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Cambiamo argomento e passiamo all'immunità, sistema immunitario e risposta immunitaria.
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Immunologia: analizziamo questo termine. Il suffisso "logia" è uno di quelli famosi, deriva dal greco "Logos" che significa studio. Il prefisso "immuno" invece deriva dal latino "immunis", composto da una forma assimilata di "In" che è una negazione e "munus" che significa obbligo.
Immunità significa allora "ente dagli obblighi", che nell'estensione scientifica diventa "refrattario alle infezioni". L'immunologia è lo studio dell'immunità e l'immunità è la resistenza alle malattie, in particolare quelle infettive.
Ma capiamo meglio: da definizione, l'immunologia è lo studio del sistema immunitario, delle sue azioni nei confronti di agenti patogeni e tessuti danneggiati, e del suo ruolo nelle malattie.
L'immunologia quindi si occupa sia del sistema immunitario, cioè dell'insieme di cellule, tessuti e molecole che hanno il compito di prevenire le infezioni e di eradicare quelle in atto, sia della risposta immunitaria, cioè dell'azione coordinata contro i microorganismi infettivi dei vari componenti del sistema immunitario, sia del ruolo che il sistema immunitario ha nelle malattie.
Detto questo, il sistema immunitario offre protezione dalle infezioni, ma anche prevenzione nei riguardi della crescita tumorale. La risposta immunitaria attacca i microrganismi infettivi, ma è coinvolta anche nella rimozione delle cellule morte e nelle fasi iniziali dei meccanismi di riparazione tissutale.
Non tutto è oro quello che luccica però, perché nonostante l'indiscussa importanza degli effetti benefici appena visti, l'eccessiva attivazione del sistema immunitario può essere causa di danno tissutale e di patologie.
Allergie, autoimmunità e malattie a base infiammatoria hanno la loro causa in un'eccessiva risposta immunitaria, risposta immunitaria che è anche il maggiore ostacolo al successo dei trapianti.
Delineiamo ora uno schema di base dei vari meccanismi di difesa, dei vari meccanismi dell'immunità. La prima distinzione da fare è tra immunità innata, rapida ma non specifica, e immunità adattativa, più lenta ma specifica.
L'immunità innata, anche detta naturale o nativa, è la prima linea di difesa nei confronti dell'invasione microbica. Il termine "innata" sta ad indicare che questo tipo di immunità è sempre presente nei soggetti sani.
L'immunità innata si occupa di fronteggiare i primi due step di un'infezione: bloccare l'ingresso dei microbi nei tessuti. Ciò avviene attraverso le barriere epiteliali della cute e dei tessuti mucosi, cellule specializzate e sostanze segrete dagli epiteli, eventi, attività antibiotica ed eliminare rapidamente i microbi che, nonostante ciò, siano riusciti ad entrare nei tessuti.
Questo punto è compito dei fagociti, di linfociti specializzati chiamati cellule linfoidi innate e di molte proteine plasmatiche. L'immunità innata, poi, qualora non riesca a far completamente fronte all'infezione, si occupa anche di potenziare la risposta immunitaria adattativa.
L'immunità adattativa, anche detta specifica o acquisita, entra in gioco quando per l'appunto occorre una risposta più specifica rispetto a quella fornita dall'immunità innata. L'immunità adattativa è l'immunità che si adatta alla presenza dei microorganismi invasori.
Si occupa, attraverso i linfociti e i loro prodotti, quali gli anticorpi, dei microbi che hanno eluso l'immunità innata. L'immunità adattativa è particolarmente importante nella difesa contro gli agenti infettivi patogeni per l'uomo che hanno sviluppato meccanismi di resistenza all'immunità innata.
Detto questo, tenete presente che la risposta immunitaria adattativa spesso, per eliminare i microbi, utilizza le armi dell'immunità innata, potenziandone i meccanismi microbici.
La seconda distinzione da fare a questo punto è una distinzione interna all'immunità adattativa. Distinguiamo due tipi di immunità adattativa: l'immunità umorale e l'immunità cellulare o cellulo-mediata.
L'immunità umorale coinvolge i linfociti B, cellule dell'immunità adattativa che producono gli anticorpi. Gli anticorpi, che a loro volta bloccano le infezioni ed eliminano i microbi extracellulari, impediscono loro di colonizzare le cellule e tessuti connettivi dell'ospite.
Gli anticorpi però sono inefficaci nei confronti dei microbi che vivono e si replicano all'interno delle cellule infettate. L'immunità cellulare o cellulo-mediata coinvolge i linfociti T, cellule dell'immunità adattativa che eliminano i microbi intracellulari, cioè i microbi che per vari motivi si trovano all'interno delle cellule.
Alcuni linfociti T attivano l'eliminazione dei microbi fagocitati, altri linfociti T uccidono le cellule infettate ed eliminano i serbatoi di infezione.
Guardiamo adesso le principali caratteristiche tipiche dell'immunità adattativa.
Caratteristiche dell'immunità adattativa fondamentali nell'efficace difesa dagli agenti infettivi sono: specificità, diversità, memoria, espansione clonale, specializzazione, contrazione ed omeostasi, mancata reattività al self.
Per specificità intendiamo la capacità dell'immunità adattativa di discriminare tra l'infinità di antigeni diversi e assicurare la specificità della risposta per ognuno di questi antigeni.
Per diversità intendiamo che l'insieme delle specificità dei singoli linfociti, il cosiddetto repertorio linfocitario, è estremamente diversificato e da ciò deriva la capacità del sistema immunitario di rispondere a una varietà di antigeni diversi.
Per memoria intendiamo che l'immunità adattativa dà risposte sempre più rapide, intense ed efficaci a seguito delle ripetute esposizioni allo stesso antigene.
L'immunità adattativa ha memoria immunologica, ricorda cioè un precedente incontro con l'antigene. La risposta primaria, quella che avviene nel primo incontro con un dato antigene, è meno rapida, intensa ed efficace delle risposte secondarie, quelle che avvengono negli incontri successivi al primo con il medesimo antigene.
Per espansione clonale intendiamo il rapido aumento del numero di cellule specifiche a contrastare l'antigene incontrato, aumento necessario a fronteggiare la rapida proliferazione dei microbi.
Per specializzazione intendiamo che le risposte immunitarie sono diversificate e specializzate per combattere i diversi tipi di microbi e generare risposte ottimali contro di essi.
Per contrazione ed omeostasi intendiamo che tutte le risposte immunitarie si autolimitano, permettendo al sistema immunitario di tornare pronto per rispondere ad un eventuale nuovo antigene.
Per mancata reattività al self, infine, intendiamo che il sistema immunitario di norma non reagisce agli antigeni dell'ospite, anche detti antigeni autologhi o antigeni self.
La mancata risposta agli antigeni self viene chiamata tolleranza immunologica, perché il sistema immunitario tollera molecole, cellule e tessuti self potenzialmente antigenici.
Chiudiamo accennando la differenza tra immunità attiva e immunità passiva.
L'immunità attiva riguarda l'attivazione del sistema immunitario, la generazione di una risposta immunitaria per eradicare l'infezione in risposta all'esposizione ad un antigene tramite infezione o vaccinazione.
L'immunità passiva, invece, riguarda la ricezione da parte di un individuo che non ha mai incontrato un dato microbo di anticorpi o cellule derivanti da un altro soggetto già immune a quel dato microbo.
Il soggetto ricevente riesce a fronteggiare l'infezione grazie agli anticorpi o alle cellule ricevute, e fino a che questi anticorpi o queste cellule ricevute persistono.
Da un punto di vista fisiologico, osserviamo l'immunità passiva nei neonati, che non avendo un sistema immunitario maturo e pronto a rispondere a certi agenti patogeni, ricevono dalla madre gli anticorpi necessari attraverso la placenta o attraverso l'allattamento al seno.
Per adesso ci fermiamo qui. Una prima infarinata che tornerà utile per mettere in ordine i concetti in vista delle prossime lezioni è stata fatta.
Restate connessi con me, con la biologia, per continuare a studiare insieme l'immunologia e, più in generale, tutti gli argomenti che porterò prossimamente.
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Alla prossima e buono studio a tutti! Ah!