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IL DIRITTO DI FAMIGLIA E LA PARENTELA

IL DIRITTO IN PILLOLE4:38

Transcription

Buongiorno a tutti e benvenuti. Alla lezione numero 85 del diritto in Pillole, oggi parliamo di diritto di famiglia e di parentela. Il diritto di famiglia è quella parte del diritto privato che si occupa di regolare i rapporti giuridici tra i componenti della famiglia.

Fino agli anni '70 del secolo scorso, i rapporti giuridici tra i componenti di una famiglia erano regolati dal Codice Civile del 1942, che non contemplava affatto l'uguaglianza morale e giuridica tra i coniugi, né un'uguaglianza in fatto di doveri dei genitori nei confronti dei figli. Per non parlare della tutela giuridica dei figli nati fuori dal matrimonio. Era necessario, quindi, una riforma del diritto di famiglia, che finalmente si è avuta nel 1975 con la legge del 19 maggio, numero 1951 del 1975: riforma del diritto di famiglia che finalmente adeguava i principi fondamentali della Costituzione Italiana.

Col termine parentela indichiamo il vincolo tra persone che discendono da uno stesso stipite, sulla base dell'articolo 74 del codice civile. Che cos'è lo stipite? Lo stipite è la persona da cui discende una famiglia. Cioè, è il ceppo da cui partono tutti i rami che formano l'albero genealogico. Infatti, capostipite significa appunto persona da cui ha origine una famiglia. Distinguiamo parentela in linea retta da quella in linea collaterale.

Partiamo dalla parentela in linea retta. La parentela in linea retta unisce persone che hanno una discendenza diretta, cioè discendono l'una dall'altra. Esempio: genitore, capostipite, il nonno, il padre e il figlio. Per figlio si intende sia quello nato nel matrimonio che quello nato al di fuori del matrimonio. Infatti, nel 2012 è intervenuta una legge, una riforma appunto, in base alla quale non esiste più la distinzione tra figli legittimi e figli naturali. I figli nati nel matrimonio si distinguono da quelli nati fuori dal matrimonio; cioè, i figli nati nel matrimonio sono gli ex figli legittimi, i figli nati fuori del matrimonio gli ex figli naturali. Distinguiamo ancora, eh. Sempre nell'ambito della parentela in linea retta, gli ascendenti, cioè le persone nate prima (in questo caso i genitori, i nonni), dai discendenti, le persone che sono nate dopo. Quindi, figli e nipoti.

Ma come si calcola, nella parentela in linea retta, il grado di parentela? Si contano tanti gradi quante sono le generazioni meno lo stipite. Facciamo un esempio: fra padre e figlio. Ci sono due generazioni meno lo stipite: 2 - 1 = 1. Quindi, fra padre e figlio c'è una parentela di primo grado.

Parentela in linea collaterale. La parentela è in linea collaterale sia quando le persone hanno una discendenza indiretta, cioè hanno lo stipite in comune ma non discendono le une dalle altre. Per esempio: zio e nipote, i cugini tra loro, ma anche i fratelli tra loro. Come si calcola il grado di parentela in linea collaterale? Bene, l'articolo 76 del codice civile ci dice che i gradi si computano dalle generazioni, salendo sino allo stipite comune e da questo discendendo all'altro parente, meno lo stipite. Facciamo un esempio: che grado esiste tra due fratelli? Allora, si parte dal fratello uno, si sale al padre, due, si ridiscende all'altro fratello, tre; 3 - 1, cioè meno lo stipite, dà due. Quindi, fra i fratelli c'è la parentela di secondo grado.

È da notare, sulla base dell'articolo 77 del codice civile, che la legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado. Quindi, qual è la conseguenza? Che se manca un testamento e non ci sono parenti entro il sesto grado, i beni passano allo Stato.

L'affinità. L'affinità è invece il legame che unisce un coniuge con i parenti dell'altro coniuge. Per esempio: due cognati, il suocero, il genero, eccetera.

Grazie per l'attenzione. Alla prossima lezione.