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Quante centrali nucleari servirebbero per essere indipendenti dal gas russo? Quale potrebbe essere il concreto contributo energetico del nucleare? E se avessimo avuto quelle vecchie centrali nucleari attive oggi? Queste sono domande che ci avete posto voi nelle ultime settimane.
Ci tengo molto a dirvi che noi non vogliamo sponsorizzare il nucleare, perché non abbiamo alcun interesse a farlo. Era bene premetterlo. Noi qua cerchiamo semplicemente di raccontarvi e fornirvi delle informazioni scientifiche quanto più analitiche e neutrali possibili. Ci sta a porsi queste domande, soprattutto in un periodo del genere, per cui andiamo a vedere un po' di risposte interessanti.
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Torniamo a noi. Innanzitutto, ricordiamo per chi non lo sapesse che in Italia c'erano quattro centrali nucleari attive: Latina, Sessa Aurunca, quella di Garigliano, Trino Vercellese e Caorso. Si possono riaccendere le vecchie centrali? La risposta in breve è no, non si può fare. La risposta meno breve è un po' più complessa.
Partiamo innanzitutto: vuol dire che gli impianti di Latina, Sessa Aurunca, quello di Garigliano e Trino Vercellese erano centrali di prima generazione, costruite nei primi anni sessanta. Queste centrali non erano pensate per durare molto a lungo. Già quando sono state chiuse nell'87, iniziavano ad andare verso la fine della loro vita operativa. Oggi, quindi, sarebbero degli impianti vecchi e inefficienti, soprattutto se paragonati alle tecnologie delle centrali nucleari moderne.
Diverso è il caso della centrale di Caorso, che invece montava un reattore di seconda generazione, molto più potente e moderno, e che operò per meno di 5 anni, dall'81 all'86. Considerato che gli impianti di seconda generazione venivano progettati per una durata minima di 40 anni e che in molti casi sono state in grado di operare per più di 60 anni, si può dire che la centrale di Caorso fosse ancora praticamente nuova. Questo, però, non significa che sia possibile o semplice riavviarla. Molte parti della centrale sono stati infatti smantellate, incluse le turbine e il circuito secondario. Insomma, da questo punto di vista, il nucleare non offre scorciatoie a breve termine. Se l'Italia volesse davvero tornare a produrre energia con il nucleare, dovrebbe farlo con reattori moderni di ultima generazione.
Ma ora, per sfizio nostro, se non avessimo mai spento i nostri reattori, quanta energia avrebbero prodotto? Le centrali di Latina, Garigliano e Trino Vercellese erano reattori di piccola taglia. Pensate che oggi i tre impianti combinati non produrrebbero neanche il 50% dell'energia di un singolo reattore francese degli anni '90, come quelli delle centralissime.
Il reattore di Caorso, invece, era un modello diverso, BWR, da 860 megawatt di potenza elettrica netta. E se non fosse stato spento, oggi sarebbe sicuramente, molto probabilmente, ancora operativo. Supponendo di farlo operare con un fattore di carico del 90%, oggi potrebbe produrre circa 6,8 terawatt annui di energia, pari a circa il 2,3% del nostro fabbisogno nazionale, che oggi, vi ricordo, viene coperto dal gas per circa il 45%. Certo, non molto. D'altra parte, è solamente un reattore. Ricordiamo che la Francia ne ha 56 di reattori. Ma basterebbe a farci risparmiare 1,4 miliardi di metri cubi di gas all'anno, dei circa 75 miliardi di metri cubi che consumiamo attualmente.
Cosa sarebbe successo se avessimo terminato la costruzione della centrale di Montalto di Castro? Al momento del referendum dell'87, la centrale nucleare di Montalto di Castro era completa all'85% circa e, in seguito alla decisione di chiudere il programma nucleare italiano, viene riconvertita in un impianto convenzionale a policombustibile. Se fosse stata invece ultimata, avrebbe montato due reattori BWR da 980 megawatt elettrici, che oggi potrebbero produrre ciascuno 7,8 terawatt di elettricità all'anno, che comporterebbe un ulteriore risparmio di 3,3 miliardi di metri cubi di gas.
Se a questi aggiungiamo il reattore di Caorso e ulteriori due reattori della centrale di Trino 2 (per la quale, mi ricordo, erano già stati stanziati i fondi e la cui costruzione era prevista per i primi anni '90), arriviamo a circa 8 miliardi di metri cubi di gas che avremmo potuto risparmiare ogni anno grazie al nucleare.
Domanda delle domande: di quanti reattori avrebbe bisogno l'Italia per rendersi completamente indipendente dal gas russo? Per rispondere a questa domanda, occorre prima di tutto considerare che di tutto il gas che importiamo dall'estero, ogni anno circa la metà viene utilizzata per produrre energia elettrica. La rimanenza viene utilizzata per i riscaldamenti domestici e per le industrie. Per rendere quindi indipendente l'Italia dal gas naturale, sarebbe indispensabile un'elettrificazione massiccia anche nell'industria e nei riscaldamenti. Questo è molto difficile.
Facciamo quindi un esempio, limitandoci all'elettricità, cioè al gas utilizzato per produrre elettricità. Il conto da fare è abbastanza semplice: visto che oggi utilizziamo circa 38 miliardi di metri cubi di gas per produrre energia elettrica, e visto che cinque reattori comporterebbero un risparmio di 8 miliardi di metri cubi di gas, servirebbero circa 23-24 reattori per rendere la produzione di energia elettrica completamente slegata dall'import di gas naturale. Questo, però, è vero considerando reattori da 950-980 megawatt, come quelli che l'Italia aveva in programma alla fine degli anni '80.
Se invece consideriamo i più moderni esemplari di PWR, come gli APR coreani da 1.400 megawatt di potenza elettrica o gli EPR francesi, che vanno da 1.600 a 1.750 megawatt, il numero di centrali è ovviamente scende. Siamo intorno a 15 reattori. Ripeto, se volessimo sostituire il gas usato per la produzione di energia elettrica, avremmo bisogno più o meno di 23-24 reattori come quelli italiani della fine degli anni '80, o circa 15 di quelli più moderni coreani o francesi.
Questo vale per l'elettricità. Di tutto il gas importato, se invece consideriamo solamente il gas russo, che è circa il 40% di tutto il gas importato, allora il numero di centrali si dimezzerebbe. Diciamo che basterebbero 10-12 reattori di quelli italiani anni '80, oppure sette-otto reattori di quelli più moderni. Ricordiamo, per sostituire il gas russo destinato alla produzione di energia elettrica.
Se poi integriamo nel conto la possibilità di sostituire almeno parte del gas utilizzato per generare elettricità con fonti rinnovabili, che ovviamente dobbiamo considerare, il numero di centrali potrebbe scendere a 4-5, intendo sempre quelle moderne da 1.400-1.750 megawatt. Ovviamente, il tutto si intende in una prospettiva di medio-medio lungo termine, dal momento che i tempi di costruzione di un reattore nucleare solitamente sono tra i 5 e i 7 anni, e che possono arrivare anche a 10. Sto sentendo le vostre voci che dicono: "Ah, ma in Italia 10-15-20 è possibile che in Italia i tempi si allungherebbero". Insomma, morale della favola: a livello di numeri, con 4-5 centrali moderne, potremmo sostituire il gas russo nella produzione di elettricità in Italia.
Nucleare sì, nucleare no, è un tema estremamente delicato. Noi italiani, intendo, abbiamo molta paura del nucleare. Secondo me, l'Italia non è pronta in questo momento storico, anche se negli ultimi anni, anche qui su Joe Pop, vedo sempre più persone che sono favorevoli al nucleare rispetto a cinque o dieci anni fa. C'è stato sicuramente, a mio avviso, un incremento del pensiero pro nucleare. Noi, comunque, qui ci limitiamo a fornirvi informazioni che siano il più possibile consistenti dal punto di vista scientifico. Ovviamente, ci dite voi se ci riusciamo o meno.
Io, comunque, in generale, sono dell'idea che prima di dire sì o no ad una scelta importante e fondamentale, studiare, leggere, documentarsi, darsi tempo per metabolizzare un'idea, strutturare un'idea, un pensiero. Non è importante se è un sì o un no. Secondo me, la cosa più importante è come si arriva a quel sì o a quel no. Serve il giusto approccio, la giusta metodologia. Altrimenti, come te la fai questa idea? Se non studi e non ti documenti seriamente, non ti fai un'idea, rischi di fare un pasticcio.
Ecco, comunque, per chi non lo sapesse, sul nostro magazine Joe Pop punto it, abbiamo scritto degli articoli proprio per offrire delle informazioni neutrali sul nucleare, per aiutarvi a farvi un'idea.
Carissimi, spero che questo video vi sia piaciuto, sia stato interessante. Io vi do appuntamento al prossimo, sempre qui su Le Scienze nella Vita di Tutti i Giorni. Ciao.