Transcription
Bene, continuiamo ehm con le teorie m basate sullo struttural funzionalismo e proseguiamo nella trattazione e nella, diciamo, esposizione dell'evoluzione del pensiero sociologico e criminologico del veco.
Un grandissimo contributo alla criminologia è stato è sicuramente quello che è stato dato da Sherland. Abbiamo già parlato di Satherland e quando abbiamo affrontato il problema della definizione di crimine e se vi ricordate Saterland propone una definizione di crimine basata su un criterio ibrido giuridico ma anche sociologico. Cioè non appiattisce la l'idea di crimine sul concetto di reato, come lo fa invece Tappan, che utilizza una teoria, una definizione su base consensuale e legale, ma ehm diciamo elaboro una concezione che abbia sempre come punto di riferimento l'ordinamento, quindi qualsiasi comportamento, se vogliamo, disapprovato, anche se non criminalizzato, che è foriero e comunque portatore di una certa dannosità sociale. Sulla base di questa definizione poi potrà Saturnand analizzare anche le condotte dei cosiddetti colletti bianchi. Poi vedremo.
Vediamo innanzitutto che il pensiero di Satherland subisce molto l'influenza della scuola di Chicago, l'ecologia del crimine. Vi ricordate il la la lezione qualche lezione fa abbiamo parlato della scuola di Chicago e delle analisi compiute su alcune quartieri, alcuni quartieri della città che presentavano un alto eh diciamo grado, un alto tasso di criminalità e da lì si è elaborata poi la teoria della disorganizzazione sociale. Disorganizzazione sociale come incapacità del sistema sociale di fornire delle indicazioni di valore in base alle quali poi il singolo può orientarsi. Ricordiamo che nell'ambito delle teorie struttural funzionaliste l'agire individuale, l'agire sociale si spiega in relazione all'ambiente e al sistema. Quindi, se il sistema, tra virgolette è frantomato e disgregato, eh poi nelle sociologie, nella sociologia dell'anomia abbiamo visto un sistema che non è più in grado di soddisfare le aspettative dei singoli della collettività, diciamo, un sistema che va in crisi determina sicuramente un eh favorisce, determina, causa la criminalità.
Ehm, cosa è importante eh sottolineare del pensiero di Satherland? Perché Saterland viene un po' visto come il padre della criminologia del 9 e che ha rivoluzionato un po' l'impostazione classica. Se noi ritorniamo un attimo indietro alla scuola positiva, ehm, e comunque a tutti tutto quel pensiero che poi si è, diciamo, eh concentrato dal positivismo in poi sul sul crimine, tendenzialmente si è sempre ehm associato il crimine a una patologia su base ps base base biologica, organica, oppure a fenomeni come la povertà, il l'appartenenza a un ceto sociale basso, mentre proprio Saterland con la sua indagine capovolge un po' la prospettiva. Capovolgere la prospettiva innanzitutto, innanzitutto ehm criticando proprio da un punto di vista metodologico la criminologia tradizionale che si era basata su dei dati ufficiali della criminalità, quindi dei dati che riportavano tutta una serie di fenomeni criminali ehm che erano quelli registrati dal sistema, ma non corrispondevano, secondo alla realtà per due motivi. E che poi Saterland spiega in maniera più, diciamo, più approfondita e articolata.
Il primo motivo è che i dati ufficiali non rispecchiano il fenomeno criminale in maniera autentica perché vi è una grande cifra oscura. Questa cifra oscura è determinata, si presenta, si genera in quel processo di criminalizzazione che abbiamo visto, dalla criminalizzazione in astratto la criminalizzazione in concreto a causa di meccanismi selettivi che non solo guidano le agenzie di controllo perché si ispirano o sono in qualche modo vincolate a quelle che sono le definizioni legislative o quelle che sono le previsioni legislative sulla punibilità, ma soprattutto abbiamo visto cioè la cop culture, tutta una serie di atteggiamenti delle agenzie di controllo che per ragioni culturali o per ragioni strutturali in assenza di un'adeguata dotazione di personale o di strutture non possono perseguire tutti i crimini e quindi di qui la conclusione che l'obbligatorietà dell'azione penale, comeè prevista nel nostro ordinamento, sia una bugia convenzionale perché poi sostanzialmente quando la polizia o la magistratura deve ehm affrontare eh deve accertare un crimine è costretta, sono costretti necessariamente a fare una selezione e quindi tendenzialmente si persegue o si colpisce il crimine, il fenomeno criminale che più desta all'arme sociale. Quindi da un lato diciamo evidenzia che le statistiche sono in qualche modo diciamo viziate dal fatto che i meccanismi di applicazione della norma e quindi di punizione in concreto sono fortemente selettivi e creano una sorta di imbuto per cui il crimine che viene effettivamente punito è solo una piccolissima parte del crimine che effettivamente esiste. Questo che cosa comporta? Che la criminologia fino a quel momento ha studiato soltanto una parte della realtà criminale trascurando tutta l'altra, diciamo, coperta, nascosta, dissimulata dalla cifra oscura.
Inoltre, Sutherland, e lo vedremo meglio poi nel corso della della lezione, questa è la prossima, ehm evidenzia come le classi agiate, cosiddetti colletti bianchi, hanno la capacità di influire nel processo di criminalizzazione sia al momento della definizione del del comportamento penalmente rilevante, sia nel processo quindi di criminalizzazione in astratto, ma anche poi vedremo eh le classi abienti, i potenti, riescono in maniera significativa anche a, diciamo, ehm condizionare l'applicazione della legge in concreto. Di conseguenza il la, diciamo, la i dati statistici non corrispondono alla realtà del crimine.
Ma quello che è ancora più importante, secondo me, il rivoluzionario di Sutherland è proprio il fatto di aver, diciamo, svincolato la definizione di crimine dalla definizione di reato. Per cui per Sherland non è sufficiente studiare soltanto la criminalità apparente, quella che emerge, emergente, ma è necessario fare un'analisi proprio sui comportamenti criminali e nel corso della sua vita ha compiuto una ricerca di oltre 20 anni, analizzando soprattutto il crimine economico e l'atteggiamento e comportamenti di 70 società americane. E che cosa eh a che cosa è giunto? È giunta alla conclusione che esistono delle condotte che ancorché non siano definite come criminali dalla legge, che non siano definite penalmente rilevanti dalla legge, possono essere comunque considerate crimini perché hanno una dannosità sociale notevole e comunque anche l'ordinamento in qualche modo le disapprova perché sebbene non applichi una sanzione penale e prevede per questi comportamenti tutta una serie di ehm diciamo eh di sanzioni extrapenali che poi possono in qualche modo anche ricollegarsi a una repressione penale vera e propria. Questo che cosa significa? Che per studiare il fenomeno criminale non è non è sufficiente guardare le statistiche, bisogna guardare gli effettivi comportamenti tenuti dai soggetti.
Inoltre la critica di Saturland alla criminologia tradizionale che lega il crimine alla povertà, ad esempio, o a determinate patologie psicologiche organiche, su base organiche, diciamo, la il filone bioantropologico. m non spiega come mai anche alcuni gruppi etnici all'interno della società americana o in alcuni quartieri poveri non si sviluppano fenomeni criminali e invece sono presenti in altri. Cioè perché solo alcune categorie di poveri, se la povertà è causa del crimine, perché solo alcune categorie di poveri commettono reati e altri pur vivendo in condizioni umili di estrema povertà invece non delinquono? Ehm e di conseguenza da questa riflessione Saterland parte per dire che eh bisogna cambiare i presupposti della criminologia. L'oggetto della criminologia e anche, diciamo, eh l'approccio che il criminologo deve avere verso il fenomeno criminale.
Quello che si pone Saturland col suo studio, con la sua riflessione, è quella di offrire una, diciamo, giustificazione, più che giustificazione, una spiegazione, l'eziogenesi del crimine sulla base di una teoria monocausale. Se vi ricordate, nelle lezioni precedenti abbiamo detto quanto sia possa essere ingenua una prospettiva che attribuisca al crimine eh alla genesi, individui come genesi del crimine, una sola causa. La criminalità è diversa. La criminalità può avere origini da situazioni e contesti causali completamente diversi. Quindi affermare che del crimine esiste solo una una causa e come dire che di tutte le malattie esiste solo una causa. Ciò nonostante è importante la diciamo la spiegazione che Aserland offre di crimine perché è uno sforzo una sforzo di astrazione, no, nel che compie il criminologo americano per in qualche modo offrire una spiegazione generale astratta di tutte le forme di criminalità.
Vi dicevo che K Saterland è in qualche modo tributario, influenzato dalla scuola della disorganizzazione sociale e lui però preferisce a questo concetto di disorganizzazione sociale, diciamo, eh utilizzare il concetto delle associazioni differenziali. Secondo Sherland che spiega il crimine quindi come un'unica causa, l'unica causa del crimine è questo processo di apprendimento ehm che porta alcune persone a delinquere proprio perché sostanzialmente, diciamo, ehm influenzato, il giro individuale viene influenzato da un contesto in cui c'è il prevalere, un eccesso di definizioni favorevoli al crimine è un isolamento, diciamo, una marginalizzazione invece di quei giudizi che esprimono uno stigma, un giudizio sfavorevole, negativo nei confronti dei comportamenti criminali. Quindi, secondo Sutherland, vi è quando vi è un fenomeno criminale vi è necessariamente una causa di questo comportamento criminale ed è che tale causa è il fatto che il soggetto che ha compiuto il crimine è un soggetto che tale cultura criminale e tale tecnica criminale l'ha appresa nel contesto suo di riferimento. Cioè, praticamente secondo Satan è una trasmissione culturale del crimine e dei valori criminali, come noi impariamo l'italiano, impariamo a mangiare, impariamo le regole della normale convivenza, così a livello, diciamo, eh più profondo il criminale apprende dal contesto di riferimento tutta una serie di valori, diciamo, un'etica criminale, una sottocultura criminale e di conseguenza eh ehm impara nel suo contesto anche come realizzare il crimine.
Quella di Saterland è in una prospettiva chiaramente conflittuale perché ritiene che esista all'interno della società, del sistema sociale esistano diverse culture e quindi in base alla cultura che noi abbiamo appreso ci regolagiremo di conseguenza. Quindi, se siamo in un contesto non criminale, possiamo tranquillamente eh diciamo eh sperare che il nostro comportamento non sia ehm in futuro caratterizzato da gesti criminali. In un contesto in cui invece prevalgono le diciamo una una sorta di di prevalenza, di eccesso di definizioni positive del crimine, allora strutturerò anche il mio agire e la mia etica, la mia cultura in base agli input che mi sono mi sono stati in qualche modo ehm eh diciamo così eh trasmessi e ovviamente si parla parla in questo caso di una sorta di imitazione del soggetto rispetto a al ai modelli che a cui si a cui si rifà. Ovviamente quando parliamo di imitazione, quando parliamo di trasmissione culturale, non stiamo parlando del fatto che alcuni alcune serie TV possono condizionare i ragazzi, cioè il problema della trasmissione culturale, cioè l'effettiva trasmissione culturale avviene attraverso anche dei meccanismi che vedono delle relazioni molto strette tra il soggetto e il contesto criminale. È un'intensità, no, di relazioni eh di relazioni interpersonali che caratterizza poi plasma il concetto, cioè diciamo il comportamento stesso del eh del soggetto. In questo modo si apprende si apprende quella che è la cultura criminale e oltre l'apprensione della della teoria della della cultura criminale se ne se ne apprendono anche le tecniche in qualche modo. Ehm questo sarebbe secondo secondo Satherland il meccanismo attraverso cui si può spiegare qualsiasi forma di criminalità. Cioè la criminalità si spiega perché assume rilievo nella vita di una persona. Il processo comunicativo nell'apprendimento del crimine e nella tendenziale isolamento, appunto, neutralizzazione, se vogliamo, di quei giudizi sfavorevoli al crimine.
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Ehm, è una teoria, come vi dicevo, una teoria monocausale e, diciamo, riesce in qualche modo a spiegare diversi fenomeni criminali. La diciamo eh il merito di Satherland è che questa spiegazione del crimine riesce tanto a spiegare forme di criminalità come quella giovanile, quella insomma più balorda se vogliamo meno strutturata, quanto la criminalità invece sì strutturata e organizzata come la criminalità dei colletti bianchi.
Quindi, Saturn, possiamo dire sinteticamente, parte dal presupposto che esiste un conflitto normativo culturale dovuto al fatto che la società è frammentata e vi sono alcuni gruppi che esprimono dei dei giudizi nei confronti delle norme e alcuni gruppi riescono in qualche modo ad affermare come legale il proprio comportamento, mentre e questi sono i gruppi, diciamo, dominanti, altri gruppi che invece non riescono, tra virgolette, da immunizzare il proprio agire e in base alle valutazioni compiute dall'ordinamento rispetto al comportamenti tenuti dalle classi subalterne, questi comportamenti vengono considerati eh vengono in qualche modo criminalizzati.
Vediamo, vedremo poi in futuro, nelle prossime lezioni, che in qualche modo Satherland prende un po' dalla teoria delle neutralizzazioni proprio il fatto di giustificare il proprio comportamento alla luce dei valori che sono stati eh diciamo trasmessi nel proprio contesto e il tentativo, no, di isolare eh i giudizi sfavorevoli è un meccanismo che ci porta a eh rafforzare le nostre convinzioni e quindi in qualche modo a ehm possiamo dire così, allentare i freni inibitori, no? Questa è la teoria delle neutralizzazioni. Il fatto che non esista un crimine in sé, ma è frutto di una valutazione compiuta dall'ordinamento, ma è un ordinamento che viene gestito e praticamente, diciamo, influenzato dalle classi dominanti, fa sì proprio che la teoria di Satherland si sia, insomma, in qualche modo vicina a quella dell'abbeling approach e si ponga come teoria, appunto, ehm conflittuale che eh in sintesi Possiamo dire che il comportamento criminale è appreso a contatto con individui che definiscono tale comportamento favorevolmente e in isolamento da altri individui che di esso danno una definizione sfavorevole. Nelle condizioni adatte una certa persona tiene un comportamento criminale soltanto se le definizioni favorevoli prevalgono su quelle sfavorevoli. E questo è la spiegazione del crimine secondo Saterland.
Questi, cioè questa è proprio insomma una citazione eh di Satherland i suoi libri di criminologia eh si sono incentrati molto sulla criminalità eh giovanile, ma diciamo che Saturnan, lo ricordiamo soprattutto per la sua m lo studio monografico sulla criminalità dei dei colletti sulla criminalità dei colletti bianchi. Ehm chi è? Perché tutto sommato si occupa della criminalità dei colletti bianchi. Lo vedremo poi nella prossima lezione. Sutherland diciamo m in qualche modo eh è mosso più da un intento, tra virgolette, moralistico. E è di Fete Battista, un'educazione familiare molto rigida. Ehm diciamo è vissuto in un contesto rurale eh nel possiamo dire nella dib America e e e perciò Saternam, diciamo, sviluppa una sorta di eh timore, ma anche disprezzo per le mollezze della città ed è mosso da un fervore, se vogliamo, al tempo stesso moralista e anche riformatrice m eh e questo lo porta ad analizzare proprio a prendere in considerazione i comportamenti delle classi dominanti e appunto parte dal presupposto che le statistiche criminali che hanno come indice di che offrono degli indici di criminalità spiegando così la distribuzione ecologica del del dei rei e del e della della criminalità sono statistiche in qualche in qualche modo viziate dal fatto che le classi dominanti riescono a influire nei processi di ehm di criminalizzazione.
Adesso interrompo qui la questa questa lezione. La prossima sarà dedicata solo alla monografia di di Sutherland sui crimini dei colletti bianchi. Grazie. Yeah.