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La Germania esce sconfitta dal primo conflitto mondiale e sarà una pace punitiva quella che uscirà appunto dalle conferenze di Pace. Sarà una pace che metterà in ginocchio lo stato tedesco sia dal punto di vista militare sia dal punto di vista economico e sociale. Quindi la prima metà degli anni '20 fino al '23 è un momento di profonda crisi per il Reich tedesco, ormai diventato qualcosa di diverso.
Una crisi, appunto, che in realtà vedrà la Germania in ripresa nella seconda metà degli anni '20, fino a un evento che in qualche modo ha enormemente cambiato il mondo e anche il nostro modo di concepire la finanza: ovvero la grande crisi economico-finanziaria del 1929.
Parlando però ancora di Germania, con lo spostamento della capitale ci riferiamo al Reich tedesco. Resterà questo il nome ufficiale, col nome di Repubblica di Weimar. Perché pur rimanendo Reich, cioè Impero, il nome ufficiale ormai lo Stato prenderà una forma repubblicana con la fuga, la fuga, scusate, del Kaiser.
La situazione fronteggiata dalla Repubblica di Weimar e dal suo governo centrista e socialista sarà molto difficile dal punto di vista sociale, economico, militare e anche politico. È una fase anche di enorme instabilità dei governi. La Germania era stata privata di un vero e proprio esercito, privata di una marina, di un'aviazione. Gli effettivi erano appena 100.000 e armati alla leggera, nulla di paragonabile a la Germania prima e durante la guerra mondiale.
Subiva le pressioni di nuovi Stati come la Polonia a est o di Stati verso il quale, verso i quali aveva appunto degli oneri di guerra da saldare: le riparazioni di guerra. La Francia, il Belgio. Si poneva inoltre il problema territoriale del cosiddetto corridoio di Danzica, che interrompeva appunto la continuità dello spazio tedesco, del territorio tedesco. Si intende appunto con corridoio di Danzica questa striscia di terra polacca che andava a separare la Ger dalla Prussia orientale.
Quindi una situazione particolarmente difficile per la Germania, che aveva subito appunto anche delle perdite territoriali, fra cui il ritorno sotto il controllo francese della Alsazia e della Lorena. Ma anche il fronte politico interno era estremamente fragile, una situazione estremamente difficile. Il governo, appunto, è a trazione socialdemocratica, quindi socialismo ormai lontano dalle derive del comunismo bolscevico e centrista.
Governo che si trova nel '19 a fronteggiare la rivoluzione comunista particolarmente violenta a Berlino e poi anche in Baviera. E dietro la quale troviamo questa appunto organizzazione comunista che è la Lega di Spartaco, i cui leader politici erano Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. La debolezza del governo emerge in questo caso nell'affidarsi non soltanto, ovviamente, ai normali strumenti di repressione, ma anche all'appoggio di veterani volontari di estrema destra che si armano e si attivano per reprimere la rivolta comunista, i cosiddetti Freikorps, i corpi franchi, che in qualche modo anticipano le violenze che poi saranno delle SA e delle SS naziste.
Nei due scontri che ci saranno prima a Berlino e poi a Monaco di Baviera, in generale la Baviera si porrà fine all'avventura comunista della Germania, tanto che già a gennaio i due leader della Lega di Spartaco, Luxemburg e Liebknecht, troveranno appunto la morte per mano di questi corpi franchi. Una Germania, quindi, molto instabile politicamente, gestita da un governo particolarmente debole.
Dal punto di vista economico, la situazione è ancora più disastrosa, forse. Intanto la Germania è costretta a ripagare enormi riparazioni di guerra ai paesi vincitori, in particolare alla Francia e al Belgio. Un'economia che vede appunto la produzione totalmente in crisi, che non riesce a transitare da un'economia di guerra a un'economia di pace, una produzione di pace.
Al rincaro dei prezzi, il governo risponde con una continua emissione di carta moneta, quindi aumenta mano a mano il denaro che circola. E questo, come si può bene immaginare, andrà a influire sul fenomeno inflattivo. Se circola più denaro, si alzano i prezzi. È un circolo vizioso. Facciamo un esempio: nel maggio del 1921, un dollaro statunitense veniva scambiato per 15 marchi, mentre l'anno successivo, sempre a maggio, un dollaro valeva 500 marchi.
È un circolo vizioso, appunto, aumentano i prezzi, quindi le persone riescono a non riescono più ad acquistare la stessa quantità di beni che acquistavano prima con una certa quantità di denaro. Se aumenta il denaro circolante, se aumentano, per esempio, anche gli stipendi, cresce il potere d'acquisto. Ma visto che c'è più denaro che una merce fra le altre nella prospettiva marxista, per esempio, e non solo, crescono di conseguenza anche i prezzi. Viene riemesso di conseguenza nuovo denaro, si alza nuovamente i prezzi e così via, così via. È un fenomeno dal quale è molto difficile affrancarsi.
È il periodo di inflazione che si sta vivendo in Europa a partire dall'epidemia Covid-19 e dalla guerra russo-ucraina, ci aiuta a comprendere appunto questo fenomeno. Proprio il mancato pagamento di una delle rate, una delle rate di queste riparazioni di guerra, costituì l'occasione per la Francia e il Belgio di mostrare i muscoli nei confronti della Germania sconfitta, con l'invasione di una regione particolarmente importante per l'economia tedesca, ovvero la regione della Ruhr.
Siamo nel gennaio del 1923. La Ruhr è una regione, regione occidentale della Germania, particolarmente importante per la produzione mineraria, in particolare del carbone, ed è una regione importante anche perché particolarmente sviluppata dal punto di vista industriale. L'intenzione degli occupanti franco-francesi e belgi è quella di sfruttare la regione e quindi di incamerare la produzione come alternativa al pagamento delle riparazioni di guerra.
Il governo tedesco risponde in modo ostile. Certo, non può fare intervenire un esercito perché l'esercito tedesco in questo momento non è in grado di fronteggiare gli occupanti. E allora ordina agli abitanti della Ruhr la resistenza passiva, ovvero di rifiutarsi di lavorare per gli occupanti e quindi di bloccare la produzione mineraria e industriale della regione. Questo ovviamente non fa che esacerbare gli animi e ovviamente la perdita della Ruhr sarà un ulteriore colpo per la già fragilissima economia tedesca del dopoguerra.
L'inflazione ormai del tutto fuori controllo, come lo è l'emissione della carta moneta. Nel novembre del '23, un dollaro americano verrà scambiato per l'enorme valore di 4.000 miliardi di marchi tedeschi. La moneta dell'epoca. È una situazione insostenibile. Ci si reca con valigie o cariole piene di carta moneta per acquistare beni quotidiani come il pane. La Germania è sul punto di un collasso totale.
In realtà, però, nel '23, oltre all'acme, al vertice della crisi, si consuma anche la svolta con l'ascesa al potere di Gustav Stresemann. Siamo nell'agosto, appunto, del '23. Leader del partito di destra liberale, noto come Partito Popolare Tedesco. Segna l'ascesa al potere di Stresemann, prima come Cancelliere e poi come Ministro dell'Economia. Una svolta che porta progressivamente la Germania alla stabilità, una stabilità crescente che durerà fino al 1929. Un periodo di relativa crescita economica, un periodo di relativa stabilizzazione della gravissima situazione che il paese ha affrontato.
Intanto vengono riallacciati i rapporti con la Francia e con il Belgio, soprattutto con la Francia, ordinando la ripresa della produzione nella Ruhr. Quindi si cerca appunto di soddisfare in qualche modo le richieste degli occupanti. Stresemann, inoltre, inizia a emettere una nuova moneta, il Rentenmark, il Marco di rendita, che è una moneta parallela al Papiermark, cioè al Marco di carta, che serviva proprio a far circolare una moneta forte, alternativa alla prima moneta, che in qualche modo non risentisse del fenomeno inflattivo.
Perché questa moneta viene ancorata ai possedimenti fondiari, quindi la terra posseduta dallo Stato tedesco e quindi, in caso appunto di inflazione o in caso di richiesta di emettere in cambio del Marco di rendita un bene reale, lo Stato tedesco poteva vendere o cedere direttamente la terra in suo possesso. La circolazione del Rentenmark, ovvero del Marco di rendita, contribuirà appunto ad arginare, insieme alla lenta ma costante ripresa della produzione industriale tedesca, il fenomeno inflattivo.
Appunto, sono anni questi di distensione e di anche relativa prosperità. Ed è un periodo di enormi speranze, perché dopo il disastro della guerra mondiale, sembrava che l'Europa, anche grazie all'atteggiamento collaborativo della destra liberale tedesca, che ha sostituito appunto la leadership centrista e socialista socialdemocratica, si avviasse un'Europa pacificata che in qualche modo riuscisse a superare le divisioni del decennio precedente.
A fronte della buona volontà mostrata dai tedeschi, nel 1924 viene varato il Piano Dawes. Dietro, appunto, ci sono gli americani, gli statunitensi, che è un piano di prestiti per, e quindi aiuti finanziari per, appunto, rilanciare l'economia tedesca. E dietro, appunto, a questi prestiti saranno presenti le grandi banche statunitensi. Nel frattempo, si negoziava attraverso il Piano Dawes con i paesi creditori della Germania per ristrutturare il piano delle riparazioni di guerra, che comunque la Germania si impegna a pagare.
Nel 1929, il Piano Young. Ancora una volta alle spalle abbiamo gli Stati Uniti. Confermano questo indirizzo politico, cioè ristrutturazione del debito tedesco e finanziari alle industrie tedesche. Certo, dall'aumento dei commerci e dalla ripresa della Germania e quindi anche dalla richiesta di materie prime e prodotti manufatturieri da parte alla Germania, gli Stati Uniti ci guadagnano. In generale, il piano è far ripartire questo colosso europeo a vantaggio dell'economia europea e mondiale. Quindi, dietro, certo, c'è una volontà di stabilizzare una situazione difficile, dall'altra parte c'è la volontà di, appunto, in qualche modo rinforzare i commerci internazionali.
Addirittura nel 1928 si era firmato il Patto Briand-Kellogg. Appunto, dietro abbiamo la Francia e ancora una volta gli Stati Uniti. Patto che verrà firmato anche dai tedeschi. Questa volta non si tratta di un piano di sviluppo economico, ma di un accordo diplomatico. Il Patto Briand-Kellogg è un accordo internazionale che condannava il ricorso alla guerra per risolvere le controversie internazionali, confermando l'indirizzo dei 14 punti di Wilson e della Società delle Nazioni, nella quale, tra l'altro, la Germania verrà coinvolta.
E si inizia appunto a respirare questo clima di speranza, questo clima di pace, questo clima di ottimismo e prosperità, ad appena un decennio da quel disastro che sarà il secondo conflitto mondiale. Ma, appunto, interverrà qualcosa a modificare questo piano, questa prospettiva: ovvero la grande crisi economico-finanziaria del 1929.