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Benito Mussolini, il futuro dittatore fascista, nasce a Predappio, in Romagna, in una famiglia di modeste condizioni economiche e di idee socialiste. Viene chiamato Benito Amilcare e Andrea in onore di un rivoluzionario messicano e di due anarchici italiani.
Benito Mussolini stesso si iscrive al Partito Socialista e dopo il diploma da maestro, per evitare il servizio militare, fugge in Svizzera, dove viene arrestato e rimpatriato. Inizia a scrivere per alcuni giornali socialisti avvicinandosi alla corrente rivoluzionaria. Nel 1912 diventa direttore dell'Avanti, quotidiano ufficiale del partito.
Inizialmente sostenitore della neutralità dell'Italia allo scopio della guerra, nel 1914 cambia idea e, espulso dal partito, fonda un proprio quotidiano. Si fa portavoce degli interessi dei gruppi industriali e inizia a diffondere con fervore idee interventiste, antiparlamentari e, dopo la partecipazione al conflitto, militariste e nazionaliste.
Nel 1919, cavalcando la delusione per una vittoria da molti percepita come inutile e il disagio sociale generalizzato, fonda I fasci italiani di combattimento, un'organizzazione paramilitare formata dai reduci e dai cetti medi insoddisfatti. Due anni dopo la trasformerà nel partito fascista. Nel frattempo le cosiddette camicie nere, finanziate dai proprietari terrieri e dagli industriali, compiono numerose azioni di violenza contro i socialisti e gli operai in sciopero.
Il fascismo conquista il potere con la marcia armata che Mussolini organizza su Roma. Il re Vittorio Emanuele II non lo ferma, ma anzi gli affida il governo. Intelligente, aggressivo, carismatico e persuasivo, opportunista e demagogico.
Il duce, come si fa chiamare, instaura un regime autoritario, sostituisce alle istituzioni degli organi fascisti, manipola le elezioni, fa assassinare il deputato socialista Giacomo Matteotti con la serie di leggi eccezionali chiamate fascistissime che cancellano qualsiasi libertà politica. Il passaggio a una dittatura è compiuto. Questa dura per un ventennio tra la spietata repressione di ogni opposizione e il ferreo controllo della società attraverso la censura e la propaganda.
L'alleanza con la Germania nazista, con cui condivide le politiche di persecuzione degli ebrei, porterà Mussolini a partecipare al suo fianco alla seconda guerra mondiale e, al suo fianco, perderla. Tre giorni dopo la liberazione dell'Italia, il duce tenta la fuga in Svizzera, ma viene catturato dai partigiani e fucilato.