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(Capitolo 9) Promessi sposi: Analisi

Letteratura Italiana - Patrick Cherif5:18

Transcription

Ciao, sono Patrick Sharif e ogni martedì e venerdì alle 14 pubblico video sui Promessi Sposi. Oggi vediamo, in sei punti, il capitolo 9.

La prima cosa da dire riguarda la città di Monza. Ci viene spiegato che l'autore del manoscritto non ha rivelato il nome di questa città perché le vicende di Lucia si andavano ad intrecciare a quelle di un personaggio appartenente a una famiglia molto potente. Tuttavia, Manzoni ci dice esplicitamente che Lucia e Agnese si trovano a Monza e che è riuscito a scoprire il nome di questa città grazie a uno storico milanese, Giuseppe Ripamonti.

La seconda cosa da dire riguarda la storia della Monaca di Monza, che trae ispirazione da una vicenda realmente accaduta riguardante la nobile famiglia spagnola De Leyva. Il vero nome di Gertrude, infatti, è Marianna, figlia di Don Martino, primo governatore spagnolo di Milano, e di Virginia Marino, vedova di un Savoia. Don Martino non vuole disperdere il patrimonio familiare e dunque costringe Marianna ad abbracciare la vita monacale. Marianna entrerà così nel convento degli Umiliati, dove prenderà il nome di Suor Virginia. Qui viene sedotta da un giovane, ricco e ozioso, di nome Paolo Osio, dal quale avrà addirittura due figli. Paolo è un vero e proprio criminale e, per nascondere la sua tresca amorosa, arriverà addirittura ad uccidere tre persone. Quando lo scandalo viene alla luce, l'arcivescovo Federico Borromeo chiede un processo canonico e Suor Virginia viene condannata ad essere murata viva per 14 anni. Dunque, Marianna vivrà murata viva dentro una stanza, il cui unico punto di contatto col mondo esterno è una piccola feritoia. Scontata la sua pena, Suor Virginia sceglie di trascorrere il resto della sua vita all'interno del convento delle Convertite, dove, nel 1650, morirà di vecchiaia. Paolo, invece, condannato a morte in contumacia, troverà la morte per mano di un amico nel 1608.

La terza cosa da dire riguarda il ritratto di Gertrude. Manzoni traccia un ritratto fisico del personaggio che, però, vuole essere allo stesso tempo un ritratto interiore. Leggiamo che la monaca è dotata di una certa bellezza, ma una bellezza sfiorita, sciupata, quasi scomposta. La fronte bianchissima è però raggrinzita e gli occhi neri raccontano una storia di superbia, ma anche di pietà; mentre dal velo fuoriesce una ciocca di capelli. Sono tutti i segni di un personaggio superbo e orgoglioso, che però ha vissuto una vita tormentata. Il lettore, dunque, capisce che la Monaca di Monza è una peccatrice, ma non prova nei suoi confronti odio o disprezzo, in quanto Manzoni la descrive come una povera sciagurata.

Gertrude compie una scelta, quella di abbracciare la vita monacale, dettata dall'orgoglio, in quanto Gertrude sceglie di sacrificare la propria libertà individuale per l'onore. La sua superbia non le permette di rinunciare a quei privilegi che caratterizzano la sua classe sociale. L'onore nobiliare, infine, si vede anche nella vergogna, nel rimorso che Gertrude prova quando la domestica scopre il bigliettino d'amore. A quel tempo, infatti, era proibito che una donna di alto lignaggio potesse intrattenere una relazione amorosa con un uomo appartenente a una classe sociale inferiore.

Il quinto punto riguarda la legge del maggiorasco. Nell'antico sistema successorio, era il diritto del primogenito di ereditare tutto il patrimonio familiare. Manzoni, attraverso la storia della Monaca di Monza, condanna questa legge, in quanto vedeva in essa violato l'istituto sacro della famiglia.

L'ultimo punto riguarda i personaggi minori. Primo fra tutti è il Padre Guardiano, che non ha la levatura morale e il carisma di Fra Cristoforo. Ha paura dei pettegolezzi, inoltre ha un atteggiamento servile verso i potenti. Altri personaggi degni d'attenzione sono i discepoli di Fra Cristoforo: il barcaiolo rifiuta il denaro che Renzo vuole dargli, rispondendo semplicemente che siamo quaggiù sulla terra per aiutarci gli uni con gli altri; il barrocciaio, anche lui come il barcaiolo, rifiuta il denaro che Renzo vuole dargli, dice che lui non lo fa per soldi, ma per il bene maggiore. L'ultimo personaggio è la Tresa, la Tresa si rivela una persona curiosa, dedita ai pettegolezzi, in quanto riempie di domande Lucia e Agnese.

Se hai dubbi o domande, lascia un commento o vieni nel gruppo Facebook. Iscriviti al canale e noi ci vediamo al capitolo 10. In bocca al lupo!