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Il tuono – Giovanni Pascoli | Analisi e commento 🎇

Diario di Charlotte6:55

Transcription

Buongiorno, buon pomeriggio e buonasera. Oggi continuiamo con le lezioni su Pascoli e le sue liriche. Analizziamo insieme "Il Tuono". Prima, però, mi piace che vi iscriviate al canale.

[Applauso] [Musica]

"Il Tuono" è la decima poesia della sezione "Tristezze" di "Myricae". Sapete che va letta in modo complementare alla lirica "Il Lampo", che vi lascio qui sopra. È una ballata, piccolo anche questa, di endecasillabi, proprio come "Il Lampo". "Il Lampo", "Il Tuono" sono considerate una sorta di triade, un trittico, e vanno lette insieme. Di fatto, la poesia "Il Tuono" è la netta continuazione de "Il Lampo", un po' perché vediamo che "Il Tuono" è la decima poesia, mentre "Il Lampo" è la nona. Un po' perché ritroviamo anche nella notte nera la poesia "Il Lampo" finisce con "nella notte nera" e la poesia "Il Tuono" inizia con "e nella notte nera come il nulla". Quindi, la poesia si apre con un verso isolato, proprio come "Il Lampo", e abbiamo l'uso della congiunzione "e" iniziale, che è un uso che è già attestato dai tempi di Foscolo. Quindi prosegue un discorso sospeso, aperto. Come vedete, quindi, abbiamo sempre da fare quel paragone che emerge ne "Il Lampo", ovvero abbiamo sensazioni visive nella lirica "Il Lampo" e sensazioni uditive nella lirica "Il Tuono".

Inoltre, troviamo il fenomeno naturale che però spiega l'animo del poeta. È un pretesto, di fatto, per permettere all'animo del poeta di esprimersi.

"e nella notte nera come il nulla

a un tratto col fragor d'arduo dirupo

che frana

al tuono rimbombò di schianto

rimbombò rimbalzo rotolo cupo

e tacque

e poi rimarrà già infranto

e poi vani

soave allora un canto

su di di madre

e il moto di una culla"

E nella notte oscura come il nulla, all'improvviso, come il frastuono di una rupe mentre sta franando, il tuono rimbombò di colpo, rimbombò, riecheggiò, tratti rotolò in modo cupo e poi rumoreggiò lontano nella notte come un'onda che si infrange sugli scogli. E poi svanì. Allora si sentì il dolce canto di una madre, il dondolio di una culla.

Come vedete, Pascoli descrive il tuono che irrompe nella notte con tutto il suo fragore. L'uomo, udendo la voce della natura, allora si spaventa, si spaventa come un bambino. Però il canto della madre lo rassicura, mentre lui si trova nella culla. Anche questa, nuovamente, una metafora del nido. Sapete che nella poetica di Pascoli è fondamentale il concetto stesso del nido, e ne abbiamo parlato nella lezione che vi lascio qui sopra relativa proprio alla poetica e alla vita di Pascoli. Il mondo, infatti, esterno, anche nella lirica "Il Tuono", proprio come ne "Il Lampo", è una minaccia. Però la casa familiare è protezione e cura e può far sentire il poeta tranquillo, perché nulla gli farà del male se lui è nel suo nido.

Crediamo che il rimbombo del tuono è quindi associato all'immagine materna e al dondolio della culla. Anche qui, è un'analogia. Sapete che la poesia di Pascoli è fondamentalmente analogica ed è ricca di simbolismi e anche di fono-simbolismi. Infatti, vedremo anche qui la musicalità del tuono. Dal punto di vista retorico, infatti, la poesia inizia con un verso isolato. Abbiamo detto che abbiamo un discorso interrotto, tant'è che inizia con "e nella notte", quindi con la congiunzione "e". Troviamo poi l'allitterazione del suono "n" nella notte nera. Allo stesso tempo, la paronomasia nella notte. Dal punto di vista fonico, troviamo anche l'allitterazione del suono "r" in "rimbombò di schianto", "rimbombò", "rimbalzo", "rotolo". Delle onomatopee, in particolare "rimbombò". E troviamo anche l'allitterazione del suono "o".

E notate bene anche che il primo verso rima con l'ultimo: "e nella notte nera come il nulla" e "su di di madre e il moto di una culla". Troviamo quindi la rima "nulla" e l'associazione "nulla-culla", che è un'associazione importantissima da notare in questa poesia, quindi da sottolineare e cerchiare sul vostro libro. Abbiamo poi la similitudine "nera come il nulla", le varie enumerazioni, quindi per polisindeto, "e tacque", "e poi", "e poi" nuovamente. Infine, le rime.

Un canto. Su di te. Ma ora parliamo del verso, secondo me, quasi tra i più importanti della poesia, perché racchiude un sacco di figure retoriche: "rimbombò rimbalzo rotolo". Qui troviamo che cosa? Beh, innanzitutto l'allitterazione di "rim" e "rim", che ha un valore onomatopeico. Troviamo poi un'onomatopea, vedete "rimbombò", "rimbalzo", "rotolo". Inoltre, questo è un anticlimax. Abbiamo visto che Pascoli utilizza spesso la climax. È una sinestesia, perché "rimbombare", "rimbalzare" e "rotolare" accostano dei sensi differenti. Ed è un'enumerazione per asindeto, cosa vuol dire? Che noi stiamo enumerando, ma senza la congiunzione coordinata.

Spero che questo video vi sia piaciuto e vi aspetto alla prossima video lezione.

[Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica]