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Tessuto ghiandolare endocrino

Giuseppe Bertini22:03

Transcription

[Musica] il tessuto ghiandolare endocrino è formato da cellule che sintetizzano e rilasciano nel circolo ematico sostanze dette ormoni. gli ormoni sono mediatori chimici che danno un contributo determinante all'equilibrio e al coordinamento funzionale dell'intero organismo. certi ormoni sono in grado di controllare quasi tutti i tessuti del corpo, mentre altri hanno effetti molto mirati. alcuni agiscono nel giro di pochi secondi, come l'adrenalina, altri hanno un andamento ciclico e altri ancora devono essere rilasciati di continuo per assicurare la corretta omeostasi dell'organismo.

[Musica] come sapete, il tema del tessuto ghiandolare endocrino è tradizionalmente associato, fa da contraltare a quello delle ghiandole esocrine. ecco uno schema che ho già presentato nel video dedicato agli epiteli ghiandolari esocrini. per definizione, il prodotto delle ghiandole esocrine è rilasciato lungo la superficie esterna del corpo oppure all'interno di organi cavi che comunicano con l'esterno. ora, mentre l'azione dei prodotti di secrezione esocrina si esplica in prossimità del punto in cui sono rilasciati, le ghiandole endocrine agiscono a distanza. essendo gli ormoni rilasciati in circolo, questi possono diffondere in tutto il corpo e raggiungere le cellule bersaglio dotate, naturalmente, di recettori specifici per l'ormone. sempre a proposito della funzione esocrina, aveva accennato a una serie di complicazioni che si incontrano quando si cerca di inquadrare il tema attraverso classificazioni, come nel caso esemplare del rene, che può essere annoverato tra le ghiandole esocrine, in quanto produce e secerne una sostanza specifica, l'urina, ma anche tra le ghiandole endocrine, dato che sintetizza e rilascia una varietà di ormoni, tra cui eritropoietina e renina. e vedremo in questo video che, se una classificazione delle ghiandole esocrine è per molti versi problematica, quella del tessuto ghiandolare endocrino è davvero ostica, data la notevolissima eterogeneità morfologica di tipi cellulari coinvolti e di origine embriologica. dato il numero considerevole di sostanze attualmente riconosciute come ormoni, l'elenco è lungo ed è probabilmente destinato a crescere ulteriormente. qui presenta una tabella tratta da un recente libro di testo che riassume i principali tessuti ghiandolari endocrini, gli ormoni prodotti, le loro rispettive funzioni e la natura chimica degli stessi. ora, alla lista è lunga, eventualmente mettete in pausa per leggere con calma, ma questo non è strettamente necessario per seguire poi il film, il suo discorso.

[Musica] [Musica] dunque, le nostre cellule endocrine producono parecchi ormoni diversi, ma questo non è il solo livello di complessità. vedete, laddove le cellule a secrezione esocrina sono, per definizione, di natura epiteliale, la secrezione endocrina non è limitata agli epiteli, ma riguarda un'ampia varietà di tipi cellulari, tra cui cellule nervose, connettivali, muscolari e adipose. inoltre, il tessuto endocrino può essere organizzato in diversi livelli di complessità. può dare origine a strutture ben definite, cioè organi, e tutti gli effetti, oppure essere incorporato in un organo più grande e complesso, impegnato magari in altre funzioni, oppure ancora può essere formato da singole cellule intercalate tra cellule di altra origine e funzione. ora, non in tutti, ma in molti di questi incroci è possibile collocare entità effettivamente osservabili nel corpo umano. ma una descrizione sistematica delle nostre ghiandole endocrine è al di là degli scopi di questo video. quindi, lascio la tabella deliberatamente in bianco, a ulteriore conferma della notevole articolazione del tema. vi faccio vedere uno schema che avevo già presentato nel video dedicato alle ghiandole esocrine. il disegno mostra la sezione di un embrione durante la terza settimana di sviluppo. i tre foglietti embrionali sono rappresentati con diversi colori: ectoderma in azzurro, endoderma in giallo, mesoderma in rosa. avevo detto che le ghiandole esocrine derivano da due dei tre foglietti, cioè ectoderma e mesoderma. ma ora vediamo invece da dove possono avere origine le ghiandole endocrine. dunque, alcune derivano dall'ectoderma, inclusa la tiroide, di cui parleremo un po' più avanti. poi ci sono ghiandole che indirettamente sono derivate dall'ectoderma, ma più propriamente derivano dal tubo neurale e dalla cresta neurale, strutture transitorie responsabili della formazione del sistema nervoso e che allora volta si erano formate a partire dall'ectoderma. notate che ho usato lo stesso colore azzurro per enfatizzare la stretta relazione che c'è tra questi tessuti primordiali. le ghiandole in questione sono la parte posteriore dell'ipofisi, la ghiandola pineale e la porzione midollare del surrene. in tutti e tre i casi, le cellule condividono numerose caratteristiche con le cellule nervose e quindi assomigliano molto meno a tipiche cellule epiteliali. infine, gli ormoni steroidei sono prodotti e rilasciati da cellule di origine mesenchimale. con queste premesse, il tema sembrerebbe gestibile. troppo complicato? e allora proviamo a semplificare le cose, per quanto possibile, iniziando da qui. come già detto, a proposito delle ghiandole esocrine, escludendo le entità più semplici come le singole cellule secernenti, in una ghiandola endocrina si distinguono un parenchima, cioè il tessuto principale dedicato alla sintesi e secrezione degli ormoni, e uno stroma di natura connettivale che svolge tutte le funzioni di supporto e di controllo, incluso lo speciale ruolo della vascolarizzazione. e a tale proposito, vi faccio vedere un preparato di pancreas molto particolare dal punto di vista tecnico. qui è stato utilizzato un colorante basico che mostra bene le cellule ghiandolari, mentre in violetto sono evidenziati i vasi ematici. ora, come probabilmente già sapete, il pancreas è una ghiandola mista, cioè sia esocrina che endocrina. la gran parte del suo volume è occupata da adenomeri esocrini a morfologia acinosa. questi sono impegnati nella secrezione di enzimi digestivi, sostanzialmente. guardate però questa porzione di tessuto, chiaramente diversa dal resto. questa è la famosa isola di Langerhans, un'area di parenchima ghiandolare endocrino che sintetizza e rilascia una serie di ormoni, tra cui spiccano l'insulina e il glucagone, che sono fattori importantissimi nel controllo del metabolismo del glucosio. ma il principale motivo di interesse di questo preparato è la vascolarizzazione, che è significativamente più abbondante nell'isola di Langerhans rispetto al parenchima esocrino circostante. e questo abbondante vascolarizzazione è giustificata sul piano funzionale dalla necessità non solo di nutrire il tessuto, ma anche di estrarre rapidamente gli ormoni rilasciati dalle cellule endocrine e destinati a essere distribuiti sistemicamente. ora, diciamoci la verità, parenchima, stroma, vascolarizzazione, il principio di base è chiaro, ma la lettura e l'interpretazione istologica del tessuto ghiandolare endocrino è decisamente meno immediata rispetto a quella esocrina, perché con un po' di allenamento, in quest'ultimo si riconoscono adenomeri di forma caratteristica e anche dotti escretori, mentre molte ghiandole endocrine hanno un aspetto complessivo forse meno ordinato, sicuramente molto variabile da una sede all'altra. ora, per nostra fortuna, per cogliere gli aspetti centrali dell'organizzazione del tessuto endocrino, ci possiamo affidare al paziente lavoro di osservazione microscopica e interpretazione delle immagini svolto da chi ci ha preceduti. noi ci guardiamo comodamente uno schema sintetico. questo esempio di tessuto ghiandolare endocrino non è realistico e non è anatomicamente corretto, ma presenta alcune caratteristiche degne di nota. innanzitutto, devo precisare che il disegnino qui a destra raffigura una piccola ghiandola endocrina di origine epiteliale, e questo lo si capisce da un paio di importanti dettagli. notate i gruppi di cellule secernenti organizzati in cordoni. ogni nido è completamente racchiuso da membrana basale in celeste ed è interamente circondato da connettivo. naturalmente, le cellule sono polarizzate e, aguzzando la vista, si possono notare le giunzioni intercellulari tipiche dei tessuti epiteliali. secondo, la superficie apicale di queste cellule epiteliali non è libera, ma è rivolta verso l'interno dei cordoni cellulari. per questa importante differenza rispetto agli altri epiteli, la mancanza cioè di superficie libera, alcuni autori definiscono queste cellule epiteliali di, invece che epiteliali a tutti gli effetti. terzo, come già detto, la vascolarizzazione qui è particolarmente abbondante. infine, ma questa forse è la cosa più importante di tutte, le cellule epiteliali secernenti non sono collegate con le superfici di rivestimento. in altre parole, le ghiandole endocrine, per definizione, sono prive di dotti escretori, e questa è una regola assoluta. a questo punto sorge un quesito: come si formano le ghiandole endocrine di origine epiteliale, data la mancanza di collegamento con gli altri epiteli? dunque, nel video precedente avevo descritto il meccanismo di sviluppo delle ghiandole esocrine, cioè l'origine a partire da epiteli di rivestimento che cresce facendo invaginazione progressiva nel mesenchima sottostante. ebbene, nelle ghiandole endocrine, il processo è inizialmente del tutto simile. il rivestimento epiteliale prolifera creando una invaginazione nel mesenchima, il tessuto posto maggiore di profondità. si differenzia il parenchima ghiandolare. socialmente, ma le cellule di collegamento con la superficie, che in una ghiandola esocrina formano il dotto escretore, qui vanno incontro ad apoptosi e alla fine l'intera struttura scompare, che è un fenomeno detto atresia. un ottimo esempio di questa dinamica è rappresentato dalla formazione della ghiandola tiroide, che, come sapete, si trova nella parte anteriore del collo. il processo inizia intorno alla quarta settimana di sviluppo intrauterino a partire dalla bozza della lingua. qui in celeste è rappresentata la cavità orale, ed è già visibile l'iniziale invaginazione epiteliale da cui avrà origine la ghiandola. nell'arco di una settimana, l'invaginazione si fa più profonda e alla sua estremità l'epitelio inizia a differenziarsi in ghiandolare. a questo stadio è ancora presente un vero e proprio dotto, il dotto tireoglosso, cioè il dotto che mette in comunicazione la tiroide con la lingua. alla sesta settimana si compie la separazione tra rivestimenti epiteliali della lingua e tiroide, in seguito all'atresia a carico del dotto tireoglosso, e infine, alla settima settimana, la tiroide ha raggiunto la sua posizione definitiva anteriormente alla trachea, e a questo punto il dotto tireoglosso è interamente scomparso. è l'unico residuo è un piccolo avvallamento sulla superficie della lingua, il cosiddetto forame cieco. faccio ricorso ancora una volta a questo schema, perché voglio nuovamente attirare l'attenzione sui particolari rapporti funzionali che le cellule esocrine ed endocrine stabiliscono con l'ambiente circostante. in particolare, facciamo caso alla direzione verso cui le une e le altre rilasciano i rispettivi prodotti di secrezione. il differente destino finale dei prodotti implica necessariamente una specifica differenza di assetto citologico tra i due tessuti. vediamo nelle ghiandole esocrine, come già detto, la secrezione avviene per forza di cose attraverso la superficie apicale delle cellule. i prodotti di secrezione sono portati in prossimità dell'apice di ciascuna cellula, passano nel lume dell'adenomero e da lì possono defluire attraverso il dotto, se presente. nella secrezione endocrina, al contrario, è il dominio basolaterale a svolgere un ruolo di primo piano, perché quello è il versante rivolto verso i capillari ematici, che sono incaricati di portare gli e prodotti di secrezione. lo schema dimostra che gli ormoni devono attraversare un sottile strato di connettivo prima di entrare in circolo. il tragitto è peraltro facilitato dal fatto che i capillari in questa sede sono tipicamente fenestrati, è un dettaglio che non ho mostrato nel disegno, pur essendo molto importante. a proposito, è bene ricordare che questa suddivisione asimmetrica del plasmalemma delle cellule ghiandolari tra domini apicale e dominio basolaterale è strettamente legata alla presenza della giunzione occludente in prossimità del margine apicale delle superfici laterali della membrana cellulare. la giunzione occludente impedisce la diffusione delle proteine integrali di membrana da un versante all'altro, e a questa segregazione corrisponde una specializzazione funzionale di ciascun dominio. nel caso delle cellule ghiandolari, la secrezione è limitata a uno dei due domini, cioè apicale per le ghiandole esocrine, basolaterale per quelle endocrine. dimostrare un esempio concreto di questa polarizzazione. questa è la sezione di una ghiandola intestinale, una struttura nota come cripta di Lieberkühn, catturata al microscopio elettronico a trasmissione. per facilitare l'interpretazione di questo preparato, ecco una versione colorata della stessa immagine. le cellule in verde scuro sono enterociti, cioè le cellule principali del rivestimento intestinale. sono colonnari in singolo strato con microvilli lungo la superficie apicale. in verde chiaro sono visibili le cosiddette cellule di Paneth, che possiedono evidenti granuli di secrezione accumulati in sede apicale, destinati a essere rilasciati nel lume centrale della ghiandola. guardate invece queste due cellule colorate in beige, anzi, guardate una di queste due cellule in un dettaglio a maggiore ingrandimento. l'aspetto cruciale da notare è l'accumulo di piccoli granuli in sede basale, quindi in prossimità del connettivo che circonda la ghiandola. è chiaro che il rilascio per esocitosi del contenuto di questi granuli avviene in sede basale, o per essere più precisi, basolaterale. ebbene, queste sono a tutti gli effetti singole cellule a secrezione endocrina, a cui avevo già fatto cenno all'inizio. queste immagini suggeriscono evidentemente che l'esocitosi è un possibile meccanismo citologico di secrezione ormonale. ce ne sono altri. vediamo in forma schematica. molti ormoni sono di natura peptidica, sono cioè piccole proteine, e in quanto tali, questi ormoni devono essere sintetizzati da ribosomi associati al reticolo endoplasmatico rugoso, come sappiamo. i peptidi neoformati sono convogliati al complesso di Golgi e impacchettati in vescicole di secrezione. ovviamente, l'esocitosi è il meccanismo ultimo di espulsione. alcuni ormoni sono piccole amine, simili o talvolta identiche a certi neurotrasmettitori. siamo nell'ambito di ghiandole endocrine che hanno una parentela piuttosto stretta con il tessuto nervoso. questi ormoni sono prodotti nel citosol per sintesi enzimatica e sono attivamente accumulati all'interno di vescicole grazie all'azione di specifici trasportatori. anche in questo caso, il rilascio si deve all'esocitosi, cioè la fusione delle vescicole con il plasmalemma. infine, diversi ormoni sono di natura lipidica, in particolare gli steroidi. sono sintetizzati da enzimi incorporati nelle membrane del reticolo endoplasmatico liscio, ma sul versante citosolico, con un intro-luminale, e quindi attraverso il citosol arrivano al plasmalemma, che può essere attraversato per diffusione semplice, grazie alle proprietà lipofile di queste sostanze. prima di chiudere, c'è un peculiare tipo di sintesi e secrezione che sfugge a questo schema, e dirò due parole su questo più avanti. non è facile, almeno per me, parlare in modo sintetico dell'organizzazione istologica delle ghiandole endocrine. ogni ghiandola ha un'architettura sui generis, ognuna è diversa dalle altre, e c'è poi la complicazione dei tessuti e addirittura delle singole cellule appartenenti a molti organi diversi, ma singolarmente capaci di secernere ormoni. allora, in questa sede ho deciso di limitare al massimo la trattazione e iniziamo con questo schema. l'aspetto più tipico del parenchima endocrino è rappresentato da cordoni o nidi di cellule. notate nuovamente le superfici apicali delle cellule a contatto reciproco, quindi manca la cavità e manca la superficie libera, come avviene invece nei normali epiteli. attenzione, perché cordoni e nidi di cellule endocrine, ma non di natura epiteliale, avranno un aspetto un po' diverso da quello raffigurato qui. non ci aspettiamo di osservare una membrana basale e, per quanto riguarda le singole cellule, i concetti di superficie basale e apicale evidentemente perdono di senso. ecco un esempio, un preparato tratto dalla corteccia surrenale. fate caso ai cordoni di cellule con un orientamento simile a quello dello schema a sinistra. fate anche caso alla non semplicissima interpretazione di questa morfologia rispetto a tante strutture alla secrezione esocrina che hanno un aspetto più immediatamente riconoscibile. in compenso, se guardate con attenzione, si vedono bene numerosi vasi ematici, sulla cui importanza mi sono già soffermato. poi esiste la ghiandola follicolare, e uso il singolare perché questo aspetto si osserva esclusivamente in una ghiandola, la tiroide. il follicolo è una forma possibilmente sferica ed è formato da un epitelio isoprismatico semplice che delimita una cavità piena di una sostanza detta colloide, dove sono accumulati prodotti intermedi della sintesi degli ormoni tiroidei. quindi, queste cellule hanno effettivamente una superficie libera affacciata su una cavità, ma questa cavità è chiusa, non comunica con l'esterno. per essere rilasciati in circolo, gli ormoni devono, in effetti, attraversare le cellule del follicolo da parte a parte e superare la membrana basale per trovarsi nuovamente nel connettivo e infine c'è quell'ampia famiglia di cellule isolate ad attività endocrina a cui avevo fatto già riferimento. come esempio paradigmatico, avevamo visto la cellula enteroendocrina intercalata tra le altre cellule che formano le cripte intestinali. in chiusura, due interessanti esempi complementari, in un certo senso, di parenchima endocrino, ma di tipo connettivale. questo è un follicolo ovarico in via di maturazione. questo è l'oocita primario e queste sono le cellule follicolari, che possono essere definite epiteliali, tanto è vero che poggiano sulla membrana basale. intorno al follicolo si organizzano strati di cellule che formano la cosiddetta teca del follicolo, che ora vediamo in dettaglio. ecco, queste cellule a tutti gli effetti connettivali sono incaricate di produrre e secernere estrogeni. per la precisione, le cellule endocrine formano la cosiddetta teca interna, mentre la teca esterna è più ricca di fibroblasti e fibre, ha un ruolo cioè più di contenimento del follicolo. in parallelo, ecco una panoramica sui tubuli seminiferi del testicolo. anche questi condividono molte caratteristiche con gli epiteli, e in effetti, ciascun tubulo è contornato da una membrana basale. ma negli interstizi tra un tubulo e l'altro si osservano nidi di cellule grandi, eosinofile. sono le cellule di Leydig, che secernono testosterone. quindi, quando si parla di testicolo come ghiandola endocrina, si fa in effetti riferimento a queste cellule, anche se poi queste cellule occupano un volume minuto, rispetto ai tubuli, nei quali ha il ruolo la proliferazione e il differenziamento delle cellule germinali maschili.

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