Transcription
Io sono qui. Questa è la mia [Musica] città. Io sono la mia città.
Siamo in tanti a viverci, come particelle in un campo magnetico, senza sapere perché. Qui non sarai mai solo. Ogni città ha il suo modo di stare sotto il sole, di ritagliare le ombre con i tetti, le cupole e i campanili.
Un tempo non c'era nulla se non una visione. Qualcuno l'ha vista la mia città scendere dal cielo, costruita in oro e pietre lucenti, fermarsi su un alto monte per essere vista da tutti, per osservare da lontano gli altri luoghi del mondo.
C'è chi la mia città l'ha sognata e ha costruito quell'idea. Quelle idee, anzi, perché una città la fanno tutti quelli che ci vivono, che ci hanno vissuto. La fanno per quelli che verranno.
Chissà che maniera usano le città parlarsi. Se le loro parole corrono tra le antenne o sotto il mare, se discorsi lunghi secoli proseguono nei fiumi che le attraversano fino a bagnare le coste dall'altra parte del mondo. Forse le città si parlano con il vento, con le migrazioni degli uccelli, gli spostamenti delle cose o delle persone.
Forse questo insieme di muri e di strade non parla. Se ha qualcosa da dire, fa con il chiasso delle uscite da scuola, con il silenzio che precede il mattino, le voci dei [Musica] mercati.
Qualcuno diceva che la città è una grande casa, per una grande famiglia, in cui deve esserci spazio per tutto. C'è una bellezza fatta di cose che si vedono, ma anche di cose più nascoste. E tutto questo ci è stato consegnato in dono, insieme ai luoghi in cui viviamo: l'officina in cui lavorare, la scuola per imparare, un ospedale in cui curarsi, il tempio per pregare.
E io, se volessi, anch'io aggiungere bellezza, per consegnarla a chi crescerà in queste strade, a chi arriverà in queste strade. Magari capiterà, guardando da una certa prospettiva, di ricordare all'improvviso un pezzo di casa sua.
Ogni città è di chi la pensa e la costruisce con amore, di chi la guarda, una piccola stanza, di chi si sveglia presto per edificare il domani. La bellezza è fatta di forme, volti, parole, gesti. Una bellezza che mi resta vicina, mi circonda, mi ricorda chi sono, dove sono. Mi ricorda quanto tempo, fatica e immaginazione sono serviti per costruirla.
Ed è servita anche speranza, perché tanta fatica ha bisogno di affidarsi a un futuro di pace per essere consegnata a chi ci sarà. Alle città, alle nostre città, a noi che le viviamo, le abbiamo abitate, le abiteremo.
La pace si costruisce, il futuro si costruisce. Hanno uno scopo le città: far vivere insieme le persone. Si stancano le città? Non si stancano la pietra, né le statue, né il sole. La forza delle città sono quelli che le abitano. E da lì che una città ricomincia ogni giorno: da noi, da chi le vive.
Il futuro delle nostre città appartiene a noi. È nostro. È tuo. E tu sei pronto a costruirlo? [Musica] [Musica] [Musica] [Musica] n