Transcription
Volete vedere una figata? Questo è il mio NAS fatto in casa. Ve l'ho già fatto vedere in un altro video e questa è la presa generale a cui ho collegato tutto. Secondo voi che succede se adesso stacco la corrente? Vogliamo scoprirlo insieme?
Ma prima, fatemi ringraziare lo sponsor di questo video, Nord VPN. I servizi VPN che usa su Linux e con il link che trovate in descrizione avrete accesso a un importante sconto sul piano biennale e inoltre sosterrete il canale. Grazie.
Ora posso fare danni. 3, 2, 1... Non è successo niente. Questa è una shell sul mio NAS, realizzato con Proxmox. E queste sono le statistiche del modulo di continuità a cui è collegato. Io a questo modulo di continuità ho collegato anche tutta l'attrezzatura per registrare e il PC fisso, oltre che al NAS. Siamo alimentati dalla batteria e stiamo avendo un carico di 171 watt complessivo di tutto, appunto, col mio PC, pari al 19% della portata di questo modulo. Ma che succede? Guardate un po', il mio NAS si è appena spento. Io non ho fatto niente. Come ha capito che doveva spegnersi? Ora ricollego la corrente e vi spiego tutto.
Se dovesse esserci un blackout mentre sono fuori casa, ok, il modulo di continuità è in grado di mantenerlo attivo per mezz'ora, addirittura, a seconda del carico attuale. Ma a un certo punto, se la corrente non dovesse tornare, andrebbe comunque a spegnersi in maniera forzosa. Io invece voglio essere in grado di prevenire questa cosa e spegnere i dispositivi collegati, questo in particolare che mantiene tutti i miei dati in maniera delicata, come si dice. In questo modo non ho bisogno di comprare un modulo di continuità che duri 10 ore, per esempio. Me ne basta uno che regga anche soltanto 5 minuti, così ho il tempo di dire ai miei dispositivi più cruciali di spegnersi in maniera corretta.
Il comportamento che avete appena visto lo posso configurare tramite l'apposito software, di cui parliamo tra un attimo, dove fondamentalmente dice: "Dopo 60 secondi che c'è stato il blackout, esegue questo script qua e poi ti spegni in maniera controllata". Ovviamente è sicura. Un'altra configurazione è quando la batteria dell'UPS raggiunge un livello critico, ad esempio sotto il 35%. In questo caso non raggiungeremo mai questa condizione perché abbiamo detto nel blocco precedente che si spegne a 60 secondi dopo il blackout. Ma se noi volessimo tenere provare almeno a tenere il dispositivo attivo per tutto il tempo possibile prima di andare effettivamente a spegnerlo, basta semplicemente indicare che nel caso di power fail lo shutdown non deve essere attivo. Ora, se dovesse esserci un blackout, continuerà a funzionare fino a quando la batteria raggiunge il 35%.
Io ho un Cyber Power, il modello è incasinato, quindi ve lo lascio al limite in descrizione. Se volete approfondire, Cyber Power fornisce software per Linux, Power Panel il nome del software, ve lo potete scaricare per tutte le principali distribuzioni. Ovviamente gli utenti Arch lo trovano in AUR. Questo software qui, basta installarlo e poi collegare il modulo di continuità sul dispositivo. Purtroppo quello che ho io ha soltanto una porta USB e quindi può essere collegata su un dispositivo. L'ottima Wiki di Arch, come spesso accade, suggerisce anche un'alternativa al software sopracitato chiamata Network UPS Tools, che è una variante nordamericana e open source, in grado di supportare diverse marche. Solo così, per vostra informazione, diamo un'occhiata a tutti i dispositivi supportati in questa hardware compatibility list, dove potete filtrare per livello di supporto, tipo di dispositivo, marca e modello. Ad esempio, per la sezione Cyber Power abbiamo un'intera sezione di modelli supportati, tra cui è elencato anche il mio modello esatto, quindi avete sempre una scelta in più.
Io un piccolo modulo di continuità ve lo consiglio se vi mettete in casa un NAS e a maggior ragione se volete farvi il vostro cloud personale. È vero che ha il suo ingombro, ma dipende poi anche dal modello. Questo qui non è così ingombrante. Se ve ne prendete uno con un vantaggio ancora inferiore, è possibile che non sia tanto più grande di una ciabatta. È vero che costa qualche soldo, però vi risparmia sul lungo termine, secondo me, dei soldi nel dover fare riparazioni per guasti di sbalzi di tensione di cui nemmeno vi accorgete nel quotidiano, o nel dover perdere dei dati dovuto proprio a mancanze di corrente.
Fra l'altro, questa scelta, anche se ho speso un po' di più all'acquisto, mi permette di fare una serie di cose stravaganti, tipo alimentare dischi supplementari della Zima Board con un semplice caricabatterie USB, come avete visto in un altro video, perché sono sicuramente più protetto che collegandolo direttamente alla presa elettrica. Non serve che acquistiate allo stesso identico modello che ho acquistato io, del resto l'ho acquistato nell'ottica di alimentare tutto quanto, compreso il PC fisso. Però due caratteristiche che fanno sicuramente comodo quando scegliete un UPS sono la AVR (Automatic Voltage Regulation) che vi protegge dalla maggior parte degli sbalzi della linea elettrica e qualsivoglia, e il PFC attivo che sostanzialmente è un requisito se avete un alimentatore di nuova generazione ad alta efficienza energetica. Senza questo, quando viene a mancare la corrente, potreste avere un computer che si spegne in ogni caso. Questo non credo sia un problema nel caso in cui collegate soltanto dispositivi come la Zima Board o comunque a basso consumo, perché troveranno tutta questa sofisticazione. Ma non farò finta di saperne più di quanto non ne sappia. Per me, il fatto che fosse compatibile col PFC attivo era sicuramente un requisito, perché il mio alimentatore del PC ha un PFC attivo, mentre quelli più economici generalmente generano una forma sinusoidale quadrata. Mio fratello ne aveva comprato uno con la forma sinusoidale quadrata e non supportava il PFC attivo e di fatto, una volta su 5 funzionava e tutte le altre no. Praticamente, quando saltava la corrente, si spegneva comunque il computer.
Bella, piccolo appunto. Sto notando adesso che le foto dell'articolo Amazon hanno le prese tipo americane, inglesi, non so. In realtà no, hanno le prese Schuko. Anche cercato nei domande e risposte prima di acquistarla, hanno le prese Schuko, quindi sono quelle tedesche. Ora mi rivolgo a quelli che un UPS già ce l'hanno. Dato che io non posso conoscere tutti i modelli, fateci sapere anche a vantaggio di tutti gli altri nei commenti perché l'avete scelto, quali caratteristiche ha e soprattutto come state trovando. E ovviamente, questo sarebbe un video a parte, ma se comprate un UPS, non mettetelo all'interno di, non so, una struttura di legno o in maniera poco arieggiata, perché ha bisogno di respirare. Possono prendere fuoco. Quindi non mettetelo in un posto in cui, se prende fuoco quello, prende fuoco tutta la casa. Possibilmente, basta fare le cose con un minimo di giudizio. Io alla fine l'ho messo sotto allo scaffale. Il peggio che può succedere, se non lo scaffale in metallo, è che mi danneggia anche dell'altra attrezzatura che ho qui. Però tutto quanto questo bloccone che ho è fondamentalmente lontano da qualunque cosa che sia infiammabile, a parte questa scrivania qua dietro, ma dovrebbero essere fiamme già abbastanza grosse.
Detto ciò, a seconda di quando vedete questo video, potrei o potrei non aver ancora parlato dei consumi, anche perché meno consumiamo e più possiamo risparmiare sul modulo di continuità. Pensateci. Insomma, il video è finito, ma io spero di avervi dato qualche spunto interessante. Anche perché la prossima volta, no, non ve lo dico di cosa parliamo. La prossima volta, comunque, se vi siete persi gli episodi precedenti, vi consiglio di guardarli. Li metterò sicuramente qua in scheda della mia serie su Home Cloud, che in realtà parla di tutto e di più, dall'amministrazione di sistemi Linux, di cui ho parlato sia in termini pratici che teorici, anche nel mio corso LPIC1, che è orientato alle certificazioni professionali. Quindi potete star tranquilli che c'è un certo livello di approfondimento. Sono più di 12 ore di lezione soltanto il primo modulo, quindi vi consiglio di dare un'occhiata. Sicuramente troverete qualcosa di interessante anche voi che pensate: "Io le so già tutte". Ma ovviamente si parte da una base, quindi c'è anche qualcosa di graduale, come i corsi Linux Essentials e Arch Linux per comuni mortali, che è specificamente indirizzato all'uso desktop. Quindi ce n'è veramente per tutti i gusti. Io vi lascio un link nel commento fissato con tutti i miei corsi in offerta speciale. E per il resto, fatemi sapere se vi ho finalmente convinti a comprare questo benedetto UPS, oppure lo stavate già utilizzando e che modello, perché a quel punto sono anche interessato, dato che ci sono molti, molti cavilli legati alla questione UPS. Quello che ho scelto io, ho cercato almeno un mese prima di trovare questo modello che mi andasse bene. Ciao.
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