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II mondo in classe | 23 febbraio 2026 | Tutti pazzi per la Groenlandia

ISPI - La geopolitica spiegata in modo chiaro54:04

Transcription

Ecco, noi oggi insieme con i miei colleghi vi guidiamo in questa ora e mezza, massimo per le 12:30 potrete rientrare nei vostri istituti. In cui cercheremo prima di capire bene che cos'è la Groenlandia, quindi perché la Groenlandia è importante e poi cercheremo di capire che cosa sta succedendo attorno alla Groenlandia. Io parto con la prima parte con voi.

Abbiamo una prima immagine che è, ecco, ci fa capire già qui capiamo tantissimo. Guardate lì capiamo come detto voi, che è grande, perché è quel non buco nero, quel pezzettino nero. Ma guardate dove è circondata, in mezzo, è su sulla calotta del mappa mondo. Ma quali sono i paesi o i continenti che si affacciano come se fossero seduti attorno al tavolo della Groenlandia? Cosa abbiamo sul lato sinistro, ragazzi? Canada.

>> Canada, bravi. E sotto il Canada?

>> Gli Stati Uniti.

Cosa abbiamo sopra la Groenlandia là in cima? Noi non lo siamo abituati a vedere il mappa mondo così. Ma cosa c'è all'incina? Brava, detto tu. La Russia e cosa c'è schiacciata? Noi non siamo abituati a vederla così. Sotto la Russia l'Islanda. Corretto, sotto la Groenlandia c'è l'Islanda, ma a lato a destra dell'Islanda, l'Europa. Quindi non c'è la Cina perché la Cina è là dietro. Ok. Però la prima cosa che capiamo è che questo, abbiamo appena detto, è grande e che è lì in mezzo, è in mezzo a grandi paesi e grandi potenze: il Canada con sotto l'America, la Russia e poi l'Europa.

Ma cerchiamo di capire un po' bene quando diciamo è grande. Grande cosa dire? Grande vuol dire tutto e niente. Grande quanto, secondo voi, quante volte l'Italia è la Groenlandia? Provateci.

>> 30.

>> 30 volte? No, meno.

>> Più.

>> Di più. 17. Qualcuno l'ha detto? Ok. 17 volte. E voi avete idea di quanti abitanti, 17 volte l'Italia, avete in mente? Quanti abitanti popolano questo luogo che ha 17 volte l'Italia?

>> Sì, ma sapete cosa vuol dire? Bravissimi. 57. Vuol dire due volte 100. Cioè, voi immaginate un'isola che è 17 volte l'Italia che è abitata da due volte gli abitanti che ci sono a 100. Quindi possiamo usare un altro aggettivo: è un'isola disabitata, perché se tenete conto poi che di questi, metà di questi, cioè la popolazione di 100 è nella capitale, quindi tutto il resto, 17 volte l'Italia ha distribuito un altro 100 sul territorio.

E chi sono questi abitanti? Come si chiamano gli abitanti della della Groenlandia? Inuit. Bravissimo, bravissimo. Gli Inuit, che sono una comunità che arrivò sull'isola circa un millennio fa e che è ancora presente su quest'isola qua. E abbiamo un filmato per vedere un po', entrare un pochino di più a capire di questa popolazione. Vediamolo insieme.

Preso dalla trasmissione "In mezz'ora" di Monica Maggioni.

I dati sull'Agroenlandia sono davvero impressionanti. Il 17,4% della popolazione vive in assoluta povertà. Uno su tre ragazzi tra i 16 e i 25 anni non lavora e non studia. Chi studia non arriva alla fine degli studi. Il 56% delle donne tra i 15 e i 24 anni ha problemi con l'alcol. Ci sono 81 suicidi di ogni 100.000 abitanti, il tasso più alto al mondo. Quindi è è questa realtà nella quale la meraviglia della natura, la meraviglia dei paesaggi poi chiude in realtà delle vite che diventano delle vite ai limiti. Adesso che la contemporaneità, gli smartphone li hanno anche loro e per cui vedono il resto del mondo e la vita Inuit com'era sembra non funzionare più.

Guardate che cosa ci raccontano questi due ragazzini nella notte di Lulisad. Sì, perché era notte, anche se vedete la luce piena come se fossero le 2:00 del pomeriggio.

>> Io vado a pescare con mio padre. Stiamo in mare per 24 ore. Ci pagano in base a quanto peschiamo. Qui si vive così. Io costruisco strade, uso gli esplosivi, dinamite, uso i macchinari.

>> E oggi cosa fai?

>> No, ora sono libero perché tra poco andrò al college con lui, il mio amico.

>> Cosa ti sei iscritto?

>> A dire il vero mi sono dimenticato. Mi sembra natura, qualcosa a che vedere con gli uomini, qualcosa del genere, se mi ricordo.

>> Bevo, fumo sigarette e anche loro. C'è un sacco di gentaglia qui e poi i genitori fanno tutti uso di droga e bevono tutti i giorni. I miei genitori sono tutti drogati. Ora mi sono abituato, però in passato è stata dura. Ogni volta che tornavo a casa erano lì a fumare erba, sempre così. E non avevano mai tempo per me. Non riuscivo neanche ad avere degli amici. Ma poi me ne sono fatto una ragione. Mia mamma si è trasferita in Danimarca e laggiù è diventata un'alcolizzata. Ora beve sempre, tutta la settimana.

Ecco, da adesso in poi andiamo avanti nel secondo capitolo di questo racconto che facciamo assieme e con Alessia De Luca cerchiamo di capire perché questo paese disabitato, freddo, con gente povera che vive con i soldi della Danimarca è improvvisamente diventato così importante che noi in una mattina di febbraio a 100, anziché parlare di Iran o parlare di Venezuela, stiamo dedicando una nostra chiacchierata a parlare della Groenlandia. Perché la Groenlandia, così fredda, grande, disabitata, è importante? Un po' l'avete anticipato sulla ricchezza dell'isola, non degli abitanti, ma adesso Alessia Di Luca, Alberto ci guideranno in questo racconto.

Allora, sì, ragazzi, perché c'è un aspetto che eh ci fa capire, diciamo, per quale motivo la Groenlandia è ritornata, diciamo, a far parlare di sé sulla stampa, nei telegiornali, eccetera, ma ehm questo elemento non ha a che vedere esattamente con la geopolitica, anzi sì, nel senso che bisogna fare un passo indietro, parlare del cambiamento climatico. Quando parliamo di cambiamento climatico, solitamente noi siamo abituati a pensare a grandi catastrofi, a il riscaldamento globale e c'è una zona del mondo in cui questo riscaldamento, in modo particolare, avviene a velocità accelerata, in maniera molto più rapida, in maniera tanto più rapida da essere addirittura quattro volte superiore alla media globale e questa zona è proprio la zona dell'Artico. Questo fenomeno si chiama amplificazione artica. Che cosa significa? Significa che più aumenta il riscaldamento, più i ghiacciai si sciolgono. Più i ghiacciai si sciolgono, meno ghiacci bianchi riflettono i raggi solari e più il, diciamo, si espande la superficie del mare che è profondo e che invece questi raggi li assorbe, assorbe questo calore e fa riscaldare, diciamo, il il terreno e quindi ancor più velocemente sciogliere i ghiacci. È un circuito che si autoalimenta. Lo vediamo in questo grafico che ci fa vedere come nell'Artico questo fenomeno è molto più ehm rapido, diciamo, rispetto alla media globale. Non riguarda soltanto i ghiacci, riguarda lo scioglimento del permafrost. Che cos'è il permafrost? È il terreno che è perennemente ghiacciato. Questo terreno che si si sta, diciamo, questo ghiaccio che si sta sciogliendo, libera metano, anidride carbonica che sono intrappolati da secoli e anche mercurio e altri agenti patogeni, ma soprattutto che cosa fa? Con lo scioglimento dei ghiacci vengono a, diciamo, mancare o comunque insomma a a a diventano rischiose tutta una serie di infrastrutture che sono costruite su questi ghiacciai: ponti, case, strade. Abbiamo detto che l'Agroenlandia è quasi disabitata, però comunque ci sono delle popolazioni locali che la abitano e alcune di queste già hanno dovuto essere evacuate perché pensate che negli ultimi 30 anni la Groenlandia, diciamo, ha visto i suoi ghiacci perenni ridursi di un quarto, quindi il 20% è tantissimo.

E all'interno di questo, diciamo, scenario si colloca un altro elemento importante che è quello delle rotte. Perché che cosa succede quando il ghiaccio si scioglie? Il mare ovviamente torna ad essere navigabile, torna ad essere percorribile. E perché è così importante questo ai fini di quello che stiamo cercando di spiegarvi oggi? Perché l'Artico, in particolare le vie del mare che lo circondano, sono una scorciatoia. Guardate, ehm, attualmente le merci che partono dall'Asia e che vogliono arrivare all'Europa, a Rotterdam, devono fare queste, diciamo, questi due percorsi che sono dei percorsi lunghissimi. Nel momento in cui invece si sciolgono le rotte artiche, diciamo, le merci e le navi hanno la possibilità di passare attraverso, diciamo, il circolo polare e questo, chiaramente, li avvantaggerebbe, addirittura, secondo le statistiche, passando dall'Artico, si risparmierebbero 18-20 giorni rispetto ai passaggi attraverso il canale di Suez, attraverso verso il Capo di Buona Speranza e questo, chiaramente, fa gola, fa gola a tutti coloro che devono trasportare merci da una parte all'altra del globo. Ed è una una novità assoluta perché perché fino adesso che la rotta artica potesse diventare una rotta commerciale era considerata quasi una una fantascienza, in parte per ragioni tecniche perché appunto c'erano questi ghiacciai e di conseguenza le navi non potevano passare e in parte per ragioni politiche, perché come vi spiegava prima Paolo, il, diciamo, la percorribilità di queste acque è decisa, in gran parte per cose che non vi sto qui a dire, un po' tecniche, dai paesi che si affacciano sull'Artico. Uno di questi, la Russia, ehm, aveva, diciamo, imposto delle limitazioni. Limitazioni che se queste acque tornassero ad essere percorribili, chiaramente, non sarebbero più tali. Ovviamente questo lascia, diciamo, apre la strada a tutta una serie di contenziosi tra gli stati, la Cina, la Russia, gli Stati Uniti di cui abbiamo parlato prima, per cui lo scioglimento dei ghiacci cambia in qualche modo la geografia del potere.

Abbiamo parlato quindi di clima, abbiamo parlato di rotte artiche. C'è un'altra cosa di cui la Groenlandia è ricca, qualcuno di voi prima lo diceva, la Groenlandia è ricca, gli Inuit non lo sono. Che cos'è ricco della Groenlandia? Il sottosuolo. Quindi il sottosuolo, le materie prime e le risorse. Quando parliamo di queste cose in relazione alla Groenlandia, parliamo di terre rare e ce ne parla Alberto Primacerai.

>> Grazie Alessia. Benissimo. Allora, chiaramente perché parliamo di materie prime, a volte vengono definite critiche, a volte strategiche. Sono definizioni che in realtà non ci dicono tantissimo. Ma perché sono diventate così importanti in questa fase storica? In realtà le materie prime, come sapete, sono sempre state importanti per la manifattura, per la produzione di armi, per tantissime tecnologie che oggi sono diventate fondamentali per la vita moderna, per lo sviluppo tecnologico. Oggi sono diventate ancora più importanti perché siamo in una fase in cui ci sono due transizioni che si stanno accavallando. Una è la transizione energetica e la transizione energetica sostanzialmente si si fonda sul passaggio dal bruciare combustibili fossili come petrolio e gas a utilizzare fonti rinnovabili come, per esempio, il sole e il vento. Per fare queste tecnologie, però, servono tante materie prime molto diverse l'una dall'altra e che hanno anche delle caratteristiche eh particolari che permettono tutta una serie di funzionalità tecnologiche. Queste sono alcune delle tante materie prime che sono classificate come critiche, per esempio in Europa. Come vedete, per esempio, c'è il litio, c'è il cobalto, c'è il nichel. Probabilmente voi non le avete mai sentite, non avete mai sentito parlare, però in questo momento ce li avete, per esempio, nel vostro telefono, nel vostro vostro smartphone, la batteria funziona perché è una batteria al litio, fatta appunto di litio, in parte anche di cobalto. Quindi attraverso questi elementi noi accediamo a tutta una serie di funzionalità. Ehm, ci sono anche altre materie prime importanti come il silicio. Il silicio, con il silicio si fanno i microprocessori, sul silicio si fonda la rivoluzione digitale e questa è la seconda transizione che in qualche modo mette pressione, una pressione materiale su sul nostro modo di vivere, perché senza computer, senza data center, senza i nostri cellulari, noi non avremmo tutta una serie di funzionalità tecnologiche.

E questo chiaramente perché porta la Groenlandia da un punto, perché porta la Groenlandia ad essere attenzionata? Allora, considerate che noi siamo stati abituati a livello, diciamo, globale, ad accedere a queste materie prime ad tutta una serie di continenti che avevano e che hanno una produzione mineraria importante. Pensiamo all'Africa, pensiamo al Canada o all'Australia. Quello che adesso è diventato rilevante è cercare di diversificare il più possibile questa produzione perché è diventato un rischio per molti paesi dipendere troppo da alcuni paesi che producono materie prime. Pensiamo alla Cina. La Cina è il principale produttore ed estrattore a livello mondiale di molte delle materie prime, come il litio, il cobalto e le terre rare. Dopo vi accennerò qualcosa anche sulle terre rare. Quindi diventa importante diversificare questi approvvigionamenti, trovare dei territori o dei paesi che possono offrire delle alternative e chiaramente, come diceva Alessia anche prima, il cambiamento climatico da questo punto di vista, in qualche modo, fa un assist purtroppo a questo tipo di esplorazioni, perché il ritiro delle calotte glaciali sostanzialmente fa rivelare questo tesoro nascosto nella Groenlandia. Un tesoro che allo stato attuale abbiamo una buona conoscenza di quello che c'è in Groenlandia, delle riserve di materie prime. Quando diciamo riserve, intendiamo quello che possiamo estrarre a livello economico, quello che possiamo tirar fuori dal terreno da un punto di vista economico. E però questo chiaramente non dà un accesso diretto alle materie prime perché le materie prime sono dei minerali che poi devono essere raffinati, processati con agenti chimici. È molto complesso portare queste materie prime, diciamo, sul sul mercato. E la Groenlandia offre questa opportunità, un'opportunità che vale ovviamente sia a livello, diciamo, di diversificazione per i paesi, ma ovviamente anche un'opportunità, come si diceva prima, per creare un'economia alternativa a quella attuale per i groenlandesi. Quindi c'è da una parte l'attenzione delle grandi potenze per accedere a questi depositi e dall'altra una prospettiva di crescita economica anche per i groenlandesi.

E chiaramente ehm le terre rare, diciamo, fanno parte di questo gruppo di materie prime, ma sono un gruppo particolare di elementi. Sono 17 elementi da tavola periodica e come vedete sono vengono spesso definite le vitamine della tecnologia moderna perché in piccolissime quantità, vedete, abilitano tutta una serie di applicazioni tecnologiche. La più importante di tutte è sicuramente quella legata alla produzione di questi magneti. I magneti sono fondamentali, per esempio, per i motori elettrici delle auto, per le turbine eoliche che, per esempio, vengono installate eh nell'offshore nei mari per sfruttare l'energia del vento, ma in molte altri casi hanno anche un'applicazione militare, cioè vengono usate per produrre dispositivi militari avanzati. E questo è molto importante da ricordare perché nell'attuale contesto la competizione anche tra Stati Uniti e Cina va molto, diciamo, anche sulle tecnologie militari. Infatti la Cina, che è il principale produttore di questi elementi, cosa ha fatto? Ha bloccato in certi casi l'esport di queste di queste tecnologie verso gli Stati Uniti, creando chiaramente tutti i presupposti per cercare di di ridurre la dipendenza dalla Cina. Quindi questi elementi sono molto importanti e secondo le stime attuali, circa l'8% delle riserve conosciute, quindi dei depositi che sappiamo che possono essere sfruttati, sono in Groenlandia. E questo è un caso molto specifico che vedete qui nella mappa, è questo deposito che si chiama di Kvanefjeld che si che è localizzato nella Groenlandia meridionale, quindi nella parte che è già stata in qualche modo esposta eh con il ritiro della calotta glaciale. È un deposito conosciuto da circa 15-20 anni ed è un deposito molto ricco di queste terre rare. Il problema è che all'interno di questo deposito ci sono delle piccole quantità di uranio, materiale radioattivo e la popolazione groenlandese, come si diceva, come si vedeva anche prima nel nel filmato, ha bloccato l'espansione di questo deposito per la paura che lo sfruttamento del deposito possa avere chiaramente delle ripercussioni a livello sociale e ambientale. Quindi quello che dovete, diciamo, mantenere, diciamo, ben focalizzato da questo da questo aspetto è che le terre rare sono importanti, le materie prime sono importanti, ma chiaramente devono essere inserite in un discorso che mette insieme gli interessi dei groenlandesi nel cercare di diversificare l'economia, ma anche un'attenzione molto molto importante verso quelle che possono essere le ripercussioni ambientali.

>> Grazie. Prima di passare a quella a cena che devi fare, ragazzi, una un'attenzione. Quindi, cosa abbiamo capito dall'intervento di Alberto? È che questo paese grande, freddo, disabitato ha una ricchezza sotto che sta diventando più visibile grazie alla discesa dei ghiacci, che sono queste materie prime critiche, le terre rare. Eh, perché sono importanti e chi le ha adesso? Sono importanti, c'è stato detto, perché servono per tutti i settori del futuro. Chi controlla questi ingredienti controllerà la produzione di macchine elettriche, di computer, di cellulari, di tutte le nuove tecnologie, pannelli solari. Ma chi le ha in questo momento? Le ha soprattutto la Cina. E qui c'è una precisazione importante. Si chiamano terre rare, ma non sono rare. Sono semplicemente difficili da estrarre e dal punto di vista ambientale, l'esempio dell'uranio è emblematico, quando tu estrai queste terre rare inquini. Quindi molti paesi che hanno terre rare nei decenni non le estraggono più perché costa molto estrarle e perché ha un problema ambientale che la popolazione rifiuta. La Cina 30 anni fa ha capito che c'era uno spazio importante di predominio su queste terre rare e mentre gli americani, che all'epoca erano i grandi produttori di terre rare, abbandonavano le terre rare, la Cina ha cominciato a estrarre e comprare territori per le terre rare. La situazione di oggi, 30 anni dopo, è che il più grande produttore o estrattore di terre rare è la Cina. E quando la Cina litiga con l'America, come diceva Alberto, ricatta: "Tu non mi non mi dai i dati e io non vendo più le terre rare". E se io non ti vendo le terre rare, Microsoft, Apple e tutte le società importantissime delle tecnologie sono paralizzate. Addirittura, se io a te America non vendo le terre rare, i tuoi razzi, i tuoi missili, le tue portaerei non vanno perché non hanno i microchip fondamentali.

Ecco allora che cominciamo a capire perché c'è un interesse di Trump, come qualcuno ha detto prima, per la Groenlandia, che è uno, non è l'unico, anche in Alaska ci sono tante terre rare. L'Alaska fa parte dell'America e ma ecco perché Trump vede nella Groenlandia questo territorio vuoto con poca gente e debole. Cosa possono fare 50.000 persone? Protesteranno due giorni, ma gli do un pezzo di giocatore di Saint-Germain, 100 milioni, 200 milioni e li faccio star zitti. Chiaro? Questo è il ragionamento. Però vai avanti, c'è anche un altro punto.

>> Quindi, ragazzi, abbiamo visto con Alberto la questione delle risorse. Prima io vi avevo parlato della questione delle rotte che se i ghiacciai si sciolgono, se i ghiacci si sciolgono, tornano ad essere percorribili. Quindi c'è un interesse commerciale per quanto riguarda le rotte, c'è una questione commerciale ed economica per quanto e strategica per quanto riguarda le terre rare e i minerali. C'è un altro aspetto che fa dell'Agroenlandia un posto particolarmente, diciamo, interessante da un punto di vista geopolitico e si ricollega a quello che diceva Paolo prima, che non è questo. Vabbè. Ehm ed è la questione ehm geografica. Dove si trova la Groenlandia? L'abbiamo visto prima. Ehm la Groenlandia è a metà strada. Islanda. Avete capito che non sto trovando la strada.

>> Esatto. Vabbè, va benissimo anche questa. La Groenlandia.

>> Fate finta. Vabbè, va bene lo stesso. La Groenlandia è a metà strada tra la Russia e lì voi vedete il Canada, ma subito sotto, come vi facevo notare prima Paolo, ci sono gli Stati Uniti. Allora, che cosa vuol dire questo? Che se partisse un un missile balistico dalla Russia intercontinentale volesse colpire gli Stati Uniti, dove passerebbe? Dove passerebbe per fare più presto, un po' come le rotte commerciali, passerebbe per il Polo Nord, ovviamente. Quindi in Groenlandia ci sono i posti che lo avvisterebbero per primi e quando si tratta di, diciamo, una minaccia nucleare, pochi minuti riescono a fare la differenza. Quindi gli Stati Uniti già adesso hanno una base in Groenlandia in collaborazione con la NATO. È la base di Thule, di cui voi avete sentito parlare, anche perché qualche settimana fa sono stati mandati dei soldati europei e c'è stata un po' una un contenzioso con gli Stati Uniti. Quindi gli Stati Uniti hanno già una base militare in Groenlandia, ma ciò nonostante Trump la vuole a tutti i costi e Paolo ci spiega quali sono le altre ragioni.

>> E vedete che il gioco un pochino si ingarbuglia. Si ingarbuglia perché abbiamo detto la Groenlandia è importante perché ci sono le terre rare, ma le terre rare l'America ce le ha anche in Alaska o ce le ha anche da altre parti, le sta ottenendo dall'Ucraina, le sta ottenendo dal Congo. Quindi perché tutta questa ossessione sulla Groenlandia? La Groenlandia ci dice Alessia, è importante anche per daremente perché intercetta in caso di guerra con la Russia, intercetta i missili che vanno a colpire l'America. Ma ci ha detto Alessia, l'America ha già una base su sulla Groenlandia e può utilizzare 85 e poi negoziare su perché Trump è ossessionato dalla Groenlandia. Entriamo nel terzo e terza ossessione, ragazzi. Guardiamo questo filmato e che era quello che è apparso prima.

"we talked about Denmark essentially owns it we very good allies with Denmark we protect like we protect large portions of the world so the concept came up and I said certainly be strategically it's interesting and we'd be interested but we talk to them a little bit it's not number one on the burner I can tell you that essentially it's a large real estate deal a lot of things could be done. It's hurting Denmark very badly because they're losing almost 100 million a year caring. So they carry it at a great loss and strategically for the United States it would be nice. And we're a big ally of Denmark and we help Denmark and we protect Denmark and we will. Uh fact I'm supposed to stop. I'm thinking about going there. I'm not necessarily definitely going there, but I may be going we're going to Poland and then we may be going to Denmark."

Questo era Trump nel 2019, cioè nel suo primo mandato e già allora era ossessionato. Ma Trump, stiamo attenti, è stato il primo presidente americano a essere interessato alla Groenlandia, no? Anche molto prima di tutte le cose che abbiamo abbiamo raccontato, lo scongelamento delle rotte, le i problemi con la Russia, le terre rare. Pensate, il primo presidente intrigato dalla Groenlandia è stato Franklin Delano Roosevelt durante la Seconda Guerra Mondiale. E perché lui era interessato? Perché temeva che i nazisti, pensate, in Seconda Guerra Mondiale, potessero prendersi loro la Groenlandia e usare loro la Groenlandia come base per attaccare gli americani. Cioè, se più andate indietro nel tempo, meno i razzi arrivavano lontani i missili. E quindi avere una base per i nazisti, pensava Roosevelt, in Groenlandia sarebbe stato un modo per poter attaccare con facilità l'America. Dopo di lui, dopo la finita la guerra, è il presidente Truman nel '46 che a sua volta e propone lui per la prima volta di comprare la Groenlandia o dalla Danimarca per 100 milioni di dollari perché si cominciava la Guerra Fredda e cominciava appunto, come diceva Alessia prima, il timore degli americani nei confronti di quella che allora era l'Unione Sovietica. Quindi, primo elemento da capire è: non è solo Trump che pensa alla Groenlandia e non è solo Trump. Ora, era Trump anche di 8 anni fa, ma prima di lui erano stati Roosevelt e Truman in momenti storici diversi. Ma per capire bene questa ossessione, abbiamo intervistato mesi fa l'ex ministro delle finanze della della Danimarca, cioè del paese che possiede la Groenlandia, Bo Lidegaard, che ci dice questo. Sentite un secondo.

"Greenland for their security. He actually also we need Greenland for national and global security. And secondly, he he proclaims that because Greenland is so rich on minerals including rare earth and other critical minerals, having ownership to Greenland is necessary in order to break the monopoly or the effective monopoly of China in many of these minerals. So these are the two arguments he uses but both of them are ring a little bit false because since 1941 the US has had military installations and security arrangements with Greenland it still does under the NATO treaty it it runs a major military base in the northern part of Greenland in the Thule space base. So they have these military installations and they can get more if they would like to. We have agreement for that. On the mineral sides, the Greenland society is open for investments. They have said so all along but no investments are coming up basically because the economy of mining these minerals are extremely tricky. So what is left is what it actually does not say but what I believe is his real ambition which is a to him a thing of a vanity."

Ok, quindi cosa ci dice questo signore? Ci dice: "Ma scusate, ma per motivi di sicurezza, ma gli americani hanno già una base, ne facciano tre. Chi glielo impedisce? Dentro la NATO, Danimarca e America sono paesi NATO. Fai un'altra base. Dice, ma vuoi le terre rare? Ma hai mai fatto una richiesta di estrarre terre rare e qualcuno ti ha mai detto di no? Fai richieste di estrazioni. È un territorio enorme. Certo, cioè in quel caso del del giacimento con l'uranio che ha creato problemi, ma ce ne sono tantissimi altri. Chiedi fondamentalmente, dice, chiedi e ti sarà dato." E allora lui, questo ex ministro della Danimarca, dice: "Il vero motivo è la vanità di Donald Trump." Noi spendiamo i prossimi 20 minuti sulla vanità di Donald Trump. No, perché la vanità di Donald Trump l'avete capita, l'avete vista in scena tutti i giorni con le stupidate che poi questo l'avete tagliate dalla registrazione con tutte le cose che tutti i giorni sentiamo. Ma c'è dobbiamo capire un po' meglio questo concetto di vanità di Donald Trump che non è proprio la vanità come la intendiamo noi, il vezzo di farsi vedere, fare il più bello del reame, è il desiderio di potenza, desiderio di potenza suo, ma di potenza anche per gli Stati Uniti. E qui c'è un'immagine che abbiamo sulla la prossima Alessia, cortesemente.

Ecco qui. Il tema è non è solo il desiderio di possedere la Groenlandia per per sé, ma di impedire che altri posseggano la Danimarca, che è il gioco delle potenze. Non è tanto il beneficio che hai tu, ma evitare che altri abbiano dei benefici mettendoci uno zampino dentro. Vedete queste immagini danno l'idea di Russia e Cina e questo è bizzarro perché l'Europa che si affaccia sulla Groenlandia non è neanche messo in questo disegno, ma la Russia, Cina e America guardano la Groenlandia dicendo: "Chi se la pappa? Chi se la prende?" E qui, occhio ragazzi, facciamo un passaggio adesso storico. Qui Trump risuscita qualcosa che avete forse studiato o studierete a breve a scuola: la dottrina Monroe. La dottrina Monroe. Monroe era il quinto presidente degli Stati Uniti, diventa presidente fra il 1817 e il 1825, quindi parliamo di 100 anni fa, 200 anni fa. Questo presidente diventa, questo signore Monroe diventa presidente nel momento in cui l'America Latina, che era tutta una colonia della Spagna, lo sapete, tutti i vari del Brasile, del Portogallo, il Brasile si ribella e diventa indipendente. E in quel momento, occhio, gli inglesi e gli americani cominciano a dire: "Ma bello, si stanno ribellando questi paesi alla Spagna, è il momento che ce ne occupiamo noi, ce li prendiamo noi come mercati, come risorse, eccetera." E inizialmente gli inglesi vogliono convincere gli americani a dire: "D'ora in poi l'America Latina e l'America compete solo agli americani. Gli europei devono starne fuori." Monro se ne frega degli inglesi e dice in un discorso al Congresso molto famoso: "D'ora in poi l'America agli americani, gli europei devono starne fuori." Io però America mi impegno a non interferire nelle vicende dell'Europa. È la spartizione, un po' quello che dopo avremmo visto dopo la Seconda Guerra Mondiale con la Guerra Fredda. Lì la divisione è fra Unione Sovietica e America. Ciascuno dice: "Nel mio blocco mi occupo io delle vicende economiche e politiche, nessuno deve interferire." Monroe nel 1800 dice: "L'America agli americani", l'America intesa come America del Nord e del Sud, e l'Europa agli europei. Per Trump, geograficamente e geologicamente, l'Artico è la punta più alta delle Americhe. Quindi lui sta rispolverando, ecco, la vanità m'ha tradotto in una politica, rispolverando le parole del signor Monroe di 200 anni fa per dire oggi, nel mondo di oggi, dire anche oggi: "Noi vogliamo che l'America sia agli americani." E qui c'è anche il discorso, ragazzi, del Canada, del Messico e l'Europa agli europei. Questa dottrina Monroe di 200 anni fa è stata poi modificata e si chiama corollario del presidente Roosevelt, dal primo Roosevelt, 1904, quando dice: "State attenti perché questo è importantissimo." Dice: "Non solo l'America e gli americani, ma noi americani, noi Nord America, possiamo fare in America Latina, che è il nostro cortile di casa, quello che vogliamo." E questo corollario Roosevelt, ragazzi, è stato utilizzato dagli americani per fare in America Latina tutte le porcherie di questo mondo, i colpi di stato. Nel 1973 gli americani, la CIA, fanno uccidere il presidente eletto dagli dai cileni a Allende e mettono un dittatore Pinochet che resterà per molti anni. Cose simili succedono in Argentina, in Brasile. Cose simili organizzate dagli americani succedono durante la Guerra Fredda in Corea del Sud. C'è un bellissimo film, se avete modo di vederlo, credo sia su Netflix, che si chiama "Taxi Driver", non è il "Taxi Driver" quello ambientato con De Niro a New York, che racconta di questa uccisione di giovani durante la la dittatura in Corea del Sud che sostenuta dagli americani. Nello stesso momento, con questo stesso concetto speculare, l'America diceva: "Io faccio quello che voglio nelle Americhe." E dove ho interessi, e la Russia, l'Unione Sovietica fa le stesse cose, quello che vuole dalle sue parti del mondo. I russi, con lo stesso concetto, hanno invadevano l'Ungheria o invadevano Praga quando noi eravamo giovani perché dicevano: "È il mio cortile di casa, è una mio diritto fare nelle mie sfere di influenza ciò che vogliamo." E allora ecco che Trump, la vanità e la logica di potenza, rispolvera questo concetto e dice: "La Groenlandia è un pezzo d'America. L'America agli americani. Io voglio quel pezzo d'America perché devono starci fuori gli altri." Così come Monroe diceva: "Gli europei devono star fuori dall'America Latina." Ma ragazzi, qual è il problema? Ho quasi finito. Il problema è che nel frattempo il mondo è cambiato perché dopo quelle cose che Monroe e Roosevelt, c'è stata la Seconda Guerra Mondiale, noi abbiamo costruito delle regole nel mondo per cui non è che uno si sveglia la mattina e prende un pezzo di Groenlandia, un pezzo di Ucraina come fa Putin, un pezzo di Cina, Taiwan. Potrebbe fare Taiwan con la la Cina con Taiwan. C'è il diritto internazionale che dice: "Tu non puoi entrare, occuparti." E qui abbiamo una piccola testimonianza di una docente, aspetta, docente di diritto internazionale dell'Università di Bari che ci spiega proprio questo elemento, come cioè tutti noi dopo il terrore della Seconda Guerra Mondiale ci siamo dati delle regole. Eccolo qua. Sentiamo.

>> Dal punto di vista del Dal punto di vista del diritto internazionale, ovviamente le affermazioni e quanto affermato da Trump in generale costituiscono in sé delle violazioni del diritto internazionale. Innanzitutto spetta a ciascuno stato decidere cosa fare del proprio territorio e quindi non spetta agli Stati Uniti. Tocca alla Danimarca decidere quale tipo di autonomia lo fa col referendum, molto spesso, dare alla Groenlandia e non quindi agli Stati Uniti. Inoltre, comunque, le dichiarazioni vanno a minare quell'ordine internazionale che si è costituito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che sicuramente avrà presentato e ha presentato dei difetti, delle mancanze e che però ha consentito per molti molti anni di garantire la pace in Europa e quindi di accantonare i conflitti mondiali che erano già che avevano insanguinato l'Europa per tantissimi anni. Quindi questo ci preoccupa molto.

Ecco perché, ragazzi, vedete. Allora, adesso proviamo prima di dare ad Alessia il pezzo finale e poi prendere le vostre domande. Proviamo a mettere insieme i pezzi perché in questo enfasi sulla Groenlandia Trump fa qualcosa di simile a quando dice: "Voglio riprendermi Panama" che è un canale anche anch'esso, questo microfono sta avendo un problema, anch'esso molto importante per le rotte. Quando dice: "Eh, il Venezuela, faccio io per un po' di tempo il re del Venezuela perché c'è tanto petrolio." Cioè, quando dice: "Le regole del mondo sulla i confini non valgono più." E lì si apre un altro mondo per noi. Perché se Trump può dire: "Io prendo la Groenlandia", pensateci bene, e dice: "Prendo la Groenlandia perché è un cortile, è un pezzo d'America." Putin non può dire: "Prendo l'Ucraina perché è un pezzo di Russia." È quello che Putin sta dicendo da 5 anni. Putin da 5 anni sta dicendo che in Ucraina, l'Ucraina è un pezzo di Russia, storicamente lo è stato per molto tempo, parte si parla russo, le famiglie sono collegate ucraine e russe. Lui dice: "Il il presidente dell'Ucraina è un dittatore nazista e quindi io lo voglio deporre." Che è quello che esattamente quello che ha fatto Trump con il Venezuela. Cosa ha detto Trump sul Venezuela? Ha detto: "Il Venezuela fa parte dell'America e con la dottrina Monroe tutto compete a me." Poi cosa dice: "Il presidente del Venezuela è un leader illegittimo ed è un arcotrafficante e io lo caccio via, me lo prendo e lo arresto." Ecco che e la Cina non potrà un giorno dire: "Taiwan, che era vero, è un è un pezzo di Cina e il leader della di Taiwan è un pedofilo, allora io lo dico, sparo, vado a prenderlo." Entriamo è il titolo del rapporto dell'ISPI di quest'anno che si chiama "Liberi tutti", un mondo dove ognuno fa quello che vuole, che è esattamente, ragazzi, l'opposto del mondo delle Olimpiadi che voi avete visto in scena in questi giorni. Pensate, fate questo paragone, cioè noi abbiamo un mondo dello sport dove, pur con i casi di doping, di corruzione, tutti i giocatori di tutti i paesi del mondo accettano di rispettare delle regole. Nessuno contesta. Certo, qualcuno ci prova, quello ucraino che si è messo il casco, vi vedete, ma è stato squalificato. Certo, lui ha fatto il suo messaggio e sempre ci sono stati casi di proteste contro le regole che ma che hanno portato alla squalifica. Ma tendenzialmente nel mondo dello sport a livello internazionale abbiamo delle regole che dà il Comitato Olimpico e tu persino Hitler le ha rispettate. Hitler ospita le Olimpiadi nel 1941, 42, 43, non mi ricordo. Ospita le Olimpiadi in quell'anno. Pensate la sfiga, Olimpiadi e Olimpiadi invernali, non nel '42, nel '36, prima della guerra, perché nella guerra le Olimpiadi non si sono fatte. Ospita le Olimpiadi e lui è il padrone della Germania e vuole dice: "Io incontrerò e premierò solo gli atleti tedeschi ariani nazisti." E il Comitato Olimpico, pensate, gli dice: "No, tu non puoi premiare solo gli ariani tedeschi, devi o tutti o nessuno." E Hitler, il dittatore del mondo di quel momento, non può premiare nessuno perché deve rispettare le regole del Comitato Olimpico. Uscita dallo sport, andiamo nel mondo di cui stiamo parlando adesso, il mondo dei liberi tutti. Tu hai il presidente americano che dice: "L'America agli le Americhe agli americani. Gli americani sono io. Io decido cosa come dice Trump, cosa è giusto e cosa è sbagliato per il mondo. Mi prendo la Groenlandia." Noi europei non siamo d'accordo, molti paesi non sono d'accordo. Ed ecco perché, lo ha citato prima Alessia, quando Trump ha minacciato a gennaio di invadere la Groenlandia, simbolicamente abbiamo ha fatto un po' ridere perché erano 35, abbiamo mandato 35 soldati, otto tedeschi, norvegesi, uno svedese, ma era un segnale a dire: "Passerò sul mio corpo se vuoi conquistare un territorio in Europa", perché poi tutto sommato si può discutere se l'Artico è europeo o americano. Quando l'Europa, alcuni paesi mandano un po' di soldati, Trump risponde con dei dazi. Dice: "Allora io ti punisco e ti metto dei dazi." Alla fine si è arrivati a uno scontro molto duro che rischiava di spezzare la NATO e alla fine Trump ha fatto un passo indietro. Doveva conquistare o comprare la Danimarca, la Groenlandia, ma ormai è passato un mese, non se ne parla più. Noi oggi, già oggi, già domani, dopodomani, probabilmente parleremo di Trump e Iran perché la nuova scommessa drammatica che Trump drammatica, stando attenti che in Iran c'è un regime terribile e quindi tutto sommato qualcuno potrebbe pensare che ci fa piacere che Trump faccia qualcosa per buttar giù quel regime che ha ucciso migliaia di giovani come voi nelle scorse settimane. Ma no, Trump non è interessato a a portare la democrazia in Iran, nel caso è interessato a distruggere il nucleare iraniano, quel nucleare iraniano che 6 mesi fa Trump ci aveva detto di aver distrutto già nell'attacco che ha fatto l'Iran giugno scorso. Quindi veniamo all'oggi, quindi attenti perché quindi la Groenlandia è un un'immagine di un mondo dove ciascun leader non ha regole e fa un po' quello che vuole ed è questo che va contrastato e va guardato con attenzione.

Alessia, >> quindi in conclusione che cosa possiamo dire? Che a prima vista la Groenlandia sembra molto lontana dalle nostre dalle nostre vite. Un'isola immensa, coperta per lo più di ghiacci perenni, abitata da meno abitanti di quelli che conta una piccola provincia italiana. Eppure è diventata il terreno di scontro, il terreno in cui si stanno confrontando, diciamo, i cambiamenti dell'ordine internazionale. La l'escalation di cui vi parlava poco fa Paolo tra Europa e Stati Uniti. Questo significa in in soldi. Diciamo che man mano che vediamo i ghiacci della della Groenlandia e dell'Artico sciogliersi, si scioglie un po' anche quell'ordine internazionale con loro che aveva garantito dal '45, cioè dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi, un ordine cosiddetto stabilito su regole che valevano per tutti. Oggi queste regole non valgono più per tutti perché ci sono i vari leader che ieri erano la Cina e la Russia, oggi sono anche gli Stati Uniti. Dicono: "Noi queste regole non le rispettiamo più, facciamo un po' come ci pare, il mondo dei liberi tutti."

>> E state attenti ragazzi, scusa, un richiamo storico. Andate con i vostri insegnanti a guardare quello che succede dopo la Prima Guerra Mondiale. Dopo la Prima Guerra Mondiale si iniziano a scrivere delle regole. Già lì la Società delle Nazioni, che è l'antesignana dell'ONU, nasce lì, ma dopo che queste regole vengono scritte, parte il "liberi tutti". Parte il "liberi tutti", cioè due dei paesi importanti del momento, l'Italia e il Giappone, invadono. L'Italia è un'avventura africana, il Giappone e la Manciuria e rompono le regole e da quel momento in poi inizia il "liberi tutti". Dopo un po' inizia Hitler con i Sudeti e poi la l'annessione dell'Austria. Ed è un mondo in cui non ci sono più regole, ognuno fa quello, non quello che è possibile in base alle regole, ma quello che è capace di fare in base alla forza militare. E questo è non è uno scenario catastrofico che vogliamo presentarvi, ma è il motivo per cui diceva Alessia, noi dobbiamo guardare alla Groenlandia con 50.000 1000 abitanti con le sue terre rare, non solo come Groenlandia, ma come esempio di di inizio di rottura delle regole, regole che poi nel "liberi tutti" diventano per tutti un mondo senza regole. Vai.

>> Perché abbiamo voluto parlarvi stamattina della Groenlandia, perché diciamo nel suo piccolo o nel suo grande, la Groenlandia è una frattura emblematica di un mondo che sta diventando sempre più frammentato. E questi, quindi questi cambiamenti, quelli come quelli di cui abbiamo parlato stamattina, ma anche tanti altri, vanno capiti per non, diciamo, per non subirli e noi pensiamo che sia importante che alla vostra età si comincino a capire.

>> E noi vi facciamo innanzitutto i complimenti per l'attenzione e il silenzio con cui avete seguito questa questa ora. Non sono temi facili, non sono temi immediatamente di interesse di ciascuno di voi, magari, ma non è scontato, non è che da tutte le parti abbiamo questa attenzione che nel 90% di voi abbiamo colto. Grazie mille. Io ringrazio la fondazione e la presidente per questa opportunità, i miei colleghi e tutti voi per l'attenzione che avete avuto. In bocca al lupo a chi ha la maturità. Arrivederci ragazzi. M.