Transcription
Quando siete in preda alla passione, non siete più nel governo di voi. Quando siete preda alla passione, patite l'altro. E se l'altro vi ha portato via l'anima, mi ha portato via psiche. Ecco qui l'onnipotenza femminile, dove si scontra. Che siccome le donne sono veramente l'essenza dell'erotismo, è soggetto erotico per eccellenza. Quando gli porti via l'anima, gli hai portato via tutto, dice Gorgia. Da punire sono quelli che portano via l'anima, perché lì incomincia, incomincia il viaggio disperato di psiche, che gira di terra in terra nel tentativo di ritrovare Eros. Perché quando io la mia anima la metto nella gerla di un altro e quell'altro se ne va, io sono depauperato. Ma sono depauperato dalla parte essenziale e vitale della mia esistenza, perché la mia esistenza non vive perché io ragiono, vive perché io amo. Il pensiero di Freud: si vive finché si ama e finché si è amati, naturalmente.
Bene, l'amore è questa follia. Se non riusciamo a capire questo, restiamo alle soglie delle cose d'amore o nella banalità dell'amore. Sotto questo profilo, questo è la ragione per cui, per esempio, la pornografia non è erotica. Non è erotica perché non ha nessun contatto con la pazzia. Ma la pazzia è un costitutivo di noi stessi. E non dobbiamo pensare che la pazzia sia una prerogativa dei pazzi, di certi pazzi che di solito sono gli schizofrenici, i quali, non avendo nessun, nessun censura, le sue difese esprimono tutto quello che sentono e quindi tutte le passioni possibili immaginabili le esprimono. È interessante che in tutta la letteratura psichiatrica nessuno schizofrenico è morto di cancro, quasi che il cancro fosse ciò che tiene dentro nella tua vita.
Vi ho già spiegato che la pazzia ci abita nel profondo. È sufficiente che la ragione e la coscienza si addormenti di notte, incomincia il teatro della pazzia. I sogni sono il teatro della pazzia. No, nei sogni vengono scardinati tutti i principi della razionalità, per esempio il principio di non contraddizione. Nel sogno sono io, ma non sono io. Tante volte sono maschi insieme, sono femmine. Tante volte sono spettatori insieme. Attore del sogno, saltano per aria i rapporti di temporalità e di causalità. Un sogno incomincia a New York e finisce l'Impero Romano. Succede di tutto nel sogno. Ma perché succede di tutto nel sogno? E se analisti, prima di interpretare i sogni, cominciassero a capire che i sogni sono il luogo imminente della nostra follia.
Incomincia a essere educare le persone ad avere un rapporto con la propria follia prima di interpretare. Chitarra nel regime della ragione, tenendo ben conto che tutto lo sforzo, tutto lo sforzo psicanalitico non è altro che ridurre la follia, ridurre a riportare tutta la follia alla ragione. Ma questo era un proposito esplicito di Freud. Io ammiro moltissimo Freud perché ha una coerenza perfetta, è un uomo di grandissima genialità e lo amo moltissimo. Però il suo intento era questo: portare l'irrazionale nell'ambito della ragione. E lo dice lui stesso: noi dobbiamo fare il lavoro che hanno fatto gli olandesi. Gli olandesi cosa hanno fatto? Hanno sottratto, hanno sottratto al mare le acque per fare terra. Noi dobbiamo prosciugare l'inconscio e portarlo nel mondo della ragione. Prosciugare la pazzia e portarlo nella nell'ordine della razionalità. Questo dice lui. Dice lui: è stato, è stato il grande lavoro della civiltà razionalizzare la follia. Però ci abita, ci abita in maniera assoluta. Ci riprendiamo ogni mattina dalla follia. Fatta la mattina, siamo un po' incantati, non perché abbiamo sonno, perché dobbiamo ancora ricominciare a guadagnare il governo di noi. Infatti, l'ora più rituale del giorno è appunto il mattino, no? Quando siamo compiamo dei gesti automatici, abituali. Ecco, questa pazzia noi non dobbiamo coltivare in qualche maniera, perché se non abbiamo un rapporto con la nostra pazzia, noi non accediamo neppure nell'anticamera di amore. Non accediamo minimamente. Cioè, noi non conosciamo la nostra pazzia se non nel sogno. Come è fatta la mia pazzia? Guardate che ciascuno di noi è diverso dall'altro, non per le regole della ragione che sono uguali per tutti, ma per la pazzia. Che colora il nostro modo di parlare, di camminare, di comportarci, di mangiare, di bere. Tutto noi siamo diversi uno dall'altro per la coloritura che la nostra pazzia dà all'uso comune del vivere. Per questo siamo diversi. Dove c'è chi sballa troppo, e vabbè, allora diventa matto definitivamente, non se ne parla più, vuole sicuro con i farmaci per riportarlo di nuovo alla ragione. Questi dalla teoria della ragione.
Che succede a questo punto? Come faccio accedere alla mia pazzia? Io per accedere alla mia pazzia, dell'altro che me la rispecchia, che me la riveli, che me la faccia vedere, che mi scopre. E quando prepara l'amore, ci si spoglia. Se lo facciamo è perché siamo già stati spogliati, già visti, già denudati. Ci ha catturati nell'anima, in psiche, e già è già arrivata la lampada di psiche a far vedere il volto del nostro sotterraneo. Perché il pudore non è una faccenda di vesti, sottovesti, mutande e cose di questo genere. Il pudore è ciò per cui io non faccio l'amore con tutti. Ma come mai non lo faccio con tutti? Non lo facciamo perché lo facciamo solamente con chi ci ha già catturato, ci ha già fotografato, ci ha già rispecchiato la nostra pazzia. Siamo affascinati da chi ce la fa vedere la nostra pazzia. E fatti il linguaggio, il linguaggio abituale, che cosa dice? Quando due fanno l'amore, cosa dice? Usa questo senso linguaggio: "Mi fai impazzire con te", "Perdo la testa". Che significano queste cose? Siamo affascinati dalla nostra pazzia, ma non la conosciamo. E quando qualcuno ce la rispecchia, automaticamente noi siamo affascinati di lui o di lei perché ce l'ha fatta vedere. Siamo rimasti abbacinati da questo spettacolo. E allora attraverso di lui o di lei io posso scendere nella mia pazzia, accompagnato da lui o da lei, perché la pazzia è molto più potente della ragione. E non è mica detto che se io da solo vado nella mia pazzia, poi posso riemergere. La storia del Cristianesimo ci racconta dell'ascetismo, del misticismo, che sono tentativi solitari di entrare nella propria pazzia e poi dopo si esce in una visione mistica ascetica, che sono belle parole per dire folle, cioè per dire che non esci più da lì. La Madonna parli con Gesù. Santa Teresa di Ávila, che per me è un esempio stupendo, dice a Gesù: "Vieni, Gesù, a fornicare con me su un letto di spine". Più erotico di così, con un po' di sadismo, e perché no? Vieni a fornicare con me su un letto di spine. Cioè, qui la religiosità, la religiosità è erotismo. Non ci si rivolge, non si è religiosi per via razionale. Come si fa a credere alle cose che dicono le religioni? Si è religiosi perché è erotica la religione. È un luogo di contenimento delle erotiche.
Quando si fa l'amore, si fa l'amore con colui o colei che ci ha svelato la pazzia. E dopo ogni evento amoroso, dopo ogni storia d'amore, il nostro io, la nostra parte che governa gli stessi, la nostra razionalità, il nostro il concetto che abbiamo di noi, non è più uguale, perché l'amore trasforma. Le storie trasformano, ci mettono in una crisi, come nel caso nel senso che ho spiegato prima. Ci mettono in uno stato di non possesso di noi e chiedono una rigenerazione. Non uscite mai da una storia che sia finita bene, che sia finita male, come eravate prima, perché l'amore trasforma.