Transcription
[Musica] [Musica] Metti una sera a cena a casa di Giovanna Giovannini, che non conoscevo. Me ne ha parlato Morena, Antonietta Gatti, che naturalmente è moglie della Superstar Stefano Montanari. Guardate la faccia, che faccia! Allora, parte cena vegana, benissimo. Torte vegane buonissime, appositamente per voi, eh, al cioccolato e gli amaretti, buonissime.
Allora, tu mi hai parlato perché tu mi hai parlato di Giovanna che consente di Garda con ste robe. Perché comunque, effettivamente, come ci siamo conosciute? Adesso Gil, attraverso un cuoco che è un cuoco normale, fa anche fa anche cucina medievale e proprio cugino di Degarda. Il suo bigliettino da visita dice "Cucina di Degarda francese", che però in Italia. E ci siamo conosciute con lei tramite Santhing Degarda, perché Santhing Degarda è un collante, in pratica, che unisce le persone. Quelle, però, che hanno che hanno che cosa? Il potere di vedere al di là delle apparenze e al di là delle cose. E quindi ci unisce questa questo spirito e si fa amicizia subito. E abbiamo allargato le nostre amicizie in praticamente in tutta Italia, conoscendo persone eccezionali. Grazie. Ma penso a te. E tu come? Allora, tu mi ha detto che tu qui a San Giorgio di Piano, dove siamo adesso, hai un negozio dove vendi prodotti di Santhing Degarda? Sì, anche. Ho praticamente un erborista di Cuneo, di Pianiferri, Cuneo, che mi prepara le tisane fatte della ricetta del Degarda. E sono cinque tisane diverse: uno per l'equilibrio, quindi equilibrio generale, motivo psicologico. E una sulla armonizzazione, le aveva delle armonia. L'altra è per il digiuno, quindi quando uno fa digiuni o fa anche una disintossicazione. E poi l'altra che si chiama vitalità. E quindi io le tengo. Ma non solo, perché conoscendo appunto questo cuoco francese, italo-francese, che marchigiano, francese, lui in realtà mi ha fatto vedere assaggiare i biscotti della del buon umore che il Degarda inventò lei nel mille. Che insomma, era erborista, era esatto, anche cuoca, mi vien da dire, no? Perché cucinava. E quindi questo biscotto di buon umore ha un tipo di spezie che questa erborista mi prepara appositamente. E quindi ho le spezie di Ildegarda, le tisane del Degarda, nonché i prodotti della Giovanna Giovannini, che ha avuto questo miracolo di conoscenza con il Degarda. Chi era Giovanna Giovannini? Sono io. Parlo in terza persona, siamo quasi che sia un'altra, eh. Perché? Perché è stato strano. Non mi riesco, io non riesco mai a dire "è stata una cosa mia". No, ho capito. Ma come hai fatto a conoscere l'assalto indagato? Ecco, così.
Allora, praticamente, ho sognato. Ho fatto questo sogno molto particolare. Ho sognato che ero in una chiesa in Germania, a notare bene, che non ero mai stata in Germania prima di due anni fa. E in questa chiesa in Germania, praticamente, io entro in una navata della chiesa, ma non frontale, dalla navata centrale, diciamo, ma da dal lato, come se nel rettangolino qui c'è il lato, qui e di fronte c'è un'altra porta. Dico queste cose perché sono importanti ai fini del sogno. E sulla sinistra vedo della gente che gira in senso antiorario. E una signora mi viene vicina. Come è successo a te, di un'altra donna, no, che ci guida. E le dico: "Ma cosa succede lì?". E lei mi dice: "Ma come, non lo sai? La santa!". No, io non so niente. "Si avvicini, si avvicini, poi vedrà". Allora entro in questo senso centripeto di gente che gira intorno. E arrivata al centro, vedo che c'è una donna seduta, accovacciata, vestita da suora di nero, ma che ha un particolare, parte molto anziana, anziana, molto rugosa, proprio l'ho vista. E ha questi tre pietre pendenti nella fronte, più delle medagliette, sai, di quelle argentate, un po' che hanno le ballerine della danza del ventre. E invece lei aveva queste e queste tre pietre: una rossa, una verde, una bianca. Allora, cosa succede? Che quando arrivo al centro, lei percepisce la mia energia, per cui la mia presenza. Mi vien da dire, alza da accovacciato in terra la mano destra. "Antonietta", perché c'è un motivo. E mi dice: "Giovanna, finalmente sei arrivata. Ti ho aspettato tanto". Con me lei dice: "Sì, te vai di là". Infatti, mano sinistra, "vai di là e dopo vengo a parlarti". Io mi trovo, sai come sono i sogni, in un attimo sono in questa sagrestia. Sagrestia con una bocca di fontana dietro, sai, di quelle tipo. Non ho visto che era un leone, che forma aveva. Una secca, senza acqua. Percepisco la sua camminata anche autorevole, però mi vien da dire. E lei arriva da me, ma non è più lei. Non è più una donna anziana. È vestita, stavolta, con un pantalone bianco, una camicetta bianca semplicissima, una donna di una quarantina d'anni. Viene da me, si alza le maniche, dice: "Giovanna, adesso andiamo a casa, a casa mia, io e te, perché abbiamo molto da fare". Con questo atto di quando uno deve lavare qualcosa. Io mi sveglio quella mattina, un po' sotto shock, perché questi sono sogni, visioni che ho sempre fatto fin da quando ero bambina. Un po' come dice il Degarda, io ero immersa in questa energia, in questa luce. E ti sembra di sentire gli odori, c'è tutto, è come se tu fossi dentro materialmente al sogno.
Quella mattina viene da me una un'allieva a lezione, che è antroposofa, quindi un proposito assai neriana, sa di tante cose. Le racconto il sogno. Lei in un attimo mi guarda e dice: "Santi il de Garden? Non la conoscevo assolutamente". E lei comincia a dirmi: "Guarda che lei è morta molto anziana, è stata una delle prime Cristallo terapeuti della storia". Quindi c'è un senso anche delle tre pietre. Lei conosceva il fatto del rosso, del verde, del bianco, perché lei usava queste pietre anche per fare delle delle terapie. Quindi tipo lo smeraldo grezzo, lo metteva dentro al farro per curare i dolori di stomaco. Glucoceva proprio pure l'onice, ad esempio. Ieri sera nel locale che abbiamo qua, abbiamo è venuta una verstacolo terapeuta. Ieri sera l'omici per il cuore, lo faceva bollire nel vino nero per il cuore. Insomma, lei mi dice questa. Io sono un po' scioccata. E comincio, sai come si fa su internet, vado a cercare i dati. Mi si presenta subito una prima immagine, quella più famosa di lei, questa icona adorata, il nero e bianco. E io gli occhi, tu manco colpito, perché gli occhi, sai, quando lo senti dentro che sono sono i suoi. Io li chiamo occhi cristici, sono degli occhi particolari, di questo colore intenso fra il blu e il verde, non so, non so spiegare. Comunque mi ha colpito questa icona. Comincio a studiare, a ricercare. Così, ma cosa succede? Io da dal 1999, appunto, quando mio marito fece l'uscita da questa casa, ho cominciato a ricevere di notte dei testi, quelli che vi ho mandato in questi giorni. Non so se siete riusciti a leggerne qualcuno, Stefano e Antonietta. Praticamente, io mi sveglio e sento o chiamare Giovanna, questa voce. Io non so dire se è femminile o maschile, la chiamo una voce. Non sarò come altro dire. E praticamente hanno cominciato ad allenarmi questi testi sotto dettatura. Non posso chiamarla canalizzazione, non so cosa sia. Resta il fatto che non sono io che scrivo, sono una roba pazzesca. Su un profetici, molto spesso, ha tante cose. Ad esempio, io credo che avessero annunciato. Io ho scritto quello cellule impazzite che vi ho mandato. Poi, se volete, ne leggo qualcuna. Penso di averne più di 400. Samurai che continua a esserci questa cosa. A parte due anni dei Covid, gli anni del Covid, c'è stato il silenzio. Io tutti lottavano, facevano brigavano, eccetera. Io sentivo questa voce dentro di me che diceva: "Stai ferma, stai ferma". Io ho dovuto stare ferma lì. Quindi continuare a far cose, ma stare ferma lì. E quindi, niente, praticamente da da quando mi sono cominciati questi testi, cosa comincia ad arrivarmi? Un disegno. E il disegno è una stella fatta in un preciso modo, cioè parte da sopra, così, così, così e così. Poi, dopo un po' di tempo, cominciano ad arrivare dei numeri: 1, 2, 3, 4. E mi elenca questi numeri fino a 26. Poi comincia a essere A, B, C, D, le lettere. E poi mi arrivano le note. Allora, io non sapevo. Il Degarda è stata musicista, è stata cantante, ha scritto tutti questi inni, tante cose. Quindi ha molto a che fare con me. Cioè, trovavo sempre più una somiglianza con lei, senza capire perché. Poi io non sono nella la credente, chissà che cosa, c'è capito? Non lo so perché arrivava questa cosa. Resta il fatto che finito questo, io lì dentro nel cassetto, se vuoi, te lo mostro, il codice che mi è arrivato finale. È un codice alfanumerico sonoro. Poi anni e anni di ricerca, di studio, sogni, cose scritte, eccetera. Scopro che in questi testi che mi arrivavano ci sono dei suoni che io decodifico e suono al pianoforte. Quindi, praticamente, io suono i testi che mi sono arrivati. Al punto che scopro, studiando tutta la questione, varisoni che sono stati non sempre di lei, ma che mi hanno spiegato come fare. E praticamente appare un giorno a casa mia il signor Edward Badge, cioè il dottor quello dei fiori, di fiori di Bach. Amaro, che era inglese, invece, insomma, da corte reale inglese, insomma, un patologo. Una persona, io li usavo i fiori, li usavo, tipo Rescue Remedy, che lo prendono tutti per attacchi di panico, ansia, così. E niente, quindi praticamente comincio a capire che lui mi dice una frase importantissima. Come arriva a casa tua? Al mare, a Ravenna, abbiamo questo posticino a Ravenna, al mare, no? Io lo vedo, lo vedo. È proprio una visione. Ma non ti so dire, non sapevo chi era. È un'immagine luminosa, come tanti raccontano, no? È un'immagine luminosa. E lui mi dice due cose che mi fanno capire che è lui. Mi dice: "I dosaggi sono sbagliati". E mi dice: "Hai mai pensato che ogni fiore abbia la sua ottava fondamentale?". E io lì prendo il libro di fiori di Bach, quello in latino, perché il Degarda c'era il latino che utilizzava come scrittura. Lo ritradduco tutto, lo ride reciproco i numeri che mi erano arrivati di quel codice. E famoso. E praticamente, dopo dieci anni, perché ci ho messo dieci anni, sono arrivata a concepire 12 ottave di Degarda. Si chiamano che sono acque che lei ha chiamato le acque, le soluzioni liquide per ogni male. Sono acque evolutive, acque e sonore. Praticamente io suono al pianoforte e il nome, cognome, la data di nascita di ogni persona e le parole che dice. Infatti, anche a voi avevo dato il foglio, praticamente. Uno può scrivere: "Mi illumino di immenso". Che cosa rispondi? Ma sì, però non sono un poeta, ok. E questa cosa qua, da domanda-risposta, praticamente io faccio un calcolo di numeri che mi portano ai fiori giusti per la persona. Ed è sconvolgente. Io ormai li ho un archivio alto così, pacchi di fogli, perché sono 10 anni che faccio le acque per le persone. Le ho sempre fatte un po' in camuffa all'inizio, perché ma lavori sulla memoria dell'acqua, o su Bravissimo. Ecco, ad esempio, Mazzaro moto, dopo me ha cominciato a incuriosire una conoscenza, l'altra ha cominciato a conoscere la memoria dell'acqua. Adesso poi mi arrivano tutti, adesso mi parlano di Odellino, si chiama Bruno Odellino, non so se lo conoscete, è uno che lavora anche lui sulla frequenza delle acque. E quindi io ho sempre pensato che l'acqua fosse importante, perché noi nasciamo dall'acqua. Quindi l'informazione che noi abbiamo è chiaro, parte dall'utero materno, che ha però non pensavo quello. Poi io ribadisco, come dicevi, il Degarda, sono un ignorante in questa. Ma te, non sono né un medico, né un matematica, per me fisica, queste cose non ha mai studiate, capito? Eh, cioè, i non mi piacciono, non mi piacciono numerologia. Ho avuto la fortuna di conoscere un'amica che purtroppo è morta a luglio, sto male, e che mi ha insegnato tantissimo della numerologia. Ho libri anche di numerologia medica. Esistono cose pazzesche. Mi ha interessato molto vedere adesso, c'è la numerologia di Grabovoi, si chiama, anche quella. Sto cercando di decodificarla con i numeri di Ildegarda, perché sono diversi dalla numerologia normale. Non è la numerologia agente immobiliare. I numeri di alla fine sono spessissimo il 3, 6, 9, 6, 9, 3. Guarda caso, eh, come dice sempre Alberto Ferrarini. Ho avuto la fortuna Ferrarini, Alberto Ferrarini, lo conosci? [Musica] Io ho avuto la fortuna anche di andare a casa da Carlo Ventura anni fa, perché ho insegnato musica ai suoi bambini. E anche lì, vedi, dico sempre, non è mai un caso. E Carlo, quando ha visto questo codice, sotto sembra la teoria delle stringhe, ma non è completamente quella. E quindi adesso io ho fatto, penso a te, appoggiate finanziate dal Teatro San Leonardo, perché io lavoro con Angelica al festival di Bologna già da 12 anni. Il produttore mi ha pagato la grafica e tutto quello che serviva per poter fare queste boccette. Poi, non finendo il discorso, cosa succede? Vado dal dottor Di Leo di Anzola Emilia, che è il creatore delle Fiori di Bach italiani, perché lui, essendo quello che va a raccoglierli nell'Appennino, dice: "I fiori che noi italiani dobbiamo prendere, dobbiamo prendere quelli dell'Appennino, non quelli inglesi". E quindi vado da lui con, sai, se uno va dal grande imprenditore, con schemi, cose che ci sono arrivata lì, coi miei schemi, di quelli fatti come i lampostili, come diciamo Bologna, no, con i colori. Ma ascolta, per due ore con me, comunque, quest'altra mia ex allieva, che mi ha aiutato a capire tutta la questione. E praticamente, dopo due ore, chiama su la sua biologa, perché io gli dico una frase che a quanto pare l'ha scosso, che è stata: "Dico, poi guardi, ormai le posso dire che mi è arrivato anche il signor Bach, dicendomi: i dosaggi sono sbagliati". E lui fa questo gesto, no, come dire, mi metto in attenzione. È cambiato qualcosa lì. Ha chiamato la biologa e ci ha detto: "Potete rispiegare tutto?". Rispieghiamo tutto. Insomma, ve la faccio breve. Io volevo fare questi 12 soluzioni e creare le boccette, perché sono Fiori di Bach particolari, miscelati per ogni ottava. E anche lì abbiamo scoperto, appunto, tramite anche questa mia ex allieva, collega che fa massaggi sulla medicina cinese, eccetera, che ognuno rappresenta un meridiano corporeo. Quindi noi nasciamo fegato, nasciamo polmone, quello. E da lì finisce un cammino. E in questo cammino io devo fare un viaggio per evolvermi. Ecco perché non ne basta una, capito, Antonietta? Anche no. Cioè, è il cammino che si fa. E può essere in avanti o indietro, non è detto che sia sempre amanti. Quindi io nasco sesto ottava rene, ma devo fare il percorso fino ad arrivare alla uno polmone. Quindi è un cammino, no, che io chiamo le 12 stanze, in realtà. E facendo questo, arriviamo da lui e mi spara dei conti, chiaramente esagerati per la produzione. Io dico: "Guardi, io purtroppo sono povero, non ne ho, perché sono una povera musicista che fa al minimo, è dovuto anche una vita complessa, quindi non è sempre stato facile". E niente, lui il giorno dopo mi chiama e dice: "Giovannini, dica, ho pensato di appoggiare il suo progetto, le do io quello che manca". Quindi, ma economicamente appoggiato. E abbiamo fatto le prime 1200 boccette. Sono là dietro il pianoforte, belle vibrate tutto il giorno dalle mie della mia musica. Cioè, praticamente cosa fanno quelle lì? Tanto, tanto. Allora, diciamo che chi segue veramente il progetto e il percorso, cambia vita. Ho tante testimonianze di persone che che mi seguono e che mi hanno seguito. Mamma, e come fai a dire quale sono tutte uguali? No, appunto, sono tutte diverse. Sono tutte diverse. A parte la 1 e la 10 che hanno gli stessi fiori, ma con dosaggi diversi. Ok. Praticamente, dalla data di nascita, il nome e il cognome, tu vai a definire quasi delle tipologie umane. Ad esempio, nel suo caso, l'abbiamo fatto. Lui è finora mi erano arrivati gli opposti di lui, nel senso che mi erano arrivate tutte persone con problemi di paura, di poco coraggio, eccetera. Lui è il contrario esatto. Di averla presa anche stasera, anche stasera, prima di venire qua, io prendo sei gocce, lei ne prende cinque, perché così, perché io sono un sol, lei è un fa diesis, che poi è la settima. E quindi dal fa diesis si arriva, si arriva fa diesis. Ma infatti, interessante. Per me è un continuo studio di questa bellissima, bellissima. No, aspetta, che dopo che tu hai parlato tutto così, io credevo di voltarmi a sinistra verso Stefano e dire: "Stefano, ma ci hai capito qualcosa?". E quindi confrontarmi con lui per dire: "Ma questi sono tutti matti". E invece lui ti dà, ti dà man forte. Quindi io sono rimasto da solo. No, no, no, no, no, no, no. Allora, queste sono tutte balle belle, non è vera una parola. Perché? Perché? Perché noi siamo stati abituati, coltivati, modificati per credere, per per associare alla verità quello che fa comodo a chi ci ha modificato. No, queste sono Giuliano, e questo è quello che dobbiamo credere. Quindi quello che ha detto adesso a Giovanna, sono tutte balle, che però hanno una una particolarità: sono le verità vere. Queste sono le verità vere. Quindi, quindi non sono le verità finte a cui noi siamo tenuti a credere. Tutta la nostra vita è fatta di verità finte. Guarda quello che ti raccontano i virologi, guarda quello che ti raccontano i politici, guarda quello che ti raccontano i giornalisti, guarda quello che ti raccontano i magistrati. Quella sono le verità. C'è un'altra un'altra dimensione che sono le verità vere, che sono quelle di cui ha parlato adesso a Giovanna. Ma noi, che cosa ce ne frega nulla? Perché noi non siamo, non siamo tenuti a credere a quelle cose. Noi, addirittura, siamo puniti se ci crediamo. È vero? Quindi, quindi no, è tutto falso, e tutto falso. Peccato che sia una verità a un livello diverso. Ma verrà il giorno in cui ci fanno un TSO. Secondo te? A me sì. Eh, a me sì. Però, però vedrai che li faccio diventare matti. Io sai perché? A me non mi vuole nessuno a dibattere, perché non c'è modo di dibattere. Perché io, come giocare a tennis, io ti metto la pallina dove voglio io, ma dentro con le regole, con le regole del gioco. Io non baro, io non dico cose strane, io dico cose che sono vere, vere, di una verità non così elevata, ma di uno strato di verità più alto di quello che ti impongono. E da lì non scappi. Ecco perché non mi vogliono. Se io, per esempio, dovessi incontrarmi, dibattere con quei poveretti che vanno in televisione per quattro soldi, o anche otto soldi, o anche 20, o anche 30 denari, e vanno a raccontare tutte le loro. Ma io li metto, li metto in mutande, come voglio. Per quello che non mi, non mi prendono. Quando a Modena avvenne un luminare, e io dal pubblico fui chiamato ad andare giù dal luminare, a dirgli: "Illuminare, se l'è svignata, è scappato e non si è più fatto vedere". Perché? Perché si faceva la cacca nelle mutande, ha paura. Beh, vabbè. Tornando a noi, queste sono le verità vere. Ma anche te c'hai le gocce? Certo che ho le gocce, perché io sono una scienza sempre. Io sono uno scienziato, perché non provare cose che tu non comprendi completamente? Però ci sono delle delle situazioni che ti impongono di affrontare il problema e di andare a verificarlo. Perché no? Il fatto di dire che dei sogni che abbiamo avuto, sia io che Giovanna, dei Santi il Degarda, sono dei sogni. Io non devo andare indagare i sogni, perché non sono credibili. Chi se ne frega? Vedi, la scienza delle volte ha dei percorsi che non sono quelli consueti, va bene, quelli già legiferati. Ci sono altre strade. Tutte delle grandi, delle grandi scoperte, delle volte sono state fatte, state fatte per caso. Guarda, aiuto, con la mail in testa, che gli è cascata in testa. Quelli sono dei percorsi scientifici che però nascono in maniera, come dire, occasionale, no? Non accademica, non so come dire. Però c'è un percorso scientifico che viene validato e resiste, ed è da centinaia di anni. Quindi l'uomo deve essere sempre curioso di vedere la realtà, non come appare, ma anche quella che c'è sotto, e deve cercare di capirla. Quindi stiamo facendo esattamente questo. Cerchiamo di capire. Perché no? Non stiamo facendo cose strane. Ma come mai io mi imbatto sempre più spesso in persone strane come voi? Forse era già scritto? No, non diciamo questo. Stiamo aumentando le persone strane. Ecco, tu le chiami. Ma sono persone che invece pensano, che pensano magari in maniera non secondo i binari che ci vogliono far prendere. E quindi, e questo essere diversi è quello che ci unisce. Ieri sentivo un deputato della Commissione Europea che diceva: "Anche qui dentro non c'è più diversità, perché non c'è più dialogo. Ci sono solamente dei dogmi che che passano". La scienza non è un dogma. E quindi noi stiamo cercando di fare semplicemente il nostro mestiere. Ma oggi ancora peggio, la scienza è più di un dogma, religione. Ecco, esatto. Questo è un problemino, secondo me. Qui ci sta il problemino, perché non può essere così. La scienza deve essere libera, e libero deve essere anche il nostro modo di approcciarci a lei. Quindi non può essere dogmatizzato, politicizzato. E le leggi scientifiche date dalla politica fanno ridere, su. Dai. Senti, Antonietta, tu sei una luminare per quanto riguarda microscopio, tutte queste cose, tutta la prima parlare di nanoparticelle, eccetera. Hai analizzato la prima pioggia caduta? Sì. Ed ecco qui, vedi, questo è un percorso anche questo strano, se vuoi, ma logico. Sono tre mesi che c'è la siccità, quindi non piove. Però nel frattempo, noi vediamo il cielo che è lattiginoso, un sacco di aerei che passano, lasciano, sporcano e così via. Quindi con la prima pioggia, forse viene trascinato giù al terreno quello che è rimasto sospeso in aria. Questo fa parte, però, della ricerca quella povera, perché lo scienziato ricco sarebbe andato su con un aereo, un pallone aerostatico, con dei sensori misuratori, così. E la ricerca povera si fa così. E quindi sono andata con il mio barattolino, quello per l'urina, quello sterile, e a prendermi la pioggia. E è il suono andata a vedere che cosa c'era dentro, perché sono curiosa. E quello che ho visto, io non l'avevo mai visto. Nel senso che io da tempo, ogni tanto, la prima neve è la prendo e l'analizzo, perché anche con la neve scende quello che è rimasto sospeso in aria. Una volta vent'anni fa, si guardava il la polvere dispersa dagli inceneritori. Adesso si guarda quello che qualsiasi cosa disperde nell'aria. Hai ricompresi? E quello che ho visto, come ti dicevo, è qualcosa che io non avevo mai visto. Mentre negli altri casi c'erano polveri, degli agglomerati di polvere, con una delle chimiche un po' particolari. Qui ho visto delle cose strane. Ho visto dei filamenti, filamenti che cadono dal cielo. Che cosa? Allora, circa 15 anni fa, era già successo questa cosa nelle Marche. E qualcuno ha detto: "Ah, sì, sulle ragnatele dei ragni volanti", che però sta in Australia, in inglese. Quindi qui da noi non si sono mai visti. Quindi, quindi quello che io penso è che effettivamente certi aerei rilasciano che cosa? Plastiche, composti carboniosi. E non sempre è facile da dire. Questi cadendo, ovviamente, raccolgono anche altre cose, come i pollini, come le polveri normali. E quindi tu vedi questo mix. Ma questi filamenti non si capisce. Poi dobbiamo pensare che questi filamenti, questo sporco cade per terra, sul suolo. E sul suolo, qual è l'effetto che può fare? Renderlo sterile, perché i vermi con queste cose, forse non ci vanno a nozze. E quindi noi vediamo, cioè, io ho visto che che nell'aria c'è ci sono dispersi delle cose fatte dall'uomo. No, no, non sono cose naturali. Ma soprattutto sto vedendo che tutte queste cose vanno nelle verdure. E secondo me, non si riescono a lavare, anche perché sono filamenti, delle volte sottilissime. E quindi poi ce le mangiamo. Ma ecco, com'è possibile che abbiamo trovato, siame che mia moglie, dei metalli pesanti nel corpo? Questo è abbastanza normale. Perché è normale? Sì, perché queste cose sono anche degli inquinanti dei cibi industrializzati. Ovviamente, noi abbiamo scritto già dei libri, vari libri. E per esempio, della mortadella, che tu non mangi, però nella mortadella, per esempio, ci sono polveri di acciaio, perché vengono da tutta la strumentazione che tu usi per triturare finissimamente questa carne. E quindi si usurano tutti i ricordi. Forse che una volta c'era il per macinare il caffè, il macinino da caffè, che a un certo punto faceva della polvere che era grossolana, perché gli ingranaggi dentro di ferro, in quel caso, si usuravano. E quindi perdevano il taglio. E però dove vanno a finire? Vanno a finire dentro al caffè che tutti bevi. Quindi tu, in qualche maniera, ingerisci la frutta, la verdura, la pesca. Io la pelo, ma già da tantissimi anni, anche se mi piaceva, perché la pesca ha una buccia che è in qualche maniera molto porosa, in qualche maniera, quindi trattiene molto. Quindi come fai a lavarla? Lo spinacio, anche cavolo nero, tante verdure che sono rugose, che trattengono. Il cavolo quello viola, che è molto fine, e quello tu lo levi tre volte. Se c'è della polvere sopra, cenere, da dare cosa che io ho fatto. Ho mangiato la cenere dell'Etna, l'ho mangiata 1000 km di distanza, perché non sapevo che quel cavolo era cresciuto sotto alle pendici dell'Etna, quando le eruttava. E quindi c'era tutta la polvere di basalto che uno si è mangiato. Che che cadono nell'aria. Tu, Giovanna, prima ci raccontavi che tu eri a Trieste quando ci fu Chernobyl. Mamma mia, non ricordo bene più grandi. Cioè, ero giovanissima, ma ricordo bene che mio padre diceva: "Non andar via". Erano i giorni che ci dicevano di stare a casa, perché se pioveva, di non bagnarsi, di pulire i vestiti subito. Invece io avevo questa cosa di andare a fare a Trieste. E uscita per andare in stazione, mi sono bagnata completamente. Io ricordo anche l'acqua che scendeva, che sembravano delle cose quasi oleose, dei filamenti si vedevano nell'aria. Questo cielo rosato. Dico una cosa che mi impressiona molto, e niente. Io 6 anni dopo ho avuto delle crisi radioattive fortissime, quindi mi sono caduti i capelli, amenorrea, vari problemi ormonali. Caduti di sopracciglio, tipico delle radiazioni. Ancora ne ho pochissimi dei capelli, mi sono rimasti tanti disagi. E poi il mio corpo è cambiato completamente. Quindi io soffro di un problema alla tiroide, che anche atipico, diciamo, nella tipica di Hashimoto, come lamentante, insomma. E quindi, e ricordo una cosa particolare: facevo dei bagni di sudore di notte, mi svegliavo bagnata fradicia, da bagnare il materasso. Questa cosa particolarissima. In poi cominciai a prendere chili, un chilo, un chilo al mese. E adesso, anche se non sono la mangiona, corpo questo, insomma, dovrei fare una vita diversa, fare sei ore di palestra per calare. Però, insomma, purtroppo io tante ore al pianoforte. E poi tu continui a vedere le presenze. Allora, questa casa, questa casa è una casa particolare, magica. Beh, sono successe tante. Io questa la chiamo il corridoio delle anime, questo in questa parte qui. Poi sono venuta a sapere dopo. Senti anche tu? Allora, qui, qui ho scoperto poi negli anni, perché sono venuta a abitare, quindi 93. Questa casa è lei che ha voluto medico. Io è stato strano come ci sono arrivata, perché insomma, mio marito era venuto ad abitare ad Argelato, a lavorare ad Argelato, quindi mi sono trasferita qua. Ma questo posto ha tanto che fare con me, alla fine, e con delle storie che io non sapevo di di dover intrecciare la mia vita. Vi faccio un esempio: qua sotto, qui in questa piazza, cioè, qui è stata combattuta la battaglia, penso, fra i Visconti, Bentivoglio, non vorrei sbagliarmi, un'ecatombe di morti, insomma. E i cavalieri, in quegli anni, già nel Medioevo, fecero per la vincita della guerra, una Madonna, un'icona che si chiama Madonna della Vittoria, che ora è a San Salvatore a Bologna, dove io ho lavorato 20 anni. Quindi questi cavalieri a cavallo partivano da San Giorgio, arrivavano a Bologna, dentro la chiesa di San Salvatore, poi arrivavano all'osservanza con questa Madonna. Se Madonna è stata depositata nella chiesolina qui di San Giuseppe, è un oratorio del Settecento, se non sbaglio. Insomma, è stata depositata lì per un sacco di anni, che sono Madonnina, poi riportata a Bologna da poco tempo, insomma. Ed è strano, perché è legato tutto a me sta cosa. Io abito qui, da qua sotto passavano, arrivavano lì, io sono andata a lavorare là. Poi non lo so, non lo so spiegare. È un paese strano. Mi sono successe cose molto particolari. Con questa amica numerologa, ne avrei una da raccontarti che è abbastanza. E questa, praticamente, una una sera canalizzai che dovevamo stare svegli a un orario preciso, che era le 3:40, e di metterci qua la finestra, perché avremmo visto qualcosa di particolare. Io puntai la sveglia alle 3:40, la mia amica la puntò alle 3:40. E dopo di che, io vado a letto. Ci svegliamo, vado a svegliarla e dico: "Eren, dai, sono già, sono già le 3:40". No, sono le 2:40. Veniamo qua in piazza. Poi, come vedi, la casa mia si vede bene il campanile di San Giorgio. E guardo il campanile, ed erano le 4:40. Ognuno aveva un orario diverso. Nel mio momento, in cui mi hanno fatto capire che sarei dovuta stare qui davanti a questa finestra, con loro si è abbassato una nebbia di colpo. Anche questa, io ricordo questo colore rosato, mi viene un rosa luminoso. Praticamente siamo state qua coi 5-10 minuti, fino a che si è rimossa la nebbia. A quel punto, tutti gli orari erano 3:40, cioè, non spazio tempo, una cosa allucinante. E io da quando vivo qui, ricevo questi testi, che sono testi anche di persone defunte. Io, ad esempio, ho ricercato su internet questo Piero Conti, 1944, che racconta la sua morte sulla Linea Gotica, e ho trovato che è esistito. Quindi si firmano, si firmano un'entità priva di priva di priva di entità. Non mi strani cose particolari. Una notte mi sono svegliata. Io soffrivo sempre di sonnambulismo fin da bambina. Una notte mi sono sognata qua in ginocchio, che vedevo un'icona della Madonna. Vede come c'è quel dipinto che mi ha dipinto una una persona che pare che sia anche vostra cugina, perché abita qua a San Giorgio. Parlava quel disegno che ha fatto Leila in fondo, me l'ha fatto proprio perché io ebbi una visione di questa Madonna meravigliosa. Ed è stato del terremoto che arrivava dalla a casa, ha resistito. Abbiamo avuto, io ho avuto parecchi danni, abbiamo dovuto rifare finestre, cambiare, insomma. Però ci fu il terremoto dopo pochissimo. E fu anche quella è una cosa abbastanza brutale. Quindi qua, io se ti devo raccontare, ho una ragazza con la quale ho fatto la tesi, perché Santa Rita veniva regolarmente a dirci cosa dovevamo scrivere sulla tesi. E lei ha fatto una tesi che si chiama "I profumi di Santità". E quindi io canalizzavo, ma se non è che lo faccio apposta, ti faccio, ti premetto che io da ragazzina, come lo spiegavo loro, ebbi la visita di Massimo Einaudi a casa mia, un bravo psicologo, perché io una notte stetti malissimo, malissimo, malissimo. E sentivo queste ondate di mare, sentivo parlare in spagnolo: "Aiutami, aiutami". Ma emanuele, sentivo queste onde. Ancora mi fa male parlarne. Rimasi sorda, a proposito del mio orecchio, completamente. Sentivo questo tu, questo suono fortissimo e delle orecchie, non sentivo più parlare le persone che avevo davanti. Vedevo parlare, ma lo sentivo solo queste cose. La mattina dopo venne il dottor Einaudi, che avevamo già un appuntamento prefissato, quindi non venne appositamente. E disse a mia madre: "Signora, accenda la TV". C'era stato un maremoto in Perù, potentissimo, la morte di più di 30.000 persone. Quindi io, e lui disse: "Guardi, signora, De donna, brutta notizia, sua figlia è una veggente negativa, quindi è in grado di sentire". Avevo 16 anni, o quei tempi. È in grado di sentire, ma bisogna anche imparare a difendersi, perché poi, se no, si sta male da morire". Morena vedo che annuisce, mi capisce. E quindi non mi riprendo. E quindi, niente, la cosa è così, insomma. La mia vita è sempre stata questa. Ad esempio, anni fa ho fatto questo lavoro su Pier Paolo Pasolini, e posso dirlo di aver avuto a fianco per un anno e mezzo. Lui mi ha guidata. Ho il disco regia di Bertolucci, di Giuseppe Bertolucci, Arena del Sole, un lavoro enorme, più grande di me, ma io ero come guidata, avevo lui che mi diceva cosa devo fare. Non capivo perché, una cosa stranissima. Ah, beh, lui abbiamo fatto queste cose che ho chiamato io, oratorio più voci con musica di Giovanna Marini. Poi sempre una competenza. E niente, praticamente lui mi ha fatto portare una massa di gente sul palco, avevo tanta gente, 80 coristi. Ed è diventato un oratorio che un misto fra sacro e profano, una cosa meravigliosa. Però io ho fatto un lavoro che allucinante, tipo prendevo una una parola, un corista, la facevo cantare a quello di fronte. "Zia, ma perché la fai così?". "È frammentata". E io dicevo: "Perché va così". Cioè, ero come guidata, non capivo perché, però è venuto capolavoro. Tant'è che abbiamo debuttato la anche al Teatro Argentina, a Roma, e tutti ne hanno parlato come una cosa, un'impresa titanica, dicevo, allucinante. Però, e lui mi scrisse prima che tutto questo avvenisse. Io ho questo testo che vi ho mandato, e uno si chiama "Trasformazione". E poi magari te lo te lo faccio avere. Semina la mela, non so se ce l'ho qui. Adesso, ma magari nel computer, avevo mandato a voi, forse ce l'hai sulla mail. Lì, "Trasformazione", praticamente mi avevano annunciato quello che io avrei dovuto fare con le acque. Ma l'ho fatto dieci anni dopo. Cioè, quando parliamo di spazio-tempo. E diceva: "I miei testi diverranno poemi di guarigione al mondo". Questa frase me la ricordo benissimo. E io l'ho capito dopo 10 anni. Cioè, praticamente questi testi che le persone fanno, diventano terapeutici. Ti faccio un esempio: dormire, dormire. Se io dico: "Fammi, fammi". Quindi io suono le parole delle persone, usando anche la parola. Sai che "ut" era il do in Francia? E ancora do anticamente era "lut weas laxis", no? Cioè, il testo fatto da Guido d'Arezzo, che ha dato il nome alle note per fare il solfeggio, diciamo. Quindi "lut", in realtà, è, guarda caso, la parola utero. È "ut", è il do, è il nostro inizio, mi vien da dire, no? Io amo molto lavorare sulle parole, etimologia delle parole. E quindi ogni parola, tu però, io ho capito con il Degas che dovevo prendere la parola dritto contraria. Ad esempio, se io dico: "Assimilo", ho "assi mi", "ins". Ad esempio, sono forse la più pazza al mondo, che ho rielaborato le parole di Guido d'Arezzo e ho trovato una nuova verità dentro. Si sa che Guido d'Arezzo si si fece, si è uccisa anche, non si sa bene perché motivo, ma si è fatto, si è impiccato, mi hanno detto. Non vorrei dire una cretina, però, insomma, Guido d'Arezzo aveva scoperto lui diceva il segreto dell'universo attraverso la mano, le nostre dita, no? Le note. Noi qui abbiamo tutti diesis, abbiamo tutti bemolli nella mano guidoniana. È allucinante. E quindi questa cosa, il compito che mi è arrivato, e Pasolini me l'ha detto in anticipo. E il testo inizia, ce l'hai lì, Antonietta? Qui, se posso, se me lo puoi dare, te lo leggo volentieri. "Più immetto pace a me stesso, più perdono i miei giudizi, più impongo pace alla mia anima settata di vendette per i soprusi che si inarcarono sul mio corpo appuntito, arrecandomi dolore. Più soverchio i pensieri indisti e più trasformo la mia ansia in pace. Il mio corpo flagellato cambia forma, si alleggerisce, muta stato vibrazionale. Non sopporto, mia cara, chi ti riporta a terra, ledendo e schiacciando la tua forma di assorbimento e di assorbimento all'arte. Chi ci vuole legati alla terra, quando noi vogliamo prenderne il volo per toccare le corde dell'anima, di chi vi a servire amore per la vita e ne sublima le arti, la poesia e l'espressione di alta espansioni spirituali. Chi non sa amare, non sa sentire amore. Chi non si ama, non ha. Chi non si ama, non dà. È la d di diverso, il sentirsi diverso non è solo dichiararlo per distinguersi dalla massa, è il sentire che si ha un altro compito, se non quello che detta il cuore. Mi sto trasformando in A come aria, in S come silenzio, passando dalla Z come zelo per arrivare a breve alla P di pace. Era quella che cercavo con B di bramosia. E tu, O come orecchio, hai ascoltato l'S come sibili di V come vento per portarmi a te. Con te, e so che sei triste del mio abbandono, ma non sarà per sempre. Mi vedrai e mi vivrai in altri occhi, in altri sguardi, e ricorderai e risuonerai nel mio ricordo, trasformato in suono, nel suono, nel tuo suono, che quello che canta. Sì". E qui mi ha fatto sottolineare, se vedi adesso, questa è ricopiata, ma è scritta a mano di getto. E io non cambio niente. Tant'è che mi ho spiegato a loro che non cambiano neanche la punteggiatura, cioè, non c'è punteggiatura, come mi arriva. Sì, mi rimane accanto, quando solo mi sento e la mia pace diviene la tua. Resta con me, non mi lasciar fa, che la tua vita possa dar tregua al mio dolore per sempre, assimilando le mie gesta per farne festa con musica e parole di altissimo valore, potenza e vibrazione per risvegliare il mondo dalle idiozie e dalle ipocrisie. Sia la mia vita un passaggio alla tua. Aspetta che mi sono perso. E possa continuare a perpetuarsi nei secoli in ciò che insieme accanto avremmo costruito, ha archetipo di archetipi di storia, in zelo di note, fra parole che ricordino che il dolore degli altri possa trasformarsi in amore per il mondo. Poi mi ha fatto scrivere questo sinfonia, cioè ricopiare tutte le sillabe del testo, che è suonabile, molto bellino anche. E poi mi ha fatto scrivere: "Meta, scrivi le note dei miei testi e saranno poemi di guarigione al mondo". Questo è il tuo compito. L'innovazione, luce e debolezza per risvegliare uomini assopiti nel nulla della loro vita. La il suono della pace sia la pace. Questa è la 10 febbraio del 2005. Grazie, Antonietta. Dopodiché, mi arrivò un altro testo che si chiamava "Preghiera", che diceva praticamente ai coristi di sopportarmi, perché io sarei stata alle volte con parole dure, e però che avremmo dovuto fare questo lavoro, dove lui avrebbe avuto finalmente pace. Potrò, diceva, risalire ora la collina. C'è quell'altro preghiera, si chiama sempre. E io lì, dopo ho pensato che fosse Pasolini, perché dopo tre mesi mi hanno commissionato con questo lavoro. Ma tu non lo sapevi che era lui? Non lo sapevo. E la Giovanna Marini lo sa, tant'è che nel disco che ho fatto registrare a Udine, lei ha dichiarato in pubblico: "Con Giovanna Giovannini abbiamo avuto un rapporto di tipo medianico". Detto da lei. E sappiate che la Giovanna Marini, non so se tu non la conosci, è una che lavorava con Guccini, con con Francesco De Gregori, ha fatto il disco con De Gregori. Adesso, però, lei è stata una delle prime etnomusicologhe d'Italia, famosissima, una di quelle del periodo, anche dicevano femminista, politico, insomma. Cosa sta succedendo adesso? Io sento tante cose, ma la prima cosa che mi sento di dire è che c'è un salto, c'è un salto, anzi, penso che l'abbiamo già fatto. Il problema è che c'è gente che è rimasta dietro. E quindi quello che sento io è che chi è come noi, mi sento di dire, in questa linea sottile di ascolto, perché a me si parla sempre di ascolto. Infatti ho fatto anche una rassegna che si chiamava "In un sottile ascolto", perché è un ascolto diverso. Secondo me, ci stiamo preparando a questo mondo nuovo. Problema è che la cosa brutta che lo Stato, diciamo, politico delle cose che sta.
Facendo è di metterci uno contro l'altro e quindi ci tocca di scegliere dove stare. Questo che permette terribile non doveva essere così, cioè poteva essere più morbida la cosa. Ecco, molto più morbida. E sicuramente io sono sempre stata una che aveva gli amici che sentiva di avere, però adesso è proprio ne ho dovuti abbandonare tanti, tanti mi hanno abbandonato e questo senso di tradimento terribile. Tradimento perché tu diceva come sia stato, invece è proprio come se gli altri non vedessero quello che vedi tu, non sentono quello che senti tu. Non so da spiegare. E per me adesso il mondo del di là e di qua è proprio così, adesso è attaccato. Non so se per voi è la stessa cosa, però io ho perso tanti amici in questo in questa guerra. Molti amici e morti, chi per vaccino, molti chi per Covid, morti in cose inspiegabili. Ho ricevuto la telefonata di un amico che è morto suicida giorni fa. Non ce l'ha fatta. Non tutti ce la fanno, chi per paura, chi per non lo so. Io adesso ho più paura della gente che non della di quello che sta succedendo, cioè di come reagisce. Non so proprio spiegarmi, è abbastanza scioccante. Comunque c'è il piano, ma perché non sono una cosa? Vuoi che ti suoni la tua musica? Dai, allora aspetta che tiro fuori il computer che faccio prima. Come si siamo messi bene, pensiamo dei privilegiati. Sì, perché noi stiamo vivendo un momento storico che non è mai, mai accaduto da che l'uomo esiste su questo pianeta. Giovan Battista Vico diceva che la storia si ripete, gran parte è vero. Però noi, come diceva Giovanni, in questo momento abbiamo fatto un salto. Noi siamo arrivati a un punto che non era mai, mai accaduto prima, quindi non è vero che si ripete. Oggi è una novità. Guarda, nel 476 crolla l'Impero Romano, Augustolo, l'ultimo imperatore, sei anni. Viene deposto, viene deposto, quindi l'Impero Romano di fatto non esiste più. 350 anni dopo Carlo Magno non sarà ancora supporto che l'Impero Romano era crollato, era caduto, non se n'è accorto nessuno. E questa è la grande, il grande trucco, il grande imbroglio della storia. Le i salti epocali sono non sono, non vengono riconosciuti perché noi siamo talmente distorti dentro che non ci accorgiamo che siamo passati in un'altra, in un altro punto, in un'altra dimensione. Noi oggi viviamo in un mondo che è piccolissimo, perché mentre una volta tu pensa soltanto a quello che succedeva alle grandi dittature, quella tedesca di Hitler che è durata lo spazio del mattino dal punto di vista storico. Pensa a quella Sovietica, pensa al Cile, pensa anche limitate dal punto di vista geografico. Oggi tu arrivi in tutto il mondo in quello che si chiama in tempo reale, cioè immediatamente, non c'è un salto nel tempo. Quindi tu riesci a raggiungere il mondo contemporaneamente, quindi è impadronirtene, se tutti impadronisci, se tu diventi padrone di questa della possibilità di comunicare al mondo, tu ne diventi padrone. Ed è quello che sta succedendo adesso. Noi stiamo veramente vivendo quel questo momento, momento che non c'è mai stato. Un momento in cui la scienza non esiste più, la democrazia non c'è, addirittura le leggi scritte che sono la garanzia che il governante presta al governato non ci sono più. Tu pensa per esempio all'articolo 21 della Costituzione dice che ognuno di noi è libero di esprimersi, di esprimere la propria opinione e non può esistere. Pensa all'articolo 33 che dice la scienza e le arti sono libere e libero né l'insegnamento. Ma quando mai? Quando mai? Non se ne accorge nessuno, nessuno. Noi veramente, se non fossimo anche vittime, saremmo gli spettatori di una di uno di uno sconvolgimento spettacolare. Purtroppo siamo sia spettatori sia vittime. E questo potrebbe anche essere abbastanza scomodo, però siamo anche attori e registi del nostro destino. Sì, Faber diceva in latino, ognuno è fabbro della propria fortuna, fino a un certo punto, perché quando ti prendono, ti incatenano e ti imbavagliano, poi fai fatica a essere padroni della tua della tua fortuna. Certo è che quando ti danno le possibilità di uscire e tu non esci, e allora poi la la responsabilità è tua.
Guarda, qualche decennio fa, parliamo di primi anni '60, uno un etologo, uno studioso del comportamento tedesco fece un esperimento sui cani molto interessante, crudele ma molto interessante. Prende parecchi cani, non mi ricordo quanti, comunque un buon numero di cani. Ognuno di loro viene messo dentro una gabbia. Ognuno di loro aveva una gabbia, però questa gabbia era aperta di sopra, era aperta, quindi il cane avrebbe potuto balzar fuori come come voleva. Sotto c'era una grata metallica. L'etologo, lo scienziato, fa correre della dell'energia elettrica sotto i piedi del cane. I cani, ovviamente, sentono il dolore, tutti balzano fuori dalla gabbia. Poi lui ripete l'esperimento, ma questa volta lega i cani. Quindi lui per un giorno ha fatto correre la scossa elettrica sotto le zampe del cane, sotto i piedi del cane, quindi i cani che guaivano, che ululavano addolorate. Dopodiché rifà il terzo tempo, cioè fatto esattamente come il primo tempo. I cani erano liberi, fa partire la scossa, solo metà dei cani è bastata fuori, l'altra metà era convinta di non poterlo fare. Erano perfettamente liberi. Quello che succede oggi, quello che succede oggi, ci hanno distorto in quella maniera. L'avevamo già fatto sui sugli animali, se figurati l'uomo che è molto più influenzabile dall'animale, enormemente più influenzabile. Quello che che si può fare con l'uomo. Tu un animale fai fatica a ipnotizzarlo, l'uomo è un giochetto, uomo un giochetto, illuderlo di qualche cosa. L'animale fai più fatica, eppure ci si riesce anche con l'animale. Noi stiamo vivendo quel periodo. Da un certo punto di vista è un periodo privilegiato, perché sei spettatore di uno spettacolo che non era mai avvenuto in questo mondo. Però qualcuno potrebbe anche obiettare che non è proprio il massimo della goduria.
Giovanna, cosa stai facendo? Sto tirando giù i dati perché ho un allievo diciassettenne, un mago del computer, che è riuscito a fare con l'algoritmo il software del codice di The Garda che ho tirato giù, insomma. E quindi è un attimo. In questo modo faccio molto prima, se no dovrei fare miliardi di calcoli. È arrivato mio marito. Certo, come si chiama? Il bar a San Giorgio, in base alla dispensa, Palazzo, dai. Eh, allora io ho tirato giù i dati della tua. Adesso volevo tirare giù anche di Morena, ma ci picchia. Ma come va quel camino? [Musica] Voglio vedere Athos, non poteva essere alto dopo quello che mi hai detto. Ho sentito stasera. [Musica] Tu hai scritto qui il mio nome è, e cioè abbinato delle note che sono quelle di Santa Ilegale. Io l'ho chiamata proprio la numerologia di The Garda, che è un codice Alpha numerico sonoro, quindi è fatto di numeri, suoni e chiaramente le lettere, no? Quindi anche ogni testo che tu scrivi puoi suonarlo. Allora c'è una cosa, però, importante. Quando io vibro la boccettina d'acqua che metto qua appoggiato sul pianoforte, faccio una cosa importantissima che il Degada ci ha dato nel suo codice. Abbiamo un, io lo chiamo una porta, che è questa. Nel tuo caso è AJS. AJS è la tua porta di apertura, che è questa, che io suono per mia, su tutte le ottave del pianoforte che posso. E questo qui è quello che dice, io lo chiamo il codice a barre del cielo, no? È come dire, questo sei tu, ok? È molto bello. Infatti, mentre per tua moglie abbiamo la E NW, che è questa. Sono diverse perché la scala che il Legada ci ha dato, che è tutta su delle note che partono dal Re, lei non fa la scala partendo dal Do, parte dal Re, ok? Quindi andando praticamente a scalare. Nel caso di Morena abbiamo questa, che sono gli stessi intervalli, diciamo, però su un'altra scala. Mentre il tuo è questo. Quindi insieme, per capirci, suonate così. Questo è il vostro suono insieme. [Musica] Ma e poi adesso prendi le boccettine d'acqua, sono quelle là dietro, quelle dell'ottava. Ma se no, io le faccio fare proprio dalla parafarmacia, quando il paese che me le prepara sul testo. Ma quella è un'altra storia, è quella che ti dicevo del testo. Allora invece Gabriele, che è il tuo nome, suona così. Quindi per il Degada tu sei questo. [Musica] Te la rifaccio. Mentre il tuo cognome questo. No, aspetta, ma io devo aver copiato male. Ho ripreso la stessa cosa, ho copiato male. Aspetta, mi ridai un attimo il computer, per favore. Invece Morena suona così. [Musica] E Morena e Facchini è questa. E la sua data di nascita invece è questa. E la mia data di nascita. La tua data di nascita è questa. [Musica] Molto bella. Aspetta, Morena, ho fatto io un errore di copiare. Vedete che ho copiato la stessa riga? Torniamo a fare. Ecco, allora vedi cosa faccio? Metto il giorno 15, sempre perché grazie a questo ragazzo che si chiama Samuele, che mi ha fatto con l'algoritmo, 15, 12, 51. Poi abbiamo Gabriel, come Gabriele, come l'angelo Gabriele, e sei Ansaloni. Ho scritto giusto? Sì. E poi devo fare così. E lui mi dà, vedi, questo punto. Tu sei l'ottava 7. Il tuo codice del cielo è Re, Si, Sol diesis, quello che ti ho suonato prima, che è molto compiuto. Ha riscontrato un problema e mi fai birichino. Com'è che non ci vuoi dare? Forse perché sta dicendo che tu sei Red Ronnie? Ah, tu dici perché talmente, è talmente il tuo ormai era droni. Prova a scrivere i computer, lo facciamo. Gabriele è giusto. Questo l'avevo sbagliato tutto. Allora due volte. Allora Re, Re diesis, Sol diesis, Re ancora, Do diesis, Mi, Re diesis, La diesis. Ok. Mi fai provare Red Ronnie, che per vedere andiamo a Red R, R, O, N, N, I. Aren, non me lo ricordavo. Non ci credo, perché guarda, è la stessa ottava del suo nome e cognome naturale. Sono sconvolta. Sono per me queste sono queste sono le risposte della mia vita, perché io poi sono una che va sempre a fondo nelle cose, mi piace andare a fare. Allora tu praticamente, come Gabriele Ansaloni, sei una settima ottava. Lo sei anche, lo stai filmando. Guardalo, come Red Ronnie, sei sempre settima ottava. Cambiano solo che cosa? I tuoi suoni. Andiamo a vederli, perché sono troppo curiosa. Allora Red lo mettiamo qua. Capito? Kim è uguale, cioè lui Gabriele Ansaloni, ma Red Ronnie viene sempre fuori la settima ottava. E cos'è la settima ottava? Settima ottava è quello che ti dicevo, è da quello che io ho capito, il meridiano dell'intestino tenue. Quindi anche la sensibilità tua, forse te lo sanno dire meglio i dottori, che cosa rappresenta l'intestino tenue. Lo spiegate voi, tanto che io tiro giù i suoni. Un produttore di merda, grazie. Sì, grazie, grazie. In questo, in questo momento di no, ma ti ringrazio, perché in questo momento di alta, va tutto, cioè, hai sentito che quello stronzo di tuo marito, quello dentro, si vede che è vero. Dai, dai. Cosa rappresentano? E subito prima del retto, che l'unico, l'ultimo pezzettino prima del buco. Vabbè, insomma. Vabbè, per me vuol dire a livello diciamo, se vogliamo dire spirituale, anche la tua grande sensibilità. Ecco, riportiamo tutto in una maniera un po' più aulica. Ci siamo. Allora è interessante, no? Perché non so, mi continuava a dire l'orecchio, prova a vedere il suo nome, cioè nome d'arte tuo, che è quello. Questa amica numerologa che è morta, avevano nome d'arte che aveva come te, lo stesso nome, sia come Irene Catone, sia come come cosa. Allora Red Ronnie suona così. Posso fartelo qua? Sol fa diesis fa. Invece Ronnie è Sol minore. [Musica] Mentre il tuo nome e cognome anagrafe [Musica] E questo qui è il cognome. E la tua data di nascita è questa. Poi ci sarebbe tanto altro da spiegare, nel senso che io faccio tutto un lavoro sugli intervalli. Cosa mi dice questo? Che fra la tua data di nascita, il tuo mese, mi do diesis. [Musica] È una sesta maggiore. Questa sesta maggiore qua mi dice che tu sei uno che comunque deve sempre lavorare sugli equilibri delle cose e trovare positività negli equilibri. Poi abbiamo un altro intervallo che è do diesis, che ci parla del tuo essere leader. Ma è un leader del cielo, cioè sempre per cose che hanno novità. Intervallo di quinta è quello che io chiamo l'intervallo del sole. No, non è un do diesis che si chiama quinta giusta. E quinta eccedente. Questa quinta eccedente ed è di entrambe sono note che io chiamo di cielo, secondo il codice del Degada. Poi abbiamo Sol diesis Re, che è sulla sidore, che un'altra quinta, ma è una quinta diminuita. Non è questa, quindi è come dire, me ne frega, giusto di fare il leader? È vero. E quindi la tua data di nascita mi dice queste cose. E io analizzo di ogni persona anche tutti gli intervalli, perché per me la musica non è le note, ma è l'intervallo che a distanza c'è fra me e te, che distanza c'è fra me e quell'altro piano, fra la vita e la morte, fra lo spirituale e la vita. Così, quindi tutto questo mi dice tante cose di Gabriele, di come ha vissuto anche suo papà Ansaloni, cioè, quindi è interessantissimo di come tu hai acquisito da tuo padre delle cose, tipo una grande sensibilità. Tu hai R diesis, che per me è l'intervallo di prima eccedente, che vuol dire quasi il visionario. Il visionario ha spesso questi intervalli, che si chiama prima eccedente. Non è RR diesis. Poi ai re diesis Sol, che quarta giusta. La quarta giusta mi va a dire un'altra cosa. Questo intervallo mi va a dire che tu sai anche fare gruppo, sei anche fare squadra, se vuoi. Se vuoi, aggiungo, mi ho confermate voi, non ti conosco da questo punto di vista. Poi abbiamo Sol diesis Re, Sol la si do, è un'altra quinta, quinta ancora, la volta diminuita. Quindi c'è sempre il, come dire, non hai fatto il direttore di un'azienda, capito? Come, ma sei direttore di cose che hanno una sensibilità diversa, capito? E questo è un modo che ho io di analizzare. Prima di analizzarlo, prova a suonarlo in silenzio, che mi tengo la registrazione. [Musica] Tu hai fatto a Ronny Red, però prima suono Ronnie, poi Red. [Musica] E la data di nascita è questa. [Musica] E il tuo codice del cielo è questo. Bellissimo. [Musica] Fatture, perché quasi sempre è lo stesso intervallo, perché nel codice c'è una ripetitività numerica. Però nel caso di Morena, questo bello anche quello. E insieme fanno. Te l'avevo fatto prima. Senti che suona come un carillon. Invece analizzano. Allora Red Ronnie è interessantissimo, invece, perché arrivi subito con Red, c'è lo slancio, c'è una settima, ok? Settima maggiore, perché Sol maggiore abbiamo i Fa diesis, no? Quindi settima maggiore Sol. E questa qui è la settima. Per me la settima è sempre lo slancio a livello anche artistico, creativo, come dire, il lanciarsi anche in cose inusuali, ecco, ok? Poi invece che cosa hai? Fa diesis fa, che in realtà va indietro. No, invece lo consideriamo così e diventa un'ottava diminuita. Quindi cosa dico sempre io dell'ottava? È l'ottava, per me è il senso della giustizia, ok? Che tu non vedi in questa terra, perché tu hai Fa diesis fa, cioè il cielo forse è giusto, ma purtroppo in terra no. [Musica] E quindi c'è questa, capito cosa intendo? È scende, non è, non è, non è pari, quindi non è un'ottava. Il cielo forse è giusto, ma intero no. Difatti, io sono pieno di ingiustizie subite. Dillo a me. Ti capisco bene. E Ronnie invece, andiamo a vedere Ronnie. Sol la si do re mi. Dunque, sol mi la la la la si, sempre come l'intervallo che vi dicevamo prima, no? Io dico intervallo della Traviata, la sesta. Quindi hai come dire, sempre bisogno di cercare degli equilibri in tutto, che può essere l'alimentazione, può essere la nostra vita, gli orari, il modo di vivere. Però è in senso positivo, non è, non cala, capito? È questo. Poi hai mi re diesis, che è un'altra volta un'altra settima, che rappresenta Red è uguale, è solamente che non è più questa, ma è questa. E poi, quindi abbiamo già detto questa settima maggiore. Poi abbiamo un altro ottava, questa qui. Ecco, in Ronnie, diciamo che c'è quell'equilibrio in più, cioè sono tutte e due uguali, è un'ottava giusta. Però questo fa parte della tua spiritualità, questo è proprio un tuo viaggio spirituale. Ronnie, ok? Poi abbiamo re la diesis, re mi fa sol la, un'altra quinta. Anche qui, come dico io, il sole, che in te la spiritualità che è in te, che è giusta. Poi hai la si, la si do re mi, un'altra sesta. Quindi tu hai questa qui. Senti che bello? Quindi tutti, se hai trovato nella tua vita, sempre ti trovi nella tua vita a dover fare fatica, purtroppo, perché ce ne sono sempre degli equilibri da trovare, o in positivo e negativo, sono degli equilibri. Domande. Quanta bellezza ci può essere anche nell'ultimo, nel penultimo pezzettino di intestino? Devo dire, devo dire che è vero, sai? E difatti, nel penultimo pezzettino di intestino, che mi permette di incontrare gente come te. Ma è vero, è vero. Tu lo sai, tu lo sai che l'intestino è fondamentale per il cervello. Morena, se hai un cellulare, registrati la tua musica, ascoltatela tante volte. Però la sua gliel'ho già fatta tutta. Famosa. Questo è il codice del cielo. Io le suono sia su che giù, apposta, no? Perché può essere che è uno faccia più piacere ascoltando. [Musica] Però faccio un pezzo di musica. Che cosa gli chiediamo? La Frizzi. Guarda che tengono di acqua. [Musica] Che bello. [Musica] [Musica]