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[Musica] discorsi tratti da amrut l'aia abbracciare l'immortalità desidera mesbah arma ra.gi traduzione di isabella di soragna
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conoscere il se significa diventarlo. se volete sperimentarlo, venite separate e vedrete il nulla, lo zero o spazio. dallo zero come il può sorgere qualcosa? ogni apparenza è illusoria ed il testimone di questo è in sé. ciò che è visto è falso, poiché dovuto alla magia dell'occhio. come ci si guarda allo specchio e si vedono due figure irreali ed il suo riflesso, in realtà ve ne è una sola. l'osservatore esiste in quanto considerate gli oggetti percepiti come esistenti. leggo e l'osservatore sono concetti xvi. questa città e bombay, essa apparirà come bombay. ma se dici che è una distesa di terra, essa apparirà come terra. se chiami questa cosa sedia, è una sedia. ma se dici che è legno, sarà legno. se dite tutto è coscienza, allora tutto è divino. ma se lo chiamate mondo, diventerà mondo. tutti gli oggetti dipendono dai concetti dell'osservatore, mentre il sé è al di là di qualunque concetto. nessun concetto può descriverlo. qualcuno nomina una donna figlia, un altro madre e moglie. in realtà è un insieme di ossa, carne e sangue. ma ognuno di voi le da una consistenza. tutto dipende dal concetto che ne avete fatto. quando il mondo esterno tangibile si rivela il prodotto di una percezione illusoria, leggo scompare. questa è la pratica da ricordare per l'essere realizzato. tutto è il sé. il cibo, a panca, la moglie, l'acqua. vivete come volete, ma rinunciate interiormente. quando affermate che il tale è morto, significa che solo il nome è scomparso. ciò che nasce deve morire. se vi togliete dalla mente di essere un io particolare, uscite dall'illusione. la mano si muove, ma voi dite che io muovo la mano. non è mangiando cibo puro che realizzerete il sé, ma eliminando l'agitazione mentale. siete ossessionati dal benessere fisico. come puoi penetrare in un corpo già invaso dall'eco? se continuate a pensare al mondo esterno delle sensazioni, è impossibile realizzare la vostra vera natura. il sé è rivestito dall'ignoranza del senso di essere o coscienza. è ricoperto da un altro strato di illusione. è un sogno dentro ad un sogno. chi afferma io sono il sé, è ancora nel falso. infatti, significa che egli ci crede diverso dal sé. il vero criterio è quando il sé non ha il senso di s. voi dite ho sperimentato, significa che leggo è ancora presente. come parlare del sé? non ha forma, è lo stato naturale che si mantiene al di là dei quattro corpi, che sono il corpo fisico, il sottile, il causale, ignoranza totale, il sopra causale, a conoscenza. io sono la realtà è anteriore al dio creatore o conoscenza. è il parà brahman che tutto trascende, immutabile ed inconoscibile. al di là del vuoto e dell'ignoranza è il quarto stato o non stato. colui che trascende per sempre il mondo sta in pace con sé e con gli altri. anche quando vi è un movimento nella coscienza, egli ritorna nella coscienza corporea, pur sapendo che egli else e che tutto è il sé, sempre ben ancorato in questa comprensione. la vera natura è al di là dell'alienazione e della liberazione, entrambe illusorie. ma se si resta a livello della coscienza corporea, non vi è alcuna libertà possibile. sono libero per un momento, e il momento dopo sono alienato, oppure quando sarò libero. ecco lo stato di chi non vive in sé. anche chi pretende di essere libero è immerso in un illusione peggiore. è un coccodrillo e ancora nella dualità della ricerca, e si infossa ancora più nell'oceano del mondo. per il saggio, l'idea di essere libero o alienato è una barzelletta. quando l'illusione svanisce e i nomi e le forme scompaiono, le parole tacciono. le catene esistono per colui che, pur brevemente o inconsapevolmente, si identifica ancora col corpo. anche quando si medita sul testimone silenzioso o coscienza pura, vi è ancora dualità. se si dimentica anche l'io sono, allora il movimento mentale che dice io sono o eco sparisce. la sola cosa che resta da fare è vedere tutto quello che ostacola la realizzazione. per vivere quello, dobbiamo esserlo senza saperlo. dimenticare tutto è il solo mezzo. anche io sono il se dobbiamo dormire per conoscere il sonno profondo. l'io farà di tutto per sopravvivere.
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la nostra immaginazione, anche la più sottile, non potrà mai immaginare il sé. la riflessione, invece, se diventa un'abitudine, vi condurrà alla verità. senza la pratica del discernimento, resterete imprigionati nel cerchio dell'eco. se comprendete che non siete assolutamente né il corpo né i pensieri, come può il mondo della materia avere un legame con me? tutta l'energia dell'ignorante è utilizzata solo per rinforzare l'ego, credendo di eliminarlo. io sono un cercatore, io sono realizzato. ecco come nutrire proprio ciò che volete far sparire. con i vostri sforzi, il mondo visibile è effimero. il reale è ciò che non è transitorio. non può essere visto. l'osservatore, l'osservato e l'osservazione dipendono dalla mente. non può esserci un osservazione senza qualcuno che osserva. ciò che dite o sperimentate si produce a causa della mente. finché voi ci siete, l'ego sarà lì. per discriminare, giudicare, denigrare, i sensi sono gli strumenti dell'azione e quindi dell'ego. chi assiste alla morte del proprio ego può affermare, come il devoto poeta, "to karam, ho visto la mia morte con i miei occhi". la gioia che ne è derivata è senza pari. bisogna soprattutto lasciar perdere le vecchie abitudini.
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quando dite sono il sé, mettete il vostro ego sulle spalle del sé. non è quella concentrazione, le formule o le penitenze che capirete questo, ma al contatto di essere realizzati e soprattutto con la devozione al supremo. non ha un dio o un santo protettore. non serviranno gli studi delle scritture, nelle buone azioni, nei pellegrinaggi per esaudire tacitamente un desiderio. montano non servono i digiuni. il saggio mangia il suo malgrado digiuna. non ci dovrà essere nemmeno il sentimento di essere tutto e niente. non vi è il mondo da una parte e il sé dall'altra. l'illusione appare sue a partire dal sé, ma non appena si avvicina al sé, scompare definitivamente. l'illusione appare sul sé come un riflesso sullo specchio, ma non è in esso. delusione significa che qualcosa appare soltanto, quindi non esiste. se disponete cento secchi pieni d'acqua sul terrazzo al sole, vi saranno 100 riflessi. ma significa forse che vi sono 100 soli? ci si domanda come la realtà, che è senza forma, possa contenere l'illusione che si esprime come forma. è solo quando vi sveglierete dal sogno che capirete come il sogno apparentemente solido non è mai esistito. noi crediamo che vi sia qualcosa quando in realtà è solo il frutto dell'immaginazione e non vi è nulla. il mondo appare quando avvengono i concetti e non dura più di quelli. il concetto è la causa, il mondo è l'effetto. trascendendo tutti gli stati, i cinque elementi e la vacuità, ancora concetti, sparisce anche lì. io sono, e rimane la realtà senza alcun concetto. la nostra vera natura è come una donna che partorisce una finzione. il senso premo non sarà mai toccato dalle apparenze di nascite e morti. è reale come il nostro viso riflesso nello specchio, o di mille specchi. le immagini sono forse reali? anche i veda dicono: tutto ciò che è percettibile è effimero, un gioco e un'elucubrazione della mente. è l'implicazione della mente nel mondo che crea lo stato di ignoranza. tutto quello che fate nel mondo fa parte dell'illusione, ed anche se la conoscenza distrugge l'ignoranza, rimane anch'essa un'illusione. felicità e dolore fanno parte dell'illusione dualista. non vi è dunque nulla da cambiare. il non agire non significa rinunciare ad un'azione esteriore, anche quella di diventare un santo o di diventare ricco e in buona salute. significa non considerarsi un corpo e lasciare che avvengano le cose. intervenire per cambiare le situazioni vuol dire a crescere l'ego. se dirigete la mente verso il sé, questa si identificherà a lui. allora non ridiscenderete a livello del vostro corpo. siate nel corpo come un invitato in casa altrui. se siete il re, perché mettervi a pulire le strade? sbarazzatevi dal credere che gli oggetti esterni siano reali. sono convenzioni. ho creduto a mille ruoli che ho recitato, credendo di essere ognuno di essi, ma ogni forma è solo apparsa sul sé senza forma. una volta ben compreso quello che siete veramente, agite sempre di conseguenza. alcuni si sono risvegliati, ma sono poi ricaduti nella confusione per mancanza di vigilanza. jv insultano, insultano il corpo, non voi. risalite alla sorgente della collera. senza un distacco totale, non potete liberarvi dalle passioni. gli ipocriti che ammassano milioni ingannando gli altri con i discorsi sulla conoscenza del sé, non vanno certo nel senso del naturale distacco di chi è veramente realizzato. astinenza non significa rinuncia dolorosa, ma non più essere attaccato ai sensi.
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comportarsi con generosità nel quotidiano temporale mondano significa dare spazio, lasciare gli altri liberi di aver punti di vista diversi. voler imporre il proprio indica tendenza all'intransigenza e alla censura. non occupatevi degli affari degli altri, poiché si rischia di non vedere la loro essenza profonda, che siete anche voi.
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osserviamo ora le caratteristiche dell'ego. dire sono il corpo o questo è mio, significa creare impedimenti o catene all'essere nella sua autenticità.
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al contrario, essere convinti che non sono il corpo, nulla mi appartiene, poiché non esisto, è liberazione. vi sono quattro porti o veli che ricoprono la realtà. si riferiscono all'individuo, ma anche all'universo che lo circonda. il primo corpo è il corpo fisico o grossolano. il secondo, il corpo sottile, che include la mente, i sensi, intelletto, il sogno notturno, eccetera. il terzo è il corpo causale o ignoranza. il quarto è il sopra causale o sorgente della conoscenza. rispetto all'universo, vi è il corpo cosmico fisico, il corpo sottile e non manifestato, ed infine la sorgente della conoscenza o illusione primordiale, mula maya o dio. si tratta di disidentificarsi da ciascuno di questi corpi. dopo essersi definitivamente disidentificati dai primi tre corpi, si arriva al sopra causale o turria, alla coscienza di essere o io, sotto forma di sacci da nanda, essere coscienza beatitudine. un senso di unità senza limiti pervade l'individuo. la mente è all'origine dell'alienazione, ma anche della liberazione. il corpo sottile si trova tra dio o sacci la nanda e dall'altra i sensi grossolani e i cinque elementi. a causa della pesantezza dell'intelletto, allo stato di veglia, voi credete alla realtà di questo mondo. se riusciste almeno una volta, ma con una profonda convinzione, ad affermare io non esisto, potrete intuire la realizzazione. quindi, anche l'ego sottile, che si identifica a dio, ed abbandonare io sono, o quarto velo, che dà vita al corpo, che sarebbe un cadavere senza di esso, deve essere trasceso. al di là del io sono testimone, si trova la realtà finale, ove non c'è né alienazione e liberazione. il sé supremo si trova al di là di qualsiasi stato. vi è stato detto che siete la coscienza o conoscenza, perché voi possiate capire correttamente. ma se lo affermate, siete ancora nell'ego sottile. certamente sa che dovete abbandonare senz'altro qualsiasi affermazione, da quella di sono un uomo, fino a sono il sé o sono risvegliato. sono illusioni. il sé supremo è al di là della conoscenza e dell'ignoranza. praticate quindi l'introspezione per negare qualsiasi concetto e identificazione. anche il dio creatore si rivela un nulla, poiché è solo immaginario. ciò che resta è la realizzazione senza concetti, né tnt, in sé supremo non identificabile. se vi è un io sono, vi è via automaticamente anche un tu sei, quindi dualità. la natura della dualità è quella di dimenticare il sé e di focalizzarsi sui cinque elementi e sugli oggetti esterni. la natura dell'illusione è tale che essa cerca sempre di conoscere ciò che succede e di dimenticare ciò che precede. tutto questo, l'oblio e la conoscenza, fanno umano in mano. in tal modo, non appena si dimentica il sé profondo, sorge lo spazio nel sé. non essendoci né tempo né luogo, nulla può essere percepito, ossia non vi è possibilità di percepire oggetti. non appena sorge la percezione, si creano i concetti di spazio, tempo, quindi gli oggetti ad essi legati. all'origine della creazione, tre cose furono create: lo spazio, il tempo e la materia. così si è manifestato il mondo. apparve al momento in cui l'avete percepito, ma in realtà nulla è successo. non vi è rinascita per colui che comprende che il mondo è la sua creazione mentale.
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la mente è fatta solo di pensieri, parole, e quando riposa silenzioso, tutti i sogni, i dubbi, i pensieri svaniscono. resta il nulla, ma anche quel nulla, quel vuoto, ancora un concetto, deve essere sorpassato.
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rimane solo colui che sa, tutto trasceso.
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infine, anche quelli o testimone deve essere abbandonato per realizzare e vivere ciò che è oltre la conoscenza e l'ignoranza. è un'illusione dire io, tu, dio o demone. anche la preghiera è un'illusione. il vero asceta ha la mente libera da qualunque concetto, quelli legati al bene o al male, poiché hanno perso significato per lui. l'esperienza effettiva della verità ultima è la prova finale. se la cercate solo per mezzo della logica, del ragionamento, o con rituali, sacrifici corporei ed esperienze spirituali, sarete delusi. anche se arrivate alla soglia ultima della coscienza pura, c'è una punta di orgoglio. si infiltra in essa, ricadrete nell'ignoranza.
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gli oggetti che hanno un nome e una forma sono effimeri, non hanno esistenza propria ed esistono solo grazie all'abitudine di nominarli. che uno sia rea fachiro dagli immensi poteri mentali o abbia raggiunto il divino, dovrà morire. la realtà, invece, non è mai stata creata, quindi nulla potrà distruggerla. osservate e l'esperienza del sonno. lì la percezione di vostra moglie o marito sparisce, poiché esistono solo quando li percepite. nel sogno, la coscienza proietta un altro mondo. quando lo spazio e gli oggetti sono creati nel sogno, esiste davvero uno spazio? no, è la coscienza che crea questo spazio. essa è il supporto di un mondo intero e di altri mondi.
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allora perché non creare un altro mondo in questo stesso mondo? finché credete di essere un corpo limitato, non avete nessun potere. mentre in realtà, tutto quello che pensate o avete pensato può prodursi. al risveglio, tutto si dissolve. tuttavia, il potere fa parte ancora dell'illusione. senza coscienza, non vi è mondo. il saggio è libero dai concetti io sono e io non sono, da non confondere con l'oblio. tutto quello che si può ricordare non è quello che siamo, cioè il sé. il sé, essendo al di là di qualunque pensiero e sensazione, non ha bisogno di essere ricordato. è sempre presente e al di là di ogni congettura o attesa. per arrivare alla resa della mente, è bene osservare passivamente le fluttuazioni ai meandri dei pensieri ed esserne testimoni. i pensieri moriranno naturalmente. rifiuterete tranquillamente ogni idea che possa riferirsi al corpo. per eliminare il senso di isolamento che spinge la mente a cercare illusorie soddisfazioni, la paura resterà finché vi identificate a qualcosa che non siete mai stato. la mente è un aggregato di memorie. quando abbandonerete l'una dopo l'altra le memorie che vi legano alla massa di ricordi ripetitivi, questo sparirà. il meccanismo dei desideri è legato al ricordo degli oggetti conosciuti, alimentato dalla speranza di gioirne ancora o di evitare il dolore. la mente non sarà mai vinta senza il discernimento e la riflessione. cercare qualcosa di diverso dal sé conduce alla dualità. la determinazione, la devozione sono il miglior modo di giungere alla meta. a volte il maestro cerca di disorientare il discepolo con delle contraddizioni, come coan zen. percepire un oggetto e definirlo logicamente fa parte della natura della mente da scardinare. il culmine è rimanere fissi nello stato naturale. la meditazione e la pratica vengono dopo. i pellegrinaggi sono lo stadio più basso. quando dite che questo corpo vi appartiene, significa che non siete il corpo. di identificativi dicendo spesso non sono il corpo. come il bambino crede all'esistenza di mostri immaginari, l'uomo ordinario crede alle produzioni mentali. quindi sbarazzatevi dalla vostra abitudine passiva di immagazzinare informazioni. disimpara te tutto quello che avete appreso. il sé non può essere realizzato con la pratica, ma la pratica resta indispensabile per rompere le abitudini mentali. l'ignoranza corpo causale e la conoscenza mescolata l'ignoranza corpo sottile sono all'origine dei cinque elementi che creano questo mondo di sogno. malgrado l'apparenza di autenticità, le esperienze generate nel mondo sono totalmente false. come fantasmi ci invadono. creiamo una miriade di nomi e di forme, dimenticando la loro essenza. quando i fiori sono intessuti insieme ad un filo, si dà loro un nuovo nome di arlanda. non sapere chi siete significa che la vostra esistenza non ha nessun valore. siete solo il risultato del passatempo piacevole dei vostri genitori. i sogni sono il riflesso della vostra mente, e così nello stato di veglia vedete solo ciò che volete. potete vedere perché questa città si chiama bombay? semplicemente perché avete deciso quel nome. lo stesso dicasi per corpo, a cui vi identificate al punto che senza di lui vi sentite una nullità. così sul punto di morte, né cercate subito un altro. la vostra esistenza nel mondo è solo una ripetizione di memorie vissute al momento della nascita o del concepimento. il vostro nome non esisteva prima della vostra nascita e sparirà dopo la morte. in india, dopo qualche giorno dall'incenerazione, il nome viene dimenticato. invece di ricordarvi che siete solo il sé che vi ha sempre accompagnato, pensate solo a quel nome imposto. non avete una sola prova della vostra esistenza, tranne un pensiero. allora cercate di non preoccuparvi di cose così inutili come la nascita e la morte. una persona che non esiste, non è nata e non morirà mai. chi è questo io che cerca rifugio, cibo, famiglia? siate voi o il corpo, cos'è questo io? chi ha compiuto questo gesto? la mano. sono la mano. in seguito, si tratta di mettere in pratica le vostre conclusioni. a ogni volta che volete conoscere o ditte di sapere che cos'è il sé, ve ne allontanate. nemmeno il silenzio può descriverlo, nemmeno il sonno profondo, che ha ancora un concetto. il concetto di assenza di pensiero è ancora un pensiero. è uno stato senza stato, inconcepibile. solo il vero maestro realizzato vi libera dai concetti e dai legami illusori. i vostri cari, invece, stringono la morsa che vi incolla le cose del mondo irreale. la paura vi attanaglia quando credete di perdere parenti o possessi. nello stato naturale, cessa ogni paura. il saggio vive spontaneamente e in perfetto accordo sempre con quanto afferma. lo stato in cui si sperimenta non sono il corpo, equivale alla morte. è risvegliato, è distaccato dai quattro corpi ed è morto ben prima della morte del corpo. così l'essere, fuori dal tempo, nasce ed è nato uccidendo la morte. la fase del sacci da nanda o coscienza pura fa ancora parte dell'ego, ed è come la luna crescente che brilla fulgida nel cielo. nella fase finale, il maestro aiuta ad immergervi nella realtà finale. questa è comparabile a la metà oscura della luna. c'è oscurità totale, poi l'oscurità si dissipa e siete nello stato senza stato del sé. lì la meditazione non serve più, ma prima di questo, essa è indispensabile per sciogliere le memorie e le associazioni mentali. molti smettono di meditare credendo di essere arrivati solo con la comprensione intellettuale, e perché trovano la pratica fastidiosa. non è perché ci cospargiamo il capo di cenere o altri segni esteriori che possiamo sentirci realizzati. anche un macellaio che continua il suo mestiere può essere realizzato senza che nessuno se ne accorga. mettete costantemente in pratica quanto detto qui. meditate, rileggete una frase di un saggio realizzato, impregnatevene, scartando tutto ciò che non serve, coltivando un desiderio ardente. il tempo non esiste, non preoccupatevi.
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