Transcription
Nell'arco di tutta la sua vita, luigi pirandello scrive novelle. La maggior parte di queste sono raccolte in "Novelle per un anno", un'opera divisa in più volumi. Appare per la prima volta tra il 1922 e il 1937. Una seconda e una terza edizione revisionata vengono pubblicate nel 1932 e tra il 1937 e il 1938. Dal 1894 e fino al 1937, luigi pirandello si dedica alla scrittura di novelle con grande impegno. La prima raccolta, "Amori senza amore", esce nel 1894. Seguono "Quand'ero matto" nel 1902 e "Beffe della morte e della vita" nel 1902 e nel 1903. Nel 1922, di randello inizia a sistemare tutte le sue novelle e pensa 24 volumi. Riesce a pubblicarne solo 14 e "Una giornata", il quindicesimo, nel 1937. Ogni volume è il titolo della prima novella della raccolta. Lo scopo dell'autore era quello di offrire al lettore una novella al giorno per un anno. La struttura è quindi aperta: la narrazione non ha un centro, ma ogni novella è un frammento e non si arriva a una conclusione.
In questo vasto corpus, l'autore presenta diversi ambienti e tipologie di persone. Tutti possiamo distinguere novelle siciliane, novelli romane e novelle surreali, scritte negli anni '30.
Le novelle siciliane, ambientate nei pressi di dirigenti, sono caratterizzate dal grottesco che chiude deforma i personaggi e il loro equilibrio psichico. Fanno sorridere, ma triste; parliamo quindi di umorismo amaro. Le maschere dei personaggi sono spesso alterate dalla follia e dalla violenza; hanno comportamenti stravolti e compiono gesti inconsueti.
Le novelle roma ne raccontano storie legate all'ambiente piccolo borghese romano. I personaggi, condannati alla monotonia da un lavoro che non amano, conducono vite simili e ripetitive e soffrono di una follia che è quasi normale, e come se fossero chiusi in una trappola.
Le novelle siciliana e roma ne mettono in scena marionette, individui deformate sia dal punto di vista psichico sia dal punto di vista fisico ed espressivo. La riformazione si attenua nelle novelle surreali. L'umorismo stridente, tipico delle prime novelle, rappresentativo del sentimento del contrario, lascia spazio all'analisi della dimensione dell'inconscio. L'autore passa dall'osservazione di una realtà disgregata e ferita ad una sorta di contemplazione di ambienti fantastici e quasi allucinati. In tutte e tre le tipologie di novelle, le incomprensioni più tenaci e l'incomunicabilità più forte si annidano nelle free.
pirandello ha definito le sue novelle come "tanti piccoli specchi che riflettono la vita intera". Ogni novella è un frammento, una sequenza veloce e disorganica della cosima esistenza umana. La lingua che pirandello utilizza è un italiano medio borghese, senza virtuosismi né bassezze quotidiane. Il lessico mescola e legni colti e dialettali, linguaggio tecnico e il linguaggio burocratico.
Conosciamo ora due delle novelle più significative e cominciamo con "Il treno ha fischiato", pubblicata per la prima volta nel 1914 sul Corriere della Sera. Il protagonista de luca è un contabile tranquillo e paziente che, sottoposto a pressioni sia in casa che al lavoro, inveisce contro il capo ufficio dopo una sera aveva sentito il fischio del treno. La sua reazione è totalmente inaspettata e lontana dal suo modo di essere; porta i colleghi a credere che sia impazzito. de luca viene così chiuso in un ospizio. Solo un vicino di casa comprende i gesti di ben luca e capisce che l'uomo sia solo ribellato a una situazione davvero insostenibile. "de luca, signori, non è impazzito! State sicuri che non è impazzito! Qualche cosa deve essere accaduta, ma naturalissima!" I diversi punti di vista dei personaggi che intervengono delineano un percorso fatto a ritroso dalla follia improvvisa ai motivi scatenanti segnalati dal vicino di casa, che diventa così un narratore interno. La morale che pirandello vuole trasmettere con questa novella è che l'immaginazione e la fantasia sono l'unico strumento con cui l'uomo può liberarsi dalla quotidianità e dal peso insopportabile della monotonia e delle prevaricazioni. Il fisico del testo è una metafora del suono del treno; diviene metafora del viaggio della fantasia che porta il protagonista a liberarsi dalla prigione sociale in cui è rinchiuso.
"Una giornata", nel 1936, è forse la novella più suggestiva di pirandello e chiude il cerchio della sua produzione. Il protagonista svecchiato no l'ha vinta e gettarlo da un treno, si ritrova in una città sconosciuta e non ricorda nulla di sé e della sua vita prima di quel momento. Un'enorme amnesia lo porta a non riconoscere le persone, invece mostrano di conoscerlo e lo salutano. E disorientato, grazie a un autista, riesce ad arrivare a casa sua e trascorrere la notte come una donna bellissima. Il giorno dopo, però, si ritrova vecchia affinità e nipoti che non ricorda e la donna che era con lui il giorno prima non c'è più. Possiamo interpretare la novella come una metafora della vita che passa rapidamente e senza che l'uomo ne abbia piena coscienza. Questa novella, l'ultima, chiude simbolicamente l'opera di pirandello con un senso di solitudine, in potenza e angoscia. Leggiamo da "Una giornata": "Mi trovo a terra, solo, nella tenebra di una stazione deserta e non so a chi rivolgermi per sapere che mi è accaduto, dove sono?"