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BL GIUR - Torre - Lezione 15

CEA Centro E-learning di Ateneo17:48

Transcription

Ecco, ehm, dicevo, emergono in questa tensione che evidenzia Durkheim, eh, una, diciamo, in quel dualismo costituzionale che caratterizza l'essere umano, emerge, si afferma, prevale, diciamo, il lato egoistico su quello sociale, quello solidale, quello ehm empatico, diciamo.

E questo concetto di anomia, legata, se vogliamo, a una forma di tensione, viene poi sviluppato da Merton, che è un sociologo americano. Ehm, e ovviamente Merton vive in un contesto in cui la competizione si considera una competizione prettamente economica. Eh, alla fine del, diciamo, del della crisi del '29, con il New Deal, tutti gli americani erano in qualche modo pressati da questa idea di affermazione economica, soprattutto.

Ehm, questo contesto così competitivo può generare delle tensioni. La teoria della tensione è questa: perché tutti vorrebbero, ovviamente, raggiungere una sorta di, eh, affermazione, un successo economico, ma non tutti nell'ambito della società, come è ovvio, eh, una società, diciamo, caratterizzata da tali disuguaglianze come quella poi americana, no, del '900 e ancora è tutt'ora. Non tutti hanno la possibilità di raggiungere e realizzare questo fine, questa questa finalità.

Quindi, all'interno del contesto americano si afferma, se vogliamo, una sovrastruttura, eh, eh, sociale culturale che spinge le persone a ricercare questa ehm, questa ehm, questo successo a tutti i costi. Eh, Merton fa un'analisi un po' più articolata, soprattutto su quelle che sono le risposte individuali a questa situazione di tensione. Risposte individuali da sulle basi alle quali poi spiega anche la nascita, eh, del crimine.

Lo scopo del sistema è quello di, secondo Merton, è quello di garantire l'integrazione fra i singoli attori sociali, fra i singoli. Questo, in questo, in qualche modo lo possiamo, diciamo, assimilare alla teoria anomica di di Merton, di di Durkheim. Anche secondo Durkheim, eh, se vogliamo, la regolamentazione serviva a imporre un meccanismo di solidarietà di tipo organico e quindi, se vogliamo, un'interdipendenza, un'integrazione fra i singoli. E quindi il sistema, secondo Merton, deve mantenere, assicurare la stabilità e la coerenza tra quelle che sono le aspettative sociali e quelle che sono, in questo, in qualche modo, gli strumenti per raggiungere, eh, degli scopi che sono generalmente, eh, eh, diciamo, condivisi e costituiscono, più che più che condivisi, costituiscono proprio una pressione, un'aspettativa sociale da parte del sistema nei confronti del singolo.

Spiega questo dinamismo sociale Merton attraverso l'individuazione di due elementi: le mete e i mezzi. Cioè, tra la struttura della società e la cultura, diciamo, della società, c'è un un meccanismo che non sempre funziona bene. Questi due elementi, le mete e e i mezzi, spiegano quelli che sono le, quelle che sono le reazioni, quelle che sono i comportamenti individuali.

Le mete, secondo Merton, sono definite culturalmente e sono presentate come gli obiettivi legittimi cui tutti i membri della società devono, eh, devono orientarsi. Cioè, le mete sono quello che si richiede al singolo e, ovviamente, nelle mete, e parliamo di contesto culturale, no? L'insieme di quei valori a cui la la società, che che caratterizzano, connotano una una società, no? Questa è la struttura culturale, no, della società. Quali valori esistono in una società? Magari nell'ambito della delle società classiche, no, latine e greche, era il valore, il coraggio, ehm, il coraggio in guerra, l'amore per la patria, il rispetto degli dei. Nel nella società americana, invece, il valore, e quindi la struttura culturale, è quella che in qualche modo porta un complesso organizzativo di, cioè, produce, crea un complesso organizzativo di valori che regola il comportamento dei singoli all'interno del gruppo e l'orienta verso la realizzazione di un successo.

È il successo che si individua Merto non è il successo personale e che aveva individuato Durkheim, no? Questa esigenza, no, di affermarsi all'interno di una società che vive dei cambiamenti repentini, quindi una crisi di identità, l'idea, no, di un'affermazione personale, no? Questo è un concetto, se vogliamo, tipicamente europeo. Il successo di cui parla Merton è un successo prettamente economico.

Il secondo elemento che caratterizza la società, queste sono le mete, quindi la struttura culturale della società. Il secondo elemento è ciò che definisce i modi accettabili secondo i quali tali mete possono essere raggiunti e quindi sono gli strumenti che noi abbiamo. Ogni ad ogni obiettivo culturale la società riconnette una regolamentazione costituita da istituzioni, regole, procedimenti, costumi per raggiungere queste queste mete. Mi spiego meglio. La struttura culturale è quella con cui noi condividiamo una serie di valori con i soggetti che appartengono allo stesso sistema sociale. E in Merton è chiaro che è l'unico e l'obiettivo in America il successo economico. Per raggiungere questo successo successo economico, la società appronta una serie di strumenti, mette a disposizione una serie di strumenti che sono strumenti di tipo istituzionale, procedimentale, regolativo, no? Che consentano di raggiungere questo obiettivo in un modo, diciamo, legittimo.

Un equilibrio tra mezzi e mete crea una situazione di armonia sociale. Quindi, se io sono un ragazzo, una ragazza uscita da un ottimo college che vuole affermarsi e vuole, eh, raggiungere il successo economico, attraverso il sistema americano, che è un sistema che, vi ricordate, il self-made man, l'uomo che che riesce dal nulla a realizzarsi. Eh, il sistema americano mette a disposizione tutta una serie di mezzi, di strutture, eh, istituzionali, normative, procedimentali, burocratiche, economiche. Mette a disposizione del singolo quegli strumenti, eh, idonei e anche legittimi a raggiungere questo obiettivo e in questo caso vi è un'armonia sociale.

Prendiamo però il ragazzo che è, o la ragazza che hanno sempre fatto scuole pubbliche e che al college non sono riusciti a entrare al migliore college perché costa e non hanno ottenuto una borsa di studio. Ecco, il successo economico per queste persone sicuramente è più difficile da raggiungere e Merton mette in evidenza come, eh, laddove si registri una sorta di disquilibrio, vabbè, disequilibrio tra le mete e i mezzi, si crea una situazione di frustrazione, di tensione che mettono in crisi la stessa, diciamo, struttura sociale.

Una situazione di anomia segnala quindi sostanzialmente una rottura nella struttura culturale che origine in un conflitto fra norme culturali, le mete quindi che queste norme culturali, i valori che queste norme culturali esprimono e i mezzi che la struttura sociale mette a disposizione per raggiungervi. La tensione che ne deriva tra questa discrezia, tra mete e mezzi, porta alla violazione di quelle norme che invece garantiscono agli uomini di successo la realizzazione o alla violazione di norme, quindi alle forme di criminalità o alle forme di devianza, di immoralità o all'assenza totale di norme.

Quindi, il comportamento deviante è un sintomo della dissociazione, secondo Mertto, tra le aspirazioni che vengono prescritte, imposte culturalmente e le vie strutturalmente strutturate socialmente per la realizzazione di tali m, eh, di tali aspirazioni.

Quando si verifica, cioè, nell'analizzare il tipo di risposta che l'individuo ha a questa tensione tra mete e, diciamo, ehm, mezzi, Merton distingue cinque tipi di, eh, di risposta, diciamo, cinque tipi di reazione individuale.

Allora, chi è uscito da un college, viene da una buona famiglia, quindi ha possibilità magari di perfezionare ancora gli studi e magari è inserito in un contesto sociale di amicizie e di relazioni che possono supportarlo e di conseguenza condivide l'obiettivo, l'aspettativa sociale del del raggiungimento del successo come, diciamo, fine ultimo dell'essere umano e e anche gli strumenti, no, per raggiungere tali, ehm, tale meta. Questo tipo di relazione, questo tipo di rapporto tra mete e mezzi, secondo Merton, e la, diciamo, la definisce, eh, la conformità. Eh, il conformista sociale sostanzialmente è colui che riesce a, ehm, raggiungere una beta, un obiettivo con gli strumenti legittimi che la società, il sistema sociale gli ha messo a disposizione. Ah, questa è l'unica situazione in cui possiamo mettere due più, nel senso che la meta è condivisa e gli strumenti utilizzati per raggiungere la meta sono strumenti legittimi.

Ma come vi dicevo, lo stesso Merton evidenzia come nell'ambito di un contesto sociale ci sono alcune parti della popolazione che invece questi strumenti non li hanno. E allora diverse possono essere le reazioni dei soggetti rispetto a questa tensione, a questa frustrazione, a questa incapacità di raggiungere la la meta, l'aspettativa, quindi di realizzare un'aspettativa sociale.

La prima, diciamo, risposta individuale a questa tensione è quella dell'innovazione. Edess vogliamo il soggetto che condivide la meta, quindi ha interiorizzato i valori e la cultura della della società, no? La struttura culturale la condivide. L'idea del successo è un'idea che motiva il suo agire, però non avendo gli stessi strumenti del conformista, utilizza degli strumenti che non è detto siano leiti, che siano legittimi. E in questo, se vogliamo, c'è l'innovatore, cioè colui che condivide gli strumenti, scusate, condivide la struttura culturale, ma utilizza mezzi non istituzionali e questo fondamentalmente è colui che raggiunge, che che ha una forma di criminalità, che realizza un fatto criminale. E paradossalmente Merton apprezza più questi soggetti che a costo di raggiungere il successo sono anche disposti a infrangere le regole piuttosto che il ritualista.

Chi è il ritualista? Cioè, il quest'altra reazione che che Merton individua come ritualismo, il soggetto che si rende conto di non riuscire a raggiungere la meta, pur condividendo sostanzialmente l'obiettivo, è un soggetto che non, ehm, non ha questa aspirazione e di conseguenza adegua la sua aspettativa giuridica a quelle che sono i suoi strumenti. Allora, io il successo economico non lo raggiungerò mai. Vivo un'esistenza tranquilla, un'esistenza che non mi consenta di violare, cioè non mi spinga a violare le norme per raggiungere un obiettivo che non è alla mia portata. Mi accontento di quello che io posso in qualche modo, ehm, realizzare, posso raggiungere attraverso i mezzi che che ho a disposizione. Vedete, dal nostro punto di vista potrebbe essere più apprezzabile, cioè più accettabile il ritualismo che l'innovazione. Paradossalmente invece nella società americana viene, diciamo, gode di maggiore di maggiore apprezzamento l'innovatore che è il ritualista, perché il ritualista non combattendo, no, per raggiungere il successo economico, sostanzialmente abbassa non solo la felicità dell'intero popolo americano, ma anche le aspettative dell'intero. Se tutti fossero ritualisti, no, non si avrebbe quella competizione economica che ha spinto l'America a essere la più grande potenza, eh, al mondo.

M diciamo che poi comunque è sempre m auspicabile un una forma di ritualismo rispetto alle altre due forme di reazione che Merton individua, m, nella rinuncia e nella ribellione.

La rinuncia è quella di colui che non condivide le mete, ma più che non è una condivisione, non raggiunge la meta e rinuncia anche a, ehm, intraprendere qualsiasi percorso istituzionale, eh, burocratico, eh, normativo per anche raggiungere qualcosa che si avvicini a quella meta. E qui ci sono i disadattati. Secondo Merton, ci sono, eh, le persone che vivono una sorta di di emarginazione, gli psicopatici, eh, i devianti. Ovviamente verso queste categorie di persone, eh, si muove, si, in qualche modo, si orienta tutto quello che è una sorta di, eh, ghettizzazione, no? E sappiamo che la società americana è una società fortemente inuale, dove alcune categorie vengono proprio espulse. Non esistono servizi sociali che possano recuperare queste persone alla alla società. Anzi, quello che succede in America, così come c'è il self-made man, no? L'uomo che dal nulla, da zero, arriva al successo economico. Esiste anche la persona affermata socialmente ed economicamente che per un qualsiasi motivo dovesse perdere, eh, ciò che ha e si ritrova a essere un emarginato, un barbone, una persona assolutamente disintegrata, espulsa dalla società.

L'ultima forma di, diciamo, di dinamica sociale in cui le mete non possono essere raggiunte e gli strumenti attraverso cui tale mete, ehm, non garantiscono quella quel successo che invece è l'aspettativa maggiore, la la pressione maggiore della della società americana, è la ribellione, che può essere anche considerata una sorta di scelta collettiva di disconoscimento delle mete e dei mezzi. Cioè, anche negli Stati Uniti esiste una sorta di dissenso, no? Il dissenso è che rifiuta quella meta culturale, ma è un rifiuto politico, un rifiuto sociale e e di conseguenza si fanno portatori questi soggetti di una mentalità diversa, di una struttura, diciamo, culturale diversa. M.