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Ciao. In questo video tratterò il tema della relazione tra narcisista e dipendente affettivo. Userò un cliché: quello del narcisista uomo e del dipendente donna, ma spiegherò anche alcune differenze, perché ci sono sia narcisisti uomini che narcisiste donne, sia dipendenti uomini e dipendenti donne.
Spiegherò anche il motivo per cui c'è questo cliché, dove narcisista uomo è dipendente donna. Allora, innanzitutto dobbiamo chiarire questo: quando si parla di narcisismo, parliamo di un'organizzazione di personalità. Questa organizzazione di personalità non è sempre patologica. Quindi, dire "narcisismo", come si fa spesso nella divulgazione, fondamentalmente è una iper-semplificazione. È per dire: narcisismo, traduci: organizzazione di personalità narcisistica, che ha certe caratteristiche.
Il narcisismo patologico è una piccola parte della popolazione. Il narcisismo maligno, i tratti di psicopatia, sono piccole parti della popolazione. La maggior parte delle relazioni dove si parla di narcisismo, si parla di narcisismo e non è patologico, ma presenta delle caratteristiche che sono importanti. Perché abbiamo a che fare con una persona che non fa autocritica, che non ha un buon rapporto con il senso di colpa, per cui dice: "No, non è colpa mia, è colpa tua", quindi proietta all'esterno il senso di colpa. Non fa autocritica. "Non ho sbagliato io, io ho fatto la cosa migliore che potevo fare, la cosa più sensata".
E questo tipo di atteggiamento viene dal fatto che la sua ferita narcisistica, nella sua storia evolutiva, nell'infanzia, nell'adolescenza, si è sentito spesso umiliato, sbagliato, magari anche bullizzato dai genitori in qualche modo, o ha subito dei traumi, alle volte anche traumi sessuali. E si è sviluppata questa struttura alternativa che si è presentata e ha detto: "Va bene, da adesso in poi ci penso io, tu vai via. Non, non sei in grado, io io sono in grado di affrontare tutto questo dolore che tu hai vissuto, questa umiliazione, questo trauma, tutte queste situazioni, quali che siano".
E lo fa mettendo un distacco tra l'ego e l'emotività. Quindi, l'emotività via. Io non contatto più le emozioni, perché? Perché sono spesso dolorose. Mi sento troppo spesso inadeguato e quindi io non posso sentirmi inadeguato. Quindi le reprimo. Reprimendole, ovviamente, che faccio? Le reprimo a scopo difensivo. E siccome le reprimo a scopo difensivo, riduco anche l'empatia. L'empatia che mi connetteva all'altro, io la restringo, perché? Perché magari l'altro ha un problema, soffre e io patisco con quella sensazione di dolore, e che risveglia in me quella ferita, mi fa stare male.
E quindi, allora, io mi ritrovo nuovamente a soffrire. Ma io non mi voglio sentire inadeguato. E quindi, via anche l'empatia, per non sentirmi inadeguato. Via anche l'autocritica. E per giustificare i miei comportamenti, che in certe situazioni sono consapevolmente, coscientemente manipolativi, adotto uno schema particolare: quello del "così fan tutti". C'è anche tu, in realtà, hai bisogno di qualcosa. Anche tu, in realtà, sei in relazione con me perché, nella realtà dei fatti, sei un egoista come me, ma magari non ne sei consapevole.
E il narcisista non fa una distinzione tra bisogni consci e bisogni inconsci, perché? Perché quando era piccolo, si era accorto che il genitore o le persone con cui aveva a che fare non facevano quelle cose con lui o a lui per il suo bene, o per renderlo più forte, o quello che vuoi, ma lo facevano per se stessi. E il narcisista, che è stato umiliato, sminuito, lasciato solo nei momenti del bisogno, trascurata perché ha avuto dei genitori anaffettivi, e ha appreso magari quegli schemi narcisistici da loro, oppure si è difeso da quella anaffettività, da quella mancanza di cura, costruendo questo ego alternativo, narcisismo, appunto, ha capito che non era in realtà qualcosa fatto per lui, era qualcosa fatto per quella persona, per la persona si comportava in quel modo perché gli tornava meglio fare così.
Ma magari a lui diceva qualcosa, altri diceva in questo modo, ottenendo più forte. E tanti narcisisti mi dicono: "I miei genitori mi hanno detto, io ho fatto così per renderti forte". In realtà, io lo so, hanno fatto così perché gli tornava più comodo, perché volevano avere il, volevano meno rotture di scatole. Ecco, oppure perché questo in qualche modo li faceva sentire superiori o in qualche modo li faceva sentire migliori degli altri genitori, o per qualsiasi altra loro malsana gratificazione personale.
Quindi, il narcisista ha familiarità con questa, con questo dualismo, no? Cioè, il fatto che io ti dico una cosa, ma in realtà ho un altro bisogno. Quindi, nel momento in cui si trova ad avere a che fare con qualcuno, pensa: "Il tuo bisogno è quello di, per esempio, essere gratificato, sentirti utile. E io soddisfo questo tuo bisogno e lo uso per soddisfare i miei". Il fatto di dire che io soddisfi i tuoi bisogni per soddisfare i miei, in sé per sé, non è sbagliato. Anzi, è una cosa forse che andrebbe fatta nelle relazioni, cioè soddisfare i nostri bisogni in maniera reciproca.
Ma quello che manca nella struttura narcisistica è la reciprocità, perché? Perché il suo stile di attaccamento, il modo con cui si è legato alle figure iniziali di di importanti della sua vita, è uno stile decisamente sfiduciato nei loro confronti. Non si fida dell'altro, gli attribuisce un'intenzione comunque negativa. Comunque, non mi posso fidare di te. Comunque, ti interpreto in un modo un po' più minaccioso di quello reale. Il fatto di provare dei sentimenti, quindi di legame, di affetto nei suoi confronti, attiva in me una sensazione di vulnerabilità, perché tu prima o poi mi deluderai.
Quindi, vedendo l'altro come qualcuno che fondamentalmente è egoista come lui, non si fa, si giustifica se stesso dei comportamenti che poi possono essere dannosi. Cosa succede quando incontrerà il dipendente affettivo? C'è una persona che ha reagito in una maniera diversa. Ha reagito facendo sia un'altra domanda. Anziché, come ha fatto il narcisista: "Mi trovo in una situazione di umiliazione e di trascuratezza e lì, allora, dico: non è colpa mia, è colpa tua, tu in realtà sei la persona che sbaglia". E arriva, sopraggiunge l'ego narcisista che dice: "No, che, allora ci penso io al posto tuo, vai via, io io sono al di sopra di tutto questo e posso fare a meno del vostro affetto, perché io io sono in grado di affrontare qualsiasi dolore".
Da dipendente affettivo ha reagito in una maniera diversa. Ha detto: "Ma aspetta, se tu non mi ami, probabilmente perché io sono sbagliato". Quindi, io faccio qualcosa in più per farmi amare. E impara uno schema diverso: dare molto in cambio di poco. Quindi, il fatto di avere a che fare con una persona che è una persona, ovviamente, disturbata, perché tratta in maniera anaffettiva o trascurante la sua parola, i suoi figli, solitamente questi sono schemi e si apprendono in famiglia, che se non è una via esclusiva.
Il fatto di avere a che fare in questa persona e cercare di cambiarla, di migliorarla per farsi amare, per ottenere quell'amore di cui ha bisogno, ecco, è qualcosa con cui il dipendente affettivo familiarizzerà molto tempo. È alla base della sua tendenza ad aiutare il prossimo, perché tocca, empatizza, percepisce la sofferenza che sta nell'altro. Quindi, quando incontra il narcisista, tocca, tocca il bambino ferito, l'ego ferito, lo vede, lo percepisce, ma si relaziona con quella struttura esterna che manca di autocritica, che proietta le colpe all'esterno, che sminuisce i suoi comportamenti negativi.
E si ritrova dunque il dipendente affettivo a cercare di cambiare questa persona per farle rendere conto che il suo adattamento e il suo comportamento non è il migliore e ce ne sono altri. E il narcisista adattato suo dice: "Tu hai bisogno di dare amore, tu hai bisogno di comportarti in questo modo, io ti permetto di farlo, ma se soddisfacessi se io andassi, tu probabilmente non mi avresti più, perché non soddisfare, non ci sarebbe più soddisfazione di questo, non avresti più questo bisogno".
E allora, quello che faccio è di continuare a difendermi, perché tanto anche tu mi tradiresti. E soprattutto mi difendo, perché legarmi a te mi rende vulnerabile. Quindi, ho bisogno di dimostrare a me stesso, io narcisista, che sono in grado di fare a meno di te e sono in grado di fare a meno di te in che modo? Andando a cercare, per esempio, delle amanti. E quindi dimostrare a me stesso che io sono in grado di catturare l'attenzione, l'amore e l'energia di altre persone, facendo a meno di te.
È anche il motivo per cui, nel momento in cui il dipendente affettivo chiude, il narcisista tende a non ricercarlo. Qual è il motivo? Non ricerca perché deve dimostrare a se stesso di poter fare a meno. E quando sente bisogno di ri cercarlo, perché stiamo parlando di un essere umano, la ricerca nei momenti specifici, delle ricorrenze, il Natale, gli anniversari, e con domande semplici come: "Ciao, come stai? Come va? Buon Natale, tanti auguri. Com'è andata? Vela? Cosa importante dovevi fare?". Cose banalissime, semplici, che servono soltanto a ricreare, a creare una reazione emotiva dall'altra parte.
Se quella persona risponde, il narcisista riparte con il suo schema, in cui sostanzialmente fa sì che la persona si leghi, ma continuerà a tradire, a fare tutte quelle cose e tutti i comportamenti che manteneva prima, senza mai fare quel passo successivo nella relazione, magari dando l'illusione che ha intenzione di farlo, ma non lo farà. Continuerà a mentire, perché quello di cui ha bisogno è di qualcuno che gli dia energia, senza che lui si metta così tanto a rischio nella relazione da poter essere ferito, qualora quella relazione dovesse finire, perché dentro di sé ritiene che quella relazione, che comunque prima o poi finirà, o che in ogni caso è quella persona ad amarlo soltanto per il suo bisogno, più o meno consapevole, di tipo egoistico.
Quindi, alla fine, il narcisista è sempre un pochino inarrivabile. Irraggiungibile, quella percezione ha spesso il dipendente affettivo, che è sfuggente, che potrebbe scappargli in ogni momento. Una percezione reale, perché è una condizione necessaria all'ego narcisistico per sentirsi autonomo, indipendente e non vulnerabile in una relazione d'amore. Mentre il dipendente affettivo, che fa, cerca una relazione d'amore che sia una relazione magari anche fusionale, densissima, perché ha bisogno di qualcuno, ha bisogno di questa relazione di qualcuno che stia in questa relazione per sentirsi completa, per sentirsi protetta.
E questo è un aspetto molto importante. Ha un aspetto molto importante, perché questo bisogno di protezione, questo bisogno di completezza, è conosciuto dall'altra parte così bene che viene utilizzato per manipolare e per sedurre e per illudere e di conseguenza tenere nella relazione la persona dipendente affettiva. Cosa succede quando la persona dipendente affettiva, ad un certo punto, capisce che questa situazione è arrivata alla fine, che oramai non può più proseguire, che la sofferenza è troppa e gli fa male una relazione tossica, e l'ha richiusa, inizia a fare un percorso su di sé.
Capisce che deve fare un cambiamento verso l'indipendenza emotiva, non avere più queste tendenze verso altre persone, perché questo li mette a rischio, se trova la persona sbagliata e vulnerabile. E quindi inizia a capire che deve difendersi, che ha una caratteristica che è dipendente affettivo, fa un po' poco, quella di difendersi. E allora il narcisista, come si propone in queste situazioni? Stimolando proprio quella leva motivazionale del dare aiuto: "Aiutami a cambiare". Per esempio, molto spesso lo fa nel video "L'ultima manipolazione del narcisista", parlo proprio di questo: "Aiutami a cambiare".
È chiaramente una manipolazione esplicita, rivolta al bisogno inconscio del dipendente affettivo di dare aiuto, ed è fatta con l'intenzione plateale di legare a sé questa persona, stimolando questa sua leva motivazionale e riportando la piscina a se stesso, fondamentalmente. Questa è la dinamica che spesso si viene a creare. Molte persone mi dicono: "Ma come faccio io a convincere il narcisista che questo comportamento è sbagliato?". Ecco, come fai a convincerlo? È questo il problema. È che tu lo vuoi convincere. Il fatto di voler convincere questa persona mi fa capire che sei legata, che tu sei legata a lui e che hai intenzione di rimanere nella relazione.
E questo gli dà potere, fa capire che ha potere, e questo potere poi viene usato per per continuare a portare tutta la sua attenzione, tutta la sua energia su di lui e proseguire questo questo alimentare il suo ego tramite l'energia degli altri. Noterai che in questa dinamica, il narcisista ha tanto bisogno del dipendente affettivo. Anzi, forse è più il narcisista che ha bisogno del dipendente affettivo, diamanti, dipendente affettivo abbia bisogno di dare amore a qualcuno, perché il narcisista da solo non può stare.
Una caratteristica invece importante è che il dipendente affettivo può stare da solo. Magari sente la mancanza di qualcosa, ma è in grado di viversi una vita relazionale, sociale, dando aiuto e altruismo e amore a a tante persone, senza per forza legarsi in una relazione. Mentre il narcisista continua ad aver bisogno di queste relazioni, perché? Perché sono i traumi che le persone hanno vissuto nella loro vita. Cioè, il narcisista vissuto il trauma di aver avuto un amore che non è stato, che è stato umiliato, quindi non mi fido.
E quello che fa è ributtarsi in relazioni dove magari c'è qualcuno che dà molto in cambio di poco, e questo lo rassicura, però non riesce a fidarsi, non riesce ad aprirsi, non riesce a superare quel confine, e vince sempre l'ego narcisistico. La persona dipendente affettiva ha vissuto relazioni analoghe in cui la strategia pro era diversa: "Ti do di più in modo tale che tu capirà il mio valore". Ecco, è questo tipo di comportamento viene attuato soprattutto con persone che hanno una carenza nel dare amore, persone che hanno questo tipo di carenza, perché sono i suoi schemi, sono i suoi modelli di attaccamento nell'infanzia, e quindi questo lo hanno portato a conoscere questa forma di amore, una forma d'amore dove la difesa, lo steccato, l'ego, ecco, è molto secondario.
E questo lo rende vulnerabile, rende vulnerabile il dipendente affettivo, che però mantiene la capacità, lo ribadisco, di avere una vita sociale, relazionale, quindi emotiva, più ricca di quella del narcisista. Questo è senza dubbio vero. Quali sono le differenze tra un narcisista uomo e un narcisista donna? Ecco, la differenza sta anche nel fatto che c'è una differenza proprio fisica. La narcisista donna tende ad essere più manipolativa, più controllante e a indurre a proprio nelle scelte di vita della persona il suo volere.
Cioè, è più controllante, manipolativa, più subdola, se vuole, e fa di tutto per cambiare proprio la vita di quella persona, alle volte anche portandolo a fare delle scelte che sono contro la sua, contro il suo benessere, ma che però avere questa capacità di manipolazione, di persuasione sull'altro, la fa sentire assolutamente in controllo e al di sopra di ogni possibile delusione. E la narcisista non ha, tende ad alimentarsi in molto di più di questa forma di potere nella relazione. Ha comunque il discorso dell'approvvigionamento narcisistico, quindi degli altri partner. Ha comunque l'esigenza di andare a conoscere altre persone per soddisfare questo bisogno di autonomia e indipendenza, come tramite queste messe alla prova, queste dimostrazioni, cioè: "Io, se sono in grado di tradirti, è perché posso fare a meno di te".
Per esempio, ma si nutre molto di più del potere all'interno della relazione rispetto al narcisista uomo. Ed è anche un pochino più sensibile alla perdita di questo potere. Quando, quando il dipendente affettivo uomo esce dalla relazione con la narcisista donna, la narcisista non tende a soffrirne maggiormente. E questo è un aspetto importante. È anche probabilmente dovuta al fatto che comunque c'è una differenza tra tra maschile e femminile, di approccio maschile e femminile in queste cose, anche dovuta alla fisicità. Non è un caso che molte problematiche di narcisismo maschile, dove si va verso la patologia, nell'uomo sfocino anche con la violenza domestica, mentre la donna fa violenza domestica, l'uomo è estremamente più rara, anche se alcuni casi ci sono, ma estremamente più rara, è una percentuale ridottissima.
Quali sono i motivi per cui esiste questo cliché tra uomo e donna, e l'uomo narcisista da una dipendenza affettiva? Secondo alcuni, è dovuto alla differenza con cui si elabora il trauma. Secondo altri, è dovuta una questione genetica. E secondo altri ancora, ad una questione educativa, cioè il fatto che siamo abituati ad educare le donne come se si dovessero prendere cura degli uomini, o dovessero aspettare di essere in qualche modo salvate da un uomo, come se fossero l'oggetto che completa l'uomo.
Tutte le favole fino all'altro ieri erano quelle della principessa, no? Ad ora, la bella addormentata è un esempio tipico, insomma. Ecco, il mio consiglio è quella di svegliarvi da sole, non aspettare il bacio del principe. Però questo aspetto educativo ancora non è testato, perché non è cambiato neppure nella nostra società l'approccio educativo. Quindi, noi non abbiamo, anche questa generazione attuale, forse la prossima avranno un approccio educativo diverso, e vedremo effettivamente quanto possa influire l'educazione su queste strutture di personalità.
Io, nella mia pratica clinica, ho notato che, è vero, come si dice, tante ricerche che ci sono, che il narcisismo è più frequente negli uomini e nelle donne, ma ho notato che il narcisismo femminile è ampiamente sottovalutato, ampiamente sottostimato, e che gli aspetti educativi sono fondamentali. Ho anche notato che le narcisiste donne sono più propense al cambiamento personale rispetto al narcisista uomo. Però questo è quello che ho notato nella mia pratica clinica. Lasciami dei commenti, dimmi un po' quello che ne pensi di questo video, quali sono gli argomenti che vorresti approfondisse. Ciao.