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Il lampo – Giovanni Pascoli | Analisi e commento 🎇

Diario di Charlotte•8:02

Transcription

Buongiorno, buon pomeriggio, buonasera. Andiamo avanti con le videolezioni. Stavolta le zone analizziamo insieme il lampo. Prima però mi piace li sopporto e iscrivetevi al canale.

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Innanzitutto, il lampo continua la serie dedicata al meteo di il nostro poeta preferito, Giovanni Pascoli. Infatti, noi leggermente me temporale, il lampo e il tuono. Il lampo fa parte della sezione tristezze, insieme anche al trono, ed è la nona poesia. Siamo sempre all'interno di merce. Se non avete ancora visto la mia video lezione su Giovanni Pascoli, dove parlo della raccolta Myricae, nella lascio qui sopra. Anche qui troviamo una ballata, piccola, però in questo caso non sono più settenari come ne il temporale, ma sono endecasillabi. Lo avevo già detto, ma ripeto, non fa mai male. Che di fatto abbiamo una triade temporale, il lampo, il tuono sono una sorta di trittico da leggere insieme. E infatti, questo noi faremo. Dobbiamo confrontare il lampo e il tuo. Troviamo nella notte nera. Nella notte nera racchiude la poesia il campo ed apre la crisi al tuono. Notiamo anche che il lampo vede sensazioni visive, mentre il tuono uditive. Inoltre, come appare chiaro, stiamo parlando di fenomeni naturali che sono un pretesto per far emergere il sentimento del porta.

Cielo e terra si mostrò qual era. La terra ansante, livida, in sussulto. Il cielo ingombro, tragico, disfatto. Bianca, bianca nel tacito tumulto. Una casa a pari spari d'un tratto. Come un occhio che largo, esterrefatto, aprì si chiuse nella notte nera.

Vediamo ora una breve parafrasi e poi ci immergiamo in questa poesia bellissima. Il cielo e la terra si mostrarono quali erano. La terra era affannata, buia, in fermento. Il cielo invece pieno di nuvole, tragico, a pezzi. Una casa candida apparve e spari di colpo nella tempesta silenziosa, come un occhio che spara mancato, stupito, aprì si chiuse nella notte oscura. Come vedete, alla luce di un lampo si mostra l'aspetto della terra e del cielo, che sono scossi dalla tempesta. In questo momento appare una casa bianca, che viene paragonata da Pascoli ad un occhio stupito e dilatato. Vi ricordo che l'elemento della casa, il casolare bianco, fa parte anche della poesia temporale e non è un caso. In questa dirk a troviamo un significato simbolico importante. La vita dell'uomo è come un lampo che per un attimo rivela la realtà delle cose. È infatti l'occhio che si spalanca stupito, in realtà è l'occhio del padre di Pascoli, poco prima della sua morte, avvenuta 10 agosto 1867. Sapete che Pascoli ha raccontato la morte del padre nell'iconica poesia 10 agosto, che abbiamo già studiato insieme. Noi però, come mai possiamo dire con certezza che questa poesia abbia questo significato? Perché ce lo dice Pasconi. Infatti, troviamo in una prefazione a Myricae i pensieri che tuo padre il mio benedetto facesti in quel momento, in quel butter dal. Il momento fu rapido, ma i pensieri non furono brevi e pochi. Quale intensità di passione, come un lampo in una notte buia, buia, dura un attimo e ti rivela tutto.

Un cielo pezzato, lastricato, squarciato, affannato, tragico. Una terra irta, piena d'alberi neri che si inchinano e si svincolano, e case e croci. Quindi, come vedete, qui Pascoli racconta a pieno l'esperienza della morte del padre. E nella prefazione troviamo dei chiari riferimenti a quella che è l'esperienza del lampo. Nei Pascoli non racconta semplicemente un fenomeno atmosferico, ma racconta un vissuto emotivo. E lo fa anche tramite nessi analogici. Questa poesia dal punto di vista retorico è molto significativa. Troviamo una climax ascendente: ansante, livida, in un sussulto. Ingombro, tragico, disfatto. Vedete poi delle metafore: la terra che, nonostante il cielo che è tragico, che peraltro possono anche essere un po' considerate, in particolare il cielo tragico, quasi delle personificazioni, perché un la tragedia non non essere tragica si dice a qualcuno quando si comporta in modo esasperante, no, ed esasperato. Ecco, il cielo è tragico. Troviamo poi ana di plotino, la ripetizione: lager minacce di anca, bianca, perché Pascoli il prete bianca, bianca, perché effettivamente questo biancore emerge molto, proprio grazie anche alla ripetizione. Infatti, anche la prefazione non troviamo bianca, bianca, ma nera, nera. Abbiamo poi il tacito tumulto, quindi la tempesta silenziosa, che è uno stimolo, perché appunto la tempesta si percepisce visivamente, mentre appunto età ci dà però, quindi è silenziosa e quindi sentiamo il silenzio con l'udito e proviamo anche l'allitterazione del suono tacito tumulto. Troviamo poi antitesi e parlano ma al via nel caso di affari spari, perché perché chiaramente apparir spari quando abbiamo lampo, lo ritroviamo un antitesi, un contrario. E la similitudine, che è chiave di questa poesia, come un occhio spalancato. La scelta infine di utilizzare l'ex omni, la strozzatura del verso con largo esterrefatto, aprì si chiuse nella notte nera, anche qui un'altra antitesi di fatto, no, si aprì si chiuse.

Spero che questo video vi sia piaciuto. Io penso che sia importante andare ad approfondire quello che il vissuto emotivo del Pascoli per comprendere appieno queste poesie, che spesso a scuola vengono banali date un po' per la mancanza di tempo, ma che in realtà andrebbero studiate parola per parola, perché nascondono tantissimo i meccanismi, tantissime figure retoriche che meritano di essere riscoperte, analizzate. In queste poesie vi lascio alla prossima video lezione.

[Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica]