Transcription
La luna e i falò di Cesare Pavese, scritto nel 1949, è una delle opere più significative della letteratura italiana del dopoguerra. La storia segue il protagonista, soprannominato "Anguilla", che torna nel suo paese natale nelle Langhe, in Piemonte, dopo aver trascorso molti anni in America. Il romanzo esplora temi come l'identità, il senso di appartenenza e il contrasto tra il mondo contemporaneo e la vita rurale.
La storia inizia quando Anguilla, tornato emigrante dall'America dopo la Liberazione, ripensa alla sua vita: nel corso dei trentadue capitoli che compongono l'opera, il lettore si perde nei ricordi, spesso tristi, che il protagonista rivive insieme all'amico Nuto, da quando, neonato, era stato abbandonato all'ingresso del Duomo di Alba e quindi portato all'ospedale di Alessandria, dove era stato adottato da Padrino e da Virgilia, che per questa adozione ricevevano una mesata di cinque lire. In seguito alla morte di Virgilia e ad una grandinata che aveva distrutto la loro piccola vigna, Padrino aveva deciso di vendere il casotto dove vivevano. Anguilla si era allora trasferito alla fattoria della Mora, dove aveva iniziato a lavorare per la prima volta. C'era benessere in quel casale insieme a sor Matteo e alle tre figlie, Irene, Silvia e la bella ed inquieta Santa. Pur essendosi affezionato a loro a quell'epoca, una volta tornato dall'America, aveva preferito non rivederli.
Dalla narrazione emerge l'importanza per ognuno di avere un paese, una famiglia, un punto di riferimento che leghi alla vita; di questo Anguilla si rende conto quando, lontano dalla sua valle, viene richiamato alla sua patria proprio da quel senso di appartenenza al suo paese che si porta dentro insieme alla nostalgia. Rivedendo i luoghi dell'infanzia, conosce il nuovo proprietario di casa, il Valino, e suo figlio Cinto, un ragazzo gracile e solitario. Quest'ultimo gli ricorda i tempi in cui lui era ragazzo e accende in Anguilla il desiderio di essere un esempio di vita per il giovane, così, quando il padre di Cinto, in preda a un raptus di follia, uccide la nonna e la zia, dà fuoco alla casa e si suicida impiccandosi, richiede subito l'aiuto di Anguilla e Nuto.
In seguito, il protagonista si informa circa la sorte di Santa, venendo a sapere che era diventata spia prima dei tedeschi e dopo dei partigiani, poi dei repubblichini, prima di essere uccisa quand'era ancora giovane. È con la scoperta di questa triste vicenda che si conclude il romanzo, ma sicuramente non il viaggio di Anguilla. Da ragazzo pensava che il paese in cui viveva fosse tutto il mondo, ma dopo aver viaggiato, è diventato più consapevole e si rende conto che il proprio paese è in fondo la propria famiglia. Il bisogno di tornare lo porta a ritrovare la stessa vita di un tempo, ma non le stesse persone. Il rapporto con l'amico Nuto diventa più maturo e si accompagna alla consapevolezza che, se non è sempre possibile aggiustare il mondo, tuttavia se ne possono conoscere gli archetipi, i ritmi, la terra, gli uomini e le loro storie, spesso disperate, sempre inquiete.
Analisi dell'opera
La luna e i falò recupera i temi civili della guerra partigiana, la cospirazione antifascista, la lotta di Liberazione, e li lega a problematiche private, in un intreccio drammatico che conferma la totale mancanza di appartenenza dell'individuo rispetto al mondo e il suo triste destino di solitudine. Il romanzo è un misto tra passato e presente e proprio per questo non è narrato nei minimi dettagli, ma vengono raccontati eventi che non sono collegati tra loro, se non dai pensieri e dalle riflessioni del protagonista.
Nel significato del titolo 'La luna e i falò' vi è il chiaro riferimento mitico al ciclo delle stagioni che affianca tutte le vicende del destino dell'uomo. La luna, che ha qui funzione di simbolo, serve a scandire il ritmo dell'opera e ad instaurare il rapporto tra la terra e il cielo. Il racconto è strutturato su due piani narrativi, quello dell'infanzia, con le sue scoperte e il desiderio di avventura e quello della maturità e della delusione. Ai bagliori dei falò, che venivano accesi di notte durante le feste contadine e, illuminando il cielo, rappresentavano per il bambino un momento magico e di scoperta, si contrappongono altri falò che comportano per il protagonista la perdita delle illusioni e la decisione di lasciare il paese. Uno di questi falò è reso dall'autore in senso metaforico con l'episodio dell'incendio che il padre di Cinto appicca al casotto di Gaminella, mentre un altro fa riferimento a quanto accaduto a Santa.
La luna e i falò ha ispirato la seconda parte del film 'Dalla nube alla Resistenza', uscito nelle sale nel 1979. Nel 2021 ne viene pubblicato un adattamento a fumetti ad opera di Marino Magliani e Marco D'Aponte.