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Le 7 TRUFFE più FAMOSE quando compri ONLINE | Avv. Angelo Greco

Angelo Greco15:46

Transcription

Ormai tutto fa classifica. Non c'è solo la classifica di Sanremo o delle serie più viste su Netflix. Fanno classifica anche i reati. Sapete qual è il reato più commesso dai giovani? Io pensavo la guida in stato di ebbrezza e il bullismo, la diffamazione su internet o ai reati collegati all'uso delle droghe. Invece è il furto. A quanto pare, i ragazzini passano le loro giornate a riempirsi le tasche con i prodotti del supermercato per poi arrivare alla cassa e pagare un pacchetto di gomme, come faceva Benigni nel Mostro.

Ecco, tornando alle classifiche, c'è anche quella delle sette truffe più famose quando compri online. E siccome per una buona difesa devi sempre sapere come si muove il tuo nemico, ascoltate bene questo video perché così potrete evitare anche voi di rimanere fregati in questi stratagemmi. Sì, è vero, c'è poi la giustizia, la polizia, il tribunale. Ma siccome non sempre funziona, ma soprattutto ha tempi biblici e per piccoli importi non conviene neanche alzarsi dal tavolo a denunciare, ecco che allora prevenire è meglio che reprimere. Per prevenire questa e altre truffe, iscrivetevi al canale e azionate la campanella. E amici, ogni volta che dico la parola campanella mi vengono in mente due canzoni. Regista, le puoi mettere? Vediamo nei commenti se sapete a quali gruppi si riferiscono. Ecco la prima. [Musica] [Applauso] Ed ecco la seconda. [Musica] Bene, scusate la digressione musicale. Chissà se avete capito di cosa si tratta e non usate Shazam. Torniamo a noi e alle truffe più famose del web. Sigla. [Musica]

Questa è la legge. Quante volte abbiamo detto che il web è un far west? Ricordo quando è nato, se ti azzardavi a dire che c'era bisogno di una regolamentazione, ti caricavano di insulti. Il web nasce libero e deve restare tale. Ci volete imbavagliare, fascisti, e giù così, senza considerare poi che la rivoluzione mangia i suoi figli e i carnefici diventano facilmente vittime. A meno che non siate Anonymous. E così è stato. Anche gli smanettoni cadono nelle truffe. E chi più di un avvocato lo sa bene? Ora voglio dirti una cosa: il fatto che le truffe più famose che sto per esporvi sono conosciute e risapute, non vuol dire che siano innocue. Al contrario, proliferano tuttora perché escono sempre nuove varianti, un po' come il Covid, che fanno sì che la gente ci caschi. Anche le truffe hanno le varianti, e sì, la versione 2.0, 3.0 e così via. [Musica]

Chi non vorrebbe acquistare un bel capo di abbigliamento griffato a poco prezzo? Le occasioni per farlo su internet sono a portata di mano. Orologi, borse, gioielli e accessori sono lì, in bella mostra sulla vetrina virtuale, con tutte le informazioni necessarie per procedere all'acquisto. Basta un click e l'ordine è completato. Chiaramente bisogna affrettarsi a comprare perché gli articoli disponibili rimasti sono pochi e l'offerta scade tra poche ore. Peccato, però, che il negozio online sia solo un sito fake, insomma, creato apposta per truffare i compratori. E di questi ce ne sono molti su Instagram. Qui, purtroppo, è impossibile difendersi se non acquistando solo la catena e note o dagli store più conosciuti. Il fatto di vedere la pubblicità di un e-commerce sul social network non vi mette al riparo. Anche i truffatori possono comprare la pubblicità. Quindi, in questi casi, la prima cosa che faccio di solito è cercare recensioni su internet. E tanto più le recensioni sono ottime, tanto meno mi fido, perché anche quelle si comprano. Mi fido più delle tre stelle su cinque che non di cinque su cinque. Comunque, più recensioni ci sono, meglio è. Due o tre mi danno il sospetto che siano state acquistate.

Ora, però, vi dico una cosa che non tutti sapete. Se comprate un oggetto su un sito e questo non vi arriva perché il venditore magari ha finito la merce o non è in grado di soddisfare le vostre esigenze, o perché il pacco si è perso, non potete denunciare. Si tratta infatti solo di un inadempimento contrattuale e, come tale, potete solo chiedere il rimborso dei soldi e, se dimostrate di aver subito dei danni, anche il risarcimento. Ma per fare questo dovete agire con una causa civile che vi costa in denaro. Se invece comprate un oggetto sul sito fake che vi dice di avere l'oggetto ma in realtà non ce l'ha, allora siete vittime di una truffa e potete denunciare il fatto alla polizia postale. In tal caso, la giustizia farà il suo corso e voi non dovrete spendere un euro. Però, se poi volete il risarcimento e il rimborso, dovrete costituirvi parte civile nel processo penale e allora dovrete pagare un avvocato. Anche qui, quindi, la giustizia è a pagamento. Tenete conto che per le indagini ci possono volere da sei mesi a un anno. Ecco che torniamo al discorso iniziale: prevenire è meglio che reprimere, perché non sempre conviene rivolgersi alla giustizia.

Nei casi peggiori, i truffatori non si fermano lì a quell'unica operazione, ma quando carpiscono i dati bancari inseriti, li usano per altre operazioni di prelievo non autorizzate, così prosciugando il conto corrente. Tutto questo avviene se non c'è un sistema di autenticazione a due fattori che avvisa l'intestatario del conto corrente con un piccolo messaggino sullo smartphone nel fatto che c'è un addebito in corso e magari gli chiede l'autorizzazione. Quindi, occorre blindare il proprio conto online con questo accorgimento che ormai quasi tutti gli istituti di credito propongono ai propri clienti. [Musica]

Tutti sanno cos'è il phishing, ma ancora è la truffa più usata, quindi quella in cui il maggior numero di persone cade. Magari si gioca sulla distrazione, sui gesti automatici che facciamo nella giornata, come quando ti togli l'orologio meccanicamente e poi ti dimentichi dove lo hai lasciato. E allo stesso modo, se vedi un link, ci clicchi senza pensare in quel momento che la mail non te l'ha inviata davvero la banca, il corriere delle poste, l'emittente della tua carta di credito. E ora i criminali si spacciano anche per enti pubblici, come l'INPS e l'Agenzia delle Entrate. Ultimante, anche il Ministero della Salute. E con la scusa dei controlli sul rimborso, i loghi di queste società ed enti sono molto ben imitati nella descrizione, nei colori. Tempo ti accorgevi che era phishing per via dell'italiano improbabile. Ora potrei dire in modo cattivo che nessuno si accorge degli errori di grammatica perché tutti li commettono, ma anche perché i criminali sono italiani, i loro stessi, e non usano più Google Translate. Ora vi dico ciò che tutti sanno: prima di inserire i codici di conto corrente e password, ricordate che le poste, le banche, le società finanziarie e le pubbliche amministrazioni non mandano mai email, SMS o messaggi via WhatsApp chiedendo agli utenti e ai cittadini di inserire le proprie credenziali di accesso in questo modo. E se proprio vi volete togliere il dubbio, guardate l'estensione del sito, fate un copia-incolla del link che vi viene fornito, accedete direttamente dal portale digitando voi stessi l'indirizzo sul vostro browser, senza fidarvi del text link.

Comunque, tornando alla tutela legale, anche in questi casi potete sporgere una denuncia. E la buona notizia è che se chiedete indietro alla vostra banca i soldi che vi sono stati trafugati, quattro volte su cinque vi vengono rimborsati. Dovete prima presentare la copia della denuncia che avete depositato alla polizia postale. E se la banca non vuol risarcirvi, potete fare un ricorso online al costo di 20 euro all'ABF, ossia all'Arbitro Bancario e Finanziario, che tenterà una conciliazione online e che il più delle volte vi darà ragione. Se pensate di essere sicuri di non cascarci mai, sappiate che questo metodo truffaldino del phishing si applica a un'infinità di casi e non bisogna mai abbassare la guardia. Un esempio è la truffa sospesa. Se cliente abituale di una nota catena di supermercati, ebbene, potrebbe arrivarvi su WhatsApp la notizia che hai vinto un buono sconto di 100 euro e per averlo basta collegarsi al link indicato e inserire le coordinate bancarie per ricevere l'accredito. Anche stavolta gli hacker ruberanno le tue credenziali di accesso al conto corrente e hai già capito come andrà a finire. C'è anche una sottovariante insidiosa di questa truffa che sta prendendo molto piede in questi ultimi periodi. Il messaggio truffaldino arriva da un'influencer, come un personaggio della musica, del cinema o magari dello spettacolo che seguite, al quale siete affezionati, come dubitare di Belen. Invece il profilo è falso. Ci vuole poco sui social a creare una pagina ufficiale a nome di un personaggio famoso ed è lì che vi fregano. [Musica]

Avete mai ricevuto un'offerta di lavoro di partecipazione a un casting a fronte del quale la prima cosa che vi viene chiesta insieme al curriculum è la copia del documento d'identità? A che serve, vi sarete chiesti, la fotocopia della carta d'identità? Ma ve lo dico io: ai furti d'identità fa anche rima. I criminali informatici raccolgono le identità di molte persone e le copie dei relativi documenti per poi venderli o usarli loro stessi per aprire a nome vostro dei prestiti in banca o altri contratti. Così poi vi ritrovate segnalati alla centrale rischi dei cattivi pagatori senza neanche sapere perché. Oppure i vostri documenti vengono usati per attivare un'utenza telefonica e fare delle telefonate con scopi criminali, in modo tale che se ci saranno intercettazioni, ci andrete di mezzo. Poi, oddio, non voglio mettervi ansia, ma è davvero così. Succede. A questo punto, se ci siete cascati, avete già inviato i documenti d'identità, vi do un consiglio: fate una denuncia cautelativa e chiedete un nuovo originale della carta d'identità dicendo che quella precedente è stata rubata. Così almeno le toglierete ogni valore.

Una variante del phishing è il vishing, cioè, po' viscida, vero? Comunque, è il phishing fatto a voce. Qui arriva una telefonata da un affidabile interlocutore o un'interlocutrice che si qualifica come funzionario della vostra banca e vi chiede di fare una verifica sull'esattezza di alcuni dati del vostro conto corrente, come le operazioni compiute di recente. Il cliente viene guidato dalla voce, si collega al sito, stavolta quello vero, dal suo PC o magari dall'app, ma fornisce le sue credenziali anche per telefono e comunica anche il codice di controllo che gli arriva con messaggio. "È esatto, è corretto, la verifica è andata a buon fine", conferma l'anonimo e falso funzionario. In quel momento ha già inserito quel codice di autenticazione per prelevare le somme dal vostro conto corrente. "Ci scusiamo per il disturbo", conclude la telefonata, ma "ci rallegriamo per averle rubato i suoi soldi". Questo, però, non viene detto a voce, si lascia che il truffato lo scopra da sé dopo un po'. [Musica]

Un "sì" impegnativo. Un "sì" può comportare delle conseguenze. Un "sì" può essere per sempre, per tutta la vita. Non sto parlando del matrimonio, ma di una risposta molto più semplice. Se sei Mario Rossi e qualcuno ti telefona chiedendoti: "Buongiorno, sono con il signor Mario Rossi?", senza pensarci sopra risponderai. Se lo farai istintivamente, ancor prima di chiedere con chi stai parlando e di aver accertato la sua identità, il tuo "sì" vocale pesa perché viene registrato. La voce, la tua, non puoi contestarlo. Ma qualsiasi registrazione digitale può essere facilmente copiata e incollata ad altri brani, come quelli magari del consenso telefonico prestato per le più comuni operazioni commerciali, come l'acquisto di un abbonamento o l'attivazione di un servizio. Così il gioco è fatto. La gente di vendita fraudolenta fa apparire concluso il contratto, ovviamente senza rivelarlo in quel momento all'interlocutore telefonico, che poi a breve riceverà la prima bolletta da pagare. Holland e B in conto, di solito si tratta di operatori di call center che lavorano per società partner di aziende molto note, come i fornitori di luce e gas e servizi di telefonia. Ma a chi paga? Siete voi. La regola base per difendersi da questa frequentissima truffa è molto semplice: mai dire "sì" per telefono quando non si sa con chi si sta parlando. Io rispondo così: "Con chi parlo?", oppure "Chi lo cerca?", oppure "Eccomi", oppure "Mi dica". Ma mai "sì". [Musica]

La truffa del pacco funziona perché la maggior parte delle persone aspetta veramente qualcosa che ha acquistato di recente online. La tecnica è questa: arriva un messaggio sul telefonino in cui si dice, in modo sbrigativo, che il pacco è stato bloccato e rimasto in giacenza da qualche parte, o è stato trattenuto presso il centro di spedizione, quindi la consegna è momentaneamente sospesa. Per riceverlo è necessario pagare una piccola somma, un costo amministrativo, che di solito è pari a due euro. La cifra è bassa rispetto al valore dell'oggetto acquistato e, per evitare inconvenienti e fastidi, molti storcono il naso ma decidono di accettare pur di non perdere la consegna. Così si collegano al link indicato nel messaggio e inseriscono i dati della carta di pagamento. Ma il collegamento punta a un sito truffa. In realtà, nessun corriere è autorizzato a richiedere denaro per sbloccare una consegna e le spese di spedizione, quando ci sono, sono già state pagate al momento dell'ordine. Nell'altro dovete pagare in un momento successivo. [Musica]

Oh, questa è una delle mie preferite perché mi fa sempre un po' ridere. La truffa del falso principe nigeriano, comunque straniero, esiste da prima che nascesse internet. All'epoca avveniva con lettere, oggi via email o su WhatsApp, ma il contenuto del messaggio è sempre lo stesso: un sedicente nobile africano dice di aver ereditato, vinto un grosso patrimonio in soldi liquidi, ma in difficoltà perché non riesce a sbloccarlo a causa delle leggi del suo paese. Così chiede aiuto a uno sconosciuto, proprio a te, guarda caso, che fortuna, sempre scelto il fortunato. Ti basta mettere a disposizione il tuo conto corrente italiano o senza fare nient'altro e in cambio del favore riceverai come ricompensa una percentuale dell'eredità o della vincita. Attenzione, perché in questi casi si tratta il più delle volte di denaro frutto di precedenti crimini e quindi potrete essere denunciati per ricettazione. È capitato anche alla legge. Per tutto il mio sito ci è arrivata una donazione di svariate migliaia di euro senza che noi chiedessimo nulla. L'IBAN era noto per chi voleva fare le donazioni. In cambio di ciò che ci aveva fatto il bonifico, voleva che noi bonificassimo a nostra volta una parte di questo denaro su un altro conto corrente. Insomma, un'opera di riciclaggio del denaro sporco. Cosa abbiamo fatto? Siamo andati alla polizia postale, che ci ha chiesto di bloccare la somma e così è finita che non abbiamo rischiato nulla. Amici, se vi arriva un'offerta di questo tipo, ricordate che se è anche vero che la fortuna bacia gli audaci, la procura a manetta e l'attrice. Questa è la legge e questa è la legge. Ciao amici, se vi interessa sapere cosa dice la legge, come va interpretata, cosa si può fare, cosa non si può fare, il tutto in un linguaggio semplice e accessibile a tutti, iscrivetevi al mio canale. Questa è la vera legge.