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Il Sistema Nervoso (Riassunto) | Il Corpo Umano

La Biologia per tutti38:18

Transcription

[Musica] Bentornati in questa lezione. Farò un riassunto sul sistema nervoso. Cercherò di trattare i punti principali per andare a spiegare al meglio il sistema nervoso, ma vi informo che sul canale è già presente una playlist che tratta le neuroscienze e che quindi va ad approfondire tutto il sistema nervoso nei minimi particolari.

Inoltre, sul canale c'è già un video chiamato "Il tessuto nervoso". Vado semplicemente a specificare che il tessuto nervoso è quel tessuto che poi andrà a formare il sistema nervoso, e cioè nel tessuto nervoso vengono spiegate le cellule che comporranno il sistema nervoso. Noi comunque in questa lezione andremo a fare un piccolo recap, andremo a riprendere comunque le parti più importanti. Ad ogni modo, ogni volta io vi dirò e vi rimanderò ai video dedicati.

E allora, iniziamo col dire che il sistema nervoso è quel sistema del nostro corpo deputato a recepire gli stimoli provenienti dall'esterno tramite dei recettori sensoriali, per poi trasmetterli al sistema nervoso centrale, cioè la zona di elaborazione che va a lavorare questi stimoli. E poi deve elaborare anche delle risposte che verranno inviate tramite delle cellule particolari che si chiamano neuroni agli organi effettori. Quando noi parliamo di organi effettori, possiamo generalizzare con i muscoli o delle ghiandole, oppure possiamo entrare nel dettaglio andando a parlare appunto dell'organo specifico che viene comandato.

Quindi, ricapitoliamo: il sistema nervoso è deputato a ricevere gli stimoli dall'ambiente perché è molto importante riuscire a relazionarsi con l'ambiente. Questi stimoli devono essere elaborati e poi deve essere mandata una risposta ai nostri muscoli per farci muovere in conseguenza a questi stimoli. Esempio, come vediamo in figura: se io mi pongo con uno spillo, devo intanto recepire il dolore. Poi questo dolore verrà elaborato dal cervello che manderà un comando al muscolo del mio braccio che mi farà togliere appunto il braccio, così almeno io non proverò più dolore. Questo perché, ovviamente, il dolore va a identificare un'esperienza pericolosa, quindi ovviamente io dovrò togliere il braccio, sennò a rischio di perderlo.

In poche parole, per fare tutto questo ci sono delle cellule specifiche ben precise. Ovviamente, come dicevo prima, questa parte la potrete andare a riprendere andando a vedere la lezione sul tessuto nervoso che va a trattare nel dettaglio proprio queste cellule. Inoltre, nella playlist di neuroscienze sono già presenti i video dedicati ai neuroni e alle cellule gliali, quindi potrete andarli ad approfondire molto bene.

Dicevamo comunque che il sistema nervoso è costituito da due tipi di cellule principalmente: i neuroni e le cellule gliali, chiamate anche glia. I neuroni sono le unità strutturali su cui si basa tutta la rete di trasmissione dell'impulso nervoso. La glia, invece, quindi le cellule di glia, hanno vari compiti, principalmente quelli di aiutare i neuroni. E infatti vi ho scritto: hanno il compito di proteggere, sostenere e nutrire i neuroni. Ora andremo a vedere perché ogni tipo di cellula glia farà una cosa specifica.

Partiamo però col neurone. Andiamo a ripercorrere un pochino com'è fatto. Grazie alle sue peculiari proprietà fisiologiche e chimiche, è in grado di ricevere, integrare e trasmettere poi gli impulsi nervosi, che sono appunto dei segnali elettrici. È anche capace di produrre sostanze denominate neurotrasmettitori, che andremo ad affrontare un po' più avanti. Tra l'altro, nella playlist neuroscienze c'è un video dedicato proprio ai neurotrasmettitori, in cui vi vado ad approfondire.

La parte centrale del neurone viene chiamata soma o semplicemente corpo cellulare. In questa parte c'è il nucleo del neurone e cioè vengono svolte le operazioni classiche di qualsiasi cellula. Gli altri organelli deputati alle principali funzioni cellulari sono sempre qua, sono sempre nel soma o corpo cellulare, che dir si voglia. Poi, però, dal corpo cellulare, qua arriva la particolarità di questa cellula, hanno origine, cioè vengono diramati, dei prolungamenti citoplasmatici chiamati i dendriti, che solitamente sono deputati a ricevere il segnale da altri neuroni o da degli organi.

Dall'altra parte, invece, si prolunga un lungo cavo, un lungo prolungamento cellulare chiamato assone. Questo prolungamento è come se fosse un cavo elettrico che va a trasmettere il segnale al neurone successivo o ad esempio a un muscolo, quindi a un organo effettore. Lo vediamo molto bene qua: destra il corpo cellulare è simboleggiato con le frecce, dove abbiamo nucleo e vari altri organelli. Abbiamo poi dendriti da cui arriva il segnale, quindi il segnale arriva da qua, viene trasmesso all'interno del neurone fino a raggiungere l'assone, lo percorre tutto e poi tramite i bottoni sinaptici o terminali sinaptici, viene contattato un neurone successivo o ad esempio un muscolo. Quindi il segnale verrà trasmesso, come vedete, proprio come un cavo elettrico.

Ci sono dei rivestimenti sull'assone per andarlo a isolare, e questo rivestimento viene chiamata mielina, che è la sostanza appunto che riveste. Ma adesso andiamo a vedere meglio spiegando le cellule gliali, questo perché sono proprio le cellule gliali che vanno ad aiutare il neurone in tutte le sue funzioni. Possiamo identificarne principalmente tre.

Il primo tipo di cellule gliali sono gli astrociti. Gli astrociti servono da impalcatura ai neuroni nel cervello. Prendono rapporti con i vasi sanguigni che irrorano il sistema nervoso centrale, cioè tutti i vasi sanguigni che entrano ad esempio nel cervello e vanno a creare la barriera ematoencefalica. In poche parole, questi astrociti, come se avessero delle bracciate, infatti vedete alla figura qua in alto a destra, come se avessero delle bracciate, vanno a contattare, quindi vanno a posizionarsi intorno ai capillari sanguigni, andando a creare proprio una barriera, cioè loro decidono quello che può passare o meno dal vaso sanguigno ai neuroni. Inoltre, sono attivi anche nella conservazione della fisiologia cerebrale, cioè, in poche parole, vanno a creare un ambiente idoneo alla trasmissione del segnale nervoso e, ad esempio, vanno anche a svolgere un ruolo molto importante nel ciclo metabolico dei neurotrasmettitori. Infatti, andando a requisire i neurotrasmettitori in eccesso, andando a riciclare quelli che vengono utilizzati, vanno a contribuire alla conservazione dell'ambiente adatto ai neuroni. Cioè, in poche parole, gli astrociti sono importantissimi perché fanno da struttura, da impalcature al cervello, cioè tantissimi che vanno a creare un'impalcatura.

Ecco, io tornerei anche con la slide precedente. Ecco qua, vediamo proprio un'immagine in cui c'è un neurone verde, colorato in verde fluorescente, lo vedete? Questa foto viene fatta tramite microscopio a fluorescenza e vedete però tutte queste celluline rosse. Ecco, queste qua sono tutti probabilmente astrociti. Poi bisogna capire un attimino con cosa sono stati marcati, però tendenzialmente potrebbero essere tutti astrociti. Cioè, sono comunque cellule gliali. Quindi vediamo un neurone molto diramato, molto bello anche da vedere in verde, e poi vediamo invece quante cellule gliali vanno a trovarsi intorno a questo neurone ad aiutarlo nel suo lavoro. Sono tutte queste celluline in rosso.

Tornando alla nostra slide, andiamo e proseguiamo andando a trattare un altro tipo di cellule gliali: oligodendrociti e cellule di Schwann. Vi dico subito che il compito è lo stesso, ma lo svolgono in maniera leggermente diversa. E cioè, gli oligodendrociti hanno la funzione di rivestire gli assoni tramite la guaina mielinica. Cosa vuol dire? Vuol dire che loro hanno una membrana che, andando ad arrotolarsi intorno agli assoni dei neuroni, vanno a dare uno strato o più strati di isolante, perché la loro membrana è fatta da mielina, che è questa sostanza isolante, e vanno a circondare quindi gli assoni creando appunto come se fosse una guaina isolante.

Le cellule di Schwann fanno la stessa cosa, solo che questo lavoro lo fa non nel sistema nervoso centrale, ma nel sistema nervoso periferico, quindi diciamo così, fuori dal cranio, dalla colonna vertebrale. Qual è la differenza effettiva? La differenza effettiva è che un oligodendrocita può diramare vari prolungamenti andando a circondare vari assoni, e ogni assone del neurone può avere vari oligodendrociti che vanno ad attorcigliarsi attorno. Mentre invece le cellule di Schwann sono proprio una cellulina sola che va ad attorcigliarsi attorno a un pezzettino di assone. Quindi possiamo dire che servono tante cellule di Schwann per ricoprire un unico assone, perché le cellule di Schwann sono come se andassero un po' ad abbracciare tutto l'assone. Mentre invece gli oligodendrociti è come se avessero delle braccia. Lo vediamo anche qua in figura, che vanno a prendere più assoni. E quindi noi lì, l'oligodendrocita, può andare a ricoprire più assoni. Ovviamente, per coprire completamente una zona, e poi serviranno vari oligodendrociti che vanno appunto a prendere contatto con più assoni.

Ultimo tipo di cellula gliale è la microglia. Sono cellule che si occupano della prima e principale difesa immunitaria attiva nel sistema nervoso centrale. Le cellule della microglia costituiscono il 20% della popolazione totale di cellule gliali all'interno del cervello.

E andiamo a vedere un pochino come vengono strutturate, come si dispongono queste cellule. In questa immagine vediamo molto bene, innanzitutto i neuroni, li vediamo colorati in viola. Le cellule gliali, le vediamo qua in blu scuro, e poi vediamo gli astrociti in verde. Vediamo come gli astrociti, qua a sinistra, vanno a prendere contatto e circondare un capillare sanguigno, come vedete, come se avessero delle piccole braccia, delle piccole manine che vanno a circondare il capillare sanguigno e decidono cosa può passare dal sangue al cervello. Vediamo poi, bianchi, li vediamo qua colorati di bianco, gli oligodendrociti che vanno a circondare la zona, i vari assoni. Vedete che, ad esempio, questo oligodendrocita va a prendere contatto con più assoni neuronali e vanno a creare quindi la guaina mielinica, che è come se fosse il rivestimento in gomma dei cavi di rame. Quindi, come i cavi dell'elettricità hanno un rivestimento in gomma, noi con i nostri neuroni, che sono un po' i nostri cavi dell'elettricità, abbiamo un rivestimento chiamato mielina, e questo rivestimento è proprio la membrana di questi oligodendrociti.

Cellule di Schwann, funzione identica agli oligodendrociti, ma nel sistema nervoso periferico. Troviamo le cellule di Schwann. Se vogliamo vederlo ancora meglio, ecco qua, lo vediamo in questa immagine che è ancora più dettagliata. Vediamo come gli astrociti in azzurro vanno a prendere contatto con neuroni, con capillari sanguigni, lo vediamo qua in basso a destra con varie strutture, fanno proprio da impalcatura. Poi c'è la microglia qua in viola e gli oligodendrociti. Ecco qua, lo vediamo in sezione, come l'oligodendrocita va a circondare poi l'assone, anzi più assoni. Infatti, qua vediamo un neurone in giallo, ma vediamo anche l'assone di un altro neurone che sta andando a contattare questo neurone principale, e attorno a questa zona ci sono sempre oligodendrociti.

E qua, infatti, stiamo già vedendo come, in effetti, i neuroni si possono contattare. Come si chiama la zona di contatto tra un neurone e l'altro? Si chiama sinapsi. Ovviamente, la slide lo dice già, e la sinapsi è appunto la struttura di connessione, cioè il punto di collegamento tra il terminale assonico di un neurone e l'altro neurone. Tendenzialmente, le sinapsi avvengono tra assone e dendrite del neurone successivo, però nel video dedicato alle sinapsi, che trovate sul canale, si vede come ci sono vari tipi di sinapsi, cioè l'assone può contattare varie zone del neurone postsinaptico. La sinapsi, ovviamente, può avvenire anche tra un neurone e poi una cellula effettrice, ad esempio una cellula muscolare, una ghiandola.

E in generale, possiamo dire che le sinapsi possono essere di due tipi. Lo vediamo qua in basso: sinapsi chimiche, cioè giunzioni in cui i neuroni non sono direttamente in contatto, ma hanno uno spazio chiamato spazio intersinaptico. In questo spazio, il neurone presinaptico rilascia i neurotrasmettitori, cioè delle molecole in sé, che contatteranno il neurone postsinaptico. A quel punto, passa proprio il messaggio, cioè il neurone presinaptico contatta tramite neurotrasmettitore quello postsinaptico, e il messaggio passa.

Invece, in basso a destra, vediamo le sinapsi elettriche. Le sinapsi elettriche sono giunzioni attraverso le quali il potenziale, si trasmetterà il segnale, si trasmette senza interruzioni da un neurone all'altro, o dal neurone, ovviamente, a un organo effettore. Perché, in effetti, queste sinapsi le troviamo più che nel cervello, che qualcuno c'è, soprattutto nel cuore e nel canale digerente. Nel cervello, però, troviamo principalmente sinapsi chimiche.

Come già detto, e come è fatta una sinapsi chimica e come agisce, soprattutto. Ecco qua, vi ho disegnato il neurone presinaptico, o meglio, il terminale assonico, quindi il terminale presinaptico, e il terminale postsinaptico. Nel terminale presinaptico vediamo come ci siano delle vescicole contenenti i neurotrasmettitori, mentre in quello postsinaptico vediamo come siano presenti dei recettori specifici per quel neurotrasmettitore. Il segnale arriva e quando il segnale arriva, il neurone presinaptico rilascia nello spazio intersinaptico il neurotrasmettitore. Questo neurotrasmettitore, posizionandosi sul recettore, fa ripartire il segnale, quindi consente al segnale di proseguire il suo percorso. Quindi, possiamo dire che il neurotrasmettitore si lega a recettori specifici presenti sulla membrana del neurone postsinaptico, determinando così la trasmissione dell'impulso nervoso.

E allora, andiamo ad esaminare, dopo aver visto le cellule principali del sistema nervoso e come queste cellule si contattano, osserviamo una schematizzazione del sistema nervoso. Andiamo a creare una classificazione che ci fa capire come è fatto il sistema nervoso. Possiamo identificare, infatti, un sistema nervoso centrale e il sistema nervoso centrale, abbreviato SNC, comprende l'encefalo, cioè l'insieme di cervello, cervelletto, tronco cerebrale, che andremo ad approfondire, e il midollo spinale. Questi sono avvolti e protetti da tre meningi chiamate duramadre, aracnoide e pia madre.

Il sistema nervoso periferico, invece, abbreviato SNP, è costituito dai nervi cranici che si connettono direttamente all'encefalo, e dai nervi spinali che stabiliscono connessioni con il midollo spinale. Quindi, abbiamo i nervi che fuoriescono sia dal cranio e sia dalla colonna vertebrale.

E con la nostra spiegazione, partiamo con il sistema nervoso periferico. Iniziamo a vedere, lo prendiamo, come già detto, SNP, è il sistema nervoso periferico, è l'insieme dei gangli nervosi e dei nervi che possiamo individuare all'esterno dell'encefalo e del midollo spinale. La sua funzione principale è quella di mettere in connessione il sistema nervoso centrale con gli arti e con i vari organi. Ovviamente, si può suddividere in due sottocategorie: il sistema nervoso sensoriale e motorio, ma andiamo a schematizzarlo meglio.

Vediamo come il sistema nervoso periferico possiamo suddividerlo in: sistema nervoso periferico sensoriale, che è deputato a ricevere le informazioni provenienti dall'ambiente esterno e trasportarle fino al cervello; e il sistema nervoso periferico motorio, il quale si divide a sua volta in somatico, cioè controlla i movimenti volontari e quindi trasmette i segnali ai muscoli scheletrici, ricordiamolo che i muscoli scheletrici striati sono quelli con funzione volontaria; oppure potrebbe essere SNP motorio autonomo, e cioè va a controllare i muscoli lisci, quelli involontari, che vanno appunto a controllare, far muovere gli organi interni e le ghiandole, cioè quelle strutture con movimenti involontari, con funzioni involontarie e quindi appunto autonoma.

Il sistema nervoso autonomo è molto particolare, tant'è che si suddivide a sua volta in: sistema nervoso autonomo simpatico, con funzione principalmente di attivazione, ma ora la vediamo meglio; o parasimpatico, con funzione principalmente di rilassamento.

Partiamo dal sistema nervoso motorio somatico, andando a dire che è responsabile anche del cosiddetto arco riflesso, e cioè quei movimenti involontari, in realtà, come l'estensione della gamba quando viene stimolato uno specifico punto sotto il ginocchio. Quando avete presente, vi danno, il dottore vi dà la martellatina con il martelletto sotto il ginocchio, ecco che lì, col tendine rotuleo, si distende direttamente la gamba. E questi movimenti non dipendono da un comando proveniente dal cervello, in realtà, ma da una connessione diretta tra una via nervosa, il midollo spinale.

E lo andiamo a vedere qua nell'immagine. Possiamo vedere come la via sensoriale, cioè quella che percepisce lo stimolo, va a connettersi con un interneurone, cioè neurone che si trova dentro il midollo spinale, che poi si dirama, si biforca in due rami, si compone di una via che va verso il cervello, quindi verso il centro di elaborazione di quello stimolo, ma siccome lo stimolo potrebbe essere doloroso e anche pericoloso, ha in realtà una via che connette direttamente con il neurone motorio, che va subito a far muovere il muscolo interessato per farci togliere, ad esempio, la gamba o la mano.

Facciamo un esempio: se noi ci scottiamo, meglio, prendiamo la padella che è bollente, la tocchiamo, ecco che la via sensoriale ci trasmette questo impulso doloroso. L'interneurone si biforca e manda l'impulso sia al cervello, così lo puoi elaborare, ma in realtà la strada che deve fare questo segnale per arrivare fino al cervello è tanta e ci metterà tanto tempo, anche perché poi il cervello deve elaborare una risposta e rimandarla indietro. Anche se ci mette pochissimi millesimi di secondo, però potrebbero essere troppi. E allora lui, in autonomia, va a connettere direttamente anche con il neurone motorio e ci va a far togliere subito la mano dalla padella bollente, così che ci salviamo sostanzialmente la mano. Successivamente, il nostro cervello capirà cosa è successo. Infatti, se vi accorgete, molto spesso in queste situazioni, ne togliamo prima la mano, prima ancora di capire che ci siamo scottati.

Questa cosa è molto importante per preservare, ovviamente, le nostre strutture corporee da un pericolo. Infatti, vi ho scritto qua a fianco che l'arco riflesso spinale è adibito alla comunicazione tra due fibre: una sensitiva e l'altra motoria, e questa comunicazione avviene senza che vi sia coinvolgimento dei centri nervosi superiori. Questo permette, quindi, all'organismo di rispondere rapidamente ad uno stimolo.

Ora, però, andiamo a vedere che oltre al somatico, sappiamo che c'è il sistema nervoso motorio autonomo, e abbiamo già detto che si suddivide in simpatico e parasimpatico. Cosa vuol dire? Innanzitutto, iniziamo col dire che sono antagonisti questi due sistemi, quindi uno fa il contrario dell'altro. Il sistema nervoso simpatico prepara il corpo all'azione, ad esempio durante una situazione di stress o di fuga, e quindi rende il corpo pronto a combattere o fuggire. Queste reazioni si chiamano "fly or fight" dall'inglese, quindi vola via oppure combatti. In realtà, poi c'è la terza opzione, che è quella di fingersi morto, che ad esempio utilizzano le capre. Per in realtà, ecco, sono quelle reazioni che si hanno in una situazione di stress. Se noi stiamo vivendo uno stress, si attiva tutto il sistema autonomo simpatico.

E ora andiamo a vedere cosa comporta. Il sistema nervoso, invece, parasimpatico, è coinvolto nell'attività di recupero dell'energia ed è attivo, quindi, durante la digestione, ad esempio, favorendo le funzioni tipiche dei periodi di riposo. E qua vediamo un bello schema qua in basso, appunto, che ci dice in modo molto veloce ed esemplificativo quello che fanno i due sistemi. Mandiamoli a vedere, invece, un pochino più nel dettaglio, proprio sulle strutture corporee.

Ma vediamo proprio per il simpatico che abbiamo: come va a dilatare la pupilla, quindi quando siamo in una situazione di stress, ci serve vedere meglio, essere più attenti a tutto quello che ci accade intorno. Si stoppa la salivazione, perché in realtà questo è conseguente al fatto di stoppare la digestione, perché se andiamo a vedere anche cosa succede allo stomaco, si inibisce la digestione per un semplice motivo: noi dobbiamo correre, scappare oppure combattere. Si dilatano, ovviamente, i bronchi e si velocizza l'attività cardiaca, perché ci serve più ossigeno per correre, combattere. Ovviamente, il fegato rilascia del glucosio che serve per l'energia. Il rilassamento della vescica, ma semplicemente impedirci di fare pipì, e c'è la contrazione del retto. Ovviamente, poi ci sono le varie ghiandole che secernono gli ormoni che servono proprio a combattere o fuggire, come ad esempio l'adrenalina.

Vediamo invece che il sistema nervoso parasimpatico va a comportare delle reazioni esattamente opposte, e cioè: la pupilla si restringe, la salivazione aumenta, così come la digestione, si favorisce la digestione. L'attività cardiaca e quella dei bronchi vanno a diminuire, semplicemente rimangono normali e costanti, e così anche tutta la parte digestiva, di escrezione, perché ovviamente a cosa serve il sistema parasimpatico? A farci vivere, sostanzialmente, la vita di tutti i giorni.

Questi due sistemi devono esserci entrambi, però, ovviamente, se ci fosse un'iperattivazione costante del simpatico, abbiamo delle situazioni che ci portano facilmente alla patologia, perché nella prevalenza della nostra giornata dovrebbe essere attivo il parasimpatico, quello che ci permette di riposare, digerire e stare tranquilli. Il simpatico si deve attivare solo in situazioni di emergenza, diciamo così.

E ora andiamo a vedere il sistema nervoso centrale. Il sistema nervoso centrale viene abbreviato come SNC e comprende l'encefalo e il midollo spinale. Lo vediamo qua molto ben iconizzato nell'immagine. Andiamo quindi a fare una classificazione. Il sistema nervoso centrale comprende, abbiamo detto, il midollo spinale, quindi quello che decorre lungo tutta la colonna vertebrale all'interno della colonna vertebrale, e poi comprende l'encefalo, che a sua volta si può suddividere in: cervello, che ha addirittura sua volta si suddivide in telencefalo, cioè corteccia, nuclei della base, sistema limbico, e diencefalo, che comprende principalmente due strutture: talamo e ipotalamo. Abbiamo poi che l'encefalo si comprende anche del tronco encefalico, composto a sua volta di mesencefalo, ponte, midollo allungato, chiamato anche bulbo, e cervelletto. Quindi, possiamo dire che l'encefalo è tutto quello che si trova dentro il cranio, mentre il midollo spinale è tutto quello che invece fuoriesce dal cranio, si, e lo troviamo all'interno della colonna vertebrale.

Qua vediamo un'immagine che ci va a rappresentare con i colori quello che effettivamente abbiamo appena classificato. Vediamo in rosso il telencefalo, in verde il diencefalo, poi bello, poi abbiamo il tronco encefalico, composto nelle sue parti: mesencefalo, ponte, bulbo, e poi abbiamo il marroncino, cervelletto.

E allora, partiamo andando a vedere come è composto il cervello. Sappiamo che è composto da telencefalo e diencefalo. E cos'è il telencefalo? È la porzione che rappresenta maggiore estensione nell'uomo, assieme al diencefalo costituisce, abbiamo detto, il cervello, che è l'organo primario del sistema nervoso centrale. Possiamo scomporre a sua volta il telencefalo in tre strutture, in realtà si può scomporre poi in tante strutture, però in realtà queste tre sono le più importanti, che sono: la corteccia cerebrale, i nuclei della base e il sistema limbico. Le andiamo a vedere ora una alla volta.

Parlando sempre del telencefalo, possiamo dire che è costituito, intanto, da due emisferi cerebrali collegati tra loro dal corpo calloso, che è una struttura più interna. L'emisfero destro sembra essere responsabile dei fenomeni intuitivi ed artistici, mentre quello sinistro è sede dell'elaborazione razionale. Sappiamo poi che c'è la sostanza bianca, cioè all'interno del nostro cervello, del telencefalo, c'è la sostanza bianca, che sono semplicemente gli assoni, infatti viene disposta internamente. La sostanza grigia, invece, che la troviamo sulla superficie, che sono poi sostanzialmente i corpi cellulari di neuroni, disposta nella regione più esterna, cioè la corteccia cerebrale.

In questa figura ve lo faccio vedere meglio: vediamo come la sostanza grigia la troviamo in superficie al cervello, mentre la sostanza bianca la troviamo nelle zone più interne. Questo perché tutti i neuroni, possiamo dire, si trovano con il corpo dentro la sostanza grigia, e per quello che è un po' più grigio, mentre invece gli assoni, ricoperti da mielina, che vanno a formare quindi una sostanza più biancastra, vanno all'interno. È come se trovassimo i corpi all'esterno, mentre le autostrade che portano i segnali verso l'interno del cervello.

Cosa molto interessante da notare anche, che il cervello, il nostro cervello, ha molte circonvoluzioni, immaginate, si dice, queste pieghe, questi ripiegamenti su se stesso. Questo perché così, a parità di volume, ne aumenta enormemente la superficie, cioè sostanzialmente ci stanno molti più neuroni rispetto a se avessimo il cervello completamente liscio. Possiamo dire anche che il telencefalo è in grado di ricevere e lavorare, inviare simultaneamente migliaia di messaggi. Infatti, in esso ha luogo l'attività cosciente, cioè la percezione, la comprensione e la rielaborazione delle informazioni.

E nel telencefalo, abbiamo detto che c'è la corteccia cerebrale. La corteccia viene suddivisa in lobi, in cui si possa individuare delle aree specifiche in relazione alla loro funzione svolta. Questa cosa molto interessante, cioè non è tutto sparso nella corteccia, ma sappiamo che alcune zone sono deputate esattamente a fare una particolare funzione. Le zone, tra l'altro, sono anche identificate da Brodmann, che è stato appunto un neurologo che è andato a studiare queste aree, andando a studiare la citologia e l'istologia di quelle zone.

Ed esiste una notevole asimmetria tra i due emisferi cerebrali, e cioè mandano impulsi in modo incrociato: l'emisfero destro comanda la parte sinistra e quello sinistro comanda la parte destra. Ma vediamo alcune suddivisioni che possiamo fare della corteccia. Vediamo qua a sinistra, come la corteccia possiamo iniziare a scomporre in lobi: quello frontale, quello parietale, quello temporale, dove ci sono le tempie, e quello invece dove c'è la nuca, chiamato occipitale. Sono suddivisi dal solco centrale, il solco laterale, ovvero scissura di Silvio e di Rolando. Oppure possiamo anche suddividere la corteccia in base alla funzione: abbiamo quella uditiva, quella sensoriale, quella motoria, quella visiva nella zona occipitale, e poi abbiamo delle grosse aree associative, che sono tutte quelle aree meno identificate, che qua non vengono identificate con dei colori precisi.

Possiamo poi andare invece a vedere queste aree associative, perché alcune le conosciamo bene, come l'area di Broca o Broca, meglio dire, o di Wernicke, o meglio dire, Wernicke. Queste due aree le ho volute un attimino approfondire, cioè sono due aree ben conosciute per quanto riguarda soprattutto le afasie, e quindi problemi nel linguaggio, l'elaborazione del linguaggio. L'area di Broca, o area del linguaggio articolato, ha la sua funzione nell'elaborazione del linguaggio, mentre l'area di Wernicke, o area percettiva del linguaggio, è una parte del lobo temporale del cervello, le cui funzioni sono coinvolte nella comprensione del linguaggio, ed è connessa strettamente grazie al fascicolo arcuato, quindi questo insieme di assoni, proprio all'area di Broca. E quindi, l'area di Broca elabora il linguaggio, l'area di Wernicke comprende il linguaggio. Se una delle due è danneggiata, possiamo avere dei problemi nel parlare, o noi, o nel comprendere, o elaborare le frasi. Ovviamente, questo argomento può essere ulteriormente ampliato e approfondito, però non lo possiamo fare qua perché il video è già abbastanza lungo.

Abbiamo poi le aree sensoriali e motorie. Infatti, abbiamo nella zona più centrale del nostro encefalo, che si trova, tra l'altro, tra la zona frontale e quella parietale, proprio a cavallo della scissura centrale, le zone appunto sensoriali e motorie. Le prime ricevono le informazioni dalla periferia, e le seconde, invece, fanno partire gli stimoli verso i muscoli, quindi verso la periferia.

E vediamo qua un bel disegno chiamato homunculus, in cui vediamo la corteccia motoria e vediamo anche quanto, nella corteccia motoria, o meglio, quanti neuroni sono deputati a muovere determinate parti del corpo, cioè vediamo che ci sono delle grosse zone della corteccia motoria che vanno a comandare, ad esempio, le mani, e tutti i muscoli della faccia, della lingua, ovviamente per il linguaggio, molto importante della nostra specie, mentre abbiamo poche zone della corteccia motoria che comandano la parte della schiena o, ad esempio, delle gambe. Questo perché, ovviamente, i movimenti sono meno articolati rispetto a quelli delle mani. In realtà, questa cosa si rispecchia anche nella corteccia sensoriale. Vediamo che abbiamo grosse zone sensoriali che riguardano lingua, parte digerente, faccia, mani, mentre invece abbiamo delle piccole zone che vanno a ricevere impulsi dalla schiena, perché la nostra schiena non ha una grossa sensibilità rispetto, ovviamente, alle mani o al viso. Vediamo anche una zona molto importante per i genitali, perché i genitali, come zona sensoriale, sono importantissimi.

Possiamo poi, però, identificare dentro il nostro cervello una zona più profonda che viene a crearsi dal ripiegamento interno di alcune zone della corteccia. Quindi, abbiamo delle zone di sostanza grigia interne al cervello, dove dovrebbe, in teoria, essere tutta sostanza bianca. In questo caso, però, ci sono queste zone di sostanza grigia, questi nuclei, perché appunto sono dei nuclei veri e propri, cioè delle zone in cui vengono elaborate delle informazioni.

Il sistema limbico è uno di questi nuclei e comprende, in realtà, varie strutture e circuiti neuronali presenti, tra l'altro, nella parte più profonda e antica del cervello, e sono correlati a funzioni fondamentali come, ad esempio, le emozioni, l'umore e il senso di autocoscienza, che determinano il comportamento dell'individuo. Il sistema limbico, tra l'altro, svolge anche funzioni elementari come l'integrazione tra il sistema vegetativo e quello neuroendocrino, quindi quello che è deputato al rilascio degli ormoni.

Possiamo identificare due strutture principali del sistema limbico: una è l'ippocampo e l'altra, invece, l'amigdala. Le vediamo qua, vista all'interno del cervello. L'ippocampo è, tra l'altro, distribuito su entrambi gli emisferi, qua ne vediamo solo una parte, così come anche l'amigdala. Viene chiamata singolarmente, ma in realtà sono due nuclei. Lo troviamo un'amigdala nell'emisfero sinistro, un'amigdala nell'emisfero destro, ma quando si parla poi, si dice amigdala e basta. Questo, però, per farvi immaginare che lo vediamo anche nella struttura un po' più tridimensionale, come è strutturato il tutto. L'ippocampo, qua lo vediamo in blu, l'amigdala sono questi due nuclei in giallo.

E a cosa sono deputate queste due strutture? L'ippocampo svolge un ruolo importantissimo nella trasformazione della memoria a breve termine in memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale. Infatti, l'ippocampo è importantissimo per la memoria e per la memoria spaziale, quindi la discriminazione tra posti differenti. L'amigdala, invece, è fondamentale nel gestire e targetizzare, dare un target alle emozioni. Le nostre esperienze vengono colorate dall'amigdala, in particolar modo viene studiata per la paura, perché è una delle nostre emozioni più forti. Però, in realtà, non è solo deputata alla sensazione di paura l'amigdala, ma va anche a determinare emozioni per qualsiasi evento saliente nella nostra vita.

E ora passiamo al diencefalo, rapidamente. Diciamo che è costituito da talamo e ipotalamo. Il talamo è una zona in cui transitano le informazioni, è un po' come se fosse la stazione di passaggio delle informazioni sensoriali prima di arrivare alla corteccia cerebrale. L'ipotalamo, invece, è una zona che regola l'attività endocrina, lo vedremo poi meglio nel sistema endocrino, regola la termoregolazione, sonno, il bilancio idrosalino e l'assunzione del cibo, e soprattutto controlla l'ipofisi, che è proprio una ghiandola importantissima per tutto il sistema endocrino.

Passiamo poi al tronco encefalico, struttura conservata in maniera particolare in tutti i vertebrati, importantissima, ed è costituito da strutture deputate a svolgere innumerevoli funzioni fondamentali. Sono le funzioni più vegetative, quelle che, se è così, subiamo un danno, lì vengono a mancare proprio le funzioni fondamentali per la sopravvivenza. Infatti, abbiamo il controllo dei visceri, del respiro, e parte segnali che garantiscono gli automatismi respiratori, quindi non solo la parte lontana, in questo caso, quella involontaria. Lì si regola la temperatura corporea e la circolazione sanguigna. Tra l'altro, se questi centri, come dicevo, vengono direttamente danneggiati, le conseguenze sono sempre di estrema gravità, al punto da condurre il paziente alla morte cerebrale, questo perché appunto lì risiedono. Mentre la corteccia, una zona molto più evoluta, una zona evolutivamente parlando più sviluppata dell'essere umano, queste zone, invece, sono molto conservate in tutti gli animali, perché sono deputate alla regolazione di tutte quelle risposte vegetative.

Qua vediamo anche una suddivisione un pochino più marcata tra mesencefalo, ponte e midollo allungato, chiamato anche bulbo. Ora, però, passiamo ad una struttura che vediamo in questa immagine, la andiamo ad approfondire, ed è l'ultima struttura che approfondiamo in questa lezione, che è il cervelletto. Lui svolge un ruolo importantissimo nel controllo dei movimenti. Di per sé, però, il cervelletto non inizia il movimento, ma contribuisce al suo coordinamento, alla sua precisione e all'accurata temporizzazione.

Cosa vuol dire? Vuol dire che serve a tutti quei movimenti ripetitivi e che vengono poi automatizzati del nostro corpo. Si fa un piano, sostanzialmente, si fa una piantina del movimento e poi la ripete. Vi faccio un esempio: all'inizio noi non sappiamo camminare. Quando iniziamo a imparare a camminare, poi ci viene automatico. Ecco che quando noi partiamo con la camminata, dobbiamo dare uno stimolo volontario, ma poi quando la camminata procede, ecco che noi possiamo parlare, messaggiare, mandare dei messaggi, guardare le vetrine. In tutto questo, non ci accorgiamo che stiamo continuando a camminare, o meglio, questo è diventato un automatismo. Questa cosa succede anche quando si impara a guidare. All'inizio facciamo una fatica immane per imparare a guidare, dobbiamo imparare degli automatismi, ma poi dopo che abbiamo imparato, quasi non ci sembra vero di entrare in macchina e che tutto venga in maniera totalmente spontanea. Possiamo non prendere la macchina per un mese di vacanza, magari, poi torniamo in città, riprendiamo la macchina, noi ci ricordiamo in maniera molto automatica come si guida, senza aver perso tutte quelle nozioni. Questo perché interviene il cervelletto, che si è fatto un piano di svolgimento del movimento automatico e le automatizza.

Ecco che, infatti, un danno cerebrale, quindi al cervelletto, produce negli esseri umani dei deficit del movimento fine, dell'equilibrio, della postura e dell'apprendimento motorio.

Bene, questa lezione è stata già abbastanza lunga, quindi io la termino qui. Ovviamente, è stato sintetizzato tutto. Come vi ho già detto, trovate degli approfondimenti nelle lezioni di neuroscienze, la playlist presente sul canale. Trovate degli approfondimenti riguardanti il tessuto nervoso, sempre su questo canale, nella stessa playlist, quindi quella riguardante anatomia e fisiologia.

Io ringrazio tutte le persone che con un super grazie o con una donazione spontanea hanno aiutato questo canale. Sono felicissimo anche perché, grazie a queste donazioni, io posso continuare il mio lavoro e posso fornire altri video per tutti voi che dovete studiare. E proprio riguardo a questo, faccio gli auguri a tutti quei ragazzi che devono affrontare i test di ammissione all'università. Questo video uscirà proprio a ridosso degli ultimi test. Io vi faccio un grosso in bocca al lupo. Vi saluto e vi do appuntamento alla prossima lezione.