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MADRE TERESA di CALCUTTA - L'Amore cambia il mondo

Religione 2.07:12

Transcription

Ciao, benvenuti in questo nuovo video. Oggi vedremo la storia di Santa Madre Teresa di Calcutta, una donna che è diventata simbolo della carità, dell'amore per i più poveri, ammirata e apprezzata da tutte le fedi religiose, diventata una delle donne più famose al mondo. Siete pronti? Partiamo.

Anni e svolge voi ha già un nome di battesimo di Madre Teresa. Nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, in Macedonia, da una famiglia di origine albanese. Piccola, le piaceva cantare, ballare, recitare, scrivere poesie, insomma, è stata una bambina come tante altre. È potuto accrescere respirando l'amore che c'era nella sua famiglia. Il padre, infatti, le diceva sempre: "Figlia mia, non accettare mai un pezzo di pane se non è diviso con gli altri". Già da bambina sognava di diventare una suora missionaria per poter aiutare le persone più povere del mondo.

Fu così che nel 1928, all'età di 18 anni, lasciò la sua casa per entrare nella congregazione delle Suore di Loreto a Dublino, in Irlanda. Venne poi inviata a Darjeeling, una città ai piedi dell'Himalaya, in India, dove iniziò il suo noviziato, ovvero il percorso di preparazione per diventare suora. Insegnava geografia alla scuola Saint Mary di Calcutta, portava avanti i suoi studi e contemporaneamente si occupava delle bambine più povere del posto, dei malati e di tutte quelle persone che avevano bisogno. Dopo alcuni anni andò a Roma per terminare gli studi, prendere i voti e diventare così definitivamente suora, con il nuovo nome di Teresa, in onore a Santa Teresa di Lisieux, suo patrono. Dopodiché tornò a Calcutta.

Un giorno, nel 1946, mentre era in treno diretta a Darjeeling, ricevette quella che chiama "la chiamata nella chiamata". Sentì la voce di Gesù che gli diceva: "Devi trovare la tua strada". Per lei il messaggio era chiaro: doveva uscire dal convento e aiutare i poveri vivendo in mezzo a loro. Finalmente, nel 1948, a 38 anni, ricevette il permesso di poter uscire dal convento per vivere tra i più bisognosi, gli ultimi tra gli ultimi, i poveri tra i più poveri.

Così, Teresa entra in un bazaar, comprò, indossò per la prima volta un sari bianco, una veste tradizionale delle donne indiane, ornato con un bordino azzurro, i colori della Vergine Maria, e sulla spalla, se appunto, una piccola croce, con un paio di sandali, pochi spiccioli in tasca, ma una grande fede nel cuore. Lasciò il centro di Calcutta e si recò tra le baracche della periferia. Andava in giro chiedendo cibo e medicine, mendicava per poter sfamare e curare i suoi poveri, ma soprattutto donava affetto, amore e sorrisi. Diceva, infatti: "Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso". Aprì una scuola per bambini all'aria aperta, sotto un albero, come lavagna utilizzava la terra, dove con un bastoncino scriveva le lettere. La sua casa era una baracca, dove portava coloro che non venivano accolti negli ospedali. L'anno dopo, gli diedero un locale dove poteva vivere all'ultimo piano di una casa e dove poteva accogliere le persone che avevano bisogno. Lì la raggiunse la prima consorella, una sua ex alunna.

Nel 1950, quando ormai le consorelle erano diventate dodici, Papa Pio XII autorizzò ufficialmente la nuova istituzione, chiamata Congregazione delle Missionarie della Carità. Da lì in poi, Madre Teresa non si fermò più e fece di tutto per aiutare i più bisognosi. Costruì la "Città della Pace", un luogo dove accogliere i malati abbandonati della città e dove poter ricoverare i lebbrosi, i suoi figli prediletti, come lei li definiva. Ormai il nome di Madre Teresa aveva varcato i confini dell'India. Infatti, aprì la nuova congregazione in Venezuela, poi continuò a fondare ospedali, orfanotrofi, luoghi di accoglienza per i più bisognosi di qualsiasi religione, in tutto il mondo.

Pensate che nel 1979 ricevette il Premio Nobel per la Pace, uno dei più importanti riconoscimenti a livello mondiale, per l'impegno, appunto, per la pace. Lo ricevette per la testimonianza che diede della gioia di amare, della grandezza e della dignità di ogni essere umano, del valore delle piccole cose fatte con amore. Nel 1989 venne proclamata "Donna dell'Anno". Poi, dopo aver speso tutta la sua vita per i poveri più poveri, il 5 settembre 1997 morì a Calcutta.

Oggi le sue suore, chiamate Missionarie della Carità, sono più di 4.000, sparsi in tutto il mondo, là dove ci sono i poveri della terra. Nel 2003, Papa Giovanni Paolo II la proclamò beata, mentre nel 2016 Papa Francesco l'ha proclamata santa. Il suo cuore grande in un corpo tanto minuto e la sua umiltà hanno interrogato e continuano a stupire milioni di persone.

Tante volte pensiamo di non poter fare niente per cambiare il mondo, di essere troppo piccoli di fronte ai grandi problemi della vita. Eppure, Madre Teresa diceva sempre: "Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel dare". In questo periodo di coronavirus, ci può insegnare il valore della carità, della fratellanza, della gioia condivisa, dell'amore verso tutti i fratelli. Ci dà la certezza che ciascuno di noi può fare qualcosa per sé, per gli altri, per il mondo intero, anche solo facendo piccoli gesti, ma con il sorriso e con tanta gioia.

Vi saluto, infatti, con un'ultima frase di Madre Teresa, che diceva: "Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo, l'oceano avrebbe una goccia in meno".

Bene, grazie per aver guardato il video. Spero ti sia piaciuto e ti sia stato utile. Ringrazio la maestra Anna Maria, che mi ha aiutato nell'ideazione di questo video. Ciao a tutti e alla prossima.

[Musica]