle 9:45 la lettera

>> Arriva arriva addirittura una lettera

>> Imbuca il 16.

>> Certo. Quindi

>> E si presume scritta il 15.

>> A mano. No, velocemente.

>> Dattilografata.

>> Datilo scritta. Quindi questo qui

>> Si è preso il tempo di dartelo scrivere in maniera poliziottesca. M

>> Poi potremmo anche Sì, è tutto un altro tema e la lo stile di questa lettera è molto interessante da analizzare.

>> Che è redatta come se fosse un verbale.

>> Sì, ma è interessante l'errore che ricorre anche. Allora, allora facciamo un po' direi facciamo una cosa, siamo ad un punto chiave, facciamo

>> No, abbiamo bisogno abbiamo bisogno di mettere un attimo di fare un attimo di ordine nei dati perché in questo modo gli ascoltatori non si perdono. Quindi fino direi che fino alle alle deposizioni di Crusini siamo abbastanza chiari. Ecco, il salto è che poi questa lettera che arriva il giorno dopo

>> Arriva il 17

>> Del settembre mattina alle 9:45 ed è stata imbucata a Firenze il 16.

>> Quindi si presume la mattina si presume sia stata scritta il 15. Allora, interessante questo dettaglio però che si stata spedita il 16 perché stavo riflettendo sul fatto che la notizia dell'omicidio ehm di Stefania e Pasquale non esce sui giornali del 15 settembre, ma esce sul giornali di lunedì, se non ricordo male.

>> Giusto? Quindi vuol quindi vuol dire che il signore in questione ha letto questa notizia molto presto, molto presto e poi è andato a imbucare la lettera.

>> L'ha scritta anche la lettera perché

>> L'ha scritta e poi l'ha la l'ha imbucata in modo tale in tempo utile perché fosse perché fosse raccolta. Esatto. E giusto torna questo questo quadro cronologico.

>> Però forse c'è anche un'altra possibilità che egli abbia saputo non dai giornali, ma da una fonte privilegiata.

>> Perfetto, anche questa è un'altra ipotesi. È vero. E che quindi abbia potuto contare sulla finestra temporale domenicale per poter usufruire di questa macchina da scrivere, redigendo questa lettera con un, l'abbiamo detto, no, con uno stile che da un lato è poliziottesco

>> E dall'altro ricorrono degli errori, delle mancanze, degli spazi che noi ritroviamo anche eh tu sei già arrivata all'assione No, facciamo Emanuele, facciamo parlare Elisa. Son curioso di sentire qual era qual era il culo. Scusa, io e perché lei era già arrivata al nome del mostro, sennò e finisce la No, no, no, no. Per la No, assolutamente. Eh,

>> Allora Lisa, per il nome del mostro posso andare in bagno?

>> Lisa per il nome del mostro fare una telefonata.

>> Lisa,

>> Posso andare a rispondere al campanello? No, devo faro una battuta. Lisa, per il nome del mostro per il nome del mostro dovi aspettare 28 minuti.

>> Ok.

>> Va bene. [risate] Tra 28 minuti lo possiamo Beh, stiamo stiamo chiaramente scherzando, ma è nulla toglie al rispetto per quello di cui stiamo parlando. Ecco, quindi voglio che sia chiaro per era un momento è un momento in cui abbiamo preso una piccola pausa in questa ridda di eventi che stiamo raccontando che sono importantissimi e sono quasi una visione è molto importante questa visione al rallentatore di questi di questi minuti, di questi giorni perché sono perché molti, ripeto, come dicevo all'inizio di puntata, individuano nel 74 la chiave di tutto e forse delle chiavi sono dove non sono mai state cercate in queste telefonate, in queste lettere misteriose. Anche perché Elisa, questa lettera che arriva ha una firma alquanto, come dire, arcana.

>> Posso andare un attimo a rispondere al telefono?

>> Puoi. Intanto chiacchiero con Lisa. Sì, è firmata BB Firenze e è una è una lettera anonima. Mh, anche se il contenuto sembra molto simile a quello che racconta il Clusini, in realtà ci sono delle discrepanze, per cui, mentre nel caso appunto del Clusini, del Barbugli, c'è una sorta di risposta a questo Giovannini nel momento della della situazione di intimità, insomma loro reagiscono. la lettera viene detto che non essendo più io giovane eh non non mi sono sentito di affrontare questo questo personaggio, però vi do il numero di targa che potrebbe essere uno, ma più probabilmente l'altro e così via, quindi dà una serie di informazioni piuttosto precise. E la cosa che a me ha incuriosito è appunto è che fosse vabbè da te l'ho scritta, come dice Emanuele in un linguaggio piuttosto poliziottesco comunque da verbale. Ma quello che a me ha colpito nel nel leggere la lettera è che ci sono delle degli spazi, delle mancanze, delle virgole, delle parentesi, esattamente come nel verbale di perquisizione del Francini. Quindi la mia ipotesi è eh che chi ha scritto la lettera potrebbe aver scritto anche questo lo dico io senza ci siamo mai la risposta.

>> Certo, però è è una delle cose chiave. È giusto che te lo dica, Lisa. Prego, prego, prego.

>> È come se fosse una grafia, no? come ognuno ha il suo modo di scrivere, c'è un modo di scrivere anche a macchina e io ho osservato che c'è questa somiglianza, c'è questa specularità. Ecco.

>> E questo è un dettaglio non da poco, quindi vuol dire che c'erano degli errori specifici che comuni, diciamo, che a livello, come dire, filologico possono interpretarsi come uscenti dalla stessa mano, dalla stessa dalla stessa mano. E se posso aggiungere una cosa, se il Sant'Andrea mi autorizza, sempre sul verbale di riperquisizione del Francini, c'è un'altra anomalia, c'è un'altra strana coincidenza, cioè così è proprio a mitraglia tutte subito.

>> Vabbè, siamo alle alle 23:04, direi che possiamo farlo.

>> Però io avrei delle domande da fare perché sennò io volevo capire una cosa.

>> Mh. Tu hai detto questa lettera è firmata anonima.

>> BB. Sì.

>> Cioè B punto spazio. B.

>> Sì.

>> Firenze.

>> Sì.

>> Allora, questo che vuol dire? che questa persona verosilmente si chiama che ne so, eh.

>> Non so dove vuoi andare a parare.

>> No, bingo bongo. Cioè.

>> Diciamo che i nomi maschili con la B son difficili.

>> E tu sei Ma tu proprio fai sempre il fast forward.

>> Certo. Cioè, noi possiamo immaginare che una sia l'iniziale del nome e l'altra l'iniziale del cognome.

>> Certo. E cosa? Troppo veloce, no? Via.

>> Eh, e qua siamo ancora metro Montessori, capito? Dobbiamo pezzo dopo pezzo.

>> Allora, una cosa volevo dire una cosa prima di tutto, sempre a livello di ordine, di lavoro, sulla chat di YouTube, eh a parte a parte che dicono di far parlare Elisa e io sono pienamente d'accordo e eh sono pienamente No, no, ma infatti adesso lo ribadiremo ulteriormente. Per quello volevo esortarti per quello volevo esultarti Lisa a proseguire il ragionamento prima. Eh, un'altra cosa però che chiedono, visto che eh gli ascolatori sono molto attenti, anche noi diciamo le cose con molta attenzione, però qualche dettaglio può sfuggire, cioè Francesca dice che non ha capito bene le testimonianze concordanti sull'uomo. Cioè il fatto che più persone abbiano visto la stessa persona. Possiamo ripetere in un secondo questo dettaglio, in un secondo questo punto o Lisa Emanuele, chi vuole di voi?

>> Lisa. Perché c'è bella la storia del Barbugli che sembra perseguitato.

>> Esatto. Questa la ripetiamo un attimo perché è risultata un po' poco chiara ad alcuni ascoltatori. Grazie. immagino fosse riferito al discorso della macchina che del soggetto. C'è una macchina che anche in due orari diversi, uno a mezzanotte e mezzo del 15, quindi a cavallo tra il 14 e il 15 e l'altra avvistamento la mattina alle 7:00 qualcosa. Èid No, evidentemente non si può dire. È probabilmente la stessa auto perché viene descritta in in modo molto simile. La sera è parliamo dell'auto dell'auto del delitto o dell'auto dei tre? Dell'auto dei tre più un e dell'auto del No, no, non dell'auto del giochiamo col volante, no? Dico dei tre, cioè del di Barbugli, di No.

>> Ah, parliamo di Calcio Live Walter. Sì, giusto. V io non vedo la chat di YouTube, quindi magari se mi dici

>> Se è quello.

>> No, no, banalmente chiedeva, dice ascoltavo attentamente ma non ho capito bene le testimonianze concordanti sull'uomo.

>> Sull'uomo.

>> Sull'uomo. Quindi sono i tre personaggi, quindi sono il Giannini Giampiero, il Barbugli Giuseppe, scusate.

>> E il Gino Clusini. M

>> Loro tre, ci raccontava Lisa, dicono praticamente la stessa cosa, cioè dicono "C'è un uomo alto così, bim bum bam con la macchina T 127, scende con una roncola". L'altro dice "No, è un bipenne alabardato". Il cacciavite. Sì.

>> Questo qui alla fine fa il guardone.

>> Quindi possiamo dire che la persona intorno alla quale si concentra l'attenzione di tutti questi potrebbe essere il Giovannini.

>> Potrebbe essere Giovannini.

>> Giustamente Guido Giovannini. Ecco, questa è un po' la la chiusura della risposta. A sottolineare questa ipotesi arriva anche la lettera anonima BB Firenze, la quale non solo descrive una circostanza analoga a quella raccontata dal Clusini, ma addirittura fornisce la stessa descrizione fisica dell'uomo, la stessa circostanza, la stessa lo stesso locus geografico e addirittura lo stesso modello e colore di auto e addirittura la stessa targa. Quindi abbiamo quattro testimonianze concordanti che indicano tutte e quattro le attività di questo signore.

>> Benissimo, benissimo. Adesso direi che è molto molto chiaro e vi ringrazio.

>> Però la Lisa si è accorta in questa lettera di una serie di di anomalie. Allora io partivo dalla fine dal B dal B perché si diceva a reor di logica avrà firmato le iniziali, no? Cè io avrei messo s o al limite se s punto e punto e pun s ha messo B pun vuol dire che di sicuro il suo nome è quella B e allora di nomi maschili quella B ce n'è pochi. Dicevamo, c'è Benedetto, c'è Bruno, c'è Bartolomeo, c'è Baldo, c'è Brando, c'è Baldassarre, c'è Ma eh ce n'è pochi.

>> Benito, [risate] a proposito di che, ma quello era morto, però. Ah, tu dici comanni, però comunque sono pochi i nomi con la B, quindi tutto sommato nella storia del mostro c'è soltanto una persona che ha la doppia B e ovviamente noi non pensiamo che sia quella, però è comunque strano che c'è una lettera Bun nel 74 delitto a Borgo e poi c'è un altro che però non rimane anonimo che è sempre B che segnala sempre da Borgo su Vicchio qualcosa di strano all'interno di questa lettera che comunque dati scritta ed è scritta poi anche qui su carta da riso. Io chiederei agli ascoltatori ma che cos'è la carta da riso? Perché io devo dartilo scrivere una lettera sulla carta da riso? E questa lettera però è scritta proprio con una modalità, con un'impaginazione, con un dei segni di interpunzione, con una punteggiatura che fa pensare che questa persona sia delle forze dell'ordine, non solo. Perché diciamo questo? Perché la costruzione del pensiero, la costruzione della frase è in linea con quella di un verbale. In più, quando la riga termina col punto, lo spazio vuoto della mezza riga viene riempito con una serie di tratt. Allora, Emanuele, ascolta, ti dicono che interrompi troppo spesso. Ah.

>> Ti hanno detto questo in modo molto chiaro, io te lo riferisco in modo asettico, dicendo che

Elisa dovrebbe essere la protagonista della seata e invece.

>> No, no, ma io sono timida, sto bene così.

>> No, beh, però però è anche vero, [risate] no? È anche vero che è doveroso dirlo. È doveroso dirlo e ci tenevo appunto a segnalarlo, nel senso che mi sembra a livello di conduzione che una domanda che faccio a Lisa vorrebbe una risposta di Lisa. Ecco, essenzialmente questo.

>> Cercavo solo di aiutare.

>> No, ma io non ho dubbe.

>> No, ma infatti Emanuele è splendido in questo. Considerate la mia prima esperienza. Non ho alcun dubbio. Non ho alcun dubbio.

>> Quindi ho un'emozione fortissima e lui mi sta supportando, quindi insomma se se risponde lui è

>> No, no, però però Lisa, però io eh da da come conduttore cioè ti dico che eh preferirei il filone per cui tu completi la risposta e poi eventualmente possiamo commentare insieme.

>> Ok? Questo questo volevo dire come come tecnica mi sembra radiofonicamente anche più efficace,

>> ma secondo me che mi trattiene perché sa che io capito vuoto subito il sacco. Allora [risate]

>> eh perché tu vuoi arrivare subito alla fine.

>> E certo che non lo becchiamo stasera. No, nel prossimo anche perché no. Comunque è anche vero che è giusto arrivare a una conclusione per due motivi, da uno sono le 23:13 e quindi senza accorgercene abbiamo fatto 1ora e 43 di trasmissione. In secondo luogo

>> è giusto arrivare ad una quadratura della puntata. Io devo dire solo altre tre cosette e poi

>> Lisa, siamo tutto vecchi. [risate]

>> Allora, sempre nel verbale della perquisizione a casa del Francini c'è un cognome che viene cancellato e che alla data della perquisizione non può essere noto. Il cognome è Bani ed e Bani noi abbiamo trovato essere la moglie del Giovannini, quindi sembra che ci sia una serie di strane coincidenze e ambiguità che allontanano l'attenzione dal Francini. Ehm, il Francini, tra l'altro, dice di avere un auto, un'auto che secondo noi sarebbe interessante sapere che targa aveva e di che colore fosse, perché, appunto, è questa 850 che abbiamo detto essere di una forma simile, nel caso fosse sportiva a quella in vista sia la mattina che la sera del delitto. E se Emanuele ora vuole aggiungere qualcosa, io poi do l'ultima informazione importante. Il nome dici? Benissimo,

>> no? Se vuoi aggiungere a questa cosa del del verbale che appunto compare questo cognome ed è un po' sospetto secondo noi, cioè perché già in quella data si comincia a creare tutto questo movimento intorno al Giovannini, mentre il Francini viene ridotto a poche righe, a una perquisizione che viene fatta il giorno dopo, al fatto che viene detto semplicemente "No, vabbè, ma ha un'incompostezza mentale, che vuol dire? non vien fatta nemmeno una perizia su questo soggetto. Cioè la cosa strana è che tutti quanti quando leggiamo questo verbale rimaniamo incasinati, coinvolti dal guardone, dall'esibizionista, ma e tendiamo ad escludere il Francini perché vabbè quello si è autoaccusato. Fine. È su questo che ho voluto lavorare, cioè su porre attenzione a un aspetto che di solito viene ehm

>> trascurato,

>> tralasciato. Sì, ma perché è proprio la nostra mente lo fa, cioè arrivi lì e e lo salti in qualche modo, salti questo dato.

>> Come dire, come dire Lisa, ci accontentiamo della versione facile della della Lexio Facilior, della di quel modo di interpretare una situazione come ci viene detta, tu dici, no?

>> Sì. E questo poi successivamente Sant'Andrea mi ha fatto avere un un documento che non avevo troppo.

>> Siamo già quello.

>> No, no, ma infatti l'ultima cosa ti sto dicendo sto per dire questo perché sai che non mi trattengo, quindi prego, aggiungi pure.

>> No, a quel punto arriviamo a quel punto arriviamo dopo in chiusura di puntata ci arriviamo alle 23:29 arriviamo a quel punto.

>> Benissimo. Benissimo. Vai Emanuele, vai pure.

>> Io volevo solamente amplificare i miei dubbi facendo notare che questa lettera anonima che è scritta, lo dicevamo in poliziottesco, su carta da riso e io non ho capito perché, quindi se qualcuno ci vuole telefonare, ci vuole scrivere, ci spiega perché mai uno deve scrivere una lettera a macchina sulla carta da riso. Poi oltre a quei a quella serie di trattini che vanno a riempire come si fa appunto in ambiente giudiziario, quindi durante attività di PG, anche le virgole e la punteggiatura in generale che sono sbagliate, cioè anziché avere la parola, quindi Vittorio, virgola, spazio

>> spazio

>> Francesco a Vittorio spazio, virgola e poi Francesco attaccato alla virgola. Cioè questo quello che diceva prima Lisa sembra quasi una firma digitale. Questo stesso stile e noi lo ritroviamo anche in altri verbali, ma uno in uno in particolare di cui non possiamo rivelare ovviamente l'autore perché è come se questo errore di punteggiatura questa facesse parte dell'iol di questa persona,

>> ce l'avesse dentro, fosse suo, fosse una firma, quindi Speriamo che non intendiamo questo soggetto come responsabile del dei delitti, ma che sia intervenuto per appunto distoglierebbe Sì. Quindi questa è l'opinione, Lisa, cioè chi sia intervenuto per catalizzare l'attenzione da un'altra parte in un momento molto sensibile della vicenda

>> di allontanare le attenzioni su

>> perché Gianisa diceva quando poi vanno a fare la perquisizione dal Francini il giorno dopo inspiegabilmente nel verbale c'è una sorta di lapsus freidiano, cioè chi va a scrivere quel verbale facendo riser Ento alla mamma del Francini,

>> Raspanti Arduina.

>> Anziché Raspanti scrive Bani, che è la moglie del Giovannini.

>> Del Giovannini,

>> no? Lei dice, "Ma questi, cioè, avevano già in mente quello anche se non era ancora uscito". E poi noi ci siamo detti "Ma la mamma del del di Giuseppe che ha questo cognome e però lo stesso cognome dell'altra signora che ha l'armeria. Quindi c'è il nostro amico, l'armeria e i carabinieri di Borgo, però l'armeria è gestita da una persona di sesso femminile che porta quel cognome e il Giuseppe ha una mamma ovviamente di sesso femminile che porta quel cognome. E allora ci siamo detti, non è che sono parenti, noi non lo sappiamo. Non lo sappiamo,

>> però è una suggestione che possiamo lanciare.

>> Mh. Poi giustamente Lisa dice: "Come mai nel verbale la targa dell'auto Fiat 850 è cancellata,

>> è sbianchettata, proprio sbianchettata". Allora, facendo una ricerca su questa Fiat 850 che non è il furgone, è un'auto sportiva. Era la sportiva. Certo,

>> abbiamo scoperto che era praticamente la famosa Moretti, quella con le ali da gabbiano e poi qui Lisa ha fatto un'altra attività che non possiamo però ovviamente assolutamente [risate] neanche sotto tortura.

>> Dettagliare

>> dettagliare

>> per l'amor del cielo.

>> Va bene.

>> Ed è una macchina che comunque assomiglia molto a quella del lotti. Ok. Alla 128

>> alla 128 del lotti, giusto? Sì,

>> perfetto. Così abbiamo il quadro auto, il parco auto, l'abbiamo anche chiarito. È interessante. Ecco, ma io volevo fare una domanda, ma questa lettera, cioè che arriva potrebbe essere stata in questo stile così particolare che abbiamo definito anche poliziottesco? Potrebbe essere stata scritta sottatura. Oh, Lisa, cosa ne pensi? Cioè qualcuno che dice delle cose e qualcuno le trascrive apponendo uno stile tipico riconoscibile, non so, di eh carabinieri oppure polizia, non so quella carabinieri che

>> m secondo me, cioè e dire dove esattamente lasciare gli spazi

>> m No, mi verrebbe più da dire che la persona che ha scritto la lettera e che secondo noi ha scritto anche altri verbali potrebbe aver scritto sotto dettatura anche questa lettera qua, però perché è troppo tipico, come diceva prima Emanuele, vengono lasciate sempre le quasi sempre le stesse lo stesso errore e se banalmente si prendono dei verbali e si guarda in base a da chi è stato scritto, ciascuno ha le proprie caratteristiche e qui in questa lettera quelle caratteristiche ricorrono, quindi può dare che l'abbia fatto sotto dettatura e quindi in questo caso sarebbero due le persone. Certo, però

>> m questo non di più non non ti saprei dire, Rick. Mh,

>> c'è anche un aspetto di prosa interessante perché se da un certo punto di vista c'è una fragilità sintattica e grammaticale, ha delle aggiunte di prosa come a un certo punto c'è un paragrafo che inizia, ebbene, virgola,

>> sì, che è un po' un che è un po' un toscanismo anche se vogliamo. Ecco. E ebbene scritto con due B. [risate]

>> BB Firenze procura della Procura della Repubblica ha scritto con una B.

>> Vieni in mente così random tutte le B. Tutte le B che che compaiono nella storia del mostro. Tutte le B. C'è anche Bugli, se c'è anche Bugli, se vogliamo.

>> Cioè, c'è anche Bar Bugli che è un esercizio commerciale. Son Sì, esatto. Sono anche molto abbraccio perché a questo punto stiamo cercando di tirare le fila del discorso.

>> Però qui Lisa ci stava raccontando un ultimo capitolo, un ultimo paragrafo.

>> Ah, certo.

>> Sì,

>> prego. che il 27 febbraio del 75 il giudice Santilli fa una richiesta precisa, chiede delle cose eh precise e eh quindi l'attenzione sul sul Francini viene riproposta, però non sappiamo se queste indagini sono state fatte, io non ne ho traccia, però viene chiesto di indagare il fratello In particolar modo questo fratello vive fuori dall'Italia, di assicurarsi se possiede o meno una pistola calibro 22 e eventualmente se i due possono essere stati insieme o eh riguarda i fatti di di quella notte se in qualche modo c'è qualche collegamento. Quindi, in realtà, le forze dell'ordine il 27 febbraio del 75 ritornano sul sul tema e questo documento non lo avevamo recepito perché all'interno di un altro documento, come spesso accade, quando si arriva a guardare i verbali improvvisamente scompare qualcosa di di nuovo o viceversa scompare qualcosa che magari era interessante. Quindi se Emanuele rispetto a questo vuole aggiungere,

>> cioè tu tu intendi dire

>> mh

>> il giudice Santilia a febbraio del 75 suggerisce di continuare le indagini sul delitto di Rabatta in particolare

>> accettare le generalità e l'attuale residenza del Francini

>> e del fratello che a quanto pare vive

>> a Basilea.

>> Ah, Basilea. Mh,

>> ho capito.

>> Per sapere se

>> Ok,

>> possiede una pistola, se l'ha smarrita, se in qualche modo eh si fossero trovati insieme con il Giuseppe all'epoca anche dello smarrimento della pistola. Mh. E poi dice anche indagate sulla lettera anonima, ma non questa qui, perché ce n'è anche un'altra. Ce n'è un'altra

>> di anonimi.

>> Sì. La cosa curiosa di questa lettera anonima è che, appunto, viene mandata ai genitori di Pasquale, però il

>> ah

>> cognome viene sbagliato. Bon al core invece che gentil core. Mh

>> mh. È un lapsus curioso.

>> Mh.

>> E quindi questa quindi questa è una lettera anonima inviata a genitori quando viene inviata questa lettera anonima? In quale? Io ho soltanto queste poche righe in cui viene detto che siano possibilmente identificati i guardoni indicati e descritti nell'anonimo nella Sì. inviata alla famiglia Gentil Core indicata nell'indirizzo come buonal core. Cesto comando deve possedere una copia fotostatica. Altro non c'è. compare comunque un e c'è un'altra B e c'è un'altra B anche qua, però [risate] se pensiamo è è un'altra che compare. Ecco, non trascuriamo questo aspetto. Tutto queste ruote intorno tutte queste a queste B. Mh

>> Emanuele, volevi dire qualcosa? Siamo quasi in chiusura, sono le 23:27. Volevo chiedere, ma per caso

>> mh

>> questo questo fratello

>> mh

>> dei Francini Giuseppe è più grande o è più piccolo?

>> Eh, più grande di 2 anni.

>> È più grande di 2 anni. È in vita o è deceduto?

>> È morto.

>> È deceduto.

>> Morto.

>> E lui stava in Svizzera. Per caso lui ha avuto qualche rapporto con il sudest asiatico?

>> Sì.

>> Per caso lui ha avuto qualche rapporto con l'Olanda?

>> Credo di sì. Sì.

>> Per caso lui ha avuto qualche rapporti con l'ambiente della ristorazione?

>> Sì.

>> Per caso lui ha avuto qualche rapporti anche a mezzo terzi con un ambiente vicino al traffico di stupefacenti?

>> Sì. di basso livello, cioè spacciatori di paese o

>> indirettamente alto livello.

>> Indirettamente, cioè di alto livello cosa vuol dire? A livello di di provincia, di regione o internazionale?

>> Ma parlerei di internazionale se si parla di una macchina piena di [risate] Ho capito.

>> Ok, questo è il momento so e lo scambio soccratico tra Emanuele e Elisa. [risate] Eh, in cui Esatto. Come come

>> Però qui ora mi fai dire una cosa, Manuele?

>> No, non la dire. No, dai, ti prego.

>> No, non dire è finito il tempo.

>> Allora, e siamo una e questa direi di Emanuele è una slide indoor. È una slide indoor. Sono le 23:28 e dobbiamo dire che forse non Ecco, esatto. Non forse non possiamo dire tutto, certamente non possiamo dire alcune cose. Possiamo però lasciare una qualche suggestione senza dire però esplicitamente qualcosa, giusto Emanuele?

>> Boh.

>> C'è una pistola trovata ronta. Va bene. E non che non ha che non ha niente a che fare comunque con la

>> Ma come? [risate]

>> Ho capito.

>> Vabbè, io [risate] beh, però

>> ovviamente questo non vuol dire niente. No, no, no, no. Sì, sì, sì, sì. Assolutamente. Sugestioni. Sì,

>> però devo dire che secondo me stasera, allora, l'impressione ehm che ho avuto anche dalla chat che ho visto su YouTube è che molte notizie nuove come queste eh nuove anche per alcuni alcune anche per me sono passe nuove anche agli ascoltatori, per cui questo è molto interessante e che questo è un è un tema riuscito e ci invitano addirittura a continuare. ci invitano a continuare in un'altra puntata andando avanti con questo filone perché a quanto pare questa chiave del 74 è eh riconosciuta come tale, è importante questo momento storico. Quindi magari adesso vediamo un po' come organizzare le prossime puntate, però direi che oggi abbiamo aperto un una strada fatta di informazioni note che si trovano in modo molto sintetico anche sui blog specialistici, devo dire, cioè non ci sono tutti questi. Voi avete fatto delle ricerche specifiche e devo dire Lisa, si vede, devo dirti sia la qualità dell'esposizione tua, sia la la qualità dei dati che vengono forniti, perché c'è sempre una

>> No, perché c'è sempre, devo dirti, c'è sempre una eh un'accuratezza a trovare gli addentellati, i legami ehm tra persone, situazioni, personaggi, luoghi. Ecco, io penso che una delle cose più interessanti che si è emersa stasera è quanto il luogo determini i fatti, quanto la conoscenza del luogo determina i fatti e tu, Lisa hai dimostrato una conoscenza proprio peculiare, proprio capillare di questo territorio e questo ha aiutato tantissimo a visionare, a visualizzare quello che stava succedendo e questo credo che sia stato il punto più apprezzato anche dagli ascoltatori. stasera e lo dico ovviamente anche Manuele per tutto il modo di condurre le diciamo le le domande, le osservazioni che lui ha abitualmente.

>> Sì, noi siamo molto amici, quindi io mi permettevo di di interromperla, ma solo

>> Certo. Ma certo, ma certo, Emanuele.

>> Per aggiungere quei dettagli che magari lei in quel momento voleva subito arrivare a sodo.

>> Io io ho fatto un po' da mediatore tra queste due istanze, no? tra il i il i il rallentin e l'accelerazione

>> e [risate] in in particolar modo dall'investig quando entra in modalità investigatore

>> Emanuele cosa ha fatto a quello briv e spara tutto insieme e uno rimane un attimino. No, [risate]

>> ragazzi, siamo arrivati in fondo. Sì,

>> quindi siamo in chiusura, giusto?

>> Sì, sì, sì, sì. Perfetto.

>> Esatto.

>> Bene.

>> Allora, Lisa, io ti ringrazio tantissimo.

>> Grazie. No, grazie a voi.

>> Ma ti invitiamo ufficialmente ancora, cioè sappio.

>> Assolutamente. Eh,

>> voleva essere solo una comparsata in fuga.

>> Eh, ma [risate] le sai lo dicev sai posso dirti una cosa? Lo dicevamo anche di via Poma,

>> sono diventate 13 puntate con

>> È vero. Esatto. Sì, infatti. Vero. Noi la prima puntata con Nopatruno dicevamo facciamo una via poma e poi vediamo un po' di risollevare qualche qualche qualche qualche sensibilità e ne abbiamo risollevate talmente tante e io direi che questa puntata anzitutto ci ha riconessi alla notte del mistero con Mostro di Firenze. Io trovo che sia fondamentale riconnettersi a questo tema e poi ci siamo riconnessi, secondo me, in un modo tutt'altro che banale, tutt'altro che banale e quindi ti ringrazio davvero tanto, Lisa. Ringrazio tantissimo anche Emanuele

>> per quello che abbiamo fatto stasera

>> e la notte del mistero vi attende giovedì prossimo alle 9:30 di sera 21:30.

>> Cio, ci sarò sempre.

>> Grazie Vick, grazie Elisa, grazie Emanuele. Buonanotte. Ciao Daniele. Ciao ciao. [musica] [musica] [musica] Con [musica] la tua labbra sfiori la lingua. Bisogna sporcarsi fracastella [musica] gli occhi smeti dietro. Se ancora li guardo non torno più [musica] dietro. Mercedem [musica] [musica] [musica] non distanza [musica] nuvolle rossa nella mia stanza. Angelianni [musica] se di quando tu gridi apri tutta la [musica]

>> [musica] [musica]

>> Hai sempre seduta all'ombra [musica] del vento, cantando il suo male sulla ridendo. [musica] Stai sempre seduta all'ombra del vento, cantando il [musica] tuo male sullaando. [musica] Mar [musica] [musica] [musica] [musica]