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Ecco che bentornato, come promesso. Oggi affrontiamo l'argomento del cervelletto, quindi stiamo sempre parlando del sistema nervoso centrale. Bene, il cervelletto è una struttura che si trova posteriormente al tronco encefalico ed è connessa al tronco encefalico da delle strutture di cui abbiamo già parlato, o meglio accennato, che sono chiamati peduncoli cerebrali, cerebellari superiore, medio, inferiore.
Bene, il cervelletto, rispetto ad altre strutture del sistema nervoso centrale, ovvero sappiamo che le principali sono l'encefalo, il il cervelletto, che è il tronco encefalico, il midollo spinale, beh, è una struttura comunque non così voluminosa. Attenzione, quando parlo di encefalo, mi riferisco a quello che comunemente viene chiamato cervello, ma in medichese si chiama encefalo. Bene, a diciamo macroscopicamente una struttura simile all'encefalo, ma in realtà a livello della microstruttura è ben differente. Ha delle dinamiche, delle strutture, delle caratteristiche molto specifiche e poi soprattutto volumetricamente più piccolo.
Bene, abbiamo detto che si trova a posteriormente al tronco encefalico e adesso è connesso tramite peduncoli cerebellari. Allora, i peduncoli cerebellari superiori sono anche chiamati imbrachi a congiuntiva, hanno una forma appiattita e sono tesi tra il segmento mesencefalico e l'ilo del cervelletto. I peduncoli cerebellari medio, invece, sono chiamati brachi a pontis, che in italiano le braccia del ponte, che si estendono appunto tra il ponte e l'ilo del cervelletto. I peduncoli cerebellari inferiori, invece, sono anche chiamati corpi restiformi e si estendono dalla metà superiore del bulbo all'ilo del cervelletto. Quando parlo di ilo, in generale, di qualsiasi organo, intendo quella parte a livello dell'organo in questione in cui penetrano i fasci vascolo-nervosi, penetrano o fuoriescono. Comunque, sono proprio lì, l'ilo rappresenta il punto di accesso all'organo da parte di vasi e nervi.
Bene, il cervelletto è una struttura che ha un peso di circa 130-140 grammi e le superfici cerebellari sono delle strutture che nell'insieme vanno a costituire una sorta di ovoide appiattito, un ovoide che non è rivestito da sostanza bianca, come avviene invece per il midollo spinale e per l'encefalo, anche, ma da sostanza grigia. Nel complesso, questa sostanza grigia si organizza a costituire una corteccia, corteccia cerebrale, proprio come avviene nell'encefalo, dove abbiamo la corteccia cerebrale. Mi stai attento alla terminologia, sempre corteccia, ma diverso è la corteccia cerebrale da corteccia cerebrale.
Distinguiamo a livello del cervelletto una porzione mediana chiamata verme, particolarmente estesa, una porzione laterale che si diparte dalla precedente ed è detta emisfero o lobo cerebellare. Per questo ti dicevo che analogamente all'encefalo troviamo delle strutture molto simili, quindi la corteccia, gli emisferi e il lobo. Quindi l'emisfero è una struttura pari, quindi dentro abbiamo due, uno destro e uno sinistro, simmetriche. Le strutture simmetriche in sezione, il cervelletto risulta ovviamente molto più, in sezione riusciamo avere molto più chiara la disposizione della sostanza grigia e bianca. Tuttavia, a livello della sostanza bianca si possono individuare delle componenti che non sono per nulla da trascurare e sono delle componenti di sostanza grigia. Quindi la sostanza grigia ce l'abbiamo sia disposta esternamente a costituire la corteccia, ma ce l'abbiamo anche internamente, immersa all'interno della sostanza bianca.
Possiamo dire che il cervelletto ha due facce, sul diviso all'esterno dalla presenza di una fessura orizzontale, abbiamo due incisura, una anteriore e una posteriore, che mediano il rapporto del cervelletto rispettivamente con il quarto ventricolo e con la falce cerebellare. Allora, il diametro antero-posteriore, allora il diametro antero-posteriore è di 3-4 centimetri a livello del verme, 6-7 centimetri a livello degli emisferi. Quello trasverso è di 8-10 centimetri, mentre quello cranio-caudale si aggira intorno ai 5 centimetri.
Il cervelletto, presentando una forma a sfera appiattita, non lascia individuare superfici univocamente, univocamente. Il cervelletto, presentando una forma a sfera appiattita, non lascia individuare superfici univocamente identificabili. Convenzionalmente individuiamo due facce, superiore e inferiore, le cui strutture risultano tuttavia rivolte parzialmente anteriormente e parzialmente posteriormente. Poi c'è la faccia superiore che è solcata da vari scissure, in particolare scissure che hanno la funzione di incrementare la superficie utile. Queste scissure delimitano i cosiddetti folli. Lo so che la terminologia è un po' complicata, però una volta che si entra nel meccanismo, nella logica e si leggono più volte, studiano, si ascolta più volte questi termini, la questione diventa leggermente più semplice. In realtà, comunque, rimane complicata, come preannunciavo nelle lezioni precedenti.
Qui, in questo argomento, ti voglio veramente, se sei interessato ad approfondire, ovviamente, perché io ti sto facendo veramente un riassunto e ti è chiaro che un riassunto di un argomento così complicato diventa difficile da comprendere, soprattutto se la persona non ha delle fondamenta medico-scientifiche. Quindi è chiaro che in un corso di questo tipo, uno cerca di dare quante più informazioni possibile, più che altro stimolare allo studio personale, perché è ovvio che per riuscire ad avere in realtà una cultura piuttosto approfondita sulla questione, bisognerebbe frequentare un'università che non per nulla è di ben sei anni quella generale, da poi aggiungere altri 5-4-5 anni per la specialistica. Quindi, e poi tra l'altro, nonostante tutti questi anni di studio, come si arriva che si ha l'impressione quasi di sapere meno di prima, no? Cioè, si ha l'impressione di aver avuto accesso al forse l'un per cento di quella che è la conoscenza scientifica, che poi non si sa mai che la conoscenza scientifica di adesso sarà quella di domani, magari tutto quello che stiamo studiando ora risulterà sbagliato un domani. È tutto qualcosa di in evoluzione, appunto, e quindi una continua ricerca, un continuo studio. Quando si dice "non si finisce mai di imparare", è proprio è proprio vero, soprattutto più che mai in un ambito del genere medico-scientifico.
Vero è che per quanto riguarda l'anatomia, la fisiologia, invece, diciamo che le conoscenze che si hanno, non vorrei azzardare a dire giuste, vere, immutabili, però sicuramente lo sono di più di un, che ne so, un'altra, un'altra clinica specifica medica, come che ne so, come essere la gastroenterologia, l'ematologia, l'endocrinologia, quello che volete voi. Ma stiamo parlando di anatomia e fisiologia. Ecco, è da diverso tempo che le conoscenze che si hanno sul campo rimangono le stesse, anche perché basta effettuare un'analisi, un'autopsia, uno studio reale sulla persona ovviamente deceduta per arrivare a questo tipo di informazioni. Cioè, sono cose che sono visibili. Tutta l'anatomia e la fisiologia è stata fatta da persone che non hanno fatto altro che descrivere quello che vedevano e tuttora si continua a fare così. Perdonami l'escursus, ma ogni tanto mi mi mi perdo, è più che altro ho piacere di condividere dei pensieri che mi vengono in mente mentre parlo.
Bene, abbiamo parlato della faccia superiore, parliamo della faccia inferiore del cervelletto. Questa faccia inferiore è confessa anche questa, come quella superiore, presenta due solchi paramediani che delimitano il verme nella sua parte inferiore e lo delimitano, lo dividono, più che altro, dai lobi posteriori. Da questa superficie risulta visibile il bulbo midollare inferiore, è il punto di congiunzione con il tronco encefalico. In prossimità di questa riconosciamo i due noduli, i flocculi, che originano mediamente dal nodulo, che è parte del verme. Sono rilevanti, per esempio, per il mantenimento dell'equilibrio, per equilibrio intendo proprio l'equilibrio motorio, ok?
Sulla base morfologica riconosciamo un lobo anteriore, un lobo posteriore e un lobo detto flocco-nodulare. Il lobo anteriore è diviso per l'interposizione della fessura primaria dal lobo posteriore. Il lobo posteriore, visibile in particolare superiormente, è diviso per l'interposizione della fessura postero-laterale dal lobulo flocco-nodulare. Il lobulo flocco-nodulare è visibile invece inferiormente e le due strutture globali interessano naturalmente anche la componente del verme, non solo quella degli emisferi.
Dal punto di vista invece filogenetico, il cervelletto viene classificato in archecerebello, che sta per cerebello antico, vecchio, e dell'arc il archecerebello. Comprende il lobulo flocco-nodulare, il nodulo. Questo è localizzato a livello del lobulo e di parte del verme, risulta essere la parte più mediale della struttura, oltre che il più antico evolutivamente. Troviamo il paleocerebello e il neocerebello. Il paleocerebello è una componente più anteriore della parte laterale, appartenente quindi ai due lobi, ed è delocalizzato appunto nei lobi anteriori ed è intermedio dal punto di vista evolutivo. Il neocerebello costituisce gran parte del lobo posteriore, delocalizzato quindi nei lobi posteriori ed è il più recente evolutivamente.
Su base invece funzionale, il complesso del cervelletto viene suddiviso in vestibolocerebello, spinocerebellare, cerebrocerebello. Il vestibolocerebello con la regolazione dell'equilibrio e corrisponde morfologicamente all'ovulo flocco-nodulare. Poi c'è lo spinocerebello, che è una struttura che registra le informazioni che derivano dal midollo spinale, per quello si chiama spinocerebellare, in particolare la registrazione della postura o la sensibilità propriocettiva incosciente. E morfologicamente coincide con il verme, escluso il nodulo, e con le regioni immediatamente adiacenti, che sono regioni paravarianne. Ogni volta che in medicina "para" qualcosa si intende a fianco, quindi paravarianne vuol dire regioni a fianco al verme, parasternale regione a fianco dello sterno e così via.
Il cerebrocerebello, invece, riceve connessioni dalla corteccia del telencefalo, viene coinvolto nell'organizzazione dei movimenti autonomi, come il parlare, il camminare, così via, e regola, c'è una sequenza di eventi organizzati. E morfologicamente si colloca nella regione laterale degli emisferi, nella parte prossima al nodulo, di una espansione pari del tonsilla, che non è la tonsilla che troviamo, che possiamo vedere nella bocca, ecco, presenta tale nome in quanto nell'ambito della sua morfologia ricorda il lobo posteriore delle tonsille. E a tali strutture di divisione convenzionali corrispondono a livello dell'area lobare circostante ulteriori divisioni pari simmetriche, tanto che complessivamente riconosciamo a partire dalla superficie posteriore diverse strutture che sono il lobulo della lingua del verme, ai lati dello stesso i freni della lingua, il lobulo centrale e ai lati dello stesso le ali del lobulo centrale. Il verme, a sua volta, classificabile in culmen, declive, lateralmente al quale si collocano i lobuli quadrangolari superiore ed inferiore. Poi abbiamo il folium vermis e ai lati dello stesso i lobuli semilunari posteriori. Abbiamo il tuber vermis, suddivisibile in anteriore, che presenta, presenta ai lati e presente ai lati il lobulo semilunare inferiore, e quello posteriore, che presenta ai lati il lobulo gracile. Poi abbiamo la piramide, che presenta lateralmente il lobulo di ventre, e l'ugola, ugola detto anche uvula, che presenta ai due lati le tonsille. Ancora abbiamo il nodulo verniano, che presenta ai lati i flocculi.
Bene, dopo aver parlato di questa struttura così complessa, ti aspetto alla prossima lezione, dove affrontiamo l'argomento del diencefalo. Bene, a presto.
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