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La formazione dei minerali (tratto da Il Globo terrestre e la sua evoluzione)

Zanichelli editore5:31

Transcription

[Musica] le rocce granitiche sono una vera sfida per i free climber. Un appiglio può rompersi all'improvviso e la loro tipica granulosità le rende dolorose e taglienti.

I graniti sono invece ottimi per l'arredo urbano e domestico. Tagliati e lucidati mostrano una gradevole struttura olocristallina, composta da diversi minerali.

A volte di dimensioni maggiori e in ammassi di un unico tipo di minerale sono i cristalli che si sono formati in antichi bacini salati ormai evaporati, come il salgemma o alite, dalla tipica forma cubica. Più comune di quanto si pensi, il salgemma si forma anche nelle saline. Infatti, non è altro che cloruro di sodio, il sale da cucina.

Questo minerale giallo e zolfo i suoi cristalli ricoprono le pareti di una fumarola vulcanica che esala gas sul furei. Ma la quantità di zolfo così originato è esigua. Infatti, per scopi industriali si usa quello derivato da trasformazioni del minerale gesso in solfo, recuperato in miniere o estratto da grandi profondità con sonde speciali.

Questi sono solo alcuni esempi di ambienti favorevoli alla formazione dei minerali, ma non sono gli unici. Scopriamo uno alla volta i modi in cui può cristallizzare un minerale.

Se risalendo dal mantello il magma resta in poato nella crosta, il materiale fuso si raffredda lentamente in profondità prima di raggiungere la superficie. Gli elementi che lo compongono formano diversi composti chimici che si organizzano in strutture ordinate che costituiscono i cristalli. Così crescono i minerali. Quanto più lentamente si raffredda il fuso, tanto più grandi sono le dimensioni che i cristalli possono raggiungere. Un magma che cristallizza in profondità forma grandi cristalli, proprio come nelle rocce intrusive olocristalline. Invece, una colata lavica che si raffredda in superficie forma piccoli cristalli e, se il raffreddamento è troppo rapido, non cristallizza affatto, diventando solida in forma di vetro.

Vapori caldi ed esalazioni vulcaniche possono formare minerali per sublimazione. La temperatura dei gas che provengono dal sottosuolo è più alta di quella delle rocce superficiali. Quindi, quando gli elementi sospesi nei vapori toccano la superficie delle rocce, passano direttamente allo stato solido, aggregandosi in cristalli.

Nelle soluzioni acquose la precipitazione comporta la formazione di minerali a seguito dell'evaporazione di un golfo marino o di un lago salmastro. Una crosta di minerali ricopre l'antico bacino scomparso. Ma un precipitato si può formare anche in altro modo, ovvero se il solvente si raffredda progressivamente. Mentre la temperatura dell'acqua di diminuisce, si riduce anche la sua capacità assorbente e la soluzione diventa soprassata. Inizia così la cristallizzazione di specie mineralogiche che rispecchiano la composizione chimica della soluzione di partenza.

Minerali sono anche alcuni prodotti di attività biologica. Quando un mollusco forma la sua conchiglia, altro non fa che sottrarre sostanze all'acqua, per esempio carbonato di calcio, e trasformarle in minerali come la calcite, con i quali si cresce il guscio. Allo stesso modo si accrescono le ossa di un vertebrato che aumenta di dimensioni.

Infine, qualunque minerale generato da uno qualsiasi dei processi appena descritti può trasformarsi in un minerale diverso, pur restando allo stato solido. Infatti, se le condizioni di pressione o temperatura, o di entrambe, subiscono grandi variazioni, gli elementi contenuti nei minerali cambiano la loro disposizione spaziale e formano nuove specie mineralogiche. Così si è formata buona parte dei preziosi marmi usati nell'arte e in architettura. Le rocce formate da uno o più di questi minerali, spesso compatte e resistenti, si estraggono nelle cave di particolari aree geografiche sottoposte in passato a specifiche condizioni geologiche, ora mutate.

Ma quando smette di crescere un minerale? Naturalmente, quando vengono a mancare le condizioni alla sua formazione, cioè quando cambiano la temperatura o la pressione, o se almeno uno dei suoi elementi non è più disponibile.

La vista di quello che resta può lasciare senza fiato e il risultato del processo di mineralizzazione può essere spettacolare nelle forme e nei colori, nonché fondamentale per la vita. Ma i minerali non sono solo spettacoli della natura. Essi costituiscono infatti risorse fondamentali come materie prime di lissimo impiego e indispensabili per la vita. Inoltre, studiando la loro struttura e le caratteristiche, un geologo può risalire alla temperatura, alla pressione e alla concentrazione degli elementi presenti durante la loro formazione. E interpretando queste informazioni una dopo l'altra, possiamo ricostruire, capire e conoscere la storia della terra.