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La straordinaria storia delle Paralimpiadi

Ability Channel34:10

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Quando si parla di giochi paralimpici si parla di sport, si parla di abilità, non di disabilità, si parla di quello che le persone possono fare, non di quello che non possono fare. E come disse il grande Mohamed Aliì, i campioni non si fanno nelle palestre, ma si fanno con qualcosa che hanno dentro nel loro profondo, un sogno, un desiderio e una visione.

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Agito in latino significa mi muovo. In italiano il participio passato del verbo agire. Visivamente è una mezza luna asimmetrica. Tre agitos, uno rosso, uno verde ed uno blu, sono il simbolo delle Paralimpiadi e vogliono evidenziare la capacità di portare atleti da tutto il mondo a competere insieme, ma soprattutto vogliono sottolineare la capacità di questi atleti, la voglia di non arrendersi mai, di andare sempre avanti, la capacità di ispirare il mondo intero.

Una sensazionale, meravigliosa storia iniziata verso la fine della Seconda Guerra Mondiale in un piccolo paesino non lontano da Londra.

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La città polacca di Orshov, all'inizio del secolo scorso si chiamava Conishutte ed era un importante centro minerario dotato del primo ospedale al mondo che si occupava di incidenti sul lavoro. Nel 1902 in questo piccolo paese giunse Bernard Gutman con la moglie Dorotea, le tre figlie femmine e Ludwig, l'unico figlio maschio. La loro, particolare importante nella nostra storia, era una famiglia di ebrei ortodossi. A 18 anni Ludwig è un volontario dell'Accidental di Conishut ed è qui che incontra un minatore con una lesione spinale che a quel tempo significava quasi una condanna a morte. Dopo la laurea in medicina conseguita a Friburgo, Gutman diventa il più noto neurochirurgo in Germania, ma con l'avvento al potere dei nazisti e agli ebrei fu vietato di esercitare ufficialmente la professione medica e a Gutman fu consentito di operare solo nell'ospedale ebraico di Breslavia. L'occasione per lasciare la Germania gli fu offerta proprio dai nazisti che lo inviarono in Portogallo per curare il dittatore Antonio d'Olivera Salazar. Durante il suo rientro, Gutman approfittò dello scalo a Londra per stabilirsi con la sua famiglia in Gran Bretagna.

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Mai così tanti dovettero tanto a così pochi. Così disse il primo ministro britannico Wiston Churchill al termine della battaglia d'Inghilterra. Quei pochi erano i piloti della RAF, l'aviazione inglese, il cui sacrificio impedì l'invasione della Gran Bretagna da parte delle truppe naziste. Molti di questi eroi dell'aria, feriti gravemente furono ricoverati nel centro delle lesioni spinali nell'ospedale di Stock Mandemy. Nel 1944 il governo inglese aveva affidato proprio al neurochirurgo Gutman l'istituzione e la direzione di questa struttura.

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Gutman aveva capito come lo sport fosse fondamentale nel percorso riabilitativo dei propri pazienti, anche perché li aiutava a ritrovare l'autostima e metteva dei presupposti fondamentali per il loro reinserimento nella vita sociale. Cominciò con la palla medica a cui seguirono le freccette, il tiro con l'arco per approdare poi al basket in carrozzina. Così nell'anno delle Olimpiadi di Londra, nel centro diretto dal dottor Gutman ci fu la prima edizione dei giochi di Stock Mandeville, le future paralimpiadi. È la prima competizione sportiva tra disabili di sempre. 14 uomini e due donne gareggiano nel tiro con l'arco. È il 28 luglio 1948. Il tiro con l'arco, una disciplina introdotta come Sport Terapia già nel lontano 1948 a Stock Mandeville che insieme a altre discipline ha fatto un po' la storia del movimento paralimpico. Le gare si svolgono a 70 m per la specialità olimpica, quella che abbiamo visto a Londra, le immagini dove io ho avuto l'onore di esprimere al meglio il mio potenziale. Poi abbiamo l'altra specialità che è l'arco compound. È nuovo nel panorama paralimpico perché è stato introdotto solo dalle Olimpie, dalle Paralimpiadi di Pechino 2008.

Go Save the Queen. Inizia il regno di Elisabetta II. L'anno è il 1952. Zenocolò vince le Olimpiadi invernali. Fausto Coppi trionfa al Tour de France con Alberto Ascari che vince il Gran Premio di Formula 1 a Monza va in onda il primo telegiornale [Musica] italiano.

Quattro olandesi con lesioni midollari, anche loro veterani della Seconda Guerra Mondiale, accompagnati da un assistente, da un fisioterapista, sbarcano a Stock Mandeville. È la prima volta che una delegazione straniera partecipa ai giochi ideati dal dottor Gutman. Queste gare si erano dotate di un primo regolamento redatto dagli allenatori insieme ai medici e ai [Musica] fisioterapisti. Sabato 26 luglio 1952 Gutman nel suo discorso d'apertura davanti ad oltre un centinaio di tetraplegici e paraplegici inaugura i giochi di Stock Mandeville augurandosi che possano diventare internazionali e popolare come i Giochi Olimpici.

Alla vigilia del boom economico in Italia a Roma, nel 1955 viene assegnata l'organizzazione delle Olimpiadi del 60. Vengono inaugurate e costruite grandi opere come la metropolitana, il quartiere dell'EUR, lo scalo aereo di Fumicino e vengono anche costruite grandi arterie stradali come la Via Olimpica. È in questo periodo che è un medico italiano, il professor Antonio Maglio, direttore del Centro Paraplegici dell'INAIL Villa Marina di Ostia, comincia a portare atleti amputati ed in carrozzina ai giochi di Stock Mandeville. Professor Ederly, che era un famoso neurologo dell'epoca, un consulente all'epoca dell'INAIL, chiese a Maglio, dice "Andiamo a vedere". Sono due ragazzi immobilizzati a letto a Palestrina. Ci andiamo a vedere di che si tratta. E lì scattò la molla nella mente di Maglio e si identificò nell'opera di S. Lud Gutman che aveva creato questo centro per i reduci della guerra.

Nascono così le Paralimpiadi, le Olimpiadi parallele nate dalla fusione del termine greco para con la parola Olimpiade. L'8 settembre del 1960 nello stadio dell'acquacetosa 400 atleti in carrozzina in rappresentanza di 23 paesi sfilano davanti a 5.000 spettatori. La delegazione più numerosa è quella italiana. Tra le discipline che vengono praticate ci sono il biliardo, il lancio del giavellotto, la scherma, la pallacanestro, il tennis tavolo e il tiro con l'arco. L'Italia per la cronaca conquista 28 medaglie d'oro, 30 d'argento e 24 di bronzo. Il villaggio olimpico, dove sono stati alloggiati tutti gli atleti, era stato costruito senza tener conto delle esigenze e delle necessità di un disabile in carrozzina. Con l'intervento dei soldati dell'esercito italiano impegnati a trasportare su giù per le scale di queste abitazioni gli atleti in carrozzina, il problema fu risolto.

I giapponesi intanto studiano i Giochi di Roma. Il 1964 sarà il turno di Tokyo, una città che con il celebre architetto Kenzo Tange, l'autore del Peace Memorial Hiroshima, subisce interventi importanti con progetti avveniristici e nuovi impianti sportivi come l'Olympic Sporting Hall. In questa edizione dei giochi che si apriranno davanti a Sua Altezza Imperiale, il principe Achito e alla principessa Michiko, faranno la loro apparizione gli sponsor privati e la prima carrozzina da corsa che sostituisce la tradizionale sedia rotelle nelle gare di velocità dell'atletica leggera.

Ci si rende conto che serve uno strumento più adatto della solita carrozzina ortopedica, quindi il mezzo evolve in una carrozzina allungata sempre a quattro ruote, ma con ruote anteriori da 14 e 16 pollici. La carrozzina rimane pesante in ferro, senza freni e senza leva di direzione. Migliorano come aerodinamica, stabilità in corsa, manovrabilità e velocità. Infatti vengono allungate come telaio. Da quattro ruote passano a tre ruote. Si aggiunge il freno a leva e il comando di direzione sulla forcella anteriore. Si cerca di alleggerirle passando una lega in alluminio e poi in titanio, aumentando la performance della carrozzina, montando anche la ruota anteriore sempre più grande all'attuale 20 pollici.

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Nella classifica assoluta degli atleti più medagliati di sempre nei giochi paralimpici, il settimo posto occupato proprio dal friulano Roberto Marson, unico azzurro presente in questa importante graduatoria. Nasce nel 1944 a Pasiano di Pordenone, un paese di quasi 8.000 anime. Roberto Marson ha solo 16 anni quando rimane paraplegico a causa del crollo di un muro mentre lavorava per un'impresa edilizia. Diventa nel 1980 il primo presidente della Federazione Italiana Sport Disabili e con ben 26 medaglie paralimpiche in bacheca, entrando di diritto nella Paralympian Hall of Fame, Roberto Marson viene eletto atleta dei giochi di Tel Aviv 1968, dove conquisterà ben 10 titoli. Una cosa simpatica che mi piace ricordare, che mi hanno ricordato anche recentemente in Israele è che durante una gara di scherma, prima di un attacco, eh credo che ci fosse un insetto, una vespa, una mosca, non so bene cosa, ehm per evitare di trovarsela dentro, insomma l'attrezzatura, credo che mi raccontano che mio padre ha preso il fioretto e l'ha praticamente stecchita. Da quel giorno in Israele, il suo soprannome "Ammazza" è una piccola cosa, ma dà idea, insomma, del ricordo che ancora è vivo in un paese che poi non è il suo.

Israele è un paese in guerra. Nel 1967 aveva sbaragliato l'esercito egiziano durante la guerra dei 6 giorni, conquistando le alture del Golan e la striscia di Gaza. L'anno dopo comincia a fare i conti con una serie di attentati terroristici condotti dal Fronte Popolare per la liberazione della Palestina. Ai Giochi Paralimpici di Tel Aviv, subentrata dopo la rinuncia del Messico, si raddoppia il numero dei partecipanti con 750 atleti in rappresentanza di 29 nazioni. Per la prima volta si giocano le bocce e il basket in carrozzina femminile e le gare di velocità di atletica leggera vengono portate alla distanza dei 100 m. Roberto Marson conquista due ori anche ad Heidelberg nel 1972 nei Giochi Paralimpici che vedono per la prima volta solo scopo di l'ingresso di atleti con disabilità visiva. In piscina, sempre per la prima volta, si vede il touchpad elettronico per il rilevamento dei tempi.

Nel '76 la politica interferisce con le paralimpiadi. Toronto subisce un boicottaggio da varie nazioni a causa della presenza del Sudafrica. È il modo più eclatante per protestare per le segregazioni razziali in corso nel paese africano. Intanto il numero degli atleti aumenta sempre di più raggiungendo 15 persone di cui 250 donne. Nell'atletica vengono introdotte nuove distanze e si rendono ufficiali le gare dei non vedenti e il tiro a segno. Il tiro a segno è stato introdotto nel 1976 a Toronto. La nazionale italiana è stata presente in tutte le edizioni e già nel 1988 a Seul abbiamo avuto i primi successi con Gabriele Celegato, medaglia d'oro nelle nella specialità di pistola 10 e Santo Mangano che in quell'occasione ha vinto tre medaglie d'oro con la specialità di carabina.

Il 1980 è l'anno delle Olimpiadi di Mosca, boicottate da 65 paesi a causa dell'invasione in Afghanistan e i sovietici rinunciano anche ad ospitare i giochi paralimpici perché si dice in Russia i disabili non ci sono. L'International Stock Mandeville Games Federation assegna l'organizzazione dei giochi ad Arnhem. Cittadina olandese attraversata dal fiume Reno, dove si metteranno le basi per la costituzione dell'IPC, l'International Paralympic Committee, organo di governo delle Paralimpiadi. Ad Arnhem partecipano oltre 2000 atleti disabili. Tra loro si mette in evidenza per la prima volta l'americana Trisia Zorn, nuotatrice californiana cieca dalla nascita. Parteciperà a ben sette edizioni delle Paralimpiadi vincendo 55 medaglie, di cui 41 d'oro. Diventerà l'atleta paralimpica più forte di sempre. La settima edizione delle Paralimpiadi si svolge in due sedi differenti: amputati cerebrolesi e non vedenti a New York, mielolesi e Stock Mandeville. Sarà l'ultima volta che la Paralimpiade si svolge in un luogo diverso dalle Olimpiadi.

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Nel nuoto con tre medaglie d'oro e due d'argento si afferma un personaggio che avrà un ruolo decisivo per la crescita del movimento paralimpico in Italia. Luca Pancalli che 4 anni più tardi a Seul si ripeterà salendo per altre tre volte nel gradino più alto del podio. Emozioni delle mie prime medaglie. Probabilmente la prima che ricordo con con grande intensità è Paralimpiadi di Seul '88, finale dei 100 stile libero dove riesco a vincere stabilendo il nuovo record del mondo, quella che era tra virgolette la mia bestia nera Slezka, me lo ricordo ancora che era un atleta polacco straordinario. Bella perché fu la prima medaglia vinta in una cornice normale, perché fu la prima grande Paralimpiade dell'era moderna con un pubblico straordinario che ha applaudito per tutti i 100 m che abbiamo che abbiamo, come dire, ci ci hanno visto protagonisti perché è stato un testa a testa fino alla fine, per cui mi sono sentito, tra virgolette assolutamente un atleta con la maiuscola, cosa che non avevo mai provato prima di allora. L'ultima più bella che ricordo è quella d'Atlanta perché è stata quella dell'abbandono e dell'addio perché eh ho scelto di lasciare l'attività sportiva da protagonista, ho scelto di uscire ovviamente da vincente, ma soprattutto perché mi aspettavo a casa un'altra medaglia, perché mia moglie era già incinta, per cui aspettavo la mia prima genita Maria Giulia, che insomma non ha non ha valore rispetto a tutte le medaglie che posso aver conquistato.

Uno dei fenomeni più importanti in campo economico negli anni '80 è stata l'ascesa delle tigri asiatiche, quattro paesi in costante sviluppo economico e finanziario: Hong Kong, Singapore, Taiwan e la Corea del Sud che con la sua capitale Seul attrae grandi investimenti per la costruzione di impianti sportivi e modernissimi palazzi. Nel 1986 ospiterà i giochi asiatici e nel 1988 le Olimpiadi e le Paralimpiadi. Alla cerimonia d'apertura dei Giochi Paralimpici di Seul, il 15 ottobre 1988 assiste una folla di 75.000 persone, 3000 atleti e 16 sport in programma.

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100 m in carrozzina vince la medaglia d'oro Francesca Porcellato che prima nell'atletica poi nello sci avrà innumerevoli successi fino ad arrivare ad oggi al ciclismo paralimpico. Avevo una partenza molto scarsa e dunque quando siamo partite per la finale sono rimasta ultima. Poi pian pianino mi sono ripresa, ho messo il turbo e una alla volta ho recuperato tutte le ragazze. Quando ho tagliato il traguardo, invece di esultare che avevo vinto, avevo passato il traguardo per prima, ero campionessa paralimpica, ehm ho guardato dietro e dicevo "Ma dove sono finite le altre? Come mai si son perse?" Cioè, pensa a te a 18 anni che sensazione strana. Vincere un oro, non esultare, ma guardare dov'erano finite le altre ragazze.

Gli atleti cominciano a essere tanti, troppi. Tra i comprensibili malumori nell'edizione di Barcellona verranno introdotte nuove regole e restrizioni, elevando la concorrenza e la competitività delle gare, a guadagnarne è lo spettacolo. Barcellona è una palestra per architetti d'avanguardia di fama mondiale. La città catalana possedeva già delle mirabili opere realizzate dal celebre Antonio Gaudí come Parc Güell, Casa Milà, la facciata e la cripta della Sagrada Familia, ma è l'architetto spagnolo Santiago Calatrava a realizzare delle innovative e significative opere proprio in occasione dei Giochi [Musica] Olimpici. Il villaggio olimpico, che è completamente accessibile, accoglie 2300 atleti uomini e 700 donne. Vi alloggiano anche 1000 persone tra accompagnatori, tecnici e preparatori. Vengono stabiliti quasi 300 nuovi record del mondo e assegnate oltre 400 medaglie d'oro. Sono 1 milione e mezzo gli spettatori che assistono dal vivo a queste competizioni nell'arco dei 12 giorni.

Atlanta, la città di via Colvento, ha l'aeroporto più trafficato del mondo. È la sede della Coca-Cola, della CNN, della AT&T e della compagnia aerea Delta. Nel 1996 celebra le Olimpiadi del centenario. Le grandi multinazionali cominciano ad investire negli sport paralimpici e per la prima volta i biglietti per assistere alle gare vengono messi in vendita. Per far funzionare tutta la macchina organizzativa ci si avvale dell'apporto di 12.000 volontari. Le delegazioni contano complessivamente 4.500 persone. Oltre 2000 sono i media accreditati, 100 i fotografi da tutto il mondo. Alle Paralimpiadi di Atlanta fanno il loro debutto gli atleti con disabilità intellettiva che parteciperanno alle gare di nuoto e di atletica, vela e rugby in carrozzina. Nel medagliere primeggiano ancora una volta gli Stati Uniti seguiti da Australia e Germania. Per l'Italia si confermano Luca Pancalli, Paola Fantato e un certo Alvise De Vidi che di medaglie ne vincerà ancora parecchie, soprattutto in una delle gare più affascinanti, la maratona, come quella di Sydney all'alba del Nuovo Millennio.

Gli ultimi chilometri da solo con percorso molto duro, era tutta la maratona difficile come percorso fino ad arrivare allo stadio all'impatto di questo grande monumento dello sport e l'entrata il tunnel di maratona, la porta di maratona al buio, mi ricordo, e poi l'impatto con la luce, con gli applausi del pubblico che mi aspettava. Un grande pathos e gli ultimi 500 m godendomi questi questi momenti di gioia e di fatica fino a arrivare a quel nastro finale, tagliarlo, romperlo con la gioia infinita di questa grande giornata di sport per me. Ricordo in elem a Sydney è la prima volta che alla famiglia Olimpica e a quella paralimpica vengono offerti gli stessi servizi, stesso villaggio, stesse opportunità medico-sanitarie, stesso catering e stesso sistema dei trasporti. Nel villaggio olimpico di Newton, dove l'energia è fornita da pannelli solari, alloggiano 7.000 persone, di cui 4000 sono [Musica] atleti. Al botteghino vengono venduti oltre 1 milione di biglietti. Sono oltre 2300 i rappresentanti dei media, operatori, giornalisti, TV, fotografi provenienti da tutto il mondo. Per la prima volta la Paralimpiade andrà su internet dove verranno trasmesse in diretta oltre 100 ore di gara. Il sito ufficiale alla fine conterà 300 milioni di contatti. La Paralimpiade è ormai un evento mediatico planetario.

In Italia si comincia a percepire un'attenzione maggiore verso gli sport disabili. Nell'edizione di Atene 2004 è stata calcolata una media di 600.000 spettatori per ogni trasmissione. Nel 1990, l'anno delle notti magiche dei mondiali di calcio, era nata la Federazione Italiana degli Sport Disabili, un unico organismo che nel 2003 si trasforma nel comitato italiano paralimpico. In Grecia 680 tedofori si sono alternati per portare la fiamma paralimpica fin dentro lo stadio. Già 680 come i controlli antidoping effettuati. È la prima volta in una Paralimpiade. Nei 19 sport vengono battuti oltre 300 record mondiali ed oltre 300 record paralimpici. Le donne, oltre 1100, partecipano per la prima volta allo judo e al Sledge. I giochi si chiudono con il fantastico trionfo di Alvise De Vidi che nella maratona taglia per primo il traguardo nell'incredibile scenario dello stadio Panathinaiko, quello dei primi Giochi Olimpici del 1896. Nel medagliere la parte del leone con 141 medaglie la recita la Cina che si sta preparando per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Pechino [Musica] 2008.

Nido D'Uccello il nome del nuovo stadio Olimpico di Pechino, realizzato da due architetti svizzeri Herzog e De Meuron. Watercube è invece il nome della piscina, una struttura ecosostenibile a forma di tante bolle di sapone. Pechino, insomma, prima dell'Olimpiade si è rifatta il look. Sensazionale la copertura da parte dei media. Le televisioni cinesi trasmettono le gare per 22 ore al giorno. L'IPC, l'International Paralympic Committee, sbarca invece su YouTube. Sono stimati inoltre 3 miliardi gli spettatori che hanno assistito alle gare paralimpiche. Sono le Paralimpiadi di Oscar Pistorius, l'atleta sudafricano amputato bilaterale che sogna di gareggiare nell'atletica con i normodotati. Un sogno che coronerà 4 anni più tardi quando avrà la possibilità per meriti sportivi di partecipare sia alle Olimpiadi che alle Paralimpiadi di Londra.

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Ma c'è anche un'atleta italiana, una campionessa che ad Atlanta 1996 riuscirà a partecipare ad entrambe le competizioni e che anche ad Atene vincerà una medaglia d'oro nel tiro con l'arco. Paola Fantato. Sono stata la prima atleta italiana a partecipare a un'olimpiade seduta su una sedia a rotelle, la seconda al mondo, però insomma è stata un'esperienza molto molto bella perché ha significato per me un'integrazione totale. Quando io ero sul campo di gara ad Atlanta non c'era nessuna differenza. Io ero un atleta forte perché ero là, ero temuta e rispettata dalle altre atlete come io temevo e rispettavo loro e purtroppo non possiamo dire altrettanto fuori dal campo di gara, soprattutto nella tribuna stampa, perché si continuava a vedere la mia carrozzina, invece di apprezzare le prestazioni agonistiche si vedevano si vedeva sempre la mia carrozzina. Una volta un giornalista mi ha chiesto come si fa a partecipare alla a un'Olimpiade e a una Paralimpiade nella stessa edizione e io gli ho risposto che bisogna essere molto bravi.

60 anni dopo la prima edizione internazionale dei giochi di Stock Mandeville, le Paralimpiadi fanno ritorno nella loro terra d'origine e chissà se il papà degli sport paralimpici Ludvig Gutman poteva immaginare un successo così clamoroso per quel che riguarda tutto il movimento. E chissà se anche un ex pilota di Formula 1, Alex Zanardi, poteva immaginare, dopo il terribile incidente in cui perse entrambe le gambe, di diventare così noto e famoso come atleta paralimpico rispetto a quando era normodotato nel mondo delle corse. E dal primo giorno in cui ho messo me stesso a disposizione di questa mia passione, di questo mio sogno, eh ho davvero incontrato la felicità. Ehm, è stato tutto bellissimo, bellissimo e quindi questo momento di di grandissima intensità in realtà è anche portatore di un velo di tristezza perché perché comunque è la fine di questa grande avventura, ce ne saranno altre. Attenzione, perché io poi sono un tipo curioso e le passioni sono originate dalla curiosità, però detto questa, eh, almeno da un punto di vista così, per quello che io avevo immaginato potesse essere la mia esperienza nel nel mondo del paraciclismo, arrivare più in alto di così mi riesce, è difficile immaginare.

Londra 2012 con 4.300 atleti provenienti da 164 nazioni, saranno i giochi più grandi di sempre, come dichiarerà nella cerimonia di chiusura il presidente del Comitato Internazionale Paralimpico Phil Craven, un inglese che a 16 anni perse l'uso delle gambe durante un'arrampicata nei pressi di Bolton, sua città natale. Le Paralimpiadi di Londra avranno un significativo impatto sulla società britannica, dimostrando come lo sport paralimpico sia il miglior testimone, sia il miglior ambasciatore per l'abbattimento delle barriere architettoniche e culturali, per l'integrazione e l'inclusione delle persone disabili nella società.

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