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Come SOTTOLINEARE le PAROLE CHIAVE per STUDIARE meglio e più velocemente

Alessandro de Concini - ADC8:52

Transcription

Bella, eh, quella sensazione di aver passato un bel pomeriggio produttivo a evidenziare in giallo fluo paragrafi su paragrafi su paragrafi del libro che state studiando. Quella soddisfazione che si prova quando guardi una pagina un po' vissuta pensando: "Ma sì, oggi ho proprio fatto il mio!". E poi, però, di quei paragrafi ci ricordiamo due o tre passaggi a stento e dobbiamo tornare a rileggerli e rileggerli e rileggerli almeno altre 10 volte prima che qualcosa ci entri in testa. Questa è la vita degli studenti.

Ma perché va così? Che cos'è che ci manca per leggere e ricordare veramente le informazioni che ci passano sotto gli occhi? Tra le varie cose, mancano loro: le parole chiave. Ma per poter capire che cosa sono e come utilizzarle, prima di tutto partiamo dall'inizio. Perché prima di poter trovare le parole chiave, dobbiamo capire con quali argomenti abbiamo a che fare. Dobbiamo prendere un pochetto di familiarità con il libro stesso, dobbiamo esplorare un po' il testo.

Il motivo è semplice: leggere e basta, leggere a caso, soprattutto, non porta da nessuna parte. Se vi capita di leggere, sottolineare ma male, e poi rileggere ancora, è perché non state attaccando il testo come si deve. Non vi siete calati nella parte dei cecchini che mirano al bersaglio, cioè le informazioni che volete comprendere e ricordare. State più che altro vagando alla cieca e quando pensate di esservi imbattuti in qualche concetto importante, lasciate un segnale, una briciolina di pane per ricordarvi di tornarci sopra in un secondo momento. Questa è l'evidenziazione di una frase intera, ma questo è anche un errore, un errore grave, gravissimo.

Quando apriamo i libri di studio, dobbiamo avere l'atteggiamento di chi vuole appropriarsi delle informazioni, chi vuole cercare e capire, chi vuole sapere. E questo è il primo passo per addentrarsi nello studio fatto bene. Ed è la base di ciò che insegno nel mio manuale di lettura gratuito, che non a caso si chiama "Leggere per sapere". Lo trovate in descrizione, è arrivato a oltre 880.000 download, è gratuito, quindi andate a vedere, scaricatevelo, leggetevela.

Ora, mettiamo che abbiate aperto il libro con tutte queste buone intenzioni. Quali sono concretamente i primi passi da fare sul testo? Per prima cosa, cominciate a prendere confidenza con il materiale. L'obiettivo, in questo momento, è farvi una prima impressione guardando con occhio critico l'indice, le immagini, le didascalie, gli eventuali grafici. Insomma, dovete analizzare quello che tecnicamente si chiama paratesto, ciò che sta intorno al testo. E se il libro o il manuale fosse un muro di testo brutale, senza niente? Beh, la soluzione, in quel caso, è soltanto una: ragionare sulle conoscenze pregresse e richiamare le informazioni che abbiamo già sulla materia. Queste conoscenze pregresse vengono chiamate anche preconoscenze e sono importantissime. Ci ho anche fatto un video sopra, in cui appare Mario Polito, ovvero esperto dell'argomento. Andate a recuperarlo, vi lascio il link da qualche parte.

Fatto questo, ora il libro non è più un mattone spaventoso che avete paura anche solo di guardare. È un po' più familiare, ma non del tutto. Bisogna fare anche un altro passo: bisogna cominciare a porsi delle domande, a fare delle teorie, delle supposizioni e dei ragionamenti. E noi che cosa facciamo, invece, normalmente? Saltiamo del tutto questa fase, con il risultato che non fissiamo degli obiettivi rispetto alle informazioni che vogliamo o dobbiamo ricavare dal testo. Insomma, ci buttiamo sulla lettura senza avere una direzione chiara né alcun tipo di aspettativa. E, in altre parole, poi finiamo per leggere passivamente. Questa cosa va eliminata. Poniamoci delle domande, fissiamo degli obiettivi e poi andiamo a prendercela.

A questo punto siamo alla fine della nostra fase esplorativa del testo. Questo è il momento di farsi un'idea degli argomenti che ci troveremo davanti. Occhio, però, perché qui non dobbiamo ancora affrontare la lettura vera e propria. Ci limitiamo, invece, a scorrere il testo facendo quello che viene definito skimming. Raccoglieremo un po' di indizi sull'argomento facendo attenzione a come sono disposte le informazioni, dando un colpo d'occhio ai concetti in grassetto, che saranno quindi quelli segnalati come importanti dall'autore o dall'autrice del libro. Passeremo gli occhi rapidamente sulle frasi e, soprattutto, cercheremo di capire se ci sono delle altre domande da aggiungere a quelle che ci siamo già fatti, o se riusciamo ad intuire dove sono le risposte.

Tra l'altro, c'è un altro esercizio molto simile allo skimming che consiste nello scorrere la pagina cercando, però, delle specifiche informazioni, le risposte alle domande che c'eravamo fatti. Che è quello che facciamo quando dobbiamo rispondere ai test di comprensione del testo. Ecco, quello si chiama scanning e ci aiuta a capire a che punto del testo affronteremo specifici argomenti che ci interessano. La scelta, fra lo skimming o lo scanning, è personale. Potete scegliere tranquillamente quello che vi piace di più fare, tanto svolgono più o meno la stessa funzione. In ogni caso, né skimming né scanning vanno mai scambiati per lettura vera. E lo ripeto: non fate affidamento su questa fase pensando che possa bastare questa volata sul testo per ricordarsi qualcosa, oppure fatelo sapendo di andare incontro al disastro totale, che poi è quello che fanno i lettori cosiddetti veloci, tridimensionali, roboanti, fuffa, tutta fuffa.

A questo punto, finita la parte esplorativa, si inizia a leggere per davvero. Si legge tenendo il segno e facendo il punto della situazione alla fine di ogni periodo. Io la chiamo puntualizzazione, analizzando il contenuto informativo, soffermandosi criticamente sulle parole singole per capire esattamente quale informazione dobbiamo trarne. Se vi aiuta, dopo ogni punto fermo, fatevi proprio una domanda aperta nella vostra mente: "Che cosa mi dice quello che ho appena letto? Qual è il concetto principale?". Solo quando sentite di saper rispondere, potete passare finalmente al punto successivo, cioè cercare le parole chiave. Quello che dà il titolo a questo video, infatti.

A questo punto, tutti i concetti che avete letto e compreso devono in qualche modo essere fissati. Deve rimanere una traccia, in qualche modo una traccia che possa anche essere poi riutilizzata in futuro. E qui viene il bello: ci vuole l'appiglio per la memoria, il gancio che ci servirà per ricordare il discorso anche quando non avremo il libro sottomano, che ci aiuterà a costruire il nostro schema. Sì, perché cercare e individuare una parola chiave ci costringe ad uno sforzo cognitivo utilissimo per edificare le informazioni e poi ricordarle. Ed è ben diverso dal sottolineare una frase o un paragrafo. L'esercizio di rintracciare singole parole chiave in grado di trasmettere un intero concetto è molto complesso, impegnativo e tremendamente necessario. Bisogna essere chirurgici in questa ricerca. Non si sottolinea la frase importante o l'intero paragrafo. No, non si tirano linee chilometriche sul foglio. L'obiettivo è trovare la sintesi dell'intero contenuto, singole parole che ci permettono, messe insieme, di richiamare un intero concetto.

Ora che sappiamo a che cosa servono le parole chiave e quando vanno rintracciate, dobbiamo capire come si trovano e che cosa ce ne facciamo dopo. Anche se un po' di anticipazione l'ho già fatta, mi sono fatto prendere la mano. Hanno due caratteristiche principali: senza di loro, la frase mancherebbe di contenuto, non ci direbbe assolutamente nulla di rilevante. E poi, appena le leggiamo, riusciamo a recuperare una sequenza di informazioni, ci fanno tornare in mente delle cose. Quando non riuscite a valutare quali siano le parole chiave che rispondono a questi due parametri, è perché quasi sicuramente avete fatto i furbi o le furbe e non vi siete soffermati o soffermate su ogni periodo per capire quali fossero le informazioni centrali su cui concentrarsi. Alla domanda "Qual è il contenuto centrale?" deve quindi seguire: "Quali sono le parole che trasmettono quel contenuto?". Tassativamente.

A fianco delle parole chiave, possono essere sottolineate anche formule, date, percentuali, nomi di persona, dettagli tecnici. Insomma, tutto ciò che è imprescindibile nel discorso. E questo è fondamentale anche per evitare di sottolineare parti di testo un po' a caso, tagliuzzato qui e là. Le informazioni da ricordare, dobbiamo leggerle in maniera intenzionale, attentissima, interrogando, selezionando, scremando, valutando periodo per periodo. Ma per quanto l'impegno che ci avete messo per trovare queste parole chiave, sceglierle, sia fondamentale per il vostro studio, il lavoro sulle parole chiave non finisce qui. E no, perché a questo punto i nostri appigli per la memoria vanno usati per strutturare uno schema, come avevo spoilerato prima, per ogni argomento trattato, uno schema per ogni argomento.

Qui sta il bello delle parole chiave: da sole ci ricordano un concetto, ma inserite in uno schema e collegate tra loro, ci permettono di ricostruire l'intero ragionamento, l'intero contenuto, tutto quello che dobbiamo sapere. Quando questo metodo di lettura efficace, che poi spiego molto più nel dettaglio in "Leggere per sapere", scaricatelo, è gratis, trovate i link qui sotto, diventa naturale e fluido, lo studio diventa molto meno spaventoso. La quantità di informazioni da ricordare per ogni esame o interrogazione diventa meno impressionante e i concetti diventano nostri veramente, senza rischiare che si sfilaccino appena chiudiamo i libri.

Ultimissimo consiglio, poi vi lascio andare: le parole chiave possono anche essere originali. Se ve ne vengono in mente alcune in più per sintetizzare il contenuto di un periodo e volete appuntarle al margine del foglio, è perfetto, va benissimo. Anzi, state già entrando così nella fase di rielaborazione delle informazioni, è ottimo. Per essere efficaci, le parole chiave devono essere il punto di arrivo di un ragionamento personale e se arrivano direttamente da una sintesi elaborata da noi, è ancora meglio. E se dopo tutto questo, e dopo aver scaricato il manuale "Leggere per sapere" in descrizione, che è gratuito, 80.000 download, vi accorgete che improvvisamente leggere un libro è diventato difficile e impegnativo, ottimo! Avete appena sbloccato uno degli step fondamentali del metodo di studio. È efficace? Certo. È efficiente? Certissimo. È pure faticoso, ma i risultati sono impareggiabili. Ne vale la pena. Fatemi sapere se applicate il metodo o se intendete applicarlo. Ci vediamo al prossimo video.