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Buongiorno, buon pomeriggio e buonasera. Oggi continuiamo con le lezioni di storia umana. Questa volta parliamo della nascita della repubblica. Prima, però, lepre la TV ti lascio. Non mi piace questa ott. Iscriviti al canale e seguirmi anche su Instagram. Mi trovate come di Harley Charlotte.
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Nella scorsa video lezione dedicata alla Roma non artica, che vi lascio qui sopra, recuperate la, abbiamo un prodotto dei sette re di Roma. Hanno detto che la monarchia termina nel 509 avanti Cristo con la cacciata di Tarquinio il Superbo. Secondo la leggenda, la cacciata dei re etruschi è stata causata da una violenza, una violenza che ha commesso Sesto Tarquinio, il figlio di Tarquinio il Superbo. Questa è la leggenda di Lucrezia. Siamo nel 509 avanti Cristo e Sesto Tarquinio violenta Lucrezia, la moglie di Collatino, un patrizio, durante l'assedio di Ardea, che vedete qui collocato sulla cartina. Una sera, i figli del re, tra cui Arrunte Tarquinio, in compagnia di altri giovani, se va solo delle loro mogli. Immaginatevi a tavola calda, i mariti che si vantano delle mogli e dicono: "Ma mia moglie la migliore", "Anomala mire, sapessi Livia", invece Lucrezia, un angelo del focolare, invece la mia Giulia quanto è pulita. E lei è ancora più casta, anche perché queste erano le virtù delle donne romane: dovevano essere caste, pudiche, l'anief i che frigge fere domini sede, quindi starsene a casa e anche essere filare, eccetera. Bene, allora Collatino dice: "Io direi di andare a controllarle, no, queste mogli fantastiche che abbiamo". Tutte le donne banchettano, tranne Lucrezia, che proprio loro, glielo dico in latino, che a casa a sfilare insieme alle ancelle. Dopo questo incontro, Sesto Tarquinio impazzisce, vede Lucrezia, la trova divina e decide che sarà sua, anche se lei è sposata.
Leggiamo insieme la testimonianza di Tito Livio: "Lucrezia, chiudi la bocca, sono stato Tarquinio, è una spada in mano, una sola parola e sei morta." Così si presenta Sesto Tarquinio, secondo Tito Livio. E poi, sempre tramite Livio, la testimonianza del dialogo tra Lucrezia e suo marito, che poi torna a casa con Collatino e anche il padre. Alla vista dei congiunti, il padre suo marito scoppia a piangere. Il marito allora le chiede: "Tutto bene?" Lei gli risponde: "Come fa ad andare tutto bene a una donna che ha perduto l'onore? Nel tuo letto con Collatino ci sono le tracce di un altro uomo. Solo il mio corpo è stato violato, il mio cuore puro e te lo proverò con la mia morte." E Lucrezia si uccide. Questo, però, passa inosservato. Secondo la leggenda, Lucio Giunio Bruto, un amico di Collatino, decide di vendicare Lucrezia insieme con Collatino stesso e di cacciare i Tarquini. La sorte degli Etruschi è segnata. Il comando della città, secondo la leggenda, basta in mano a Bruto e a Collatino, che diventano consoli. Dalla leggenda, la storia. Ogni leggenda nasconde sempre un fondo di verità. Ecco perché io in questa video lezione parla sempre anche dell'elemento della leggenda. Tra la fine del sesto secolo e l'inizio del quinto avanti Cristo, si passa dalla magistratura unica del re, cny la monarchia è una magistratura doppia e di durata annuale dei consoli. Quindi abbiamo la riuscita, poi della repubblica di fatto. Secondo la tradizione, Tarquinio il Superbo, dunque, scappa da Roma e chiede aiuto, però, a un re etrusco della città di Chiusi, Lars Porsenna. Porsenna decide di attaccare Roma per metterlo sul trono. Chiusi, a in Toscana, vicino a Siena. Abbiamo due versioni anche della guerra, no, con Porsenna, perché secondo gli storici romani, abbiamo la vittoria di Roma. La verità storica, però, è un'altra, nel senso che Roma viene sconfitta da Porsenna. Roma, sì, che era tutta una versione mitica, una tradizione. La città verrebbe salvata da alcuni personaggi eroici: Orazio Coclite, Muzio Scevola, Clelia, per esempio. Per quanto riguarda Orazio Coclite, secondo la leggenda, difende il ponte Sublicio, quel ponte che abbiamo dest fatto creato da Anco Marzio, e impedisce che gli Etruschi invadano la città. Secondo un'altra leggenda, la pace tra Roma e Porsenna sarebbe dovuta a Muzio Scevola, il cui vero nome, peraltro, è Cremoso Corde. Secondo la tradizione, lui tenta di uccidere Porsenna, ma lo confonde con uno scriba, quindi viene catturato, viene beccato e condotto da Porsenna. Mostra, però, di non avere paura e cosa fa? Decide di punire la sua mano perché ha sbagliato e la mette sul fuoco. Porsenna, però, è colpito dal coraggio di quest'uomo, lo libera, è, però, tra la pace con Roma, priva, comunque sia, i romani delle terre di Veio e pretende anche alcuni ostaggi. Sempre secondo la leggenda, Porsenna tra questi ostaggi ci sarà anche Clelia, una donna che sarebbe sfuggita da Porsenna attraversando a nuoto il Tevere. Per questo, il re etrusco, ammirato da questa sua condotta così coraggiosa, l'avrebbe liberata.
Queste prossimo leggerne la verità storica, come vi dicevo, è un'altra. Quello che noi sappiamo è che Porsenna occupa il colle del Gianicolo e che governa Roma per un periodo breve, comunque sia, impone ai romani il divieto di possedere oggetti di ferro, comprese le armi, per paura di essere attaccato, ma il suo dominio dura solo fino al 504 avanti Cristo, perché viene sconfitto durante la battaglia di Ariccia. Allontanato il re, nasce la repubblica. Repubblica, dal latino res publica, cosa pubblica, un insieme di beni, ma anche di interessi comuni dei cittadini. Non abbiamo, quindi, più la monarchia, ma abbiamo due consoli che governano e detengono il potere. I consoli vengono eletti ogni anno e comandano un senato, che è l'organo di controllo della vita pubblica e l'esercito. Presiedono i comizi e possono anche nominare, in caso di estremo pericolo, un dittatore, che però resta in carica solo sei mesi. Dopo aver affrontato gli Etruschi, comunque sia, Roma repubblicana ormai si trova anche a combattere contro i Latini. I Latini si uniscono in una lega anti-romana e danno vita a un esercito terribile. Lo scontro culminerà nella battaglia del Lago Regillo del 496 avanti Cristo, lago che vedete su questa cartina. Secondo Tito Livio, i romani vincono grazie all'intervento dei Dioscuri, Castore e Polluce, che erano nei mitici eroi figli di Zeus. In realtà, questa è una leggenda. La verità storica è un'altra. La guerra si conclude senza né vincitori né vinti tra Roma e i Latini, però si stipula un patto nel 493 avanti Cristo, il Patto Cassiano, che è un patto difensivo di aiuto reciproco. Grazie a questa alleanza, Roma e i Latini fronteggeranno poi in seguito da sud i Volsci e da est Equi e i Sabini.
Alla prossima video lezione.
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