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Come vengono smaltiti frigoriferi, videocamere, pannelli fotovoltaici, cellulari? In questo video di rifiuti le andiamo a vedere come si riciclano i dispositivi elettronici, chiamati anche RAEE. I dispositivi elettronici che abbiamo in mano ogni giorno sono estremamente complicati da riciclare. Questi oggetti sono la categoria di rifiuti che cresce più velocemente nell'Unione Europea e di cui si ricicla meno del 40%.
In realtà, la situazione varia molto da paese a paese. La Croazia, ad esempio, ricicla ogni anno circa l'80% dei suoi rifiuti elettronici, mentre Malta poco più del 20%. L'Italia, purtroppo, si trova tra gli ultimi posti con una percentuale pari al 32% circa.
Andiamo a vedere che cosa si intende per rifiuto elettronico. I rifiuti elettronici sono chiamate in gergo tecnico RAEE, Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Questi non sono altro che i dispositivi che, prima di essere gettati, funzionavano con l'energia elettrica. Per avere un'idea di quali sono gli oggetti tipo, andremo a parlare, possiamo dividerli in cinque categorie che sono quelle del sistema nazionale della prevenzione per l'ambiente, perciò dei dati relativi all'Italia. Se vedete una camicia un po' colorata strana che l'ho messa a righe, non ci ho pensato e quindi si vede male, scusate telespettatori. R1: apparecchiature per lo scambio di temperatura con i fluidi, quindi in sostanza frigoriferi, condizionatori, tutte quelle cose lì, che sono al 27,203%. Poi abbiamo gli R2, cioè le grandi apparecchiature come lavatrici e forni al 33,55%. Seguono poi gli R3, cioè le televisioni, monitor al 17,45%. Gli R4, cioè l'elettronica di consumo, quindi ad esempio telefoni, hi-fi, che sono al 21,16%. E poi gli R5, cioè le lampadine, le lampade, che sono 10,61%.
Per permettere il riciclo dei RAEE, non bisogna accettarli nell'indifferenziato, ma vanno portati negli appositi centri di raccolta, come isole ecologiche e alcuni negozi di elettronica.
Come avviene il riciclo? Riciclare questi rifiuti elettronici è estremamente complicato perché, nella maggior parte dei casi, gli oggetti sono formati da moltissimi materiali uniti e mescolati tra di loro. Esistono cinque diversi processi di riciclo a seconda del tipo di rifiuto, ma per semplificare, tutti condividono quattro passaggi fondamentali.
Selezione: i rifiuti vengono presi e mandati agli impianti dove verranno poi riciclati. La prima fase è quella della, appunto, selezione, quindi vengono separate manualmente, se necessario, e se avranno i telefoni con i telefoni, televisori con i televisori e così via. Questa fase è molto importante: rimuovere le batterie, se sono presenti, perché, come abbiamo visto nello scorso episodio, hanno un processo di riciclo a parte.
Secondo step: smontaggio. Dopo aver separato i rifiuti, è necessario smontarli. I dispositivi elettronici, infatti, non sono fatti di un unico materiale, ma da moltissimi, come plastica, vetro e metalli. Bisogna quindi separare il più possibile le diverse componenti e, tra queste, decidere cosa può essere riciclato e cosa andrà in discarica.
Fase iii: riduzione volumetrica. Quando gli oggetti non possono essere ulteriormente smontati, vengono tritati con delle apposite macchine. Si creano quindi dei granuli di pochi centimetri che possono proseguire con il riciclo.
Separazione: in questa fase si utilizza prima un magnete per rimuovere i materiali ferromagnetici, poi un altro sistema per isolare i metalli con altro tipo di magnetismo, ad esempio l'alluminio, che è paramagnetico. Concentrati, che è un po' complicato. Quando un conduttore, come ad esempio alluminio e rame, passano sotto un magnete, si verifica il fenomeno delle correnti parassite. Cosa vuol dire? Che all'interno dei conduttori si sviluppa un campo elettrico che, a sua volta, genera un campo magnetico. Questi diventano come dei piccoli magneti che vengono respinti dal magnetone grosso che generato. Tutto questo fenomeno, e venendo respinti, riescono essere separati dal flusso normale di rifiuti. E se, ad esempio, noi abbiamo l'acciaio, invece cosa succede? L'acciaio è diverso perché non è magnetico, nella maggior parte dei casi, e conduce l'elettricità molto meno di quanto non facciano alluminio e rame. E quindi, per essere separato, viene mandato sempre sul nastro trasportatore in una speciale macchina che contiene un metal detector che è in grado, quindi, di individuare i frammenti residui di acciaio che a separarli con dei getti di aria compressa.
Arresto di rifiuti che ormai sono sostanzialmente plastica e vetro. Il residuo di plastica e vetro viene quindi mandato all'interno di alcune vasche e separate a seconda della loro densità per il riciclo. È finito.
Ricapitolando, a seconda del tipo di rifiuto elettronico, si possono recuperare plastica, metalli non preziosi (e si intende tipo acciaio e ferro), vetro, mercurio, schede di circuiti delle quali si ricavano metalli preziosi come oro e argento, e batterie. Ciascuno di questi materiali verrà poi reinserito in un diverso ciclo produttivo. Esempio: la plastica finirà insieme ad altra plastica riciclata, i metalli verranno nuovamente fusi per formare nuovi materiali. Insomma, non è detto che un rifiuto elettronico si trasformi necessariamente in un altro dispositivo elettronico.
A questo punto ci si chiede: perché riciclare i rifiuti elettronici? Oltre a essere una risorsa, questi rifiuti, se non trattati correttamente, possono potenzialmente provocare danni a livello ambientale perché contengono diverse sostanze tossiche, come mercurio e cadmio, per esempio. Per limitare questo problema, una direttiva europea, la direttiva RoHS, ha vietato l'utilizzo di piombo all'interno dei dispositivi elettronici.
E le terre rare? Buona parte dei dispositivi elettronici contengono terre rare, essenziali. Nella hit e per le terre rare abbiamo fatto un video ad hoc che andrà nella playlist Geopolitics in uscita il 13 agosto. Il problema è che, al momento, non esiste un metodo applicabile a livello industriale per riuscire a recuperarli in modo efficiente, anche se ormai da anni la ricerca spinge in questa direzione e, incrociando le dita, prima o poi riusciremo a farlo con diverse tipologie di rifiuto.
Benissimo, questo episodio è finito. Ci vediamo al prossimo, che molto probabilmente sarà l'ultimo. Tratteremo di una cosa molto importante, cioè quanto il riciclo ci costa in termini energetici e ambientali. Vi saluto, ci vediamo sempre qui su Le Scienze della Terra nella vita di tutti i giorni. Casomai non vi siete iscritti, iscrivetevi, campanella per le notifiche. Alla prossima, ciao.
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