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Uno dei dubbi più grossi legato all'11 settembre è quello dell'abilità dei piloti. Vuoi che quattro beduini siano riusciti a mettere in piedi un'impresa così complicata, così articolata e ad effettuare anche delle manovre che fisicamente e strutturalmente sembrerebbero impossibili?
Il punto fondamentale è che alla base di queste teorie c'è sempre qualcosa che sembra essere veritiero. In effetti, sembra che questi piloti non fossero così esperti, sembra che certe manovre gli aerei non siano in grado di sostenerle. Ma come stanno realmente le cose? Cerchiamo di capirlo in questo video.
Ciao a tutti ragazzi, io sono Victor, sono un ingegnere aerospaziale e divulgatore scientifico, benvenuti in questo nuovo video e benvenuti in un nuovo episodio dove parliamo come ogni anno del 11 settembre e cerchiamo di capire e analizzare nel dettaglio come sono andate le cose, parlando delle teorie alternative confrontate con alcuni fatti scientifici per cercare di capire se queste teorie alternative abbiano un senso oppure no. E oggi parliamo di una delle questioni più discusse di tutte: la virata impossibile del Pentagono, una manovra che a detta di molti cospirazionisti non sarebbe possibile nella realtà, soprattutto perché effettuarla sarebbe stato un pilota inesperto, senza contare il fatto che aerodinamicamente parlando sarebbe impossibile. Ma andiamo per gradi.
L'11 settembre 2001, il volo American Airlines 77 si schianta su una facciata del Pentagono e il pilota a bordo è Hani Angur, la cui identità oggi è totalmente fuori discussione, oltre ai compilati da egli stesso. Infatti, per richiedere il visto per entrare negli Stati Uniti ci sono varie testimonianze, fra cui quella del fratello che ha riconosciuto le foto segnaletiche dell'FBI e ha aiutato non solo ad identificarlo, ma a ricostruire parte della sua vita. Angur nasce nel 1972 in Arabia Saudita, specificatamente a Taif. E a detta di molti cospirazionisti, sarebbe stato un pilota inesperto che non aveva la minima esperienza di volo. Ma in realtà sembrerebbe proprio non essere così, perché già secondo alcune fonti arabe avrebbe conseguito un primo brevetto di volo negli Emirati Arabi. Certo, non è chiaro su quali basi si poggino queste fonti, ad essere onesti, però non è difficile pensare che già dall'inizio della sua carriera Angur abbia ottenuto dei brevetti da pilota.
Ciò non di meno, si trasferisce nel 1991 negli Stati Uniti e si iscrive ad un corso di lingua inglese presso l'Università di Tucson in Arizona. Qui, molto probabilmente, cominciano i primi contatti con un gruppo terroristico di Al-Qaeda. Dopo vari spostamenti, torna in Arizona nel '96 per intraprendere la scuola di volo, la Sierra Marine Training di Scottsdale, sempre in Arizona. In questo frangente, i suoi istruttori lo considerano un pessimo allievo, ma comunque nel '99 ottiene la licenza. Questo argomento è utilizzato molto, molto spesso dai cospirazionisti per dire che gli istruttori consideravano Angur un pessimo pilota. Cosa vuol dire essere un pessimo pilota? Sì, sicuramente Angur era un pilota molto, molto scarso rispetto ad altri certificati dalla FAA, ma ricordiamoci che gli standard dell'epoca sono sufficientemente alti e che comunque Angur arriva ad ottenere i requisiti minimi per poter ottenere una licenza di volo.
Ma questo ci arriveremo fra un attimo, perché infatti subito dopo parte per l'Afghanistan, prendendo contatti con futuri combattenti. E questo ce lo confermano due organizzatori dell'attacco che hanno rilasciato una testimonianza ad Al Jazeera, la maggiore emittente televisiva del Qatar. Insieme ad uno di questi, nel 2000 torna negli Stati Uniti e insiste per imparare a tutti i costi a pilotare un Boeing 757, che guarda caso è esattamente il modello che piloterà poi e che farà schiantare sul Pentagono. Questo ci viene confermato da Duncan Asti, il proprietario della Seam Airlines Training. Asti stesso prova a scoraggiare Angur nel tentare una simile impresa, in quanto la ritiene un obiettivo un po' troppo ambizioso per le sue qualità di pilota. Egli suggerisce di tentare con un 737. A questo punto, Angur chiede esplicitamente se il 737 sia in qualche modo paragonabile a un 757 e la risposta è naturalmente affermativa, e quindi si procede con l'imparare a pilotare un Boeing 737.
All'inizio del 2001, si iscrive alla Jet Flight School per imparare appunto a pilotare il 737, dove gli istruttori continuano a ritenerlo un allievo di basso livello, in quanto ha difficoltà con la lingua inglese e addirittura viene segnalato anche alla FAA. Le difficoltà della lingua sono sicuramente un fattore che portano Angur a non essere un grandissimo studente, ma che comunque, nel marzo 2001, riesce ad ottenere la certificazione tramite il simulatore per il Boeing 737. Ed è proprio qui che arriva il fraintendimento con chi sostiene le teorie alternative, perché il fatto che gli istruttori reputassero un cattivo pilota, o meglio, un cattivo allievo, a dire la verità, Hani Angur, non significa che questi non avrebbe potuto eseguire la manovra che ha eseguito.
In effetti, un buon pilota per la FAA, oltre ad avere degli standard abbastanza elevati, significa semplicemente riuscire a decollare, atterrare e volare in maniera morbida, eseguire le principali procedure di volo e di sicurezza, significa riuscire a parlare un buon inglese via radio e quindi essere efficace e tempestivo nella comunicazione, e volare naturalmente, come dicevo prima, osservando in maniera scrupolosa tutte le procedure di sicurezza e di emergenza. Ma tutte queste qualità, naturalmente, non interessano ad Angur, perché non ha assolutamente intenzione di seguire queste norme. D'altronde, deve schiantare un aereo su una struttura. Ovviamente, si applica in quello che gli interessa di più, ovvero riuscire a pilotare l'aereo per quanto gli basti per raggiungere il suo obiettivo specifico.
Infine, il 20 luglio del 2001, poco prima degli attentati, Angur noleggia un aereo della Caldwell Flight Academy nel New Jersey, eseguendo un volo che, tra l'altro, ha sorvolato parzialmente anche l'area del Pentagono, e ottenendo una certificazione per aver seguito un atterraggio in un aeroporto di piccole dimensioni con una manovra di avvicinamento complessa. Questo è l'ultimo tassello che manca ad Angur per avere le qualità e le capacità necessarie a eseguire quella che poi sarà quella che molti cospirazionisti definiscono la virata o la manovra impossibile. A questo punto della sua vita, Angur ha accumulato più di 600 ore di volo. E l'11 settembre si imbarca con altri combattenti sul volo American Airlines 77 con destinazione finale, almeno nella loro testa, il Pentagono.
Secondo molte teorie, tra cui quella esposta nel documentario "Inganno Globale", la manovra sarebbe estremamente stretta e troppo complessa per un pilota con le abilità di Hani. In realtà, se andiamo a vedere realmente come stanno le cose, il documento "Flight Path Study" dell'American Airlines 77, prodotto dalla National Transportation Safety Board, ci fa vedere come la manovra sia molto più ampia rispetto a quella che viene mostrata in certi documentari e teorie alternative. In questo modo, la manovra, che dura molto più tempo rispetto a quella che viene descritta da certe teorie cospirazioniste e che è molto più larga, assume tutto un altro aspetto. Infatti, la manovra ha una larghezza di oltre 8 km in orizzontale e 10 in verticale, ed è durata più di due minuti. Su questo spettro, ovviamente, come dicevo, il tutto sembra molto più ordinario, pubblico e plausibile.
Per darvi un'idea, questa è l'immagine del documentario che citavo prima, e questa è l'immagine prodotta dalla National Transportation Safety Board. Se le sovrapponiamo, vediamo che le cose stanno tutta in un'altra maniera rispetto a quella che i cospirazionisti vogliono farci credere. Tra l'altro, la manovra, come descritta dai cospirazionisti, prevederebbe un arrivo perpendicolare alla facciata del Pentagono, cosa che non è avvenuta. La manovra, invece, descritta dal NTSB, è una manovra molto più coerente con l'impatto estremamente angolato che è avvenuto nella realtà. E tra l'altro, tutto questo è coerente anche con i pali della luce che sono stati divelti durante lo schianto e con l'analisi delle colonne distrutte all'interno del Pentagono, come ci dimostra anche il Pentagon Building Performance Report. Ovviamente, ragazzi, tutto quello che cito, i documenti che sto citando, ve li lascio in descrizione, così potete consultarli anche voi nel caso in cui vogliate approfondire.
Ci sono poi altri due dubbi che vengono portati alla manovra di avvicinamento al Pentagono, che sono la velocità alla quale viaggiava l'aereo così vicino al suolo e quello che viene chiamato in aerodinamica il Ground Effect, o effetto suolo. Andiamo ad analizzare queste due cose una alla volta.
Partiamo dalla velocità e dalla quota a cui volava l'aereo. I controllori che si occupavano del traffico aereo sopra il Pentagono quel giorno affermano che ancora ad oggi non credono ai propri occhi. Vedono un velivolo sfrecciare a bassissima quota e pensano addirittura che sia un aereo militare. Infatti, non è d'uso comune vedere un aereo che viaggia a 500 chilometri orari a bassa quota, per lo più civile. In effetti, se andiamo a vedere i limiti di velocità a livello perlomeno europeo, sotto i 3000 metri circa, si aggirano intorno ai 370 chilometri orari. E quello che molti cospirazionisti sostengono è che un aereo di questo tipo, che nella fase finale di avvicinamento ha volato a circa sei-sette metri di altitudine a 640 chilometri orari, non sarebbe possibile e da un punto di vista aerodinamico non fattibile.
Ma questa cosa ancora ad oggi non è sostenuta da nessuno studio, non è sostenuta da alcun paper scientifico che dimostri o che faccia un'analisi aerodinamica di un volo civile che a bassa quota non possa raggiungere quelle difficoltà. Sarebbe molto bello averlo e sfruttando la fortuna che io stesso ho una specializzazione in aerodinamica e sistemi di propulsione, mi piacerebbe tantissimo portarlo alla vostra attenzione e analizzarlo insieme, ma purtroppo non esiste. E continuo personalmente a non capire quali siano i principi fisici ed aerodinamici alla base di questa affermazione. Per quale motivo un aereo non dovrebbe essere in grado di volare a 640 chilometri orari a 10 metri da terra? Certo, è sicuramente sconsigliato farlo e molto probabilmente non andrà a finire bene, ma è esattamente questo quello che volevano i combattenti. Il loro scopo non era effettuare una manovra precisa, acrobatica e di grande impatto visivo, ma semplicemente andarsi a schiantare, che è esattamente quello che è successo.
Tra l'altro, vorrei far presente che la manovra a quella velocità, a quella quota, è durata solamente 1,2 secondi. Quindi non abbiamo viaggiato a 640 chilometri orari a 6 metri di altitudine per tantissimo tempo. Molte persone sostengono che un aereo a quella velocità dovrebbe sfracellarsi, le sue strutture dovrebbero completamente cedere, addirittura qualcuno dice che l'aereo dovrebbe spezzarsi a metà. Ma nella realtà dei fatti, le cose non stanno così. Non c'è nessun calcolo, non c'è nessun conto, non c'è nessuna analisi strutturale e non c'è nessun motivo fisico aerodinamico per pensare che le cose stiano così.
In effetti, abbiamo tantissimi esempi di voli radenti con aerei civili, come vediamo per esempio in questo video al Portugal Air Show, dove un aereo di linea passa rasente il suolo e addirittura effettua anche una virata con l'ala che sembra sfiorare il terreno. Ma non solo, ci sono stati tantissimi altri esempi, ovviamente a scopo dimostrativo, a scopo di intrattenimento. E voi potreste obbiettare: "Certo, ma questi aerei non volavano magari a quella velocità?". Sì, questo è vero, ma la velocità rimane comunque sostenuta. E se vogliamo, possiamo portare anche un altro esempio, come quello del pilota italiano Giulio Cornacchia, che ha portato la sua esperienza tecnica e concreta per aiutare a sfatare alcune false credenze sull'11 settembre. E lui stesso porta la sua esperienza personale, durante la quale ha volato a circa 15 metri di altitudine a una velocità che si aggirava intorno ai 460 chilometri orari. Certo, voi direte: "Non è la stessa altitudine del Boeing 757 del Pentagono e non è neanche la stessa velocità". Però, se questa manovra è possibile senza distruggere l'aereo, non vedo perché aumentare la velocità dovrebbe improvvisamente far cedere tutta la struttura.
Di fatto, le cose non stanno così. Non c'è realmente nessun motivo fisico aerodinamico che impedisca un aereo di volare ad alta velocità a bassa quota. Ovviamente, non succede se non, come diceva, a scopo dimostrativo, per un semplice motivo che non avrebbe senso volare a 6 metri, perché alla prima struttura che becchiamo ci schianteremo e sarebbe chiaramente molto, molto pericoloso. Non potremo effettuare manovre. Senza contare che, siccome la densità dell'aria è più elevata vicino al suolo rispetto che in quota, useremo una quantità di carburante infinita. Ed è proprio questo il motivo per cui gli aerei volano ad alta quota, perché si risparmia carburante, è molto più pratico e meno pericoloso, ovviamente, in termini di volo, perché non abbiamo ostacoli fisici contro cui potremmo schiantarci.
Il secondo dubbio è quello legato al Ground Effect, ovvero l'effetto suolo. Prima di capire cos'è che sostengono i cospirazionisti, cerchiamo di capire che cos'è l'effetto suolo. Bene, immaginiamo un aereo che sta volando. Su di esso agiscono quattro forze fondamentali: due sono la forza peso e la spinta dei motori, e altre due sono forze aerodinamiche che sono la portanza e la resistenza. La portanza ci aiuta a volare, è quella forza che agisce dal basso verso l'alto sulle nostre ali e che ci aiuta a contrastare la forza peso. La resistenza, invece, contrasta la spinta dei motori. Anche per questo motivo è doveroso volare è una quota più alta, dove la densità dell'aria è inferiore e quindi anche la resistenza, ovviamente, minore. È la resistenza e minore dovrà essere la spinta dell'aereo e quindi l'utilizzo di carburante.
La resistenza nel suo complesso è il risultato di un sacco di fattori, fra cui dei vortici che si formano all'estremità delle ali. Come funzionano? Semplicemente, un po' d'aria sfugge dal ventre verso il dorso dell'ala generando un vortice, e questo vortice ci spinge un po' verso il basso e insomma contrasta il nostro volo e quindi è una forza di resistenza. Proprio per questo motivo, in alcuni aerei ci sono alla fine delle ali, nelle estremità, se ci fate caso, quelle piccole alette, quelle piccole spunte che servono a ridurre un po' l'effetto vortice. Comunque, quando siamo a una quota paragonabile alla nostra apertura alare, l'effetto dei vortici diminuisce e questo ovviamente ha l'effetto di diminuire la resistenza e la deportanza. In questo modo, l'importanza dell'aereo aumenta leggermente, e questo è esattamente quello che si chiama effetto suolo, che ha semplicemente l'effetto di aumentare un pochino la distanza di atterraggio, quindi ci vorrà più spazio per atterrare, e diminuire la distanza di decollo.
Quindi, secondo molti cospirazionisti, questo effetto suolo incredibile che l'aereo avrebbe dovuto sperimentare avrebbe reso impossibile volare a quote così basse. Bene, innanzitutto, ripetiamo che la manovra è durata veramente poco a una quota così bassa. Ma teniamo conto che questo possa anche essere parzialmente vero. E i cospirazionisti probabilmente si immaginano che l'aereo a un certo punto, quando entra in gioco l'effetto suolo, passi da pochi metri di altitudine a centinaia nel giro di un secondo. Questo succede solamente nei cartoni animati. Nella realtà non succede. Al massimo potremmo guadagnare pochissimo in quota, ma sicuramente non abbastanza da impedire che l'aereo si possa schiantare al suolo. Questo assolutamente no, non ha nessuna ragione fisica di esistere.
Questo ragionamento, tra l'altro, come abbiamo detto, l'effetto suolo entra in gioco solamente quando l'altitudine di volo è paragonabile all'apertura alare del velivolo. Cosa significa? Che se misurassimo la distanza che c'è fra una punta e l'altra dell'ala, l'altitudine a cui stiamo volando dovrebbe essere nello stesso ordine di grandezza. In questo caso entra in gioco l'effetto suolo. Quindi dovremmo sicuramente volare abbastanza bassi e, come dicevo prima, si tratterà di una lievissima differenza a livello di quota nel caso in cui dovesse subentrare un effetto suolo potente.
Secondo Jeffrey Scott, un ingegnere aerospaziale specializzato in aerodinamica, e secondo il suo studio pubblicato su Eurospace Web, che vi lascio ovviamente in descrizione, l'effetto suolo diminuirebbe con l'aumentare della velocità. Cosa significa? Che a un certo punto, superata una determinata velocità, l'effetto suolo diminuisce, non aumenta. Tra l'altro, gli aerei moderni, come per esempio un Boeing 757, possiedono dei sistemi automatici di volo e di controllo dell'assetto. Non solo, ma possiedono dei sistemi in grado di compensare direttamente l'effetto suolo. Tra l'altro, dopo l'11 settembre, moltissime persone, moltissimi piloti hanno tentato di riprodurre la manovra di Angur in un simulatore e hanno verificato che, a parte il costante avviso di terreno basso, non c'era nessun altro problema legato all'effetto suolo o ad altri fenomeni aerodinamici che avrebbero, secondo i cospirazionisti, dovuto distruggere la struttura o comunque degradarne l'integrità in una maniera tale da rendere tutto quello che è successo impossibile.
Tra l'altro, se anche fosse vero per un secondo che l'effetto suolo effettivamente ci lascia dei dubbi, o che la questione aerodinamica a determinate velocità, a determinate quote, è un pochino borderline e c'è qualcosa che non ci torna, questo comunque non sarebbe una prova sufficiente. Avere il dubbio, e quindi, ripeto, si tratta di un dubbio e non di una prova, non dimostra assolutamente nulla. Se anche fosse vero che non riusciamo a spiegarci una manovra di questo tipo, o meglio, la fase finale della manovra, quindi a quella velocità, quella quota, beh, comunque non sarebbe sufficiente per smontare tutti gli avvenimenti o per credere che sia tutto quanto un complotto organizzato. In effetti, i cospirazionisti si comportano come se il dubbio sull'effetto suolo e sull'integrità strutturale di un aereo che vola a quella velocità a 6 metri di altitudine fosse sufficiente a smontare tutto. Quindi le Torri Gemelle, nessun aereo si è schiantato, la Torre numero 7 sarebbe una demolizione controllata, e al Pentagono non c'è stato nessun aereo, ma semplicemente un missile Cruise. Insomma, partendo da quello, tutto quanto automaticamente cade.
Ma capite benissimo che se anche ci fosse un dubbio, comunque non basterebbe. Un dubbio non è sufficiente, ci vogliono le prove. Bene ragazzi, questo video termina qui. Spero che, come sempre, vi sia stato utile, vi abbia dato degli spunti per ragionare e chiarire alcuni dei vostri dubbi potenziali sull'11 settembre. Ricordo sempre che questi video non li faccio per instaurare una polemica o qualcosa che sia negativo, ma semplicemente per parlare a coloro che sono incappati in tante informazioni discordanti, sono dubbiosi e non sanno da che parte cominciare nell'informarsi. Per questo motivo, come sempre, vi lascio tutte le fonti da cui ho preso spunto per fare questo video in descrizione, che potete consultare voi stessi liberamente. E vi ricordo sempre che ognuno può credere a quello che vuole, non c'è assolutamente niente di male, però il credere ciecamente ad una teoria piuttosto che un'altra è ben diverso dall'avere le prove di quanto si crede.
Detto questo, ragazzi, visto che questi video sono sempre oggetto di commenti piuttosto infuocati, vi invito a una discussione pacifica nei commenti. Tutti coloro che si comporteranno in maniera irrispettosa nei commenti vedranno il proprio commento sparire da questa sezione, perché questo non è un luogo di litigio, ma piuttosto un luogo di confronto, di scambio informazioni, dove cerchiamo di imparare l'uno dall'altro. Quindi, se c'è qualcosa che volete farmi vedere, se c'è una domanda che volete farmi o una discussione che volete intraprendere su questo argomento, o anche solo qualsiasi cosa sull'11 settembre che vorreste che chiarissi, fatemelo sapere nei commenti e sarò felicissimo di discuterne insieme a voi.
Detto questo, ragazzi, se il video vi è piaciuto, non dimenticate di lasciare un bel like e ovviamente di condividerlo con i vostri amici. Qua è Victor, passo e chiudo, e noi ci vediamo la prossima volta con un altro video. Ciao.