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[Musica] il seicento è un'epoca di transizione e di grandi trasformazioni che segnano il tramonto di un mondo e al contempo l'affermazione di alcuni atteggiamenti culturali e di un modo di concepire la vita assai vicino al nostro tempo.
E vediamo insieme le trasformazioni principali. La prima importante trasformazione, iniziata nel cinquecento ma avvertita molto di più nel seicento, è la dilatazione dei confini geografici del mondo dopo la scoperta dell'america e dopo lo spostamento conseguente del baricentro economico dal mediterraneo all'atlantico. A tale spostamento si accompagnano la decadenza economica dell'italia e l'emergere di nuove potenze commerciali e coloniali: i paesi bassi e l'inghilterra.
Il cinquecento era stato il secolo delle esplorazioni, degli interessi per le terre lontane ed esotiche. Il seicento è invece il secolo dell'espansione reale dell'occidente europeo verso quelle terre. Sul piano commerciale, politico e culturale, prende forma in sostanza in quest'epoca l'idea di un mondo globalizzato, multiforme e dai confini dilatati, un mondo in cui l'europa ha perso la funzione di baricentro.
La seconda grande trasformazione investe il piano scientifico ed è principalmente opera di uno scienziato italiano, galileo galilei. Facendo tesoro delle importanti acquisizioni in campo astronomico del matematico polacco niccolò copernico, galileo con la scoperta dei satelliti di giove nel 1609 assesta un colpo definitivo al modello millenario dell'universo geocentrico. La terra non è più immobile al centro del cosmo, ma ruota su se stessa e attorno al sole. Allo stesso modo, la scoperta degli albi lunari, sempre nel 1609 e sempre ad opera di galileo, annulla la distinzione tra la terra e i corpi celesti che la fisica aristotelica considerava perfetti e incorruttibili.
Le scoperte dello scienziato pisano e più in generale le importanti acquisizioni della scienza in questo periodo, anche in altri campi, hanno l'effetto di sovvertire i punti di riferimento della visione tradizionale del mondo e dell'uomo. In questo processo di ridefinizione dei confini del mondo conosciuto rientra anche il venir meno dei punti di riferimento politici e religiosi.
La geografia politica e religiosa dell'europa, se confrontata con quella dei secoli precedenti, è decisamente cambiata all'insegna del particolarismo e della frammentazione. Nel seicento si conclude il processo inarrestabile e di crisi che aveva investito le due istituzioni cardine del medioevo: la chiesa e l'impero. All'unica chiesa cattolica si erano affiancate numerose chiese riformate o protestanti e all'impero numerosi stati nazionali più o meno estesi.
In particolare, la crisi dell'impero e dell'idea tipicamente medievale di una monarchia universale è accompagnata dalla messa a punto di due alternative opposte. In francia si consolida un modello di organizzazione statale decisamente accentrato e assolutista: è la monarchia di luigi xiv. In inghilterra nasce invece lo stato parlamentare e costituzionale moderno.
Quanto alla chiesa, essa perde definitivamente la sua unità a causa della frattura religiosa apertasi con la riforma protestante nel cinquecento. L'europa del seicento è di fatto spaccata in due: da una parte l'europa cattolica, corrispondente più o meno all'area mediterranea, dall'altra l'europa protestante a nord. Non a caso, uno degli eventi storici che segna profondamente quest'epoca è la guerra dei trent'anni, un conflitto religioso e politico insieme, che vede coinvolte le tradizionali potenze europee e che si conclude nel 1648, dando vita a un assetto nuovo dell'europa, molto diverso da quello dei secoli precedenti.
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