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Negli ultimi anni sta emergendo un problema serio: l'uso intensivo di chatbot con l'intelligenza artificiale, ricerche basate su riassunti con intelligenza artificiale e social network.
Ecco, tutto questo sembra essere collegato a un peggioramento delle capacità cognitive, soprattutto nei più giovani. Quello che sta emergendo da una serie di studi è che quando le persone usano strumenti AI per scrivere o informarsi, producono dei risultati più poveri, più generici e meno approfonditi.
In uno studio della Wartle School, chi usava riassunti generati con intelligenza artificiale produceva dei consigli banali, tipo "mangia sano, bevi acqua", che ovviamente sono importanti, ma hanno, come vedete, una certa banalità. Mentre chi cercava manualmente produceva dei contenuti più ricchi e articolati.
Perché questo? Perché l'EI tendenzialmente trasforma un processo attivo in uno relativamente più passivo. Non cerchi più, non valuti più, non selezioni più. Ora, chiaramente, sto esagerando volutamente per passarvi il concetto. Di fatto, Lei decide per noi troppo spesso.
C'è un celebre studio degli ultimi tempi del Meet in cui è emerso che gli studenti che scrivevano con CHGPT non ricordavano quasi nulla di ciò che avevano scritto. L'83% non riusciva a citare neanche una frase dopo un minuto. Chi scriveva senza AI invece ricordava molto di più.
Nuovi studi come quello del UCSF mostrano che i ragazzi che passano tre ore al giorno sui social performano peggio in lettura, memoria e lessico. Il motivo più probabile è legato al tempo sottratto a cosa? Alla lettura, al sonno, allo studio e attività più stimolanti.
Un dato generale che emerge ed è preoccupante è che il problema colpisce principalmente i più giovani. I punteggi, vi faccio qualche esempio, i punteggi lettura negli Stati Uniti sono ai minimi da decenni. Questi sono dati aggravati poi dall'aumento di tempo sullo schermo durante la pandemia.
Il rischio, eh, che gli studiosi temono è un mix esplosivo: cioè più uso delle AI per studiare, quindi minore coinvolgimento del cervello, più social compulsivi, sempre più compulsivi, meno tempo per attività che fanno crescere la mente, come per esempio la lettura.
Ecco, concedetemi un minuto. Noi facciamo troppe pause, anche le pause sono diventate telefono. Sei sul WC, telefono. Quando aspetti la metro, telefono. Aspetti un amico al bar, telefono. Le nostre pause sono diventate tutte pause telefono. Prima dell'estate ne parlavo con dei miei colleghi. Tra tutte queste pause telefono dovremmo fare, pensavo, una pausa libro anche di 5 minuti per riscoprire i tempi normali, non quelli compulsivi.
Questa idea mi è piaciuta talmente tanto che ho scritto un libro che ho voluto chiamare "Pausa Libro", che contiene 101 pillole di scienza e di cultura per quando posi il telefono. Se volete, vi lascio il link qua sotto, lo trovate comunque su Amazon.
Quindi, tornando al nostro discorso, come bisognerebbe usare al meglio l'AI e i social, le ricerche? Questo non sono io che lo dico, eh, sono ricerche. Vi lascio poi tutti i link di tutte le referenze in descrizione nei commenti. Le ricerche suggeriscono delle strategie concrete, a volte anche molto dure.
Con i social bisognerebbe imporre zone senza telefoni, per esempio zone da tavolo quando si mangia, camera da letto. Questo, secondo gli studiosi, aiuta più di limitare gli orari. Siamo d'accordo che è una cosa quasi, come dire, utopistica, molto molto idealistica, perché ormai noi siamo dentro questa roba qui, quindi è difficile distaccarci, però teoricamente gli studi, gli studiosi suggeriscono questo.
Poi non serve eliminare lo schermo, in realtà servirebbe sempre, secondo alcuni studi, vabbè, non fa niente, cade. Serve evitare lo scroll passivo, quello ci frega tantissimo, perché il telefono può essere anche una fonte di informazioni e quindi uno strumento estremamente intelligente. Il problema è quando noi facciamo lo scroll passivo, boh, boh, siamo passivi. Ecco, quello è da evitare.
Con l'AI invece, il risultato più interessante arriva dal Meet. Chi scrive, ascolta, questo è interessante, chi scrive prima da solo e poi utilizza l'E come supporto, usa il cervello molto di più. Questi sono i risultati di una serie di studi. Chi invece usa l'AI dall'inizio, cioè non ha mai scritto, per esempio, a mano nero su bianco, chi usa l'AI dall'inizio riduce al minimo l'attività cerebrale e memorizza poco o niente. È un po' come la calcolatrice. Tu prima impari a fare i conti, poi la usi per farli in maniera più veloce.
Eh, io personalmente uso molto le chat generative, chat GPT, Gemini, assolutamente, ma tutto il processo di scrittura nasce da me, dalla mia mente sempre, è la mia testa che genera il tutto. Il chatbot lavora a servizio della mia creatività, comunque vi confido che spesso li mando a quel paese e credo che non ci sia consiglio più sincero che posso darvi. Ogni tanto mandiamo a quel paese i chatbot generativi perché la nostra mente, secondo me, alla fine, soprattutto in un contesto creativo, è 10 spanne avanti. Questa è la mia considerazione personale.
Grazie mille per avermi seguito fino alla fine. È una tematica tanto delicata quanto interessante. Fatemi sapere se ci sono altri spunti, scrivetemeli nei commenti, così che io vi leggo, vi leggo sempre, anche se non rispondo a tutti, ma vi leggo perché poi prendo spunti per eventuali altri video. Fatemi sapere, vi abbraccio fortissimo e ci vediamo sempre qui su Jopop nella vita di tutti i giorni. Ciao ciao ciao. Trovate Pausa Libro su Amazon. Ciao ciao ciao ciao ciao.