📱

Get Our Mobile App

Take your business learning on the go!

Download on the App StoreGet it on Google Play

IL MOSTRO DI FIRENZE IL SUO SISTEMA LA NOTTE DEL MISTERO

LA NOTTE DEL MISTERO - THE NIGHT OF MYSTERY - 2:38:04

Transcription

Ehi, ehi! [musica] [musica] [musica] [musica] >> [musica] [musica] [musica] [musica] [musica] [musica] >> Giovedì 16 luglio in diretta su Florence International Radio. Come sempre la notte del mistero. Buonasera. Buonasera Daniele. Ciao. >> Buonasera Daniele. >> Ciao ragazzi. Buonasera a tutti. >> Buonasera. >> Buonasera Daniele. >> Ciao. Chi abbiamo in collegamento? Allora, >> allora io sono Vick. Ciao. Sono Vic e Whiteo. >> Poi gli altri si presentino. >> Allora, Valerio Scrivo. Buonasera a tutti. >> Poi c'è Emanuele >> Emanuele Sant'Andrea. Buonasera a tutti. E poi grigio, ma tutt'altro che grigio nel pensiero, Marco Covigliano. >> Grazie Vick, buonasera a tutti. [risate] >> Stiamo Stiamo cercando di collegare anche Stefano, ma abbiamo qualche problema tecnico. >> Stefano M ha promesso una sua presenza un po' più tardi nel corso della trasmissione, per cui lo aspettiamo con ansia perché il contributo suo sarà comunque è sempre molto nel frattempo pensavamo di poterlo aggiungere. Ci pensi tu, Emanuele, perché non ci >> Sì, lo seguo io, lo seguo io. >> Va bene. Quindi il discorso del backstage se ne occupa il nostro Emanuele. Dunque, stasera con questi ospiti, in realtà sono ospiti piuttosto comuni che presenti sempre spessissimo nelle nostre trasmissioni, parleremo del tema del serial killer unico, in particolare affronteremo le tematiche legate alla fine della diciamo la vicenda del serial killer, quindi perché ha smesso di uccidere a un certo punto dopo l'omicidio degli scopeti e poi andremo un po' ancora a indagare però con dettagli inediti, con situazioni inedite. Sul modus operandi anche un po' di aspetti legati alla figura del serial killer, alla profilazione e a tutta una serie di vicende che nel corso della della puntata si delineeranno e che potremo affrontare anche con gli ascoltatori. Ok. Chi di voi vuole iniziare la >> eh c'era che volevo chiedere una cosa. Daniele. >> Sì, dimmi. >> No, Daniele, volevo chiederti, siamo in diretta su YouTube, giusto? >> Assolutamente sì. Come sempre. Sì, sì. >> Allora, Vera e Riccardo ci sono. >> Certo, sono qua. >> Ci siamo. Ciao. Ciao a tutti ragazzi. Buonasera. Ciao. Eccoli qua. >> Buonasera. >> Ciao. >> Buonasera. >> Ciao Riccardo. >> Allora, innanzitutto invitiamo gli ascoltatori a iscriversi al canale YouTube della radio e a cliccare sulla campanellina perché vi arriveranno tutte le novità. E poi, Vera, se per cortesia ci puoi dare il numero di telefono. >> Sì. Al quale chiamare e non so se c'abbiamo anche un WhatsApp. >> Sì, allora il numero telefono della radio 055 247985 e chi vuole mandare un WhatsApp 347 8340042. Ricordiamo che anche questa sera per maggiore sicurezza dei nostri ospiti e della trasmissione filtreremo le telefonate, quindi risponderò io ed eventualmente qualora la telefonata dovesse essere interessante la passeremo in diretta. D'accordo, Riccardo, grazie. >> Purtroppo siamo stati costretti e quindi il cabarettista stasera non ci sarà, >> ma chi lo sa, chi lo sa. Vedremo >> perché ormai siamo abituati a questo. Vedremo la sua di cabarè. >> Vedremo la sua abilità a mimetizzarsi, a nascondersi in mezzo alla alla alla verdura. Vediamo cosa cosa cosa combina. >> No, ormai sai c'abbiamo c'abbiamo i ripeto, quei 5 minuti di cabaret. Va bene. >> Comunque io sono qua con il trio delle meraviglie, quindi adesso io aspetto dal trio delle meraviglie che mi facciano meravigliare. >> Allora, >> in questa serata >> Allora, io non so se se Stefano è già con noi oppure no. >> No, >> non ancora. Eh, Marco, Marco, tu non ti non ti si vede. >> Meglio, meglio. >> Lui è lui è meglio. >> È grigio, ma appunto sfavillerà nel suo nel suo pensiero. >> Grazie Vick, mi metti sempre in imbarazzo. Allora, no, io stasera, ecco, vedi, grazie. [risate] >> Stasera avevo intenzione di parlare di due argomenti che poi si ricollegano con quello che avevi detto, insomma, a inizio a inizio puntata. Sono due argomenti che nell'ultimo periodo hanno destato ehm parecchio interesse. Insomma, volevo rispondere anche alcune domande poi in merito che mi erano state fatte. Allora, il primo argomento è l'ultima intervista rilasciata da Natalino Mele. Io un po' di tempo che manco dalla radio, quindi ehm prendo questa insomma questo questo argomento che già era stato probabilmente discusso, ma non da me. Non >> Ragazzi, scusate, vi chiederei di non mandare messaggi tramite WhatsApp perché si vedono, eh sappiatelo. Io ve lo dico, poi fate che volete. >> Sì, si vedono su >> e si vedono su YouTube. Sì, sì, >> grazie. >> Ci tengo a fare una premessa. Allora, eh premessa fondamentale. Io m credo ovviamente nella sincerità delle dichiarazioni di questa persona quando rilascia questa intervista. Eh, arrivati nel 2020 credo che libero da ogni timore o pressione non abbia nessun motivo per mentire, anzi, come dice lui stesso, avrebbe tutto l'interesse a rivelare l'identità di questo omicida che gli ha rovinato la vita. Credo che questo sia sia una premessa eh fondamentale. Eh ora cerchiamo un attimino di estrapolare quelli che sono, a mia visita più significativi di quanto dice Natalino Mele. Allora, innanzitutto dice eh di ritenere di essersi svegliato a causa degli spari, ma di non aver visto nessuno. Ribadisce più volte, non solo che suo padre non c'era, ma che non c'era nessun'altra delle persone, diciamo, che vengono poi eh successivamente poi tirate in ballo, quindi, compresi i fratelli Vinci e altri. Eh dice di aver camminato lui da solo verso questa casa da cui vedeva appunto questa lucina da lontano. Ma soprattutto io credo che al di là di questo, insomma, l'aspetto che a me maggiormente ha colpito sono state alcune sue affermazioni molto molto forti. Mh. E qui cito direttamente lui dice, eh, "Ne verbali scrivono ciò che vogliono scrivere, ti martellano per farti dire ciò che vogliono loro." E qui, infatti, Natalino m ci racconta di aver subito negli anni pressioni psicologiche e anche fisiche. Addirittura ci parla di essere stato bruciato con un accendino. Questo questo è io ritengo sia siano fatti estremamente gravi e anche se credo che ormai chi ha commesso questi atti ormai non è più perseguibile ovviamente ce siano comunque gli estremi per la revisione di un processo. Ecco, questo è un fatto secondo me importante. Questo però è un discorso che ovviamente spetta ad altri fare, non a me è chiaro. Ecco, ai fini della nostra analisi invece credo che questa intervista sia estremamente indicativa di come sui tanto citati verbali attribuiti a Natalino, ma non solo, anche allo stesso Stefano Mele, di loro ci sia effettivamente solo la firma e che il resto, come poi già era stato argomentato più volte anche nelle puntate precedenti da me e Valerio, insomma, se lo siano aggiustato all' uso e consumo coloro che hanno redatti, purtroppo. Ecco, anche perché m considerazione mia personale ovviamente verrebbe da chiedersi, cioè se hanno fatto questo tipo di pressioni sul bambino verrebbe lecito chiedersi che cosa hanno fatto al padre. Ecco, dunque io per quello che mi riguarda ribadisco il mio convincimento, cioè già affermato altre volte, ovvero che non ho mai creduto nella coralità del Mele in questo delitto, anzi personalmente credo nella totale estraneità di Stefano Mele quello che riguarda questo duplice omicidio, >> quindi anche dell'assenza anche dell'assenza sul luogo del delitto. >> Assolutamente sì che fisica. Io credo proprio nella sua assenza fisica. Ci sono tutta una serie di elementi sia sul piano logico che sul piano pratico, che indicano un solo omicida presente sulla scena e costui non è di certo Stefano Mele, ovviamente. Ecco, ehm, tra l'altro, ecco, questa è una cosa che io non faccio mai perché io mi limito poi a mi limito, insomma, analizzare aspetti tecnici, però sono rimasto molto colpito da da questa da questa intervista e ci tengo a manifestare la mia solidarietà a questa a questa persona, insomma, per tutto quello che ha dovuto subire, perché, insomma, ecco, qui purtroppo l'impressione che io ho avuto da questa intervista molto forte è che questo povero ragazzo abbia abbia incontrato due mostri. Due mostri, cioè il primo è quello che gli ha tolto la madre, il secondo purtroppo è quello che gli ha tolto il padre e questa è una cosa che emerge, devo dire, in maniera molto significativa. Tu sai, Marco, che chiaramente in in questi giorni invece molti dati ti vertono proprio sulla impossibilità dell'assenza di Stefano Mele da loro del delitto, cioè ho sentito recentemente proprio alcune eh osservazioni molto, come dire m argomentate su >> Guarda, >> aver sentita anche tu probabilmente Marco. Eh, diciamo, io l'ho sentito in passato negli ultimi tempi, non sono non mi sono, diciamo, non sono rientrato in questo argomento specifico. Io personalmente, come tu sai, ho tutta una serie di motivazioni, poi ovviamente io parto dal dal mio, nel senso dal mio campo, >> che è quello legato alla criminalistica. Eh, tutti gli elementi di questo omicidio non indicano, non c'è niente che indichi la presenza di più persone sulla scena del crimine. Però io a questo punto volevo anche indicare quello che è un po' purtroppo un mal costume, chiamiamolo così, un po' italiano. Cioè, diciamo questo è un fatto secondo me che negli anni poi ricorre. Cioè il problema, purtroppo, è che quando viene uccisa una donna qua da noi, eh, la prima persona che vanno a cercare è il marito. Se non c'è un marito vanno a cercare un fidanzato, se non c'è un fidanzato cercano un amante. Allora, che qualche volta è anche vero, per carità, cercare un amante che qualche volta >> succede che il appunto siano mariti, fidanzati, amanti, ma non è sempre così. Ecco, e quindi se torniamo al discorso relativo al serial killer unico, eh è chiaro che eh il legame che questa persona poteva eventualmente avere con la vittima femminile in questo caso, perché come voi sapete io ritengo che ci fosse stato un sicuramente una conoscenza di tipo unilaterale da parte sua. Sì, probabilmente ritengo anche possibile che ci fosse un tipo di conoscenza bilaterale, cioè che la conoscesse l'omicida, però questo non significa, appunto, che fosse il marito o l'amante o il fidanzato, ecco, quindi era ovviamente un tipo di legame meno visibile che non è stato individuato e che di conseguenza poi ha portato a quello che ha portato, perché io ho detto chiaramente, insomma, ritengo che purtroppo martirerò molte antipatie dicendo questo, ma insomma va bene, nel senso è normale se uno deve esprimere in opinione, poi c'è chi piace a chi non. Io sono dell'idea che un po', diciamo, quello che succede un po' con il mele è un po' lo stesso che succede col Pacciani, cioè nel senso questi due individui non sono sufficienti a riempire le lagune investigative che lasciano perché a mio avviso sono estranei a questi fatti e quindi di conseguenza ovviamente non colmano queste queste lagune investigative e di conseguenza l'indagine si allarga a macchia d'olio su altri individui che poco c'entrano con queste con queste vicende, vedi, ecco, appunto, Mele e Mucciarini che sono stati detenuti per un periodo, insomma, per me anche troppo lungo quando poi in realtà erano totalmente estranei a questi fatti. Inco a Natalino ci ribadisce anche questo concetto. Ci hanno arrestato i miei zii perché ma non c'era niente poi effettivamente se non probabilmente una serie di confessioni che sono state poi purtroppo è brutto dirlo insomma e storti in maniera credo insomma ecco tutt'altro che corretta insomma. Marco, Marco, quindi sarebbe importante provare ad allargare la conoscenza della vita di Barbara Locci, di capire quali possono essere altre persone con le quali è venuta in contatto, perché noi abbiamo >> Assolutamente >> nei suoi confronti abbiamo nei suoi confronti abbiamo pochissimi dettagli. Recentemente ha provato Francis, Trinipet, a tracciare una biografia più che altro però basata su elementi indiretti di Barbara Locci ed è emerso anche però qualcosa, però non tantissimo. È stato importante allargare un po' il quadro. Francis, se è un po' che non lo sento, mi piacerebbe sentire quello che ha quello che ha scoperto. Sicuramente è un lavoro molto difficile perché questa ecco questo era un qualcosa che andava fatto all'epoca. Se all'epoca, invece di gettarsi sul marito e sugli eventuali amanti avessero, come dici tu, allargato un pochettino questo cerchio, probabilmente, dico probabilmente non è detto perché ripeto, è anche possibile che questa persona sia rimasta nell'ombra, quindi si fosse limitata semplicemente ad osservare, non ad entrare direttamente in contatto, però forse sarebbe emerso qualche cosina. Purtroppo, ripeto, quando tu inizi male una cosa, il proseguo poi di quella cosa non può che portare. È come quando tu sviluppi un'equazione, no? Se tu sbagli il primo passaggio, poi tutti i passaggi successivi saranno sbagliati perché devi tornare indietro all'inizio. Però giustamente come Francis che sta sviluppando questo lavoro si sarà reso conto a distanza di 50 anni andare a a ritrovare testimonianze, documenti e quant'altro è veramente un lavoro ancora. Peggio ancora quando conosci il risultato perché l'hai letto e devi farlo tornare per forza. Eh, bravo. E questo purtroppo è Valerio, dice spesso che noi abbiamo un vantaggio, cioè che è quello di partire non avendo nessun colpevole e infatti noi quello che facciamo è cercare di esaminare dei dati e cercare su quelli di sviluppare un ritratto eh psicofisico. Noi non abbiamo un nome e un cognome, quindi eh ci limitiamo. È normale che se tu hai già un colpevole, come dice lo stesso ha detto più volte Valerio, questo poi in qualche modo ti ti può portare, come dici tu, a Esattamente quello che hai detto. Sì, >> esatto. La soluzione che ti induce poi a trovare i risultati forzati. Sì, sì, ma infatti. Bravo. Ma cioè, ma poi ripeto, anche in questo poi ci sono ogni ovviamente anche questo è soggettivo. Io mi sono confrontato con molte persone che hanno idee diverse dalla mia. C'è sempre stato massimo rispetto e dialogo e quindi c'è chi mentalmente poi è aperto a considerare anche altre idee oltre la propria. Purtroppo invece c'è chi invece poi pur di continuare sulla propria via insomma sarebbe disposta a negare anche la legge di gravità insomma. Ecco, questo ne ho sentite un po' di tutti i colori, però ripeto, per fortuna, insomma, la cosa importante secondo me in questo contesto c'è sempre un confronto pacifico e costruttivo, perché, insomma, va bene che la pensiamo in maniera diversa, l'importante è che ci sia sempre un confronto che abbia, insomma, non uno scontro ma un confronto. Ecco, questo è il primo argomento, insomma, che volevo un attimino sviluppare. Io, come tu sai, ho fatto tutta una ricostruzione mh delitto del 68. Ovviamente adesso non ne parlo perché, come ho spiegato non mi metto a le ricostruzioni per quello che riguarda la criminalistica non le faccio qua in radio, però ecco io come ho detto ho m identificato un'unica persona presente sulla scena del 68 e c'è un unico punto oscuro. Ecco, questo volevo un attimino Marco, certo. >> Devo un attimino parlare, poi sentiamo anche Valerio e >> Emanuele cosa ne pensano. Ovviamente anche il vostro parere, tu e di di Daniele. Allora, eh Natalino dice "Io devo essermi svegliato per colpa degli spari". Ehm, quindi è una sua eh considerazione che lui fa in maniera insomma molto spontanea. Però, ecco, la cosa l'unica cosa che a me lascia un po' perplesso, l'unico punto oscuro è m come mai, visto che io ritengo, ho dei motivi, insomma, per ritenerlo questo questo fatto, che ci sia stata una, anche se ovviamente miera molto molto più meno importante rispetto agli altri delitti, ovviamente. Qui parliamo di cose minime, però insomma c'è stata una manipolazione da parte dell'omicidio del cadavere della della vittima femminile che può essere stata roba anche di pochi secondi. Per carità, non voglio dire che chissà quanto ci sia soffermato per fare questa queste operazioni, però ecco m la diciamo l'elemento che mi rimane oscuro è questo, cioè come mai successivamente agli spari e quindi il fatto che questo bambino si sveglia non vede appunto non vede l'omicida. L'omicida non venga visto. Ripeto, io non sono né uno psichiatra ovviamente né uno quindi non ho io posso limitarmi per quello che è il mio campo, a fare una una considerazione sull'acustica dello sparo e ritengo sia importante perché avviene all'interno, insomma, dell'abitacolo di un'autovettura, quindi e il rumore è più che fastidioso, quindi dovrebbe oltre che svegliare anche tra virgolette magari fastidire, non è solamente rumore che insomma sveglia, ma molto forte. Però, ecco, questo bambino, questo adulto, ormai adulto, dice di appunto di ricordare semplicemente di essersi svegliato, appunto, già delitto avvenuto e quindi di non aver visto nient'altro. Questo, per quello che mi riguarda, è l'unico elemento che mi è oscuro e quindi ecco, ne parlavamo anche oggi con Valerio, quindi non so se loro hanno qualcosa da dire in merito, voi avete qualcosa da dire in merito a questa cosa >> e sentiamo magari Valerio cosa dice di questo. >> Sì, prima volevo chiedere a Daniele se presumo che andremo senza senza la fascia, vero? >> Assolutamente. Vai, vai, tranquillo. >> Andiamo dritti, andiamo dritti. F si va diritto. >> Ok, va bene. >> Vai. >> Se poi a qualcuno scappa la pipì me lo dica. Mando un pezzo. Se a qualcuno scappa la pipì me lo dica. Mando un pezzo musicale. Eh, eventualmente. [risate] Ecco, >> già è successo. Daniele, >> se tu mandi un pezzo musicale tipo anche di 2 minuti ogni mezz'ora noi ci ci come dire facciamo un po' il punto della situazione e ripartiamo. >> rigeneriamo. Capito? Voi chiedete, io faccio. Ok. >> Ok, va bene. Fai anche per su richiesta richiesta eventualmente. >> Come Vick? No, no, non ero io che parlavo adesso. >> No, ero io. Daniele, ci mandi anche pezzi su richiesta eventualmente. Assolutamente sì. >> Grande. >> Certo. >> Vabbè, io ho la playlist gigantesca, quindi se volete posso dare dare sfogo a tutti i miei a tutti i miei desiderata. Io c'ho un archivio che parte dagli anni 40 fino a oggi. Fate voi. >> Meravigli meraviglioso. Perfetto. >> Si, si va dalla lirica alla sinfonica al rock a rock abbigliato, tutto quello che volete. >> Inarrivabile Daniele, inarrivabile. Su questo. >> Grazie. [risate] >> Eh sì. >> Ogni tanto mandalo un paio di minuti. Allora, Daniele, >> qua quando vuoi. >> Ok. Per quanto riguarda invece la questione affrontata da Marco, poi però dobbiamo parlare un po' del motivo per cui avrebbe smesso questo assassino. Allora, lui non può Natalino non può essere. >> Valerio, facciamo l'inizio adesso e poi Ah, >> sì, sì, sì. Sì, sì. Eh, dicevo, per quanto riguarda Natalino Mele, non può essersi svegliato agli spari. Lui lo dice oggi perché sicuramente gli avranno fatto una testa così tutti quanti, i carabinieri, i familiari. Lui stesso ci avrà ripensato, come hai fatto a non sentire gli spari? Però noi dobbiamo riportarci non ad oggi, ma al 1968 quando lui si presenta a casa De Felice non nomina gli spari. Tant'è che De Felice pensa che ci sia stato un incidente stradale. Lui non parla degli spari né coi carabinieri né col magistrato durante la notte. Non parla perché non si è svegliato agli spari. Perché non si è svegliato? Come facciamo a dirlo? Perché se si fosse svegliata gli spari avrebbe visto chi sparava, avrebbe sentito nulla della madre, avrebbe visto più persone se c'erano più persone. Come fa a aver sentito gli spari e non nominarli? E poi gli spari penso che sarebbero stati spaventosi per un bambino. Avrebbe visto la madre mentre moriva, mentre veniva uccisa. E questo lui non ne fa nessuna menzione con con De Felice. Questa è una cosa che lui ci ha ripensato dopo, lo pensa adesso. I suoi ricordi non sono più quelli ovviamente di quando aveva 6 anni e mezzo. Lo dice anche ora. Dice forse m'hanno accompagnato, forse no. L'unica cosa che dice, la certezza che ci dà, ma che l'ha sempre data alla fine, l'ha sempre dato dall'inizio che lui non ha visto nessuno, non ha visto il padre, non ha visto nessuno, la strada se l'è fatta da solo, possono dire tutto quello che si vuole che i famosi calzini che non sono strappati, non sono strappati, non ci sono feriti sul sui piedi di Natalino, non importa. Quello che importa è quello che questo uomo ci dice è l'unica l'unico testimone di un omicidio del mostro di Firenze. Aveva 6 anni e mezzo, oggi ne ha 58 e ancora oggi lui dice io mio padre non l'ho visto. Non l'ho visto nessuno. Ma questo non è una cosa assurda che dice perché in un'analisi criminologica in effetti non può essere non può essere che Natalino abbia assistito e non abbia detto nulla perché a 6 anni anno e mezzo per quanto tu possa manipolare un bambino, beh, insomma, poi non come fai a lasciarli in mano a un'ora dal delitto, eh, in mano ai carabinieri, al magistrato, a degli estranei? Poi quando andrà in collegio, anzi non fa un trofio, non non dirà mai che il padre era sulla certo. Lo dirà, lo dirà quando quando mi sembra Marco Ferrero lo minaccia e gli dice, "Guarda che se tu non mi dici esattamente come stanno le cose, io ti rifaccio fare il cammino dell'altra sera di notte senza scarpe." Le scarpe non ce l'ha. Le ciabattine troviamo all'interno della macchina sotto il sedile del passeggero che è reclinato, quindi lui non avrebbe potuto vedere, ammesso che ci avesse pensato, ma 6 anni e mezzo credo che uno pensi una cosa del genere, non poteva recuperarli in quel momento, non non l'ha proprio vista queste ciabattine. Quindi lui non ha assolutamente sentito gli spari, non ha visto nessuno e si è avviato credo in direzione della macchina. Ecco perché è andato in quella direzione, non nella direzione opposta. Per adesso aveva una possibilità al 50%. O andava a destra o andava a sinistra e lui ha preso la strada. Credo che sia stato influenzato dal fatto che la macchina era in quelle direzione. Lui ha pensato istintivamente andare nella stessa direzione dove era girata la macchina. È andata bene a questo bambino perché forse se avesse preso la direzione opposta e chi lo sa che mai una macchina non lo metteva sotto perché quella non era una strada illuminata. Mentre dove arriva la via dove sta De Felice è una via almeno almeno l'illuminata e lui se lo ricorda la luce. Si ricorda veramente il campanello, quindi le cose se le ricorda ricordo di dei De Felice. Dicevo, è l'analisi che ci porta a escluderlo perché se lo includiamo, se diciamo che ha visto l'assassino, allora dobbiamo pensare che in qualche modo non l'ha detto all'epoca, non lo dice adesso. Dice adesso dove il padre è morto e Francesco Vinci è morto. Salvatore Vinci non sappiamo se vivo o se sia morto, ma poi che gliene importa Natalino Mele di Salvatore Vinci. Ma perché non dovrebbe fare il nome di quest'uomo che lo ha rovinato? L'avrebbe rovinato. L'avrebbe rovinato perché ha ammazzato la mamma, il padre è andato in galera, lui è andato in orfanatrofia. Qual è il vantaggio di questo ragazzino all'epoca è uomo oggi nel nel non dover dire la verità? Cosa ci avrebbe da guadagnare? Cosa c'è da guadagnare? Niente, non c'è proprio nulla da guadagnare. Il problema è, come diceva prima Marco, hanno subito pensato al marito, non hanno fatto, non è che abbiano sbagliato in questo, perché è giusto che uno pensi che possa essere stato un conoscente della Locci. Non è che si sapeva che c'era un serial killer all'epoca, nessuno poteva immaginare questo. Sta di fatto che era assolutamente improponibile Stefano Mele come assassino unico, anche se il dubbio è rimasto però perché al processo lui viene comunque condannato per aver partecipato all'omicidio in concorso con ignoti. Però mi sembra che lo dicesse proprio Daniele l'altra la settimana scorsa che l'idea teorica potrebbe anche essere stato lui da solo. Non aver trovato la pistola, non aver avuto un mezzo di locomozione, diciamo, veloce, ma questo non lo escluderebbe. Cos'è che lo esclude? Lo esclude, lo esclude ciò che verrà dopo. Altri sette duplici omicidi, stessa pistola, stesse cartucce, stessa vittimologia, stessa stessa zona intendo la provincia di Firenze, stesse modalità, stessa tempistica, stesso siamo sempre comunque in estate, nei mesi caldi per coppie che appartano, luna nuova, ci sono troppi elementi in comune. Noi dobbiamo pensare che la coppia Bianchi è stata uccisa ad agosto, quindi nei mesi estivi e chi farà i gli altri sette duplici omicidi per caso sceglie i mesi estivi? Per caso sceglie coppie che si appartano, per caso sceglie ehm ehm giorni in prossimità della Luna nuova. Ci sono per caso poi che fa? Utilizza la stessa pistola, le stesse cartucce. Questo pensare che l'assassino del 1968 abbia compiuto il delitto di Barbara Locci in concorso o almeno diciamo su istigazione oppure perché è pagato da qualcuno e poi continua una serie indipendentemente da quello. Non si capisce neanche perché. Perché io, diciamo, sicario prezzolato, tu mi paghi per uccidere la Locci oppure decidiamo in qualche modo per motivi di onore di ammazzare la Locci, ma poi perché dovrei commettere la serie? Perché dovrei cos'è cosa è scoppiato in me per cui io dovevo poi proseguire un percorso di questo genere? Che poi questo assassino strano rispetta proprio quello di un serial killer solitario, cioè c'ha i cooling off, c'ha fa c'ha fa queste scissioni, fa quel macello alla alla povera Stefania Pettini. Ma perché? Cosa c'entra il fatto che io abbia ucciso eh Antonio Lo Bianco e Barbara Locci per motivi non maniacali? Ma cos'è che mi fa diventare maniacale? Poi la risposta è perché quell'omicidio lo ha talmente eccitato che lui poi da quel momento in poi compie, diventa serial killer, ma si diventa serial killer in tenerissima età. Non si diventa serial killer perché ammazzo una coppia e divento serial killer. Assolutamente no. Le fantasie di questo serial killer sono sono veramente difficili da interpretare, però le conosciamo in qualche modo. Sappiamo che la sua preferenza va verso verso le coppiette. Sappiamo che in qualche modo uccide l'uomo perché può essere un pericolo, ma non solo. Poi gli dà pugnalate e post mortem molto molto più violente e numerose rispetto alla donna. Quindi in qualche modo un serial killer ben strutturato e questo serial killer sembrerebbe che non abbia niente a che fare e con un omicidio d'onore o per soldi riguardo a quello del 1968, però è vero che il 1968 è anomalo rispetto alla serie perché perché non abbiamo le scissioni, perché non abbiamo le pugnalate post mortem, però è anche vero che c'abbiamo un ragazzino, però è vero che c'abbiamo un bambino che lui non può aver calcolato qui, forse Marco non non ci troviamo. Io non lo so se io sono d'accordo con quello che hai detto fino adesso, eh, sono completamente d'accordo. Credo che No, io non sottovaluto la presenza del bambino come deterrente per un'eventuale poi fase successiva. Eh >> no, dicevo che lui possa aver >> Io penso che se avesse visto il bambino a bordo non avrebbe mai colpito. >> Ah, in quel senso. Sì, ho capito adesso. >> In questo senso perché il bambino rappresenta un un gran problema per lui. Innanzitutto non è più una coppia solitaria che appartiene, ma c'è un bambino. Poi lo dovremmo vedere in una visione quasi moralistica, cioè io t'ammazzo perché c'hai un bambino a bordo. Io credo che lui Natal non l'abbia proprio calcolata e poi c'è il rischio di di che potrebbe ucciderlo sia in fase d'attacco, cosa che non accade perché Natalino dorme, ma potrebbe ucciderlo anche dopo, no? Magari si sveglia mentre lui è lì e che fa a quel punto è costretto a ucciderlo in qualche modo. >> Valerio, Valerio, scusa un secondo. E come come concigli quello che diceva Marco che io trovo interessante? Cioè quel punto oscuro per cui la ricomposizione anche parziale del cadavere di Barbara, ehm la permanenza, insomma, del killer sul luogo del delitto, sempre quindi a bambino addormentato. Tu m >> Eh, però non sappiamo la manipolazione dei corpi quando si è avvenuta. Allora, io credo che la prima cosa che lui ha fatto è quello di credo, poi Marco questo lo sa meglio di me, non so se la Locci è uccisa ed è finita sullo Bianco. Io credo che lui la prima cosa che abbia fatto quando ha aperto lo sportello, penso che è successo così, no Marco, lui deve aver aperto lo sportello del del guidatore e ha ammazzato la Locci. Lui a un certo punto apre lo sportello del guidatore. Ehm, sulla tempistica il discorso qua diventa un po' più complesso. Comunque ripeto, io ribadisco la mia convinzione data da alcuni elementi, che lui a un certo punto apre questo sportello per attuare un certo tipo di manipolazione sul cadavere della Locci. Ecco questo. Se poi questo sportello ci sono, diciamo che la il delitto del 68 ha due aperture, io ho ipotizzato due possibili, diciamo, ricostruzioni. Ecco, questo adesso non entro nello specifico, però c'erano non una sola possibilità, ma più di una. Ecco, però, scusa Valerio, dicevi ho divagato? No, dicevo comunque lui ha aperto lo sportello per uccidere, non so, diciamo per uccidere la Locci o per uccidere Lo Bianco. Comunque lui ha aperto lo sportello per sparare, presumo, diciamo, io mi limito a dire che ha aperto lo sportello, non sul discorso che ha aperto lo sportello per sparare, su questo mi tengo diciamo non sarei proprio così, non ne sarei proprio così certo. Comunque diciamo che è una possibilità questa. C'è un'analogia per esempio con con Borgo San Lorenzo con con Rabat. Anche lì c'è l'apertura dello sportello, se non ricordo male. >> È così. >> Sì, anche lei è stato aperto, almeno secondo la ricostruzione di Zuntini, lui avrebbe aperto lo sportello del passeggero in stavolta. Sì, >> però quello che voglio dire, Marco, in ogni caso lui lo sportello lo ha aperto. >> Sì, sì. Io ne sono assolutamente e e la Locci presenta dei colpi di delle ferite d'arma da fuoco sul dorso, quindi era girata di spalle la Locci. Ehm lì poteva esserci un discorso, diciamo, di torsione. Poi il discorso sai qual è la diciamo l'aspetto complesso nel ricostruire poi una dinamica omicidiaria che avviene con armi da fuoco è che attraverso i tramite si può cercare di individuare la posizione, ma la posizione delle vittime è in continuo mutamento perché immaginiamo che a meno che il soggetto non venga ucciso nell'immediato, c'è una reazione da parte della della vittima che è fatta oggetto di colpi d'arma da fuoco. Questo può creare delle problematiche interpretative perché ovviamente abbiamo a volte dei dati che possono apparentemente sembrare discordanti, cioè quindi abbiamo magari un proiettile che va in una direzione, quello che poi va in un'altra, però lì sta a cercare proprio la, diciamo, di ricostruire quello che può essere stato tutto quanto il movimento che la vittima ha attuato dall'inizio della fine. Che dici, Valerio? >> Che a volte va via la voce o sono io che non la sento e quindi andiamo. >> Voi mi sentite? >> Sì, sì, sì, ora sì, Marco, ora sì. >> Dicevo, eh bisognerebbe considerare sempre tutto quanto la tutto quanto il movimento che la vittima attua, diciamo, dall'inizio dell'attacco fino alla fine, fino a quando non viene non viene terminata poi la morte. Quindi a volte possono a volte dei, diciamo, degli elementi che noi troviamo poi per quello che riguarda la balistica terminale sui corpi possono apparentemente sembrare fuorvianti, invece poi c'è sempre una logica e diciamo che m in alcuni casi bisogna tenersi aperti a più possibilità, cioè risulta difficile eh determinare un unico tipo di ricostruzione, però Però poi anche su questo possiamo fare un discorso poi di, diciamo, possiamo fare un discernimento perché possiamo dire ovviamente questa possibilità è più probabile rispetto a un'altra anche qui per vari aspetti diciamo logici. Ecco >> la ricomposizione del corpo. Ricomposizione poi forse è una parola un po' forse non è una vera e propria ricomposizione. Dicevo, lui deve aver preso la Locci, l'ha messa sul sedere passeggero, eh, scusami, sul sedere di guida, perché presumo che sia caduta sull'o Bianco e lui aveva ha bisogno in qualche modo di andare a fare qualcosa allo Bianco. Quindi prende sta donna, apre lo sportello, la mette sul Non so se in questo movimento che lui fa, che fa compiere alla la donna, se la donna aveva il vestito un po', diciamo, che si era se l'era un po' abbassato, non so se in questo movimento che fa fare alla vittima ormai cadavere, può aversi può essersi un po' rialzato il vestito. Io questo non lo so perché non ho idea di come fosse vestita la Locci sta di fatto che lui comunque il bimbo lo vede e quindi non sappiamo se poi lui ricompone la la Locci guidando, diciamo, per un senso di colpa nei confronti del bambino, perché serial killer un e questo ce lo dice proprio Andrea. Se Andrea, scusate. Emanuele >> Emanuele >> Emanuele sì, quando parla dei cooling off dice i cooling off possono essere dovuti a un senso di colpa. Sbaglio, Emanuele? >> Sì, è plausibile. Un senso di colpa o paura? >> Ma in questo caso ammesso che avesse avuto un senso di colpa. Non ha avuto certo un senso di colpa nei confronti del di questo. Uno perché la Locci porta questo questa collanina e non ho capito se meno un crocifisso e quindi non sembra che abbia tutto questo senso di colpa nei confronti della donna, ma nei confronti del bambino potrebbe averla avuto un senso di colpa, quindi la mette in posizione come se come se in una posizione naturale la Locci in qualche modo eh per quello che gli è possibile. Non fa la stessa cosa con Lo Bianco perché non può farlo, perché a quel punto è costretto ad andar via che non qualunque cosa avesse avuto intenzione di fare si ferma. Si ferma nel momento in cui io credo che lui il coltello ce l'avesse. Secondo me lui ha aperto lo sportello lato passeggero posteriore, quello posteriore, quando ha aperto lo sportello e lì si trova proprio Lo Bianco. Lui ce l'ha proprio di fronte. Penso per dargli qualche pugnalata, ma ecco che ti vede questo bambino che dorme e questo che deve fare a quel punto non è che si mette lì a pugnalare Lo Bianco. La la magari ci riflette un po', prente abbandona, lascia che deve fare? È costretto a fare così perché se lui prosegue nella sua nelle sue manipolazioni, il bambino prima o poi si sveglierà. Infatti si sveglierà e a quel punto che deve fare? O lo uccide o non ha altra soluzione. Quindi, piuttosto che ammazzare il bambino, preferisce andarsene. Bisogna vedere, semmai, se questo errore che ha fatto del bambino in qualche modo abbia influenzato la sua azione futura nei sette omicidi che ci saranno dopo. Lui se prima ha premunito di di osservare se poteva o meno esserci un bambino a bordo, ha fatto qualcosa del genere, quindi magari non ha agito subito come ha fatto il 68, ma prima si è studiato ben bene la situazione. Questi erano molto più giovani quelli che ha ammazzato dopo >> rispetto alla all'Occano 10 anni 10 da 5 10 anni meno avevano ragazzi. A parte l'ultima coppia, però l'ultima coppia c'aveva un seggiolino di bambino nella macchina. Non so se lui magari prima di la coppia è andata a vedere la macchina oppure si è messo semplicemente a sentire cosa stava succedendo all'interno della tenda. Se i due stavano facendo l'amore, non credo che si sia creato il problema che ci potesse essere un bambino all'interno di una tenda così piccola, già ci stavano due persone. Quindi lì ha attaccato e basta. E poi comunque erano passati 17 anni e può darsi che la presenza di un bambino non l'avrebbe più, diciamo, stracciato, traumatizzato, preoccupato come 17 anni prima. Forse era diventato più spietato, forse non gli sarebbe importato più niente di un bambino 17 anni dopo. >> Sì, era la fine di un percorso, quindi lui stesso sapeva probabilmente di essere in fondo al suo suo percorso. Anche questo potrebbe essere una un'ipotesi. E una cosa che un'altra cosa che ho sollevato Marco, di cui volevo chiederti l'opinione, Valerio, il fatto che potesse esserci una conoscenza unilaterale con con la Locci o bilaterale assomiglierebbe un po' alla tua visione del del dell'omicidio di Rabat, questo, no? Cioè una possibilità No, >> io non lo credo questo Vicky, non lo credo. Non lo credo perché secondo me la vittimologia del mostro di Firenze è diversa. Lui, le sue vittime sono tutte giovani donne, ragazzine. In pratica lui ammazza giovanissime perché lui, secondo me, nella stessa età, lui non è che vuole ammazzare due amanti, lui vuole ammazzare due fidanzatini. È questo il suo il suo scopo. La Locci, secondo me, fa parte di una categoria che lui disprezza in qualche modo. Disprezza le donne, ma disprezza specialmente, credo, eh. Perché penso che lo disprezzi? Per via del crocifisso, lo dico del crocifisso, se c'aveva un crocifisso, non lo so, il fatto che lui si tratta questa questa collanina alla Locci e non mi sembra che lo faccia in altre occasioni, forse lo fa nell'84, ma lì è stata anche trascinata per i piedi la la Montina, quindi non so se si è spezzata la collanina in questo caso, >> però in quel caso Valerio, se ricordo bene, credo di sbagliarmi, sembra che poi il crocifisso non venga proprio ritrovato in quel caso lì. Diciamo sono due elementi che fanno ripetere. >> Eh, questo però io non lo so. Non lo so, perché io purtroppo le carte non ce l'ho e non so se è vero che non che non viene mai ritrovato, >> però come dicevi tu l'aspetto centrale è questo Natalino. È questo Natalino che non è che lo dice oggi, è come se avesse sempre detto, ha sempre dichiarato nella sua vita è stato mio padre, è stato, a parte è stato mio padre che non so se l'ha detto quando era piccolo e come dicevi tu, insomma, tu prendi un bambino, gli fai un interrogatorio come se fosse un adulto, lo minaccia, lo tenevano, dice che lo tenevano 12 ore, ha dichiarato che lo tenevano anche 12 ore, >> però questo quando era più grande, secondo me, si riferiva quando era più grande >> Sì, probabilmente da adolescente. Sì, quando era >> però quando era adolescente veramente non era più adolescente, aveva una ventina d'anni. >> Sì, 82. Sì, sì. Ca c'ha 23 anni, 19. Sì, sì, più grande, >> però anche lei ha subito una tortura perché perché eh sia lui sia Stefano Mele, vedi come quello che dicono separatamente queste due persone poi alla fine ci fanno capire com'è che facevano le indagini anche >> nell'82, non solo nel nel 68, >> cioè sia Stefano Mele e sia No, Natalino cosa ci dice? Mi facevano vedere le foto delle vittime. Cioè io vedevo ste ste povere ragazze squartate, uccise, sparate, pugnalate con i ragazzi perché me lo faceva vedere Rotella, perché mi voleva, insomma, mi voleva dire "Se tu sai chi è l'assassino me lo devi dire, me lo devi dire" e quindi era un modo, come dire, >> attuazione di pressioni psicologiche ovviamente che potevano poi determinare delle ovviamente delle reazioni non ma ripeto, poi da ripeto, lui lo dice chiaramente, cioè sembra Ma quello che lui dice, insomma, che questi queste dichiarazioni >> Stefano Mele dice dice la stessa cosa, però >> Sì, sì, ma infatti >> Stefano Mele dice che gli hanno fatto credere che Natalino era stato rapito dal mostro e che forse era stato addirittura ucciso perché perché l'hanno capito che Natalino, scusami, no, Natalino Stefano Mele intelligenza, quindi lo vogliono spaventare, lo vogliono far parlare perché sono convinti che lui sappia chi sia l'assassino. Quindi tutti i mezzi sono buoni. Ragazzi, abbiamo una chiamata, eh. >> Ok, >> ok, >> va bene. >> Pronto? >> Buonasera. >> Buonasera. >> Buonasera. >> Buonasera. Michela. >> Volevo fare una domanda a tutti gli ospiti. >> Sì. >> Allora, volevo volevo chiedere il modus operandi di questo assassino. Stavo ascoltando un po' anche la vittimologia che praticamente si era specializzato nelle coppie. Quindi, eh, mi sentite? >> Certo. Sì, sì, vai, vai, vai. >> Allora, quindi il movente non era solo sessuale, cioè c'era qualcosa in più. Mh, c'era non solo un fatto sessuale, >> un'idea di punizione, dici per esempio una moralizzazione, una cosa del genere. Anche, ad esempio, volevo chiedere, ci sono vari tipi di perversioni in questi assassini? Quali tipi di perversioni possono esserci? >> È una domanda che sicuramente apre scenari amplissimi, direi. >> Direi, però magari una risposta sintetica riusciamo ad averla. Sì, ma guarda, io mi riallaccio mi riallaccio per rispondere a quello che ci ha chiesto >> eh l'ospite telefonico. Mi allaccio un po' a quello che

ha detto Valerio prima, riprendo un po' dal discorso che ha fatto prima relativamente alla presenza del bambino e al fatto se l'omicida fosse o no a conoscenza, sì, della presenza. Allora, io non escludo questa ipotesi di Valerio che dice probabilmente l'omicida non sapeva che il bambino ci fosse. Io io propendo più per l'ipotesi che l'omicida fosse perfettamente invece a conoscenza della presenza del bambino. Credo anzi che quello sia stato l'elemento scatenante che l'ha fatto insomma che gli ha fatto scattare la molla.

Perché? Perché secondo me più che un discorso vittimologico sull'età, ehm, diciamo sullo stile di vita, lui secondo me intendeva più che altro attaccare, punire un certo stile di comportamento, cioè queste coppie che manifestavano liberamente questa, diciamo, chiamiamola libertà sessuale, questo, insomma, questa sessualità e che a lui ovviamente scatenava i suoi demoni interiori.

E per quello che riguarda le patologie, le eventuali perversioni, credo, e questo infatti adesso poi era il secondo argomento che voleva affrontare, credo che uno degli aspetti, insomma, cardine della sua patologia fosse proprio l'elemento feticistico, perché tutto quello che lui fa successivamente all'omicidio è relativo al al feticcio, sia uccisioni, ma anche tutta una serie di comportamenti che lui attua poi sulla scena del crimine.

E che quindi eh >> Ma il feticismo è un tipo di perversione? È un tipo di perversione comune nel serial killer, estremamente comune nel serial killer, però in questo caso qui diciamo che è >> eh però nel primo caso cioè feticismo, eh col cioè eh >> Allora, se lo chiede a me personalmente, io credo >> credo che il primo delitto sia un delitto embrionale, >> nel senso questo a volte capita. Serial killer non sempre manifestano da subito appieno quella che poi è l'evoluzione delle loro fantasie.

A parte che, come dice giustamente Valerio, il bambino può aver fatto da da deterrente. Cioè è chiaro che ovviamente questa presenza potrebbe averlo distolto da delle intenzioni che magari poteva avere, ma anche non può darsi semplicemente che lui non ci sia arrivato. Io ho sempre detto che secondo me lui fa una parabola evolutiva per quello che riguarda poi i suoi i suoi comportamenti sulla scena. Cioè, se noi vediamo, per esempio, il delitto del '74, ci rendiamo conto come sia differente da dal delitto del '68 il suo comportamento, ma anche da quello di tutti gli altri delitti successivi.

Quindi è come se lui è un po' come una sorta di di crisalide, no, dove lui piano piano sviluppa all'interno di questa crisalide queste sue fantasie che poi si liberano in maniera graduale. Il primo delitto è quello più pulito, tra virgolette, dove lui, appunto, non attua o >> però ce l'aveva già le fantasie, cioè ce l'aveva già quelle fantasie >> ce l'aveva già quelle fantasie. Eh, probabilmente sì, a livello inconscio, però poi lui capisce nel tempo, scusa il termine, ciò che gli piace fare. Cioè, lui secondo me dopo il '74 comincia a avere un'idea, nel '74 lui libera completamente. Quello è un delitto. Eh, successivamente alla fase omicidiaria, le azioni che compie, insomma, sono estremamente sono molteplici e sono estremamente importanti, purtroppo.

Ma ehm la sua quella che poi è la sua firma specifica nasce nell'81. Il '74 è come dire, io lo chiamo una sorta di brutto dirlo, delitto di prova, ecco, mettiamola così. Lui in quel lui sperimenta in quella fase lì, lui ha campo libero perché a quel punto non ci sono bambini, non ci sono testimoni, ci sono le due vittime e lui può liberare le sue fantasie e sperimentare e cercare di capire ciò che gli piace fare.

>> Cioè tutto quello che nel '68 non ha fatto lo fa nel '64 praticamente.

>> Sì, ma ci sono anche diversi anni che di distanza tra un delitto e l'altro. Cioè queste fantasie si sviluppano anche negli anni, cioè queste fasi di raffreddamento molto lunghe che ha tra il primo e il secondo delitto e soprattutto tra il secondo delitto e il terzo, che questa è una cosa meno comune nel serial killer, perché molti serial killer hanno una pausa lunga tra il primo e il secondo delitto, ma non tra il secondo e il terzo. È più raro che avviene, ma è più raro che avvenga e infatti questo poi ce lo dimostra perché lui fa delle cose completamente differenti. Per questo non mi sento di dire, anche per questo motivo, che il '68 è un delitto, diciamo che diverso dagli altri, perché se noi seguiamo quella che è la sua parabola psicologica ci rendiamo conto che non è così, perché anche il '74 è completamente diverso dagli altri delitti. Se noi analizziamo la fase successiva a quella omicidiaria, ecco, è >> definito da De Fazio spurio, cioè praticamente diverso, completamente >> il '74, >> no? '68. >> Eh sì, ma è diverso. Cioè che è spurio, >> ma anche il '74 non attribuibile. Spurio significa, cioè filologicamente spurio vuol dire non attribuibile alla stessa persona che l'ha commesso dopo. >> In teoria >> sì. >> Eh io su questo non sono d'accordo. Guarda, io mi trovo diciamo mi trovo molto in linea con De Fazio su questo, però adesso non ricordavo questa questa parte, ma non io personalmente non credo che il delitto del '68 fosse spurio, anzi tutt'altro. Ci sono delle delle tracce piccole tracce, ovviamente molto meno rimarchevoli rispetto a quelle che lascia poi nei delitti successivi, però che ci danno. Comunque ci sono dei tratti maniacali anche nel delitto del '68, non non è esente questo delitto da tratti maniacali.

>> Poi volevo fare >> volevo un attimo Scusa Michela, hai No, forse stavi aggiungendo qualcosa tu. Vai, >> posso? >> Sì, vai Michela. Quindi rapida, ci chiudiamo e poi ti rispondiamo per radio. >> Sì. E seguendo questo ragionamento, praticamente nell'85 lui raggiunge il l'apice, cioè il massimo dei suoi delle sue perversioni, delle sue fantasie, no? Però >> chi risponde di voi? Chi risponde? >> Ma >> no, credo facesse una considerazione lei. >> No, è una fossima. È è una domanda questa >> è una domanda un misto, diciamo, mi di una domanda. Ma guarda Michelea, io credo che dall' c'è anche lì c'è ci sono delle evoluzioni, però io credo che dall'81 in poi eh lui sia abbastanza lineare, a parte le occasioni in cui ovviamente non gli riesce di fare le esecuzioni, perché è chiaro che nell '83 ci sono due uomini, '82 e succede quello che succede, quindi ovviamente non ha modo, però poi diciamo nella sua nel suo modus operandi successivamente alla fase omicidiaria è abbastanza lineare. Credo di sì, effettivamente poi dall'84 comincia l'escissione della mammella e quindi c'è una ulteriore ulteriore atto e l'85 presenta questa lettera ovviamente molto macabra che viene inviata, quindi anche in questo senso c'è abbiamo anche diciamo anche laddove poi lui si stabilizza sul suo modus operandi poi ci sono effettivamente delle Sì. E anche qui delle ulteriori evoluzioni.

>> Poi volevo fare un'ultima domanda, se possibile, poi vi lascio lascio la linea libera >> se mi sentite? Mi sentite ancora? >> Vai. Sì, sì, vai, vai. Allora, praticamente, vabbè, adesso voglio fare una domanda riguardo la pistola, praticamente. Eh, secondo me è lì la chiave la chiave di tutto quando praticamente Mele fece una la dichiarazione, una dichiarazione, disse che praticamente la pistola l'aveva gettata nel in acqua, no? nel vingone, >> però sì, però poi disse che quando salì in macchina del Vinci e quando glielo disse al Vinci che aveva buttato la pistola nel in acqua, lui non fece, cioè non disse quasi niente, praticamente per lui andava bene. È strana questa cosa, cioè è strano che una pistola che ha appena ucciso commesso un duplice omicidio, cioè venga gettata in acque e loro praticamente, cioè Vinci non dice niente. Cioè secondo voi >> è strano nel senso che tu lo ritieni improbabile che sia andato così. >> Eh sì. Eh sì. Certo. >> Che Ma scusami chi ha buttato la la pistola nell'acqua? >> Secondo lì ch Sì, secondo me è lì la chiave. Praticamente ha detto questa questa bugia. >> Ma me lei ha detto si è inventato tutto, quindi ha detto [risate] anche questo. Ma del resto cosa doveva dire? Scusa, tu mi tu gli voglio tu carabiniere mi fai sta domanda, mi incalzi, mi dice "La pistola dove l'hai me?" Non c'è. Da qualche parte l'hai messa? No, a casa tua non la troviamo. >> Dov'è? >> Eh, quello dice: "Prima l'ho buttata vicino alla macchina, poi l'ho buttata nel fiume." >> Che ti deve dire? La prima cosa che gli viene in mente? >> Vabbè, ma la reazione del vinci se fosse stata vera questa cosa? La reazione Michela, vedi le dà talmente tante versioni, a parte è difficile poi ovviamente starli dietro su questo sistema la chiave secondo me. >> Ma poi io io poi ripeto qui forse chiedi alle persone travette sbagliate, nel senso che la la nostra convinzione è che lui neanche fosse presente, quindi tutto quello che lui dice a nostra avvisa è inventato, quindi è frutto di pressioni che lui a un certo punto, come diceva Valerio, si ritrova a dover rispondere a delle domande a cui non di cui non state risposte. Perché dov'è finita st'arma? Eh boh. Quindi lì si inventa il fiume perché il fiume era la cosa più semplice. L'ho buttata al fiume, quindi se non la trovate è perché sta dentro al fiume, capito? E poi ovviamente è chiaro che queste sono, come diceva mia nonna, le bugi hanno le gambe corte. Ecco, tra virgolette, >> infatti poi non l'hanno più trova, cioè non l'hanno mai trovata questa >> eh [risate] No, purtroppo no. >> Eh >> Michela, se non c'è la linea libera. Grazie. ti ringraziamo per la tua domanda. Dobbiamo lasciare le linee libere per gli altri ascoltatori, >> quindi ti salutiamo, ti ringraziamo, continua ad ascoltarci. >> Ciao, grazie Michela. Ciao. Ciao Michel. >> Ciao. Grazie. Salve. Ciao. >> Ciao. >> Io volevo dire due cose se posso. Allora, uno volevo parlare un po' delle questa ricomposizione della locce a partire dal dagli slip. >> L'assassino slip la loc. Io >> Non mi senti? Mi sentite? >> Un po' scatti. Un po' scatti. >> Ogni tanto ti arriva qualche scatto, Valerio. >> Ah, non vorrei. Aspettate un attimo. Eh, forse mi sono collegato con una rete sbagliata, [risate] >> una rete pigliata. >> Quella del vicino. Quella del vicino. >> No, no, io c'ho >> Io vè visto che ti sento a scatti, nel frattempo magari passerei al secondo argomento che era quello che mi interessava poi dopo la natal. Bloccato. Adesso Valerio. Lo vediamo un po' bloccato. >> Sei un po' bloccato. Sì. Forse Valerio, ci sei? Ora vedere, mi sentite? >> Sì, sì, ci sei provo a parlare, Valerio, >> ci sei? Prova ancora. Prova ancora, Valerio. Vai. >> Ecco, ora credo essermi connesso meglio. Dicevo, questa storia delle mutantine della LCI che sarebbe stata, io credo, se ho capito, credo, perché non non l'ho letto da nessuna parte, ma perché pensano che l'assassina abbia rimesso le mutrantine alla loc? Secondo me l'hanno trovata a mezza coscia queste mutantine perché non erano forse completamente messe, forse erano un po' abbassate, ma io credo che sia stata lei a fare questo gesto, così come lo bianco ha cercato di rimettersi i pantaloni, magari ci aveva un po' calata, è riuscita a magari a tirarselo un po' su, ma non è riuscita poi a chiudere. Lei ha fatto uguale. Lei avrà fatto la stessa identica cosa di Bianco. Hanno sentito un rumore. Qua c'è qualcuno, rivestiamoci. è la la cosa che ti viene più istintiva, quindi credo che sia stata la localzare le le proprie mutantine. Riguardo invece alle cose che dice Mele. Mele dice troppe cose, ma se lui fosse un testimone genuine avrebbe detto dato una versione. Ci sei? Hai visto? È quella dai. Non è che ne dai prima una, poi un'altra, poi un'altra, poi un'altra e poi un'altra. Proprio quando dai troppe troppe eh dici troppe cose si dimostra che le cose non le sai perché adatti le tue dichiarazioni in base a come vanno le indagini. Ma questo l'avevano già notati i suoi stessi avvocati difensori, >> sono proprio loro che lo notano. >> Assolutamente. >> Poi non sappiamo. Io credo che all'epoca, siccome e qui ci vorrebbe Daniele, forse, eh, non Daniele Bron. Daniele l'altro. Eh, sì, Daniele. Daniele P. Fra 5 minuti da dacci un time out. >> Vai. Quando Comunque abbiamo una chiamata. Vai. E poi casomai si va con un pezzetto musicale. Ok. >> Ok. Va bene così. >> Vai. Pronto. >> Pronto. Buonasera, sono Paolo. >> Buonasera. >> Ciao. Davide. Eh, un saluto a tutti i tuoi ospiti. Io volevo intervenire riguardo al discorso dell'omicidio del 68, un po' definito spurio, eh, però io lo trovo molto simile poi nella nella sua dinamica e nel risultato nel tragico risultato finale al al agli omicidi poi di Baccaiano e di Giogoli dove non ci sono né né scissioni né azioni post moren sulle vittime. E questo mi fa propendere per l'ipotesi del serial killer unico di cui Valerio scrivo è il sommo esponente, diciamo così. Grazie. Sonmo esponente però è filastor, non sono io. Anche perché nella anche perché almeno a mio modo di >> siamo tutti figli adottivi in qualche modo. >> Esatto. Grande avvocato Fast che ho rivisto nella puntata di di Davide Cannella con grande piacere. Ho sentito con grande piacere. Io poi ho una convinzione che a Baccaiano lui volesse solo ed esclusivamente uccidere perché il il contesto nel quale si è svolto l'omicidio eh non potesse dare spazio alle scissioni. Fermo restando che poi comunque ha avuto ha trovato nella reazione del Mainardi un un ostacolo anche a questo e quindi si potrebbe discutere. Vi volevo solo porvi questa mia osservazione e lasciarvi lo spazio per discutere. e ringraziarvi per la passione e l'attenzione con la quale seguite il caso. Vi ringrazio tutti, vi auguro una serata. Ciao Paolo. Paolo molto gentile. >> Paolo, io mi trovo completamente d'accordo con quello che hai detto tu. >> Sì, anch'io. >> Sì, mi trova mi trova proprio nel lirito. >> Anche io. Anche io, ripeto, non non mi sentirei proprio di dire che il delitto 68 è spurio rispetto agli altri. Semplicemente ci possono essere delle motivazioni che abbiamo poco prima infatti analizzato che hanno portato semplicemente a non perpetrare atti importanti sul sulle vittime, ma questo come tu Valerio hai evidenziato poco fa, insomma, ci sono tutta una serie di elementi che invece lo rendono identico agli altri, quindi insomma >> Ma in questo ha ragione nel modus operante è identico agli altri >> e nel post nel post delictus che non è uguale agli altri, POS, ma lui ha evidenziato Paolo ha evidenziato una cosa importante, cioè abbiamo anche altri casi dopo l'81 in cui non avvengono successivamente alla fase omicidiaria per Petrata con l'arma da fuoco atti sui cadaveri, almeno non atti, diciamo, che sono così rimarchevoli come il delitto de di Calenzano, di Mosciano o di Scopeti, ma insomma ripeto, quindi ripeto l'82 c'è ci sono sempre motivazioni magari differenti per questo, diciamo, comportamento, però il risultato poi è il medesimo e l'assassino è sempre lo stesso, non è che cambia dall'82 all'83, insomma, o84. Ecco, >> posso fare una domanda da avvocato del diavolo? C vai ci piace l'avvocato di diavolo. [risate] Cioè, però per esempio è ben nota l'opinione chi sostiene che le testimonianze rilasciate da Stefano Mele, almeno una parte di queste, lo ponessero sulla scena del crimine in modo, come dire, a sentire appunto esponente di questa corrente quasi inoppugnabile, cioè quindi lui avrebbe dato delle delle dei dettagli, delle informazioni senza essere guidato che però ehm non potrebbero escluderlo come dite voi, dalla scena del crimine. Ecco, come si può conciliare con la posizione invece vostra di un di un mele invece addirittura non per nulla presente. >> Ma Vicky, allora rispondo io Valerio, può rispondere. >> Sì, poi poi >> io non sono d'accordo con loro, eh. >> Ok, perfetto. Allora, Emanuele, sei curioso di sentire anche la tua la tua visione? Quando vuoi. >> Perfetto. Dopo i due, dopo Marco e Valerio. Vai Marco. Dicevi, >> ma allora, innanzitutto, ripeto, credo che da come emerso che siano state condotte le indagini, gli interatori e quant'altro m sinceramente ci sia un po' da rabbrividire. Ecco, >> questo è un po' sul piano etico, io posso dire questo. Quindi poi già già su questo aspetto secondo me un po' tutto quello che viene scritto e viene detto secondo me un po' crolla, nel senso che poi le dichiarazioni della Tarino secondo me sono estrem sono dei macini. Questo è l'unico testimone vivente e come ho detto io credo fermamente nella sua sincerità quando racconta certi episodi, certi atteggiamenti da parte delle insomma degli inquirenti >> anche per un discorso senza di interesse. Cioè tu dici non hai nessun interess come lui stesso ha evidenziato dice io sarei il primo a visto che questo mi ha rovinato la vita io sarei il primo a voler determinare la cattura. Ha detto lui parole sue mi sarei fatto giustizia da solo anche addirittura. Quindi, ma la ovviamente le le e questo è chiaro, cioè questo è un discorso palese, ma ripeto la la io credo, ripeto, credo fermamente nella sua sincerità, quindi quando lui afferma certe cose come testimone diretto, quindi eh ripeto quando dice ti fanno scrivere quello che ti fa capire che lui su forse cioè su quei verbali c'è soltanto la la firma e che probabilmente lo stesso discorso vale per vale per il padre, però su sul piano poi più pratico. Per quello che riguarda poi gli aspetti criminalistici. Io non vedo, Vick questi fatti inoppugnabili, cioè a me tempo fa mi è stata proposta questa cosa del fatto che lui sapeva il numero dei colpi esatti che erano stati sparati. Io ho detto, innanzitutto, non è scritto da nessuna parte, visto il numero dei reperti balistici rinvenuti, che il numero de colpi sia quello, anzi potrebbero essere un numero diverso da quello indicato dal maile. In secondo, è possibile che ci sia stata una comunicazione tra ovviamente chi si occupa delle indagini, c'è quello che sta a medicina legale, c'è quello che fa l'interrogatorio, c'è quello che coordina, queste persone si sentono. Quindi ripeto, visto il modo in cui sono state condotte queste indagini, nulla vieta che questi elementi, veri o falsi che siano, in questo caso, appunto, per quello che riguarda il numero dei colpi sparati e non è neanche detto che sia quello il numero esatto, siano state frutto di suggestioni che gli sono state fatte durante gli interrogatori. E noi sappiamo che questo succede perché recentemente anche per fortuna sono emersi che insomma che fai radio e quindi lo sai, per fortuna determinate trasmissioni hanno evidenziato come tutt'ora nel 2020 certi interrogatori vengano forzati, ci sia un atteggiamento, diciamo, da Inquisizione spagnola nei confronti dei certi testimoni per fargli dire quello che vogliono, perché sennò non si spiega come avvengano certe cose. ci sono anche dei documenti, in quel caso purtroppo no, non c'era, però ci sono de delle registrazioni, ci sono dei documenti reali che che dimostrano questo. Ecco, quindi io personalmente questo posso dire, questi fatti inoppugnabili francamente non li non li vedo proprio >> come il fatto del alcune anche dichiarazioni che lui stesso può aver fatto quando viene la prima volta, diciamo, eh avvertito del fatto che la Ma chi chi lo dice che lui realmente è agito così o ha detto questo? Cioè, se noi consideriamo un po' tutto l'ader che c'è stato durante le indagini e qui è tutto da da mettere in dubbio. Ovviamente questo per quello che mi riguarda. >> Valerio, volevi dire tu? >> Sì, è più o meno quello che ha detto Marco. Allora, quest'uomo si è trovato dalle 9 di mattina del >> Valerio, Valerio, scusami, abbiamo Marco in in linea. >> Marco chi? Marcoiero. Ao fiero. >> Ah, sì. Pronto? >> Buonasera a tutti, buona trasmissione e un saluto particolare a Riccardo che ha fatto il compleanno sti giorni. >> Esatto. >> Grazie, grazie mille. Grazie, grazie Marco. >> Auguri. Ciao Marco. >> Grazie a tutti. >> Ciao. Buonasera. >> Buonasera. Senti, volevo fare una domanda a Corigliano, se è possibile. >> Certo, volentieri. Noi non ci siamo mai conosciuti, però piacere. No, vabbè, tanto ci conosciamo così, insomma. Ecco, no Marco, io volevo dirti una cosa. Volevo dirti che ho ascoltato il fatto di Stefano insomma che tu me lo escludi escludi che lui era presente sul Bobo del Del, però >> io io non so se tu hai sentito magari mi hai sentito magari parlare anche nelle altre puntate. Io ho detto anche già delle cose, delle motivazioni per cui lo escludo. Ovviamente non tutte, però alcune >> però ce n'è una ce n'è c'è un dato certo e inoppugnabile >> e oggettivo, diciamo che lo pone sul luogo del delitto perché il guanto di paraffina eh che risulta positivo, diciamo, è >> no perdonami Marco, guarda, su questo io già durante il convegno tu forse non eri presente quando ho parlato al convegno quello lì del dello scorso anno, però ci tengo a Guarda, questa cosa la dico anche in radio perché l'avevo detta al convegno perché me l'avevano chiesta. Mi fa piacere che tu me l'abbia chiesto. Allora, considera una cosa. Il cosiddetto Stub nel 68 non era relativo alla miscela innescante. Adesso io parlo un pochino così, però cercate cerca un attimino di seguirmi perché la cosa è un po' complessa. Allora, adesso quello che viene ricercato negli stub, che sono tamponi adesivi o inglobamento da paraffina, eh viene fatto sulla base delle miscelanti, quindi quello che esce fuori dall'innesco che dà fuoco, che dà, insomma, fa incendiare la carica di lancio. Ok? Quindi sono delle particelle microparticelle di qualche micron che hanno delle caratteristiche eh morfologiche di chimiche elementare molto specifiche, anche come forma sferoidali. All'epoca nel 68 non cercavano questo. Nel 68 il famoso guanto da paraffina, lo stub veniva fatto sulle nidrocellulose, cioè andavano a cercare i nidrati, ok? La reazione era sulla base del nitrato. Il problema è che questo stub dava dei falsi positivi clamorosi perché Ma questo succede anche con le miscelanti. Attenzione, è stato fatto uno studio da Marco Morin che insomma è un grandissimo esperto proprio del GSR. di sparo che ha dimostrato che anche la famosa triade piombo bari antimonio sulla morfologia dimensione e chimica elementare della particella da sparo non è univoca, di conseguenza può essere frutto anche di altri fattori inquinanti. Se noi torniamo al 68 e quindi di conseguenza alla ehm >> alla ricerca della dei nidrati, ti posso assicurare che esistono tutta una serie di prodotti e di reazioni che danno dei falsi positivi. Cioè tu ritrovati praticamente non av assolutamente maneggiato, nessun'arma da fuoco, non aver sparato e avevi un falso positivo. Con questi potromperti un attimo Marco, un secondo. >> Posso interromperti un secondo? >> Sì, Marco, prego. Sì, >> sì. Però noi sappiamo che eh eh diciamo che le tracce vengono trovate tra l'indice e il poll, cioè in una zona in una zona dove eh è molto probabile che sia stata impugnata una pistola se non ero. >> Stai simpatico, ti dico la verità. Facciamo così, se se dovesse spero non ti capiti mai, ma te dovessero eh mettere dentro perché risulti positivo a uno stub, ti faccio tirare fuori in 5 minuti, guarda, veramente, perché questa cosa del dell'indice del pollice, io ti assicuro che le particelle, residui di spada sono talmente piccole e talmente hanno una capacità di trasferibilità talmente elevata che tu neanche immagini. Se io, per esempio, facciamo finta, no, tu risulti positivo a uno stub, no? Adesso ti prendono, ti portano un caserma, ti dicono "Ah, tu hai sparato a X ora e quindi sei su che hai sparato". Io ti posso assicurare che basta semplicemente che tu hai incontrato me che magari il pomeriggio sono stato al poligono a sparare, m'hai abbracciato e tu automaticamente ti ritrovi particelle, residui di sparo addosso, non solo sulle mani. Quindi il fatto che fosse tra indice e pollice questo conta poco perché poi noi lavoriamo. Tu pensa anche una cosa che questo stub mi è stato detto, io non lo sapevo, ma mi è stato detto durante il convegno, questo stub è stato fatto a distanza di giorni, capito? Tu pensa che per esempio mh gli Stub adesso vabbè qui parl qui parliamo di cose diverse, però lo usa a livello semplificativo. Eh, il due giorni dopo mi pare sia stato fatto. >> Sì, due giorni dopo è troppo. Cioè nel senso, vedi, il lavoro meccanico, i lavaggi levano quella che è la eh la la il GSR dalle mani. Enza che le particelle della miscela innescante già dopo 5 ore, secondo uno studio di male Andrasco, praticamente vengono completamente asportate anche solo con lavoro meccanico. Quindi se tu per esempio che ne so, in teoria l'omicidio avviene alle 8:00 di mattina e lo stub te lo fanno alle 4:00 di pomeriggio e tu risulti positivo, vuol dire che quello lì, quel tipo di residuo che è risultato positivo, non è appartenente a quell'azione di sparo lì. Magari è anche qualcosa che ha a che vedere con residio di sparo, ma questo ci è dimostrato che in 5 ore di lavoro meccanico, quindi semplicemente toccando oggetti o la sudurazione e quant'altro, può essere rimosso dalle mani, capisci? Anche senza lavagò ioens pensa quanto è la prova scientifica riguarda GSL. È veramente un casino, scusa se te lo dico sto termine, ma è veramente >> Ha ragion vero Marco. La stessa accusa. Non è che ci abbia insistito molto su questo quanto di paraffin? >> Ma no, ma poi dopo, ma dopo due giorni, ma poi a parte, vedi il discorso su unidrag, ma non è che c non c' non c'hanno non ci hanno insistito perché poi arrivò la confezione. Ecco, una volta che c'hai la confezione dopo è normale che eh eh Vabbè, comunque io mi fido di quello che mi dice Marco. Eh attenzione. Io >> no. Sì, ma io ovviamente poi ti parlo, guarda, questa questa cosa che ho detto è un discorso in linea generale, poi dobbiamo sempre specificare, non è che lo stubista come prova scientifica relativo, ma per esempio, ecco, quando tu cerchi delle tu cerchi delle particelle specifiche, cioè nel senso se un tipo di miscele innescante è correlato a un omicidio e tu magari ti ritrovi quel tipo identico di miscela e diciamo di particelle che richiamano a quel tipo di miscela sulle mani, già un discorso un po' differente perché poi non sono tutte identiche, ma ripeto, nel 68 cose veramente, parliamo di Vilma da Milaclava, nel senso, cioè qui era proprio una cosa fatta, cioè inidrati, cioè ti posso assicurare che c'erano veramente tante cose che davano falsi positivi sui nidrati, cioè quindi era un po' questo questa cosa della del del dello stub. è stato tante volte un'arma a doppio taglio perché ha portato veramente a eh mettere in mezzo gente che non aveva magari niente a che fa con sto delitto perché veniva Questi sono strumenti che vanno utilizzati sempre con una certa coscienza. se tu li utilizzi con ottusità burocratica e poi ti ritrovi, ecco, con gente innocente in galera perché magari risulta un falso positivo. Guarda, io recentemente, recentemente, qualche tempo fa avevo parlato, ecco, la trasmissione di Cannella relativamente al problema del delitto Marta Russo, che era un tipo di impianto accusatorio che si basava quasi unicamente su, appunto, sto discorso del GSR che poi è stato smontato infatti in maniera clamorosa perché poi a una più attenta analisi si sono accorti che quei residi di sparo specifici che loro cercavano su questo davanzale poi erano presenti in tutto il comprensorio, capisci? Cioè, pensa tu che cosa però la situazione sospetta, Marco, la situazione sospetta è anche il fatto che poi la mattina quando vanno a prenderlo e non so se risulta, a me risulta così, cioè lo trovano con le mani completamente piene di grasso, di cioè se non erro o sto sbagliando su questa cosa qua. >> E no, io su questo non ti non non ti io io adesso magari non mi ricordo neanche bene sta cosa. Sì, però Stefano Mele al processo dice che lui ehm tra le tante mansioni che c'aveva quando lavorava c'era anche quello di di usare il grasso perché lui faceva il muratore e incrassava metteva il grasso da non so a cosa. Però lui lo dice nel processo. Dice a fine lavoro poi o durante il lavoro noi io poi ingrassavo ora non so che cosa bitoniere non lo so che cosa perché utilizzasse questo grasso lui lo giustifica questo. Poi, scusami, questa cosa che dici Marco, questo eh nasce già nell'atto nella costruzione che si sono fatti i carabinieri che hanno visto delle mani sporche di grassa, ma non abbiamo una foto di queste mani, quindi non sappiamo innanzitutto se è vero, perché io potrei benissimo, se io fosse un avvocato difensore, potrei benissimo dire "Eh, dove sono? Oggi no, prendi oggi." Carabinieri dice c'avevo le mani pieno di gas. Bene, lo dice lei ha delle foto, me le fa vedere? Lei mi può dire tutto quello che vuole, ma me lo può dimostrare? Eh sì, ma poi ripeto, questo non è un non possiamo dire, cioè questo appunto come è stato sottolineato, era un individuo che faceva lavoro tipo manuale, cioè non possiamo partire dall'idea che ha le mani sporche del gas, >> ma perché il grasso dovrebbe perché cosa c'è di di cioè col grasso si doveva togliere in teoria credo che la l'idea potesse essere, cioè secondo quella che è la ricostruzione dei carabinieri, quello di cercare di evitare l'esame dello stub, appunto, attraverso il fatto che questa patina di grasso facesse da copertura, non permettesse. Credo di aver capito questo, insomma, però ripeto, questo non è una poi un'altra Ma questo Allora, dobbiamo pensare che che Stefano Mele, ma poi Stefano Meleato, non secondo me era completamente ignorante in materia, come faceva questo? No, ma ma evid evidentemente se mettiamoci un attimo, cioè se fosse se adesso Marco tu hai detto questa cosa, cioè se se fosse successa questa cosa del grasso, evidentemente gliel'ha detto qualcuno, cioè non è che la è un'iniziativa sua. Ma questo cade in contraddizione, scusami Marco, Marco Auiero, col fatto di chi ci dice che gli hanno messo la pistola apposta nelle mani perché che che questo mi sembra un discorso talmente capizioso, cioè io ti faccio toccare la pistola o ti faccio sparare così tu risulterai positiva al guardo di alguo di paraffina. Come se se Stefano Mele potesse dire le cose, cioè come se Stefano Mele fosse talmente imbecille, cretino e stupido che se tu mi fai fare una cosa del genere, mi vuoi accusare, io non ti posso benissimo dire "Oh, me l'ha messo lui la pistola in mano, è stato lui". Voglio dire, tu mi metti la pistola in mano per farmi eh diventare positivo al guardi fare affine, poi però mi dici come toglierlo. È una contraddizione, no? No, ma attenzione, io non è che ho chiamato stasera, cioè adesso non è che ho chiamato per per affermare, cioè io sono sinceramente sul 68 non te lo so dire chiamato perché mi è venuto in fatto bene, infatti ha mi fa piacere, anzi come dire rispondere in maniera cioè cercare di essere esaustivo a queste due questi due dubbi, queste due considerazioni, >> anche perché come sapete insomma cioè per la teoria che ho che ho io, io il 68 lo tiro fuori da questi, cioè dal dalla situazione del del mostro di Firenze, quindi la vedo più una situazione fuori da questa vicenda, diciamo. Comunque vi ringrazio, ti ringrazio per la >> Grazie. Grazie a te, Marco, per aver chiamato. Grazie. >> Ciao Marco >> e buona serata a tutti. Ciao Marco, >> se posso un attimo chiudere il discorso prima che Marco chiamasse e poi magari voleva intervenire Manemuele >> l'aveva appena iniziato, quindi certamente puoi concluderlo Valerio perché l'aveva appena iniziato. >> Sì, si mi riferivo al fatto delle perché si dice che Stefano Mario deve essere sul sulla scena del crime perché sapeva delle cose che non poteva sapere, la freccia accesa, la scarpa di Loo Bianco. Però noi dobbiamo immaginare che quest'uomo entra le 9 di mattina nella caserma dei Carabinieri e non esce più. Questo non esce più dalla caserma dei Carabinieri. Lo interrogano fino all'100 di notte perché poi vanno eh a fine interrogatore o no? Fino alle 11:30 mi pare o alle 9. Sì, mi pare fino alle 23:30 21 insomma quasi 12 o più ore. Sì, 23:30 mi pare. Si chiude alle 23:30. Quindi un interrogatorio che dura più di 12 ore, è solo, non ho un avvocato difensore, c'è un carabiniere dopo l'altro perché loro se ne vanno, vanno a pranzare, fanno le cose che devono fare, lui rimane sempre lì. Già questa è una cosa che non va bene. Non andava non va bene. Se oggi una cosa del genere non va bene perché viene considerata quasi una forma di tortura e comunque tu non hai nessuna garanzia. Anche nel 68 vale, vale anche nel 1400, vale anche ai tempi dell'antica Roma. Uguale. Questi tipi di interrogatori sono sempre stati così e sono interrogatori fatti male, sono il oggi penso che siano anche illegali. Ma cos'è che ci fa pensare che Stefano Mele sapeva quello che stava facendo? Allora, io ti vengo a fare una dichiarazione, ti vengo a dire per me è stato Salvatore Vinci e fin qui lui è un testimone e poi si riapre l'interrogatorio e lui diventa accusato, diventa sospettato di aver d'aver ammazzato la moglie e lo bianco e non ha l'avvocato difensore. Ora tu, voglio dire carabiniere, ti trovi, lo vedi chi è, non è che non lo vedi, tu sei un carabiniere, quindi riesci più o meno a individuare il soggetto, un po' lo conoscono anche perché lo sanno che presumo che i carabinieri conoscessero Stefano Mele, non perché fosse uno un criminale, ma insomma la Locci credo che fosse una una donna abbastanza conosciuta agli stessi carabinieri, vinci eccetera. Allora, un uomo del genere che non ha nessuna forma, come devo dire, di non si sa difendere, è sempre stato sottomesso alla moglie, agli amanti della moglie, al padre, alla madre, alle sorelle, ai fratelli, al datore di lavoro. Ora, d'o coraggio e dice "Non voglio più l'occo, non voglio l'avvocato difensore, non lo voglio." Sicuramente gliel'hanno proposto, ma in una maniera tale da non farglielo accettare. E questo si è inquiato ancora di più nell'interrogatorio della scuola di Chicago, cosa che poi è stato proprio codificato. Loro ti dicono il fatto stesso. Io ti dico mele Stefano, com'è? Hai bisogno di un caffè? Anche questo fa parte di una forma di Cioè ogni cosa viene Sì. Anche questo, anche il fatto di darti quella piccola pausa fa parte del del fatto che io ormai ti considero eh insospettato e quindi ti devo far c frollare. Un attimo, ci sono dei ci sono delle scene. Io ho visto, per esempio, non so, c'è una serie sul canale di Sky che è dritto e circuito chiuso in cui fanno vedere come riescono ad avere confessioni dei dei presunti assassini con con le pause mirate, con il tono di voce, con stato Gemmy. Certo. Però io non ti dico che i carabinieri avessero questa tecnica perché la gliel'ha insegnata qualcuno, no? faceva parte, come dire, di un bagaglio che avevano forse già dai tempi del fascismo. Ricordiamoci che siamo nel 68, siamo sempre in un'epoca, insomma, siamo più vicini alla seconda guerra mondiale di quando lo siamo oggi. C'è dopoguerra ci sono le tensioni fra comincia la strategia della tensione, insomma, non è che sia proprio un bel un bell'anno quello lì e quindi all'interno di una caserma dei carabinieri tu prendi un Stefano Mele che non ha nessuna cultura, non so manco se c'abbia la quinta elementare, non so neanche se sapeva leggere, anzi lui lo dice a un certo punto, io ho firmato quello che c'era, come dicono tutti quelli che firmano una falsa confessione. Mi metti davanti qualcosa, mi hai preso per sfinimento, non ce la faccio più. Qualunque cosa mi metti io te la firmo. Nel momento in cui l'ho firmata l'ho detta io. Se c'è scritto Stefano Mele ha dichiarato che c'era la freccia accesa, lui l'ha firmato, anche se non l'ha se non l'ha scritto lui il verbale. Cioè se io penso non so manco se l'abbia letto lui, forse l'ha firmato e basta. Ma poi c'è un'altra cosa per cui io non credo a Stefano Mele, perché tutto ciò che sembra casuale ai carabinieri nella ricostruzione che hanno fatto del 60 per me non è affatto casuale. La freccia non è stato dovuta al caso. Questo è un assassino che non fa le cose a caso. Non ti lascia una freccia accesa senza un motivo. Quindi non è che se l'è andata e se l'è dimenticata accese. La scarpa di Ro bianco non è che è caduta perché per caso è finita lì. No, ce l'ha messa lui la E questo ce lo dice la manipolazione che fa dei vestiti e degli indumenti e degli oggetti anche dopo borsette, pantaloni, eh maglie, giubbotti, slip, reggiseri. Ecco, Valerio, io >> io proprio su questo, infatti volevo sviluppare poi il secondo argomento che era quello per poi passare anche all'altra, >> però magari facciamo intervenire Emanuele, se no >> Sì, infatti voleva dire qualcosa. >> Ah no, scusate, stavo andando in bagno perché [risate] >> Ma che siete venuti in continenti, ragazzi? Un attimo che mi un attimo che mi alzo e mi volete far parlare? Allora, dacci 2 minuti. Scritto otto pagine, >> Danele, dacci du minuti. >> Dai, pezzetto, pezzetto musicale e tornate. Eh, >> vado. Eh, vai. >> In continente. >> Intinente. >> Eccoci in onda. >> E non solo >> ragazzi, siete in onda? >> Certo. Sì, sì, siamo in onda, quindi siamo tornati. Bene, bene. >> Eccoci qua. Allora, io volevo, visto che Emanuele in una micro chiosa che ha fatto qu d'ora fa ha detto: "Io però non sono d'accordo su questo". Era >> "Ho sbagliato." >> No, no, assolutamente assolutamente no, assolutamente no. Ero curioso di sapere >> la tua posizione perché così intervieni anche tu e ci tenevo a a tirarti dentro, ecco, in questo. >> Oh, grazie. Ma io ho scritto eh sette pagine mentre vi ascoltavo, no? Ho preso un po' di appunti perché poi facevo fatica altrimenti a ricordarmi tutto. Adesso non è che posso se come Saricola quando la Juventus perde scrive gli appunti. >> Esatto. Esatto. No, come Mourinho. Io preferisco come Mourinho. Ok. Ok. >> Quindi no, vabbè, ho preso qualche appunto, no? Io sono eh siccome a me piace anche offrire sempre eh l'altra parte della medaglia, io sono d'accordo con i miei illustri colleghi all'87%. Però >> 87, Manuele, addirittura di preciso. >> 87, sì. E a me piace l'87, però ho un 13% di eh di cose che a me non sono chiare perché, come giustamente dicevano Marco e Valerio, i rilievi a corredo di questo delitto che comunque è il più lontano, il più distante, abbiamo tutta una serie di problematiche che non stiamo adesso a ripetere, no? Non sono proprio precisissimi. Eh, la sensazione è che mentre abbondino alcune dichiarazioni e sto leggendo perché altrimenti non mi potrei ricordare cose di un'ora e mezza fa. Scusatemi. >> No, figurati. I rilievi a Corredo sono veramente pochi. Mentre abbondano le dichiarazioni verbali di Stefano e di Natalino Mele, ce ne sono alcuni aspetti che rimangono un po' nell'ombra e proprio il fatto che venga continuamente puntato l'accento su alcuni aspetti come la famosa scarpa e come la famosa freccia, ma per esempio manchino informazioni sulle sicure a dell'auto che non permettono di capire per esempio se le sicure le quattro sicure delle portiere erano chiuse oppure no e quindi se questa persona che attacca dall'esterno possa in qualche modo ed eventualmente come abbia fatto ad aprire la porta, cioè forzandola semplicemente con un passpartù, eh non lo so. Quindi a me rimane un dubbio in questo caso che non mi è soddisfatto dalla freccia accesa o dalla scarpa perché spesso questi piccoli dettagli che vengono aggiunti sulla scena, come dire del crimine, a volte dal soggetto ignoto, ma a volte anche, come dire, sono dettagli che vengono aggiunti nel post delictum per avvalorare e corroborare una confessione. Eh, mi sembra strano che mancino appunto gli altri dettagli. Cercherò di essere breve. Eh, ci sono però eh sicuramente delle cose da dire. Questo delitto avviene per uno di questi sette motivi. Questo è il primo. È difficilissimo collocarlo perché per i motivi che dicevamo prima, testimonianze continuamente ritrattate, Stefano

E Natalino Mele, che porca miseria, ogni volta ne hanno una. E m però ci sono dei rilievi che sono mancanti. Qui o il bersaglio è lei, o il bersaglio è lui, o il bersaglio sono loro come coppia, o il bersaglio è il bambino, o il bersaglio è il luogo, o c'è una componente esoterica, come qualcuno ha eh paventato, oppure questo è un delitto assolutamente casuale, quindi è un primo delitto embrionale del nostro soggetto che avviene quasi in maniera causale, come se egli avesse una necessità intrinseca di uccidere e queste sipide ce l'hanno, eccetera. Però di queste sette possibilità, quella che secondo me, al ripercorrere della serie, diventa forse la più interessante è quella della donna, perché? Perché ci sono delle cose, come dicevano appunto Marco e Valerio, io non è che voglia ripetere le loro stesse cose, no? Ehm, però giustamente loro dicevano c'è un posing, cioè c'è un riposizionamento della della donna, c'è una ricomposizione delle vesti e c'è la rottura della catenina. Ora non sappiamo a chi ci fosse attaccato a sta catenina, se un crocifisso, un ciondolo, magari niente. È chiaro che però se fosse un ciondolo, se fosse stato un ciondolo, un attimo che mi chiama Scubido, eh, se fosse stato un ciondolo, allora io penserei forse che questo eh il nostro signore se l'è ripreso, lo interpreterei, ecco, così. Ehm, riesce a >> quindi delle sette ipotesi, Emanuele, delle sette ipotesi, tu dici se che quella della relativa al bersaglio come la donna, come bersaglio sia la più Sì, sì, sì, sì. Quello che io intendo dire, no, è che io mi sento in linea di massima d'accordo sia con Marco che con Valerio, però mi piace tenere aperta anche un margine, uno spiraglio su delle altre possibilità, quindi eh non escluderei che la motivazione possa essere non parlo più. >> No, no, no. Credo che sia Stefano che sta entrando in onda. Penso penso sti rumori di determinino siano questo. >> Ok, >> forse Stefano entra in modo soprannaturale, come se arrivasse un UFO, no? >> Sì, sì, ma infatti mi stava anche chiamando al telefono e che non riesco, >> Aggiungetelo >> a fare, >> eh.

Quindi cosa stavamo dicendo? Stavamo dicendo, allora di queste sette possibilità, la più probabile, concordo con Marco e con Valerio, sarebbe l'attenzione alla donna. Non escluderei le altre però e in particolar modo non escluderei completamente il luogo dove viene perpetrato questo delitto, perché? Perché avviene davanti a una casa che era all'epoca abitata da una maga e perché avviene nei pressi di un orfanotrofio. E qui troviamo ancora una volta un bambino nell'auto. Abbiamo il bambino ancora nell'ultimo delitto troviamo tre orfani di padre uccisi nel triangolo più ampio dell'area di caccia, quindi Vicchio, Montesperto de Bacaiano. Quindi c'è questo concetto, no, della eh dell'orfano, della riproduzione, dell'amore, della coppia che viene interrotta in auto, in campagna prima che abbia modo di terminare l'atto. È come se questa persona mettesse in atto una sorta, se così fosse, una sorta di contrappasso, cioè cerca di fare agli altri, quindi interrompere l'atto in gioventù, perché è lì che dopo lui si specializza, e lo dicevano anche Marc Valerio, perché qualcun altro l'ha fatto con lui quando lui aveva quell'età e probabilmente gli ha portato via l'amore della sua vita. Ed è oggi il momento di grande frustrazione che questa persona ha. Dopodiché eh per me il senso qual è? Il senso è che mh bisogna sempre considerare tutte le possibilità, la più probabile io credo che sia questa, ma non escluderei le altre sei e comunque non escluderei allo stato attuale delle cose nemmeno la possibilità che il primo delitto, come lasciava sottintendere Marco Ufiero, possa essere opera di un'altra persona o di un delitto di clan o che questa persona faccia parte del clan e dopo in qualche modo si sganci o semplicemente che ci sia un passaggio dell'arma e relative cartucce. Io non escluderei niente da questo delitto, manterei aperte tutte le ipotesi. Poi, chi vuole veramente documentarsi all'osso, c'è un bellissimo libro di Frank Powerful che, se se ricordo bene l'inizio, lì trovate tutti i dettagli sul 68.

>> Ok. Ok. Devo dire che come sempre hai dimostrato la tua massima apertura, diciamo, la la forbice massima nei tuoi discorsi si comprende, cioè sia da quello che hai detto in occhiat nel podcast, sia quello che hai detto qui, insomma, si si conferma >> che se fossimo tre voci che diciamo esattamente le stesse cose, si le potenzi anche fare un po' di parcondicio, >> naturalmente. Naturalmente e questa cosa nel luogo mi avevo incuriosito, ti ho la verità. Infatti quello che volevo chiederti poi l'hai detto tu, quindi evidentemente la ritenevi la ritenevi abbastanza plausibile nella tua idea in costruzione. Il fatto che questo delitto avvenga nei pressi nei pressi che vuol dire? Vuol dire 200 e rotti metri da un orfanotrofio che era Villa Castelletti. di Villa Castelletti all'epoca, mi sembra nel 58, viene presa in gestione dai conti Crof, che sono una famiglia svizzero-edesca e allestiscono questo bellissimo orfanotrofio in cui c'è un giardiniere, c'è un paio di maestre, ci sono delle persone che ci sono anche dei maestri che, come dire, intervengono per seguire questi ragazzi che all'epoca venivano chiamati un po' gli innocentini delle ruote. Ecco, io non escluderei la possibilità che eh tra questi ragazzi ci ci potesse essere qualcuno un po' più grande che dopo aver terminato il suo percorso di studi eh possa essere rimasto nella scuola come ma qui adesso stiamo facendo delle ipotesi, come eh che ne so maestro di >> eh applicazioni tecniche e poi un giorno più grandicello possa essere stato infastidito da tutto questo. Sono ipotesi, sono coincidenze, no? Che in questa storia spesso capitano e che non dobbiamo secondo me sottovalutare.

>> Però se le se le se le ipotizzi per per Signa vuol dire che poi ci sono delle continuità anche in altri delitti che andrebbero un po' a corroborare quello quello che tu dici oppure è per il fatto che tu Signa lo vedi un po' separato rispetto agli altri. Ma sai, Signa, è strano perché comunque avviene di fronte a una casa, o meglio a un gruppo di case in via della Becheria dalle quali se ipoteticamente qualcuno a sentire gli spari si fosse affacciato avrebbe comunque visto il nostro mostro. La strada dove avviene il delitto viene fatta costruire proprio viene iniziata a essere costruita qualche mese prima per volere dei conti Crof che vogliono in questo modo collegare Villa Castelletti a eh incidenti non mi ricordo eh San Martino Lecore mi sembra che si chiami il paese che sta dall'altra parte sulla via Pisana dove abita il De Felice. Quindi comunque sono luoghi che ancora una volta questa strada deve essere ben nota a qualcuno che frequenta Villa Castelletti. è un'ipotesi, quindi non è che stiamo come dire oscurando la memoria dei conti Crof accusandoli di chissà che tutt'altro, però visto che dopo abbiamo tre coppie in cui l'uomo, il maschio è sempre orfano di padre e si trovano nei tre punti più lontani dal baricentro di Brantingham, se il predatore, se questo assassino si sposta così lontano dal centro dell'area di caccia, evidentemente ente ha delle forti motivazioni perché spende del tempo. Spendere del tempo vuol dire tempo per arrivare, tempo per tornare, giustificare le assenze e vuol dire comunque allontanarsi dal suo rifugio anche psicologico post delictum. Quindi se egli va così lontano, poi in luoghi così isolati come la boschetta, è perché lì c'è qualcosa che che gli interessa, c'è qualcosa che che gli piace e forse proprio eh questa coppia, no? Il fatto che il maschio sia un orfano di padre perché a Travalle nell'81 colpisce a ottobre e forse perché sono entrambi orfani e forse perché entrambi si devono sposare in primavera, quindi lei non può attendere eh giugno perché a giugno 82 i ragazzi si sarebbero sposati, quindi eh diventerebbero, come dire, non sarebbero più eh la vittima la coppia di vittime ideali per le sue fantasie. Queste sono persone che uccidono per mettere in atto delle fantasie.

Eh, [musica] è difficile poi identificare con precisione quali siano gli schemi che vanno a dettare queste >> modalità, >> queste Sì. diciamo queste fantasie e di solito però sono fantasie che crescono e nascono nell'infanzia che si sviluppano nella prima e poi nella seconda adolescenza e trovano poi eh chiara espressione nella prima età adulta, quindi intorno ai 25 anni. Di solito eh gli esperti parlano di quattro momenti evolutivi in cui le fantasie si evolvono. Poi, come dicevano giustamente Marco e Valerio, eh quando l'assassino inizia a uccidere modifica comunque non solo il suo modus superandi, ma anche la firma eh propria, proprio in funzione delle fantasie.

>> Io non ho capito se abbiamo Stefano anche in linea oppure no. No, non ce l'abbiamo. >> No, non ce l'abbiamo. >> No, ho provato a ammetterlo, ma deve avere un problema con Skype lui. >> Ah, ho capito. Vabbè, infatti sentivo un tentativo di chiamarlo che però è andato un po' un po' vuoto. Valerio, volevi replicare qualcosa su quello che ha detto Emanuele? >> Eh, purtroppo non ho sentito Manuele perché provavo a inserire Stefano e mi sono dovuto scollegare da voi. >> Ok, >> quindi forse Marco può rispondere. Io no, eh, devo dire questa ipotesi che ha fatto Manuele riguardo alla a Villa Castelletti, non è io e Manuele non avevamo mai parlato di questa cosa qui. Ehm, però è molto interessante effettivamente, cioè effettivamente ha un sul piano criminologico devo dire che a livello puramente ipotetico presenta presenta. Io, come già ho detto prima, credo in questo delitto, ripeto, la mia è una ipotesi, mi tengo aperto anche ad altre idee, che la presenza del bambino possa essere stata un elemento l'elemento scatenante della furiomicida, quindi la una sorta di transfert, come già ho detto, che l'omicida fa sul bambino, cioè si identifica in questo bambino che è costretto ad assistere a questa a questo rituale amoroso tra amanti. Io ho identificato la, diciamo, come punto di aggancio, appunto, come diceva Manuele prima, la donna. Quindi questo omicid questa donna ne studia il comportamento e decide di punire la coppia degli amanti, tra virgolette, punire. Manuele fa un altro aggancio, cioè dice la stessa cosa, ma il punto di partenza non è per la donna, ma per il luogo. Quindi eh si parte da Il Castelletti che, come lui ha detto, è un orfanotrofio e quindi sì, è una idea, un'idea secondo me interessante, >> è un'ipotesi. Io cerco di mettermi un po' dalla parte dei sardisti stasera. Eh questa non è molto sardista come ipotesi, secondo me, quella dell'orf però però è molto interessante, Manuele. Non non avevo mai parlato di questa cosa.

>> Mi sono perso qualcosa perché non so di cosa parlare. >> Ottimo. Neanche noi. >> No, perché cercavo di di Ho parlato prima con Stefano e quindi mi dispiace non ho sentito quello che sesta persona in linea. >> Stefano. Ma Stefano è già in linea. L'ho messo io in linea. Ora >> Stefano è lì. È quella C. È quella C. Stefano, ciao. Buonasera >> Stefano. Ciao. Sì. >> Ah, c'è Stefano Ciao Manu. >> Ciao Stefano. >> Ciao Manu. Ciao. >> Ciao Stef. >> Ciao. >> Che fai di bello? Dove sei oggi? Dicci un po' della tua vita. >> Devo sapere troppe cose, impossibile, tu lo sai. Eh, comunque vi ho seguito. Sì, vi ho seguito. Eh, >> siamo piaciuti o ci hai disprezzato, di la verità. No, mi piacete tutti, lo sapete. Mi piacete tutti. [risate] >> Ma posso farti una domanda? >> Certo. >> Se se Vick me lo me lo consente. Ah, >> certo. Emanuele, >> secondo te, Stefano, eh questa questa questi delitti eh per quello che tu hai potuto capire possono essere opera di un gruppo? No, assolutamente no. Sconfessano tutta la mia teoria e lo studio che abbiamo fatto, quindi assolutamente no, anche perché >> si parte da una pistola del 68 che arriva fino all'85. tutte le teorie che ne derivano dopo, cioè il passaggio dell'arma, secondo me, sono teorie che non hanno un vero senso reale, ecco, della della verità naturale. Quindi >> quindi secondo te, Ste è una sola persona, sempre una sola persona che compie tutti e otto i duplici delitti? è sempre la stessa persona che inizia dal 68 come omicidio punitivo per la Barbara Locci, perché lei per il suo atteggiamento da quello che ho potuto un po' controllare libertino che aveva all'epoca e >> moderno, >> moderno, ma soprattutto anche perché negli ultimi tempi portava il bambino dietro di sé con sé e farlo assistere a un atto amoroso e secondo me a lui gli ha dato molto fastidio. Si è un po' il rimme esimato in in quel bambino. Quindi c'era Stefano, quindi c'era una conoscenza di tipo ehm unilaterale del dell'omicida con con Barbara Locci. Secondo >> la persona sicuramente conosceva la Barbara Locci, anzi sicuramente l'ha conosciuta, quindi ha visto negli anni e la sua escalation nelle nelle gesta che aveva avuto sia a Scandicci prima che a alla Strassigna. poi e quindi per me era una cosa insopportabile per lui. Poi mi posso sbagliare, però questa è la mia teoria, il mio modo di vedere le cose. E quel bambino, quella quel giorno dell'agosto del 68 è stato la miccia che ha acceso tutto. Quindi diciamo che il il lo bianco capita in mezzo per puro caso, perché era >> No, Sì, esatto. Sì, perché l'obiettivo era la Barbara Locci, poteva essere lo Bianco, poteva essere chiunque, penso, però quel giorno lui, vabbè, lui ha saputo di questa di questa uscita e secondo me gli ha dato molto noia. Ecco, poi negli anni sicuramente ha trasformato la patologia come questo omicidio primordiale. Passano gli anni, passano 7 anni, il killer scope poi di essere tale, magari gli è piaciuto e dentro di sé pensa a ripensa a questo omicidio e poi sfocia. Qui abbiamo Valerio che poi è un criminologo, lo sa, magari me lo sa analizzare ancora meglio, però dopo questo, secondo me, è l'omicidio primordiale, però è un omicidio esclusivamente punitivo, non c'è maniacalità. Ecco, lui voleva solo punire la Barbara Locci. Posso farti un'altra domanda? Certo, >> ma secondo te è plausibile allora che questa persona volesse punire la Barbara Locci, anche perché in fondo era proprio lui a desiderarla? >> Eh, una bella domanda questa. Sinceramente ti dico penso di no. penso che lui desse più noia all'atteggiamento che aveva avuto negli anni negli anni in cui l'ha conosciuta e se ci sia stato da parte sua un qualcosa, ma sinceramente penso di no. penso più a una visione che lui era disturbato dal suo atteggiamento. Sì, sì, lui era disturbato dal suo atteggiamento e soprattutto eh perché la la Barbara Locci inizia a uscire da sola sera e dal febbraio del 68 e solo nell'ultimo periodo porta il bambino dietro. Secondo me gli dà noia a questa concomitazza con il bambino e il suo modo di fare.

>> Allora, tre domande se posso. >> Eh, >> perché proprio da febbraio la Barbara inizia a portare dietro il bambino? >> Eh, non lo so. No, no, lei inizia a uscire la sera, poi scusa, ma scusami, perché nell'ultimo periodo, scusami, perché nell'ultimo periodo inizia a >> Si può ipotizzare, >> cioè lo usa come scudo, vuole cerca protezione. >> Quindi tu dici che se ti sei senti sei in pericolo, dici Emanuele, >> è una domanda. >> Certo. >> Sinceramente c'è chi ipotizza anche questo, >> però io non lo so. Queste sono cose che non possiamo sapere o almeno non possiamo solo ipotizzare. Ecco, sicuramente qualcuno l'aveva minacciata, quello lo sappiamo tutti. >> Ok, ma allora potrebbe essere plausibile che la conoscenza del soggetto ignoto, scusami, che il soggetto ignoto conoscesse Barbara Locci da molto tempo, magari già >> da quando lei stava alla Romola? >> Eh, sicuramente da quando stava a Casellina. Questo rispon >> da quando stava a Casellina. >> A Casellina, anzi no, da quando forse stava ancora prima, forse anche alla cappuccina. >> Capannuccia. >> Capannuccia, scusa. La pannuccia, però sicuramente da quando stava a casellino. >> Ok, grazie. >> Prego. >> Grazie Stefano. >> Figure.

>> Qualcuno vuole replicare su questa cosa? Vuole aggiungere qualche dettaglio? A me sembra un'argomentazione interessante, va un po' incontro a quello che diceva Marco, se se non ricordo male, Marco Corigliano. >> Sì, io io la penso su questo, esattamente come Stefano, tranne che per un piccolo punto, ma ripeto è una semplice questione, diciamo. >> Sì, un 98 anche direi, Manuele, facciamo un 98%. >> E no. E il discorso sulla l'elemento punitivo, secondo me, a differenza di quello che dice Stefano, è maniacale perché è una scusante. Cioè nel senso lui, come dice Stefano, sono d'accordoissimo, cerca di punire un comportamento, un comportamento che lo dal suo punto di vista lo ferisce e gli crea gli crea uno stato di rabbia, frustrazione, evidentemente per delle cose, per dei traumi passati. Questo è chiaro, però è m come ho detto anche altre volte questo aspetto dell'elemento punitivo in realtà cela quella che è la sua vena, la sua reale vena, vena patologica, cioè quindi morbosità quint ragione quinto ragione. No, io ti spiegavo che non era >> No, ma tanto stetra noi ci capiamo. Era per dire per far capire chi è ragione, >> ha ragione perché lui questa cosa l'ha dentro da tanto tempo, capito? L'ha detto da tanto tempo >> lui con se stesso, quando parla con se stesso, probabilmente si racconta questa storia, no? Io l'ho più li ho puniti perché hanno fatto questo davanti al bambino l'ipotesi, però poi in realtà c'è c'è ben altro. Possiamo definirlo che tipo di serial killer, un missionario. È una possibilità questa, ripeto, l'avevamo già ne avevamo parlato. Questo è, diciamo, è De Fazio, credo, il primo che prende in considerazione questa ipotesi, ma si killer missionario, infatti proprio per sua stessa natura è tra virgolette un ipocrita, nel senso che poi e distrugge anche in parte ciò che non può avere, no? Perché probabilmente questo essere un individuo che vuole attaccare una sessualità libera è un qualcosa che ovviamente non è non fa ovviamente non non è un qualcosa che fa parte della sua vita, una sessualità normale, libera, felice. Questo, ripeto, è stato detto poi da tanti da tanti altri criminologi, insomma, prima di me. Ecco questo >> quello che mi colpiva era il discorso del desiderio, cioè la domanda che ha fatto Emanuele prima, provare magari a svilupparla un attimo, cioè può darsi che ci fosse perché di solito è vero è vero che all'azione di un serille può sottintendere l'idea di un desiderio di qualcuno che si vede tutti i giorni, si vede spesso e che però non si può avere. >> Un contrasto interiore. Sì, una specie di dialettica turbata, perversa che non si non si risolve, allora porta nei casi di questo tipo ad atti estremi come come questo. Quindi quindi non Marco, volevo chiederti per te il desiderio, cioè il fatto che il killer potesse desiderare eventualmente eh o fosse stato magari uno degli uno degli amanti? Ma guarda Rick, io allora io credo che quello che ha detto Stefano e anche il mio altro pensiero, cioè sono vanno di pariparso, cioè nel senso allora io credo che lui fondamentalmente nelle vittime e indipendentemente poi dall'età o dalla insomma siano sposate con figli o meno, più o meno vede sempre la stessa cosa, vede un tipo di donna che ha un comportamento che per lui non è >> consono, >> non è assolutamente consono, diciamo. è riduttivo Consolo, comunque. Sì, per capirci tra di noi. Sì, assolutamente. e che però poi in realtà possa desiderare queste donne, nel senso poi nel suo intimo, nel suo inconscio, questo è ampiamente possibile, nel senso che m probabilmente, vedi, poi vabbè, qui poi entreremo nel discorso de Stefano, non ci voglio entrare perché non è mio è è la sua è la sua teoria, però poi in realtà il mostro ricerca qualcosa che probabilmente ha avuto e non ha più, per esempio, o che ha fatto da modello magari nella sua vita. Questo è un discorso e può andare di pari passo con l'aspetto punitivo, cioè amore e odio. Da una parte desideri un qualcosa, dall'altra lo è una sorta di dicotomia interiore che può coesistere in qualche modo, ma sono aspetti psicologici molto complessi. Ripeto, noi facciamo molte ipotesi, purtroppo, come dice sempre Valerio, non avendo il soggetto qui e andiamo sempre un po' a braccio e però diciamo sono tutte teorie che poi vanno possono possono possono coincidere. Ecco, >> diciamo non avere il soggetto in certi aspetti è un vantaggio enorme perché consente di non averlo dall'altro è anche qualcosa un limite perché non non si riesce mai ad avere la >> il pugno la la Valerio tu il discorso del desiderio come lo come lo vedi? Ero curioso di chiederlo anche a te. >> Desiderio nel confronto della Locci? >> Sì, in qual senso? >> Io non lo credo. Per me la locuale la vittima non Perché dico questo? Perché non vedo un accadimento nei confronti della Locci come lo vedo nei confronti invece della Bettini che avverrà 7 anni 6 anni dopo. >> Perché per te quello non c'è la conoscenza c >> Sì, per me quello c'è una conoscenza della Pettini. Oddio, potrebbe non averlo fatto perché c'era Natalino. Io credo che sia una vittima casuale e basta. E non credo neanche che lui sia un punitore perché sono omicidi sessuali. Se ha ammazzato la Locci perché la conosceva, come pensa Stefano e come pensa Marco. Non è che l'ha ammazzata per punire, l'ha ammazzata perché la conosceva, cioè nel senso sapeva che questa era una vittima facile da da eh da pedinare, forse può darsi che l'abbia studiato un po' prima, però non mi torna come vittimologia perché la >> Però Valerio, scusa ti interrompo, la l'aspetto punitivo ci andiamo a sottolineare è cela è puramente, diciamo, >> un aspetto sessuale. Sì, certo, c'era assolutamente l'aspetto sessuale maniacale. Scuso. Sì, sì, sì. Non so se ne ho parlato in trasmissione, ne parlavo con con voi. Quando lui ammazza la Locci e allora la Locci in quel momento è uno che lui per me è un guardone. Qualcuno dice "Ma non c'erano macchine all'epoca per cui che guardone doveva essere?" Ma io penso che le macchine c'erano già allora, cioè le coppiette che si appartavano cominciavano nel 68, ma secondo me ci sono sempre state in qualche modo. Se c'è stata una macchina, da quando sono nate le macchine, secondo me, le coppie che si appartano ci sono sempre state. Lui comunque un guardone non è detto che magari può darsi che diciamo la sua prima attività io ho pensato potesse essere col binocolo, cercava magari di di vedere all'interno delle case se riusciva a vedere qualcosa. Comunque lui nasce come guardone e quindi la coppia lui l'ammazza perché fa parte delle sue fantasie legato al voyeurismo. Loro sono una coppia, s'appartano, lui è un guardone, ne approfitta. Io credo che lui si trovasse lì per altri motivi, lì a Signa, però perché penso che lui non ha non avrebbe ucciso la Locci se l'avesse conosciuta? Perché era una mamma, proprio per questo motivo, perché era una mamma. Nel momento in cui lui uccide la Locci e s'accorge del bambino, la Locci smette di essere una che si appartava, diventa la mamma di quel bambino nella sua mente malata, comunque è sembra una mamma e quindi può darla ben rivestita per questo motivo, non per rispetto, ripeto, nei confronti della Locci, ma nei confronti del bambino. Questo bambino c'ha la mamma lì e quando si sveglierà non la deve vedere nuda. Quindi mi pare strano che lui abbia voluto punire la Locci. È come se avesse voluto punire il bambino, non la Locci, perché tu ammazzi la mamma del bambino alla fine. Quindi non ce la vedo un atto punitivo. Se ha ammazzato la Locci, se magari in quel momento era l'unica coppia disponibile, magari dice "Vabbè, questa è la Locci, non me ne importa niente". Forse gli interessavano le scissioni e basta, ma a parte nel 68 forse non l'aveva ancora sviluppata questa fantasia. non lo possiamo dire, tra l'altro, questo, il fatto che non ci sia non vuol dire che lui non avesse già una una qualche fantasia di questo genere, perché nel 74 io credo sia stato impedito, non l'ha voluta fare lui l'escissione, ma il desiderio ce l'aveva perché le pugnalate attorno al pube della povera Pettini ci sono. Voglio dire, il fatto che questa donna comunque avesse un figlio magari poteva creare dei dei problemi in qualche modo e invece persone che non conosce lui l'ammazza, la Stefania l'ammazza perché secondo me la vede, la studia, eh è un guardone e lui deve avere i suoi posti eh preferiti. Secondo me le fontanine all'epoca era un posto che lui frequentava abbastanza come guardone, ripeto, eh lì vede la Pettini più di una volta e decide di ucciderla perché la vede più di una volta e quindi se c'ha avuto un se proprio ha avuto un desiderio, ma questa è una persona, quando io dico desideri intendo desiderio di morte, non un desiderio d'amore, eh, cioè io voglio questa donna, la voglio morta e perché sulla Pettina ci ha fantasticato veramente tanto perché tutte le pugnalate che le dà, il fatto che la la porta fuori dalla macchina, la mette in quella posizione, poi la viola con proprio il fatto >> Scusa Valerio, posso fare un intervento su questa cosa che ha detto Però pure che poi mi scordo volevo volevo interromperti, ma >> allora tu hai detto una cosa molto interessante. Io, come tu sai, penso come te che lui avesse osservato per lungo tempo la Pettini, quindi anche in questo caso credo che ci fosse una conoscenza da parte dell'omicida. Però, ecco, io credo questo di questo già ne avevo parlato con tutti voi, però voglio un attimino condividere questo mio pensiero. Ehm, mettiamo, noi sappiamo benissimo, no, che ovviamente a livello da un punto di vista come persone la la prima vittima, la Locci e la Pettini sono agli antipodi, cioè nel senso si tratta di due persone completamente diverse che fanno una vita completamente differenti, età e quant'altro. Però proviamo a immaginare un attimino come l'omicida le può vedere, cioè come può individuare queste donne, cioè è possibile che nella sua testa in realtà eh la personalità e il comportamento di queste due donne eh siano coincidenti. Perché? Perché se noi riflettiamo su quello che ci arriva di questa ragazza, quindi la la Pettini è una ragazza giovane che giustamente ha varie frequentazioni, ha un fidanzato, però ha anche delle simpatie, frequenta un collega di lavoro, tutto questo magari avviene visibilmente, viene osservato e questo può far sì che l'omicida veda magari un tipo di comportamento eh tra virgolette dello stesso tipo. Cioè, abbiamo la Locci che ha numerosi amanti e abbiamo la Pettini che da ragazza giovane ha diverse simpatie, quindi magari si bacia con quello, la vede con quell'altro, è il fidanzato, poi ci litiga. Quindi noi prendiamo sempre in considerazione il filtro mentale di questo individuo, cioè che è una persona ovviamente che è sorta di una patologia disturbata e quindi quello che vede quello che vede fa sì che poi queste due vittime in qualche modo si somiglino.

>> Scusa Marco, eh ti aggiungo una cosa. Prego. Se te levi te levi l'omicidio del 68 e dei stranieri, quello che rimane sono delle coppie di ragazze poco più che ventenni e quelle sono le vittime preferite da questa persona, capito? Vai, vai, continua. >> Certo. No, ma io vorrei che continuassi tu perché tu hai fatto una sei voglia te. Non so se >> No, no, ascoltare, >> eh. No, no. Vabbè, ma io avevo concluso perché non posso andare oltre su sto discorso, però ne avevamo parlato io e te, no? Beh, e la il problema è che non dobbiamo chiederci tanto quali siano forse i punti di connessione tra queste ragazze, quanto quali sono i punti di connessione che l'assassino attribuisce a queste ragazze, quindi quello che lui vede e quello che lui pensa di loro, indipendentemente da quello che può realmente sia. La Locci era una persona, come ha detto Stefano giustamente, chiacchiera un po' tutto il paese. Le altre erano differenti, però noi non sappiamo cosa può aver visto, o meglio lo sappiamo, cosa può aver visto questo individuo e che cosa può aver pensato e che tipo di comportamento e personalità può avere attribuito alla vittima in base a dei comportamenti che lui magari giudica, come diceva Rick poco prima, insomma, poco consoni, diciamo tra virgolette. Sicuramente ci ha rivisto qualcosa, però forse è meglio non lo dire che cosa perché comunque sia >> Sì, no, la nostra Eh, >> certo, >> però sicuramente su queste ragazze su quelle ragazze che ha potuto scegliere lui ha visto ci ha visto qualcosa. Sicuramente un rimando, ha visto qualcosa. >> Eh, esatto. Sì. Ma se posso dire una cosa, le prime due vittime eh >> sono seguite entrambe da un lunghissimo coolinof, no, di anni. È come se forse queste due vittime avessero delle motivazioni intrinseche, rivestissero delle motivazioni intrinseche personali. Eh, la prima, la Barbara, e proprio per il fatto che ne ricompone le vesti, che non oltragena in alcun modo il corpo e che ci tiene a portarsi via questo monile, se è vero che c'era qualcosa attaccato alla collanina, è come se questa persona avesse quasi un legame ehm un senso di compassione, un senso di carità nei confronti di questa persona. Non lo escluderei. La seconda invece, Stefania, c'è invece l'esatto opposto, c'è nel post delictum tutt'altro che un senso di carità, c'è un accanimento sul sul corpo della povera Stefania e e questo accanimento potrebbe qualcuno ha parlato di riproduzione floreale, come si faceva una volta nel 700, che un certo tipo, diciamo, le donne di vita venivano marcate con i fiorellini, >> no? Sì, >> i famosi tatuaggi a fiore, però io c'ho c'ho visto così come ipotesi alternativa anche le macchie eh della sindrome di Turner e mi chiedevo se forse se forse intorno a questa ragazza ci fosse stata una un'altra ragazza che poteva essere stata in qualche modo offesa, proprio perché portatrice di queste macchie sul corpo. E quindi è come se ancora qui torna il contrappasso, oltre a ucciderla poi questa persona la marchia in maniera analoga. Sono ovviamente ipotesi. L'ultima cosa che volevo dire a Valerio che avevo preso nota, lui parlava del telescopio, no? E allora la cosa singolare è che i tre delitti che dicevamo prima, quindi quelli più lontani, quindi la Boschetta, Travle e Baccaiano, avvengono proprio alle pendici di un punto di osservazione molto alto, quindi delle colline. Quindi può essere che magari questa persona nelle sere precedenti al diritto abbia sfruttato queste posizioni sopraelevate per osservare le coppie. sono ipotesi, però nell'85 c'è una strana singolarità in linea con quello che dicevi tu prima del binocolo, perché nell'85 eh il giorno del delitto, quindi in questo caso noi stiamo parlando del sabato perché non possiamo avere la certezza scientifica di quando sia avvenuto questo delitto. E c'è la storia di un di un paio di uomini che con un telescopio, se ricordo bene, e con un teleobiettivo appena acquistato, inquadrano un'autovettura rossa con due persone proprio davanti alla piazzola degli scopeti, quindi non vuol dire niente. Però tu parlando di questo telescopio mi hai eh, come dire, sollecitato il ricordo di questo strano di questa strana coincidenza. Scusa, eh, volevo fare un inciso un attimo. Avete parlato di Stefania Pettini, Stefania Pettini di Vicchio, però non dimentichiamoci mai che Stefania Pettini da gennaio del 74 è stabilmente a Firenze. Questo va da Roma. È una cosa che quindi c'è una bivalenza tra Vicchio e Firenze. >> Sì, >> ecco, c >> questo è importante. Ecco, tutto qui. >> Cioè, quindi dice riconsiderare riconsiderare Firenze come un possibile centro focale dell'attività di osservazione, >> no? che questa questa ragazza può essere stata attenzionata sia a Vicchio, ma come dico io invece come penso a Firenze. Sì, sì, ha ragione Stefano, perché poi eh quando abbiamo messo un po' di ordine tra tutte le varie scartoffie ci si è resi conto che il famoso episodio eh della del pedinamento, un cosiddetto pedinamento >> che quindi sarebbe avvenuto eh viene raccontato a giugno, ma con riferimento a un periodo precedente. >> Quello stazione Emanuele, quello fuori della stazione, per capire per >> Sì, >> sì, sì. diciamo quando Stefania scende, no, dal treno e poi va al lavoro, è difficile poi identificare il percorso o le contingenze, però nel, diciamo, nei verbali, quindi questo lo possiamo dire, si leggendo bene come Stefano sa fare si è scoperto che eh i fatti menzionati non sono riferibili al periodo in cui Stefania lavorava alla Magif, perché la Magif Fl è arrivata solamente a luglio. I fatti invece in questione sono riferibili al periodo precedente e quindi a quando Stefania lavorava alla Newflex quartiere Isolotto. Dico bene? Eh, Stefano ha chiuso il microfono, adesso lo lo Eccolo. No, no, dici dici benissimo, soprattutto venne seguita da questa persona. Vabbè, non possiamo sapere se era lui, però la la cosa la casualità è che questa persona ha la stessa età della del della persona che >> E senti Stefano, senti Stefano, ti volevo chiedere una cosa. Ma quindi il fatto che il quartiere Isolotto sia, magari per chi non è di Firenze che non conosce molto bene la toponomastica, praticamente il quartiere Isolotto è è l'ultimo quartiere di Firenze prima di arrivare a Scandicci, giusto? È attaccata a Scandicci. >> È attaccata a Scandicci. E tanto per capirci, eh, se riusciamo a dare un'indicazione, all'isolotto di Scandicci c'è, per esempio, m appunto oltre alla Newflex, ci sono anche altri personaggi noti che possiamo nominare. >> Ma in che senso? Vai! Questa questa la dico io. Allora, [risate] la famosa la famosa lettera anonima che arriva nell'85 che indica indagate il nostro concittadino Pacciani viene inviata da una persona che non nominiamo ovviamente e che è indicata nei verbali. Se andate su insufficienza di prove trovate come F.Dd, quindi noi oltre non andiamo e questa persona abitava proprio lì. Eh, quindi ehm anche qui è strano, no? Le coincidenze, il mondo comeè piccolo. Quindi nell'85 abbiamo una lettera anonima che indica Pacciani scritta da una persona che abita nella via dove praticamente stava la Newflex. Adesso magari i cattivelli diranno: "Eh, ma non era la stessa via". Non era la stessa via perché via lunga e via Aiutami Stefi, >> m via delle Murricce. Bravissimo. Però sono a incrocio, giusto? >> Sì, son 300 m. >> Eh, quindi, insomma, c'è una certa prossimità. Che vuol dire questo? Come al solito, niente. Sono le mille coincidenze >> che eh si ripresentano ogni volta in questa storia. No, no, aspetta, non vuol non è che non vuol dire niente, vuol dire tanto. >> No, no, vabbè, dicevo era era perimo perché io si sa benissimo che diciamo e che dico che il mostro di Firenze conosceva Stefania Pettini e l'ha conosciuta in un momento ben preciso, anche se non si può dire della sua vita. Certo, può essere il battesimo, la cresima, la comunione. Adesso non serve specificarlo. Es >> prego. >> No, è interessante perché il classico modo di Emanuele di eh quello di prima, no? Quello dice eh sì, sì. Vuol dire tutto, non vuol dire niente. Una modalità tipica. >> Eh, ma è giusto, eh. >> Eh, beh, certo, perché avete chiaramente delle fonti che non sono rivelabili perché fanno parte di uno studio che state facendo con probabilità e anche avanzato, mi pare di capire. Perché se avete individuato finito >> se avete se avete evidenziato delle zone di Firenze specifiche, delle modalità specifiche e dei tempi specifici di conoscenza eventuale della Pettini da parte dell dell'eventuale serial killer, vuol dire che lo studio è è avanzato, cioè dire >> no no no sono solamente ipotesi, non c'è niente di concreto. No, concreto diverso che avanzato, cioè intendevo dire, >> ma neanche No, no, molto allo stadio primordiale direi, >> comunque. Sì, sì, sono >> vero Stefini? >> Eh, molto molto allo stato primordiale. Sì. E diciamo che >> non si sa, >> non si sa. Tutto questo torna con la Emanuele Tutto questo torna con la profilazione geografica ipotetica che si è fatta del del sei a Chile unico. A questa domanda non posso risponderti >> perché appunto nel podcast facevi alcune ipotesi eh che sono state ascoltate molto anche dagli ascoltatori da chi ascolta questa trasmissione. Second me ci sono anche ascoltatori di occhio ragazzi, quindi sanno quali sono i contenuti del del lavoro che hai fatto per noi. >> Quella è una profilazione geografica che è fatta puramente su dati teorici, no? mentre ehm le attività poi che vengono condotte da persone eh che hanno questo spirito di osservazione, questa capacità quasi di idaking, eh questa questa grande memoria, questa capacità di sviluppare collegamenti, di tracciare e mettere in connessione varie dimensioni, quindi lo spazio, il tempo, la dinamica delle vittime e stiamo ovviamente parlando del nostro amico che ci ascolta da questa località segretissima Ma eh al di là della Questo è un'altra, come dire, sono due treni che corrono su su binari paralleli, no? E ogni tanto noi ci salutiamo e ci scambiamo dei saluti. Ecco, però volevo chiedere un attimo a Daniele se Quanto tempo abbiamo ancora. Daniele, >> ma siamo al termine, eh? >> Siamo al termine della notte, allora. Peccato perché avrei voluto introdurre un argomento, ma ormai è troppo tardi. Allora, >> ma se è lungo sì, se è corto, insomma, >> si tira la mezzanotte magari. Daniele, si riesce in >> 10 in 10 minuti ce la facciamo. >> 10 minuti se riusciamo magari ad abbzare. >> Posso provare? Posso provare. >> Vai, proviamoci. Volevo parlare delle difficoltà che ha trovato quest'uomo nel corso delle sue azioni, per cui ha dovuto commettere, cioè ha dovuto fare delle azioni che erano indipendenti della sua volontà, perché noi pensiamo che abbia avuto il dominio di tutto, ma forse non è così. Mi riferisco in questo momento al delitto di Calenzano che ne parlavo con Emanuele. Emanuele ha dato uno spunto interessante. Marco, ci sei sempre tu? Sì, eccomi. Sì, sì. >> Ah, scusa, eh, perché non ti sentivo più? >> Perché? No, ciao. >> No, non ti sentivo più. >> Era contemplativo. >> Sì, infatti nel detto di Calenzano, il fatto che lui abbia estratto l'uomo dal dal lato del guidatore, poi anche la donna dal lato del guidatore è sempre stato un grande enigma. Io penso che me l'abbia risolto tu questo enigma, Marco, quando una volta mihai detto "Vai a vedere come caspita si sono aggrovigliati i corpi in una in quell'occasione". Quindi ha dovuto per forza togliere prima l'uno e poi l'altro. In effetti può darsi che sia andata così, perché lui aveva più vantaggio forse a a estrarre il corpo della donna dal lato del del passeggero, perché c'era lo spazio lì, c'era però probabilmente forse lui ha dovuto per forza aprire lo sportello del guidatore perché forse Baldi impediva, forse gli era caduto addosso, chi lo sa. E ho pensato una volta che lui si trova lì e toglie Baldi, forse poi a quel punto toglie anche la ragazza. E si parlava con Emanuele del fatto di questo stivale che uno lo ritroviamo all'interno del della macchina e l'altro lo troviamo al piede di Stefano Baldi. Comeè stato tolto il ragazzo dalla macchina? Io ho pensato dalle ascelle, no? Forse la cosa che ti viene più pratica e >> spontanea. Sì, sì, sì. >> Però giustamente mi ha fatto notare Emanuele, dice "Ma forse l'ha tolto invece per i piedi". Per >> allora uno stivale forse gli è rimasto in mano. >> Ti ricordi, Emanuele che parlavamo di questo? >> E quindi cosa ha fatto? L'ha preso? L'ha appoggiato in macchina come se fosse in >> un secondo tempo lui. Emanuele, ma forse Emanuele non senti questo. >> No, no, ti sento, ti stavo ascoltando. Sì. No, l'ipotesi era che egli per un discorso di ottimizzazione dei carichi m >> perché chiaramente entrare in un'auto, no, all'interno dell'abitacolo, quindi con la schiena piegata e e diventa più difficile, no, perché proprio ho una proiezione delle forze che va contro lo sforzo che devo fare. Se invece io rimango all'esterno dell'auto e prendo il corpo per le caviglie, tutto sommato, tanto, voglio dire, questa persona non è che aveva tanto riguardo per per le sue vittime, mi sembra, no? Lo estraggo per le caviglie, a un certo punto però e questo stivale magari si sfila, >> si sfila. >> Allora, mi rendo conto che non lo posso più tirare per le caviglie,

Ma decido di prenderlo per le ascelle. Ecco perché poi magari il pezzo finale l'ha fatto con le ascelle.

Terminata tutta la sua azione delittuosa, diciamo, con Valerio, magari questa persona ripassando dice "Ah, adesso chiudo la porta, ricolloco lo stivale all'interno e chiudo la porta". Era così, no, che dicevamo, no, Valerio?

Sì, era così che dicevamo, più o meno. Eh, perché lui deve averlo trascinato per le ascelle perché il il pantalone viene trovato un diciamo la gamba mi pare destra del pantalone o sinistra, no, sinistra mi pare. Cioè, questo pantalone rimane attaccato al ragazzo e sfilato e girato alla rovescia e rimane attaccato al piede dove lui ha lo stivale. Ci rimane attaccato. Sì. Pantalone e sia lo slip.

A quel punto forse la ragazza in qualche modo è andata a finire anche lei sul sedile del passeggero del guidatore. Forse gli veniva più comodo a quel punto estrarla direttamente da lì piuttosto che andare a fare tutto il giro. Cioè il problema era questo.

Il giro comunque l'ha fatto dopo. Comunque il giro l'ha fatto più tardi quando comunque ha portato Stefan ha portato, scusa Susanna l'ha portata dall'altra parte per per l'escissione comunque.

Sì, però perché non l'ha presa dal lato del passeggero? Per comodità, Valerio, per comodità. Ho anche pensato che se lui apre lo sportello, no? Se io apro lo sportello del passeggero, la via che va dal e io tolgo la ragazzina, poi sono costretto a richiudere di nuovo lo sportello. Tra l'altro quello è uno sportello anche con vetri infranti, quindi forse lui non preferisce andare dall'altro lato perché così non rischia di di tagliarsi magari dall'al dal lato dello sport del del finestrino che lui ha mandato in frantumi. Cosa si abbia fatto? Tutta una serie di calcoli del genere. Cos'è? Non vedo, scusa.

Disegno di. Eh, mi fai rivedere, Emanuele? Aspetta, perché non ti. Eh, che cos'è, scusami? C'è la c'è la siepe, c'è la golf. Se. Cioè B sarebbe A sarebbe. Sì, se l'avesse estratta da Arebbe comunque per via della portiera che dava sulla vegetazione io. Eh, è quello che dicevi tu adesso. Io ti ho fatto uno schizzetto, no? Avrebbero dovuto comunque fare un un percorso più lungo con la ragazza. Qui tutto sommato richiudere lo sportello lo richiudeva.

Eh beh, ma non è una pippa, ha due mani. Eh eh. E invece dall'altra parte facendo il percorso B, il percorso è chiaramente più breve. Sì, rischia sempre che rischi di più, però in questo modo. Sempre che rischi di più, però forse più veloce. Lui preferisce essere più veloce. Sì, più pratico, più veloce, perché deve avere anche una un controllo del territorio abbastanza buono lui.

Ecco. Scusa, scusa un secondo, è in verosimile, cioè la è una cosa che butto lì perché mi è venuta un lampo, è in verosimile che invece, cioè noi abbiamo ritrovato, cioè Stefano esattamente com'era tra virgolette vestito svestito nel momento dell'attacco, cioè con uno stivale già tolto e riposto e con i pantaloni eh a mezzo perché veniva comodo, perché spesso magari li lasci a mezzo perché così sei pronto a a rivestirti quando quando devi andar via e quindi uno stivale addosso uno stivale già tolto. Cioè ho pensato anche a quello che noi abbiamo ritrovato esattamente la posizione degli stivali com'erano. Poi qual è l'obiezione? L'obiezione potrebbe essere che tutta la la dinamica del delitto difficilmente avrebbe lasciato intatto lo stivale dove dove l'abbiamo.

Certo. È che io quello stivale in quella posizione lo vedo come un simbolo fallico. Mh. Di marcatura del territorio alla fine del delitto. Quindi eh forse è successo come dici tu, cioè eh noi ci stiamo complicando la vita ed è andata come dicevi tu, cioè che già questo povero ragazzo aveva un una gamba sfilata, però questo signore quando estrae i corpi è abbastanza plausibile che lo stivale da dritto non dico che sarebbe caduto giù dalla macchina, però.

Sì, infatti l'obiezione è proprio quella. Almeno caduta così. Il fatto che però questa persona, no, lo ricollochi in posizione verticale è un po' come quelle persone che quando spengono la sigaretta la spengono in verticale nel posacenere. La lasciano più in piedi. Sì, sì, sì, sì. Eh, io invece lo vedo come un messaggio che lascia lancia gli inquirenti per dire sul 68. Sono io quello della scarpa. E vedi che quante sono alternative le le persone? Perché fa non fa solo questo. Perché non fa solo questo, non fa solo non prende solo la scarpa e la posiziona lì perché deve per forza avercela messa lui la scarpa lì. Estrae prima Baldi, poi la ragazza.

Stivale. Lo stivale dici? Eh, lo stivale, sì. Poi è dallo stesso lato dove dove è caduto lo stivale di scusami la scarpa di Ro bianco. Solo che, come dici tu, forse gli si è sfilata la questo stivale invece che l'altro. Quindi era indifferente alla fine, ma mette anche la il libretto di circolazione di Baldi nella borsetta della della Cambi.

Ma forse, sai, su questo Vale, io avrei qualche dubbio, magari semplicemente era un'abitudine, anch'io lo facevo all'epoca con la mia ragazza, no? Eh, che le davo i documenti, le davo le sigarette, le davo le chiavi di casa, le davo le chiavi della macchina, le da il libretto della macchina, scusa. Le davo anche l'autoradio, le davo anche il cappello, le davo la mantella, le davo tutto le davo. Guarda, ti assicuro. Avsa che altro, cioè, altro che.

Ma l'estrazione della macchina in genere tu lo tieni nel cruscotto, però non lo dai alla. No, no, sai perché? Perché c'era, no, il timore che ti rubassero l'auto e si portassero via anche il libretto di circolazione. Quindi io, almeno sono di quella generazione, cresciuto poi a Milano in periferia, quindi qui non è che fossero posti tanto tranquilli, c'erano dei bei birbaccioni e quindi quando si scendeva dall'auto si portava via l'autoradio, quella estraibile perché sono quelli gli anni, ma anche il libretto di circolazione ovviamente no c'era anche qualche canzone, no, l'uomo con l'autoradio e chi poteva invece dava queste cose alla fidanzata. Quindi io, come dire, non è che ti voglia contraddire, però la vedrei così, non offrirei un punto di vista un po'.

E quindi Angelo Bianca ha fatto la stessa cosa, ha lasciato la sua carta d'identità alla a Barbara Locci perché per gli stessi identici motivi nel 68 questa era una coppia di fidanzati, quella era una coppia di amanti. Io non credo che lo bianco dava la carta d'identità a Barbara Ross.

Io non so questa cosa. Senza entrare nel merito della questione relativa al libretto e alla anche questa cosa che diceva lei molto interessante la carta d'identità, volevo riallacciarmi su questo proprio per parlare di un argomento che è quello della manipolazione eh da parte dell'omicida eh degli oggetti appartenenti alle vittime sulla scena del crimine. Voi avete fatto alcuni esempi, ce ne sono moltissimi e su questo mi lasciare al volo in 5 minuti proprio rapidissimi a una serie di domande che mi avevano fatto riguardo un argomento, appunto, che era emerso recentemente, ovvero volevo solo chiedere Marco.

Volevo solo chiedere a Daniele. Come possiamo porci oppure se dobbiamo aggiornarci su questo. Volevo sentire un attimo perché per i tempi che abbiamo. Se ci sono 5 minuti Daniele va bene penso 5. Siamo in chiusura, perciò. Dimmi tu Daniele come preferisci. Siamo in chiusura ci si può anche aggiornare. Ok. Sì, io faccio mezzanotte passata. Esatto. Vabbè, allora il tempo è scaduto, diciamo. Eh, sì, direi di sì. Ci siamo, ci siamo. Posso fare una domanda a Marco? Vai. Certo, certo. Marco, secondo te tu hai ehm secondo te in base a come ha sparato questa persona nel 68 aveva già ucciso?

Ah, ma guarda Manuele, questo è una domanda a cui è difficile rispondere. Io quello che ho riscontrato e l'ho detto è che non aveva sicuramente una esperienza di tipo operativo, nel senso che comunque il solo è un tiro istintivo dire se avesse già già ucciso m secondo me non è possibile stabilirlo in base alla al modo in cui sparava. Secondo me quello che ho riscontrato e l'ho detto tante volte è che comunque lui con il procedere il proseguo della catena omicidiaria acquisisce acquisisce esperienze e questo si vede. Nel 68 ehm mi è stato detto che lui spara meglio nel 68 che nel 74, ma questo in realtà non è poi, secondo me, vero, nel senso che semplicemente si trovano due situazioni differenti e quindi le difficoltà cambiano a seconda della situazione. Posso fatto un'altra domanda? Certo. Secondo te nel 68 i primi quattro colpi vengono sparati contro lo bianco attraverso gli 8 cm del finestrino posteriore sinistro semiaperto e i successivi quattro attraverso la porta che viene aperta, quella anteriore, verso la loc.

No, se stai sbagliando però Emanuele. Eh, questa Emanuele, guarda, sulle dinamiche è una domanda a cui non posso risp, anzi diciamola proprio, non voglio rispondere sulle dinamiche. Ma il fedile Ma il finestrino posteriore del lato di guida non era mica di 8 cm? No, posteriore sinistro. Posteriore sinistro. L'anteriore. No? Il posteriore sinistro di 8 cm era aperto. L'anteriore sinistro era solo 3 cm, quindi difficilmente una pistola che poi rincula. 8 cm erano primavevo. Il posteriore sinistro il posteriore sinistro. Adesso me la dovrei andare a rileggere perché è passato tanto tempo. Questa la notizia. Posteriore sinistro è 8 cm aperto, l'anteriore sinistro è 3 cm. Io personalmente non metterei una bocca da fuoco di una calibro 22 in una fessura di 3 cm. E certo per. Che se questa rincula mi spacca il vetro o comunque insomma. Il posteriore sinistro è dove dove c'era Natalino. Il posteriore sinistro invece dove c'era Natalino, ma ricordiamoci che il lo bianco era sdraiato, quindi come dire il busto era esposto a essere colpito proprio molto bene dal posteriore.

Quindi, Marco, tu non vuoi rispondere su questa domanda? Eh, no, Manuel, lo sai sulle dinamiche preferisco evitare di rispondere. Vabbè, allora mettiamola così. Secondo te, considerando la tua dentra giro, stai tentando gir. No, no, considerando la tua amevole esperienza. No, nella materia, considerando la tua perizia balistica e considerando le tue innate doti, eh, come dire, di analisi introspettiva. Senti come ti lo singa. Senti. Mamma mia, è tremendo. Eh, ragazzi. Tu. Ritenresti plausibile che questa persona possa aver esploso i primi quattro colpi attraverso il finestrino posteriore sinistro aperto di 8 cm in direzione dello bianco e poi magari aver provveduto ad aprire il lo sportello anteriore sinistro ed esploso gli ultimi quattro nei confronti di Barbara.

Allora, mi hai rifatto la stessa domanda di prima con Lusinghe, quindi. Domanda domanda con Lusinghe domanding poi ti rispondo ti rispondo privatamente, ma non piglia per fame se va avanti così, eh. Che dici? Che dici? Vai. Ti piglia per fame se va avanti così, eh? Mi piglia per fame. Vabbè, cambio la domanda. Secondo te questa ipotesi chiusura, scusate, stavamo in chiusura. Allora, che voleva chiudere sta chiusura. Comunque secondo te questa ipotesi è da scartare, quindi. Ne parliamo dopo. Manuele. Sì. Ragazzi, siamo chiaro che la risposta deve stare confinata in una dimensione non pubblica. Ecco. Ok. Ragazzi, vi redarguiamo per l'ora e siamo in chiusura per la trasmissione. E quindi possiamo passare saluti. Eh, appunto, ai nostri ascoltatori e prego a voi lainza. Inizio. Io io ringrazio tutti, ringrazio anche per sempre come per questa opportunità meravigliosa di conducchiare questa trasmissione, anzi condurre a tutti i livelli e grazie Manuele, grazie Valerio e grazie Marco, grazie Riccardo, grazie Vera, grazie Daniele, insomma io penso di aver ringraziato abbastanza. Ecco. Passo la parola a Emanuele per il salisti finale. Giovedì prossimo. Valerio, c'hai già un'idea oppure. No? Ancora no. Bene. Buono. Sempre sul pezzo. Va bene anche. Fattela venire, va. Vai. Aspetta, aspetta. Io avrei un secondo argomento. Ce lo dicevamo. Ce lo mettiamo quello magari. Cosa? Cosa? Marco. No, dicevi il secondo argomento che poi non ho avuto modo di di cui parlare, quindi ci possiamo ci possiamo infilare magari quello. Sì, tienilo, tienilo. Ma ci approssimiamo al 2 agosto, eh del del 1980, quando c'è stata la strage della stazione di Bologna. A me piacerebbe fare una trasmissione su questo su questo su questa strage del dopoguerra che, insomma, è rimasta alla fine, anche se abbiamo dei colpevoli e tutto, però è rimasto un gran mistero, quindi però non so con chi farla se qualcuno perché bisogna un po' prepararsi su questo argomento. Ah, beh, sì. Eh. È interessante, Valerio, potremmo magari lavorarci un po' sopra, eccet. Sì, sì. Io ne vorrei ne vorrei parlare. Ci vuole un po' di tempo, però come hai detto tu bisogna prepararla bene che è complesso come argomento. Vera, volevi Volevi dire qualcosa Vera, da? Innanzitutto, ora che salutano la gente dall YouTube, un complimento a tutti quanti, a Marco Corigliani. Bob Ours. Corigliano, Corigliano. Corigliano, scusami tanto. Niente, niente. Boboralizzato. Bobs che fa. Uno è trino. È uno e trino. È uno e trino. Esatto. Allora, Bobs ti fa i complimenti e poi Luca Castellani, un saluto a tutti. Certamente il resto della gente era molto attivo sul chat. Su chat. Sulla chat. Sì, sì. È stata molto. Tra l'altro, ragazzi, vi invito, almeno uno di voi che siete in diretta, ad avere anche voi la possibilità di leggere la chat su YouTube perché ci sono molte domande. Sì, la leggo. Infatti io non ho la minima idea di come fare per fare sta cosa. Bello. Va bene, comunque leggetela perché ci sono degli interventi interessanti. Va bene, ragazzi. Volevo fare io una domanda a Riccardo, dato che. Dimmi, dimmi dimmi. Hai dovuto filtrare tanto. Il camerettista si è fatto video. No, stasera è andata molto bene. Sì, molto tranquilla come cosa. Sì, c'è andata abbastanza bene, per cui. Sono spariti. Ma chissà perché. Eh beh, vedi che alla fine perché. C'ero io. Il filtro. Perché c'ero io. Sono spariti anche alcune persone. Stefano, grazie che ci sei sei stato con noi. Grazie. Ciao Vera. Ciao. Ciao anche Daniele. Non t'ho salutato all'inizio. Ma prego, non c'è problema. Infatti neanch'io Daniele ti ho salutato all'inizio. Ci hanno catapultato in trasmissione così dal niente. Siamo ritrovati. Va bene Daniele, a te per la chiusura per. Bene. Pertanto salutiamo Vick White. Ciao grande Valerio. E il grande Emanuele. Buonanotte a tutti. E poi Marco Mark che chi che che c'è? Mark Twain. Sì. Mark. Mark Twa. A giovedì. A giovedì, ragazzi. A giovedì alle 21:30 e ricordiamoci sempre alle 8:30 per Gamene di Valerio. Assolutamente, assolutamente. Ragazzi, buonanotte a tutti, alla prossima. Ciao ragazzi. Ciao. Ciao a tutti. Ciao. Ciao.