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Perché aprire un fondo pensione a figli e nipoti? 5 motivi per cui farlo

BPER Banca31:37

Transcription

Buonasera, buonasera, buonasera a tutti, a tutti i collegati. Grazie per la puntualità; vedo che si stanno collegando anche altre persone a questo webinar natalizio che vuole trattare il tema del regalo intelligente ai nostri, ai vostri figli.

Ecco, in questa nostra iniziativa che bip per fa all'interno di una campagna di informazione che vuole informare i genitori e i nonni, il quale può essere una soluzione intelligente per il futuro dei figli. Ecco, io questa sera vi parlo con il ruolo di papà, quindi vi parlo da papà a papà, come io ho parlato a mia figlia e come continuo a parlare a mia figlia.

Ecco, vi anticipo che la prima parte di questo incontro sarà un po' triste, perché vorrei così renderci consapevoli, tutti noi genitori, di qual è il mondo che vivranno i nostri figli, che è un mondo molto diverso da quello che ho vissuto io, che sto vivendo io e che è un mondo molto diverso da quello che ha vissuto mia madre, mio padre. E io sono un po' un amante dei numeri, e pertanto, così mi piace un pochino capire che cosa è successo da quando sono nato io ad oggi. E se foste qua in presenza, ma penso che nella chat possiate anche scrivere, la domanda che mi piacerebbe farvi è: quanti bambini sono nati l'anno scorso? Quando faccio questa domanda in eventi con i clienti, arrivano, insomma, mi arrivano delle risposte più disparate. E la risposta è che l'anno scorso sono nati 393.000 bimbi in Italia, che è il record storico negativo di nascite da quando esiste l'Italia di oggi, ma che quest'anno abbiamo ottime possibilità per battere questo record. E quindi €393.000 sono i bimbi nati l'anno scorso. E sono andato a vedere quanti ne sono nati nel 1968, quando sono nato io. Mi piacerebbe chiedervelo, ma anche qua non siete fisicamente di fronte a me, quindi non posso raccogliere le vostre risposte. Quindi la risposta ve la dico io: nel 1968 furono 890.000 i bambini nati. Quindi, in questi 56 anni da quando sono nato io, abbiamo perso più di 500.000 bambini all'anno, e questo è un primo dato che probabilmente conoscevate già, ma mi piace un po' mettere anche i numeri precisi. L'altro dato che vorrei così sottolinearvi è: qual è l'aspettativa di vita media in Italia? La media fra uomini e donne dell'anno scorso. Ho fatto questa domanda in un liceo a Verona; c'erano duecento studenti; mi hanno risposto 60 anni. Quindi, in pratica, mi hanno detto che fra 4 anni, secondo loro, io sono giunto alla mia fine della vita terrena. Ecco, in realtà, l'aspettativa di vita media oggi in Italia è 82,6, che però è interessante andare a vedere quant'era quando sono nato io; e quando sono nato io era 71 anni. Quindi si è allungata, in questi 56 anni, l'aspettativa di vita di quasi 11 anni.

Quindi questi dati matematici ci dicono che l'Italia è un paese con sempre meno giovani, con sempre meno bimbi e con la gente che non vuole più morire e che continua a vivere molto di più di 56 anni fa. È evidente che questi dati oggettivi, a meno che non vengono invertiti clamorosamente, ma insomma il trend è piuttosto consolidato, ci dicono che i nostri figli vivranno in un mondo italiano di anziani, di anziani. E quindi il fatto che, tra l'altro, c'è un bellissimo sito, non so se l'avete visto, che fa vedere la piramide demografica, no? Dove alla base di questa piramide ci sono coloro che hanno 0, 1, 2, 3, 4, 5 anni e nella punta i più anziani che hanno 100, 102, 103. Ecco, questa piramide, con questo effetto demografico, si sta ovviamente rovesciando. E il contesto, il mondo in cui vivranno i nostri figli e i nostri nipoti, con questa tendenza demografica, avrà due grossi problemi di welfare. Il primo è la sanità pubblica, perché è evidente che un paese con sempre più anziani è un paese che ha maggiore esigenza di posti letto, di case di cura, di terapie, quando invece, insomma, così la tendenza dei finanziamenti degli ultimi anni dei governi è andata un po' nella direzione opposta. E quindi, se questa situazione aumenterà di anziani, è evidente che la sanità pubblica avrà dei grossi problemi di sostenibilità. Ma almeno questo problema, questa sera non ne parliamo, perché il focus è un altro. L'altro tema di welfare in forte crisi sarà la previdenza pubblica, la previdenza pubblica, perché l'INPS eh paga le pensioni utilizzando il criterio di cassa. Che cosa vuol dire? Vuol dire che teoricamente i contributi che io pago ogni mese, l'INPS doveva avere un cassettino con scritto Luigi Morselli, e in questo cassettino ci mette tutti i miei contributi; e quando io andrò in pensione, apre questo cassetto pieno di soldi e mi dice: "Complimenti, Luigi Morselli, questa è la sua pensione che lei ha maturato grazie ai soldi, ai contributi che ha pagato nella sua vita". Questa è la teoria; la pratica, che è il principio di cassa, dice che i miei contributi l'INPS li prende e li dà a mia madre per pagargli la pensione. E quindi il criterio di cassa funziona fino a quando c'è uno che lavora, è uno che prende i soldi. Con questo trend demografico, qualunque governo ci succederà dovrà affrontare lo scenario quando ci sarà 0,9 lavoratori e uno che incassa. E la domanda è: chi paga quel 0,1 che manca? E i governi, chi avrà la responsabilità di questo paese, può agire su due fronti: uno, non farci andare in pensione, magari sperando che qualcuno non ci arrivi proprio fisicamente; oppure tagliarci l'importo delle pensioni. Ecco, la riforma Salva Italia del 2011, cosiddetta riforma Fornero, ha agito sull'allungamento di quando andremo in pensione. La riforma Fornero ha realizzato, dato in pieno, la parità di genere tra uomo e donna, perché prima le donne andavano in pensione qualche anno prima degli uomini; con la Fornero, sia uomini che donne vanno in pensione a 67 anni. Ricordo, tra l'altro, che in Francia c'è stato una grossa agitazione popolare, mi sembra l'anno scorso, quando il governo ha portato l'età di vecchiaia di pensione a 62 anni. Altra cosa che ha fatto la Fornero: ha legato questi 67 anni per andare in pensione non a un'età fissa, ma l'ha legata all'aspettativa di vita. E quindi questi 67 anni aumenteranno man mano che l'aspettativa di vita aumenterà. E io non posso non notare che, rispetto a 56 anni fa quando sono nato, l'aspettativa di vita è cresciuta di 11 anni. Quindi può darsi che mia figlia, quando avrà 67 anni, l'aspettativa di vita in Italia sarà di 92. Questo vuol dire che l'età di vecchiaia non sarà più 67; quando mia figlia andrà in pensione, magari sarà 75. Ed è chiaro che uno di 20 anni si chiede: "Ma io riuscirò fisicamente a lavorare fino a 75 anni?" È veramente una domanda che dà un po', che dà un po' da pensare, un po' di angoscia. L'altra leva è quella di, invece, tagliare gli importi delle pensioni; è quello che fece Lamberto Dini con la riforma del 1996, quando, come vi dicevo prima, ha istituito il sistema contributivo, non più quello retributivo. E quindi ognuno versa per sé, ma il sistema contributivo penalizza chi comincia a lavorare tardi, perché chiaro che oggi, una volta non era sempre necessario laurearsi; oggi ormai la laurea è diventata una cosa quasi indispensabile. Quindi i nostri figli, mia figlia sta ancora studiando, cominceranno a lavorare a 24, 25, 26 anni. Quindi questo vuol dire che già che sposti in avanti l'età in cui tu avrai pagato i contributi necessari per andare in pensione. È un altro fenomeno che, che forse è diverso da quello che ho vissuto io, è il forte turnover di lavoro, la precarietà del lavoro, anche i contratti cosiddetti di inserimento al mondo del lavoro, che sono i cosiddetti contratti light, leggeri, che hanno l'obiettivo di invogliare le aziende ad assumere giovani, ma sono leggeri perché la contribuzione prevista per questi contratti è povera. E quindi, mentre con il retributivo se c'erano degli anni in cui pagavi pochi contributi non contavano nel calcolo della tua pensione, adesso contano, e come. E quindi avere dei ragazzi, dei figli, dei nipoti che cominciano a lavorare tardi e che hanno magari qualche anno di contributi leggeri, eh lo pagheranno a caro prezzo quando, quando, quando avranno l'età pensionabile. E non è escluso che, oltre ad allungare l'età in cui si andrà in pensione, potranno fare degli altri interventi, eh degli altri interventi per tagliare quello che è l'importo, l'importo dell'assegno.

Ecco, questo è il contesto, eh non proprio gioioso, che maniera, forse in maniera un po' cruda vi ho voluto rappresentare. Ma ve l'ho fatto perché i numeri non tradiscono mai, e la funzione di un genitore o di un nonno è anche quella educativa nei confronti dei figli e dei nipoti. Io, se chiedessi a mia figlia: "Ma tu, a 20 anni, stai pensando alla tua vecchiaia?", e mi dice: "No, ma sei matto!", e mi preoccuperei. Anche se mia figlia mi dicesse che a 20 anni pensa alla sua vecchiaia, ma ci dobbiamo pensare noi. E quindi, sapendo, avendo la consapevolezza in questo quarto d'ora, mi auguro d'avervi dato molto chiara la data, il mondo che aspetta i nostri figli, e siamo qua per dirvi che la soluzione c'è. Perché se da un lato i governi che si sono succeduti dal 1995 ad oggi hanno via via peggiorato le condizioni dell'assegno pubblico di previdenza, nel contempo, consapevoli dello scenario che si verrà a creare, hanno creato e hanno incentivato sempre di più la previdenza complementare. Tra l'altro, penso che abbiate letto sui giornali che un paio di settimane fa è entrato un emendamento nella legge di bilancio che ha l'obiettivo di dare una spinta alla previdenza complementare nel 2025, riprendendo un'iniziativa che è fatta una sola volta in Italia, nella storia italiana. Questa iniziativa è il silenzio assenso; il silenzio assenso vuol dire: "Caro dipendente, se tu nei prossimi 6 mesi non mi esprimi formalmente il tuo dissenso, io il tuo TFR te lo metto in un fondo pensione". Questa è chiaramente un po' una forzatura, ma che ha l'obiettivo, come lo ebbe nel 2007, di far parlare in Italia di previdenza complementare. Anche perché la normativa italiana prevede, se viene il trasferimento del TFR dall'azienda ai fondi pensione, prevede quattro benefici economici per l'azienda e quattro vantaggi per i dipendenti. Quindi questo riproporre questa iniziativa è anche un po' figlio del fatto che viene fatto un favore a entrambe le parti. E quindi, se questo semestre partirà, c'è l'ipotesi primo gennaio, primo aprile, lo voteranno a metà dicembre, quindi vedremo quello che succederà. Certamente sarà un tema che ci accompagnerà per buona parte del 2025, perché la gente vorrà capire che cosa, che cosa, che cosa conviene maggiormente. Ehm, ecco, venendo un pochino a noi e quindi venendo alla soluzione, io adesso vi proietterò alcune diapositive; poi, se avete delle domande, Laura me le legge. Intanto io preparo la… Eccole qua. Mi auguro che le vediate. Questa è la copertina; devo dire che i nostri uffici che hanno creato questa copertina hanno fatto veramente, hanno usato una bellissima, una bellissima foto, perché così l'idea è: a Natale, regala un fondo pensione a tuo figlio o a tuo nipote. In questa seconda diapositiva ho riportato i numeri che vi ho detto prima: no, quanti anni, quante persone nacquero quando nacqui io e quante ne sono nate recentemente. Ecco i cinque motivi che adesso vorrei declinare nei prossimi 15 minuti sono questi: il primo è, direi che lo abbiamo intuito, perché è conveniente, perché a nostro figlio, ai nostri figli, ai nostri nipoti servirà integrare la pensione pubblica. A meno che, e ve lo auguro, vostro figlio non accumuli, non accumuli un patrimonio di milioni di euro che gli rende superflua la pensione dell'INPS; ma se questa non sarà, è indispensabile per i nostri figli avere un fondo pensione e quindi aprirglielo già adesso, anticipiamo i tempi. Io qua ho riportato una ricerca che venne fatta l'anno scorso da da un organismo che si chiama Consiglio Nazionale dei Giovani, è un organismo di consultazione di indirizzo a beneficio dei governi che governano questo paese, che ha l'obiettivo di tutelare gli interessi dei giovani, e ha fatto questo rapporto in cui ha appunto simulato un under 35, dicendo quando andrà in pensione con che cifra. Un under 35 è previsto che andrà in pensione a 74 anni, per il meccanismo che vi raccontavo prima, con meno di €1.600 lordi al mese. E quindi questo studio ci dice che ci conferma ulteriormente che serve partire presto, partire subito, e ci porta il vantaggio del tempo. Se mi devo costruire un piano previdenziale, e per costruirlo noi offriamo questo, questo servizio ai nostri clienti, e cioè, e anche ai non clienti, e cioè abbiamo dei simulatori che, impostando dei dati personalizzati, prima cosa dicono con quanto andrà in pensione il nostro cliente e a quale età. E nel momento in cui gli dico: "Guarda, tu andrai in pensione nel 2050 con €700 al mese netti", la seconda domanda è: "Di quanto dovresti integrare la pensione di €700 che ti dà l'INPS?" Se uno mi dice: "Vorrei arrivare a €1.500 al mese", vuol dire che dovrà integrare con una previdenza integrativa di €800 la sua pensione. E quindi con un altro simulatore gli diciamo: "Quanto dovrebbe cominciare a versare da oggi per raggiungere l'integrazione di €800?" È chiaro che se io questa simulazione la faccio a una persona di 45 anni e non ha molto tempo per accantonare risparmio, e quindi dovrà accantonare una cifra annuale molto, molto rilevante. Se invece io parto con mio figlio che ha 5 anni, 10 anni, e gli comincio, quando il nonno gli fa un regalo, quando compie gli anni, quando si laurea, anziché dargli i soldi contanti, glieli metto sul fondo pensione, più tempo ho davanti, meno dovrò accantonare di mio. Il secondo vantaggio sono anche i mercati finanziari. Cioè, se i fondi pensione danno dei rendimenti di lungo periodo, dico in generale, molto, molto buoni, soprattutto se uno investe sui mercati azionari, avendo molto tempo davanti. E quindi più questi miei risparmi riproducono anche utili, e meno dovrò versare io. E poi, per chi lavorerà come lavoratore dipendente, un terzo alleato, dopo il tempo, dopo i rendimenti dei mercati finanziari, è anche il TFR, perché è chiaro che se il TFR, che è più o meno una mensilità all'anno, non la lascio in azienda, ma lo metto in un fondo pensione, anche quello alimenta il capitale che io metterò, metterò da parte. Ecco un altro, un altro motivo per cui è conveniente aprire subito un fondo pensione anche a un minorenne, è perché matura da subito gli anni di iscrizione alla previdenza complementare. Se io apro un fondo pensione a mio figlio che ha 3 anni e gli verso €100, che è il versamento minimo in Arca previdenza, se anche io non verso sempre tutti gli anni a venire, mio figlio comincia a maturare gli anni di iscrizione alla previdenza complementare. E la normativa italiana aumenta i vantaggi all'aumentare degli anni di iscrizione alla previdenza complementare. E se lo apro che mio figlio ha 3 anni e andrà a lavorare a 25 anni, vuol dire che quando comincerà a lavorare avrà già 22 anni di iscrizione alla previdenza complementare. E qui ho riportato due esempi: la tassazione in uscita del fondo pensione comincia a calare dopo 15 anni che sono iscritto, perché c'è un bonus fedeltà, io lo chiamo così, che dopo il 15° anno in cui io lo mantengo, la fiscalità, l'aliquota fiscale in uscita mi cala di uno 0,3% ogni anno. Quindi se mio figlio avrà già 22 anni di iscrizione, vuol dire che sarà già 7 anni che sono gli anni eccedenti i primi 15 in cui questa aliquota scende. Un altro caso è, per esempio, che eh, eh per prelevare il TFR per certe motivazioni devono essere passati 8 anni da quando io ho aperto un fondo pensione, eh e mio figlio ne avrà già 22. Quindi, se versa il TFR oggi, lui dopo un mese potrà già, potrà già prelevare il TFR aziendale. Quindi il secondo motivo è: apriteglielo subito, versate un minimo di €100, e vostro figlio o vostro nipote comincerà a maturare gli anni di iscrizione. Ecco, parlavo prima di alleati. Scusate, mando avanti la diapositiva. Eccoci qua. Il terzo motivo è perché è una forma di risparmio molto tutelato; è la legislazione italiana, assegna è lo strumento di accantonamento di risparmio più protetto, più sicuro, più tutelato che c'è in Italia; è insequestrabile e impignorabile. Quindi, se mi fanno una causa risarcitoria danni e faccio fatica a pagarla, possono andare a intaccare il mio patrimonio, la mia casa, la mia auto, il mio conto corrente, lo stipendio, il TFR, ma non quello che io ho messo in un fondo pensione, perché deve arrivare integro alla mia vecchiaia. E posso versare quello che mi pare, un po' con la logica di quello che era il deposito risparmio; non ho obblighi di versamento, verso quello che mi pare, quando mi pare, anche se molte persone, per esempio, fanno un accantonamento del conto corrente di €50 al mese, per esempio, perché dicono: "Così non me ne accorgo e mi creo un risparmio". Ehm, posso designare un beneficiario caso morte. Quindi, se io muoio, i soldi vanno a chi mi pare; a me posso designare anche delle persone non parenti. E è uno strumento finanziario che non viene dichiarato nella dichiarazione successoria, non va in successione ereditaria; conseguentemente, se io muoio, il mio beneficiario, la mia beneficiaria incassa immediatamente i miei soldi; non è soggetto all'imposta di bollo dello 0,2% annuale che grava su tutti gli investimenti, su tutti i risparmi investiti degli italiani, e non rientra tra i rapporti finanziari da segnalare i calcoli del, del calcolo dell'ISEE, e ha una semplicità amministrativa molto semplice, perché per aprire un fondo pensione non serve essere clienti di una banca. Quindi, se anche non siete clienti di Biper, potete ugualmente aprire previdenza; non serve un conto corrente; vi daremo una app per gestirlo, per vederlo e anche per fare dei versamenti. Quindi il terzo vantaggio è perché è una forma di risparmio molto tutelata. Il quarto vantaggio è perché siamo sotto Natale, quindi insomma questa informativa l'abbiamo voluta fare in questo periodo, perché io mi immagino così che al pranzo di Natale il nonno arriva con e dice: "Guarda, ti ho regalato una cosa che ti farà per la tua vita". E quindi questa ci sembrava un'idea regalo molto intelligente da valutare, oltre altre idee regalo che avete pensato di fare. E il quinto motivo è perché c'è un altro alleato che aiuterà i nostri figli a costruirsi un capitale da trasformare in una pensione integrativa: dopo il tempo che gioca dalla mia parte, dopo gli utili rendimenti dei mercati finanziari che giocano dalla mia parte, dopo il TFR per chi lavorerà come lavoratore dipendente, un altro mio alleato è lo Stato italiano, che per incentivare il risparmio previdenziale prevede la possibilità di dedurre ogni anno fino a un massimo di €5.164 quello che io verso su un fondo pensione mio o di un figlio, fiscalmente a casa. Questo vuol dire che se io avessi un reddito di €30.000 lordi, anziché pagare le tasse su €30.000 lordi, se io verso €5.000 al mio fondo pensione o a quello dei miei figli, il calcolo delle tasse non mi verrà fatto su €30.000, ma su €25.000; quindi mi va ad abbassare il mio reddito. L'e, se io sono un lavoratore autonomo, quando chi mi fa l'IAL, il mio commercialista mi fa i calcoli di quante tasse devo pagare, mi abbassa direttamente il reddito, e quindi evito di spendere delle tasse. Se io invece sono un lavoratore dipendente, pubblico o privato, l'Agenzia delle Entrate mi restituisce le tasse che io ho pagato su quei €5.000 che ho versato: 5.000, 1.000, 2.000, 3.000, quelli che uno vuole versare. Qua ho riportato gli scaglioni di reddito in vigore nel 2024: per redditi fino a €28.000, l'ordine è il 23%; dal 28 a 50, il 35%; oltre 50, il 43%. Quindi, se per esempio sono un lavoratore dipendente che prendo €1.500 netti al mese, sono nella fascia del 35%. Arca previdenza vi manderà una certificazione ai fini fiscali che avete versato 5.164, e la portate al vostro CAF, e il vostro CAF chiederà all'Agenzia delle Entrate: "Restituisci il 35% di IRPEF a Luigi Morselli che gli hai fatto pagare in busta paga". E quindi mi restituiscono €1.787, se il 35%; 2.220, se ho il 43%; 1.187, se ho il 23%. E questo me lo fanno tutti gli anni in cui io verso i soldi in un fondo pensione. Ecco, è chiaro che questo forte incentivo al risparmio lo Stato lo dà finalizzato all'accantonamento per il futuro previdenziale, perché è chiaro che se io verso dei soldi su un fondo pensione per un po' li devo salutare, perché non è come averli su un conto corrente, che se devo cambiare la lavatrice li prelevo, lì li posso prelevare. Vabbè, in caso di morte vanno al beneficiario; li posso prelevare se mi licenzio, se perdo il posto di lavoro; quando andrò in pensione; oppure posso prelevarli se mi devo curare, un intervento chirurgico, mi devo pagare una terapia; e posso prelevare fino al 75%; oppure li posso prelevare sempre fino al 75% se devo acquistare la prima casa per me o per i figli o ristrutturarla. E dopo 8 anni che ho aperto un fondo pensione, oltre a poterli prelevare per la casa, posso anche prelevare un 30% per spese familiari che non devo giustificare. Sono le 19, quindi sono in perfetto orario; c'è qualche domanda? Sì. Allora Marco chiede: "Se entrambi i genitori hanno figli a carico al 50%, se la deduzione si divide al 50% oppure se può dedurre per intero chi sostiene il costo?". Allora, la normativa consente, se anche io ho solo il 50% del figlio fiscalmente a carico, se i €5.000 li verso tutti io, li potrei dedurre tutti io. Però questa è una domanda, visto che l'avallo di questa deduzione lo fa o il CAF o il commercialista, sarà lui che si prende la responsabilità di farlo. Questa domanda è meglio rivolgerla a lui. Poi ce n'è qualcun'altra? Allora Alberto dice: "Mia figlia aderisce già ad un fondo pensione di categoria con TFR e una quota di retribuzione; è possibile o comunque conveniente aderire ad un altro fondo?". Allora sì, allora intanto una buona notizia perché tua figlia vuol dire che già è iscritta alla previdenza complementare. Tu puoi, adesso non so se dal tuo, del lei, lei può aprirne un altro, dove eventualmente ci versa dei soldi suoi o li versa sua figlia dal suo conto corrente, in modo che sua figlia possa sfruttare al massimo la deduzione di 5.164 €. Perché ricordo che il TFR, il TFR che, il TFR che l'azienda versa a sua figlia non va ad erodere i 5.164 €, quindi vuol dire che sua figlia ha ampio spazio per sfruttare i 5.164 €. Quindi, se lei le apre Arca previdenza, potrà sua figlia versare in Arca previdenza ciò che non deduce dal versamento aziendale. Ecco, colgo l'occasione per dire che se, se avete dei quesiti, abbiamo anche un punto di contatto per rispondere alle domande anche dopo questo webinar. Do… non so se in chat si può scrivere la nostra casella… Sì, la scrivo io intanto. Perfetto, che è previdenzacomplementare tutto attaccato cher.it. Quindi, se ci sono domande… Mi sembra di sentire dei, degli squilli, che vuol dire che ne sono parecchie. Sì, sì. Eh, se ce ne sono parecchie non riusciamo a rispondere a tutte adesso; se scrivete alla nostra casella, alla nostra casella, vi rispondiamo.