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Guardate, questi sono i resti di Hiroshima dopo la bomba atomica, mentre questa è la centrale di Chernobyl, appena dopo il disastro. Ma allora, perché Chernobyl è rimasta così, mentre Hiroshima è diventata una metropoli oggi? Hiroshima, ma in realtà anche Nagasaki, sono città abitabili, sono delle metropoli. L'Italia è disabitata e, soprattutto, nella zona vicina al reattore, è ancora radioattiva. Per quale motivo? In questo video ve lo spieghiamo in quattro punti. Andiamo.
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Punto 1: la tipologia di evento. Partiamo dal presupposto che tutti, più o meno, sappiamo cosa è successo a Chernobyl e cosa è successo a Hiroshima e Nagasaki. Nel primo caso, c'è stato un incidente radiologico, quindi un qualcosa di imprevisto. Mentre per Hiroshima e Nagasaki, sono state sganciate due bombe atomiche, rispettivamente Little Boy e Fat Man. Quindi, già da qui vediamo una grande differenza. Si tratta di due strutture diverse, quindi una centrale nucleare e delle bombe atomiche, e soprattutto usate per motivi diversi. In un caso, diciamo, è stato un incidente, nell'altro caso sono state usate proprio per distruggere delle città.
Punto 2: livelli di radioattività. Una tra le differenze più grandi è quella legata ai livelli di radioattività a Chernobyl e a Hiroshima e Nagasaki. Perciò, a Chernobyl, ad esempio, uno dei fattori più importanti che dobbiamo tenere in considerazione è il cosiddetto tempo di dimezzamento degli atomi radioattivi. E che roba è? Cosa vuol dire? Cerchiamo di spiegarlo proprio in due parole. Diciamo che gli elementi radioattivi sono dannosi per la nostra salute perché decadono, cioè si trasformano spontaneamente in altri tipi di atomo, emettendo però radiazioni. Questo, però, non è che dura per sempre. Quando tutti gli atomi radioattivi di partenza si sono trasformati, non sono più pericolosi per l'uomo. Ecco, il tempo impiegato per questa trasformazione noi lo conosciamo e prende il nome di tempo di dimezzamento, cioè la quantità di tempo che ci mette metà degli atomi di partenza a trasformarsi nei nuovi atomi. Nel caso di Chernobyl, ad esempio, sono stati emessi in atmosfera elementi radioattivi come lo iodio 131, il cesio 134, il cesio 137 e lo stronzio 90, che furono poi trasportati dal vento in moltissime regioni, come potete vedere anche da questa mappa. Se prendiamo, non so, lo iodio 131, questo ha un tempo di dimezzamento di circa 8 giorni. Questo vuol dire che più o meno, dopo qualche settimana, il grosso dello iodio è decaduto, quindi la sua presenza è trascurabile. Diverso, invece, ad esempio, il cesio 134, che ha un tempo di dimezzamento di circa due anni. E ancora più alti sono i tempi di dimezzamento di stronzio 90 e di cesio 137, che sono entrambi attorno ai 30 anni. Questo vuol dire che la zona contaminata continuerà a essere contaminata ancora per molti anni. Nel caso di Hiroshima e Nagasaki, invece, l'esplosione della bomba ha prodotto principalmente raggi X e raggi gamma, la cui radioattività, però, è decaduta in pochissimo tempo. Si parla addirittura di pochi minuti. Inoltre, dobbiamo anche tenere a mente che i neutroni prodotti dalle bombe, che poi sono quelli che possono generare i materiali instabili e radioattivi, non solo erano relativamente pochi, ma si trovavano anche centinaia di metri di quota, quindi l'aria ne ha frenato l'avanzamento e ha ridotto quasi del tutto la quantità di materiale collettivo che è caduto al suolo.
Punto 3: altezza dell'esplosione. Colleghiamoci con quello che abbiamo appena detto. Le bombe sono esplose in aria. Perché? Forse nell'immaginario comune, no, a Hiroshima e Nagasaki le bombe sono cadute a terra. In realtà, no. Sono scoppiate entrambe a oltre 500 metri di quota. Ma per quale motivo? Hanno sbagliato? No, questo serviva per massimizzarne l'effetto distruttivo. Infatti, l'obiettivo delle bombe non era di contaminare il terreno, ma quello di distruggere il centro abitato, sfruttando al meglio la potentissima onda d'urto generata dall'esplosione in aria. L'incidente di Chernobyl, invece, è avvenuto a livello del suolo e quindi ha facilitato la deposizione di materiale radioattivo sul terreno e sugli edifici attorno all'area. Tra l'altro, poi, c'è anche un'altra cosa da considerare, cioè che l'esplosione delle bombe a fungo, diciamo, ha ulteriormente favorito l'allontanamento di parte del materiale radioattivo dal terreno, quindi spingendolo nella parte più alta dell'atmosfera.
Punto 4: quantità di combustibile. Un'altra cosa importantissima che dobbiamo tenere a mente è la quantità di combustibile nucleare in gioco nei vari casi. Prendiamo ad esempio Little Boy, cioè la bomba di Hiroshima. In quel caso, al suo interno c'erano 64 kg di uranio 235. Per Fat Man, invece, che era quella di Nagasaki, 6 kg di plutonio 239. Certo, sono quantità enormi, se ci pensiamo, ma nulla in confronto alle oltre 200 tonnellate di uranio che erano presenti a Chernobyl. Tra l'altro, poi, se vogliamo essere ancora più precisi, di queste quantità che abbiamo appena visto, soltanto delle piccole parti hanno effettivamente dato vita a una reazione di fissione nucleare. Ad esempio, per Little Boy parliamo di 700 grammi di uranio, per Fat Man circa un chilo di plutonio. Sapete invece quanto uranio ha subito un processo di fissione a Chernobyl? 7 tonnellate. Parliamo quindi di 10.000 volte più materiale radioattivo in atmosfera rispetto alle bombe giapponesi. Se mettiamo insieme tutte le informazioni che vi ho appena raccontato, non è poi tanto difficile capire perché dopo 24 ore a Hiroshima la radioattività fosse già scesa dell'80% rispetto all'esplosione. In pochissimi giorni, la radioattività era praticamente uguale a quella naturale, a quella che è normalmente presente nelle rocce, nell'ambiente che ci circonda. Questo è il motivo per il quale le città di Hiroshima e Nagasaki oggi sono delle metropoli e non c'è alcun pericolo a viverci dentro. Diverso il discorso per Chernobyl, dove invece tutt'oggi sono presenti isotopi con tempo di dimezzamento molto lungo, come abbiamo visto prima, e quindi è stata proprio istituita una zona di esclusione, ampia circa 30 km attorno alla centrale, entro la quale, almeno ufficialmente, non si potrebbe abitare.
Vorrei, però, chiudere questo video facendo un attimo la riflessione, perché non vorrei mai che passasse il messaggio sbagliato. Qualcuno, infatti, potrebbe dirmi: "Ah, ma allora le centrali nucleari sono peggiori delle bombe atomiche?" No, fermi tutti. Nel caso delle bombe atomiche, si è trattato di armi usate appositamente per uccidere delle persone, mentre Chernobyl è stato un incidente che, per quanto tragico, ovviamente non era nella mente di nessuno. Nessuno ha volutamente ucciso così tante persone. Persone che, poi, tra l'altro, se andiamo proprio a vedere il numero di vittime, parliamo di migliaia di vittime per Chernobyl contro le decine e decine di migliaia di vittime di Hiroshima e Nagasaki. Quindi, insomma, sono due cose proprio completamente diverse ed è bene non fare confusione. Questo video serviva solamente per descrivere i due eventi dal punto di vista radiologico.
Bene, ragazzi, grazie per avermi seguito fino a questo punto. Spero che il video vi sia interessato e vi abbia insegnato qualcosa di nuovo su Hiroshima, Chernobyl e Nagasaki. Noi ci vediamo per un prossimo video, sempre qui su Joe Pop, Le Scienze nella vita di tutti i giorni. Ciao!