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BL GIUR - Torre - Lezione 11

CEA Centro E-learning di Ateneo22:34

Transcription

Nella scorsa lezione abbiamo approfondito, diciamo, la nostra conoscenza di Lombroso, il padre, se vogliamo, della criminologia moderna e il principale esponente della scuola positiva. Adesso, in questa lezione, invece, analizziamo l'evoluzione, se vogliamo, della scuola positiva attraverso il pensiero di due suoi allievi: Enrico Ferri e Raffaele Garofalo.

Allora, se abbiamo visto con Lombroso la criminologia studia, approfondisce soprattutto il criminale, l'uomo delinquente. Compito, però, della criminologia che ancora non assume questa definizione. Eh, si parla di sociologia criminale, di antropologia criminale, ma non ancora criminologia. Ancora non esiste la criminologia come scienza autonoma.

Scopo della riflessione della scuola positiva è quello anche di scoprire, tra virgolette, cioè ricercare una definizione di crimine in termini sostanziali. La definizione di crimine l'abbiamo già affrontata nelle lezioni precedenti ed è qui, m, importante perché, eh, la sociologia criminale, l'antropologia criminale si preoccupano anche di indagare il versante sociale del fenomeno criminale e quindi considerare il reato non come un'astrazione giuridica, come ricordiamo la scuola classica, ma come un fatto naturale, un fatto sociale e un fatto, quindi, che può essere empiricamente osservato.

Allora, vi leggerei, diciamo, le parole di Ferri, ehm, quanto afferma Ferri nella sua opera più importante, la sociologia criminale, perché ci consente di cogliere alcuni aspetti proprio della scuola positiva, alcune peculiarità della scuola positiva che, in realtà, sono state, diciamo, obnubilate, trascurate per le critiche che sono state mosse a questo orientamento.

Ferry afferma che la scuola criminale positiva non non consiste soltanto, come ancora molti critici fa comodo il mostrare di credere, nello studio antropologico dell'uomo delinquente, no? Ma è, invece, tutta una radicale innovazione di metodo scientifico nello studio della patologia sociale criminosa e dei suoi più efficaci rimedi sociali e giuridici. Questa è la conversione della scienza dei delitti e delle pene da una dottrinaria esposizione di sillogismi per la sola forza di logica fantasia in una scienza di osservazione positiva che, valendosi così dell'antropologia, della psicologia, della statistica criminale, come del diritto penale e delle discipline carcerarie, diviene quella scienza sintetica che io appunto chiamai sociologia criminale, talché questa, applicando il metodo positivo allo studio del delitto, del delinquente e dell'ambiente in cui si manifestano, non fa altro che dare alla classica scienza criminale l'alito vivificatore delle ultime e irrefutabili scoperte fatte dalla scienza dell'uomo e della società, rinnovata dalle dottrine evoluzioniste.

Quindi, vedete un po' quello che, m, abbiamo iniziato a dire, abbiamo già affermato, abbiamo già evidenziato sin dalle prime lezioni: la distinzione tra la criminologia o la sociologia criminale e la scienza giuridica, la scienza penale, la dogmatica penale. La dogmatica penale si ferma a un piano astratto, ma, come giustamente evidenzia Ferri, la criminologia, anche se la chiama sociologia criminale, la fonda lui la sociologia criminale, è basata sull'osservazione positiva ed è, come abbiamo già evidenziato nelle scorse lezioni, l'antropologia criminale, la sociologia criminale, la criminologia deve essere una scienza necessariamente multidisciplinare, interdisciplinare. Cioè, Ferri coglieva la complessità dell'indagine sul fenomeno criminale, la complessità di questa nuova scienza che doveva costituire una sorta di sintesi di, diciamo, legare i fili delle varie dei vari saperi, delle dei vari delle varie conoscenze sul crimine in modo tale da avere una visione globale, una visione, diciamo, più completa possibile.

Ehm, e infatti afferma Ferri che la sociologia criminale è una scienza sintetica relativa allo studio del delinquente, dell'ambiente e della reazione e della prevenzione sociale. Diciamo che Ferri, rispetto al suo maestro Lombroso, si colloca nel in un filone di biosociologia, mentre abbiamo visto come Lombroso, anche per la sua impostazione, Lombroso era un medico, quindi, ehm, focalizzasse l'attenzione e la riflessione sull'uomo delinquente, su quelle che erano le caratteristiche biologiche, fisiche dell'uomo, m, delinquente, elaborato pure, eh, avendo elaborato anche la teoria dell'atavismo.

Ehm, Ferri non rinnega, eh, questa impostazione, ma ritiene che accanto a fattori, diciamo, legate alle condizioni biologiche dell'individuo, esistano fattori ambientali in cui vivono gli autori dei reati che possono determinare, possono avere una, diciamo, una valenza, un'efficacia condizionante, causale, sempre, ovviamente, in una prospettiva in cui si nega il libero arbitrio. Tanto ha sostenuto Ferri, il negato Ferri il libero arbitrio che addirittura la sua tesi di laurea in giurisprudenza a Bologna aveva come nome la negazione del, come titolo, la negazione del libero arbitrio e la teoria dell'imputabilità.

Ricordate che nella scuola classica il presupposto della colpevolezza era la capacità di intendere e volere. La colpevolezza era intesa soltanto in termini psichici, no? La colpevolezza in senso psicologico, non in senso normativo. E, invece, la scuola positiva, abbiamo ribadito più volte, come invece, ehm, ritenesse l'uomo determinato, cioè privo di una volontà, privo di libero arbitrio, di capacità di autodeterminazione e fosse determinato all'azione da fattori biologici o sociali. Ferri, diciamo, amplia, eh, quelle che sono le cause della scelta criminale anche ai fattori ambientali.

E così, diciamo, sono il suo pensiero viene espresso in due opere principali: la sociologia criminale e i principi di diritto criminale. Ehm, si ribadisce, e devo dire, in Ferri, forte sicuramente più forte che in Lombroso, ehm, la necessità di ricorrere al diritto e al diritto penale per combattere il delitto. Quindi, il diritto penale è uno strumento per garantire una difesa sociale, per garantire un, cioè, per realizzare una forma di reazione difensiva nei confronti, eh, di chi, commettendo il reato, ha turbato in qualche modo l'ordine pubblico, eh, e, diciamo, la coscienza collettiva.

Ehm, quando, insomma, nel delineare quelle che sono le caratteristiche, diciamo, le dinamiche eziologiche del crimine, ehm, che secondo Ferri non possono essere ridotte né alla biologia né alle cause sociali, come voleva la scuola socialista. Ehm, Ferri evidenzia tre fattori che condizionano la scelta criminale: il fattore individuale, che è quello proprio di Lombroso, se vogliamo, che è quello dell'atavismo, del, della anomalia su base biologica; un fattore ambientale, però, di tipo fisico-geografico; e un fattore ambientale di tipo sociale.

Ferri combina, diciamo, la prospettiva antropologica di Lombroso con lo studio della statistica criminale proprio della scuola francese, quindi apre la riflessione sul sul crimine anche a una prospettiva, ehm, più ampia sul versante sociale, proprio sfruttando quelle che sono stati gli studi della sociologia criminale e, in particolare, della statistica criminale.

E in questa dimensione, secondo Ferri, le pene non hanno come, m, scopo di retribuire il male fatto, come invece nella scuola classica, ma anche lui ribadisce l'importanza di rimuovere o ridurre quelle cause attraverso la prevenzione, che attraverso la prevenzione ridurre quelle cause che portano al al crimine. E devo dire che lo sviluppo del pensiero di Ferri, eh, cerca di essere il più possibile aderente a quelli che sono, diciamo, i presupposti epistemologici della scuola, del positivismo in generale. Ehm, per cui lui elabora anche delle delle teorie, no? La legge della saturazione criminosa, elabora una serie di, m, riflessioni, leggi che in qualche modo, appunto, rispondono a quell'esigenza avvertita con espressa col positivismo in generale come corrente filosofica di dover spiegare la realtà, anche sociale, quindi i fenomeni sociali, attraverso gli strumenti concettuali proprio delle delle scienze esatte, delle scienze, eh, naturali.

Ehm, è interessante notare come, eh, Ferri, insieme a Ferri, insieme a Fonlis, avverta la necessità di uno studio del fenomeno criminale il più complesso possibile. Se vi ricordate, nelle prime lezioni ho sottolineato come sia necessario questo rapporto, m, stretto tra criminologia e diritto penale, perché il diritto penale è il bisturi che incide sul male e in base alle indicazioni date dalla dalla scienza criminologica. E in questa, diciamo, collaborazione, auspicabile collaborazione interdisciplinare, avevo richiamato l'idea di scienza, l'idea di scienza penale integrata di Fonlis, eh, il quale, m, ricordiamolo, è un positivista, eh, che introduce nel discorso penale la razionalità di scopo, ovvero la verifica se le leggi, le pene siano in grado effettivamente di raggiungere, di esercitare quella la funzione general preventiva o special preventiva.

Però, quello che a me preme in questo momento, eh, sottolineare è quasi una corrispondenza tra Fonlis e Ferri, perché, come Fonlis aveva auspicato una collaborazione interdisciplinare del diritto con tutte le, le, diciamo, le scienze empiriche, lo stesso Ferri dice che afferma che il fatto criminale deve essere indagato sotto diversi profili, basandosi su quelli che sono i dati antropologici della statistica criminale, proprio per studiare le cause del crimine, ma soprattutto proporre dei rimedi. È necessario il più, il ampliare la prospettiva raccogliendo quelli che sono i risultati dei diversi saperi che si sono concentrati sul fenomeno, ehm, eh, criminale e di qui, quindi, l'importanza anche della sociologia in generale, delle scienze penitenziarie, eh, delle scienze criminalistiche in generale come, eh, un sapere integrato in grado di, ehm, collegare i risultati delle varie riflessioni sul crimine in una considerazione di tipo sintetico.

Ferri, appunto, sostiene che la criminologia, lui non la chiama criminologia, ma sociologia criminale, sostanzialmente è uno studio sintetico sul delinquente, sul reo, quindi sul crimine, su ciò che è crimine, cioè ciò che è crimine, quindi la definizione anche sostanziale di crimine, sulla reazione sociale alla criminalità e sulle forme di prevenzione. Guardate, è un po' la definizione di criminologia che avevo cercato di tratteggiare all'inizio delle nostre lezioni.

Sempre, diciamo, Ferri, proprio questa sua, se vogliamo, vocazione alla a uno studio scientifico del crimine, lo porta a fare una serie di classificazioni che non hanno poi, ovviamente, un fondamento scientifico, però di qui si vede l'ambizione, no, di applicare proprio alla sociologia criminale le stesse categorie, se vogliamo concettuali, eh, proprio della scienza, eh, esatta, delle scienze esatte e quindi distingue tra diversi tipi di delinquente: il delinquente nato, che è quello, diciamo, indagato dall'ombroso sostanzialmente; il delinquente pazzo, che ha un'anomalia psichica; il delinquente abituale, quello che ha una tendenza acquisita al crimine; il delinquente occasionale e il delinquente passionale. E questa distinzione la opera studiando proprio le ipotesi di omicidio.

Ehm, insomma, il, il, la studio, la riflessione di di Ferri ha anche un risvolto politico molto importante, a parte che Ferri poi aderisce anche, in qualche modo, al fascismo. Mentre Lombroso non ha mai pensato di, anche perché non era nelle sue competenze, essendo un medico, di elaborare, di individuare delle prospettive di iure condendo di riforma del settore penale. Invece Ferri si impegna con con una commissione nella riforma del codice penale. Avevamo il codice Zanardelli e redige questo progetto, il progetto di di codice Ferri del 1921, di stampo, ovviamente, di ispirazione totalmente positivista.

È un codice che non ha mai visto, eh, la luce, che non è mai stato, diciamo, eh, realmente preso in considerazione, perché in quel periodo, tra l'altro, diciamo, c'era un iniziava il declino della scuola positiva con l'affermarsi, no, del tecnicismo giuridico. Ricordiamo che Rocco fece la sua prolusione a Sassari proprio sull'importanza del tecnicismo giuridico nel 1910, dove rivendicava la purezza del del ragionamento giuridico che doveva essere, diciamo, [Musica] m doveva strarre da tutta una serie di considerazioni che considerava spurie, non necessarie e che potevano contaminare, diciamo, la raffinatezza, la purezza del ragionamento giuridico. Quindi sappiamo che poi il nostro codice Rocco, appunto, è frutto di quell'orientamento dottrinale del tecnicismo giuridico, però il progetto Ferri del 1921, nonostante non abbia mai visto la luce, ha comunque influito su alcuni, eh, istituti del del codice Rocco. Uno per tutti è il i criteri di commisurazione della pena, no, che sono, ehm, divisi tra la capacità a delinquere e la gravità del fatto, no? Quindi la combinazione, questa situazione, questa, diciamo, soluzione di sintesi tra scuola positiva e scuola classica che poi ritroviamo anche nelle sanzioni, il doppio binario: pene, misure di sicurezza. Tante altre, poi, sono, diciamo, le gli influssi, i condizionamenti della scuola positiva, ad esempio, nel concorso di persone nel reato e in una serie di di istituti che adesso qui non vi sto a non sto qui a commentare, ovviamente.

Qual è l'idea di Ferri? Se, eh, non dobbiamo punire, ehm, in base a un concetto di retribuzione, la punizione in realtà presuppone la responsabilità sociale, non la responsabilità penale, la responsabilità sociale del reo, ovvero di colui che ha il dovere di subire la sanzione come conseguenza, no, del rapporto che ha col con la società e la sanzione, in realtà, non è una pena, non ha una funzione meramente punitiva, non è una pena espiazione come voleva la scuola classica, ma diviene uno strumento di rieducazione, ehm, speciale, di rieducazione sociale, quindi una persegue una finalità special preventiva, diremmo noi oggi.

E se questa pena ha una finalità special preventiva, deve essere la più individualizzata possibile. Guardate che questa concezione della pena che deve essere un trattamento ritagliato sul reo è in qualche modo l'idea che anche informa tutta la la nostra registrazione penitenziaria. La pena non è astratta, deve ritagliarsi sul singolo, eh, eh, detenuto, quindi non viene più in rilievo la responsabilità penale come nella scuola classica, ma quello che ha più importanza è la pericolosità sociale che deve essere in qualche modo, ehm, fronteggiata, deve essere neutralizzata.

Se questo è lo scopo della pena, eh, l'avevo già accennato la scorsa lezione, la pena non può avere una durata determinata. L'idea di pena tariffa, eh, è congeniale a un, diciamo, a una concezione assoluta della pena come retribuzione, no? La pena retribuisce il reato con la pena si retribuisce il male fatto col reato attraverso il reato, mentre se la pena ha la funzione di trattamento, questo trattamento quando la pericolosità sociale è venuta meno.

Tra gli esponenti della scuola positiva troviamo anche Garofalo. Anche lui è un giurista, non è un medico come, ehm, come Lombroso. È stato anche presidente di Cassazione. Ehm, Garofalo, sotto, innanzitutto, si deve a Garofalo la nascita della criminologia. Il primo libro di criminologia, proprio l'uso della parola criminologia, lo si deve a Garofalo, eh, Garofalo, scusate. E la prevenzione, ehm, secondo Garofalo, la prevenzione speciale è la funzione che deve perseguire la pena, è accanto alla prevenzione generale, ma prevale ovviamente l'interesse alla prevenzione speciale più che a quella della prevenzione, ehm, eh, diciamo, generale.

Interessante il tentativo anche qui di Garofalo di dare una definizione sostanziale di crimine. Come vi avevo detto, la preoccupazione della scuola positiva è quella sì di analizzare il delinquente, ma anche di dare una definizione sostanziale di crimine che si in qualche modo si emancipasse della definizione giuridica, perché ritengono che il crimine sia un fatto naturale, un fatto sociale, quindi vorrebbero in qualche modo emanciparsi dal dalla definizione di tipo giuridico e quindi.

Quindi qui abbiamo così tratteggiato le il tre orientamenti all'interno della scuola positiva: quella di Lombroso, il determinismo biologico; quello di Ferri, il determinismo sociale; e quello di Garofalo, il determinismo morale. Grazie e a presto.