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La Divina Commedia in HD - INFERNO, canto XXVIII [28]

La Divina Commedia in HD3:01

Transcription

[Musica] e tutti gli altri che tu vedi qui seminat di Scandalo e di scisma fuor vivi e però son fessi così. Quando Dante si affaccia sulla nona Bolgia, viene impressionato dalla vista di un immenso campo di battaglia. I seminatori di discordie vengono orrendamente Mutilati. Le loro ferite sanguinolente, nemmeno i feriti e i caduti delle battaglie antiche e recenti darebbero uno spettacolo così terribile, sottolineato dalle rime aspre e rare.

Dante è colpito dalla vista di un dannato squarciato verticalmente, con le budella che pendono di fuori. È Maometto che si apre il petto e si lamenta, descrivendo a sua volta la pena di Ali, che invece ha il volto spaccato. La presenza di maom, i seminatori di scisma, è legata alla falsa credenza medievale che all'origine dell'islamismo ci fosse la cospirazione di un prelato Cristiano offeso per non essere riuscito a salire al Soglio Pontificio.

Virgilio spiega che questi dannati vengono squartati da un diavolo armato di spada. Mentre rifanno il giro della Bolgia, le ferite si rimarginano per essere nuovamente aperte in un crudele ciclo eterno. Maometto si rivolge ai due poeti e profetizza una minaccia per la sorte dell'eretico fradolcino, che in effetti fu messo al rogo nel 1307.

Un altro dannato con la gola squarciata, Pierre della medicina, annuncia un tradimento imminente contro due nobili della città di Fano. Poi apre la bocca ad un suo vicino, mostrandone la lingua mozzata, e spiega che si tratta di Curione, il tribuno che spinse [Musica]. Si presenta quindi un dannato con le mani tagliate, che agita i moncherini. È il fiorentino Mosca dei Lamberti. Pur essendo un concittadino illustre, viene punito nel basso inferno per una Vendetta privata. Dante conferma la mala sorte della sua famiglia, e quello si allontana ancora più addolorato.

Ma ecco che appare la visione più orribile: un dannato che, caendo in mano una lanterna, si tratta di Bertram d'al Bornio, valoroso cavaliere e poeta provenzale, che seminò discordia tra il re d'Inghilterra Enrico i e suo figlio. Per questa innaturale separazione, viene punito con la scissione del corpo dal capo: "così sossa in me lo contrapasso Y".