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(Capitolo 2) Promessi sposi: riassunto e spiegazione

Letteratura Italiana - Patrick Cherif9:36

Transcription

ciao sono patrick sharif e oggi vediamo il secondo capitolo dei promessi sposi. cominciamo da riassunto.

il capitolo si apre con la descrizione della notte trascorsa da dona voglio. una notte passata dal curato in preda ad angosce e paure. e dopo tanto pensare, tanti angosce, decide di rimandare le nozze di almeno 5 giorni.

la mattina seguente, quando giunge a renzo, renzo è vestito a festa e tutto allegro e felice, in quanto proprio quel giorno avrebbe dovuto sposarsi. don abbondio riesce a trovare l'escamotage di alcuni imbrogli burocratici. renzo non prende certamente bene la notizia. lascia la casa del curato e mentre sta camminando vede da lontano perpetua, ossia la domestica di donna voglio. renzo subito la raggiunge e perpetua, che conosce benissimo il motivo per il quale non si può celebrare il matrimonio, si lascia intendere che c'è qualcosa che non va.

e una volta che si è separato da perfetto, torna immediatamente indietro. entra nella casa di don abbondio e sequestra il curato, ovvero chiude la porta a chiave e lo minaccia continuamente, dicendogli: cos'è che non va? chi è che si oppone al matrimonio? perché non si possono celebrare le nozze? tu non mi hai detto la verità. e dona voglio, in preda al timore del giovane, dice don rodrigo.

renzo esce in preda a mille pensieri e proprio durante questa camminata si lascia andare a una vera e propria vendetta immaginativa, che lui immagina di compiere nei confronti di don rodrigo.

la camminata di renzo si conclude nei pressi dalla casa di lucia, dove sarebbe dovuto svolgere il matrimonio. renzo entra in casa, ferma una giovane amica di lucia e le chiede di chiamare la sposa in gran segreto. lucia, dopo che è stata messa al corrente dall'amica, scende da renzo, il quale appunto le comunica quanto gli ha detto don abbondio. e lucia dice: è arrivato a tal punto, cioè lascia intendere che lei sapeva già qualcosa.

renzo e lucia vengono anche raggiunti da agnese, che è la madre della giovane. infine, lucia va torna al piano di sopra e manda via gli invitati dicendo che don abbondio sta molto male. amiche in preda alla voglia di pettegolezzo e vanno alla casa del curato per per informarsi. perpetua dalla finestra dice che don abbondio al letto e che ha un febbrone da cavallo.

quattro cose da dire su questo capitolo.

il capitolo si apre paragonando la notte angosciata di don abbondio a quella del principe di condé. chi è questo principe? non è altro che luigi ii di borbone, il quale il 16 maggio 1643 aveva combattuto nella battaglia di rocroy. che aveva visto contrapposti l'esercito francese, guidato appunto da dal principe di condé, contrapposto all'esercito spagnolo. luigi ii di borbone, per il principe di condé, uscirà vittorioso da questa battaglia. ma la cosa più importante che ci interessa a riguardo è che la notte prima della battaglia il principe aveva trascorso una notte tranquillissima, al contrario la notte di don don abbondio non era per niente tranquilla.

la seconda cosa da dire riguarda la strategia di don abbondio. abbiamo detto che il prete decide di rimandare il matrimonio di almeno cinque giorni, perché in quel periodo, a partire dal quinto giorno, sarebbe stato vietato celebrare i matrimoni. in quanto il concilio di trento all'epoca aveva ribadito una legge secondo cui, a partire dalla prima domenica dell'avvento fino all'epifania, era vietato celebrare i matrimoni. dal momento che la nostra storia è ambientata nel 1628, questo periodo corrispondeva dal 12 novembre al 6 gennaio.

don abbondio non è certo un volpone, non è certo la persona più astuta nel mentire agli altri, perché appena renzo arriva, don abbondio comincia facendo il finto tonto. oggi era oggi, cioè fa finta di non ricordarsene. poi, in secondo luogo, dice: no, oggi non sto molto bene. e subito dopo accampa un ulteriore scusa, come se la prima non fosse non fosse vera. infine, ricorre alla strategia del latinorum, ovvero utilizza dei termini latini in modo tale da mettere una distanza e mettere in difficoltà renzo.

la terza cosa da dire riguarda la figura di renzo. il cui nome per intero è lorenzo tramaglino. penso, come professione, fa il filatore di seta. sappiamo anche che il ragazzo possiede un prode netto, che è un po diretto, che fa lavorare ad altri nel momento in cui non può lavorarci personalmente. infine, da quando ha conosciuto lucia, renzo è diventato anche un massaio.

per quanto riguarda invece il carattere, renzo è una persona gaia, allegra, ingenua, un agnello quando nessuno gli dà problemi. ma quando qualcuno gli fa un torto, non è più un agnello. gli monta il sangue alla testa ed è appunto quanto accade una volta che scopre che c'è qualcosa che non va da perpetua. in quanto ricordiamo che renzo torna a casa di don abbondio, sequestra un prete e nel dialogo con don abbondio mette addirittura istintivamente la mano al coltello. gli fa intendere renzo che se non gli avesse detto la verità, avrebbe anche potuto ucciderlo. tuttavia, nel momento in cui la tensione si scioglie, renzo rimane sbigottito, resta scioccato dalla propria stessa violenza, in quanto renzo in realtà è un buono, non è non è un cattivo. e per questo più volte dice: posso aver fallato, posso aver parlato, cioè io forse ho sbagliato a comportarmi in questa maniera.

un altro segno da cui capiamo il carattere buono di renzo è quando, una volta scoperto che è don rodrigo il responsabile del mancato matrimonio, renzo si lascia andare ad una vera e propria vendetta immaginativa, una vendetta immaginativa molto sanguinosa, molto cruenta, che è propria secondo molti critici manzoniani dell'uomo buono, che però si accende, diventa un vero fuoco nel momento in cui subisci un torto.

un'altra cosa da dire su renzo, per non cadere negli stereotipi, è che renzo non è semplicemente ingenuo, buono e dunque stupido, ma è anche dotato di una sottile intelligenza. infatti, lui intuisce, capisce subito che don abbondio gli ha mentito, che c'era qualcosa di strano dal modo in cui lo ha colto. e quando incontra perpetua, utilizza la diplomazia. gli dice: anno, possiamo festeggiare insieme, cioè la rende parte della sua gioia mancata. e ancora dice: ah, ma è così che un prete dovrebbe trattare un povero figlio del popolo?

la quarta cosa da dire riguarda perpetua e la logica del pettegolezzo. già dal primo capitolo abbiamo intuito che perpetua è una donna che ama conoscere i pettegolezzi, ama sapere. ma in questo capitolo scopriamo che non solo ama sapere, ma ama anche far sapere. diciamo subito che perpetua non si lascia sfuggire il segreto. allude a dei prepotenti e dei birboni, però non dice mai esplicitamente il segreto a renzo. ma ma tutte le battute di perpetua sono un continuo spingere renzo verso la verità. perpetua dice: voi volete volete che io conosca i segreti dei del mio padrone? allora ci sono dei segreti? oppure dice: io non posso dire niente. oppure: voi volete farmi dire cose che io non posso dire, perché puntini puntini puntini, perché non so niente. vedete come è sottile. volete farmi dire cose che non so, che non posso dire, cioè non posso. allora c'è qualcosa da dire. c'è questo continuo, questa continua sottolineatura su: io non so niente, io non so niente. questo io non so niente significa invece: io so qualcosa. e c'è proprio una battuta dove questa equazione viene viene esplicitata, quando dice: non so niente è come se avessi giurato di tacere.

con questo concludo. ti invito a lasciare un commento, a farmi una domanda se vuoi approfondire qualcosa. infine, ti invito a iscriverti al canale, ad attivare la campanella per ricevere le notifiche e ci vediamo al capitolo 3. in bocca al lupo.