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Costituzione italiana. Ma voi sapete chi l'ha scritta? In quanto tempo e perché è stata scritta? Pochissimi lo sanno.
Considerate che venivamo dalla seconda guerra mondiale e a un certo punto ci siamo detti: dobbiamo creare le condizioni affinché non avvenga più tutto questo casino? Ecco, questo video vuole raccontare il prequel della Costituzione. Per capire la Costituzione dobbiamo prima capire l'Italia del 1945. Come dicevo prima, veniamo fuori da 20 anni di fascismo e dalla seconda guerra mondiale. Come sappiamo, un disastro globale. La monarchia che aveva firmato le leggi razziali e dato carta bianca a Mussolini, era compromessa.
Ora la prima domanda è: ma prima della Costituzione di oggi, quella vigente tutt'oggi, che entrò in vigore nel 1948, prima cosa c'era? C'era il famoso statuto albertino. Io me lo ricordo dalle elementari, ma studiarlo oggi con un po' più di consapevolezza ha un sapore veramente diverso. Prima della Costituzione cosa c'era? Perché magari tanti giovani non si ricordano.
C'è una costituzione liberale nota come statuto albertino, che è una costituzione anzitutto concessa e non redatta da un'assemblea costituente, concessa da un re nel 1848. Il re è Carlo Alberto, che concede ai suoi regnicoli questa costituzione ed è il simbolo del patto della monarchia con il paese. La monarchia non è più assoluta, cioè dipende direttamente da Dio, ma come dire, per grazia di Dio e volontà della nazione, diventa una monarchia costituzionale.
Quindi lo statuto albertino era stato concesso dall'alto, dal re. La Costituzione del 1948 sarà invece scritta dal basso, dal popolo attraverso i suoi rappresentanti eletti. È una rivoluzione totale.
Tutto comincia il 2 giugno, 2 giugno 1946, una data che probabilmente abbiamo sentito mille volte, che noi oggi celebriamo, ma che forse non abbiamo mai capito fino in fondo quanto fosse rivoluzionaria. Per la prima volta, attenzione, per la prima volta nella storia d'Italia, tutti i cittadini, noi tutti, uomini e donne, vanno alle urne, vanno a votare e lo fanno per decidere due cose: scegliere tra monarchia e repubblica e, attenzione, un'altra cosa importantissima, eleggere i 556 deputati che dovranno non scrivere la nuova Costituzione.
La cosa divertente qual è? È che per poter votare, mh, siccome non c'era televisione, non c'era nulla, tu dovevi scrivere la crocetta nel quadratino. Devi fare attenzione a scriverla nel quadratino, non sul simbolo. Sì, altrimenti è nullo. Era nullo. Il problema sono 1 milione e mezzo di voti nulli. È lì che si attestano le polemiche forti. La Repubblica vince e vince per circa 2 milioni di voti, 12 milioni e mezzo contro 10 e mezzo. Ma attenzione, con 1 milione e mezzo di schede annullate, le polemiche scoppiano violentissime. In quei giorni ci si chiese addirittura se molti militari, ancora non rientrati in patria, avrebbero potuto cambiare il risultato. Sarà la Cassazione, il 18 giugno, quindi dopo un paio di settimane, a proclamare i risultati definitivi e, beh, l'Italia diventa una repubblica.
I deputati che, come vi dicevo prima, erano 556, di cui 21 donne, le madri costituenti, che entrano per la prima volta in un parlamento italiano, questo è proprio importantissimo, si riuniscono, ma pensateci, scrivere una Costituzione, un documento in 556 sarebbe stato un caos totale. E allora che si fa? Si fa una cosa intelligente.
La costituente si organizza, per fare questo, in una commissione per la Costituzione, secondo uno schema che è tuttora praticato, cioè in sede di commissione si elabora un testo base che poi viene trasmesso all'assemblea per la votazione finale. Questa commissione si chiama la commissione dei 75 o commissione per la Costituzione. Questo è il verbale della prima seduta di questa commissione, 20 luglio '46.
Ok. Questo è l'originale. Questo è l'originale della prima seduta della commissione 75. Il verbale. Cosa fa un organo politico? La prima seduta elegge il proprio presidente e ne fa un verbale, come l'assemblea di condominio. Se tu vedi la firma qui, guarda, eh, io faccio senza guanti. Ecco, guarda un po' chi firma queste cose. Leonilde Iotti. Iotti. Iotti. Eh, che è la segretaria e poi il presidente eletto che è Meuccio Ruini.
Ciascun deputato all'inizio dei lavori della costituente redige una scheda autografa, anche quelli sono originali, per i primi adempimenti amministrativi. Io ve l'ho aperta su De Gasperi, che è un esponente politico molto importante, presidente del Consiglio dei Ministri. Quella è la scrittura di De Gasperi, eh, quello la firma lui e la scrive lui. De Gasperi, Togliatti, Nilde Iotti, Ugo La Malfa, Piero Calamandrei, Aldo Moro, Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani, Vittorio Emanuele Orlando. Beh, in quella commissione c'è il fior fiore della politica italiana.
E attenzione, perché qui entriamo nella vera sfida. Sì, perché la formulazione della Costituzione è di fatto una sfida enorme, estremamente complessa. E sapete perché? Perché non si tratta di 75 persone dello stesso partito che che la pensano alla stessa maniera, ma di tutti i principali partiti di quel momento. Quindi visioni del mondo totalmente opposte. Cioè, voi vi immaginate oggi tutti i partiti che si siedono attorno a un tavolo alla Camera, che si siedono per scrivere un documento che rappresenta tutti, cioè una Costituzione? Eh, ma è una cosa, ti viene il mal di pancia. Eppure allora è stato fatto.
La parola chiave di tutto questo immenso, incredibile lavoro è una sola: è compromesso. Attenzione, non nel senso negativo di accordo al ribasso, nel senso alto di equilibrio, di sintesi, nel senso più nobile del termine, sintesi tra visioni del mondo anche opposte.
Vi faccio un esempio meraviglioso che ho visto con i miei occhi negli archivi. L'articolo 1 della nostra Costituzione recita: "L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro". Sembra una frase semplice, diciamo che che lo è, ma non è arrivata così. Cioè, non è che è arrivata, ok, la cosa sul lavoro, scrivi. No, questa frase è il risultato di una serie di passaggi, proposte, controproposte, cercare di trovare il giusto equilibrio in modo che tutti si sentissero rappresentati da quella frase.
Guardate, guardate qui. Palmiro Togliatti propone di parlare di una repubblica di lavoratori. Eh, qui avete Leonilde Iotti, questi sono gruppi di comunisti, quindi parlano di Repubblica Democratica, di lavoratori. Questa è è l'idea dei dei comunisti. Ovviamente gli altri cosa temono? Temono che i comunisti vogliano riprodurre un ordinamento di tipo sovietico, che agli altri non va bene. Certo, certo, certo.
E allora qui abbiamo un emendamento firmato Ugo La Malfa, che dice: "L'Italia è una Repubblica Democratica fondata sui diritti del lavoro e sulle diritti di libertà". Diritti di libertà e diritti del lavoro. Mette prima le libertà. E allora la soluzione, diciamo, mediana la trova il gruppo democratico cristiano, prima firma Amintore Fanfani. "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Fondata sul lavoro, quindi non di lavoratori. Ovviamente questi sono solo dei poveri pezzi di carta, che però stanno qui a testimoniare qualche cosa che c'è dietro. Se uno capisce quello che c'è dietro, ha fatto un passo avanti enorme di maturazione.
Vi dico, non avrei mai immaginato di potermi in qualche modo emozionare alla Camera, ma vero, e credo sia il termine giusto, perché io mi sono emozionato, non avrei mai immaginato, perché quando guardi quei documenti che hanno portato alla Costituzione, in qualche modo tu senti la senti la fatica, senti senti un pezzo di storia che ti rappresenta. In qualche modo, in quel momento storico, si sono create delle condizioni tali per cui siamo riusciti a creare qualcosa di veramente speciale, che è la base dei nostri giorni, è la base della nostra quotidianità, della nostra libertà. E forse è un qualcosa che diamo per scontato. E appena inizi a pensarci, in realtà, appena inizi a scoprire queste cose, questi dettagli di come è stata scritta, delle persone che che ci hanno lavorato, ti rendi conto che è una cosa enorme e che non è scontata per niente.
E poi c'è un episodio che secondo me racchiude veramente tutto. Siamo al 22 dicembre del 1947, il giorno, giorno importantissimo, perché è il giorno dell'approvazione finale della Costituzione. Ecco, un piccolo deputato siciliano che avrebbe poi fatto una grande carriera, era un professore di diritto romano, diventerà sindaco di Firenze, si chiama Giorgio La Pira. È un deputato cattolico, fa una proposta, e cioè anteporre al testo della Costituzione un preambolo. Il preambolo recita: "In nome di Dio, il popolo italiano si dà la seguente costituzione".
Da questa proposta del deputato siciliano scaturisce un dibattito, perché in quell'assemblea c'è tutto. Ci sono atei, credenti, comunisti, cattolici, socialisti, anche ex fascisti, anche monarchici, c'è tutto. Si apre il dibattito e La Pira, alla fine di quella discussione, dice una cosa che oggi ci sembra quasi impossibile. Alla fine di quel dibattito, il deputato dirà: "Io ho fatto quello che la mia coscienza mi suggeriva di fare, prendo atto della diversità di posizione e ritiro questo mio ordine del giorno." Lui praticamente ritira la proposta perché capisce che imporla mancherebbe di rispetto a chi non la pensa come lui. La coscienza, lui utilizza questo termine, un termine secondo me potentissimo, che forse oggi dovremmo sentire un po' più spesso.
Beh, questo aneddoto ve lo racconto perché perché spiega che la nostra Costituzione, a differenza, per esempio, di quella tedesca, non ha un preambolo. Come vedete, quello che ritroviamo oggi scritto lì nasce da scambi, da passi avanti, da passi indietro, un lavoro incredibile. Quindi capite lo spirito vero della costituente: non rinunciare alle proprie idee, ma riconoscere la dignità di chi la pensa diversamente.
Quindi, dopo 18 mesi di lavoro, un anno e mezzo, quindi dal giugno 1946 al dicembre 1947, la bozza della Costituzione era pronta, 18 mesi di lavoro. Si arriva dunque alla votazione per l'approvazione finale e, in realtà, il modo di votare alla Camera era diverso da oggi. Sentite. Ai deputati veniva data una pallina bianca e una pallina nera. Ok? Allora, se le cose, ovviamente, ehm, diciamo, chi assisteva alla votazione non vedeva dove il deputato ha messo la pallina bianca e la pallina nera, quindi se votava, diciamo, metteva nell'urna bianca più chiara la pallina bianca, nell'urna nera la pallina nera, vuol dire che in qualche modo approvava, no? Se invece invertiva, quindi nell'urna bianca ci trova le palline nere, nell'urna nera ci trova le palline bianche, non era non era favorevole. E queste sono modalità un po' risalenti.
Il 22 dicembre 1947 si ebbero i risultati. Su 515 votanti, 453 votarono sì. La Costituzione fu approvata e il primo gennaio 1948 entrò in vigore. Ah, piccolo aneddoto. Sapete che ho scoperto anche io andando alla Camera? Sapete quante copie originali esistono? Ma esiste un documento unico originale della Costituzione?
Sono tre gli originali della Costituzione. Attualmente sono conservati e sono quelli che vennero dati al momento della firma a Umberto Terracini, quindi presidente dell'Assemblea Costituente, ed è quello conservato a Palazzo Montecitorio dall'Archivio Storico della Camera. Sì. Poi a Giuseppe Grassi, che era il ministro di di Grazia e Giustizia, che è guardasigilli, e questo è quello conservato all'Archivio Centrale dello Stato a Roma. E poi ad Alcide De Gasperi, che era il presidente del Consiglio dei Ministri, e quindi, fino a un accordo tra presidente Berlusconi e il presidente Napolitano, ha trasferito questo originale al Quirinale, quello si trovava presso la presidenza della del Consiglio dei Ministri.
Come vedete, quello che c'è dietro la Costituzione, che io ho simpaticamente chiamato il prequel della Costituzione, non solo è storicamente affascinante, ma è a tratti emozionante. Ti fa capire il perché della Costituzione, te la fa vedere con altri occhi. E io ora un consiglio spassionato che vi do è: procuratevi una costituzione. Si può comprare ovunque, anche su Amazon. Ok? Sì, sì, c'è proprio il documento, perché tu la prendi, la leggi e approfondisci.
Ora, ora dobbiamo fare, giustamente, abbiamo fatto un video sul prequel. Ora io vorrei fare un video sulla Costituzione, quantomeno sui primi 12 articoli, che rappresentano le 12 colonne portanti. E qui, e qui lancio un appello al nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Presidente, facciamo un video insieme sulla Costituzione, sui 12 articoli principali della Costituzione, ma spiegati, come dire, spiegati per davvero, in maniera sicuramente rigorosa, ma anche in maniera pop, nel senso più nobile del termine, cioè per tutti. Perché vede, presidente, in questi anni di divulgazione mi sono reso conto che noi italiani in realtà abbiamo una grande, enorme voglia di conoscere e capire. Serve però veicolare i messaggi nel modo giusto e con lei, secondo me, verrebbe fuori un qualcosa che rimarrebbe nella testa di tutti e, e soprattutto dei giovani, delle nuove generazioni. La ringrazio in anticipo e spero che chi lavora con lei le riporti questo messaggio.
Ci tengo a ringraziare la Camera dei Deputati e tutte le persone che ci hanno assistito per il video, le persone che ho conosciuto, in particolare Paolo Massa, memoria storica sorprendente, incredibile, ve lo assicuro, la quantità di informazioni, aneddoti che lui ha nella sua memoria naturale è incredibile. Lui è sovraintendente all'archivio storico, lo ringrazio vivamente. E grazie mille a tutti voi per averci seguito fino alla fine e spero che da oggi in poi, quando sentirete parlare della Costituzione e da dove viene, avrete le idee un pochettino, un pizzichino più chiare. Alla prossima. Ciao.