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Nel 2025 c'è una corsa alla Luna in atto. Una sfida che porterà un essere umano a muoversi sulla superficie del nostro satellite per la prima volta in questo secolo.
Ma forse non è solo questa la partita che si sta giocando, perché la nuova corsa alla Luna non è solo a chi arriva prima, ma è anche una corsa alle infrastrutture, una corsa agli obiettivi scientifici, una sfida non solo uno stato contro l'altro o un sistema economico contro quello diverso, come fu in passato, è una sfida contro noi stessi, contro l'ancora della vita che ci tiene saldamente ancorati al nostro pianeta.
La nuova corsa alla Luna, infatti, è una sfida per vedere se per la prima volta l'umanità sarà in grado di arrivare su un altro corpo celeste per restarci e non solo per visitarlo, studiarlo ed eventualmente superare l'avversario politico. La nuova corsa alla Luna quindi deciderà una volta per tutte se l'umanità è pronta a diventare una specie interplanetaria.
In questa nuova impresa, forse una delle più grandi che l'umanità abbia mai affrontato, l'Italia sta giocando un ruolo chiave e ha tutte le carte in regola per diventare ancora di più un punto di riferimento dell'esplorazione lunare. Ma le sfide non sono poche e in questo video analizzeremo tutti i programmi lunari in cui l'Italia è impegnata e le principali missioni a cui sta partecipando per cercare di capire in che modo il nostro paese è coinvolto nell'esplorazione lunare e quali sono le missioni da seguire nei prossimi anni.
E per farlo ci darà una mano anche il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente che abbiamo intervistato in questo video e che ringraziamo già per la disponibilità. Ma prima di iniziare non dimenticate di iscrivervi al canale YouTube di Astrospace per non perdervi i prossimi approfondimenti e appuntamenti live.
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L'Italia ha una storia aerospaziale fra le più lunghe e ricche d'Europa e al mondo e questo lo sappiamo. Quando si parla del nostro paese si cita sempre il fatto che è stato fra i primi a lanciare in autonomia un satellite, che ha costruito gran parte della stazione spaziale internazionale, circa il 44% dello spazio pressurizzato, e che è il terzo paese finanziatore dell'Agenzia Spaziale Europea. Questa, insieme a tante altre, è un'esperienza che si sta riversando non solo in molte imprese della Space Economy, ma anche nell'esplorazione lunare. Attualmente, infatti, l'Italia è probabilmente il primo paese europeo per programmi e collaborazioni lunari attive e ora le vedremo nel dettaglio.
Iniziamo subito dai progetti sulla superficie lunare perché qui ci sono sia le sfide più importanti da superare, ma anche i principali step per decidere se l'umanità sarà veramente in grado di vivere stabilmente sulla Luna. Il progetto più importante di cui si sta occupando l'Italia sulla superficie lunare è senza dubbio MPH, un modulo pressurizzato che sarà posto sulla superficie lunare e costruito in Italia. MPH è una sigla che sta per Multipurpose Habitat e rappresenta molto bene quello che sarà questo modulo, un elemento pressurizzato, cioè al cui interno gli astronauti possono vivere e respirare senza bisogno di indossare le tute spaziali. Questo modulo è attualmente nella fase avanzata di preprogettazione, cioè vuol dire che stanno venendo discussi i dettagli preliminari su come fare le cose e su chi farà le cose prima di iniziare la vera fase di progettazione e poi di costruzione. MPH è un modulo che verrà costruito in Italia e a tutti gli effetti sarà la prima casa degli astronauti sulla Luna, ma esso è stato concepito dalla NASA in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana che poi ne ha affidato la costruzione a Thales Alenia Space. MPH, come dice il nome, avrà diversi obiettivi, sarà infatti anche in grado di muoversi sulla superficie lunare per potersi posizionare in zone diverse e quindi assecondare le diverse ricerche scientifiche che gli astronauti potrebbero fare sulla superficie della Luna.
Passiamo ora ad un'altra parte importante del programma Artemis e dell'esplorazione lunare, il programma CLPS. Questo nome è una sigla che sta per Commercial Lunar Payload Service ed è stato creato dalla NASA per finanziare dei lander privati che trasportassero sulla superficie esperimenti ed altro materiale. Si tratta di lander prevalentemente di piccole dimensioni, ma non solo. C'è anche, per esempio, il lander di Blue Origin, il Blue Moon. In generale sono lander costruiti da aziende private, soprattutto americane, che vendono alla NASA il servizio di trasporto verso la Luna. Ma non solo alla NASA. Infatti anche altre agenzie e anche altre aziende private nel mondo possono usufruire di questo servizio e lo fa anche l'Italia.
Il primo lander del programma CLPS ad essere atterrato con successo sulla superficie lunare è stato Blue Ghost dell'azienda Firefly a marzo del 2025 e a bordo aveva anche un esperimento italiano chiamato LUGRE. Si trattava di un'antenna che ha dimostrato come anche dall'orbita e dalla superficie lunare si possa connettersi ai satelliti GPS terrestri. In questo video, tra l'altro, ne abbiamo anche raccontato la storia completa con anche un'intervista alla responsabile dello strumento LUGRE dell'Agenzia Spaziale Italiana. Vi consiglio di farci un salto se volete saperne di più su questa missione.
Ma non è finita qui perché ci saranno altri esperimenti italiani che arriveranno sulla Luna con dei lander commerciali del programma CLPS. Uno di questi è la suite di strumenti PROSPECT, costruita in Italia da Leonardo per l'Agenzia Spaziale Europea. PROSPECT sarà essenzialmente una trivella in grado di perforare la superficie lunare e studiarne dei campioni e raggiungerà la Luna nel 2027 a bordo della quarta missione di Intuitive Machines con il lander Nova C.
Infine, un altro grande progetto per la superficie lunare in cui è impegnata l'Europa è il lander ARGONAUT, finanziato dall'Agenzia Spaziale Europea. Si tratta di un vero e proprio trasportatore per la superficie lunare, un lander in grado di trasportare carichi di una tonnellata e mezza, cioè circa 1500 kg, sulla superficie della Luna. Per paragone, la maggior parte dei lander del programma CLPS che abbiamo citato prima, trasporta circa 100 kg di payload. Anche ARGONAUT, che dovrebbe raggiungere la Luna fra circa 5 anni, sarà costruito in Italia da Thales Alenia Space.
Per capire ancora meglio come questi progetti italiani andranno a favorire l'esplorazione lunare, abbiamo intervistato direttamente anche il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente.
"La mia prima domanda per lei riguarda il ruolo dell'Agenzia Spaziale Italiana e la visione che ha l'Agenzia Spaziale Italiana in questa nuova corsa alla Luna."
"Innanzitutto l'Agenzia Spaziale Italiana in rappresentanza dell'Italia è stata uno dei primi otto paesi firmatari degli accordi Artemis e questo ha certamente una valenza dal punto di vista delle relazioni internazionali. Nel merito poi la visione, l'impegno dell'agenzia è quello di supportare l'ecosistema spaziale italiano che ha in sé componenti industriali, componenti accademiche e componenti di ricerca e in tutti quelli che sono i programmi che fanno parte, nel caso specifico della Luna, del programma Artemis. E qui, a seconda della tipologia di attività, abbiamo il coinvolgimento di enti pubblici di ricerca, di università e di aziende."
"Quanto è importante mantenere e come si costruiscono questi rapporti a livello diplomatico che poi permettono la realizzazione vera e propria di missioni spaziali congiunte?"
"È molto importante svilupparli e mantenerli, tant'è che, diciamo, è stato coniato anche il termine di diplomazia spaziale, ma le faccio un esempio. Era il 1997 quando l'Agenzia Spaziale Italiana ha firmato il cosiddetto accordo quadro memorandum of understanding, se vogliamo dirlo in inglese, con la NASA per la costruzione della stazione spaziale internazionale. Tutto questo ad oggi ha portato ad un volume pressurizzato della ISS che è tuttora in orbita, realizzato dall'Italia per più del 50%. A fronte di questo impegno assunto dal sistema paese con l'ASI e con le aziende che hanno partecipato e con i soggetti di ricerca, perché sulla ISS si fa molta attività di sperimentazione scientifica, l'Italia ha avuto, come dire, un accesso, possiamo dire così, privilegiato, ma legittimo ovviamente, al tempo di sperimentazione sulla ISS e ad oggi questa agenzia ha finanziato più di 80 esperimenti scientifici. Tutto ciò è stato sviluppato nell'ambito di rapporti bilaterali, nel caso specifico tra ASI e NASA, come pure nell'ambito di rapporti bilaterali tra ASI e NASA è stato sviluppato sviluppata l'iniziativa dell'MPH, quindi del Multipurpose Habitation Module, cioè il modulo, il primo modulo abitativo per gli astronauti sulla Luna."
"Quanto è importante rimanere all'interno del programma Artemis con un ruolo prima di tutto da protagonista, ma anche duplice, sia scientifico che industriale di primo livello come quello dell'Italia?"
"A mio avviso è molto importante. Il programma Artemis è un programma particolarmente articolato che non guarda solo agli insediamenti abitativi sulla Luna, ma guarda anche alla realizzazione della stazione cislunare, guarda anche alla realizzazione di un sistema di posizionamento, navigazione e timing, programma Moonlight dell'ESA e quindi riassume in sé tutta una serie di caratteristiche che appunto contemplano da un lato la necessità o l'opportunità, opportunità di mantenere rapporti con altri paesi che sono coloro che partecipano a questa iniziativa, dall'altra quella di poter eseguire attività di sperimentazione scientifica e attività destinate agli sviluppi tecnologici. E le attività di sperimentazione scientifica, come già accade ora nell'ambito della stazione spaziale internazionale, sono attività che possono ed hanno avere ricadute direttamente qui sul nostro pianeta, sulla Terra, quindi l'importanza assolutamente rilevante."
"Cosa significa guidare l'Agenzia Spaziale Italiana in un momento storico come questo che, come abbiamo già detto, ci sta per proiettare nuovamente sulla Luna con un ruolo diverso dell'Italia, ma anche con un obiettivi diversi da un punto di vista internazionale, quindi un momento a tutti gli effetti storico all'interno di una nuova era spaziale?"
"Allora, è un momento sicuramente, come dire, stimolante, appassionante, perché di opportunità ce ne possono essere molte, ma è anche un momento che prevede un carico di responsabilità, ovviamente è condiviso con tutti i colleghi che operano all'interno dell'agenzia, non affatto trascurabile. Ci sono entrambi gli aspetti. Il carico di responsabilità deriva da una duplice visione. Da un lato il fatto che le azioni che noi mettiamo sul terreno servono a supportare lo sviluppo e la crescita dell'ecosistema spaziale italiano anche in termini di nuove opportunità offerte dall'economia spaziale e dall'altro è legato al fatto che ad oggi, in prospettiva, le cose cambieranno, in parte stanno già cambiando, ma molte delle risorse economiche che vengono utilizzate per la realizzazione di questi programmi sono risorse pubbliche."
"Qual è il messaggio che lei sente di poter lasciare ai giovani che magari puntano a lavorare nello spazio e anche magari a chi invece sta studiando alle scuole superiori e deve decidere se intraprendere o no una carriera STEM?"
"Beh, il primo messaggio è di carattere generale che prescinde dall'argomento. Come dire, lei parlava di giovani e per cui il mio auspicio è che ciascuno sia nelle condizioni di poter coltivare ed avere soddisfazioni da quelle che sono le proprie passioni. In secondo luogo, se ci riferiamo direttamente, diciamo, all'ambiente spazio, quindi all'ambiente lunare, come lei citava in prospettiva, l'ambiente marziano, devo dire che le opportunità che saranno presenti nel futuro saranno certamente superiori rispetto a quelle che oggi abbiamo già concretamente disponibili e la necessità di avere capacità e competenze nel campo delle discipline scientifiche, scienza, tecnologia, ingegneria, matematica, quello che lei citava, è assolutamente elemento imprescindibile da un lato per mantenere la competitività del paese alta, quindi saranno figure professionali che verranno richieste, dall'altro per coltivare per chi le ha le proprie passioni. Ma vorrei limitare, vorrei non limitarmi solamente alle discipline STEM, che sono assolutamente fondamentali e sulle quali continuiamo ad avere un po' di carenza dal punto di vista del, diciamo, dei giovani che si appassionano. Vorrei ricordare che il termine o l'ambiente economia dello spazio in realtà include anche la necessità di expertise in settori diversi, pensi al settore dell'economia, pensi al settore giuridico e così via dicendo. Quindi, come dire, di opportunità ce ne saranno molte."
"Qual è la missione italiana, il programma lei che le piacerebbe vedere e magari dopo il 2030, quindi nel prossimo decennio sulla superficie della Luna?"
"Guardi, anche qui ce ne sono diversi. Diciamo un primo programma che è un programma immateriale, se lo posso dire in questo modo, è relativo al fatto di poter essere parte attiva nell'ambito degli accordi fra i vari paesi destinati ad una utilizzazione sostenibile e aperta, diciamo, della superficie lunare o delle risorse lunari. Ci sono molti progetti che sono stati anche supportati economicamente dalla nostra agenzia, ne cito 3, diciamo in maniera molto veloce: la possibilità di estrarre ossigeno dalla regolite lunare, quindi direttamente in situ; la possibilità di utilizzare forme di energia che siano alternative rispetto all'energia solare. Anche in questo caso abbiamo dei programmi che abbiamo finanziato e stiamo supportando nell'ambito del mondo della ricerca. L'altro tema importante è quello, per esempio, di poter utilizzare le risorse che ci sono sulla Luna con dei sistemi di fabbricazione in 3D, di stampa in 3D, proprio per costruire ciò di cui si ha bisogno sulla superficie lunare. L'estrazione di ossigeno porta con sé anche la possibilità di produzione di idrogeno, quindi di combustibili che ovviamente se non sono prodotti in situo sulla superficie devono essere portati. Quindi, diciamo che è un futuro abbastanza interessante e soprattutto molto strutturato, molto diversificato, fatto di tante tecnologie e tante ricerche diverse quello che ci aspetta sulla Luna."
"Assolutamente molto diversificato, correttamente, come diceva lei, che, come dire, si sposa con quello di cui si parlava in precedenza e cioè sulla necessità di avere competenze che siano multidisciplinari, quindi non solo scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e così via dicendo, ma anche attinenti ad altre discipline per poter dare il proprio contributo attivo e quindi opportunità per tanti."
Abbiamo visto ora i principali progetti a cui l'Italia sta collaborando per la superficie. Passiamo ora all'orbita lunare.
Costruire satelliti, progetti, esperimenti e stazioni spaziali in orbita lunare non sarà una cosa semplice, ma è fondamentale innanzitutto per supportare le attività sulla superficie. Così come la nostra vita sulla Terra ormai si basa interamente sulle tecnologie spaziali, passando dai satelliti di navigazione come il GPS o Galileo ai satelliti per l'osservazione della Terra, così anche agli astronauti sulla superficie lunare serviranno questi servizi. Ci sarà bisogno di satelliti di navigazione, una sorta di GPS lunare, satelliti di osservazione della superficie per capire cosa sta succedendo sulla Luna e chi sta facendo cosa e ovviamente anche satelliti per la comunicazione con la Terra. L'Italia partecipa in parte o direttamente a quasi tutti questi scenari.
Facciamo ora un piccolo passo indietro. Uno dei progetti con cui è iniziata praticamente l'esplorazione lunare italiana di questi anni è il CubeSat Argomun, un piccolo satellite che si trovava a bordo della missione Artemis 1, la prima e finora unica missione ufficiale del programma Artemis. Argomun era uno dei 10 satelliti che accompagnavano questa missione e anche l'unico europeo. È stato costruito dall'azienda italiana Argotec con l'Agenzia Spaziale Italiana e aveva il compito di seguire il secondo stadio del razzo SLS e fotografarlo mentre questo spingeva la capsula Orion verso la Luna. Una missione che è stata un grande successo e che ha lanciato verso tantissime altre missioni l'azienda italiana Argotec. Argotec, infatti, è stata contattata direttamente dalla NASA tramite l'Agenzia Spaziale Italiana per fornire questo servizio, chiamiamolo tecnico. Osservare come si comportava il secondo stadio dell'SLS era particolarmente importante, dato che questo razzo, come la capsula, si trovava alla sua prima missione verso la Luna.
E parlando di capsula Orion, non possiamo non citare il suo modulo di servizio, cioè la parte inferiore della capsula, dove sono contenuti tutti i serbatoi, i pannelli solari, computer, tutto ciò che serve a far funzionare la capsula Orion. Questo modulo è usa e getta, cioè non viene recuperato una volta che la capsula ritorna sulla Terra. La scocca principale di questo modulo di servizio, cioè la struttura principale, è prodotta da Thales Alenia Space a Torino, un primo step della costruzione di questo modulo che però è fondamentale e che inizia proprio in Italia per poi continuare in altre sedi e in altre aziende in Europa. Il modulo di servizio, così come la capsula Orion, ha infatti già volato verso la Luna nel 2022, come dicevamo all'inizio, e lo rifarà fra poco, nella prima parte del 2026 durante la missione Artemis 2. Per ora in Europa si stanno costruendo altri tre moduli di servizio.
Una volta in orbita lunare, inoltre, la capsula Orion attraccherà al Lunar Gateway, la nuova stazione spaziale internazionale che sta venendo costruita fra Europa e Stati Uniti. Proprio come ha citato il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana poco fa, il Lunar Gateway sarà un altro dei contributi principali dell'Italia a tutto il programma Artemis e all'esplorazione lunare. Attualmente, attualmente il progetto Lunar Gateway è in una fase delicata perché potrebbe cambiare in alcuni dettagli. Attualmente si prevede che questa stazione sarà costruita da cinque moduli. Di questi quattro avranno la possibilità di essere abitati, quindi sono moduli pressurizzati, mentre il quinto, che in realtà sarà anche il primo ad essere lanciato nello spazio, sarà un modulo adito alla propulsione e alla generazione di energia. Tutti e quattro i moduli pressurizzati prevedono dei contributi più o meno grandi da parte dell'Italia e dell'Europa.
Il primo, il modulo HALO, sarà lanciato verso la Luna nel 2027 e ora si trova negli Stati Uniti dove viene completato. Questo elemento è infatti responsabilità della NASA che lo ha assegnato all'azienda Northrop Grumman, ma essa ne ha poi affidato nuovamente la costruzione della struttura principale, quindi non interamente di tutto il modulo, a Thales Alenia Space ancora a Torino. Prima che HALO partisse per gli Stati Uniti, tra l'altro, siamo anche andati a vederlo per realizzare insieme a Thales Alenia Space uno speciale documentario su HALO e su Lunar Gateway. Se non lo avete già visto, lo trovate nella scheda qui in alto o nella descrizione qui sotto.
Passiamo ora al secondo modulo chiamato Lunar IAB. Questo, al contrario del modulo HALO che citavamo prima, è costruito al 100% in Europa. La progettazione è già iniziata e lo è anche la costruzione dei primi anelli della struttura. Indovinate un po', sempre da Thales Alenia Space a Torino. Questo modulo è interamente responsabilità dell'Agenzia Spaziale Europea, come dicevamo poco fa, che quindi si occuperà della progettazione e costruzione, ma anche di prepararlo a raggiungere lo spazio. Il Lunar IAB, insieme al modulo HALO, sarà il principale modulo dove vivranno gli astronauti ed eseguiranno le loro attività scientifiche. Sarà quindi il vero e proprio cuore del Lunar Gateway ed è quindi fondamentale che sia sviluppato al meglio. Gli astronauti europei, uno su tutti Luca Parmitano, che è il responsabile del progetto Lunar Gateway fra gli astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea, stanno già lavorando con Thales Alenia Space per sistemare al posto giusto tutte le componenti, gli alloggi, i computer, la strumentazione che poi useranno loro stessi una volta sulla Luna. Anzi, speriamo che uno dei primi astronauti a salire su Lunar Gateway e, perché no, anche magari poi a scendere sulla Luna sia proprio l'italiano Luca Parmitano.
Ma non è finita qui perché oltre ai due moduli principali all'interno dei quali vivranno gli astronauti, HALO e IAB, in Italia viene anche costruito gran parte del modulo Lunar VIEW, che una volta si chiamava ESPRIT. Questo sarà un altro elemento pressurizzato più piccolo, ma dotato di finestre per osservare la superficie lunare e di una zona per lo stoccaggio di materiale. Anche questo sarà costruito in Italia. Infine, il Lunar Gateway sarà anche dotato di un airlock, cioè un elemento che permetterà agli astronauti di uscire dal Lunar Gateway per eseguire delle attività extraveicolari. La NASA ha affidato il progetto di questo airlock agli Emirati Arabi Uniti che a loro volta ne hanno affidato la costruzione a Thales Alenia Space in Italia, il cui ruolo per questo modulo sarà simile a quello svolto per HALO, che è poi stato completato da Northrop Grumman negli Stati Uniti.
Insomma, abbiamo capito che il Lunar Gateway sarà di certo una stazione spaziale internazionale che permetterà agli astronauti provenienti da tutto il mondo di vivere in orbita e accedere alla superficie lunare. Ma gran parte di esso partirà proprio da qui, dall'Italia, per poi raggiungere altre aziende o agenzie in tutto il mondo prima di partire poi per la Luna.
Abbiamo visto finora progetti sulla superficie lunare, oltre che in orbita attorno alla Luna, costruiti per gran parte oppure in collaborazione con l'Italia. Ma per favorire e mantenere questi progetti serviranno anche servizi aggiuntivi. Uno su tutti una rete di navigazione e comunicazione per la superficie. Questa è l'idea che hanno avuto Stati Uniti, Cina e anche l'Europa, cioè costruire una specie di GPS lunare per fare in modo che gli astronauti, ma anche la strumentazione autonoma sulla superficie, sappiano muoversi in autonomia e sappiano comunicare costantemente con l'orbita e poi anche con la Terra. L'Europa per fare questo ha lanciato il progetto Moonlight con cui verrà costruita una costellazione di satelliti in orbita lunare per attivare questi servizi. L'azienda italiana Telespazio sarà responsabile di gran parte del progetto e diversi satelliti saranno costruiti da Thales Alenia Space e da altre aziende sempre in Italia. Non sono ancora disponibili i dettagli di questo progetto, ma ci aspettiamo che nel prossimo decennio inizieranno a venire lanciati questi satelliti, forse anche un po' prima.
Infine, è giusto anche ricordare che l'Italia e l'Europa collaborano, quando possibile, anche con missioni lunari di altri paesi come la Cina. Uno strumento italiano, un rilevatore laser, era infatti presente, per esempio, a bordo della missione Chang'e 6, l'ultima missione del programma lunare cinese ad arrivare sulla Luna nel 2024. Si è trattato di uno strumento in grado di misurare con precisione la distanza tra il lander e la Terra e di conseguenza anche fra la Terra e la Luna. Speriamo inoltre di vedere collaborazioni di questo tipo, soprattutto a scopo scientifico, anche nei prossimi anni.
In questo video abbiamo visto e analizzato brevemente i principali programmi, missioni ed esperimenti a cui sta lavorando l'Italia nell'esplorazione lunare. Come avete visto, il nostro paese sta lavorando veramente a molte missioni. Alcune saranno fondamentali per il successo non solo del programma Artemis, ma anche dell'intera esplorazione lunare. Sono sicuramente molte le missioni ed esperimenti che vedremo nascere nei prossimi anni ed alcune di già attive non siamo riusciti ad inserirle in questo video concentrandoci solo sulle principali, ma nel caso fateci sapere qui sotto con un commento se ne manca qualcuna di particolarmente importante.
Di alcune di queste missioni parleremo e discuteremo anche ad Esplorazioni 2025, il primo evento di Astrospace che si terrà ad ottobre a Torino. Quindi se siete in città o avete opportunità di venirci, non fatevi scappare uno dei biglietti disponibili, ma nel caso i talk principali li troverete anche qui sul canale YouTube di Astrospace dopo l'evento, quindi non dimenticate di iscrivervi.
Nel frattempo grazie all'Agenzia Spaziale Italiana e al presidente Teodoro Valente per la disponibilità all'intervista e noi ci vediamo al prossimo approfondimento video o appuntamento live. Vi ricordo che ogni lunedì sera siamo in live qui sul canale YouTube per discutere le novità e gli avvenimenti più importanti dei 7 giorni precedenti. Vi aspetto quindi anche lunedì prossimo e al prossimo video. A presto.
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