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Mostro di Firenze_Indagini su Vigilanti P1

Dario Quaglia Investigates1:54:21

Transcription

Cring down Dead Moon. [Musica] Flows there. [Musica] To. [Musica] Long he out to get you. Make K in Heat. Passion. They Can't help Us S. But when the Comes. They beone the m. Shell. Whisper in al. He Out of control. The rivers Run R where the LS used to Rest in peace. De Florence in the K. [Musica] Buonasera a tutte. Buonasera a tutti. Allora questa sera come da preview perché sembra sia necessario, insomma, qualcuno ancora si vede che non ha ben chiaro l'esito del procedimento. Vigilanti andremo a vedere appunto qualcosa di più in merito all'esito del procedimento e a quelle che sono, quelli che sono i riscontri eventuali che sono stati ottenuti, insomma, sugli elementi che erano stati portati a discapito di Vigilanti. Io direi di andare a leggere un attimino, allora, condividi schermo. Direi di andare a leggere un attimino quello che è, prima di tutto, la richiesta di archiviazione. Non la leggeremo tutta, diciamo le parti salienti. Allora, siamo al 3 di luglio del 2019. Il PM Turco che richiede l'archiviazione. Qua spiega l'origine del procedimento. Il procedimento trae origine, appunto, da un esposto presentato dal difensore di una delle vittime dell'ultimo duplice omicidio della serie omicidiaria, ha verificatosi nella provincia di Firenze, ai danni di giovani coppie. Tale esposto si fonda essenzialmente nella sulla circostanza che Vigilanti Giampiero era stato indicato dai difensori di Pacciani Pietro, nel corso dell'ultima udienza del processo suo carico, come persona già sottoposta ad accertamenti e perquisizioni da parte dei Carabinieri di Prato, come possibile autore dei delitti. Ovviamente, in difensore di Pacciani facevano i difensori di Pacciani e vedremo anche perché, insomma, se il tempo ce lo consentirà. Vigilanti entrò nelle indagini e rientrò nelle indagine anche nel '94, in un processo del tutto analogo. Nel corso delle perquisizioni era emerso, infatti, che il Vigilanti possedeva proiettili Winchester calibro 22 ed una pistola dello stesso calibro di Mark Standard. Anche qui andremo a vedere quanto di vero c'è. Andiamo. Ecco le dichiarazioni rese da Giampiero Vigilanti. Sappiamo che Giampiero Vigilanti già negli anni '50 e '60 era stato definito dai Carabinieri una sorta di mitomane, no, una persona che per la pubblicità avrebbe fatto di tutto. Vigilante Giampiero, prima di essere sottoposto di indagini, ha reso dichiarazioni. Qu le persone dei fatti, quale indagato si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. Egli ha dichiarato di aver lavorato alla fine degli anni '60 presso la filatura di proprietà del tedesco Rolf Reineke, persona già emersa nelle indagini relative al delitto commesso nell'83 a Scandicci. Ha dichiarato di conoscere Pacciani Vanni e Lotti, ovvero tutti i soggetti coinvolti nelle indagini e nei processi celebrati in relazione alla serie omicidiaria di cui si discute, e di essersi recato con loro sul luogo del delitto di Vicchio del 1984, sia nei giorni precedenti che dopo il delitto, ed inoltre di essere stato con loro in San Casciano in epoca successiva al delitto. Ha dichiarato di essere stato presente nella zona del delitto di Vicchio del 1984 nell'orario dei fatti, ma solo per curiosare. Poi vedremo, appunto, che validità possono avere le dichiarazioni di Vigilanti. Ha dichiarato di essere passato in auto nella zona la notte del delitto di Calenzano dell'anno '81, vedremo anche dove ha preso questa notizia, ma di aver saputo del fatto l'indomani. Ha indagato Caccamo Francesco, come ha indicato Caccamo Francesco come il mandante dell'omicidio di Vicchio. Caccamo abitava a pochi metri di distanza dalla piazzola dove è avvenuto l'omicidio. I diritti avevano mandanti diversi, appartenenti ad una setta di persone pervertite che sceglievano le vittima femminile. Questo aveva sentito dire frequentando la casa di Caccamo. Caccamo aveva avuto una relazione con Rontini Pia e l'aveva fatta abortire. Queste erano le accuse che Vigilanti muoveva nei confronti di Caccamo. Si riassumono, ecco, gli indizi fondamentali che erano stati presentati dall'esposto avvocato Adriani, che sono i seguenti: un'auto dello stesso tipo di quella posseduta da Vigilanti è stata vista dai testimoni sul luogo dell'omicidio avvenuto il 22 di ottobre 1981 in danno di Baldi e Cambi e sul luogo dell'omicidio è avvenuto il 29 luglio '84 in danno di Stefanacci, Rontini, ed in tempo compatibile con la partecipazione a tali tali omicidi. Vigilanti stesso, nel corso delle dichiarazioni rese il 6 novembre del 2015, il 7 dicembre del 2015, ha dichiarato di essere stato presente sui Lu La Notte degli omicidi. Durante il pomeriggio che ha preceduto la notte in cui, scusate, sono stati uccisi Stefanacci, Rontini, una persona con le caratteristiche fisiche di Vigilanti che aveva il dito della mano un anello molto particolare, un anello come quello che Vigilanti al tempo possedeva, come da sue dichiarazioni del 12/6/2014, che riporta e dice: "Un anello grosso d'argento, un po' volgarotto, alla militare col simbolo della Legione con la scritta B.E.P. che sta per Legione Trang Paracadutista. Lo portavo in genere all'anulare della mano sinistra." Ha osservato ripetutamente Rontini Pia. Questi, ricordiamo, queste sono le accuse e vengono anche presentate quasi come fossero dei dati di fatto. No, al momento dei fatti Vigilanti aveva il possesso di proiettili marca Winchester calibro 22 Long Rifle. Vedremo anche qui quanto questo è vero. Gli omicidi sono stati commessi con una pistola calibro 22 con proiettili della marca sopra indicata. Vigilanti conosceva Pacciani Pietro, Lotti Giancarlo e da dichiarazioni di averli visti insieme nella zona ove è avvenuto l'omicidio di Stefana C. Rontini alcuni giorni prima del fatto, mentre questi eseguivano sopralluogo. Ha dichiarato di averli rivisti ancora dopo l'omicidio nella stessa zona. E infine, Vigilanti ha reso dichiarazioni secondo cui Caccamo Francesco è coinvolto nei reati contestati, mostrando così di avere conoscenza diretta dei fatti. Ricordiamo che quando alla fine delle indagini viene detto: "Vigilanti, Vigilanti, scusi, ma lei ha detto peste corna di Caccamo e Piero l'aborto la relazione?" "Nulla di tutto questo è stato possibile riscontrarlo." "Nulla di tutto questo è vero." E Vigilanti la conico ha risposto: "Ah bene." Questa è stata la risposta di Vigilanti. "Lasciamo stare Caccamo che adesso non punto, non ci compete." Conclusioni. Nonostante le approfondite indagini svolte, il quadro indiziario allo stato acquisito risulta fragile ed incerto, non cer suscettibile ad assurgere a dignità di prova, n tale da essere in alcun modo ulteriormente corroborato con ulteriore attività investigativa, tenuto conto anche del lungo tempo trascorso dei fatti. Per questo motivo, visto l'articolo 408 del Codice Procedura Penale, chiede l'archiviazione del procedimento. Luca Turco. Bla bla bla bla. E tutto questo, sebbene vengano riportati, e vedremo anche, diciamo, nella ordinanza di archiviazione della dottoressa Fantechi, pur essendo riportate delle inesattezze, e vedremo poi perché sono delle inesattezze. Il quadro è quello presentato da Turco. Quindi andiamo a vedere un attimino questa parte dove ci si riferisce pagina 6, dovrebbe essere, perché questo è interessante, ci fa capire anche i percorsi delle cos. Eccoci qua. Certo punto, nella ordinanza di archiviazione, vengono riassunte anche le informazioni che sono, insomma, venute fuori con le indagini. Purtroppo ci sono anche quelle che sembrano delle inesattezze. Questo potrebbe, dico io, potrebbe essere dovuto al fatto che, data la mole di atti di questa inchiesta, eh, insomma, ed indagini che sono state fatte, io suppongo che ci sia stato qualcuno addetto a fare una relazione per sommi capi di quello che veniva fuori. Perché la Fantechi scrive questo: "Sono poi state svolte indagini approfondite sulle persone gravitanti presso il carbonizzo La Rocca di Reineke e soci con sede La Briglia di Vaiano, seguite bene. Rolf Reineke era già emerso nelle indagini, in quanto si tratta della persona che aveva rinvenuto i cadaveri dei cittadini tedeschi uccisi nel Cara. E fin qui la sua figura era stata oggetto di attenzioni nelle indagini anche nell'ottica di possibile indiziato. L'uomo, comunque, aveva consegnato la pistola Beretta che possedeva e che risultava estranea ai fatti. È stata accertata la circostanza che presso il carbonizzo Reineke, qua c'è scritto, è stata accertata la circostanza che presso il carbonizzo Reineke abbia lavorato Vigilanti per breve periodo, ma nient'altro emerso. Rolf Reineke è deceduto in Germania e sono stati nuovamente assunti a sit tutti i suoi fam, che non hanno riferito circostanze che possono avere rilievo indiziario a carico di Vigilanti o di Caccamo." Poi qua prosegue e si arriva alla fine dove dice: "Per questo motivo rigetta lo posizione la richiesta di archiviazione, disposizione e dispone l'archiviazione, dispone l'archiviazione, dispone l'istituzione degli atti al M. 9 novembre 2020." Di qui Vigilanti esce da tutti i giochi. Adesso andiamo a vedere che cosa è veramente uscito dalle indagini rispetto, scusate, devo arrestare un attimo la condivisione, sennò non riesco a rimpicciolire, rispetto alla frequentazione di Reineke e di Vigilanti, anche perché questo è uno di quei punti che continua a venir fuori da parte di qualche studioso del caso, eh, come se ci fosse ancora qualche dubbio sul fatto che Vigilanti, Reineke, che potessero conoscersi o addirittura aver lavorato insieme, e qualcuno lo dà pure per certo. Allora, prendiamo punto per punto, eh, insomma, gli indizi che sono stati portati contro Vigilanti e vediamo cosa ne è uscito. Ora, qua andiamo a vedere, eccoci qua, vediamo gli accertamenti che sono stati fatti in merito alla questione. Ovviamente vengono sentiti tutti i parenti del Reineke, che negano qualsiasi conoscenza tra i due. Sentiamo cosa dice Giampiero Vigilanti in merito. No, lui le sue dichiarazioni roboanti. Il 12 giugno del 2014 riferisce Vigilanti: "Io quando rientrai dalla Legione Straniera nel '62, Pacciani era sempre in prigione. Dopo un po' fu scarcerato ed io e lo incontravo a Vicchio. Non so dove abitava, ma l'ho incontrato in uno dei bar di Piazza Giova. A domanda risponde: il nome Bugli Miranda, che lei mi dice essere il nome della fidanzata di Pacciani, non me lo ricordo bene. Non è che la conoscessi tanto." Lei mi dice: "A questo punto che la ditta tessile del tedesco era in località La Briglia, come emerge da copia della visura catastale in atti." E le dico allora che effettivamente io ci ho lavorato, non per un lungo periodo, forse per 6-7 mesi, meno di un anno. La ditta era già su sotto vicino al fiume La Briglia, è di sopra. Ora ho capito chi era il Reineke tedesco che era il proprietario. Ci ho lavorato meno di un anno, sarà stato verso il 1965. Ricordo che il tedesco era lui il padrone, era un signore robusto e alto, non so che fine abbia fatto. Io facevo la preparazione dei filati, non lo ricordo bene, ma lavoravamo lì in 10-15 operai. Non ricordo se ci lavorassero dei Sardi come me. I dell'epoca erano dappertutto. La Briglia, una frazione prima di arrivare a Vaiano, Prato, fra Prato e Santa Lucia. La sua ditta era bassa verso il fiume. Io poi trovai lavoro più vicino a casa e lasciai quella ditta e non ho più visto il proprietario tedesco. All'epoca erano in tanti anche tedeschi che avevano filature come il Reineke, facevano pure il mercato e poi vendevano in Germania. Quelle filature erano filature a cardato, pertanto era necessario avere l'acqua per la lavorazione e per questo erano situati vicino al fiume." Ora andiamo a vedere queste dichiarazioni, almeno per quanto riguarda questa nello specifico, anche per pesare tutte le dichiarazioni di Vigilanti e capire, o tentare di capire, perché lui si era spinto così là con dichiarazioni che non trovano nessun riscontro, anzi, per la maggior parte delle volte emergono come false. Andiamo a vedere nello specifico. In data, una settimana dopo, in data 19 giugno 2014, personale di questa sezione, unitamente a Vigilanti Giampiero, ha effettuato un'ispezione dei luoghi in località La Briglia del comune di Vaiano, Prato. Inizialmente, ore 8:30, ci si è portati presso la vecchia sede della società Carbonizzo La Rocca di Rolf Reineke, sit in Vaiano, località La Briglia. I vig giunti, Vigilanti Giampiero, ha riferito che in questo luogo non aveva mai lavorato. Alla richiesta di essere accompagnati sul luogo di lavoro in località La Briglia, ove verso la metà degli anni '60 aveva lavorato per qualche mese per conto di Rolf Reineke, come accennato in sede di sit, il Vigilanti ha ricordato che tale ditta tessile era sul fiume Bisenzio, manifestando però difficoltà per individuare il tragitto e per raggiungerne il luogo, a causa dell'importante modifica del territorio portata negli anni. Alla richiesta di indicare le due, le sue due abitazioni avute in Vaiano, su precisa indicazione dei Vigilanti, si è giunti nel centro di Vaiano, ore 8:40, in Via Braga, ove Vigilanti ha indicato i civici delle due abitazioni ove aveva soggiornato negli anni '60 con la sua famiglia. La prima posta al civico 169, nei pressi del circolo, in realtà si della Casa del Popolo, e la seconda posta al civico 218, ove in atto esiste la Mesticare Vignolini, in quanto il vecchio stabile è stato abbattuto. Sempre su indicazione del Vigilanti, si è giunti nella vicina Via Canovai, ove questi ha riferito di aver lavorato per circa 4 anni prima di passare a lavorare per la ditta tessile ubicata alla Briglia. Ore 9: Vigilanti ha ricordato che quando lavorava dal Canovai, il titolare gli ha fatto prendere la patente di guida. Ci si è portati quindi località Cartaria, Via Cartaria 3, ove lungo il fiume Bisenzio insiste un complesso di vecchi capannoni aziendali. Vigilanti ha riconosciuto in questo complesso il posto ove aveva lavorato per alcuni mesi, aggiungendo che in questo posto aveva avuto modo di vedere in più circostanze Rolf Reineke, da che era proprietario, in precedenza no, il proprietario di tale complesso. Interpellato nell'immediatezza sul posto, identificato in Affortunati Franco, ha riferito che nei primi anni '60 alcuni ambienti del complesso, posti su due livelli, erano stati affidati dal padre, era una ditta riferibile a tale Nincheri Aldo e Bellandi, attualmente rintracciabili presso la sede della Vison, sempre a Vaiano, riservandosi di trasmettere copia del relativo contratto. Quindi trovano il proprietario dell'immobile, il quale ricorda che in quegli anni l'immobile stesso era stato affittato a tale Nincheri e Bellandi. A Fortunati Franco ha quindi consentito l'accesso a tali luoghi e il Vigilante ha subito confermato, salendo le rampe delle scale di accesso all'ambiente posto al primo piano, che si trattava del luogo ove aveva lavorato per alcuni mesi negli anni '60 e comunque prima dell'alluvione del '66, aggiungendo di nuovo che in tale luogo aveva più volte visto Rolf Reineke. Su indicazione dello stesso Fortunati Franco, si è quindi giunti, ora 10:30, presso la sede D Lavison, ubicata in Via G.D. Vittorio 21, sempre a Vaiano, Prato, ove rintracciato Nincheri Aldo. Gli è stato chiesto se aveva lavorato negli anni '60 in località Cartaria e ha avuto subito risposta affermativa. Alla richiesta se aveva ricordo se tra i dipendenti vi fosse tale Vigilanti e un tedesco di nome Reinik, ha ricordato subito il nome di Vigilanti, escludendo però che fra i suoi dipendenti e o collaboratori vi fosse mai stato un tedesco, aggiungendo di non ricordare di aver mai conosciuto in zona un tedesco operante nel settore tessile. A richiesta dei verbalizzanti, il Nincheri ha prodotto in visione gli originali dei libri paga della ditta Filatura Pettina Vison, La Cartaria, Vaiano, risalente agli anni dal 1964 al 1969. Da primo esame di tali registri, in quello contraddistinto dall'uno alla pagina 4, risulta annotato il nome di Vigilanti Giampiero quale preparatore, matricola 24, con data di assunzione 14 aprile '64 e data di cessazione del rapporto di lavoro primo ottobre '64. Quindi, come vedete, Vigilanti ha fatto delle dichiarazioni che sono completamente prive di fondamento. Quando è stato tentato un riscontro, è questo quello che è venuto fuori. Vigilanti ha lavorato, non alla Rocca di Rolf Reineke, e non con Reineke, e non per Reineke. Ha lavorato 6 mesi presso un carbonizzo tra i tanti in Via Cartaria, che sta a Baiano. Fine. Ora, come tutti sappiamo, le persone desiderose di attenzioni, qualunque sia il motivo dietro questo questo bisogno, insomma, cercano un po' sempre il consenso della persona che hanno davanti. E le informazioni che lui dà sono solo quelle che emergono dagli atti, ovvero persona di una alto, di una certa importanza. Eh, prima si tenta di dire che era il datore di lavoro, poi quando si arriva lì ed è evidente che non era né il datore di lavoro né uno che lavorava lì, Vigilanti cerca di correggere. Eh, ma l'ho visto tante volte qui. Eh, cos'è che diceva prima anche? Sì, appunto, "il tedesco era lui il padrone, era un signore robusto e alto, non so che fine abbia fatto." Queste sono le informazioni che lui dà sulla conoscenza, informazioni che emergono tutte dalla prima all'ultima, dalla semplice lettura degli atti o da una semplice conversazione che può avvenire con un PM, no? E dice: "All'epoca erano in tanti anche tedeschi che avevano filature come il Reineke, e questo è vero, facevano però facevano per il mercato e poi vendevano in Germania." Ecco, questa era una roba che faceva Reineke, di fare il mercato e vendere in Germania. Questa è un'informazione che io non vorrei ci fosse la possibilità che Vigilanti abbia sbirciato, mi spiego. Andiamo adesso archiviato il discorso conoscenza Reineke, Vigilanti, lavoro con di Vigilanti con per Reineke. Spero sia archiviato una volta per tutte. Adesso andiamo a leggere un attimino, scusate, prendo l'ordine di che mi sono fatto. Ok, esito indagini. Ok, andiamo a vedere adesso un altro argomento interessante per quanto riguarda la possibile identificazione di Vigilanti col Mostro di Firenze, ovvero la famosa auto vista a Calenzano e l'identikit. Allora, andiamo a leggere il riferimento più antico che abbiamo su questo identikit, ovvero l'appunto sulla testimonianza di Parisi, Tozzini e su un'altra segnalazione che adesso non ci compete. Del 29 ottobre del 1981, alle ore 11:30 di oggi si presentano, si presentavano, scusate, presso il Tribunale di Prato, Dottor Palazzo. Due giovani identificati per Tozzini Giampaolo, lasciamo stare i dati, e Parisi Rossella. I predetti successivamente si portavano presso questi uffici, siamo stazione dei Carabinieri di Prato, dove raccontavano quanto segue: "La sera del 22 sul 23 di ottobre '81, mentre rientravamo in Calenzano, le croci per accorciare la strada, passavamo per Travalle. Giunti al ponte che divide la strada con Via dei Prati e quella che porta all'incrocio del Nome di Gesù, verso le ore mezzanotte e 30, incrociavamo un'Alfa Romeo GT di colore rosso chiaro, cioè proveniente dal senso opposto di marcia, impegnava il predetto ponte a forte velocità, tanto che al ragazzo che guidava la sua auto era costretto quasi a fermarsi per evitare la collisione. In quel preciso momento gli puntavano i fari nel viso e potevano scorgere che l'uomo che era alla guida dell'Alfa Romeo GT poteva essere un un uomo sui 45-50 anni, stempiato, viso rotondo, viso rotondo, quasi senza capelli. Questa è la prima impressione che danno, quasi senza capelli in testa, con occhi grandi e scuri, e sembra che vestisse di scuro. L'autovettura aveva le gomme larghe, in lega i cerchi e quelle anteriori un po' sporgenti. Il cofano anteriore della macchina di colore più scuro, ma sempre rosso." Sono stati eseguiti gli identikit e i photofit. I ragazzi al momento vogliono mantenere l'anonimato ed è per questo motivo che il più vecchio riferimento è questo qua, perché all'epoca preferirono mantenere l'anonimato. Quindi parliamo di un'Alfa Romeo GT rosso chiaro con un cofano un po' più scuro, ma sempre rosso, di una persona col viso tondo e la prima dichiarazione è quella di una persona con pochi capelli sulla testa. A questo punto andiamo a leggere il secondo riferimento che possiamo trovare a questa vicenda, anche per vedere come cambia nel tempo, no, il tutto. Siamo al 28 di giugno dell'82 e andiamo a leggere il riferimento che troviamo sul rapporto giudiziario dell'omicidio di Calenzano, che abbiamo su questa vicenda, e dice: "Nel proseguo delle indagini, lo scrivente personale dipendente stabilivano che verso le ore 00:30 del 23/10/1981, due giovani confidenti che non intendono in alcun modo apparire o essere menzionati, riferivano che mentre a bordo di un'autovettura percorrevano Via Mascagni di Calenzano diretti sulla citata Via dei Prati, giunti nei pressi dell'imbocco del ponte sul fiume La Marina, avendo notato che un'autovettura proveniente dal senso opposto viaggiava ad elevata velocità, al fine di evitare una possibile collisione, erano stati costretti a fermare il proprio mezzo e nella circostanza notavano trattarsi di un'autovettura tipo sportivo di colore aragosta, rosso sbiadito." Quindi, qua, in un riferimento successivo, dall'Alfa GT che emergeva nella dichiarazione che era stata fatta, si trasforma già in un'auto di tipo sportivo di colore aragosta o rosso sbiadito, condotta da una persona di apparente età 45-50 anni, stempiata, quindi da che non aveva capelli sulla testa, molti capelli sulla testa, diventa stempiata, dal viso è sguardo stravolti, con lineamenti tondeggianti, vestito di scuro, di cui riuscivano a far comporre un identikit della parte superiore, precisando di averlo notato bene per aver azionato nella loro macchina il segnale delle luci abbaglianti, con cui intendevano richiamare l'attenzione dello sconosciuto conducente dell'altro autoveicolo della loro presenza. Tali giovani collaboravano anche visionando fotografi e persone i cui dati somatici o comportamenti avevano richiamato l'attenzione degli inquirenti. Altro giovane confidente, anche lui contrario ad apparire ed essere menzionato, riferiva oralmente che verso le ore 22:40, mentre si trovava appartato insieme alla fidanzata a bordo della loro autovettura, barcata all'inizio di Via dei Prati per chi l'imbocco dal lato di Calenzano, in cui sostavano anche altre tre o quattro vetture con a bordo persone di cui non sapeva fornire indicazioni, prima di entrare in intimità, la ragazza si era insospettita per la presenza di un'ombra, al che per tranquillizzare la fidanzata l'ha sceso dall'autovettura. In tale circostanza aveva notato un uomo avente le stesse caratteristiche di quelle descritte dai precedenti due giovani, tranne una lieve differenza dei capelli, che pur radi erano corti e dritti, il quale, avendolo notato, si dileguava. Preciso che poteva essere alto 1,75-1,80, aveva corporatura robusta, gambe apparentemente arquate, simili a quelle dei fantini di cavallo, e braccia incrociate, dandogli la sensazione che vi nascondesse sotto qualche oggetto. Aggiungeva che se avesse avuto la possibilità di rivederlo, avrebbe potuto quasi sicuramente riconoscerlo. Le indicazioni sull'uomo sconosciuto fornite dal giovane in questione erano le stesse di quelle acquisite dagli altri due confidenti, tanto che confermava il primo identikit prodotto con la sola variante dei pochi capelli descritti. Anche a tale giovane venivano fatte visionare fotografie e persone che avevano destato qualche che sospetto. Qui stiamo parlando della persona che telefona nel 1987 a Telefono Giallo dicendo: "Quell'identikit è stato fatto in base alle mie dichiarazioni." Vigna dice: "No, cosa sta dicendo? Non ci risulta." E lui specifica: "E dice: No, l'identikit l'ho fatto sulle mie dichiarazioni, ma mi è stato poi mostrato un precedente identikit che era uguale praticamente a quello che avevo fatto realizzare io." Ok, andiamo avanti. Andiamo avanti, saltando per quanto riguarda sempre la vicenda dell'auto, un passaggio che avviene nel 1994. Lo dirò dopo perché ci ricollega a una situazione. Siamo quindi nel 1997, dove questa volta è il Maresciallo Congiu a informarci in merito alla creazione di questo fotofit, o meglio, identikit. Siamo al 28 di ottobre del '97 e dice: "Il 25 ottobre '97, il PM Dottor Paolo Canessa con nota numero incaricava i sottoscritti Maresciallo Salvatore Congiu e Angelo Di Aiuti, entrambi appartenenti al Nucleo Operativo Carabinieri di Firenze, di consultare il fascicolo relativo al duplice omicidio della coppia Baldi, Stefano, Cambi, Susanna, giacente presso La Compagnia Carabinieri di di Prato, al fine di identificare le tre persone che assieme alla coppia Tozzini, Parisi, scusate, Tozzini Giampaolo e Parisi Rossella, fornirono delle dichiarazioni da consentire l'elaborazione del noto identikit, così come dichiarato dal test Maresciallo Dino Salvini." Poi sentiremo già comandante della stazione dei Carabinieri di Calenzano. Il 27 ottobre '97, verso le ore 10, sottoscritti si recavano presso il Comando Provinciale Carabinieri di Prato, dove il Maresciallo Annunzio Di Santo, ad esplicita richiesta, ci metteva a disposizione le tre filze riguardanti l'anzidetto duplice omicidio. Da un attento esame della documentazione emergeva che soltanto la coppia Tozzini, Parisi aveva contribuito all'elaborazione del famoso identikit. Infatti, la mattina del 27 ottobre '81, i due Gi si erano presentati presso il Tribunale di Prato ed avevano parlato col Dottor Salvatore Palazzo, il quale nella circostanza aveva indirizzato la coppia verso la vicina compagnia, ove fornirono delle dichiarazioni, a seguito delle quali venne elaborato l'identikit da parte di un disegnatore del Gabinetto di Polizia Scientifica intervenuto sul posto. Non è stato trovato nessun atto appunto che facesse riferimento alle tre persone citate dal Maresciallo Salvini nel corso dell'audizione dinnanzi alla Seconda Corte d'Assise di Firenze. Poi vediamo invece che appunto c'è un appunto del 1981, no, dove si parla sì, effettivamente solo della coppia, non si parla del del secondo personaggio. Questo vuole dire Congiu. Ok, sono stati contattati il Maresciallo Amore Antonio e l'appuntato Scali Paolo. Notate i protagonisti sempre della vicenda, all'epoca era gestito in primis da Prato, no, dai Carabinieri di Prato, l'omicidio Cambi Baldi. All'epoca in servizio Il Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Prato, e i due hanno dichiarato separatamente che l'identikit in questione era stato elaborato sulla scorta delle sole dichiarazioni rese dall'ansa dall'anideta coppia. Nella tarda mattinata del 28 corrente, veniva contattato telefonicamente il Maresciallo in pensione Parretti Enzo, attualmente ricoverato in un ospedale romano perché affetto da una grave malattia, e richiesto in merito dichiarava che nei giorni successivi al rinvenimento dei cadaveri della coppia Baldi Cambi, presso l'allora Comando Compagnia Carabinieri di Prato, si era presentata una giovane coppia di fidanzati, di cui non ricorda i nomi, i quali fornirono delle dichiarazioni su quanto avevano visto la notte sul 23/10/1981. Poiché i due avevano visto in faccia al conducente dell'autovettura, venne fissato un incontro con la giovane coppia per il pomeriggio presso gli uffici del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Prato, presenti il Maresciallo Parretti e Enzo. Poi si produrrà in singolari dichiarazioni e un disegnatore della Questura di Firenze, che se non ricordo male era tale Simpatia. L'identikit, pertanto, venne elaborato solo a seguito delle dichiarazioni rese dalla coppia dei fidanzati dal predetto disegnatore, dipendente dal Gabinetto di Polizia Scientifica. All'elaborazione dell'identikit eseguito nell'ufficio del Maresciallo Stagnozzi, pure lui dipendente del Nucleo Operativo della Compagnia di Prato, non presente, non parteciparono altre persone all'in fuori del Maresciallo Parretti, del disegnatore e della coppia di fidanzati. All'elaborazione dell' dell'identikit non avevano concorso altre persone. E questo è chiaro. Qua si vuol dire che l'identikit principale, quello che conosciamo, con pochi capelli, della coppia Parisi-Tozzini, è stato prodotto esclusivamente dalle loro dichiarazioni. Dice però che non esiste traccia, almeno nella caserma dei Carabinieri di Prato, dell'intervento di quest'altra persona, quest'altro ragazzo che avrebbe fatto questo, avrebbe aiutato a comporre questo secondo identikit. In realtà, abbiamo visto che un riferimento c'è nel rapporto giudiziario. Vediamo ancora cosa ci dice Amore il 26 giugno del 2014 in merito alla vicenda, se la testimonianza giusta, perché questa mi sa che la dobbiamo leggere dopo, riguardo al perché Amore si è buttato su Vigilanti. Eccolo qua. Vabbè, la domanda risponde qua. Per Amore dice: "Chi è? Sono un ex maresciallo dei Carabinieri, sono in pensione dall'anno 2000. Negli anni tra l'80 e il '90 sono stato effettivo al Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Prato. All'inizio, per un certo periodo, sono stato anche al Nucleo Radiomobile, sempre di Prato. Agli inizi degli anni '90 sono poi passato come effettivo alla Sezione di PG della Procura della Repubblica di Prato, dove sono rimasto fino al pensionamento. Lei mi chiede se il nome Vigilanti Giampiero mi dica qualcosa ed io le dico subito di sì, e che ho fatto anche due perquisizioni presso la sua abitazione, la prima nell'85, la seconda nel '94. In proposito, le faccio presente che mentre ero al Nucleo Radiomobile di Prato, intervenni in quando in quanto comandato di servizio sul luogo dell'omicidio ai danni di una giovane coppia appartata in auto che avvenne nell'81, nella località Travalle di Calenzano, Prato. Ricordo anche che qualche tempo dopo si ipotizzò che tale omicidio fosse legato a quell'addebitati al cosiddetto Mostro di Firenze. Ricordo anche che successivamente fu divulgato un identikit del presunto autore di quei fatti e che pensai che la figura raffigurata nell'identikit aveva una qualche somiglianza con un personaggio abbastanza strano che mi era capitato più volte di fermare e identificare in strada durante il servizio di Radio Mobile. Ricordo in particolare che era un uomo alto che si faceva notare perché vestiva sempre di nero e che andava in giro sempre con un cane che identificai in Vigilanti Giampiero. Ricordo anche che una volta ebbi modo di fermarlo, dove aveva un'auto rossa coupé Lancia. I miei sospetti su di lui come possibile autore, quantomeno dell'omicidio dell'81 a Calenzano, nacquero perché ricordai che alcuni dei testimoni di quel delitto avevano riferito che l'imminenza del fatto era transitata un'auto coupé rossa che fu descritta un'Alfa Romeo, che comunque aveva caratteristiche simili alla Lancia di Vigilanti." Questa è stata la motivazione secondo lui. Non la penseranno così i Ross, che diranno chiaramente nelle indagini. Resta ancora oggi un mistero il motivo per il quale il Maresciallo Amore si fosse buttato su Vigilanti nel 1985. Andiamo adesso. Ecco, leggiamo ancora sulla questione la testimonianza di Salvini Dino. Salvini, che all'epoca appunto era alla caserma dei Carabinieri di Prato. Ok. È presente Dino Salvini. Siamo al 17 giugno del 2015, eh, piena inchiesta, che nonostante sia già stato anche ascoltato in sede dibattimentale nel corso dell'udienza presso il Tribunale di Firenze del '94, oggi viene nuovamente sentito in relazione ad una specifica attività info-investigativa da lui è spettata nei giorni seguenti al duplice omicidio verificatosi il 23 ottobre '81 a Calenzano, ad opera, così come poi accertato, del cosiddetto Mostro di Firenze. In particolare, Salvini viene riletto, tra l'altro, un passo rilevabile alla pagina 56 del rapporto giudiziario, quello di prima del 28 giugno '82, no, della Compagnia di Prato. Al termine della rilettura, il test afferma quanto segue: "Confermo quanto è riportato negli atti visionati e in particolare quanto riferito nelle due citate pagine del rapporto giudiziario circa le due testimonianze rese da due distinte coppie, che in momenti diversi della sera del tragico evento ebbero modo di incrociare in diverse circostanze un soggetto mai identificato, potenzialmente collegabile anche indirettamente al cosiddetto Mostro di Firenze." "Può indicare il periodo in cui lei è stato comandante della stazione di Calenzano?" "Sono stato comandante in quella stazione dal dicembre '80 fino al dicembre '96." "Può ricordare la modalità in cui vennero attivate le indagini a seguito della segnalazione del tragico evento?" Vabbè, qua parla di Corsani e via dicendo. Questo lo possiamo leggere poi in merito al delitto di di Calenzano, quando faremo l'analisi, vediamo se c'è qualche altra domanda interessante, non in merito a questo. Quindi Salvini, l'intervento di queste due coppie e come vediamo, soprattutto la testimonianza che ci interessa di più, quella di Parisi-Tozzini. Il più antico riferimento ci dice che l'auto era rossa, era un'Alfa GT rosso chiaro con cofano rosso un po' più scuro. Adesso andiamo a vedere a distanza di 19, 18, son quasi 40 anni, nel 2018, che cosa ci dicono Tozzini e Parisi. E ricordatevi, leggendo adesso queste testimonianze, quanto è possibile farsi influenzare, parliamo sempre di ipotesi, no, di quanto è possibile farsi influenzare. L'anno 2018, 16 del mese di gennaio, in Prato, presso gli uffici della Compagnia CC, alle ore 12:30, avanti a noi, bla bla bla. Tozzini Giampaolo. Domanda: "Conosce Parisi Rossella?" "Parisi Rossella è diventata mia moglie il 15 settembre dell'84 e con lei sono tuttora coniugato." Domanda: "Ricorda il duplice omicidio attribuito al cosiddetto Mostro di Firenze avvenuto in Calenzano la sera del 22 ottobre?" "Ricordo per sentito dire e soprattutto perché all'epoca verificatosi nel mio Comune d'Italia tragico evento. Il giorno successivo al duplice omicidio, sia io che la allora mia ragazza Parisi Rossella decidemmo di recarci dai Carabinieri per dare il nostro contributo nella ricerca dell'autore o autori del crimine." "Conferma di essere questo l'identikit da lei fornito ai Carabinieri di Prato il giorno 23 ottobre dell'81?" E gli viene mostrato appunto l'identikit. "Confermo di aver fatto eseguire tramite le mie indicazioni tale identikit." E adesso gli mostrano delle auto, no? E dice: "Della visione delle parti frontali dei seguenti autoveicoli, ha modo di ricordare quello che la sera dell'omicidio incrociò a bordo della sua autovettura?" Dalla visione delle due immagini non sono in grado di dare utili indicazioni. Ricordo bene che aveva il frontale coi doppi fari ed era bicolore, carrozzeria rosso e cofano anteriore nero." Nel 2018, a distanza di 40 anni, improvvisamente cambia la testimonianza. E vedremo poi dove, sicuramente in perfetta buonafede, Parisi-Tozzini possono essersi fatti influenzare in merito al ricordo che avevano originariamente e quando, in concomitanza di cosa. Adesso finiamo di leggere la testimonianza e poi quella della della Parisi. Quindi cambia il colore dell'auto. Le auto che vengono fatte vedere sono un'Alfa, una Lancia Flavia come quella di Vigilanti, e una un'Alfa Romeo GT. "Dell'uomo alla guida, conferma le caratteristiche somatiche a suo tempo descritte?" "Ribadisco che questi era solo all'interno del veicolo." "Può dire se l'autovettura raffigurata nell'immagine di seguito riportata potrebbe avere una certa corrispondenza col veicolo incrociato la notte del tragico evento in Via delle Bartoline in Calenzano?" E gli fanno vedere l'auto di Vigilanti con Vigilanti sopra. Risposta: "Tale veicolo sicuramente una notevole rispondenza col mezzo intravisto quella notte alle Bartoline, dato però il lungo tempo trascorso, non sono in grado di fornire altri utili altri utili elementi." Andiamo a leggere quello che dice la Parisi. Cercate di seguire perché sono tanti verbali. Parisi Rossella. Sentita in merito all'attività di indagine, bla bla bla. Domanda: "Conosce Giampaolo Tozzini?" "Sì, siamo sposati dal 15 settembre '84." Domanda: "Ricorda il duplice delitto di Calenzano?" "Ricorda cosa riferì ai Carabinieri il giorno seguente?" "Il giorno successivo al duplice delitto, sia io che l'allora mio ragazzo Tozzini Giampaolo decidemmo di recarci dai Carabinieri per dare il nostro contributo nella ricerca dell'autore o autori del crimine." Notate che il testo è lo stesso, eh, della risposta, cambio solo ragazzo, ragazza. "Il ragazzo ucciso Stefano Baldi era infatti cugino di un mio amico Andrea Baldi della Quer di Prato." Questa è l'unica aggiunta, giustamente, perché è una roba, è lei la cugina, non è certamente il il marito, no? Quindi questo è diverso, ma il testo della risposta alla domanda precedente è la stessa, è lo stesso. Domanda: "Conferma di aver contribuito alla formazione di questo identikit presso i Carabinieri di Prato il giorno 23 ottobre dell'81?" "Confermo di aver dato il mio contributo nella relazione del presente identikit." E di nuovo, copiata la risposta, ovviamente. Le mostrano le due auto, anche lei, quella dei Vigilanti e è quella è l'Alfa Romeo GT. E lei risponde: "Per quanto possa ricordare, credo che il tipo di veicolo incrociato quella notte alle Bartoline fosse quello di cui al primo, alla prima immagine fotografica. Ricordo bene che il conducente del veicolo fosse in quel momento da solo a bordo del mezzo. Confermo le indicazioni somatiche formulate all'epoca dal disegnatore di CC che identikit. Quello che mi colpì fu la particolare velocità con cui il conducente della macchina rossa e nera." Quindi anche lei, a distanza di 40 anni, cambia la sua dichiarazione. "Quello che mi colpì fu la particolare velocità con cui il conducente della macchina rossa e nera ci incrociò sul ponte della Marina di Calenzano. Dato il lungo tempo trascorso, non sono però in grado di fornire altre indicazioni." Adesso andiamo a vedere perché vi dicevo, siamo nel 1994, in pieno processo Pacciani. Andiamo a leggere adesso questo emerge dalle indagini, ovvero ci sono questi documenti dove viene raccontato, no, tutto il percorso delle indagini che si, scusate, tutto il gli elementi che sono stati portati, primi accertamenti che sono stati fatti e altri elementi, tipo questo, di cui non vi ho parlato, ma che era stato riportato anche se ben ricordo nell'esposto dell'avvocato De Liani, che dice: "Qui sono i Carabinieri che parlano e dice: A tal proposito." Ok, scusate. "A questo si aggiunga poi che in quel periodo storico il Vigilante era intestatario di un'autovettura Lancia modello Flavia di colore rosso che per caratteristiche di modello, di conformazione della mascherina anteriore, con sistema di fabbrica, un occhio non particolarmente attento poteva essere tranquillamente scambiata per quello di un altro Romeo." Questa è una deduzione che fanno loro sulla base di nulla, perché mettono vicini due stemmi, ma i due stemmi, come potete vedere, sono in scala diversa, come potete vedere, no? E dice: "A tal proposito trova riferimento anche un articolo di stampa di Gennaro De Stefano pubblicato su rivista Visto, edizione '94, numero 49, di seguito sintetizzata, nel quale il giornalista già ipotizzò il fatto che nel lontano '81 un ex legionario venne fermato poco dopo l'omicidio dei due giovani fidanzati di Vicchio a bordo di un'autovettura Alfa Romeo di colore rosso, in evidente stato di agitazione, che comunque non destò alcun sospetto sui militari dell'arma impegnati nel controllo di polizia." E leggiamo uno stralcio e dice: "Perché nelle 30.000 pagine dell'inchiesta la verità c'è, forse c'è, seppellita, forse troppo evidente da non essere stata vista, ma c'è e prima o poi verrà fuori." Dice De Stefano: "Perché ad esempio un'Alfa Romeo rossa fu fermata dai Carabinieri e alle Bartoline, ecco come nascono le notizie, poco prima dell'omicidio di Susanna e Stefano, che avvenne attorno, m Scusate eh, alle 23:30, e i militi dell'arma si limitarono a controllare la patente del guidatore, osservando però che il conducente rivelava uno stato di agitazione psicomotoria, cosa peraltro mai riscontrata in sede documentale da questo personale e non solo." Sotto c'è la nota: "Dice quest'ultima circostanza." Devo togliere, scusate, eh, sennò non riesco a leggere. "Quest'ultima circostanza non ha trovato riscontro documentale presso la stazione Carabinieri di Calenzano, è competente per territorio." Quindi di questo episodio di cui ci parla De Stefano nel 1994, tenetelo ben presente, non c'è nessun riscontro. E ancora oggi, oltre a essere portato nelle indagini, ancora oggi è preso come, insomma, elemento quasi accertato, no, diciamo, della presenza di Vigilanti a Calenzano quella notte. Certo, lui ci mette del suo, perché nell'ia di quello che abbiamo già detto più di una volta, anche quando ero nell'altro canale, Vigilanti è uno a cui piace spararle grosse, ma manda sempre gli inquirenti verso cose che portano a zero, rischiando nulla alla sua età, ma stando sui giornali. E continua l'articolo e diceva: "In un crescendo esibizionisti, poco dopo l'omicidio, una guardia giurata affermò che vicino a un bar si era fermato un uomo su una macchina rossa, lasciando in terra cinque proiettili calibro 22." Anche questa circostanza è riportata malamente, no? Successivamente si parla di Salvadori, della persona che lui incontra al bar, di al bar di Calenzano, che gli avrebbe dato questi proiettili, no? Peccato che lì a due passi c'era invece l'at, a due passi da quel bar, in zona Madonna del Gesù, se ricordo bene, proprio a due passi di fronte insisteva all'epoca Floriano Delli, che è colui che denuncia Pacciani, ok? Una vera e propria Semine, non consentì però di dimostrare che appartenevano al Mostro, perché si trattava di colpi inesplosi. Scusate un attimo, eh, di colpi inesplosi. I Carabinieri non lo sanno e non parlano. Quindi, sia non lo sanno, e sia non parlano, ma nelle famose 30.000 pagine dell'inchiesta, l'ex legionario è apparso e come, proprio nell'81, e proprio dopo l'omicidio di Susanna e Stefano, era lui l'uomo fermato alle Bartoline, sono Alfa rossa, 22 circa del 22 ottobre, era lui l'uomo agitato e nervoso che fu lasciato andare, era lui uno dei guardoni della zona. Ci rendiamo conto, questo articolo che non trova riscontro ai Carabinieri di Firenze, Carabinieri di Prato e Carabinieri di Calenzano, è poggiato sul nulla e entrerà nelle indagini, ancora in quelle del 2014, che stiamo leggendo, nel 2017, e ancora c'è il dubbio che si possa trattare di una circostanza vera, quando abbiamo potuto benissimo leggere che non è stato riscontrato da nessuna parte un fermo di Vigilanti, da nessuna parte. Quindi, spero che anche questo sia chiaro. [Musica] Nel '94, vi ricordo che facciamo un po' di cronologia al volo, eh, proprio un istante, che allora, nel 1985, siamo a all'11 di settembre, quindi un paio di giorni, dipende quanto si crede che sia stato commesso l'omicidio degli Scopeti, comunque a ridosso dell'omicidio degli Scopeti, l'11 settembre dell'85, viene inviata alla Questura, alla scusate, alla Caserma di San Casciano dei Carabinieri, per competenza D. Questura di Firenze, il biglietto che accusa Pacciani, che poi si scoprirà essere stato scritto, scoprirà anni dopo, lo scoprì Giuttari, da tale Floriano Delli, il quale, parlando di sospetti, di circostanze, la sua attività insisteva proprio di fronte al bar, insomma.

Nominato da Salvadori nella sua deposizione, dove avrebbe incontrato questa persona che si vuole poi, dopo a posteriore, identificare. In vigilanti, che gli avrebbe dato questi, questi proiettili, no, calibro 22 Long Rifle. Quindi, l'11, c'è questa lettera. Lo stesso giorno, il SISDE chiede un fondo alla sede centrale per informatori, quello che poi probabilmente sarà, insomma, il, eh, da cui sarà tratto probabilmente anche il, sarà tratta la taglia, no, la famosa taglia, poi venne messa sul Mostro di Firenze, che non venne mai riscossa e che sparì comunque.

Lo stesso giorno in cui la persona, quindi andiamo a vedere quali sono le circostanze vere e quelle inventate, lo stesso giorno in cui la persona che manda una lettera anonima che accusa e che sarà poi scoperto solo nel '96, se ricordo bene, quale Floriano Delli, viene richiesto alla sede centrale del SISDE, viene richiesta, viene richiesto un fondo per gli informatori. Questa persona è la stessa che ha un'attività che insiste sul bar indicato da Salvadori, e qua ci dovremmo vedere vigilanti, giustamente, no?

Il 16 viene perquisito vigilanti da parte di Amore. Andiamo però a vedere un piccolo particolare. Andiamo a vedere un piccolo particolare. Ci si riferisce alla perquisizione, no? Appunto, dell'85. Siamo sempre negli atti delle indagini di vigilanti, no? Prendo solo la pagina giusta, perché ok. Sempre durante la perquisizione del 16 settembre '85, il vigilanti consegna al brigadiere Amore, non si sa a che titolo, dicono i carabinieri del ROS, una pistola marca High Standard calibro 22 Long Rifle, matricola tal dei tali, da lui legalmente detenuta.

Andiamo a vedere un attimo. C'è una nota su questa pistola. In quel momento in cui è scritto il documento, c'è una denuncia di furto. Vigilanti dice che gliel'ha rubate e dice che nel tempo, attraverso alcuni passaggi di proprietà, tra cui il tiro a segno di Prato, dove Caccamo e Vigilanti erano iscritti, risulta essere passata nella disponibilità del Caccamo Francesco dal '73 al '77. Al Vigilanti Giampiero, inizio possesso 26/11/1984. Lui non l'ha comprata. La Vigilanti, e questa è la nota, quindi non si sa a che titolo consegna questa High Standard legalmente detenuta. Notate bene questo particolare.

Adesso, nel verbale, non c'è conto della disponibilità di eventuale munizionamento, né in atti risulta essere mai stata periziata o restituita al legittimo proprietario. Arma oggi da ricercare, poiché, come denunciato dal Vigilanti, asportata in circostanze oggettive, oggettivamente alquanto dubbie. Il 23/11/2013, rilasciando in tale contesto anche dichiarazioni attinenti sugli spostamenti nelle giornate del 7 e dell'8 settembre '85, senza fornire tuttavia un valido alibi per il duplice omicidio dei cittadini francesi. Andiamo adesso a vedere sempre. Quindi questa pistola non c'è una traccia che sia stata periziata, né che sia stata restituita. Tra l'altro, nel verbale si parla di una pistola calibro 22, non si parla di una High Standard. Teniamo sempre bene in mente questi particolari.

Ora, andiamo sempre sul giorno 16. Ecco qua. Sono gli stessi carabinieri che mettono in relazione le cose. Dicono: "Il giorno 11 settembre '85, due giorni dopo l'omicidio della coppia di giovani francesi agli Scopeti, un anonimo invia una missiva ai carabinieri nella quale consiglia di rivolgere l'attenzione investigativa nei confronti di Pietro Pacciani. Il successivo 16 settembre, in circostanze tutt'ora mai chiarite, Vigilanti Giampiero è sottoposto da parte del brigadiere CC Antonio Amore, quindi circostanze tutt'ora mai chiarite, del NORM di Prato, che è lo stesso nucleo da cui arriva Parretti con le sue dichiarazioni molto particolari e da cui arriverà un altro personaggio che vedremo, che sarà quello che rimetterà in campo personaggio legato ai servizi segreti, Vigilanti proprio nel '94, proprio quando c'è la fine del processo Pacciani, proprio quando viene fuori quell'articolo che lega Vigilanti all'avvistamento dell'auto rossa.

Quindi, in circostanze tutt'ora mai chiarite, è sottoposto a perquisizione da parte dei brigadieri CC Amore e ad una perquisizione domiciliare di iniziativa, di iniziativa alla ricerca di armi sotto il TULPS, articolo 41, quindi senza bisogno di autorizzazione di alcun giudice. Si è presentato Amore, non si sa per quale motivo, in circostanze tutt'ora mai chiarite, a perquisire Vigilanti. Ricordo la persona che mette in mezzo nel '94 Vigilanti, che sta, insomma, è contiguo ai servizi, è una persona che è in ottimi rapporti, rapporti, lo dice lui, lo dicono i carabinieri, con la stazione Carabinieri di Prato. Perché dico questo? Perché poi adesso vedremo, posso anche solo rammentarlo, viene mandata, viene mandata un'informativa del SISDE su Vigilanti, che è proprio l'ambiente nell'85, che è proprio l'ambiente da cui proviene chi lo mette di nuovo nel '94, e anche un biglietto anonimo, come per Pacciani.

Procediamo per gradi. Quindi, perquisizione di iniziativa e anche nella casa della madre, Assirelli Assunta, a Vicchio, località Padule. Durante tale perquisizione, in entrambi i siti, vengono rinvenuti numerosi ritagli di articoli di stampa locale relativi ad alcuni episodi criminosi addebitati poi al Mostro. E c'è una nota per quanto riguarda la perquisizione. La nota dice: "Perquisizione condotta dal brigadiere Amore Antonio del NORM di Prato, che è l'ambiente di cui abbiamo parlato un secondo fa, poi trasferito alla sezione PG di quel centro. Lo stesso sottufficiale che in data 30 settembre '85 rinvenne a Poggio Caiano, Prato, via del Granaio numero 32, cartucce calibro 22 Long Rifle serie H, munizionamento riconducibile per modello a quello utilizzato nella pistola Beretta calibro 22 modello 70, adoperata per la commissione di delitti attribuiti al Mostro di Firenze. In data 22/11/1994, di nuovo lui sequestrò presso l'abitazione del Vigilanti numero 176 cartucce Winchester calibro 22 Long Rifle da questi detenute. Antonio Amore, all'epoca di quei fatti, denuncia detenzione armi del 23 marzo '83. Era possessore, questo ce lo vengono a dire i ROS, nessuno gliel'ha chiesto. Era possessore di numero due pistole semiautomatiche calibro 22 Long Rifle, correlativo munizionamento, 200 colpi, di seguito meglio indicate: pistola modello Beretta modello 76 calibro 22 Long Rifle, matricola tal dei tali, e pistola marca Bernardelli, che è un'altra pistola che è stata considerata come papabile per gli omicidi da qualche studioso, modello 69 calibro 22 Long Rifle, matricola tal dei tali."

È chiaro il quadro? Bene. In questo quadro, in questo quadro, due giorni dopo la perquisizione di Vigilanti, quasi a confermare che debba esserci, insomma, un qualche tipo di attenzione da riservare a Vigilanti, viene inviata una segnalazione anonima su Vigilanti Giampiero, che è questa qua, che è spesso dimenticata, che è un parallelo con Pacciani davvero forte, secondo me. Questo è l'appunto della segnalazione anonima. Il 18 settembre '85: "Italia, Vigilanti Giampiero, abitante a Prato, Via Nobile, numero di telefono bla bla bla, alto 1,85, nato a Vicchio di Mugello, persona sospetta." Vi risparmio poi il percorso che vi abbiamo già, vi avevo già spiegato in passato, dell'informativa del SISDE sempre su Vigilanti, che arriva il 18, sempre però di novembre. C'è una firma MM. In realtà, l'informativa originale non aveva nessuna firma. Quella firmata MM era un, era una copia della stessa informativa originale non firmata, con in aggiunta qualche informazione del tipo di quelle che abbiamo letto sul biglietto che vi ho mostrato in questo momento. E queste informazioni, questo tipo di informazioni, ci riportano proprio, ci riportano proprio a quello che è successo nel 1994. Ad andiamo a prenderlo, dove il signor, cerchiamo di leggerle in ordine, dove, insomma, sappiamo cosa è successo.

Perché? Perché i carabinieri dell'anno e Giachino, i quali sono quelli che effettuano perquisizione, seme Amore, no? Nel '94, interrogati in merito, dicono il perché della loro attenzione nei confronti dei Vigilanti nel '94. Perquisizione che avviene quando lui è in ospedale, ed è in ospedale perché viene tamponato, viene tamponato, va in ospedale, arriva la segnalazione da parte di questo confidente contiguo ai servizi, al SISDE, alla stazione Carabinieri di Prato, e di lì parte la perquisizione. Ora, Vigilanti non è a casa, vanno dritti al cassetto e dicono di aver trovato sti proiettili. Proiettili, però, di cui poi non c'è traccia quando li cercherà l'avvocato Fioravanti, il quale prenderà la difesa dei Vigilanti e quando chiederà di fare delle indagini su questi proiettili, gli verrà risposto che questi proiettili erano stati distrutti, senza trovare nessun documento di distruzione.

È possibile, mi chiedo io, che quei proiettili non siano mai stati trovati? È possibile, mi chiedo? Siamo nel 1994. Pacciani è stato condannato, si va verso il processo d'appello, e a mio parere, ma questa è una mia umile opinione, si sapeva benissimo che in appello sarebbe stato assolto. Tanto è vero che il giudice, ogni bene, in chiusura del, del sì, del procedimento Pacciani, dice: "Benissimo, dai, Pacciani è il Mostro, ma trovate i colpevoli, i complici", dando già per scontato che dovessero esserci dei complici per riempire gli innumerevoli buchi che lasciava in piedi la vicenda Pacciani. Tant'è vero che poi quegli indizi che erano stati portati su Pacciani vennero poi demoliti uno per uno, completamente in appello. Ce lo ricordiamo. Non è, quindi, che forse può esserci la remota possibilità che Pacciani fosse, diciamo, la, per alcuni, no? Per alcuni inquirenti, magari, chiedo io, eh, forse essere stato interessante come Mostro da sbattere in prima pagina, ed esserci stata una lunga preparazione per questo, e che Vigilanti, buttato in mezzo negli stessi giorni, potesse essere una valida alternativa da rispolverare proprio in caso di pericolo, come nel '94, quando poi non ci fu bisogno di infierire, perché? Perché uscì fuori Giancarlo Lotti. Potrebbe essere una cosa che ha senso.

B. Volevo leggervi anche una roba, ma ve la leggo un'altra puntata, questa qua, sennò appesantisco. Non c'entra proprio con Vigilanti, ma con alcune missive ricevute dalla Procura in quel periodo. Ecco, vi farei II parte del profilo criminologico di Giampiero Vigilanti, redatto, o meglio, a cura del Sostituto Commissario della Polizia di Stato Giannini, dottor Andrea, consegnato a mano a Canessa in data 10 giugno 2015. Non tutto, ovviamente, ma per cercare di capire come certe informazioni vengano date per per certe, anche quando è stato dimostrato che così non è. "La presente indagine ha come oggetto dello studio del profilo criminale di Giampiero Vigilanti, il quale, a parere di chi scrive, risulta senza ombra di dubbio, siamo nel 2015, eh, coinvolto negli omicidi seriali attribuiti al Mostro di Firenze, ovvero gli ultimi omicidi, bla bla bla bla. Chi scrive, fiorentino di nascita, ha sempre seguito con interesse le vicende processuali e investigative riguardanti il caso di cui sopra per una serie di motivi. Primo fra tutti, il fatto che vivendo a Firenze in quegli anni, non si poteva non essere coinvolti, bla bla balle varie. Altro motivo di interesse, l'attività professionale svolta. Arruolatosi nella Polizia di Stato nell'ottobre '86 come agente ausiliario di ed assegnato alla locale sezione Polizia Stradale di Firenze, venne, tra le altre attività, impiegato nelle pattuglie antimostro, bla bla bla bla. Infine, ma non per importanza, il fatto che nel restante del 2001, casualmente, ebbi modo di rinvenire in una buca delle lettere del distaccamento di via del Ponte Sospeso a Firenze, una lettera anonima stranamente aperta, indirizzata all'allora dirigente della Squadra Mobile di Firenze, Michele Giuttari. In pratica, all'epoca, pur svolgendo servizio presso la Squadra DIPG del Compartimento Polizia Stradale della Toscana, a causa delle pregresse esperienze in campo tecnico-logistico, ero stato incaricato dalla loro dirigente di seguire l'attività di adattamento e ristrutturazione dello stabile del citato distaccamento nell' Gilmore del trasferimento temporaneo della sede stradale di via Sercambi presso quella struttura, bla bla bla bla. A seguito del ritrovamento della suddetta lettera, venne sentito dal PM Canessa in merito alle circostanze del rinvenimento della lettera aperta. A riguardo, la citata lettera, per un mero disguido burocratico, invece di essere consegnata direttamente nelle mani del capo della Mobile, come raccomandato dallo scrivente, venne recapitata per via ordinaria, consegnata nelle mani di Giuttari con ritardo. L'episodio provocò un certo disappunto nel dirigente della Mobile, il quale, vedendosi recapitare una lettera anonima aperta, ritenne di essere sottoposto a controlli, ma in realtà non era così."

Andiamo avanti. "Proprio dalla rilettura degli atti processuali nel 2011 ebbi modo di imbattermi con la figura dell'ex legionario Giampiero Vigilanti, così casualmente. Nel 2011, una serie di elementi, tra i quali la notevole prestanza fisica, l'abilità manuale, il fatto di essere un animale notturno, come da lui dichiarato in alcune interviste, ma soprattutto l'aver pubblicizzato già nel '98 sui quotidiani letteratura nazionale che grazie al proprio coinvolgimento nelle indagini sul Mostro avesse ereditato circa 30 miliardi delle vecchie lire da zio d'America, che come abbiamo visto è una palla colossale ed è stato accertato questo, eh. Ricordiamoci, suscitava un certo interesse e, manco a dirlo, si approfondivano gli accertamenti sul soggetto. Emergevano sempre più elementi che lo vedevano coinvolto direttamente nella serie di omicidi in argomento." Quando mai? Cioè, sono considerazioni che sono fuori da ogni logica.

Recentemente, in occasione di un master di criminologia, ho seguito presso l'Università Guglielmo Marconi di Roma, mi determinava a redigere una tesi sulla storia del Mostro di Firenze, eseguendo una valutazione criminologica del soggetto in argomento e quindi procedevo alla raccolta del materiale per la stesura del lavoro. Pochi giorni fa, avevo modo di incontrare il procuratore Canessa, al quale venivano esternate le proprie convinzioni. Lo stesso, interessato alla mia ricerca, mi chiedeva di relazionare i contenuti anticipati verbalmente, che con questo lavoro mi accingo a fare. In tutto questo giro, Canessa chiede a Giannini di produrre un profilo criminologico di Vigilanti basato su queste informazioni, che, come avete visto, sono completamente prive di ogni fondamento. Si sa benissimo chi era la persona, Giampiero Vigilanti, barra Vigilante, che aveva contattato appunto la famiglia di Giampiero, del perché del fatto che non esiste nessuna eredità, è stato tutto accertato.

Prendiamo un punto: gli anni trascorsi a Vicchio e l'amicizia con Pietro Pacciani. Vabbè, dice ovviamente che sono nati a Vicchio entrambi, no, eccetera eccetera. L'omicidio del Bonini, si suppone, no, che sulla base del nulla, che Pacciani potesse essere, insomma, d'accordo con, con Vigilanti per questo omicidio. E si arriva all'arresto. Il processo svoltosi rapidamente nel dicembre del '51 al 5 gennaio '52, vide condannare Pacciani a 22 anni per l'omicidio e furto, mentre la Bugli venne condannata a 6 mesi e 8, 6 anni e 8 mesi per complicità nel delitto. Il Vigilanti, intanto, era scappato all'estero, precisamente in Francia. Per la precisione, la prima volta era stato ripreso al confine, tanto che il procuratore di Ventimiglia, in data del 20/10/1952, lo condanna per l'estradizione. E abbiamo visto poi quando parte realmente, quando torna realmente, no? La seconda volta riesce a passare il confine. Da qui si arruola in Legione e dice: "Vigilanti, una volta arruolatosi nella Legione nel '53, vi rimane per 6 anni come paracadutista". Non è vero, perché la sua ferma dura 4 anni e forse 2 mesi, quindi lui finisce la ferma prima ancora del periodo minimo di ferma obbligatoria. Ed è normale, perché era stato messo ai ceppi, è stato messo agli arresti perché aveva sconfinato in zona comunista. Lui, nelle lettere che scriverà alla mamma, dirà: "Eh, mamma, adesso l'equivoco si è chiarito, credevano che io, insomma, avessi disertato, come probabilmente è facile che fosse, e in realtà io ero in missione, mandato da un superiore, da un collega che però è morto e non può confermare". No, questo vi dà il peso perché entra in Italia. Queste sono cose che abbiamo già visto e poi a domanda sicuramente ne possiamo parlare. E vediamo appunto che Vigilanti rientra poi dall'85, che viene appunto perquisito, tutto un po', proprio a luglio del '94, quando viene sentito, quando, [Musica] viene, quando beve acqua e insieme a Fioravanti chiede di sentire come teste il maresciallo Antonio Amore, di cui abbiamo parlato prima. Quindi Vigilanti rientra di nuovo nella vicenda proprio nel '94.

Adesso io non voglio andare a rifare di nuovo tutti i passaggi nell'uovo ai vari punti che sono stati portati, quelli di cui abbiamo parlato questa sera sono solo due o tre, e ho fatto di nuovo un accenno a come Vigilanti è stato portato nell'inchiesta parallelamente a Pacciani nell'85, e di come ci è stato riportato nel '94, quando serviva qualcuno, insomma, oltre a Pacciani, no? E che le dichiarazioni che ha fatto e su cui si è potuto tentare un riscontro, risultano tutte completamente false. Quindi io mi chiedo: come si fa ancora oggi a, nel mio caso, addirittura a invocare la denuncia da parte dei parenti delle vittime nei miei confronti perché mi ostino a dire falsità nei confronti di Vigilanti, Narducci, dicendo che non c'entrano nulla col caso? Ma è quello che dice la giustizia. Conoscete una sentenza che dica che Vigilanti, Narducci sono coinvolti nel caso del Mostro di Firenze? E se andiamo a vedere i procedimenti, questa è l'entità degli indizi. Abbiamo letto Turco, che cosa dice nella richiesta di archiviazione che viene accolta in pieno dalla Fantechi: "Nonostante le approfondite indagini svolte, il quadro indiziario allo stato acquisito risulta fragile e incerto, non certo suscettibile ad assurgere a dignità di prova, né tale da essere in alcun modo ulteriormente corroborato con ulteriore attività investigativa, tenuto anche conto del lungo tempo trascorso dai fatti". Questo viene detto sulla vicenda Vigilanti. Di che cosa ancora bisogna parlare? Mostro uno, Mostro due, Mostro tre? Ma di che cosa parliamo?

Ciao Marianna, scusate, non ho visto i commenti perché leggendo questa sera. Adesso saluto tutti, eh. Eh, quanti commenti. Ciao Franco, Alessandro, ciao Simona. Ci sarà sicuramente anche Gianna. Ciao Cristian, Patrizia, ciao a tutti. Un po'. E Alessandro dice: "JPV si divertiva a prendere in giro gli inquirenti". E questo è vero. Ma questo lo fa dagli anni '50 ed è parte del suo carattere, di essere guascone, di essere un contapalle per alimentare il mito che c'è dietro di sé. Ovviamente, man mano che uno, una testa del genere va avanti con gli anni, sicuramente non migliora la voglia di raccontare di un passato che non esiste o di un passato che non esiste nel modo in cui piacerebbe a te, e di essere su tutti i giornali, al centro dell'interesse. In certe persone è irrefrenabile. Tant'è vero che dove si è potuto tentare dei riscontri, e non sono pochi punti, le dichiarazioni di Vigilanti sono state, è stato, insomma, è emerso che erano delle balle colossali. Sapeva più di quanto ho detto? È qui che ci sbagliamo, secondo me, a pensarla in questo modo. Lui sapeva quello che sapeva. Dal mio punto di vista, lui sapeva quello che sentiva. Ok? Quello che sentiva, lo metteva insieme come con Ren e via dicendo, e all'occorrenza, quando percepiva che poteva essere un argomento interessante, lo proponeva. Ciao Bea, un bacione. Ciao Gianna. Gianni Bruni: "Buonasera a tutti. Buonasera Dario. Salto la festa patronale del mio paese per questa live. Sei un eroe." Uscire o rimanere a casa e seguire la live, me lo chiedete pure. Beh, Gianni, veramente meriti un badge come uno tra gli ascoltatori più più rocciosi. Franco dice: "Come si diceva a Roma, era un po' un cazzaro." Sì, era un po' un cazzaro, ma anche io. Questa sera non costringo ad andare a ricercare di nuovo tutti i precedenti di Vigilanti. Vi garantisco, come precedente di violenza, quando io intendo violenza, intendo alzare le mani nei confronti di una o più persone, di lì in su, quindi violenza fisica, alzare le mani, eh, usare i coltelli, armi bianche, usare pistole, armi da fuoco. Lui non ha mai avuto un problema del genere. Lui, l'unico problema che ha avuto di violenza, di violenza domestica, per l'altro sventata dal figlio che era lì, e non come dice qualcuno che picchiava anche i figli, perché non è assolutamente vero e non emerge da nessuna parte. E quando in età già avanzata, sotto la pressione dell'inchiesta, senza nessuna scusa, però l'età avanzata è, diciamo, l'attenuante che le dà la moglie, che gli dà la moglie, che quando viene sentita in merito, ne dice di ogni sul marito, e che non hanno niente a che vedere con cose relazionabili al Mostro di Firenze, ma per cose che avvengono in casa tutti i giorni nei rapporti tra, insomma, marito e che, che possono andare più o meno bene, no, di volta in volta, ma di violenza non parla mai. Tant'è vero che quando succede questa cosa, e lei, a dire in tutti questi anni che siamo stati sposati, non è mai successa una roba del genere. Adesso temo, perché con l'età i freni inibitori, come sappiamo, vengono meno. Ecco perché temo. E questo, e questo abbiam sempre detto, e null'altro c'è. Quindi anche, anche la segnalazione che viene fatta da, al, l'uomo legato ai servizi, come vi dicevo, ai Carabinieri di Prato, parliamo di quella del '94, no? Senza parlare di quelle dell'85, proprio perché nel '94, casomai fossero sfuggite nell'85, ecco, certe informazioni, non ci sono scuse che vengano riferite in questa maniera. Era, no? Sentite che cosa dice questo signore ai Carabinieri di Prato per far sì che si insospettiscano e vadano da Vigilanti. Età, beh, qua è già sbagliata, comunque. Età 35 anni, nato a Vicchio, ovviamente c'è un errore. Corporatura robusta, altezza 1,90. Lancia Flavia rossa con cerchi in lega. Lavorato quale operaio pompe funebri. Là è possibile reperire formalina. Ricoverato presso Oasi negli anni '60-'61. Tentato il suicidio nel '62. Sentite cosa dice il punto 8, e questa ve lo garantisco è una palla colossale: "La moglie droga al figlio, ha delle emorragie interne che gli, poi c'è una parola incomprensibile, fino a pochi anni fa". E andiamo a vedere un altro punto: "Possiede una Lancia Flavia rossa con cerchi in lega che può essere confusa facilmente con una GT rossa notata a Calenzano per l'omicidio Baldi". Anche qua vedete le inaccuratezze, ma non importa, no? L'importante è scrivere qualcosa. No, c'era un'altra parte dove si dice appunto, adesso non la trovo, dove si dice che ha dei precedenti violenti, no? E adesso comunque la, la recupererò. Quindi sono queste le circostanze, i di luogo e di tempo, quegli uomini che mettono in mezzo Vigilanti sulla base di quello che ancora oggi, no, viene considerato un elemento di sospetto, quando sono elementi che sono già stati tolti dal campo già da diverso tempo. E come vedete, c'è un parallelo incredibile tra quello che succede nell'85 e nel '94 a Pacciani, a Vigilanti, con l'ambiente SISDE che, come sappiamo, interviene e comincia a occuparsi della vicenda Mostro in, in, diciamo, conducendo indagini insieme alla Polizia, perché prima lo faceva dall'81, come dice Bruno, ma dall'84, insomma, iniziano le indagini congiunte con la Polizia. Da quel momento lì cominciano le cose [Musica] strane. E ricordiamo che lì faremo poi una puntata sui documenti del SISDE. Io li ho già selezionati e, insomma, c'è un bel movimento da chiarire. Dal mio punto di vista, in quegli anni. Ciao Tiziana. Cosa dice Michele? Michele dice: "Giampaolo Tozzini, a fine deposizione, processo '97, specifica quando andò in caserma il 27 ottobre, disse che era incerto sul tipo di auto avvistata fra un'Alfa GT e una Lancia HF." Ma infatti, nel '97, noi siamo già dopo il 1994, come dicevo già prima, è già uscito quell'articolo di De Gennaro e tutte le polemiche intorno. Ricordate quando si diceva: "Pacciani tira in ballo, tira in ballo Vigilanti"? No, è uno di quegli elementi portati a riprova che Pacciani conoscesse Vigilanti, lo frequentasse, no? Quindi, oltre una conoscenza tipo quella: "Siamo nati nello stesso paese, ci siamo visti tre volte negli anni successivi e poi mai più", come in realtà è più probabile che sia, no? Viene detto: "Pacciani è lui stesso che tira fuori Vigilanti come possibile persona da da mettere in mezzo, da indagare". Perché lo fa? Ha sicuramente delle rivelazioni da fare. Ah, sì. Vediamo perché lo fa. Lo fa per questo. Lo fa per questo motivo qua. Lo fa perché nel suo memoriale, come vedete, scrive: "Si prega la Corte, l'Assise, l'Appello di Firenze di sentire il giudice dottor Alfredo Izzo, che allora era sostituto procuratore di Firenze, col dottor Rotella, oggi il dottor procuratore di Nola. Allora diresse le indagini sul Mostro di Firenze. Parla di un ex, un ex legionario di Prato". Certo, Vigilanti era il 22 ottobre '81, l'omicidio di Baldi Stefano e Campi Susanna Bartolini di Calenzano. Fu fermato dai Carabinieri. L'ha letto su, visto Pacciani, il Vigilanti era su un'Alfa Rossa alle Bartolini, era in stato di agitazione. Esce l'articolo e ne parla Izzo, e Pacciani lo legge. Su cos'altro c'è da dire su sta vicenda? È questo che è incomprensibile. E dice: "Gli sono stati trovati 30 proiettili calibro 22 Winchester dei CC di Prato, più 35 trovati a Poggio Caiano". I proiettili non sono 30, ma sono quelli che avrebbero sequestrato, no? Nel '94, 250. Quelli che sono, erano veramente in casa dei Vigilanti o Vigilanti che viene tamponato e vai in ospedale proprio in quel momento lì? Non lo so. Eh, perché nell'85 non c'è traccia della pistola, non c'è traccia dei proiettili. Quelli del '94, che sarebbero stati sequestrati, spariscono in concomitanza degli eventi che vi ho detto. Quindi Pacciani, secondo voi, in questo modo qua, voleva dire: "Conosco Vigilanti, Vigilanti uno dei responsabili, tra le righe so qualcosa che non ho detto, ma parlerò". È questo il messaggio che voleva dare Pacciani? O forse Pacciani in carcere legge, visto e sente le dichiarazioni di Izzo, il quale ha letto anche lui, visto, perché qualcuno ha deciso nel '94 di far tornare a galla il personaggio dei Vigilanti che poteva essere riutilizzato? Chiedo io, eh. Per un amico, forse. Ma sì. Michele, infatti, la Lancia Fulvia di cui abbiamo parlato, che spadroneggiava nera e era rossa col cofano nero, non rosso chiaro, col cofano rosso un po' più scuro, come dice il riferimento originale. E lui non aveva la faccia rotonda, no? Ma a me viene anche un po' da ridere, se lo trovo ve lo faccio vedere. Viene un po' da ridere. Punti su Punti, posizione, stranezze. Ah, su, forse sull'analisi ragionata, sempre questo di Giannini, l'analisi ragionata sugli elementi che, come abbiamo visto, sono completamente falsi, perché non si è trovato riscontro, come abbiamo potuto vedere, no? Non è qua. Eccola qua. Ecco, andiamo a vedere adesso. Vabbè, scusate la qualità delle foto, ma è quella che nelle fotocopie è disponibile, ovviamente la foto di Vigilanti, la conoscete tutta, quella, tutti, quella originale a colori, ma insomma, basta per esprimere quello che voglio dire, no? Scusate, questo secondo voi è un confronto da fare? Allora, qua ci si riferisce sempre, dottor Giannini, no? Che dice: "Alle ore 24 circa, mezz'ora dopo il duplice omicidio, due giovani, Rossella P. e Giampaolo T., con le loro auto stavano per imboccare il ponte che da via del Molino si immette su via dei Prati, che incrociare un'Alfa rossa GT che procedeva ad alta velocità, bla bla bla. All'interno vi era un uomo dell'espressione stravolta, di cui forniscono sufficienti particolari perché l'agente della scientifica Giovanni Simpatia ne potesse ricavare un identikit". E qua viene messo a raffronto l'identikit con la faccia di Vigilanti. Ma porca miseria! Ma potrà mai essere la stessa persona? La faccia di questo personaggio è rotonda, gli occhi sono grandi e rotondi, le sopracciglia marcate, la bocca sottile e piccola, il naso piccolo e aquilino. La faccia di Vigilanti, in qualunque anno lo andiamo a prendere, anche quando era un po' più grasso, è come vedete, parallelepipedo. È un parallelepipedo, ok? Non ha gli occhi tondi e grandi come la persona vista, non è stempiato. Ma dove la vedete la somiglianza? Ma di cosa parliamo? Ma di che cosa stiamo parlando? E Alessandro poi dice: "Alfa GT e Flavia Coupé sono due auto ben diverse". Sì, ma ovvio. Se poi, come abbiamo visto prima, per dimostrare l'eventuale somiglianza tra i frontalini delle due auto, si è costretti a metterle in scale diverse, quando il frontalino della Fulvia è molto più piccolo, no, in rapporto a quello, ecco, vuol dire che non c'è molto a cui aggrapparsi, eh. Ad ogni modo, avete visto come cambiano le testimonianze nel corso del tempo. Nel 2018, Torrisi, Parisi e Tozzini dicono quello che credono in buona fede, che vogliono sentirsi dire gli inquirenti. A parer mio, a mia opinione, perché è plausibile questo, perché, come ripeto, l'articolo che smuove tutti di Visto esce nel '94 e, insomma, parla della connessione possibile tra Vigilanti e l'auto rossa. Esce fuori che Vigilanti ha l'auto rossa col cofano nero, ed ecco che magicamente la testimonianza cambia. Ciao Camilla, dice: "Che sia stato usato come capro espiatorio?" Mi sentite sempre? Prova. Vediamo un po'. Vediamo se qualcuno risponde. Mi sentite sempre? Niente. Torno che magari non riuscivate a sentirmi. Allora, dice che se è stato usato come capro espiatorio, lesse, ormai rispetto alla pianificazione, improvvisazione, opportunismo, è da approfondire. Non ho abbastanza elementi. E gli elementi iniziano a venire, insomma, ad attirarsi uno con l'altro nel momento in cui leggiamo in parallelo le storie di Pacciani, di Vigilanti e dell'ingresso nel SISDE nella vicenda. Essendo sempre il SISDE il protagonista che mette in mezzo, protagonista, comunque, l'ente a cui almeno uno dei protagonisti che rimette in mezzo Vigilanti, quello del '94, è legato. E l'ente che produce quell'informativa non firmata, la prima che mette in mezzo Vigilanti, sappiamo che poi chi scrive il biglietto anonimo, ovvero Floriano Delli, la cui attività è proprio molto vicina, se non quasi di rimpetto, in quegli anni, al bar dove avviene l'avvistamento di Salvadori. All'epoca, qua sarebbe da verificare, quindi prendetelo con le pinze. A me risulta che l'attività fosse inerente attività investigative, no? Quindi, però prendetelo con beneficio d'inventario. Quindi sì, insomma, ce ne sono, ci sono molti più elementi, secondo me, percorribili per andare a vedere se davvero c'è stata, ci sono stati dei movimenti atti a trovare un colpevole comodo, uno o più colpevoli, che quelli che ci sono stati, che sono stati mai presentati su Pacciani e Vigilanti. Ma questo è poco ma sicuro, ma su questo non ci piove. Quindi è lecito sentirsi frantumare le scatole ancora oggi con questi richiami a Vigilanti che lavora con Renzi, che lo conosce, Vigilanti che ha le Bartolini con la macchina, Vigilanti con Narducci, Vigilanti, anche la questione della, della foto, della famosa foto in cui Vigilanti terrebbe, no, in mano la testa o le teste di questi Viet Vimin che avrebbe ucciso in guerra, no? Questa famosa foto è come la bella di Torriglia, tutti la vogliono, nessuno la piglia, nel senso, ne parlano tutti, ma non è mai venuta fuori. Vigilanti, che a cui piace attribuirsi le cose, come sappiamo, ne parla, dice: "È sparita". E Vigilanti è stato soggetto a diverse perquisizioni. Ma secondo voi, se questa foto esisteva nell'85, non la mettevano agli atti? Qua parliamo di storie a cui viene messo un vestitino di realtà. Ovviamente, poi a livello giudiziario non reggono. Attenzione, bene ha fatto, dal mio punto di vista, l'avvocato Adriani, insomma, a cercare di vederci più chiaro e a chiedere delle indagini sul personaggio, perché? Perché le notizie che giravano intorno a Vigilanti, sebbene poi prive di ogni fondamento, come abbiamo poi visto posteriori, effettivamente erano degne di approfondimento. Ma nel momento in cui viene giù il castello, non si può continuare a mettere in mezzo questa persona. Qualcuno addirittura dire: "Mostro uno, Mostro due". È certo che sia lui. Oh, e sono io quello che deve essere denunciato perché dico queste cose? Secondo me, c'è proprio un ribaltamento della realtà, è un giocare con l'intelligenza altrui. Esatto. Infatti, sono molto curiosa. Anche se alla fine spuntano fuori degli aspetti, personaggi ed enti, piano piano i nodi arriveranno tutti, o quasi, al pettine. E dal mio punto di vista, se qualcuno fosse davvero interessato a vederci più chiaro sul punto, periodi di cui stiamo parlando, quindi '84-'85, fino, se vogliamo, poi questa cosa prosegue fino al giorno d'oggi, però mettiamo come fine il processo dei Compagni di Merende, dai, per avere un limite. Di elementi ce ne sono tanti. Secondo me, il problema è che manca la voglia. Ce ne sono davvero tanti, sicuramente più che sul Mostro in sé. Però forse di lì che bisogna passare per capire, perché se c'è, e ripeto, se c'è stata un'operazione del genere, una doppia operazione del genere, e questa operazione tu la fai solo se sai che il Mostro non colpirà mai più, non colpirà mai più. Non puoi rischiare che succeda qualcosa nel momento in cui metti in mezzo qualcun altro. E se il Mostro, però, non è Pacciani, perché su Pacciani non è stato dimostrato nulla, neanche che era un guardone, che che se ne dica, tantomeno sui Compagni di Merende. Ci sono solo le dichiarazioni di Lotti e di gente che proviene dal mondo degli informatori, perché la Ghibelli, il Nesi, questa gente qua. Al Nesi arriva una bella lettera. Tra l'altro, sono tutti parte del mondo dell'underground, delle prostitute e degli informatori. Questo cosa vuol dire? Che gente che la Mobile conosce molto bene. E se qualcuno, se fosse mai stato interessato a tirare in mezzo qualche testimonianza compiacente, ecco che, e gioco forza, un ambiente molto permeabile a queste richieste, no? Dico io, se la trovo, ve la leggo un attimo solo, se la trovo, ve la leggo. Dov'è qua? Datemi un secondo. Spero di trovarla, una lettera che riceve il Nesi. Non è questa, eh. Non ce l'avevo preparata. Ah, eccola, forse del '94. Eccola qua. Siamo al 4 novembre del '94, alle ore 22:30 di ieri. Quindi siamo sempre in quei giorni. Questo ufficio ha sentito il teste Nesi Lorenzo, meglio qualificato in atti, circa il contenuto di un articolo apparso a pagina 5 del giornale La Repubblica del 3 novembre '94, firma di Claudio Fusani. In detto articolo, peraltro realizzato dalla Fusani registrando una conversazione telefonica intercorsa tra lei e il Nesi alle ore 15 circa del 2 novembre, si attribuiscono al teste anche delle affermazioni che lui nega di aver mai pronunciato, quali ad esempio: "Ci sono tre o quattro persone che sanno e che non hanno parlato, che sono in grado di agire". E che è quello che poi verrà poi fuori, no, secondo quello che racconta Nesi nel '96. Il Nesi è riferito di aver semplicemente detto, sulla base di una sua deduzione personale, che se Il Pacciani è stato riconosciuto assolto per il delitto del '68 a Castelletti, vi sia un qualcuno che necessariamente deve avergli passato la pistola assassina, posto che la stessa è stata impiegata anche per tutti gli altri duplici omicidi. Si comunque atto che Nesi è stato formalmente invitato al massimo riservo per il futuro nei confronti di chiunque non appartenga alla Polizia Giudiziaria. Quindi occhio Nesi, a farti uscire certe cose. È opportuno ricordare che l'insistenza dei giornalisti nel cercare di raccogliere sue dichiarazioni di impressioni è tale che gli è stato da loro avvicinato anche nella giornata di ieri alle 14 circa, mentre si trovava all'interno di un bar di Tavarnelle Val di Pesa. Si trasmette il verbale delle dichiarazioni rese al teste, nonché una lettera anonima contenente insulti, manoscritta con grafia verosimilmente fatta, datata a Firenze 30 ottobre '94, recante al timbro postale di partenza 31/10/94 Firenze CMP meccanizzazione, di cui si riporta il testo che è il seguente: "Lorenzo, sei una merda di magnaccia vecchio, è sempre stato il tuo mestiere. Basta guardare la tua faccia viziata, stronzo, farabutto. I tuoi amici, segui una sigla illeggibile". Il Nesi ha dichiarato di averne ricevuta un'altra e di averla buttata via perché anche quella piena di insulti. È stato pertanto invitato a consegnare tutte le eventuali prossime missive di tal genere alla Polizia. Questo è l'ambientino da cui provenivano i testimoni. Dopotutto, il Nesi accompagnava al Vanni a prostitute, no? Cosa che invece non si è mai potuto dire del Pacciani, perché se uno a prostitute non c'è mai andato a Firenze accompagnato da te, se lo dici, insomma, puoi rischiare anche di venire smentito. Quindi questi sono gli ambientini dove, dal mio punto di vista, magari sarebbe stato più opportuno dare un'occhiata. Io immagino che anche la Ghibelli, per poter lavorare tranquillamente, di rotture di scatole non ne avesse bisogno. Mi spiego. Quindi, ragazzi, se non avete altre particolari domande in merito, direi che stasera possiamo anche lasciarci qui. Camilla, io vorrei sentirlo tutto cosa il profilo di Vigilanti fatto sulla base degli elementi di cui ho parlato prima, perché è su su quella linea. Gli elementi riportati sono quelli che poi vengono smentiti. "Magia psicosessuale", Cirino Pomicini dice: "Mai capita la linea innocentista sui Vigilanti". E la linea innocentista non è una linea che qualcuno prende o non prende. La linea innocentista è quello che viene fuori dalla richiesta di archiviazione e dall'accoglimento dell'archiviazione. Io sono andato poi a sviscerare i motivi per cui è stata accettata questa archiviazione, ovvero gli elementi portati poggiano sulla base del nulla, e quindi non è che c'è molto da dire o linee innocentiste. Se domani mattina mi imbatto in degli elementi che mi suggeriscono il contrario, ovviamente cerco di trovare riscontro a quegli elementi. Non è che vado a dire: "Vigilanti è Mostro di Firenze perché io ho trovato questo e quest'altro". No, cerco un riscontro. Quando poi viene passato ai raggi X per anni e e non viene trovato nulla, so Turco dice: "Nonostante l'approfondita indagini svolte, il quadro indiziario allo stato acquisito risulta fragile e incerto, non certo suscettibile ad assurgere a dignità di prova". Non c'è dignità di prova. E io vado anche oltre, visto che non sono un giudice, e dico la mia, no, dal di fuori: "Secondo me non c'è neanche dignità di indizio". O meglio, c'era nel momento in cui bisognava appurare se l'indizio, gli indizi riportati erano veri. Nel momento in cui viene fuori che questi indizi poggiano sul nulla, non c'è neanche dignità di indizio. Grazie perciò, condividi il lavoro che c'è dietro. Figurati, Camilla. Spero che sia utile, ma spero che sia utile anche a a ragionare con la propria, quello che abbiamo, non sulle dichiarazioni altrui, che, come abbiamo visto, è ovvio che certe dichiarazioni, sebbene poggino o si scoprirà poi dopo le indagini che poggiano sul nulla, vengono riportate negli atti. L'avvocato Diani non poteva sapere, no, quello che poi esce fuori dagli accertamenti. Ma una volta che esce fuori, non si può continuare a sbattere la testa in quella direzione. Dal mio punto di vista, la linea innocentista su Vigilanti, io devo capire la linea colpevolista su cosa si basa. Bene, ragazzi, io direi che per stasera si è detto abbastanza, quindi ringraziandovi come al solito della vostra presenza, spero appunto che siano stati utili, siano state utili queste informazioni e che vi servano a farvi un'idea più chiara, almeno di quello che riguarda le indagini sui personaggi come Vigilanti, Narducci, i sospetti, insomma, chi chi può risultare ancora in campo come come sospetto, insomma, mettiamola così. Quindi io vi do appuntamento alla settimana prossima. Vi auguro una buona notte. Vi lascio ancora una volta con un pezzo che troverete nel nostro canale. Vi abbraccio e ci vediamo la settimana prossima. Ciao a tutti.

[Musica]

Monster walks

Theet never

No one behind the h

Twi back

To crst

[Applauso]

PL the country

Lovers whispers

Turn foep

Go cold and st

A victim falls

Forever dark

Whispers turn to screams

Of a hidden darkness takes its SS and

[Musica]

Sils theet of

No one can be the b

H

Twi back to

[Musica]

Let you free

But hearing can't be

To my powers

Vi stories left un

Jce

S in Mon

The

No one

[Musica]

The

[Musica]

Back Clinton

The monst

Forever ink

Never

No one